NASCAR | La Cup Series sbarca su un circuito cittadino a Chicago dal 2023!

NASCAR
Tempo di lettura: 6 minuti
di Gabriele Dri @NascarLiveITA
19 Luglio 2022 - 23:00
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La città di Chicago torna in NASCAR dopo quattro anni e lo farà in maniera storica, ospitando la prima gara su un circuito cittadino della Cup Series e di tutte le categorie americane. L’analisi di un evento mai visto con luci ed ombre


Dopo due anni di lavori sul progetto, alla fine si è passati dalla carta e dal virtuale al reale: la NASCAR Cup Series nel weekend del 4 luglio 2023 correrà per la prima volta nella sua storia lunga più di 70 anni su un circuito cittadino, almeno se si esclude il fatto che la pista originale di Daytona Beach negli anni ’50 si divideva fra spiaggia e lungomare.

L’annuncio è arrivato nella serata odierna e, come da indiscrezioni recenti, sono state confermati tutti gli aspetti positivi e negativi di questo evento. Partendo da quelli buoni, la NASCAR torna in un mercato ricco di storia e di appassionati come quello di Chicago e lo fa non solo ampliando ancora la varietà del proprio calendario (ora ufficialmente il più completo fra tutte le categorie del motorsport in tutto il mondo), ma lo fa anche insieme alla sua organizzazione cugina, visto che entrambe sono di proprietà della famiglia France, ovvero l’IMSA che correrà nello stesso weekend sullo stesso tracciato.

Nel weekend che sarà effettivamente il 1° e 2 luglio le vetture della Cup Series dunque si sfideranno in centro a Chicago in mezzo e attorno al Grant Park che si affaccia sul lago Michigan su una pista da 2.2 miglia di lunghezza e 12 curve che ricalca quasi esattamente quella proposta e realizzata l’anno scorso su iRacing appunto per valutare la fattibilità di un tale progetto.

Ben Kennedy in conferenza stampa ha dichiarato che questo è sicuramente “il cambio in calendario più audace di questo processo in corso negli ultimi anni”. E questo sicuramente è vero, dato che nelle 36 gare stagionali della Cup Series mancava ancora un circuito cittadino. Non è però un debutto assoluto in tutta la NASCAR dato che dal 2010 ad oggi la serie canadese, la Pinty’s Series, corre fra le strade di Toronto nello stesso weekend in cui è presente anche la IndyCar e poi fa tappa anche a Trois-Rivières.

Purtroppo, e bisogna dirlo, gli aspetti positivi di questo annuncio storico terminano qua per una notevole serie di fattori.

Il primo appare subito agli occhi anche di un appassionato non esperto di NASCAR: il layout. Nemmeno un anno di prove (non si sa quanto serie) su iRacing ha prodotto un circuito migliore di quello originale che già sembrava piuttosto banale.

Come detto sono 2.2 miglia (3.54 km) con 12 curve, di queste ben sette sono a 90°, le restanti cinque sono nell’ordine due pieghe di 135° simmetriche prima e dopo un lungo arco in corrispondenza di East Congress Plaza Drive (curve7-8-9) ed infine un’altra piega di 135° (curva3) che porta ad una kink (curva4) che sarà più o meno all’inizio della braking zone di curva5. Ovviamente nessuna variazione altimetrica, dunque il layout non ispira grosse emozioni. Nulla di più, nulla di meno, al punto che in confronto persino Sochi viene rivalutata.

Il secondo punto è legato alla città, ovvero Chicago. Questa sarà la quarta pista su cui la NASCAR correrà vicino alla città più importante dell’Illinois. Dopo una fugace esperienza nel 1956 all’interno del Soldier Field (l’attuale stadio dei Chicago Bears), la NASCAR tornò in città nel 2000 con la Truck Series al Chicago Motor Speedway di Cicero costruito da Chip Ganassi. Dopo due edizioni, nel 2003 l’ovale aveva già chiuso i battenti perché praticamente in contemporanea aveva aperto poco distante a Joliet il Chicagoland Speedway.

Dal 2001 dal 2019 Cup e Xfinity Series (più i Truck dal 2009 al 2019) hanno fatto tappa su questo particolare (il rettilineo opposto era tutt’altro che dritto) cookie cutter da 1.5 miglia che ha vissuto fortune alterne, prima apprezzato, poi snobbato ed infine amato di nuovo (basta ricordare il gran finale del 2018 fra Kyle Busch e Kyle Larson) quando ormai era troppo tardi.

La pandemia infine ha dato la mazzata finale (ed anche una facile scusa) a questo ovale che adesso giace inutilizzato da due anni. Ora la NASCAR torna per l’ennesima volta a Chicago dopo aver avuto già due esperienze non positive più per la organizzazione non ottimale che per le piste in sé. Chissà per quanti anni prima di un altro addio.

Il terzo e ultimo punto negativo è la pista che dovrà lasciare il calendario della Cup Series, ovvero Road America. Sì, la NASCAR molla (almeno con la categoria principale) Elkhart Lake dopo appena due anni in cui uno degli stradali più belli d’America (se non del mondo) si stava già ritagliando un posto anche nel cuore dei tifosi delle stock car.

Appena due anni fa a Road America era stato assegnato il prestigioso slot in calendario del weekend del 4 luglio al posto dello stradale di Indianapolis che a sua volta aveva sostituito Daytona appena una stagione prima (e anche su questo turbinio di tappe nell’Independence Day si potrebbe discutere) con l’obiettivo di portare la Cup Series (dopo anni di Xfinity) in Wisconsin dopo la fugace esperienza nel 1956.

L’esperimento è andato molto bene, a Road America nel 2021 c’è stato il pubblico più numeroso nella storia della pista, le due corse – specialmente quella vinta nel 2022 da Reddick – sono state apprezzate, ora invece quelli che sembravano progetti a lungo termine sono già cestinati dopo appena un paio di anni. Una fretta quasi immotivata, una mancanza di visione a lungo termine che probabilmente hanno solo una motivazione: generare ulteriore attenzione in vista delle trattative sul futuro contratto fra NASCAR e TV che prenderà il via nel 2025 e le cui trattative sono già iniziate.

In sintesi, l’annuncio odierno porta sì una ventata di novità in NASCAR che può essere apprezzabile, ma passata la folata rimane ben poco, al punto che gli stessi piloti dietro alle dichiarazioni di facciata commentano a larga maggioranza di essere dispiaciuti per l’addio a Road America. La NASCAR ha fatto dunque sì un passo in avanti verso il futuro, ma senza capirlo ne ha fatti anche due indietro rimangiandosi molte frasi dette appena due anni fa con la speranza che tutti se le siano dimenticate.

Il video integrale della conferenza stampa:


Immagini: media.nascar.com

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