Dopo 15 secondi posti, Sheldon Creed conquista ad Atlanta la prima vittoria in carriera nella categoria cadetta della NASCAR
Prima o poi anche le maledizioni finiscono, pure quella di Sheldon Creed. I dubbi sul 28enne californiano ovviamente non c’erano ed i titoli conquistati in ARCA (2018) e Truck Series (2020) lo dimostravano, tuttavia alla quinta stagione completa nella categoria cadetta in cui ha fatto tutto il giro (tre team e tre costruttori) anche per qualche rapporto non andato a buon fine con i compagni di squadra, la vittoria mancava ancora. Più e più volte era stata sfiorata fino a raggiungere il non invidiabile record di 15 piazze d’onore. Finalmente, in una sera di febbraio, la maledizione è stata sfatata.
La gara
Dopo la gara della NASCAR Truck Series, chiusa anzitempo per lasciare spazio appunto alla categoria cadetta senza ulteriori ritardi, ad Atlanta in programma c’è la seconda corsa stagionale della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series. 39 le auto iscritte, dunque una dopo le qualifiche del venerdì deve andare a casa. La #87 di Austin Green rischia grosso, poi si salva in corner e la DNQ è per la #74 di Cram.
La griglia ha delle sorprese: Sam Mayer scatta dalla pole davanti a Kvapil (livrea Arbys iconica per lui), Gray, Creed, Sawalich, Caruth, Ruggiero (ancora da placeholder al posto di Crews), Sammy Smith, Day e Love, prima RCR in classifica mentre Austin Hill è addirittura 20°. Da notare la suddivisione degli iscritti: sui 38 ci sono 30 Chevy, otto Toyota e appena due Ford, quella di Fenhaus 27esima e quella di Sanchez 28esima.
Dopo aver retrocesso in fondo al gruppo Allgaier, Jeb Burton, Chastain (sulla #32 del team di Jordan Anderson) e Clements per modifiche in parco chiuso, può avere inizio la gara da 163 giri e 250 miglia, stavolta senza vincoli inseriti all’ultimo.
Alla bandiera verde Mayer scatta bene seguito come un’ombra dal compagno di squadra Creed, Kvapil prova a tornare sotto con Gray ma si deve arrendere quando Taylor lo molla trovando un varco all’esterno davanti a Caruth. Mentre tutti notano Hill già in 12esima posizione, arriva al quinto giro la prima caution. Corey Day paga un altro errore di inesperienza, in curva4 va 3-wide infilandosi fra Ruggiero e Ryan Sieg, tocca quest’ultimo sulla posteriore sinistra e innesca un incidente che manda ko anche Kyle Sieg oltre ad Harrison Burton e Perkins. Ryan è arrabbiatissimo con Day, via radio e nell’intervista fa capire che non è la prima volta che Corey commette questi errori di aggressività nel momento sbagliato. Day la scampa senza danni, ammaccature anche per Staropoli.
Si riparte ai -33 nella prima stage con Mayer al comando su Creed, Gray, Caruth e Kvapil e l’organizzazione al choose cone sostanzialmente invariata. Stavolta l’interno rimane all’altezza, fin troppo dato che in uscita di curva4 Gray sbaglia completamente le distanze del side draft e tocca Mayer che rimedia un pesante tire rub all’anteriore sinistra che desta preoccupazione, poi però il fumo svanisce e Sam prosegue al comando. Caruth invece è scivolato all’esterno perdendo qualche metro.
Questo contatto ha scombinato di nuovo l’interno con un buco fra Gray-Kvapil ed i piloti che seguono in questa fila. Chi sono questi? Ovviamente Love ed Hill, la temuta coppia RCR. Tuttavia la coppia dura poco, Jesse sale esterno mentre Hill mette, a suo rischio e pericolo visto che è stato testimone oculare e premonitore dell’incidente precedente, Corey Day.
Ai -25 Gray cede di colpo e si mette in fila dietro a Caruth lasciando Kvapil al vento da solo a perdere posizioni. Anche in questo weekend Alfredo è sfortunato e va ai box con la posteriore destra forata; a differenza di Daytona non ci sarà il clamoroso recupero e, dopo anche una penalità, chiuderà a tre giri.
Ai -20 si prova a riorganizzare una seconda corsia, ci sono Sawalich, Sanchez, Day e Retzlaff all’attacco e questi approfittano di un nuovo colpo di scena: Mayer è saltato di colpo con la anteriore sinistra che, alla fine, ha ceduto nel punto sbagliato, in curva4 mentre la #41 è lungo il muro, dunque Sam è costretto a farsi un intero giro su tre ruote con la beffa ulteriore di uno speeding. Fora pure Thompson, ma Dean riesce a evitare penalità.
Mayer sparendo di colpo riapre i giochi ed il più lesto ad attaccare è Caruth che va 3-wide in curva1 e passa al comando, Love prova a seguirlo mentre Creed tiene l’esterno seguito da Retzlaff. Jesse tuttavia continua ad avanzare e riesce a mettersi davanti a Rajah. E chi prova a seguire la #2? Ovviamente la #21 di Hill. Il rimescolamento prosegue, Creed torna nella mischia con uno di scambio di corsia con Love mentre in supporto ad Austin arriva anche Chastain partito dal fondo. Caruth perde invece qualcosa e si mette dietro a Retzlaff.
Caruth conosce una sola parola che probabilmente gli farà guadagnare tanti tifosi: attaccare. Rajah attacca in continuazione, sia che vada a buon fine, sia in caso di rimbalzo. Forse un paio di volte servirebbe anche riflettere se una manovra abbia probabilità di successo oppure convenga aspettare un attimo, ma Caruth ha tempo per imparare. Per ora va benissimo così, anche perché di errori grossolani (come quelli del compagno di livrea Day) non se ne vedono.
Creed ai -10 scivola leggermente largo e per questo Retzlaff ne approfitta per metterlo 3-wide, Sheldon rallenta, Kvapil alle sue spalle ancora di più. Anche Hill però ha molto sovrasterzo e in curva4 deve controsterzare paurosamente, temendo addirittura una foratura lenta, e nella manovra per poco Allgaier non finisce involontariamente a muro.
Si innesca una mini fuga a otto a cinque giri dal traguardo volante, Kvapil attacca, poi è il turno di Chastain, infine di Caruth, ma le manovre sortiscono pochi effetti materiali. Love vince anche in questa occasione per RCR la prima stage davanti a Caruth, Retzlaff, Gray, Allgaier (anche per lui clamorosa rimonta), Creed, Kvapil, Sanchez, Clements e Chastain. Lucky dog per Finchum, a -1 rimane Ware, a -2 Thompson, a -3 Mayer ed Alfredo, Gase nel garage dopo la bandiera nera per problemi al motore.
Il primo giro di soste lascia Love al comando, poi un po’ di confusione, con Gray che investe (senza conseguenze fisiche, a livello di penalità invece sì) un meccanico che stava recuperando una ruota vagante; penalità anche per Ruggiero, Ware e Alfredo mentre Thompson si gioca la wave around. Dietro alla #2 si piazzano Allgaier, Creed, Caruth e Kvapil.
Bandiera verde ai -36 nella seconda stage e Creed tiene malgrado la sua corsia non sia così unita. Sheldon, per sua fortuna, riesce a trovare in fretta un varco dietro a Love lasciando a sinistra Kvapil, Day, Jones e – più staccato – Sammy Smith. Chi rischia in questa fase, ancora con sovrasterzo come in tante altre occasioni, è Jeb Burton il quale però non molla e riattacca Retzlaff. L’unico effetto in tutto questo, alla fine, è rimettere Austin Hill in top10 dopo i problemi di fine stage precedente. La #21 non si ferma e segue ancora Day all’interno.
Questa, però, è una corsia un po’ vuota e pian piano la lasciano tutti, solo Retzlaff a centro gruppo di testa prova a rilanciarla. Ai -28 un fulmine a ciel sereno: quando tutti meno se lo aspettano Creed attacca e infila Love, Jesse prova l’incrocio ma non va, dunque in soccorso della #2 arrivano di rincorsa Hill, Smith, Retzlaff e Chastain. Ross non sta fermo ed apre un pericoloso 3-wide con lo stesso Hill (che deve desistere) e Day.
Love, malgrado ciò, riesce a rimettersi ad altezza di Creed, ma non va, Sheldon avanza e questo apre la porta all’attacco ai -20 di Allgaier che, pure lui, fulmina il leader. Ma non basta, perché il più lesto in uscita di curva4 è Caruth che va 3-wide e passa entrambi andando in prima posizione. Ruggiero, intanto, bacia il muro dopo una toccatina subita da Smith e forando deve andare ai box.
Creed prova il contrattacco su Caruth, tuttavia la #88 resiste e consolida la leadership, resistendo poco dopo anche ad un tentativo di Kvapil seguito poi da Hill. Sheldon, invece, alza bandiera bianca quando – come nella prima stage – inizia a scivolare. Il gruppo torna in ordine ai -10 e l’ultimo ostacolo verso la fila indiana è un curioso 2-wide dei compagni di squadra Love e Hill.
Le ultime manovre iniziano ai -5 con un attacco di Sanchez e Jeb Burton, poi Sammy Smith (che punta la posizione di Creed con successo) con Jones. Sheldon rimane al vento e ne approfitta anche Retzlaff. Davanti il blocco JRM (+ Hendrick) si comporta bene e non corre rischi: Caruth rompe l’egemonia RCR e vince la seconda stage davanti ad Allgaier, Kvapil, Day, Jones, Smith, Hill, Retzlaff, Creed e Love. Lucky dog per Thompson con un applauso che va al suo crew chief perché così facendo la #26 ha recuperato i due giri di ritardo a cui è costretto ora invece anche Ruggiero.
Il secondo giro di soste (con la sola penalità di Leitz) lancia al comando Sawalich con Retzlaff con i due che cambiano sole due gomme (anche Sanchez lo fa, ma si ritrova bloccato nello stallo ed esce solo 12°) davanti alle soste complete di Kvapil, Allgaier, Caruth, Day, Smith, Gray, Creed e Jones con Hill e Love poco più dietro.
Con una situazione critica a livello benzina (tutti sono al limite in caso di terza stage senza interruzioni), si riparte a 64 giri dalla bandiera a scacchi. Retzlaff scatta male e toglie il sostegno a Sawalich, Caruth prova a metterlo nel mezzo complicando ulteriormente la situazione. Kvapil ringrazia e si prende la prima posizione seguito da Allgaier e Day, questi tre appena possono salgono lungo il muro lasciando al vento Creed, Hill e Love.
Si cerca un nuovo ordine, invece arriva di nuovo un bel papocchio. E chi è il protagonista in negativo? Di nuovo Corey Day che in curva3 attacca Kvapil, ma al momento di girare tira quasi dritto, travolge il quasi compagno di squadra e nel mucchio ci finisce anche Allgaier. Corey prosegue quasi indenne, per la coppia JRM doppio DNF. A far alzare il sopracciglio ci sono anche le dichiarazioni contrastanti via radio di Day il quale prima dice di avere una foratura (da cui il fatto di non aver girato a sufficienza), poi invece aggiunge che non si aspettava una traiettoria del genere di Kvapil (che invece era costante a centro pista). Lucky dog per Mayer che recupera uno dei due giri persi.
Il disastro è ancora maggiore perché chi ne ha approfittato di questa confusione? Non Creed che si era spostato all’esterno, bensì il nuovo leader della corsia interna, ovvero Austin Hill. E qui tutti tornano ad avere paura, perché con la #21 al comando la corsa cambia volto.
La nuova classifica vede Hill davanti a Creed, Sawalich, Smith, Love, Retzlaff, Sanchez, Chastain, J.Burton e Green, e tutti i crew chief tranquilli perché al sicuro con la benzina, ai -50 con l’interno di Sawalich che non va e Hill che avanza tranquillamente. La corsia di sinistra viene abbandonata in fretta da tutti tranne Retzlaff e Chastain, poi in loro aiutano arrivano Caruth e Gray che rischia grosso con Staropoli.
A dare una svolta ci pensa Love che si smarca e va all’attacco, ma rimbalza. In suo soccorso arrivano Retzlaff ed un Mayer in lotta per il lucky dog con Day. Jesse arriva in rimonta, pareggia Creed e vede Hill davanti a sé, poi però perde ancora di colpo e si rimette in fila dietro a Smith, Retzlaff lo imita e Sawalich viene lasciato da solo. Jeb Burton rischia ancora e scivolando involontariamente apre un 3-wide con Jones e Thompson, Clements invece ha un problema meccanico alla sospensione, finisce tutto solo in testacoda sul rettilineo opposto, ma riesce a prendere la via del garage senza caution.
Ai -40 Sanchez si smarca e lo seguono Chastain e Day, ma una caution ferma tutti di nuovo: Cody Ware rompe qualcosa nell’ammortizzatore e volano pezzi sul trioval. Lucky dog per Day. Alcune soste ai box fra cui Gray ed uno Retzlaff che ha accusato danni al muso nell’incidente precedente. Ripartenza con Hill al comando su Creed, Love, Smith, Caruth, Sanchez, Chastain, Jones, Sawalich e J.Burton, ma soprattutto la coppia RCR in prima fila.
Green ai -32 e l’esterno vola via, ma in soccorso della #2 arriva Sanchez che con una spinta permette a Love di attaccare Creed e superarlo per un pelo in curva3. E la situazione, per gli altri, si aggrava ulteriormente: Hill e Love sono ancora una volta primo e secondo su uno superspeedway.
Gara finita? Invece no, ai -27 un Love molto combattivo, ed evidentemente ancora deluso per come è finita Daytona, attacca deciso il compagno di squadra e fra i due sul rettilineo opposto c’è un contatto che rallenta entrambi e favorisce Creed, il quale salta entrambi e si prende la prima posizione creando una fila interna su cui saltano su anche Chastain e Jones.
Si torna dunque 2-wide, anzi 3-wide perché ai -25 Chastain attacca deciso e passa al comando seguito dopo la manovra da Jones e Creed mentre Hill perde terreno. Nella confusione Caruth rischia grosso toccato da Sanchez, ma nel replay manca la prima parte, quella in cui il primo contatto era quello fra Smith e Rajah. A cedere è la gomma proprio della #8 al giro successivo che innesca un mezzo big one in cui finisce quasi tutto il JGR (Sawalich, Ruggiero e Gray) ma anche Scott, Leitz, Poole, Staropoli, Ellis e Maggio. Lucky dog per Mayer che torna a pieni giri.
La classifica assestata in vista dello sprint finale vede Chastain al comando su Creed, Hill, Love, Jones, J.Burton, Retzlaff, Sanchez, Thompson (in top10 da -2) e Green e meno di 20 auto senza danni sulle 24 a pieni giri.
Bandiera verde ai -14 con la paura di vedere il tandem RCR all’interno superare quello formato da Chastain e Creed. Lo scompiglio lo crea Green che fora quasi subito, ma in fretta arriva un ulteriore incidente: Caruth si è toccato con una vettura e in curva2 rallenta, Mayer da dietro arriva e tampona Williams mandando la #92 violentemente contro entrambi i muretti. Bandiera rossa per pulire la pista e non perdere ulteriore tempo.
Con una situazione sostanzialmente invariata (ora a chiudere la top10 ci sono Sanchez, Retzlaff, clamorosamente Mayer e Day) in classifica, la sorpresa arriva al choose cone: Jesse Love non si mette dietro al compagno di squadra Hill all’interno, ma sceglie l’esterno con Chastain e Creed lasciando Jones con Austin.
Green ai -6 e Creed spinge forte al punto che dopo un giro Ross è da solo davanti a gestire entrambe le corsie. La sua auto però non riesce a prendere bene la corda e lascia aperta la porta all’interno. Per sua fortuna è l’altra corsia ad avanzare, ma si apre la battaglia con un 3-wide composto da Hill, Sanchez e lo stesso Love.
Ne beneficia Creed che ai -4 riesce a seguire Chastain, ma alle sue spalle arriva scatenato Sanchez (che in una delle caution precedenti ha montato gomme fresche) e di slancio, liberatosi del 3-wide dalla posizione centrale (notevole), passa Sheldon puntando persino il leader che però copre bene.
Hill ringrazia e ai -3 torna sotto, approfitta del rimbalzo degli attaccanti e si mette rimette nel 3-wide alle spalle di Chastain di nuovo con Sanchez e Love con Nick che stavolta perde. -2.5 e Ross ha un grosso guaio alle spalle: la coppia RCR affiancata, ma a scombinare i loro piani ci pensa il rilancio di Creed all’esterno.
Al penultimo giro Hill avanza dall’interno lasciando alla pari Love e Creed e si lancia sul rettilineo opposto. Chastain forse è fin troppo prudente (decisione al limite), non chiude la porta ed Austin lo passa facilmente in curva3.
Siamo all’ultimo giro e tutti credono di aver assistito all’ennesima vittoria della #21 su uno superspeedway, Austin guadagna anche qualche centimetro, tuttavia 1.5 miglia dopo si ripete la stessa scena a parti invertite. L’attacco di Ross arriva, forse un pochino più tardi rispetto a quello del pilota RCR al giro precedente, tuttavia Hill decide per il blocco all’ultimo istante. Chastain non può sparire ed Austin si gira sul muso della #32. Il salvataggio di Hill è clamoroso e al rientro dall’apron incredibilmente non ci sono incidenti.
Se Hill è finito di traverso e Chastain ha dovuto rallentare, chi è che ha preso la prima posizione in curva3? Sorprendentemente un pilota che in questi casi è sempre stato coinvolto suo malgrado in incidenti del genere senza colpa. Le auto però sono state all’interno, lui è da un paio di giri tutto all’esterno.
Sì, Sheldon Creed si trova la porta spalancata ad appena mezzo miglio dal traguardo e nessuno che possa andare a riprenderlo. La maledizione è alle spalle, i 15 secondi posti senza vittorie un brutto ricordo. Sheldon Creed è, finalmente, un vincitore nella categoria cadetta della NASCAR.
Creed precede sul traguardo altri due che ricevono applausi dopo la bandiera a scacchi, Retzlaff e Sanchez. Sicuramente meno ne riceve Day che comunque chiude quarto. A completare la top10 Love, Chastain, Mayer (che distruggerà il muso sull’erba distraendosi per festeggiare il compagno di squadra), Caruth, Gray e Jones. Hill è 12°, gli altri big doppiati.
Ed ora, caro Sheldon, mi raccomando non fermarti qui.
I risultati odierni
La classifica della “Bennett Transportation & Logistics 250”
La classifica generale
Così in campionato dopo 2 delle 33 gare della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026
I prossimi appuntamenti
Immagine: Media NASCAR
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