NASCAR | Larson vince anche in casa a Sonoma!

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Dopo Charlotte Larson fa cappotto anche a Sonoma e con la terza vittoria stagionale vola in cima alla griglia playoff


Ormai Kyle Larson è inarrestabile, è riuscito persino a sfatare il tabù degli stradali che fino al 2020 lo avevano visto veloce solo in qualifica e poi in gara distruttore di pneumatici. Anche in questa occasione a Sonoma Larson non ha gestito al meglio le gomme, e infatti ad un certo punto Truex lo aveva sorpassato, tuttavia Kyle ha sfruttato alla perfezione una caution ed il fatto di avere nettamente la vettura più veloce per prendersi la seconda vittoria consecutiva (terza stagionale) e così in appena sette giorni il pilota della #5 ha portato a casa 130 punti su 130 e 15 playoff point su 15.

La gara

A Sonoma c’è una giornata quasi estiva per la terza gara (delle sette previste) su uno stradale nel 2021 della Cup Series. Negli occhi c’è ancora il dominio di Larson a Charlotte e dell’Hendrick Motorsports nel mese di maggio. In questa occasione non ci sono né libere, né qualifiche e dunque l’algoritmo regala la pole allo stesso Larson e per Kyle è la quarta pole consecutiva sulla pista che si può considerare di casa.

Tuttavia, in carriera Larson non è mai andato oltre un 10° posto sulla pista californiana, bravo sì a sfruttare la velocità sul giro secco allora col Team Ganassi, ma incapace di gestire le gomme su uno stint completo. A sfavorirlo, inoltre, sembra esserci una nuova gomma della Goodyear dalla mescola più morbida rispetto alle edizioni precedenti, però le prestazioni di Kyle al Road Course di Daytona (possibile vittoria buttata con un lungo) ed Austin (secondo a causa della bandiera rossa) lo mettono fra i favoriti assoluti insieme ai compagni di squadra ed al trio del JGR composto da Truex, Kyle Busch ed Hamlin.

I controlli tecnici pre-gara sembrano scorrere via senza problemi, poi un piccolo di scena: oltre allo specialista Heckert, mandato in fondo per modifiche in parco chiuso, Anthony Alfredo viene penalizzato perché la carrozzeria non viene ritenuta conforme ed il crew chief viene sospeso per la gara.

Alla bandiera verde Larson rimane al comando davanti ai compagni di squadra Elliott e Byron, con William però attaccato da Hamlin all’ingresso del Carousel (si utilizza di nuovo il layout lungo come nel 1989-97 e nel 2019); Denny alla fine tenta la staccata tornante in uscita dallo stesso Carousel, tuttavia arriva lungo e Byron torna terzo. Come detto, di solito qui Larson brucia le gomme e nei primi giri, forse anche conscio della competition caution del giro 10, si mette a tirare subito come Truex che deve recuperare dalla 19esima posizione al via.

Il primo colpo di scena arriva al terzo giro, quando Bell torna ai box e si ferma nello stallo con cofano e baule aperto quasi certamente per problemi di pescaggio della benzina; tornerà in pista praticamente davanti a Larson, Kyle lo doppia poco più tardi, tuttavia tornerà subito a pieni giri grazie alle strategie altrui. Intanto l’altro Kyle, ovvero Busch, malgrado sia loose, si avvicina ad Hamlin per prendergli la quarta posizione, tuttavia a cedere davanti a loro è Byron che in un paio di giri scivola da terzo a quinto.

Mentre Truex entra nella top10 anche ai danni di un Harvick che fra sottosterzo, detrito sulla griglia e gomma spiattellata in frenata limita i danni, a sorpresa (ed il muretto di Hamlin è quello che rimane più stupito) si apre subito il libro delle strategie, anche se regolamento prima della competition caution non si può rifornire, ma solo cambiare gomme. Ad andare ai box sono al giro 8 Kyle Busch, Bowman, Buescher, Wallace, McDowell e Jones, poi al giro successivo il leader Larson, Elliott, Byron, Truex, Austin Dillon, Reddick, e Logano, il primo a soffrire di una gomma delaminata.

Così, alla competition caution, in testa c’è Hamlin su Keselowski, Harvick, Blaney, Custer, Larson, Elliott, Davison (che non si è fermato), Byron e Kyle Busch. Quelli che non avevano pittato (più Logano che ne approfitta di nuovo) devono farlo ora e dunque perdono numerose posizioni, cedendo di nuovo il comando a Larson che con sette giri alla fine della stage riparte davanti a tutti; Elliott ovviamente non può osare più di tanto e dunque si accoda al compagno di squadra.

Stavolta ad attaccare Byron, di nuovo terzo, è Kyle Busch, il quale ci prova all’esterno del tornantone in discesa del Carousel per avere l’interno alla staccata successiva, tuttavia non ci riesce e dunque ciò permette la fuga di Larson ed Elliott, gli unici a girare sotto l’1’40”. Rowdy alla fine completerà il sorpasso un paio di giri più tardi, seguito poi da un Truex ormai nella top5; Hamlin – invece – paga il fatto di essere finito nel gruppo e rimedia un muso ammaccato.

In breve si torna a parlare di strategie: ai -3 si fermano Wallace, Chastain e Newman, tuttavia Bubba si prende una penalità per speeding. Ai -2 invece vanno ai box Byron, McDowell, Buscher e Suárez, ma il rischio preso dal crew chief del messicano non paga e quando Daniel entra in pit lane Larson ha iniziato il penultimo giro e la corsia dei box si è chiusa. In questa occasione c’è anche un attimo di confusione: sembra che la pit lane venga chiusa in anticipo, al punto che Elliott – che vorrebbe pittare – non riesce a farlo.

In sintesi, Larson vince la prima stage con 3.8″ su Elliott, 6.5″ su Kyle Busch, 7.3″ su Truex, 8.2″ su Bowman, 10.5″ su Austin Dillon (il quale poco dopo perderà tutto a causa della sostituzione della cinghia dell’alternatore, visto che la batteria si sta scaricando), 12.6″ su Reddick, 14.6″ su Kurt Busch, 15″ su DiBenedetto e 18.5″ su Jones.

Si apre, stavolta per davvero, la pit lane ed i leader si fermano ai box; a passare al comando è così Kurt Busch davanti a DiBenedetto, Keselowski, Hamlin e Blaney, Byron è decimo e Larson – seguito da Elliott, Kyle Busch e Truex – 15°. Si riparte con 16 giri da disputare nella seconda stage e Kurt mantiene la prima posizione, tuttavia gli occhi di tutti sono sulla rimonta di questi quattro appena citati e la sorpresa è che nella confusione del gruppo Chase si è messo davanti a Larson.

I due rimontano in fretta ed appena in tre tornate sono nella top10, con Truex e Kyle Busch al loro rimorchio; Reddick, invece, rimedia un tire rub e si deve fermare ai box. In pista ci sono tre strategie, quella di Kurt Busch che si è fermato alla competition caution, quella di Byron che ha pittato prima della fine della stage ed il quartetto dei favoriti che invece ha effettuato la sosta dopo. Le gomme sono ovviamente decisive e al giro 28 William – avendo penumatici più freschi di sette tornate – sorpassa Kurt portandosi al comando, tuttavia la notizia principale è il controsorpasso di Larson ad Elliott.

Mentre Reddick fuma ancora dopo la sosta e Blaney ha ammaccato seriamente mezzo muso per sorpassare il compagno di squadra Keselowski, a metà stage Elliott subisce il contraccolpo psicologico e viene sorpassato anche da Truex. La rimonta di Larson è inesorabile e Kyle si porta in seconda posizione, tuttavia i 2″ da recuperare a Byron vengono annullati da Stenhouse, il quale fora sul traguardo e finisce duramente contro il muro di cemento (ed il new jersey si sposta) provocando una caution ai -9.

Il gruppo si spacca ancora in pit lane, ad esempio Larson e Truex non si fermano a differenza di Elliott, Kyle Busch, ovviamente Kurt Busch e anche Blaney, la cui serata svolta ancora dato che la sua vettura cade dal sollevatore e perde terreno. Si riparte ai -6 e Larson mantiene la prima posizione su Truex, con i due finalmente che possono duellare e si cerca di capire se Martin possa battere Kyle; Elliott invece deve ripartire dalla 20esima posizione e quindi prendere punti è difficile.

La classifica scombinata permette diverse battaglie, ad esempio LaJoie tocca Jones al tornantone e lo manda largo, più indietro invece il duello fra Elliott e Byron è vero ed i teammate si scambiano anche qualche traccia di vernice. I giri stanno scadendo e qualcuno anticipa il pit, ad esempio Wallace (che esce dai box e fora perdendo un giro), Briscoe, Suárez, Jones e Reddick, poi ai -2 Truex (che fa la scelta opposta a Larson) e Chastain.

Larson dunque vince anche la seconda stage con 6.1″ su Logano (che non si era fermato alla caution), 7.1″ su Bowman, 10″ su Kurt Busch, 10.9″ su Elliott, 11.4″ su Byron, 12″ su Kyle Busch, 13.6″ su Keselowski, 14.9″ su Hamlin e 15.2″ su Bell. Al break si completa il giro di soste e tornano ad esserci tre strategie in pista, quella che ha come riferimento Kurt Busch ed Elliott (tornato al comando), quella di Truex e quella di Larson che riparte 21° a 46 giri – praticamente metà gara – dalla fine.

La leadership di Kurt dura meno di un giro, poi Elliott lo sorpassa portandosi al comando; dietro di loro riprende il duello fra la #18 e la #24, con Kyle Busch che scavalca Byron e poi più indietro Larson che prima di tutto cerca di riprendere Truex. La classifica cerca di nuovo un equilibrio, ad esempio Kyle sorpassa il fratello Kurt, Byron ha un’altra fase a vuoto e viene passato da Keselowski ed infine Preece accusa problemi meccanici. Ai -40 Elliott ha 4″ su Kyle Busch, 5.5″ su Kurt, 6.5″ su Truex e Larson che incredibilmente sono già nella top5.

Due giri più tardi il sorpasso potenzialmente decisivo: Larson attacca con decisione nei primi giri dello stint, come a inizio gara, e all’uscita del Carousel sorpassa un Truex che invece è più prudente. Inizia anche l’ultimo giro di soste, anche se arriva nettamente in anticipo rispetto alle previsioni: i primi a fermarsi sono Alfredo e soprattutto Kyle Busch che ha una gomma delaminata e per questo dovrà fermarsi ancora una volta prima del traguardo dato che la benzina non basterà.

In sequenza pian piano si fermano tutti, ad esempio poco dopo è la volta di Harvick e McDowell, poi Blaney (dopo un fuori pista), Kurt Busch, Keselowski e Byron. Ai -34 Larson raggiunge Elliott ed è nettamente più veloce di Chase, tuttavia passare il compagno di squadra senza fare danni è difficile anche per lui e ci mette un giro e mezzo. Dopo il testacoda di Houff e la sosta di Suárez, risalito nella top10 e poi uscitone per due giri lenti con le gomme ormai finite, anche Truex sorpassa Elliott e qui Martin inizia a spingere veramente.

Mentre Elliott perde (in tre giri si prende 7″ da Larson) e ai -28 va ai box, Truex inizia a guadagnare terreno (era a 3″) sul leader che ha consumato troppo le gomme ed è sempre più loose. La rimonta è talmente veloce che in due giri Martin è vicino a Kyle ed il suo muretto centra la sosta al momento perfetto ai -27, quando è praticamente in scia alla #5 ma non abbastanza da venirne rallentato.

L’undercut di Truex riesce alla perfezione e Larson, pur fermandosi appena un giro più tardi, esce dai box dietro al rivale. All’appello per l’ultima (teorica) sosta manca praticamente solo Logano, il quale è sì al comando, ma ai -25 ad esempio gira 3.5″ più lento di Truex che ha gomme fresche e ai -24 addirittura perde 5.4″ da Larson il quale a sua volta guadagna mezzo secondo a Martin raggiungendolo. Logano è talmente lento che viene passato da un Kyle Busch fuori sequenza e questo è il segnale della sua sosta che arriva ai -23 proprio mentre Larson torna davanti a Truex passandolo sempre in fondo al Carousel; ai -21, poi, la #5 torna al comando scavalcando la #18.

A Truex dicono di avere pazienza, che Larson brucerà le gomme come in precedenza e che la gara gli verrà incontro. Tuttavia, a rovinargli il piano ci pensa Houff che finisce nella via di fuga col motore in fumo ai -19; in quello stesso momento Keselowski è entrato in pit lane e potenzialmente potrebbe fare un colpaccio data la sosta gratis, tuttavia la pit crew commette un errore e per Brad il colpo di fortuna diventa una retrocessione in fondo al gruppo a causa di una penalità. La caution salva anche Kyle Busch, il quale dunque può fermarsi senza perdere terreno.

https://twitter.com/NASCAR/status/1401669529684516865?s=20

Si fermano tutti ai box per montare l’ultimo set di gomme a disposizione tranne Logano, che sfrutta al meglio la strategia audace, il citato Keselowski che però non conta, Reddick, LaJoie ed Alfredo, a seguire c’è Larson che esce dalla pit lane davanti a Truex, Elliott ed i fratelli Busch. Si riparte ai -16 e Joey mantiene la prima posizione, dietro di lui Larson si libera di Alfredo, mentre Elliott sorpassa nel traffico Truex.

Ai -14 Larson è già di nuovo in testa ed il luogo del sorpasso a Logano è sempre lo stesso, poi mezzo giro più tardi arriva un’altra caution: all’ultima curva Chastain tocca LaJoie e per evitare Corey finisce anche contro le gomme all’interno. Nella confusione generatasi rimediano danni severi Byron (ritiro per lui), Bowman ed Harvick, qualche ammaccatura invece per Jones, Suárez e Chastain che, fra mille polemiche, mantiene la sua posizione dietro la pace car nonostante l’aver tagliato tutta l’ultima curva dopo il contatto e l’essere già stato sorpassato da molte vetture prima dell’esposizione della bandiera gialla.

Wallace finalmente recupera il giro perduto e si riparte ai -11 a posizioni invariate (Larson davanti a Logano, Elliott, Reddick, Truex, Alfredo, Kyle e Kurt Busch) visto che nessuno ha pneumatici freschi. Joey scatta bene, tuttavia le gomme e la vettura di Larson hanno la meglio e la #5 scappa via ad un Elliott che passa la #22 solo all’ultima curva. Ai -9 Larson firma anche il giro più veloce (1’39.445″) ed allunga mettendo 2.5″ su Chase e 3.5″ su Martin che a sua volta ha sorpassato Joey.

Per Larson sembra già fatta, dato che ai -6 ha 3″ su Elliott, tuttavia arriva un’altra caution: Preece finisce fuori pista nelle Esses, torna in pista troppo precipitosamente e Ware non riesce ad evitarlo dato che Ryan aveva anche sollevato un polverone. La nuova ripartenza ai -3 vede Larson al comando su Elliott, Truex, Logano, Kyle Busch, Chastain, Kurt Busch, Suárez, Bell e Alfredo, tuttavia la gioia di Anthony durerà poco.

All’ingresso del Carousel, infatti, Bowman lo tampona ed Anthony finisce contro Bell, i due finiscono in testacoda e si incastrano per un attimo; la Nascar chiama una caution fin troppo rapida (tutti riprendono la loro corsa autonomamente), forse per paura dei detriti; anche Almirola va ai box (in precedenza anche Reddick aveva alzato bandiera bianca) in versione teiera fumante.

Si va dunque all’overtime con le prime otto posizioni immutate, solo che stavolta al posto di Bell e Alfredo nella top10 ci sono McDowell ed Hamlin. Alla bandiera verde Elliott prova a metterci il muso all’interno, ma in accelerazione Larson scappa via. I due allungano sul trio composto da Truex, Logano e Kyle Busch, Elliott è più efficace in frenata, ma poi arriva sempre un po’ impiccato al punto di corda e Chase non solo riperde quando guadagnato, ma anche qualcosa di più in percorrenza e in accelerazione.

Larson, dunque non ha problemi e gestisce al meglio gli ultimi due giri e vince la gara di Sonoma davanti ad Elliott, Truex, Logano, Kyle Busch, Kurt Busch, Chastain, Hamlin, Bowman e Blaney; all’ultima curva Suárez manda in testacoda McDowell (alla fine 28°) e chiude 12° dietro a Jones, tuttavia si capisce che è successo qualcosa in precedenza. All’ultimo giro, infatti, il messicano era ancora ottavo, poi testimonianze non riportate in TV dicono che Michael aveva spinto fuori pista Suárez il quale si è ripreso di forza la posizione.

Da notare anche il 13° posto di Austin Dillon dopo i guai iniziali, il 14° di Wallace dopo aver rimontato nel finale in maniera molto buona evitando tutti i guai, Keselowski 15° dopo aver buttato – non per colpa sua – la top5, Reddick 19°, Harvick 22° dopo aver corso gli ultimi giri senza muso, solo 31° Alfredo che perde, non per colpa sua, un preziosissimo risultato.

Larson vince ancora dunque e vola in vetta alla griglia playoff, dato che pareggia le tre vittorie di Truex ma ha più punti di Martin; Elliott è ancora secondo, tuttavia aiuta Rick Hendrick a scrivere la storia, infatti questa è la quarta doppietta consecutiva per la squadra (nel mezzo c’è stato anche un poker), fatto che in Cup Series non succedeva dal 1957. Ora uno di loro quattro punterà a rendere Rick ancora più felice, ma soprattutto più ricco, dato che fra una settimana c’è in palio il milione di dollari della All-Star Race.

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Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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