NASCAR | Logano primo re della terra di Bristol!

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I favoriti saltano subito, Truex, Suárez e Logano guidano la gara e alla fine il pilota del Team Penske riesce a difendersi dagli attacchi di Hamlin


Bristol non delude mai e alla fine la Nascar ha avuto ragione. La gara sullo sterrato è stata uno spettacolo indimenticabile, migliorabile sì dopo questa esperienza, tuttavia non è stato il disastro che qualcuno aveva previsto o si augurava. 50 anni e mezzo dopo la “Home State 200” al North Carolina State Fairgrounds di Raleigh, Richard Petty non è più l’ultimo vincitore nella storia della Cup Series sulla terra, per i prossimi 365 giorni questo titolo è di Joey Logano che, partito non fra i favoriti, ha saputo conquistare una vittoria rimanendo per tutta la gara nella top5 evitando guai e incidenti vari.

Le prove libere

Le vetture della Cup Series scendono in pista subito dopo la prima sessione di libere dei Truck e trovano una pista già abbastanza gommata. Malgrado l’aderenza ridotta, i piloti – anche i meno avvezzi alla terra – si comportano bene e ci vogliono quasi 20′ per vedere i primi testacoda ad opera di Truex (troppo largo) e Yeley (troppo stretto, due volte). La pista è molto polverosa e ben presto la terra si alza, tuttavia i piloti non sembrano notarlo troppo.

Le vetture non sembrano accusare il colpo però. La rimozione dello splitter, lo spoiler ridotto (ma non troppo), la griglia di protezione del radiatore e le prese dei freni mascherate funzionano bene, le preoccupazioni più grandi riguardano invece le gomme tassellate. I migliori sullo sterrato riescono a gestirle bene, tuttavia gente come Keselowski riduce la posteriore destra (quella più stressata) ad una slick in appena 30 giri. Alla fine delle FP1 – con tempi realizzati nei primi minuti – Bowman è al comando su Bell, Kyle Busch, Hamlin e Larson che ha il miglior passo gara.

Le FP2 che chiudono la giornata sono ancora più polverose e l’aderenza è ancora minore. Kurt Busch e Ty Dillon toccano leggermente il muro alla ricerca di terra fresca all’esterno, tuttavia riescono a proseguire senza danni e l’unica bandiera rossa è per un testacoda di Larson. Il vero colpo di scena arriva dai box: il motore della Chevy di Larson (anche in queste libere il migliore sul passo gara) accusa un surriscaldamento ed il team per precauzione lo sostituisce e quindi Kyle sarà costretto a partire dal fondo.

La classifica a fine giornata vede Blaney al comando davanti ancora a Bowman, Hamlin, Logano e Briscoe con i tempi realizzati o a inizio sessione o negli ultimissimi minuti quando il sole è calato dietro le tribune e la pista non si asciuga più troppo rapidamente. Tuttavia la preoccupazione è ancora relativa al consumo delle gomme.

Per questa gara sullo sterrato la Nascar ha dovuto chiedere alla Goodyear delle gomme sì tassellate ma soprattutto le cosiddette convenzionali (o bias ply) con la carcassa inclinata di 45° al posto delle ormai tradizionali radiali. In Cup Series le bias ply non si vedevano dal 1989 e dunque molti piloti non le usano da molti anni dalle categorie minori e dovranno adattarsi a queste.

Per correre meno rischi possibili ai piloti, per questa gara a Bristol la Nascar ha adottato un regolamento da short track, con pit stop a posizioni congelate ma con cambio gomme e rifornimenti possibili solo in occasione della fine delle stage, dunque dopo i giri 75 e 150 della gara da 250 giri. E con un’ultima stage da 100 giri i piloti che hanno visto le loro gomme diventare lisce dopo appena 30 sono giustamente allarmati.

Alla fine, nella giornata di sabato la Nascar è costretta a cambiare il format di gara della Cup Series: anziché una corsa da 75+75+100 giri sarà una da 100+100+50 giri con competition caution ulteriori ai giri 50 e 150 in cui sarà possibile cambiare pneumatici; inoltre ai team viene fornito un set di gomme in più. E così la gara della Cup Series diventa una serie di cinque sprint da 50 giri con punti (e playoff point) assegnati dopo la prima, terza e quinta parte di corsa.

La gara

Dopo il rinvio di 24 ore a causa della pioggia caduta, finalmente al lunedì si può correre. La cancellazione avvenuta già sabato delle batterie di qualifica manda in pole Kyle Larson, tuttavia il citato cambio del motore durante le FP2 lo costringe ad una partenza dal fondo. A ereditare così la prima fila al fianco di Hamlin è Blaney. Dal fondo con Larson sono costretti a scattare per modifiche in parco chiuso anche DiBenedetto (muso danneggiando tirando giù la vettura dal camion) e McDowell (problemi all’acceleratore con conseguente surriscaldamento)

Primo stint (giri 1-50): JGR in controllo

Alla bandiera verde, su una pista sistemata dopo la gara dei Truck ma non perfetta, Hamlin scatta totalmente di traverso, mantiene il controllo e riesce anche a rimanere al comando davanti a Kyle Busch e Blaney. Rowdy parte bene ed al secondo giro si mette già davanti al compagno di squadra. I sogni di gloria per Busch durano appena sette giri, poi la vettura si surriscalda subito, deve alzare il piede e poi persino andare ai box con la griglia del radiatore completamente ostruita dalla terra perdendo un giro.

A ereditare così la prima posizione è proprio quel Truex che due ore prima aveva vinto nei Truck; a seguirlo sono Blaney, Byron, Hamlin che sta cedendo, Bowman, Logano, Bell, Harvick, A.Dillon (uno dei favoriti e che invece deluderà) e Newman mentre Larson è già ampiamente nella top20. I piloti si comportano bene nei primi giri e la gara promette bene malgrado la polvere inizi già ad aumentare.

Le lotte più interessanti sono nella top5, con Blaney che si tiene dietro finché può Byron e poi un Bowman in rimonta mentre Logano deve far passare Bell. Alla fine ad essere premiato è Alex, il quale però quando si porta in seconda posizione al giro 35 ha già 2.6″ di ritardo da un Truex indisturbato. A 10 giri dalla prima competition caution del giro 50 Truex è un po’ in affanno con i doppiaggi (e Kyle Busch non è più lucky dog) ed ha solo 1.3″ su Bowman, Byron, Bell, Blaney, Hamlin, Logano, Newman, Harvick e Preece. Poi il primo incidente ed è subito big one.

Un Almirola in difficoltà ai margini della top25 tenta un disperato attacco all’interno di curva2 su Friesen ma lo spazio non c’è e finisce sulle cosiddette dirtles (fusione di dirt e turtles), ovvero un leggero avvallamento messo dalla Nascar per delimitare la pista all’interno, e perde il controllo. Nella nuvola di polvere Aric viene travolto da Golobic, Alfredo e LaJoie mentre dietro di loro Truex – che li stava raggiungendo – riesce a frenare ed evitare miracolosamente l’incidente venendo solo leggermente toccato da Houff e Windom. Arriva così la prima bandiera rossa durante la quale un Almirola, che non ha ancora tolto tutta la polvere dagli occhi, dimostra forse perché il suo inizio di stagione è stato deludente.

Si riparte con un colpo di scena: Ryan Preece, finora ottimo e nella top10, è costretto ad una sosta imprevista con Kyle Busch (che preferisce fermarsi dopo aver perso il lucky dog) anch’egli per un problema di surriscaldamento; non riuscirà più a recuperare le posizioni perse. Si riparte con cinque giri da disputare prima della caution, Bowman scatta malissimo (si scoprirà poi il problema) e così Bell ed Hamlin si mettono in scia al compagno di squadra Truex.

In quinta posizione ci sarebbe Newman, tuttavia Byron decide di attaccarlo troppo precipitosamente (come successo esattamente pochi minuti prima ad Almirola) in curva2 e manda Ryan a fare un 360° dal quale lui ne esce indenne, i piloti dietro meno. Harvick stringe a muro Briscoe – ed è un miracolo, visto il volo, che Chase ne esca solo con un ammortizzatore rotto – e poi dietro si accartocciano Davison, Ware e Houff. Kyle Busch riesce a recuperare il giro perso. Manca troppo poco per riprendere la gara, arriva la competition caution e tutti vanno ai box a cambiare gomme.

Secondo stint (giri 51-100): Truex stacca tutti

Si riparte con Truex al comando su Bell, Hamlin, Bowman, Larson (già nella top5), Byron, Blaney, Suárez, Logano ed Elliott; 32 le auto a pieni giri e quattro i ritirati. La pista nel frattempo è stata annaffiata soprattutto nella parte esterna e quando si riparte Larson dice subito che è ancora troppo umida per correrci. Non sa che pochi secondi più tardi finirà vittima della sua stessa previsione.

Alla bandiera verde Truex rimane primo su Bell e Bowman; poco dopo il contatto di Kyle Busch con il muro in curva4, in curva2 arriva invece il terzo incidente di giornata. Bell finisce proprio largo sulla terra umida, perde il controllo e Larson non può evitarlo, il danno all’anteriore destra non sarebbe troppo grave se Chastain non arrivasse fuori controllo sul suo lato sinistro. Per Ross e Christopher la gara finisce qui, quella di Larson – per nulla felice con il rivale storico del Chili Bowl – quasi, ma riesce a ripartire con due giri di ritardo.

Si torna in gara con 40 giri da completare nella prima stage e Bowman scatta ancora male, tuttavia ora Alex confessa il problema: si è rotta la quarta marcia e dunque dovrà fare tutta la gara solo in terza per non rischiare ulteriori problemi al cambio. Ad ereditare così la seconda posizione a sorpresa è Suárez, uno che fino a martedì scorso non aveva mai guidato una vettura sullo sterrato e la cui unica vera esperienza era stata venerdì nelle sessioni di libere e la gara dei Truck poche decine di minuti prima.

Quando la situazione torna calma dopo tre incidenti in 15 giri, la #19 scappa via di nuovo, Suárez resta a metà strada fra Truex e gli inseguitori composti ora da Byron, Blaney ed Hamlin mentre Logano, Stenhouse, Elliott, Buescher e Wallace completano la top10; di tutti questi incredibilmente l’unico che ha vera esperienza sulla terra è Ricky, gli altri nove no.

Il gruppo finalmente si sgrana, ricominciano i doppiaggi (fra cui l’impronosticabile Austin Dillon), Truex non guadagna più di tanto e vede Byron, ora secondo dopo un bump&run su Daniel, più vicino, tuttavia non soffre tanto. Truex vince così la prima stage davanti a Byron, Hamlin, terzo dopo aver passato Suárez all’ultimo giro, Blaney, Logano, Wallace, Newman, Stenhouse e Buescher.

Terzo stint (giri 101-150): sorpresa Suárez

Dopo una nuova sosta ai box (Briscoe è il lucky dog) ed una breve sistemazione alla pista, è tempo di analizzare il consumo delle gomme. La situazione non è allarmante per quanto riguarda il degrado, tuttavia qualcuno ha accusato dei blister, segno di temperature degli pneumatici troppo elevate, quello che Nascar e Goodyear non volevano.

L’osservato speciale del break e dei 50 giri successivi è Kyle Larson: è riuscito a mantenere un ritmo da top5 rimanendo a due giri di ritardo, e allora il crew chief decide di rischiare tutto. Larson dovrà gestire le gomme più che può, rimanere a -2, non fermarsi alla competition caution, recuperare così un giro e poi giocarsi i l lucky dog. Impresa difficile ma non impossibile.

Si riparte con 48 giri da disputare prima della caution successiva e per la prima e unica volta nella gara sarà uno stint senza incidenti malgrado la polvere sempre più presente ed il sole sempre più basso in curva1. Byron non parte al meglio e così a seguire Truex c’è ancora una volta Suárez mentre William riesce a difendersi da Logano. Martin guadagna il solito secondo e poi via radio comunica che tutto è sotto controllo e che il piano sta funzionando.

In effetti Truex guadagna come in precedenza, poi però Suárez inizia a recuperare sempre di più. Verrebbe normale fidarsi dell’esperienza di Truex, però sarebbe anche curioso vedere la sua faccia quando al giro 135 l’ex compagno di squadra Daniel Suárez al volante della #99 del neonato Trackhouse Racing gli piazza un bump&run preciso ed il messicano si porta al comando mentre Martin viene passato anche da Byron.

Gli ultimi 15 giri della stage sono esaltanti, ci sono cinque vetture in appena 1.2″ e la lotta alle loro spalle (protagonisti Buescher, Blaney, Elliott, Stenhouse ed un Reddick che sta recuperando) è ancora meglio forse. Suárez, Byron, Truex, Logano e Newman si contendono la prima posizione, tuttavia William finisce loose ai -3 e Daniel si prende quel margine di sicurezza per arrivare al comando alla competition caution.

La stage si chiude inoltre con un’altra perla di Daniel. Larson effettivamente ha gestito bene le gomme ed è rimasto a -2 giri, tuttavia Suárez sta arrivando e Kyle deve resistergli per mantenere aperte le speranze di un buon risultato se non di vittoria visti i suoi tempi sul giro. Suárez non ha giustamente pietà, a un giro e mezzo dalla fine in curva3 piazza un altro bump&run, Larson cerca l’incrocio in curva4 ma ci rimette un altro pezzo di muso e non riesce a ripassare la #99. E la gara di Larson finisce praticamente in questo momento dato che finendo a -3 la strategia è saltata.

Quarto stint (giri 151-200): emerge Logano

Dopo il consueto break si riparte con i cinque citati in ordine davanti ad Hamlin, Wallace, Elliott, Reddick e Jones entrato nella top10 ai danni di Stenhouse. Alla bandiera verde dei -49 nella stage Byron parte bene e Suárez deve lottare per restare primo; dietro però ricominciano i guai ed arriva un altro big one.

Le concause sono la tanta, ora veramente troppa, polvere ed il sole che abbaglia tutti sul rettilineo principale e così basta un minimo contatto fra Wallace ed Elliott in uscita di curva4 per innescare un tamponamento a catena. A rimetterci sono Blaney (che riparte senza un quarto di vettura), Kyle Busch (era nella top15), Larson (ormai senza anteriore), Ware, Bowman, A.Dillon ed in misura minore McDowell, Preece e Yeley. Stranamente non arriva la bandiera rossa e così si prosegue sotto caution.

Si riparte ai -42 e stavolta Daniel scatta bene seguito da Logano, tuttavia la tregua dura pochi secondi, poi Briscoe finisce in testacoda (per fortuna tutto da solo) ma tutto è nato da un altro tamponamento a catena. E a questo punto la Nascar ne ha troppo e decide di tornare indietro nel tempo ad oltre 10 anni fa: da qui fino alla fine della gara si torna alle ripartenze in fila indiana per cercare di ridurre il muro di polvere che si crea alla bandiera verde.

Nuovo restart ai -31 e si vede che Suárez fatica sempre di più, la #99 è diventata sottosterzante e tenersi dietro Logano è difficile ma ce la fa. I due vanno in fuga con Truex e sono seguiti da Hamlin e Byron. Le vetture saltano sempre di più sugli avvallamenti che si stanno creando, tuttavia la soluzione funziona e si gira. Truex accusa il colpo e viene scavalcato da un Hamlin che sta tornando in alto, tuttavia i due si sono staccati dalla coppia di testa.

A “rovinare tutto” ci pensa la coppia del Rick Ware Racing, con Ware che finisce in testacoda per passare il compagno di squadra Yeley e così la stage si decide alla ripartenza dei -10: Logano scatta bene e Suárez ed il suo sottosterzo sono costretti ad alzare bandiera bianca non senza lottare. Joey vince dunque il secondo traguardo intermedio su Daniel, Hamlin, Truex, Newman, Stenhouse, Wallace, Jones, Reddick ed Elliott.

Quinto stint (giri 201-250): duello finale

Come misura ulteriore per ridurre la polvere la Nascar decide di prolungare il break da 3′ a 10′ in modo da bagnare ben di più la pista. Come soluzione forse è fin troppo tardiva e ciò rischia anche di falsare un pochino la corsa, infatti le condizioni tornano simili a quelle di inizio gara ed il pronostico torna in favore di Hamlin e Truex.

La bandiera verde viene sventolata ai -48 e Denny subito ne approfitta per scavalcare Suárez portandosi nella scia di Logano: inizia così il duello finale fra due piloti che non si amano tanto, anzi. Hamlin sceglie fin troppo testardamente la linea esterna cercando lo slancio in uscita di curva mentre Logano, che stranamente ha una vettura da long run, sta incollato al bordo interno.

L’unica volta che Joey prova l’esterno Hamlin subito lo affianca, tuttavia il pilota della #22 resiste e poi si rimette negli scarichi la #11. Da questo momento in poi Denny non riuscirà più ad attaccare il leader. Man mano che passano i giri poi la terra si asciuga di nuovo e la pista torna dal lato del pilota Penske; dietro di loro Suárez a 2″ cerca di tenersi alle spalle Truex e più indietro proseguono le battaglie con unica vittima Wallace che fora dopo un contatto con Stenhouse ed il conseguente 360° non viene premiato con una caution.

A decidere questa fase di gara sono inoltre i doppiaggi: Logano sembra soffrirli all’inizio mentre Hamlin ne approfitta (come Truex che si porta in terza posizione ai -25) e ricuce il distacco, poi però perde tutto quanto guadagnato. Fra i -15 ed i -10 i due si trovano da superare A.Dillon, Briscoe e Bowman, Joey all’interno pur avendoceli in traiettoria riesce a passarli ad uno ad uno, Hamlin invece dall’esterno non trova lo slancio sufficiente per passarli e così, quando la #22 è davanti ai tre doppiati, la #11 è ancora in coda.

Ai -8, quando Denny finalmente li scavalca, Logano sembra avviato verso il successo, poi ai -4 succede tutto in pochi secondi: Hamlin esagera con l’esterno e bacia il muro permettendo a Truex di scavalcarlo proprio mentre Marlar in coda fora e finisce in testacoda per la caution che manda tutti all’overtime.

Overtime (giri 251-253): festeggiamenti e rimpianti

Hamlin viene graziato dalla caution, infatti recupera la seconda posizione dietro a Logano e davanti a Truex, Stenhouse, Suárez, Reddick, Newman, Byron, Jones e Blaney. Avrà anche una chance per ripassare Logano, basterebbe un bump&run e la vittoria sarebbe sua.

E invece non va così, alla bandiera verde (sempre in fila indiana) Logano ed Hamlin partono bene, tuttavia Denny anziché andare sul paraurti della #22 si ostina ancora con la linea esterna e ciò permette a Stenhouse di attaccarlo all’interno e affiancarlo; anche Truex va all’esterno ma è per una foratura che gli costa la top5. Ricky alla fine riesce pure a superare Hamlin, però il distacco accumulato da Joey è troppo per recuperare nell’ultimo giro.

Logano vince dunque, pur avendo una limitatissima esperienza sullo sterrato e risalente solo alle ultime settimane, la prima storica gara sullo sterrato in Cup Series in oltre 50 anni e succede in un virtuale albo d’oro a Richard Petty. Stenhouse chiude secondo davanti ad Hamlin, Suárez che ha addirittura sognato la vittoria, Newman (ottima top5 per lui), Byron (fin troppo aggressivo all’inizio e che manca il double con iRacing), Reddick, Blaney, Jones ed Elliott. Grandi assenti Keselowski (11°) e Kurt Busch (16°), invisibili per tutta la gara mentre Harvick e Kyle Busch salvano un 15° e 17° posto.

Il pronostico di appena una settimana fa è stato completamente ribaltato, Larson, Bell e Briscoe sono finiti ko nel traffico ed hanno comandato coloro che sono riusciti a stare davanti, per talento o per fortuna nell’evitare gli incidenti. Logano è quasi incredulo pensando al suo background però mette nel suo palmares un’altra vittoria prestigiosa buona per il post carriera. Hamlin invece è fumoso, prima dice che non avrebbe mai osato fare un bump&run “perché lui non corre così” (anche se ci sono le prove contrarie), poi a mente fredda i rimpianti crescono fino a twittare che vorrebbe rifare tutto cambiando decisioni.

La gara di Bristol, pur tra mille difficoltà anche meteo, è stata un successo ed è stato annunciato indiretta che ci sarà un bis nella prossima primavera. In quella occasione si avranno acquisite tutte le informazioni per quanto riguarda pioggia, gomme e vetture (anche se ci sarà la Next Gen che debutta in maniera consistente questa settimana a Martinsville in un test con i tre costruttori con le loro vetture) e quindi lo spettacolo sarà ancora migliore.

Tornando al 2021, le prime sette gare della stagione hanno visto sette vincitori diversi ed in molti continuano a tremare in coda. Logano in un colpo solo, approfittando anche del ko di Larson, balza in vetta alla griglia playoff, tuttavia la situazione pare molto equilibrata. A Martinsville ci sarà l’occasione per ripartire con i bump&run.

I risultati odierni

La classifica della “Food City Dirt Race”

La classifica generale

Così in campionato dopo 7 delle 36 gare

Le altre categorie

Truck Series: Martin Truex Jr. sorprende tutti sullo sterrato di Bristol

I prossimi appuntamenti

Domenica prossima in occasione della Pasqua la Nascar osserverà il suo primo turno di riposo totale. Si tornerà in pista a Martinsville il 9-10 aprile con Xfinity e Cup Series mentre i Truck torneranno la settimana successiva a Richmond.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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