NASCAR | La All-Star Race trasferita per il 2020 da Charlotte a Bristol

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L’idea di spostare la All-Star Race da Charlotte ad un’altra pista, specialmente uno short track, era nell’aria da molti anni per rivitalizzare la competizione, ma la messa in pratica di questa mossa è stata fatta soltanto ieri e la causa è – purtroppo – sempre il coronavirus. Dunque il prossimo 15 luglio per la seconda volta nella storia, dopo la seconda edizione del 1986 svoltasi ad Atlanta, la corsa si svolgerà lontano dal fulcro della Nascar, ovvero la capitale della North Carolina, bensì al “Last Great Colosseum”

L’annuncio – giunto relativamente a sorpresa – è arrivato nella serata di ieri da parte di Marcus Smith, presidente e CEO di SMI, la società proprietaria di molti ovali fra cui quelli di Bristol e Charlotte: “La Nascar All-Star Race è un evento conosciuto per fare la storia, e noi proseguiremo questa tradizione ospitandola al Bristol Motor Speedway. Mentre Charlotte sarà sempre riconosciuta come luogo di nascita e tradizionale casa della All-Star Race, i dati attuali riguardo la pandemia in North Carolina rendono Bristol un luogo ideale per l’accesso ai tifosi questa estate.”

Già perché la sorpresa più grande è che alla All-Star Race potranno parteciparvi ben 30’000 spettatori, più o meno un quinto della capacità dichiarata dal Bristol Motor Speedway (162’000). La cifra onestamente sembra enorme ed i rischi connessi dello stesso livello. I tifosi potranno acquistare i biglietti per le tribune ed accedervi rispettando le ben note misure di distanziamento sociale ma non ci sarà l’obbligo di indossare una mascherina; i tifosi inoltre dovranno firmare una dichiarazione che esonera Nascar e SMI da eventuali contagi. Il numero è stato deciso dal governatore del Tennessee Bill Lee e dalle autorità della contea di Sullivan.

Questo dato è notevolmente superiore ai 1’000 tifosi presenti la scorsa domenica a Homestead e provenienti esclusivamente dalla vicina base militare, e dei 5’000 che saranno invece questo weekend a Talladega. In North Carolina si sta affrontando una seconda ondata di positività che ha portato il numero totale di casi a oltre 45’000 (4’300 casi per milione di abitanti contro i 6’600 degli USA e i 3’900 italiani) e i decessi a 1’140. In Tennessee la situazione è simile (31’000 positività, 4’500 casi per milione, 480 decessi), tuttavia non si assiste ad un ritorno della pandemia connesso alla riapertura della attività, qualora fossero state chiuse.

Al momento sono stati confermati sia il format generale (Open di qualificazione che mette in palio gli ultimi posti per la All-Star Race) che il montepremi di 1 milione di dollari per il vincitore, ma non il format della gara stessa. I piloti già ammessi di diritto sono coloro che guidano quest’anno a tempo pieno e che hanno vinto una gara nelle stagioni 2019 e/o 2020, i vincitori di un titolo della Cup Series e i precedenti vincitori della All-Star Race e dunque sono: Ryan Blaney, Alex Bowman, Kurt Busch, Kyle Busch, Chase Elliott, Justin Haley, Denny Hamlin, Kevin Harvick, Jimmie Johnson, Erik Jones, Matt Kenseth, Brad Keselowski, Joey Logano, Ryan Newman e Martin Truex Jr. A questi 15 piloti se ne aggiungeranno altri quattro, tre dall’Open ed uno dal Fan Vote già aperto ma non ancora aperto – purtroppo – ai non americani.

Come detto non è stato annunciato il format di gara, ma la All-Star Race si presta sempre a sperimentazioni di vario tipo. Le voci al riguardo nate ieri sera si riferiscono a due particolari: ripartenze e livree. Per quanto riguarda le ripartenze potrebbe essere testata in Nascar la regola del choose cone già presente in moltissime categorie inferiori su ovale. Il funzionamento è molto semplice e vorrebbe limitare lo squilibrio fra le due corsie se questo è più elevato del solito, come succede ad esempio a Martinsville dove scattare all’esterno spesso rappresenta una condanna. Dunque la scelta della corsia sarebbe lasciata ai piloti, ovviamente in ordine di classifica. Ad esempio, nel caso i primi cinque piloti scegliessero la corsia migliore, il sesto potrebbe optare per l’altra scattando così dalla prima fila con potenziali guadagni rispetto alla sua situazione precedente.

La seconda come detto riguarda le livree. Da qualche anno la Nascar, ma non solo, cerca soluzioni alternative per offrire uno spazio migliore per gli sponsor. Infatti il numero posto al centro della portiera ovviamente è un freno a potenziali idee che cercano di sfruttare al meglio tutta la fiancata, ma al momento la tradizione lunga oltre 70 anni ha resistito. In categorie minori come K&N Pro Series e la vecchia ASA hanno sperimentato l’uso dei numeri sul passaruota posteriore, ma in Nascar in molti si sono mostrati contrari a questa ipotesi. Tuttavia per la All-Star Race ci potrebbe essere una via di mezzo interessante.

Alla All-Star Race manca ancora un mese e non c’è dubbio che in queste settimane si sentirà ogni tipo di proposta innovativa o sperimentale, ma per fortuna si è riusciti a trovare in calendario un buco per recuperare questo evento extra-campionato per testare qualcosa di diverso senza influenzare le sorti della stagione per poi considerare in futuro la sua eventuale implementazione nel regolamento.

Immagine: Bristol Motor Speedway

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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