NASCAR | Nashville: Kyle Busch nella leggenda con la 100esima vittoria in Xfinity Series!

Al primo match point con la storia Kyle Busch vince a Nashville, anche se pure in questa occasione la resistenza di Allgaier è stata tenace


Gli aggettivi per Kyle Busch sono finiti da tempo: battere il record di 200 vittorie di Richard Petty in Nascar era storico, ora raggiungere i 100 successi in Xfinity Series è incredibile se si pensa che il primo degli avversari, Mark Martin, ha meno della metà delle vittorie. Non è stata semplice per Busch, un Allgaier coriaceo gli ha tenuto testa, però alla fine ha prevalso Kyle che come sempre alla fine si è inchinato al pubblico, ma anche gli spettatori avrebbero dovuto farlo con lui.

La gara

Il ritorno della Xfinity Series a Nashville dopo 10 anni di assenza è nel segno di Kyle Busch fin dal pre-gara, infatti è suo il miglior tempo nelle prove libere e anche la pole position, la 70esima in carriera. I compagni di squadra al JGR si fanno però notare, Harrison Burton nelle libere infatti ci crede e sul long run ha un passo simile a Rowdy, Brandon Jones invece va in testacoda all’uscita dai box, poi nel giro cronometrato rimedia e si qualifica settimo, Daniel Hemric infine zitto zitto è quarto in griglia e l’unico intruso nelle prime due file è Austin Cindric che scatta secondo.

Sotto un cielo velato e in una giornata calda (circa 30 °C) e umida viene sventolata la bandiera verde e Kyle Busch mantiene la prima posizione, dietro di lui Harrison Burton ci prova su Cindric, tuttavia in curva3 Rowdy arriva leggermente largo e così i due inseguitori lo affiancano, con il pilota Penske che alla fine prende il comando della gara seguito da Burton e Busch; Hemric e Jones completano la top5, tuttavia Brandon è sotto attacco dal trio del Kaulig Racing.

Alla fine Allmendinger passa effettivamente Jones (non senza faticare), mentre Jeb Burton bacia leggermente il muro ed inizia così la sua giornata in ombra; dietro di loro c’è invece una lotta interessante fra Snider, Gragson e Allgaier con Justin che inizia a sfruttare traiettorie diverse da quella inizialmente ottimale. Dopo una qualifica disastrosa stanno risalendo nel frattempo Berry (da 22° ai margini della top10) ed Annett con Herbst che invece fa una fatica incredibile.

Al giro 16 Kyle Busch torna secondo con uno slide job su Harrison Burton ed avrebbe da recuperare circa 1.5″ a Cindric che ha iniziato i doppiaggi; l’esito sembra scontato, ma Austin gestisce il vantaggio e poi pure allungherà chiudendo la contesa. Sul long run si fa vedere anche Allgaier che, dopo essersi liberato di Gragson e Snider, sorpassa anche Jones e si mette alla rincorsa di Allmendinger passandolo ai -10. Cindric vince la prima stage con poco meno di 2″ su Kyle Busch, Hemric, Harrison Burton (scavalcato dal teammate ai -3), Allgaier, Jones, Allmendinger, Jeb Burton, Berry e Snider.

Per Cindric l’obiettivo minimo di ottenere un playoff point anche in presenza di Kyle Busch è stato ottenuto, tuttavia sicuramente il pilota di casa Penske non è contento di uscire dai box in seconda posizione dietro allo stesso Busch di pochi centimetri. Ben peggiore la situazione di Snider che dietro la pace car vede il motore ammutolirsi e il suo rientro in pit lane è a passo d’uomo; la sostituzione della batteria non rappresenta la soluzione e infatti il problema e all’interruttore generale. Myatt concluderà la gara 31° a 24 giri.

Il primo giro di soste segna anche l’arrivo delle prime penalità: Allmendinger finisce in fondo perché non è entrato in fila indiana dietro agli altri, per Yeley invece c’è un normale eccesso di velocità; sosta lenta invece per Jeb Burton per accertarsi dei danni derivanti dal contatto in curva4 e anche per la modifica d’assetto. Currey rimane senza freni e non riesce a fermarsi in tempo investendo tre meccanici, uno dei quali portato in ospedale per accertamenti.

Si riparte ai -37, Kyle Busch mantiene la prima posizione seguito però da Hemric che innesca la crisi di Cindric, con il team che ha compensato troppo il sottosterzo delle libere ed ora la #22 è troppo sovrasterzante. A completare la top5 ci sono Allgaier, Harrison Burton e Jones, il quale per passare Justin si è fatto scavalcare dal compagno di squadra; Allgaier raggiunge anche Cindric, tuttavia ci mette parecchi giri per superarlo e così si crea un trenino molto interessante alle spalle della Mustang.

Proprio mentre Allgaier supera Cindric e Jones si ripete, stavolta mancando il sorpasso su Harrison Burton e subendolo da Annett, in curva4 Parsons esce troppo largo, si tocca con Starr e finisce a muro per la prima vera caution di giornata. La curiosità è che mentre una vettura sponsorizzata da criptovalute termina la gara in anticipo, l’altra (fatto storico) guidata da Cassill ne beneficia prendendosi il lucky dog. Mancano 20 giri alla fine della stage e in pochissimi (Gragson, Moffitt, Austin Hill, Reddick fra i big) si fermano ai box.

Si riparte ai -15 e dietro a Kyle Busch stavolta c’è Allgaier che dopo un breve duello si mette dietro Hemric; Justin tuttavia finisce loose e, oltre a subire il controsorpasso, finisce anche quasi tamponato da Cindric che deve frenare e così perde ulteriori posizioni. Alla fine Allgaier torna secondo, ma la lotta è stata intensa. Kyle Busch vince la seconda stage su Allgaier, Hemric, Harrison Burton, Annett (forse alla miglior gara nel 2021), Berry, Jones, Cindric, Haley e Gragson che con gomme fresche ha recuperato tante posizioni.

Il problema di Noah è che tutti si fermano ai box per cambiare gomme e così la sua leadership alla ripartenza dura appena due curve; si complica invece la gara di Herbst (penalità per speeding) e Sieg che con Williams e Weatherman devono ripartire dal fondo. Come detto, alla bandiera verde dei -92 Busch torna al comando e a seguirlo poco più tardi sono Hemric, Harrison Burton ed Allgaier, Gragson invece cede ma poco alla volta e per lui conta questo. Situazione curiosa nella top7, con JHR ai primi tre posti e JRM nei successivi quattro, poi Hemric perde due posizioni e la situazione si rimescola.

Ai -80 Allgaier scavalca anche Harrison Burton e si porta al secondo posto (seguono Hemric, Berry, Jones, Gragson, Cindric, Annett e Allmendinger che precede i due compagni di squadra) ed è a 2″ da un Kyle Busch che gestisce la situazione. Si fa notare anche Berry, il quale è all’ultima gara stagionale con il JRM e approfittando della flessione di Hemric si porta prima in quarta posizione e poi anche in terza su Harrison Burton; i due stanno crollando e pure Jones li scavalca

La finestra per l’ultima sosta si è aperta ai -70, ma nessuno ne approfitta subito. Ci si aspetta che il primo ad andare ai box sia Gragson che ha le gomme più usurate e invece, escluso Moffitt che ha problemi ai -55, a pittare è Berry dal terzo posto ai -49. Purtroppo per lui arriva subito dopo una caution con Brown che distrugge la anteriore destra ed arriva il ritiro per il danno al freno che, si pensa, abbia innescato tutto. Dopo il giro di soste Kyle Busch rimane al comando su Allgaier, Jones, Hemric e Annett; Herbst si prende un’altra penalità dopo essere tornato nella top10, ma stavolta non è colpa sua, Berry sfrutta la wave around ma deve ripartire solo 21°.

Si riparte ai -40 e Allgaier, dopo aver annullato così i 4″ di ritardo, si scatena, lottando alla pari con Kyle Busch per diversi giri; entrambi i piloti non sembrano perfetti nell’uso del side draft e a beneficiarne dopo tre tornate è Justin che si porta al comando. Poi però arriva un’altra caution, con Buford che tampona Graf mandandolo a muro e Joe che poi – pare – tocchi Jade per frustrazione con la #48 già ferma.

Solo Cassill e Labbé vanno ai box (Reddick è il lucky dog sulla vettura di Jordan Anderson) e così si riparte ai -29; le seconde file non aiutano i leader, ed un già irritato Kyle Busch non è felice dell’aiuto ora di Hemric e poi di Jones. I due sono di nuovo affiancati e sono fiancata contro fiancata quando si scatena l’incidente subito dietro di loro: un Annett fino a quel momento ottimo sbaglia, tocca Hemric e nella carambola centra l’incolpevole Cindric che paga altri punti dopo Mid-Ohio. Harrison Burton rischia grosso quando la #22 gli taglia la strada, ma l’inchiodata salva la sua gara.

Senza tre rivali, ora in seconda fila ci sono Jones ed un ripescato Allmendinger; la bandiera verde sventola ai -20 e stavolta a Kyle Busch bastano due curve per mettersi dietro Allgaier con dietro Brandon ed AJ a lottare. Ad interrompere la fuga di Rowdy ci pensa Sieg che finisce loose in curva4 all’interno di Haley e Gragson e finisce per toccare entrambi.

Nuova ripartenza ai -9 e tutto va come in precedenza, solo che stavolta Allmendinger si perde e Berry completa una fantastica rimonta fino al quarto posto lottando con Harrison Burton; anche Allgaier perde terreno e Jones inizia a puntarlo. A mettere i bastoni fra le ruote a Kyle Busch ci pensa un Sieg che nella rimonta commette un errore decisamente evitabile spedendo a muro Cassill.

Anche questa caution si prolunga e si va all’overtime; il copione è lo stesso delle ripartenze precedenti, Kyle Busch in curva2 è già davanti ad Allgaier con tutta la vettura, poi – per fortuna di Rowdy quando è già iniziato l’ultimo giro – inizia il caos e ci sono due incidenti separati, prima in curva1 e poi in curva4. La Nascar non chiama la caution e così Busch prende due bandiere a scacchi e non una a scacchi e una gialla.

Ha dovuto sudarsela, ma Kyle Busch vince la 100esima gara in Xfinity Series su Allgaier, Harrison Burton, Berry, Allmendinger, Jones (che ha perso il terzo posto all’ultimo giro), Jeb Burton, Gragson, Austin Hill ed Herbst; Annett 12°, Hemric 13°, Haley 19°.

I festeggiamenti sono sobri, stavolta Kyle Busch non rompe la chitarra (nel 2009 ci furono mille polemiche sul gesto da rock&roll), ma abbraccia il figlio Brexton alla vigilia della festa del papà. Poi la conferenza stampa in cui si smentisce rispetto alla scorsa settimana: Joe Gibbs non ha ancora venduto agli sponsor le gare per il 2022 e dunque la promessa che avrebbe smesso – se non chiamato dal team – una volta arrivato alla 100esima vittoria, potrebbe diventare realtà. Quasi, gli mancano ancora due gare nel 2021. In ogni caso quella scritta a Nashville non è storia, ma ormai leggenda.

I risultati odierni

La classifica della “Tennessee Lottery 250”

La classifica generale

Così in campionato a 11 gare dai playoff

I prossimi appuntamenti

Oggi alle 21:30 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) la Cup Series farà il suo debutto assoluto al Nashville SuperSpeedway in quanto qui in passato ci avevano gareggiato solo Truck e Xfinity Series che tornerà in pista domenica prossima a Pocono.


Immagine: media.nascar.com

CANALI TEMATICI SU TELEGRAM

NEWSLETTER

P300 MAGAZINE

PARTNERS

GRUPPI AMICI

ULTIMI ARTICOLI

COMMENTA

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

ALTRI DALL'AUTORE

CANALI TEMATICI SU TELEGRAM