NASCAR | Next Gen: ufficializzato l’uso delle ruote con singolo dado

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Negli ultimi due giorni si è svolta a Fontana la quarta sessione di test, la prima su un ovale da due miglia, per la vettura Next Gen. Il pilota al volante del prototipo realizzato dal RCR era in questa occasione William Byron. Da questo test però sono arrivate anche notizie ufficiali riguardo la nuova vettura.

Nel corso della prima giornata la Nascar ha comunicato che le nuove gomme con cerchi da 18″ avranno come sistema di fissaggio un singolo bullone centrale – così come avviene in IndyCar e Formula 1 – al posto dei tradizionali cinque dadi.

La Nascar, dopo i primi tre test con la vecchia soluzione, ha portato a Fontana la nuova proposta, resasi obbligatoria per diversi motivi, ma tutto nasce dal cambio di materiale, infatti il nuovo cerchio da 18″ in alluminio sarà notevolmente più leggero di quello attuale da 15″ in acciaio per essere più simile a quello delle auto di serie.

A motivare le scelte fatte è stato John Probst, “Senior Vice President of Innovation and Racing Development” della Nascar: “Dal nostro punto di vista la scelta giusta era quella di adottare il cerchio da 18″ in alluminio. Presa questa decisione, il passo successivo era quello di assicurarci la resistenza del cerchio stesso (in questo caso realizzato dalla BBS) in pista, in modo da non completare soltanto una gara ma anche più di una. Per questo, l’opzione del singolo dado di fissaggio era l’unica percorribile.”

Questo tuttavia sarà l’unico cambiamento, infatti prosegue Probst: “Dal punto dei vista dei tifosi la coreografia dei pit stop rimarrà la stessa. Penso che spesso quando si dice singolo dado di fissaggio, la gente teme che ci sarà una sosta in stile monoposto, con i meccanici inginocchiati ad aspettare l’arrivo della vettura. Noi non abbiamo intenzione di modificare la modalità di esecuzione dei pit stop. Ci saranno ancora i meccanici che scendono dal muretto, ci saranno ancora degli atleti che faranno il giro della vettura per fare il cambio gomme per poi passare al lato sinistro. Per questo a vista e a sensazione i pit stop non cambieranno.”

L’unica piccola modifica sarà nei tempi di esecuzione: “Ad oggi i migliori meccanici sono in grado di togliere i cinque dadi in meno di 1″, diciamo 0.8″. Per fissare il singolo dado invece sarà necessario invece circa mezzo secondo. Il risparmio sarà dunque di circa tre decimi, quindi la lunghezza delle soste non sarà ridotta notevolmente.”

Passando invece alle motivazioni strettamente tecniche, Probst ha detto: “Il cerchio in acciaio perdona di più eventuali errori e si comporta meglio con eventuali ruote mal fissate. Con il passaggio al cerchio in alluminio abbiamo fatto dei test di resistenza in presenza di dadi non assicurati correttamente e la durabilità si riduceva del 30%. Dunque l’alluminio ha delle tolleranze minori in caso di ruote mal fissate e quindi abbiamo preferito passare al dado singolo. C’è solo una cosa su cui concentrarsi, ovvero fissare bene quel singolo dado. Se questo viene fatto, dal punto di vista della resistenza non ci sono problemi.”

Sparirà ovviamente anche la tradizione di incollare i dadi alle nuove ruote in modo che non cadano durante il posizionamento della ruota sulla vettura: “Uno dei dettagli del singolo punto di fissaggio è che il dado rimarrà nella pistola, quindi i team potranno utilizzarlo per un’intera gara e probabilmente per più corse. Questo renderà il programma del giorno di gara anche più efficiente. Ci sono delle occasioni in cui abbiamo dovuto aprire il garage in anticipo per permettere ai team di incollare i dadi in tempo per ognuno dei treni di gomme (fino ad 11). Ora questa lunga preparazione non sarà più necessaria.”

La due giorni di test è poi proseguita ma si è conclusa in anticipo a causa di un testacoda nel pomeriggio di ieri in cui il prototipo, il terzo realizzato nel processo di sviluppo, ha toccato leggermente il muretto interno. La Nascar ha detto che questo modello rappresenta una versione uguale “quasi al 100%” rispetto a quella che scenderà in pista a Daytona nel febbraio del 2021. A questo proposito Byron ha detto “Sono molto felice della vettura, specialmente perché l’abbiamo modificata per adattarla al meglio a questo ovale, il più grande su cui è mai stata. Dopo questi aggiustamenti è andata bene, lo sterzo si sentiva meglio e l’auto era più stabile. Man mano che i giri passavano diventava sempre più divertente guidarla.”

Come detto però il test è terminato in anticipo. Byron infatti è finito a muro nelle prime fasi di uno stint previsto di 25 giri: “Eravamo circa 6-7 giri dall’inizio dello stint. Avevo un po’ di sovrasterzo da un paio di curve ma niente di drammatico. Poi in quel momento l’auto è diventata semplicemente loose. Pensavo di poterla tenere ma non ci sono riuscito. Ho avuto dei momenti simili durante la gara di domenica ed ero riuscito a gestirli, mentre questo mi ha preso di sorpresa. Tuttavia anche questo fa parte dei test, verificare i limite di cosa possa fare la vettura.”

Anche Probst ha commentato così: “Questo è proprio il motivo per cui facciamo i test. Siamo stati in grado di accumulare quasi 300 miglia nel corso dei due giorni e acquisire molti dati. Per la natura del test stesso siamo in grado di avere molti più dati di quanti se ne possano ricavare da un normale weekend di gara, incluso l’IDR (in sintesi una scatola nera che registra gli incidenti). Adesso riporteremo la vettura a Charlotte la analizzeremo. Questo ci fornirà la grande opportunità di assicurarci che la vettura regge in caso di incidente. Analizzeremo tutto e poi andremo avanti.”

Byron poi ha proseguito parlando di gomme: “E’ stato difficile all’inizio. La gomma non ha lo stesso fianco (3″ in meno dovuti ai cerchi maggiorati) e quindi non c’è lo stesso slip – la deformazione laterale dello pneumatico – a cui puoi rimanere aggrappato. Devi adattarti alle tempistiche di questo fenomeno, a quanto velocemente puoi riprendere la vettura quando le gomme anteriore scivolano, a quanto velocemente ritorna il controllo della vettura. Sono tutte cose diverse dalla vettura attuale.”

Parlando invece del cambio sequenziale, William è rimasto soddisfatto: “Penso che ci renderà la vita più semplice nelle ripartenze, permettendo di concentrarci sulle manovre da fare e non sulle cambiate. E sui circuiti stradali potremo essere più aggressivi nelle scalate. Sarà molto divertente.”

A prendere la parola è stato anche Chad Knaus, crew chief di Byron e già sette volte campione con Jimmie Johnson: “La vettura mi piace e penso che sia molto bella. Sicuramente rappresenta un passo nella direzione giusta del motorsport moderno. Come industria abbiamo molto da imparare riguardo a cosa questa vettura sia capace di fare. Voglio ringraziare il RCR e la Nascar, hanno fatto un ottimo lavoro nella realizzazione di questo prototipo. Penso che sia spettacolare. L’auto è completamente diversa da quella attuale. I componenti sono più piccoli e agili, e l’assemblaggio della vettura è notevolmente più compatto.”

Probst ha concluso così: “Questo terzo prototipo era una vettura completamente nuova. Non c’era alcun componente delle auto testate a Richmond, Phoenix e Homestead. Il nostro obiettivo era quello di analizzare i feedback ricevuti dai primi tre test e metterli in pratica in questo primo prototipo quasi definitivo. Questo è quello che vogliamo portare in pista nel 2021. Ci sono stati molti cambiamenti, anche grazie al contributo dei meccanici che devono lavorarci. La parte superiore del telaio anteriore è notevolmente più larga e questo input ci è arrivato dai motoristi perché col vecchio telaio era molto difficile lavorare sulle valvole. Abbiamo cambiato qualcosa anche nella parte posteriore del telaio per poter raggiungere meglio i vari componenti delle sospensioni, modificando i montanti per poter accomodare le nuove ruote.”

Intanto giungono ulteriori conferme riguardo al telaio: Dallara ha lavorato sul progetto, ma solo in qualità di consulente tecnico. Il prototipo è stato realizzato dal RCR con il contributo della società Technique, candidata per la realizzazione di tutti i telai per la stagione prossima. Questo infine il calendario completo di tutti i test, passati e futuri:

  • 8-9 ottobre 2019: Richmond (Austin Dillon)
  • 9-10 dicembre 2019: Phoenix (Joey Logano)
  • 15-16 gennaio: Homestead (Erik Jones)
  • 2-3 marzo: Fontana (William Byron)
  • 16-17 marzo: Atlanta
  • 6-7 aprile: Bristol
  • 4-5 maggio: Dover
  • 2-3 giugno: Charlotte
  • 14-15 luglio: Las Vegas
  • 25 agosto: Charlotte (primo test aperto a tutti con più vetture in pista. Da qui in poi – tranne i casi specificati – saranno tutti così)
  • 1-2 settembre: Richmond (test Goodyear)
  • 8 settembre: Charlotte
  • 22-23 settembre: Texas (test destinato ai costruttori. In pista una vettura per casa)
  • 29 settembre: Charlotte
  • 6-7 ottobre: Daytona (test Goodyear)
  • 13 ottobre: Charlotte Roval
  • 20-21 ottobre: Dover (test destinato ai costruttori)
  • 27 ottobre: Charlotte Roval
  • 2-3 novembre: Martinsville (test Goodyear)
  • 10 novembre: Charlotte Roval
  • 17-18 novembre: Las Vegas (test destinato ai costruttori)
  • 24 novembre: Charlotte
  • 8 dicembre: Charlotte
  • 15-16 dicembre: Phoenix (test destinato ai costruttori)

Immagine: twitter.com/nascar; nascar.com; twitter.com/odsteve

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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