NASCAR | Larson emerge vincitore dal caos texano!

Gara tranquilla fino ai -50, poi una caution accende le micce in cui finiscono ko Logano (motore) e Truex (incidente). Larson gestisce ogni ripartenza e si qualifica per la prima volta per il gran finale


Sembrava la solita tranquilla gara sonnacchiosa sul cookie cutter del Texas, con il pacchetto aerodinamico e Kyle Larson a farla da padrone. Poi, a circa 50 giri ed appena un giro di soste dalla fine, la foratura di Chase Briscoe e conseguente caution hanno provocato un effetto a cascata che ha lasciato moltissimi piloti scontenti del risultato finale.

Logano ha salutato in anticipo una gara storta, Truex è finito ko per questione di centimetri, Hamlin ha fatto arrabbiare molti e pure lui è andato contro le barriere, Kyle Busch è stato il solito Rowdy, Blaney e Keselowski masticano amaro, Elliott ha altri pensieri per la testa. Solo Kyle Larson ha mantenuto la lucidità che gli ha dato la vittoria più importante dell’anno.

La gara

Prima gara del “Round of 8” quella in Texas, dunque una novità rispetto agli anni scorsi dopo lo scambio col Kansas, e all’improvviso il clima cambia. Dalla relativa tranquillità per la maggioranza dei piloti che dovevano solo passare il taglio da 12 a 8 piloti, all’agitazione per una situazione di classifica che mette già molti (Logano e Keselowski in primis) all’angolo e soprattutto in palio il primo biglietto per il gran finale di Phoenix in caso di successo di uno degli otto ancora in lotta.

Otto piloti in rappresentanza di tre team ed altrettanti costruttori. Toyota porta il JGR con un Hamlin in forma, un Truex che gestisce la situazione ed un Kyle Busch altalenante ma non per colpa sua, Ford ha Penske e tutti i suoi tre piloti, con Blaney a sorpresa davanti a Keselowski (che è sopravvissuto all’insidia Roval) e Logano ed infine Chevrolet ha solo due piloti del Team Hendrick, tuttavia Larson ed Elliott sembrano avere una marcia in più, anche se Chase spesso è dietro a Kyle.

Dopo il reset del punteggio, l’algoritmo mette in prima fila Larson (che ha fatto cappotto in tutte le categorie al Roval) ed Hamlin, seguono in ordine Kyle Busch, Blaney, Logano, Elliott, Keselowski e Truex, mentre il primo degli altri è un Reddick che dopo l’eliminazione non si è arreso e sta proseguendo dei playoff ad alto livello. Tuttavia questa griglia di partenza non è quella definitiva.

I controlli tecnici fanno diverse vittime al secondo giro di check. Passi per Starr, Smithley, Ware, forse anche per LaJoie e Briscoe, tuttavia la sesta retrocessione in fondo alla griglia in appena 33 gare per Chase Elliott onestamente è un segno che qualcosa non va nel lato tecnico del team #9, convinto evidentemente di poter contare sul talento del pilota per recuperare, ma che forse forza troppo il regolamento vedendo che devono osare per colmare quel distacco costante che sembra esserci dalla #5 di Larson. Dal fondo partono anche Haley e Bowman, ma per modifiche in parco chiuso.

L’ultimo punto di discussione prima del via è il cambio di additivo posto sulle corsie esterne, non più il famigerato PJ1, bensì la “resina di Nashville” (sembra quasi un marchio DOC o DOCG) che i piloti hanno apprezzato di più rispetto appunto al PJ1. Le incognite sono l’effettiva resa della resina e se tutto il PJ1 sia stato tolto efficacemente dall’asfalto (la IndyCar non c’era riuscita) e la possibile reazione fra le due componenti aggiuntive. La Xfinity Series del giorno prima ha visto un 50:50 (Nemechek ad esempio l’ha utilizzata molto ed ha vinto), ma anche un anomalo consumo delle gomme con conseguenti vibrazioni soprattutto all’anteriore destra.

Al via Larson dalla corsia interna scatta bene seguito da Kyle Busch, Hamlin invece alla sua destra soffre ed in curva4 è costretto a cedere la posizione anche a Logano. Tuttavia ben presto gli occhi sono su Chase Elliott che dopo appena tre giri è già nella top20.

Analizzando a posteriori si capisce bene il motivo, infatti degli otto penalizzati prima del via, ben sei erano nella corsia di Chase e dunque, per il metodo con cui sono applicate le penalizzazioni, Elliott è partito comunque in 13esima fila e dunque praticamente 26°. E viene pure il sospetto, leggendo i team radio, che la penalizzazione in extremis di Bowman sia stata un piccolo team order per far guadagnare alla #9 un’ulteriore fila.

Nei primi giri il pilota più in difficoltà sembra essere Truex, infatti si stacca dai primi sei, viene passato da Reddick e a fatica si tiene dietro il trenino di Byron, Buescher e McDowell, poi però la #19, comunque in giornata difficile per tutte le 500 miglia a causa di un assetto sballato, reagisce e comincia la risalita dall’ottava posizione.

Nelle prime posizioni iniziano i consueti giochi di scie: Logano finisce troppo vicino alla coda di Kyle Busch e deve alzare il piede, Hamlin tenta il sorpasso di slancio su Joey, ma la manovra non riesce e così ad approfittarne è Blaney che scavalca la #11. A questo punto è Keselowski che si prende la scia di Hamlin, il tentativo non va e Brad viene passato da Byron.

Mentre Harvick soffre in fondo alla top30 (è partito 24° causa incidente a Charlotte) con una nuova vettura realizzata dallo SHR (la disperazione del team sui cookie cutter è tale da aver fatto ciò malgrado questa auto sugli ovali da 1.5 miglia disputerà poi solo la gara in Kansas prima di passare alla Next Gen), il suo rivale Elliott stalla nella rimonta e fatica a recuperare dopo l’ingresso nella top15.

Il gruppo si avvia verso la competition caution del giro 25 e dietro a Larson ora c’è Logano che, sfruttando la resina, finalmente passa Kyle Busch, tuttavia l’altro Kyle, malgrado qualche problema radio, ne ha approfittato per scappare via. Al primo break Larson è dunque al comando con 3.1″ su Logano, 3.3″ su Blaney, 4.0″ su Byron, 4.3″ su Kyle Busch che ha iniziato a cedere, 6.4″ su Hamlin, 7.6″ su Keselowski, 7.7″ su Truex, 8.0″ su Reddick e 10.4″ su Bell con Elliott 13° dietro a DiBenedetto e Buescher a 13.5″ dalla vetta.

Da questo punto della stage non si può arrivare fino in fondo con un pieno, tuttavia tutto il gruppo preferisce andare in pit lane per sfruttare uno dei nove set di gomme a disposizione. In molti però scelgono qualcosa di alternativo: Byron, Truex, Kyle Busch (poi penalizzato per speeding), Reddick, Bell, Logano (che sarebbe stato forse primo se non avesse dovuto frenare per evitare Haley in uscita dallo stallo), DiBenedetto ed Austin Dillon cambiano solo due gomme, quindi Larson, primo con una sosta completa, scivola dal posto di comando alla nona posizione.

Si riparte ai -75 e Reddick spinge bene Byron davanti a tutti, più indietro, invece, il caos. Wallace perde il controllo della vettura in curva2 quando è all’interno di Kurt Busch e praticamente si scatena un inaspettato big one. Kyle Busch, scivolato in coda per la penalità, lo evita per un pelo ed ha solo un passaruota leggermente ammaccato (a distanza neanche si nota il danno), per altri invece la gara finisce qui.

La lista completa include Newman (DNF), Almirola (diversi giri persi), Wallace (DNF), McDowell, Preece (DNF), Custer, Chastain (idem come Aric), Stenhouse (DNF), Bowman (DNF), Ware (DNF), Gase (DNF) ed Haley (DNF) per un totale di 12 vetture su 39.

Ovviamente ne segue una lunga caution ed i giri passano, al punto che la pit lane viene aperta solo ai -67 e a questo punto completare la stage con un solo pieno diventa un pensiero decisamente intrigante ed infatti in molti, fra cui Blaney, Keselowski e Kyle Busch, vanno ai box. In 14 (Byron, Truex, DiBenedetto, Reddick, Logano, Bell, A.Dillon, Hamlin, Larson, Elliott, Jones, Harvick, Suárez e McLeod) invece proseguono e un possibile scenario strategico simile a Las Vegas diventa molto probabile.

La nuova bandiera verde viene sventolata ai -66 e sia McDowell che Houff si prendono una penalità per allineamento irregolare; Quin poi si ritirerà per un problema meccanico, Michael, che aveva scampato senza grossi danni l’incidente, perde così quel giro che non riuscirà più a recuperare. Byron alla ripartenza fatica a tenersi dietro Truex, ma alla fine, malgrado un largo in curva2, rimane al comando. Nel gruppo ci sono diversi rischi e Larson quasi arriva ad un contatto in un 3-wide.

Mentre Truex perde di nuovo posizioni a causa della vettura tutt’altro che ideale e Blaney non recupera nel traffico, inizia con calma la rimonta di Larson che a differenza dei piloti davanti a lui hanno cambiato due gomme e non quattro. Uno dei primi ad essere passato è Logano che, dopo aver tentato una manovra su Truex, viene beffato dall’aiuto di Hamlin al compagno di squadra e perde anche la posizione da Bell, Elliott e Blaney iniziando così la sua spirale negativa.

Ai -50, dunque, Byron ha 0.3″ su un Reddick che è uscito prepotentemente dopo la ripartenza ed ora non molla un metro alla #24, Hamlin è terzo ma già a 3.2″ e vede negli specchietti a circa 1″ un Larson che sta sorpassando in un sol colpo DiBenedetto ed Elliott; Bell, Blaney, Truex e Logano completano la top10 mentre Kyle Busch e Keselowski sono solo 15° e 17°, ma stanno già risparmiando carburante pensando al finale della stage. La rimonta della #5 è inesorabile e Larson ai -40 è terzo, tuttavia il ritardo di 4.4″ da Byron sembra troppo anche per lui.

E invece, giro dopo giro, Kyle recupera terreno, favorito anche dal fatto che pian piano Reddick si stacchi da Byron e quindi il fatto di poter guadagnare intanto almeno un’altra posizione ingolosisce Larson. Col passare dei giri si delinea l’andamento della classifica: mentre Larson, Hamlin, Elliott sono davanti ma dovranno fermarsi sicuramente, Blaney e Kyle Busch ha deciso di osare con qualche sicurezza in più sugli ultimi giri ed hanno passato un Truex in difficoltà, un Logano in crisi e 13° ed un Keselowski ancora molto prudente e molto loose e 16°.

Mentre si aspettano le soste dei leader, Larson ha effettivamente forzato il ritmo, ai -30 ha passato Reddick ed è a 1.5″ da Byron che viene raggiunto e scavalcato ai -22 con una manovra all’apparenza semplice all’interno di curva3 e poi allunga subito arrivando persino a doppiare un Keselowski ora 20° e quasi in crisi nera.

Ai -15 il primo ad andare ai box è Austin Dillon, seguito poi dallo stesso Larson al giro 94 (dei 105 della prima stage) quando la #5 ha ormai 2″ su Byron e – più indietro – addirittura 8″ su Hamlin. In sequenza vanno tutti ai box, qualcuno cambia quattro gomme (A.Dillon) chi due (Reddick) e chi come Larson decide di abbreviare la sosta facendo solo uno splash&go per rimanere a pieni giri. Dopo la sosta di Elliott, Harvick e Truex, al giro 97 Kyle Busch prende il comando e tutti sono curiosi di capire se arriverà fino in fondo in un incredibile finale fuel mileage.

L’ultimo dei leader ad alzare bandiera bianca ai -4 è Bell, poi ad inseguire Busch c’è Blaney. Anzi, è il contrario perché a Ryan dicono di alzare sensibilmente il piede per non rimanere a secco e quindi la #12 inizia a girare almeno 2″ più lenta del leader ed un gap di pochi decimi diventa in fretta di secondi. Alla fine il rischio paga e degli audaci a pagare dazio con una sosta all’ultimo giro a pit lane già chiusa è Buescher mentre Almirola rimane a secco sul traguardo.

Kyle Busch vince dunque una inaspettata prima stage con addirittura 13.4″ su Blaney, 14.3″ su Larson (che ha potuto tirare al massimo in mezzo a vetture che andavano al rallentatore), 15.3″ su Kurt Busch, 16.3″ su Byron, 19.1″ su Briscoe, 22.7″ su Hamlin, 23.5″ su Elliott, 25.5″ su Reddick e 28.3″ su Keselowski che si salva così sdoppiandosi; anche Truex viene graziato essendo 12° (dietro ad Harvick) ed il lucky dog. Dopo la pazza stage, quindi, l’unico degli otto ad essere stato fregato dalla strategia (e dall’assetto) è Logano che con il 18° posto deve ricorrere alla wave around.

Al break si completa il giro di soste per tutti e Kyle Busch esce dalla pit lane davanti a Larson, il fratello Kurt, Blaney e Byron; 17 le auto che sono a questo punto a pieni giri (wave around per Bell, Jones, Logano, A.Dillon e DiBenedetto mentre McDowell, Buescher e Suárez decidono di non rischiare) e così si inizia una stage che sarà decisamente più tranquilla della precedente.

Kyle Busch scatta bene e deve tenere a bada un gruppo 2-wide in cui dietro di lui ci sono Byron e Larson in lotta; Harvick quasi quasi va pure 3-wide, ma poi ci rinuncia. A perdere posizioni (sarà il leitmotiv della corsa) è Blaney che in curva4 praticamente spancia, perde aderenza e per non finire a muro deve alzare il piede scivolando da una potenziale top3-4 alla decima posizione dietro anche ad un Logano che malgrado gomme di 13 giri più vecchie è settimo e davanti a Keselowski ed un ottimo Briscoe.

A Larson basta un giro per rimettere sui binari la sua gara: prima riesce a mettersi dietro Byron, poi di slancio prende la scia di Rowdy e al giro 117 ritorna al comando. Malgrado tutta la confusione che arriverà nel finale, anche grazie ad una pit crew ancora una volta perfetta la #5 non lascerà più la prima posizione fino alla bandiera a scacchi, dunque per i seguenti 218 giri per un totale di 256.

Sullo short run Larson non è il migliore e Byron, che lo segue nel sorpasso sulla #18 e che gli rimane vicino, lo dimostra, poi però inesorabilmente sul long run Kyle scappa via all’apparenza anche senza forzare troppo. La sua vettura è sottosterzante, per lui tanto, in confronto agli altri invece è nulla ed i team radio lo dimostrano: Kyle Busch ed Hamlin hanno del chattering, Elliott sta distruggendo un secondo set di gomme con gravi danni all’anteriore destra, Blaney come detto ha avuto un momento di panico, Truex non sa nemmeno da dove partire per sistemare la vettura.

I giri passano in fretta senza grosse emozioni e a metà stage Larson è davanti a Byron di 3″, 5″ il ritardo di Kyle Busch, 7.8″ quello di Reddick che si tiene dietro Blaney in rimonta (ma che ha perso troppo tempo a passare Kevin) ed Harvick, Elliott è praticamente a 10″ e più indietro ci sono Keselowski, Logano (con Joey che arrivando a questo punto è definitivamente di nuovo sulla strada giusta dopo aver battagliato con Brad), Hamlin e Truex.

Appena passato questo traguardo virtuale, Elliott decide di alzare bandiera bianca, la sua sosta è sì anticipata rispetto agli altri, ma non è fuori sequenza. La vibrazione è diventata insopportabile e l’anteriore destra ha un buco che arriva quasi alle tele. Gli unici che nel giro di pochi minuti vanno ai box sono Austin Dillon, in netta difficoltà e ultimo a pieni giri, Jones, Logano e tutti quelli che avevano preso la wave around e che dunque si erano fermati una decina di giri prima.

Quando Reddick e DiBenedetto sono in pit lane, arriva una caution per detriti sul rettilineo opposto che costringe Logano ad una seconda wave around (era tra l’altro braccato da Larson col rischio di finire a -2) insieme a Reddick ed Elliott, viene premiata la pazienza di Suárez e del suo team con un lucky dog, mentre A.Dillon, DiBenedetto e Jones perdono un giro.

Il giro di soste per tutti arriva dunque in contemporanea e Larson rimane al comando su Kyle Busch, Byron, Keselowski, Blaney, Harvick, Kurt Busch, Truex, Hamlin e Briscoe; 15 i piloti a pieni giri con Bell, Suárez, Reddick, Elliott e Logano a completare la lista. Si riparte ai -41 e Byron prima dà una spinta a Larson per lasciarlo in testa, poi approfittando del suo short run ripassa Kyle Busch e apre la sua crisi venendo passato anche da Blaney, Keselowski ed Harvick salvandosi poi dall’attacco del fratello. La lotta fra questi piloti è molto intensa nelle fasi successive.

A peggiorare la situazione di Kyle Busch ci pensa il primo atto odierno, il secondo dopo il finale ad Indianapolis, della lotta fra Briscoe ed Hamlin, con Chase che attacca Denny in curva1, Hamlin è costretto ad allargarsi e Rowdy ad alzare il piede per evitarli, tornando poi a lamentarsi di chattering e sottosterzo; idem anche Elliott alle prese con un assetto che manda in crisi la stessa gomma, al punto che preferisce alzare nettamente il piede negli ultimi 10 giri visto che era lontano sia dalla zona punti che da un possibile doppiaggio.

Byron davanti intanto non ha mollato Larson e la fortuna è dalla sua, un detrito si è posizionato nell’unica parte del muso che potrebbe dargli una mano per la downforce, inoltre Larson gestisce troppo prudentemente il doppiaggio di Almirola, ma si salva di un pelo.

Larson vince la seconda stage con 0.047″ su Byron, 7.300″ su Blaney, 7.386″ su Harvick (altra volata), 7.9″ su Keselowski, 8.6″ su Kurt Busch, 9.0″ su Hamlin, 10.4″ su Briscoe, 10.5″ su Reddick, 11.7″ su Kyle Busch; completano la lista dei 15 a pieni giri Truex (+12.4″), Logano (+12.7″), Bell (+13.5″), Suárez (+19.6″) ed Elliott (+24.4″) con Jones che è il lucky dog.

In uscita dalla pit lane, dopo un’altra serie di soste, Larson mantiene il comando su Byron, Keselowski, Blaney e Kurt Busch; l’unico a prendersi una penalità è Suárez. La green viene sventolata a 118 giri dalla fine, dunque in teoria ci stanno giusti giusti due stint tranquilli come quelli precedenti per portare la gara in porto. Il primo sarà in effetti così, il secondo tutt’altro.

Blaney spinge bene Larson che rimane primo, dietro di lui Keselowski ci prova ad attaccare Byron, non ce la fa e a prendere il testimone è Blaney, poi però come in precedenza finisce largo e perde posizioni preziose. Chi rischia grosso, invece, a causa di una ruota mal fissata è Kurt Busch, costretto ad alzare il piede all’improvviso e poi ad una sosta ai box che gli fa perdere due tornate (che non recupererà più) e lascia di nuovo soli 15 piloti a pieni giri.

Fra vari scambi di posizioni, recuperi e ulteriori difficoltà dei soliti noti, a 100 giri dalla fine Larson ha 1.3″ su Byron, 1.7″ su Keselowski, 2.5″ su Blaney (loose), 3.3″ su Harvick, 4.4″ su Reddick, 4.9″ su Briscoe, 5.1″ su Hamlin (sottosterzo), 5.4″ su Logano (sempre più come Truex in balia della vettura), 5.6″ su Kyle Busch che sta iniziando uno show via radio, 6.2″ su Elliott e 6.5″ su Truex ancora in difficoltà, ma in lento miglioramento. Non è tutto rose e fiori però per la coppia di testa, infatti anche Larson e Byron cominciano a sentire delle vibrazioni come quelle di Elliott.

La classifica ormai è selezionata: ai -90, dietro ai 15 a pieni giri, ci sono cinque piloti (A.Dillon, DiBenedetto, Jones, McDowell e Kurt Busch) ad un giro, Almirola è 21° a -2, Custer 22° a -3, LaJoie 23° a -4, Alfredo 24° a -5, poi McLeod chiude la top25 ma a otto giri. Davanti nel frattempo Reddick si riprende dopo una fase centrale di gara leggermente in flessione e col sorpasso ad Harvick torna nella top5, mentre poco più dietro Elliott esclude Kyle Busch dalla top10.

Tutti aspettano il giro di soste che dovrebbe partire attorno al giro 270 o poco più tardi, tuttavia ad iniziare la serie di colpi di scena ci pensa Bell che a causa di un problema ad un pneumatico deve fermarsi ai -73 e dunque è troppo presto per completare la gara con un solo pieno. Ai -65 si trova l’ultima classifica non sconvolta dai fatti successivi: Larson con 1.4″ su Byron, 5″ su Keselowski, 5.2″ su Blaney, 7.2″ su Reddick, 9.3″ su Harvick, 12.1″ su Briscoe, 12.3″ su Hamlin, 14.2″ su Logano, 14.3″ su Elliott, 15.1″ su Kyle Busch, 16.2″ su Truex, 19.2″ su Buescher e 20.9″ su Suárez.

A (ri)accendere la miccia ci pensano Briscoe ed Hamlin: Denny attacca di forza Chase il quale cerca di resistere ed in curva4 è all’esterno. Hamlin potrebbe non allargare maliziosamente, Briscoe potrebbe alzare il piede per salvare una comunque buona ottava posizione e invece finisce per baciare il muro. La #14 prosegue per un paio di giri, poi il contatto è sufficiente per provocare una foratura e Briscoe perde detriti di gomma in pista regalando il lucky dog a DiBenedetto. Sembra tutto tranquillo, come nella seconda stage la caution semplifica il giro di soste, e invece sarà l’inizio di una serie di incidenti.

Dopo un’altra serie tranquilla di pit (Larson precede Byron, Keselowski, Reddick, Hamlin, Blaney, Logano, Harvick, Elliott e Kyle Busch con Truex 13° davanti al solo DiBenedetto dopo una lunga sosta per modifiche di assetto), si può ripartire ai -54. Larson riesce a difendersi da Byron prima e da Reddick poi, Harvick va 3-wide con scarso successo anche perché da dietro torna su Hamlin che, dopo esseri lamentato di Briscoe che era andato esterno, va lui esterno addirittura in un 3-wide passando momentaneamente Harvick e Blaney; a pagare un momento loose è invece Elliott che esce dalla top10

Ai -50, dunque, Larson è al comando di una fuga a quattro con Byron, Reddick e Keselowski, Hamlin completa la top5 davanti a Blaney, Logano, Kyle Busch, Suárez ed Harvick, Elliott 12° e Truex 13°. La coppia Blaney-Logano cerca di approfittare del fatto di essere vicini ed i due attaccano Hamlin, Ryan ci riesce, Logano (anche con un contatto subito da Denny che ancora una volta si allarga) no e così Joey perde numerose posizioni insieme ad Harvick che ha dovuto alzare il piede. Ad approfittare di questo sono un incredibile Suárez ora settimo ed Elliott.

Ai -40 c’è ancora la fuga a quattro (Larson stavolta non allunga) con l’unica differenza che ora Keselowski è terzo su Reddick, poi Blaney nel limbo e a seguire un gruppone di sei vetture che va da Hamlin a Kyle Busch 11° e Truex 12° ad inseguire. Quello più in difficoltà sembra essere Logano, crede che il motivo sia l’ammaccatura alla posteriore destra dovuta ad Hamlin, invece al giro 299 arriva la verità: il motore nella #22 (il primo in addirittura sette anni) esplode in una nuvola di fumo e per Joey la gara, e molto probabilmente i playoff, sono finiti qua.

Il ritiro di Logano lascia ancora appena 14 auto a pieni giri (Bell è il lucky dog), ma mette in pericolo il controllo di Larson sulla gara, infatti le strategie potrebbero diversificarsi con qualcuno che potrebbe montare gomme fresche. A questo turno ci provano Kyle Busch, Truex, DiBenedetto, Harvick ed Elliott, tuttavia tutti questi non sembrano lo stesso avere una vettura per puntare alla rimonta. Si riparte dunque ai -30 con Larson ancora davanti a Byron, Keselowski, Reddick, Blaney ed Hamlin.

La partenza non è ordinata e nel gruppo ci si prova fin da subito a recuperare posizioni, Kyle Busch trova un varco in curva1 all’interno di Buescher il quale forse non se ne accorge e chiude la porta girandosi sul muso della #18. Mentre Buescher è protagonista di un incredibile salvataggio sull’apron, all’esterno McDowell, sembra quasi per motivi indipendenti da quanto stia succedendo alla sua sinistra, alza il piede sulla resina, il compagno di squadra Alfredo che è alle sue spalle fa lo stesso, meno Briscoe che tampona la #38 che finisce a muro.

La vettura finisce contro le barriere con il retrotreno e ciò probabilmente distrugge il bocchettone del serbatoio, poi, per sfortuna di Alfredo, finisce giù per il banking in retromarcia dunque bagnandosi con la benzina che sta uscendo dal serbatoio, quindi basta l’innesco degli scarichi bollenti per provocare un principio di incendio pauroso all’apparenza ma che per fortuna si conclude senza feriti.

Dopo una bandiera rossa di circa 10′, il solo Buescher ai box e Jones che torna a pieni giri, si riparte ai -25 con Larson e Byron in prima fila e la coppia Reddick-Keselowski a seguirli. A scombinare i piani ci pensa però Hamlin che con una spinta fin troppo forte, dopo aver fatto arrabbiare Briscoe e Logano, ora manda all’aria anche la gara di Brad.

La rimonta di Hamlin è fin troppo furiosa, ma di risultati se ne vedono pochi e, dopo un 3-wide con Harvick e Blaney, è proprio un contatto con Ryan che gli provoca prima un tire rub e poi, dopo un paio di giri, anche una foratura che lo fa appoggiare al muro in uscita di curva2 per l’ennesima caution.

Davanti, intanto, Larson era rimasto al comando, stavolta però su Reddick e Byron con i due che avevano lottato duramente; Keselowski ed Harvick completano la top5. La pit lane si riapre e ad approfittarne, oltre ovviamente ad Hamlin, sono Suárez (che non aveva condiviso la strategia precedente) e Bell che torna così in corsa. Nuova bandiera verde ai -16 e Byron spinge ancora davanti Larson, poi dopo un’altra dura lotta con Reddick si riprende il secondo posto, seguono Keselowski, Harvick e Blaney. Sembra tutto finalmente a posto, poi però arriva un altro incidente.

Suárez con gomme fresche sta rimontando, in curva4 si trova davanti Truex, Daniel crede di aver concesso abbastanza spazio Martin, Martin lo stesso a Daniel che è incollato alla linea bianca mentre la #19 scende leggermente. E così, mentre pochi metri più avanti DiBenedetto si era salvato da un contatto anche più pesante subito da Kyle Busch, Truex corregge troppo lo sbandamento e finisce violentemente a muro per un altro colpo di scena.

Con anche Truex costretto al ritiro, con altri lucky dog che aggiungono nuovi contendenti a posizioni importanti (dopo Briscoe ora è la volta di A.Dillon) e le ulteriori soste di Hamlin per riparare il muso, si riparte di nuovo ai -9. Reddick prima spinge Larson, poi viene toccato da Harvick in curva2 e quasi finisce in testacoda, ma solo il talento enorme di Tyler gli fa salvare la #8 in livrea Earnhardt ed anche il terzo posto dietro a Byron e davanti a Keselowski ed Blaney.

Ancora una volta sembra che la gara stia per finire, ed invece ci sono ancora fuochi d’artificio. Prima Reddick e Byron entrano in contatto fiancata contro fiancata per una serie di tire rub reciproci con Tyler a rimetterci di più, poi in curva2 Buescher toccat Briscoe (involontariamente fin troppo protagonista nel finale) ed Hamlin non può evitare la #17.

Si va dunque ad uno sprint di due giri, una sorta di overtime #0, con Larson che scatta davanti a Keselowski, Bell, Blaney, Harvick, Reddick, Elliott, Kyle Busch e DiBenedetto. Per fortuna stavolta va tutto liscio, Kyle allunga sulla spinta di Brad, poi dietro di lui c’è una serie di 2-wide che si risolve solo alla bandiera a scacchi.

Kyle Larson vince l’ottava gara stagionale e si qualifica per la prima volta al gran finale precedendo Byron, Bell, Keselowski, Harvick, Blaney, Elliott, Kyle Busch, Reddick, e Suárez. Hamlin è il primo fuori dalla top10 davanti a Jones, DiBenedetto, A.Dillon e Briscoe, 15° e ultimo a pieni giri. Kurt Busch è 16°, ma a due giri davanti a McDowell, Almirola (-3), Custer (-4), LaJoie (-5). Buescher seppur ritirato è 21° a sette giri, McLeod 22° a 10 giri, Starr a -11, Smithley a -13 sfruttano i guai altrui.

In campionato Larson si prende che in molti alle sue spalle speravano artigliasse fin da subito. Dietro, malgrado tutto, ha regnato l’equilibrio, con Blaney, Hamlin, Kyle Busch, Elliott e Keselowski a raccogliere punti pesanti, anche se il buon risultato della #12 lancia Ryan in buona posizione. Chase è desitnato ad inseguire insieme a Brad e Truex, mentre Logano è obbligato a vincere una delle prossime due gare.

Mentre Larson sorride, in molti sono arrabbiati. Kyle Busch è incavolato con il mondo, Harvick ce l’ha ancora con Elliott, ed è convinto anche del contrario seppur Chase non ne abbia più la necessità (ed Elliott rischia il contro ko psicologico dopo una gara in ombra), mentre Logano dice che si farà valere contro un Hamlin fin troppo aggressivo e che poi ha pagato la sua stessa smania con la foratura. In Kansas sarà tregua in attesa di Martinsville? Domenica lo sapremo.

I risultati odierni

La classifica della “Autotrader EchoPark Automotive 500”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la prima gara del “Round of 8”

Nascar Cup classifica post Texas 2021 Larson

La classifica completa

Le altre categorie

Xfinity Series: Nemechek beffa Hemric in Texas

I prossimi appuntamenti

Il prossimo weekend la Nascar andrà in Kansas per il secondo turno del “Round of 8” di Xfinity (sabato) e Cup Series (domenica). I Truck vedranno la loro gara decisiva in vista di Phoenix il 30 ottobre a Martinsville.


Immagine: media.nascar.com

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