NASCAR | Logano si conferma a Las Vegas

NASCAR | Logano si conferma a Las Vegas

L’ordine delle gare sarà cambiato rispetto al 2019, ma finora i risultati sono gli stessi e dunque dopo il bis di Hamlin a Daytona è arrivato anche quello di Logano a Las Vegas. E fino a pochi giri dalla fine sembrava che il copione sarebbe stato lo stesso, con Joey a difendersi da un compagno di squadra (allora Keselowski, ieri invece Blaney), poi invece la caution finale ha ribaltato tutto, togliendo una probabile – ma non certa – vittoria a Blaney.

La gara

Dopo le buone notizie ricevute in settimana riguardo lo stato di salute di Ryan Newman (qui sostituito da Chastain), la Nascar può tornare a pensare alla competizione. Sotto la lente di ingrandimento ci sono le Toyota e in particolare il loro muso. Per quasi tutte le vetture arriva un primo richiamo nelle libere e nei controlli tecnici per le qualifiche l’anteriore è ancora irregolare e per Ky.Busch, Hamlin e Bell scatta la partenza dal fondo e anche una penalizzazione di 10 punti. Le qualifiche poi nemmeno si disputano per la pioggia e quindi la griglia di partenza ricalca la classifica finale del 2019; la pole va a Busch ma la prima fila effettiva diventa Harvick-Truex.

Si parte ed arriva subito la caution: Suarez prosegue l’inizio orribile di stagione con una centralina elettronica che smette di lavorare e lo lascia in panne alla bandiera verde; dopo una sosta ai box che gli fa perdere un paio di giri Daniel chiuderà con un 30° posto a quattro giri, quindi al netto delle difficoltà iniziali una gara nemmeno tanto brutta per un team giovane.

In quel mezzo giro Logano e Larson erano riusciti a passare Truex e quindi Kyle affianca Harvick alla seconda ripartenza. La #42 scatta bene e riesce a spingere Joey in testa per poi dover alzare il piede di fronte al ritorno di Truex. Harvick però non molla e al giro 12 sorpassa Logano – sfiorando il contatto in uscita di curva4 ma sarà una costante della gara – tornando in prima posizione seguito da Truex. Da dietro intanto le Toyota faticano a rimontare e nessuno dei tre penalizzati è ancora entrato nella top20.

Alla competition caution al giro 25 dovuta alla pioggia del giorno precedente Harvick è in testa di un soffio davanti a Truex, Logano, un buon Elliott, Blaney, Keselowski, Byron, Ku.Busch, Bowman e Bowyer. In pit lane Elliott sorpassa Logano e si può ripartire con ancora 50 giri da completare nella prima stage. Harvick riesce a tenersi dietro un Truex spinto da Logano a sua volta aiutato da Elliott ma in breve per Kevin accusa i problemi che lo taglieranno dalla lotta dalla vittoria: ha una vettura adatta solo allo short run e così viene sorpassato da Chase che viaggia sui binari.

Ad andare in difficoltà oltre ad Harvick è anche Keselowski che da 6° scivola addirittura fuori dalla top15 girando persino 1.5″ più lento dei leader. Davanti intanto per Elliott non ci sono problemi e vince la prima stage davanti a Truex, Harvick, Blaney, Logano, Byron, Larson, Bowman, Johnson e l’ottimo Chastain. In coda intanto il pilota più in difficoltà è Cole Custer, il quale finisce addirittura doppiato in coda alla top30.

Il secondo giro di soste lascia immutata la top3 mentre Logano torna davanti a Blaney; Kyle Busch invece zitto zitto (o meglio, lamentandosi come sempre della vettura come conseguenza del solito pacchetto aerodinamico) grazie ad un ottimo pit stop è già vicino alla top10. Alla bandiera verde Harvick si tuffa sull’apron e passa in testa davanti alle coppie Elliott-Blaney e Truex-Logano (con Johnson che ha dovuto alzare il piede) mentre il gruppo dietro è 3-wide in una classica ripartenza caotica. Blaney alla fine deve mollare Chase e facendolo finisce anche dietro alla #19 e alla #22 perdendo tutto quello che aveva guadagnato.

In testa al gruppo il pacchetto aero crea un continuo elastico fra turbolenze e scie e dunque è difficile capire un andamento dei valori in campo almeno nei primi giri, poi per fortuna le gomme più morbide portate quest’anno dalla Goodyear (dopo la troppa prudenza del 2019) permettono di vedere anche un giusto degrado sul long run. Al giro 100 la top5 vede Harvick davanti a Elliott, Truex, Logano e Blaney con le altre tre vetture del Team Hendrick a inseguire. Poco più tardi si ripete la scena della prima stage: Harvick cede alla distanza ed Elliott si riporta in prima posizione seguito immediatamente da Truex; idem anche in casa Penske con Blaney che torna davanti a Logano.

Il giro di soste di metà stage viene aperto da Bell, che naviga ai margini della top20, dopo che è stato protagonista di un incredibile salvataggio in seguito ad una leggera toccata di Wallace che però inevitabilmente manda in crisi la posteriore destra. In poco tempo lo seguono tutti i big ai box ma qualcuno tenta la sorte tirando dritto. Fra di essi ci sono Stenhouse (è cambiato solo il team per cui corre ma il crew chief è lo stesso e quindi si ripetono anche le strategie del 2019), Nemechek, T.Dillon e LaJoie. Dietro intanto l’undercut di un giro di Truex ha funzionato ed è uscito dai box davanti ad Elliott ed è leader virtuale accumulando anche 2.5″ di vantaggio su Chase.

Tuttavia la #9 è ancora su un altro livello ed in breve riprende e sorpassa Truex, tornando in testa alla gara in occasione della sosta di Stenhouse ma per Elliott iniziano ora le difficoltà. Infatti le Toyota (esclusa la #19 che è alle sue spalle) sono ancora in difficoltà al punto che Bell è stato doppiato ed Hamlin è l’ultimo pilota a pieni giri. Denny resiste con le unghie e con i denti senza mai ostacolare Elliott, ma comunque permettendo a Truex di riavvicinarsi. Dietro alla coppia di testa stanno recuperando anche Blaney e Byron e a pochi giri dalla fine della stage sembra profilarsi una lotta a quattro.

Elliottt doppia Hamlin a meno di cinque giri dalla fine ma poi trova un doppiato lento davanti a lui e quindi Denny lo ripassa. Chase ritorna davanti alla #11 durante l’ultimo giro tuttavia nel frattempo Bell va a muro in curva2 e dunque la caution congela il mezzo giro che manca: Elliott vince la seconda stage davanti a Blaney, di un muso davanti a Truex, Byron, Logano, Harvick, Johnson, Larson, Bowman e Ky.Busch; Hamlin è doppiato ma riceve il lucky dog.

La sosta manda Truex in testa ma per nemmeno un giro: infatti la gomma anteriore sinistra è mal fissata e Martin deve tornare ai box e a nulla è valso il contorsionismo del meccanico per evitare una penalità, tanto la #19 dovrà comunque ripartire dal fondo. Alla bandiera verde in prima posizione c’è dunque Blaney davanti a Elliott, Byron, Logano, Harvick e Kyle Busch ancora in recupero in pit lane.

La ripartenza arriva a 101 giri alla fine e Logano spinge Blaney davanti per poi affiancarlo e superarlo (non senza qualche lamentela di Ryan) ma subito arriva la caution per il testacoda di John Hunter Nemechek che, con le gomme usurate dopo aver preso la wave around, finisce in mezzo ad un 3-wide e perde il controllo non riportando danni. Si riparte di nuovo ai -96 con Logano davanti a Blaney, ma Harvick segue la #22 e poi la affianca per diversi giri per poi riaccodarsi. Dietro intanto Truex cerca la rimonta ma Kurt Busch si allarga e lo stringe a muro in curva4; il tire rub in un giro diventa foratura e Martin finisce a muro. Custer intanto grazie alla doppia caution recupera con altrettanti lucky dog i due giri di ritardo che aveva accumulato.

I leader non si fermano ai box, mentre Byron, Keselowski e molti altri lo fanno, ma solo la #24 e la #2 saranno in grado di sfruttare le gomme fresche. La bandiera verde arriva ai -86 e Johnson spinge Blaney in testa davanti ad Harvick mentre Logano finisce in mezzo al 3-wide e perde qualche posizione. Kevin riesce finalmente a sfruttare di nuovo la sua velocità iniziale e torna in testa a 83 giri dalla fine.

La fase di Harvick in vetta dura però meno di 20 giri poi inizia a cedere, prima di nuovo a Blaney e poi ad Elliott che quattro giri dopo passa anche Ryan tornando in prima posizione. Dietro di loro ci sono Logano, Johnson, Bowman, poi Keselowski e Byron e in chiusura di top10 un DiBenedetto in crescita e A.Dillon che si tiene dietro Kyle Busch.

Ai -60 si apre la finestra per l’ultima sosta, i primi ad approfittarne sono Bell e Almirola e a poco a poco tutti li seguono. I big vanno ai box attorno ai -50, ma non tutto va liscio infatti Elliott esce dai box e in pochissimo tempo la posteriore destra si sgonfia per una valvola che si rompe e si appoggia al muro per una caution che cambia volto alla gara. Chase esce dai favoriti e vi entrano di diritto Stenhouse, Preece e Nemechek che non si erano ancora fermati ed hanno un giro su tutti a partire da Blaney.

I tre possono fare una cosiddetta “sosta gratis”, infatti tutti gli altri sono costretti a prendere la wave around lasciandoli in testa. I tre diventano purtroppo due perché Preece accusa un problema meccanico ai box e viene spinto nel garage. Alla ripartenza ai -41 dunque Stenhouse è davanti a Nemechek, Blaney, Logano, Byron, Harvick, Truex e Keselowski. La bandiera verde ribalta però il pronostico: Blaney tenta di passare Stenhouse all’esterno ma non trova il varco per concludere la manovra, all’interno invece Logano spinge Nemechek per poi passarlo in curva2 tornando al comando.

Logano e Harvick vanno così in fuga approfittando del rallentamento di Blaney (col passaruota ammaccato) mentre gli altri devono ancora vedersela con Nemechek ma soprattutto con Stenhouse. Harvick questa volta non riesce a sfruttare lo short run e così non torna al comando, anzi comincia a perdere terreno. Ad avanzare sono invece Byron e Bowman, le due auto più veloci in pista. Soprattutto Alex è da notare, perché dall’ottava posizione sorpassa prima Johnson, poi Keselowski, Stenhouse con il compagno di squadra Byron e poi Harvick e si mette in caccia di Logano e Blaney.

Fra le due vetture marchiate Pennzoil (quasi identiche) quella che ha il passo gara migliore sul long run è Blaney e dunque Ryan passa in testa a 12 giri dalla fine ma a far paura dietro di loro è Bowman che è già nella loro scia. Logano involontariamente aiuta il compagno di squadra bloccando la rimonta di Bowman concedendo il sorpasso soltanto ai -8. Ma l’attesa per un fantastico finale fra Blaney e Bowman viene bruscamente interrotta dall’incidente di Chastain ai -6.

Chi è in testa in queste situazioni è ovviamente una sitting duck, qualsiasi scelta faccia è quella sbagliata, ma la decisione di Blaney e Bowman di fermarsi malgrado fossero fra le auto più veloci in pista è difficilmente comprensibile. Lo è già di più quella di Byron di non cambiare gomme mentre Logano dopo un momento di indecisione col muretto alla fine non si ferma e si porta in prima posizione. Il problema per Blaney è che il suo crew chief credeva si fermassero più vetture e invece Ryan a soli due giri dalla fine è in 12esima posizione dietro a sette vetture (Logano, Byron, DiBenedetto, Stenhouse, Reddick, A.Dillon e Wallace) che non hanno pittato ed altre quattro (Keselowski, Johnson, Truex e Jones) che hanno cambiato solo due gomme.

La gara riparte a due giri dalla fine (ma non è overtime) e Logano riesce a mettersi davanti a Byron grazie alla spinta di Stenhouse. DiBendetto prova a infilarsi in curva1 all’interno di Byron ma i due si toccano e la #24 accusa un tire rub. Logano ne approfitta e va in fuga davanti a Stenhouse e DiBenedetto. William è costretto a rallentare in mezzo al gruppo e la confusione che si genera (ci sono 5 o 6 vetture affiancate) provoca dei contatti che mandano Nemechek nell’erba e Blaney, Reddick e Ky.Busch con delle ammaccature. La #38 ferma per un attimo sul traguardo ed i detriti in pista costringono la Nascar a chiamare la caution e dunque, dato che Joey aveva già iniziato l’ultimo giro, la gara si chiude sotto caution.

Logano vince dunque la prima gara stagionale bissando il successo del 2019. Dietro alla #22 concludono DiBenedetto (miglior piazzamento in carriera eguagliato), Stenhouse, A.Dillon, Johnson (buone sensazioni da questa gara), Wallace, Keselowski, Harvick, Larson e T.Dillon. In campionato Logano raggiunge (con ogni probabilità) Hamlin ai playoff ma in testa alla generale c’è Blaney.

Le altre categorie

Nella gara della Xfinity Series terza vittoria in carriera per Chase Briscoe, uno dei pochi ad essere in testa in entrambe le fasi della gara, sia al sabato su una pista fredda e sgommata dalla pioggia, sia alla domenica su un asfalto gommato dalla Cup Series conclusasi poco prima.

La gara parte con 90′ di ritardo dopo un sabato piovoso che ha causato la cancellazione delle qualifiche di Cup e Xfinity Series. A conquistare così la pole, in base alla classifica generale del 2019, è Myatt Snider davanti a Chase Briscoe, Harrison Burton (i quali sfruttano i risultati di Reddick, Custer e Bell) ed Allgaier. Snider però è vittima di un incidente nella sessione di libere e quindi è costretto a partire dal fondo.

Al via Briscoe mantiene la prima posizione ma già al terzo giro Allgaier è in testa davanti allo stesso Chase, Burton, Hemric e Cindric. Dopo i primi giri Brandon Jones si sostituisce al compagno di squadra Burton ed il gruppo leggermente sgranato si avvia verso la competition caution del giro 20, ma Hemric decide di anticiparla baciando il muro in curva4 terminando anzitempo il suo rientro forzato nella categoria.

Il giro di soste è ancora una volta lento per Allgaier e ciò permette a Briscoe di tornare in testa sorpassando subito Sieg non fermatosi ai box e che alla ripartenza ostacola leggermente Cindric. Chastain completa la rimonta dal 25° posto mettendosi in terza posizione dietro a Jones. Gragson tenta il doppio attacco a Chastain e Jones ma rimbalza indietro e finisce in fondo alla top10. Davanti Briscoe non ha problemi e vince la prima stage davanti a Chastain, Cindric, Jones e Allgaier. Il gruppo va ai box (solo Graf non si ferma) mentre ricomincia il diluvio; Briscoe rimane davanti agli avversari e poi arriva l’inevitabile bandiera rossa. Dopo 3 ore e mezza di attesa arriva il posticipo inevitabile alla domenica dopo la Cup Series.

Alla ripresa della gara vanno ai box Graf e Jones (muso ammaccato) mentre Gragson deve scontare una penalità e così Briscoe torna in testa davanti a Cindric e Chastain. Alla ripartenza le posizioni rimangono invariate ma subito si sveglia Allgaier che sorpassa Ross e si ripete su Cindric un attimo prima che arrivi la caution per il testacoda di Labbé. I leader non si fermano e si riparte ai -14: Annett manca lo scatto, Briscoe si ritrova senza nessuno a spingerlo e così Allgaier va in testa e vince la seconda stage davanti a Cindric, Briscoe, Annett e Burton.

Il giro di soste al calar della sera lascia Allgaier in testa mentre le Ford perdono posizioni. Alla bandiera verde Annett parte ancora una volta male e manda in fuga Allgaier, Cindric e Chastain ma presto escono i reali valori in campo sul long run: mentre Allgaier e Chastain cedono emergono tre piloti, Cindric (che passa in testa ai -76), Briscoe ma soprattutto un incredibile Ryan Sieg che raggiunge persino la seconda posizione.

L’ultimo giro di soste non cambia le prime posizioni, con Cindric, Sieg e Briscoe in meno di 2″ mentre Allgaier è 4° a 10″. Ai -38 Gragson – che sta litigando con Snider da metà gara – decide di risolvere la contesa mandando in testacoda Myatt in uscita da curva4 e arriva la caution che decide la gara: Briscoe sorpassa tutti ai box, si porta in testa e non verrà più ripreso. Chase vince davanti a Cindric, lo straordinario Sieg, Gragson, Burton, Jones, Annett, Allgaier, Herbst e Chastain. In campionato Briscoe si porta davanti a tutti.

Nella gara della Truck Series, la 600esima nella storia della categoria, è arrivata la scontata vittoria di Kyle Busch, la 57esima per lui nella serie. Alla gara si arriva con ben quattro team di punta (Enfinger, Sauter, Crafton ed Ankrum) penalizzati di 10 punti per una irregolarità tecnica riscontrata il giorno precedente, ma Johnny reagisce e conquista la pole davanti a Creed e Busch.

Alla bandiera verde Sauter scatta bene e rimane davanti a Creed e Busch, ma la caution arriva subito alla fine del secondo giro per Kraus in testacoda e che si appoggia al muro. Alla ripartenza Creed si prende la prima posizione ma dura poco infatti Sauter ritorna davanti. Tuttavia l’inevitabile arriva presto e al giro 12 Busch è già in testa alla gara andando subito ad allungare e poi a vincere la prima stage davanti al compagno di squadra Eckes, Sauter, Ankrum e A.Hill mentre Creed precipita in decima posizione per l’estremo degrado delle gomme.

Il primo giro di soste premia Eckes che si mette davanti al veterano teammate, ma resiste in testa soltanto cinque giri poi Busch ritorna davanti a tutti. La seconda stage scorre via senza problemi, con Eckes che mantiene la seconda posizione mentre dietro di loro emergono Chastain, Enfinger e Crafton, in rimonta dal fondo dopo un piccolo problema meccanico in qualifica.

Il secondo giro di soste per Busch va meglio e rimane in testa mentre Eckes affonda alla ripartenza. Questo apre le porte a diversi Truck che ostacolandosi reciprocamente mandano in fuga Kyle. Eckes tenta la rimonta ma, quando tenta di passare Todd Gilliland per la seconda posizione, bacia il muro in uscita di curva2 e alla tornata successiva fora provocando una caution; chiuderà 23°.

Nessuno si ferma ai box e quindi Busch è ancora primo, ma alla ripartenza Creed riesce a mettere la sua #2 davanti a tutti, seppur solo per un paio di giri, poi è costretto a cedere. Ai -46 l’ultimo colpo di scena: Lessard cerca di resistere all’interno di Enfinger mentre lottano per il 10° posto ma perde il controllo e tocca Grant finendo entrambi a muro. Per entrambi la corsa è finita.

Busch esce in testa dall’ultimo giro di soste, ma ancora una volta ad impegnarlo di più è Creed che torna in testa per il solito paio di giri prima di dover alzare bandiera bianca, rischiando di travolgere anche Sauter mentre finisce loose. Kyle allunga di nuovo (vincerà con un margine di quasi 6″) mentre Creed – come nella prima stage – affonda sul long run.

Kyle Busch vince dunque davanti a Sauter, A.Hill, Crafton, Rhodes, Z.Smith, Gilliland, Gray, Friesen (in recupero dopo un inizio difficile) e Creed. In campionato Hill è quello che ha più punti ma Enfinger rimane l’unico con una vittoria valida all’attivo.

I risultati odierni

La classifica della “Pennzoil 400”

La classifica generale

Così il campionato dopo 2 gare

I prossimi appuntamenti

Nel prossimo weekend la Nascar prosegue la sua trasferta a Ovest andando a Fontana. Sabato sera correrà la Xfinity mentre domenica sarà la volta della Cup Series. I Truck invece tornerà il 14 marzo ad Atlanta.

Immagine: Jonathan Ferrey | Getty Images per nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 26 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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