NASCAR | Larson torna alla vittoria al Watkins Glen

La rimonta esaltante di Elliott non va a buon fine. Larson vince la quinta gara stagionale ed ora è (tecnicamente) in vetta anche alla classifica generale


Kyle Larson e Chase Elliott, i protagonisti sugli stradali della Cup Series in questo 2021 sono sempre loro. Dopo la tappa di Road America il pilota della #9 campione in carica e re delle curve a destra era tornato in vantaggio 2-1 (suo anche il successo sotto la pioggia ad Austin) contro il compagno di squadra e leader della griglia playoff anche grazie alla vittoria di Sonoma. Ora Larson ha pareggiato i conti, favorito anche dai due errori commessi dall’altra parte del garage, uno nel pre-gara dal team e che ha fatto partire Elliott dal fondo, e l’altro da parte di Chase che ha spiattellato le gomme ad una seconda, ma esaltante, rimonta.

La gara

La Cup Series torna in pista dopo due settimane di pausa mid-season per le Olimpiadi e inizia dallo stato di New York il suo sprint verso i playoff. Al taglio mancano ancora quattro gare, due sugli stradali e due sugli ovali, ed ogni occasione per far saltare il banco, di nuovo dopo la vittoria a sorpresa di Almirola prima del break in New Hampshire, è ghiotta. Qualcuno magari spera nella pioggia data in arrivo sul Watkins Glen, ma alla fine il fronte temporalesco rallenta e si indebolisce e dunque la pioggia non cadrà mai sulla pista.

La straordinaria gara di squadra, seppur non vincente, di Loudon consegna al Team Penske una incredibile tripletta in griglia di partenza con Keselowski in pole, e alla caccia ancora della prima vittoria in carriera su uno stradale, davanti a Logano e Blaney; questo rimarrà sicuramente il punto più alto di una disastrosa domenica per l’intera squadra, sia in Cup Series che in IndyCar.

A completare la seconda fila c’è Kyle Larson, uno dei favoriti della gara insieme al compagno di squadra Chase Elliott che, tuttavia, prima della partenza riceve una brutta notizia: sulla sua vettura (e anche su quella di Bell) i commissari rilevano dei finestrini posteriori irregolari e dunque per i due team scatta la retrocessione in fondo la griglia, la squalifica (con annessa multa) dei crew chief e la perdita di 10 punti in classifica; se per Christopher questo dato è poco rilevante, per Chase invece i punti persi per gli errori del team ora ammontano a 35 dopo lo scambio involontario di motori punzonati con Bowman a Loudon.

I temi, oltre ovviamente ad una vittoria a sorpresa che comunque appare improbabile e che riaprirebbe ulteriormente la lotta per i playoff, sono la battaglia fra Hamlin e Larson per la vittoria della regular season (che assegna 15 playoff point contro i 10 del secondo, dunque uno swing di 10 lunghezze), con Kyle che fino all’ultimo giro di Pocono/1 sembrava pronto al sorpasso e che invece per tutto luglio è stato ad una manciata di punti da Denny che ha lasciato Loudon a +13 sul rivale. L’altro tema è la lotta fratricida ma corretta in casa RCR fra Reddick e Dillon per l’ultimo posto ai playoff “causata” da Almirola; Tyler inizia lo sprint finale ad appena +5 su Austin.

Al via Keselowski scatta bene e mantiene la prima posizione sui compagni di squadra Logano e Blaney, con Ryan che sembra fin da subito leggermente in difficoltà e che vede Larson molto vicino negli specchietti. Alla fine del primo giro in curva1 arriva subito l’attacco di Kyle – e pure Hamlin accenna un 3-wide – che gli permette di salire al terzo posto mentre Denny ne approfitta e scavalca pure lui Blaney. Il primo testacoda della gara è di Newman, sempre in curva1 per il bloccaggio dei freni posteriori; il pilota della #6 (che nel 2022 sarà sostituito da Keselowski) finisce sull’erba interna e quasi centra Wallace che era seguito da un Elliott già in rimonta dal fondo.

I piloti che si fanno notare di più nei primi giri sono Truex (che entra nella top5), Byron ed Harvick, tutti protagonisti di un recupero che li porta nelle posizioni di vertice. In vetta si crea col passare dei giri un quintetto composto da Keselowski, Logano, Larson, Hamlin e Truex che viaggia compatto senza troppi rischi apparenti fino alla competition caution prevista per il giro 10 sui 20 della prima stage e sui 90 complessivi della gara.

Come detto, si viaggia in teoria senza troppi rischi, e invece Keselowski forza: gli dicono che Logano entra in curva più veloce mentre lui accelera meglio in uscita e dunque Brad decide di spingere per mantenere la prima posizione, anche perché Larson si fa già vedere negli specchietti del compagno di squadra poco più indietro. Il problema è Brad accusa già un guaio ai freni che avrà grosse ripercussioni nel corso della gara. La sintesi per il momento è che Brad finisce in testacoda ad appena due curve dalla competition caution proprio per forzare l’ingresso e così alla bandiera gialla in testa c’è Logano su Larson, Truex, Hamlin, Blaney e Keselowski scivolato in sesta posizione.

La pit lane si apre ed approfittarne è Keselowski, che ha spiattellato le gomme, con pochi altri piloti, fra cui un Elliott che era risalito fino alla 19esima posizione ma che ovviamente aveva forzato e dunque gli pneumatici non avrebbero più reso al meglio. Le caution sono rapide (la IndyCar è in programma sullo stesso canale un paio di ore più tardi) e dunque si riparte ai -8 con Logano che mantiene la prima posizione malgrado un Larson arrembante; Blaney accenna invece un 3-wide per recuperare le posizioni perse e invece ne cede un’altra a Reddick dovendosi difendere anche da Byron. In coda, infine, Alfredo fora ed è costretto ad una sosta imprevista.

La fuga a cinque di prima diventa ora una fuga a quattro, tuttavia i sorpassi non arrivano, si capisce che Larson e Truex sono più veloci di Logano e che prima o poi gli passeranno davanti. Joey tuttavia, malgrado un problema alla radio che gli impedisce di comunicare col team ma non viceversa, resiste. Le strategie nel gruppo iniziano a vedersi e in molti (Blaney, Harvick, DiBenedetto, Almirola, Chastain, Bell e altri) anticipano la sosta.

I leader, tranne Truex che cronometra l’ingresso in pit lane alla perfezione ai -2, però tirano dritto per i punti, Larson tenta solo un attacco improbabile in curva1 che gli fa perdere metri. Logano vince dunque la prima stage davanti a Larson, Hamlin, Reddick, Byron, Kyle Busch, Bowman, Elliott, Austin Dillon e Jones. In coda Keselowski in curva1 finisce di traverso sull’erba sempre per il problema ai freni e solo per miracolo non travolge nessuno.

Al break proseguono le varie strategie: ben in 14 non si fermano (Stenhouse passa in testa su Truex, Briscoe, Harvick e Blaney) e sono davanti a Kurt Busch (solo pieno), Logano, Reddick, Hamlin e Larson che perde qualche posizione. Alla ripartenza Briscoe tenta il 3-wide, Stenhouse alza il piede nel mezzo, tuttavia dall’esterno è come da pronostico Truex a prendersi la prima posizione potendo così prendere il largo. In teoria tutti i piloti potranno andare in fondo alla stage con la benzina, dunque bisogna “solo” prestare attenzione alla gestione delle gomme.

La domenica del Team Penske non prosegue nel migliore dei modi: Keselowski è costretto ad una sosta supplementare alla ripresa della corsa e dunque è ultimo, Blaney invece finisce in testacoda tutto da solo all’ingresso della bus stop quando è sesto (dopo essere stato passato da Harvick e Bell) appena pochi secondi prima della caution provocata da Davison fermo in pista bloccato probabilmente da un problema elettrico. Ai box vanno in pochi (Blaney, Keselowski, Suárez i quali dunque in teoria avranno bisogno di una sola sosta fino al traguardo) e si riparte ai -13 nella seconda stage con la top5 invariata.

Briscoe scatta malissimo e così a seguire Truex ci pensa Harvick, tuttavia Kevin non sarà mai un problema per Martin. Al giro successivo ci prova anche Bell su Chase, i due arrivano ad un leggero contatto in curva2 all’ingresso delle Esses, per fortuna riescono entrambi a proseguire e Christopher dopo la partenza dal fondo è già terzo. Bell non si ferma qui, ed un giro più tardi riprende e passa anche Harvick e così le Toyota del JGR sono prima e seconda. Il colpo di scena arriva invece in coda al gruppo: Elliott per recuperare posizioni spiattella le gomme in curva1 ed è costretto ad una sosta fuori sequenza che lo spedisce in ultima posizione.

Negli ultimi giri della stage da notare ci sono i recuperi a gomme più fresche di Larson (nuovo leader “virtuale”) ed Hamlin, mentre Logano è costretto a cedere ai due probabilmente anche perché comunicare le modifiche d’assetto necessarie gli è molto difficile visti i problemi alla radio e dunque non ha la vettura ideale. Stavolta la strategia non vede soste in anticipo (solo Wallace e LaJoie vanno ai box) e così da notare nei giri finali c’è solo l’inutile 1’12.633″ di Elliott – quando dai box gli dicono di girare 1’15” per gestire le gomme – un tempo sì spettacolare, ma vano perché è ultimo e la prossima settimana a Indianapolis la griglia verrà stilata dalle qualifiche e non dall’algoritmo.

La seconda stage va dunque senza problemi a Truex davanti a Bell, Harvick, Larson (risalito da fuori dalla top10 al quarto posto), Briscoe, Chastain, DiBenedetto, Hamlin, Logano (con i due arrivati ad un leggero contatto alla bus stop) e Kyle Busch che ha faticato a tenersi dietro un combattivo Custer. In coda Suárez si ritrova invece con un passaruota ammaccato – pare, ovviamente – dopo un contatto con McDowell.

Anche in questa occasione non tutti vanno ai box, metà del gruppo preferisce guadagnare ora track position e poi pensare a come gestire l’ultima sosta, altri preferiscono andare con prudenza e dividere l’ultima fase di gara in parti più brevi. Gran parte dei leader non si ferma, Hamlin invece è il primo che va in pit lane e riparte 21° davanti a Reddick, Bowman e Kurt Busch, entrambi in giornata anonima.

Si riparte a 47 giri alla fine e fino al traguardo non ci saranno caution ad interrompere il flusso di una gara molto bella che ha visto diversi duelli nelle primissime posizioni. Alla bandiera verde Bell non scatta bene, tuttavia riesce a mantenere la seconda posizione dietro a Truex mentre poco più dietro Larson e Chastain si toccano leggermente rischiando parecchio. Kyle è scatenato e in un giro riprende e passa anche Harvick mettendosi in terza posizione seguito dallo stesso Ross che però non riesce a mantenere il ritmo dei primi tre che allungano.

Bell ha una vettura molto veloce, ma probabilmente nei punti “sbagliati” della pista, infatti è incollato a Truex nella bus stop e al Carousel, però non riesce ad attaccarlo ad esempio prima della bus stop stessa o alla penultima curva al termine del lungo rettilineo dopo il Carousel. Christopher si fa vedere per diversi giri senza riuscire mai ad affiancarsi a Truex e negli specchietti ha Larson che aspetta solo il momento buono per passare il rivale di sempre sui dirt track.

Bell capisce che l’unico modo per sorpassare Truex è sfruttare la percorrenza delle ultime due curve e così ci prova, ma l’attacco non riesce e Larson prova ad approfittarne all’interno del rettilineo di partenza. Christopher non ci sta e quasi stringe a muro Kyle che saggiamente decide di alzare il piede. Larson però, probabilmente, fa il ragionamento tipico della Nascar che dice “Se tu guidi in maniera così aggressiva nei miei confronti, allora mi sento autorizzato a farlo anche io con te.”

E così qualche giro più tardi in curva1 Larson attacca deciso Bell nel varco che il pilota del JGR gli ha lasciato all’interno; Kyle non arriva troppo lungo, la anteriore destra è solo leggermente bloccata, tuttavia gli spazi sono ridotti e dunque il contatto fra i due è inevitabile così come le scuse di Larson nel post gara. Il contatto è sicuramente involontario, tuttavia dispiace che Bell perda così numerose posizioni (da secondo scivola 11°) mentre Larson prende ulteriore forza vedendo che il leader Truex nonostante tutto è appena 1″ più avanti.

Siamo intanto arrivati a 35 giri dalla fine e la finestra per l’ultima sosta si è aperta; pian piano tutti i piloti andranno in pit lane per il pieno ed un set di gomme nuove. Continuano intanto i guai nel gruppo: Jones finisce da solo in testacoda al Carousel per restare attaccato al gruppo, Keselowski invece è al terzo spin di giornata e a farne le spese è l’incolpevole Logano in un patatrac tutto interno al Team Penske.

Ai -33 vanno ai box Truex e Larson separati poco prima da un paio di lunghezze, poi Kyle (che alla frenata di ingresso di pit lane arriva a pochi centimetri da Martin) e la sua pit crew (la migliore dell’anno finora) firmano il capolavoro e la #5 esce dalla corsia box ampiamente davanti alla #19. All’appello fra i leader mancano ancora Hamlin ed Elliott che, dopo aver iniziato la stage in fondo alla top20, ha rimontato fino alla top10 dove Denny in precedenza ha perso il treno per restare attaccato a Larson.

Il secondo capolavoro in casa Hendrick lo fa poco dopo proprio Chase: dopo aver raggiunto Hamlin ed aver tentato in pratica un attacco di slancio non riuscito, al giro successivo ai -30 Elliott va ai box e la sosta gli permette di uscire dalla pit lane abbastanza vicino ad Harvick e Byron, poi il resto ce lo mette lui col suo talento.

Quando la situazione soste si stabilizza, a 25 giri dalla fine Larson è al comando con 1″ su Truex, 5″ su LaJoie (che si deve ancora fermare), 8″ su Kyle Busch che non si fa notare ma è sempre lì nelle prime posizioni, 11″ su Elliott che in un paio di tornate ha già ripreso e sta per staccare Byron ed Harvick; Chastain e Briscoe sono stati saltati da Chase nelle soste insieme ad Hamlin che perde benzina dal tappo del serbatoio. Altro ko invece per Suárez, l’alternatore rotto gli fa perdere un paio di giri nella sostituzione della batteria e così Daniel perde una comunque non esaltante top25.

Via radio dicono a Chase che può andare a prendere il compagno di squadra Larson, malgrado sia appunto 11″ più avanti a soli 25 giri dalla fine, gli ricordano il ritmo dimostrato in precedenza e che secondo il muretto sia Kyle che Martin sono al limite con la benzina; a Larson invece dicono che con il pieno è tranquillo per andare fin in fondo e che deve solo gestire la vettura e Truex che rimane sempre lì, ma inesorabilmente perde uno decimo alla volta giro dopo giro.

La rimonta che Elliott inizia è esaltante ed appassionante: ai -23 ha già recuperato 1″ ed è sotto la soglia psicologica dei 10″, ai -20 raggiunge e scavalca Kyle Busch che letteralmente si sposta, tanto ha capito che resistere a Chase sarebbe inutile e controproducente. Chase dopo il sorpasso a Rowdy arriva a girare anche 1″ più veloce di Larson e Truex in qualche occasione, ai -18 è a 9.3″ dalla vetta, ai -17 a 8.6″, ai -16 7.6″, ai -15 6.7″. Dopo un giro di riposo, bisogna tenere conto dei doppiaggi che stanno diventando sempre più numerosi, Chase parte di nuovo all’attacco.

Ai -13 riduce il gap a 5.8″, ma è l’ultima vera fiammata, ha dato quasi tutto con le gomme e infatti ai -10 il ritardo è sceso solo a 5.3, tuttavia a dargli nuova carica ci pensa Truex che ormai si è staccato nettamente da Larson ed è di poco davanti a lui. Diventa dunque fondamentale la rapidità di esecuzione della manovra. Elliott scavalca Truex alla quarta occasione utile perdendo in pratica un giro e mezzo nella rincorsa. Ai -8, dunque il ritardo della #9 dalla #5, è ancora di 5.4″.

Al primo giro a pista libera Chase recupera appena due decimi, poi si rilancia ma non basta, le gomme sono ormai finite ed il gap è ancora di 5.3″ ai sei giri dalla fine. Sembra finita, ma Larson si trova un folto gruppo di auto da doppiare, un Keselowski fuori sequenza, Suárez che comunque non è lento ed ha gomme più fresche, Alfredo che proprio non vuole farsi sorpassare ed infine Bilicki che invece si fa da parte appena può.

Ai -4 Elliott rosicchia decimi ed è a 4.75″, ai -3 addirittura a 3.4″, ai -2 soli 2.35″, però a questo punto Larson ha terminato i doppiaggi e la patata bollente passa ad Elliott. E la gara in pratica si chiude qui.

Kyle Larson vince la quinta gara stagionale e pone fine al digiuno estivo chiudendo una gara esaltante e veloce (2h10’57” ad oltre 162 km/h di media) con 2.4″ su Elliott, 6.3″ su Truex, 10.4″ su Kyle Busch, 10.9″ su Hamlin, 13.4″ su Byron (crollato per problemi ai freni), 23.2″ su un comunque ottimo Bell che sarebbe arrivato nella top5 senza testacoda, 32.6″ su Harvick crollato invece per l’assetto, 33.5″ su Briscoe e 33.9″ su Reddick; Chastain perde l’ottava posizione all’ultimo giro perché rimasto a secco e chiude 12° dietro a DiBenedetto.

I temi della giornata erano come detto due, ed entrambi hanno fornito risposte importanti ma tutt’altro che decisive. Partendo dal fondo, Reddick ed Austin Dillon hanno corso molto vicini e sono stati entrambi aggressivi, ma il giovane Tyler ha avuto la meglio (decimo con Austin 15°) ed il suo vantaggio è triplicato anche se rimane di soli 15 punti.

Dall’altro capo della classifica, finalmente dopo quasi due mesi attaccato ad Hamlin ma sempre dietro, Larson è il nuovo leader della classifica generale oltre che della griglia playoff, seppur per una questione tecnica. Dopo 23 gare la graduatoria recita così: Kyle Larson 917 punti, Denny Hamlin 917 punti, ed ovviamente il pilota del Team Hendrick è davanti per le cinque vittorie contro le zero di Denny che vede i playoff ma deve ancora lottare. Saranno tre gare esaltanti quelle che accompagneranno la Cup Series ai playoff.

I risultati odierni

La classifica della “Go Bowling at The Glen”

La classifica generale

Così il campionato a 3 gare dalla fine della regular season

Le altre categorie

Xfinity Series: Gibbs batte tutti al Watkins Glen!

Truck Series: Austin Hill fulmina tutti al Glen

I prossimi appuntamenti

Il prossimo weekend la Nascar continuerà a girare anche a destra: Xfinity e Cup Series (la prima sabato “insieme” alla IndyCar, la seconda a Ferragosto) correranno sul Road Course di Indianapolis. I Truck torneranno invece il 20 agosto a Madison-St.Louis.


Immagine: media.nascar.com

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