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NASCAR | Kurt Busch vince per la prima volta in casa a Las Vegas!

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Una strategia audace si dimostra fortunata per il pilota del Chip Ganassi Racing. Hamlin e Bowman beffati da una caution nel finale


Certe volte i numeri non vogliono dire nulla. Fino alla scorsa notte Kurt Busch era uno dei più grandi esempi di “Nemo propheta in patria” visto che nelle 21 occasioni precedenti sulla pista di casa a Las Vegas aveva raccolto appena tre top5 e sei top10 con un piazzamento medio di 22.5, il dato peggiore di tutto il suo palmares che vede tra gli altri trofei quello di campione della Cup Series del 2004. Al 22° tentativo la trama sembrava quella delle occasioni precedenti, e invece una strategia audace, un pizzico di fortuna e la giusta dose di esperienza hanno regalato a Kurt Busch un preziosissimo successo che lo manda già al turno successivo.

La gara

La domenica nel deserto del Nevada è torrida e poco prima della gara, prevista a cavallo del tramonto, ci sono ben 35 °C. Esauriti i controlli tecnici senza alcuna infrazione può dunque avere inizio il “Round of 12” dei playoff della Cup Series, il più nervoso dei tre in quanto prevede come tappe nelle prossime settimane Talladega ed il Roval di Charlotte, quindi la corsa più semplice delle tre è in realtà la bollente Las Vegas con tutti desiderosi di raccogliere più punti possibili oppure una vittoria che garantisca 14 giorni di relativa vacanza in più rispetto agli avversari.

L’algoritmo manda in pole ovviamente Harvick in quanto primo nella griglia playoff dopo il reset del punteggio e la vittoria di Bristol, al suo fianco c’è Kyle Busch come prosecuzione naturale del giro 500 della scorsa settimana; con l’eliminazione dai playoff i quattro piloti non più in corsa per il titolo tornano nel secondo gruppo e pagano subito dazio, Blaney parte 15°, DiBenedetto 19°, Custer 22° e Byron addirittura 29°.

Al via Elliott dalla seconda fila spinge Harvick davanti a Busch e poi prosegue nell’iniziativa fino al punto di mandare Kevin leggermente largo in curva1 e passare lui stesso in prima posizione. A seguirlo è Logano mentre Harvick deve difendersi dall’ormai solito A.Dillon e da Ky.Busch; quella della #3 tuttavia è solo una fiammata e finisce dietro ai fratelli Busch e Truex. Dopo i primi giri tutti e 12 sono nella top14 con gli unici intrusi Blaney – già in rimonta – e Jones che hanno scavalcato Keselowski e soprattutto un Hamlin in difficoltà nelle fasi iniziali.

Bastano 10 giri e lo short run di Logano si esaurisce e così prima si stacca da Elliott che allunga e poi viene ripreso dal gruppo. Alla competition caution del giro 25 Elliott ha già 3.6″ su Ky.Busch, 5.3″ su Harvick, 6.5″ su Logano e Blaney e soprattutto soli 7″ su Hamlin che dopo le difficoltà dei primissimi km poi ha capito come assecondare la vettura scegliendo una traiettoria lungo il muro. Tutti vanno ai box per il primo giro di soste ed il pit di Chase non è esaltante al punto che scivola in quinta posizione dietro a Ky.Busch, Harvick, Hamlin e Logano; Keselowski invece finisce in 22esima posizione dopo una lunga sosta per stravolgere l’assetto e la sua corsa è tutta in salita.

Alla ripartenza a 50 giri dalla fine la fila interna con Hamlin capotreno non parte al meglio, tuttavia quando si organizza riesce a trovare velocità e la spinta di Logano alla #11 è fondamentale per mandare Denny in testa; il problema di Joey è che facendo così inevitabilmente perde velocità e per mantenere la terza posizione – poi diventata seconda dopo il sorpasso a Kyle Busch – su Elliott è costretto a fare un blocco in stile superspeedway sulla #9 che lascia decisamente scontento Chase il quale nel traffico non riesce più a dimostrare la velocità delle prime fasi.

Mentre in coda inizia la giornata di passione di Reddick (una ruota mal fissata con conseguente sosta supplementare sarà solo l’inizio di una serie di forature e incidenti che porteranno ad un ritiro prematuro alla fine della seconda stage), davanti Hamlin man mano che passano i giri allunga sempre di più su un Logano che tuttavia, a differenza del primo stint, non cede e mantiene la seconda posizione. Chi invece va in difficoltà è Harvick che, come Keselowski, mentre tutti gli altri pagano il sovrasterzo accusa invece un muso che tocca le numerose asperità sull’asfalto con lo splitter e ciò rende l’anteriore molto rigido e dunque sottosterzante.

La gara scorre via senza scossoni ed il primo vero long run vede la rimonta di Blaney dopo una sosta non felice (lo stallo in pit lane è figlio del risultato di Bristol), la rimonta di A.Dillon verso la top5 ai danni di Bowman e il sorpasso in extremis di Bowyer a DiBenedetto per l’ultimo punto. Hamlin vince dunque la prima stage con 2.1″ su Logano, 5.7″ su Ky.Busch, 6.5″ su Elliott, 7.4″ su Harvick, 7.9″ su A.Dillon, 8.1″ su Blaney, 8.8″ su Bowman, 9.2″ su Truex e 10.8″ su Bowyer; Almirola è 13°, Kurt Busch soltanto 16° e anch’egli in difficoltà con l’assetto e Keselowski addirittura 21° dopo non aver recuperato nulla dopo la sosta.

Il secondo giro di soste vede il replay di quanto successo in precedenza: il leader, in questo caso Hamlin, ha un pit lento e così a passare in testa è di nuovo Ky.Busch che precede Logano, lo stesso Hamlin, Elliott ed A.Dillon. E arriva subito il colpo di scena: dopo un giro e mezzo affiancati, Joey e Kyle stanno ancora duellando sul rettilineo opposto quando Hamlin da dietro prende una scia incredibile e va 3-wide tentando l’attacco all’interno di curva3. Joey non si accorge di tale manovra che sta avvenendo oltre la sagoma della #18 e quando stringe la curva in ingresso non sa che Kyle non può spostarsi più a sinistra perché lì c’è già la #11 e quindi il contatto fra Logano e Busch è inevitabile. Per Rowdy c’è un passaruota ammaccato ma riesce a proseguire in quarta posizione, Logano invece accusa un tire rub che per sua fortuna non diventa subito foratura perché essendo all’esterno non riesce a tagliare subito verso la pit lane e quindi solo dopo aver perso qualche secondo riesce a fare una sosta prudenziale finendo tuttavia ai margini della top30 a un giro.

Davanti intanto ad approfittare della situazione è stato ovviamente Hamlin, il quale tuttavia a sorpresa poco più tardi al giro 92 viene raggiunto e scavalcato da Elliott che torna così al comando della gara. Finita la fase animata della ripartenza, al giro 100 Elliott ha 0.6″ su Hamlin, 1.8″ su Bowman, 2.7″ su Ky.Busch e 3.1″ sulla coppia A.Dillon-Truex che precede Harvick. In poco tempo si arriva al giro di soste di metà stage che viene aperto da Truex, rallentato ora dal sottosterzo, il quale in poco tempo porta tutti i big in pit lane. La sfortuna si accanisce ancora su Ky.Busch, infatti la pistola del cambio gomme si rompe e la sua sostituzione in corsa gli fa perdere addirittura 16″ che però tornano utili per riparare un pochino il passaruota ammaccato.

La prima penalità del giorno è per Johnson mentre in quattro (Byron, Buescher, Newman e LaJoie) vanno alla caccia della caution andando lunghi esaurendo il pieno dopo le gomme. La bandiera gialla non arriva in loro soccorso e così ai -15 Elliott torna al comando con poco meno di 1″ su Hamlin. Denny fa l’elastico, nel finale si riavvicina a Chase, tenta due volte il sorpasso nei giri finali ma la manovra è lontana dal suo completamento. Elliott vince la seconda stage con 0.4″ su Hamlin, 1.8″ su un ottimo Bowman, 3.7″ su Truex, 7.5″ su Blaney, 8.9″ su A.Dillon, 14.1″ su Harvick, 16.4″ su DiBenedetto e Bowyer (stavolta Clint non riesce a passare Matt per 0.013″) e 17.5″ su Byron; Ky.Busch è 11° davanti ad Almirola ed un Keselowski in lenta ripresa, Ku.Busch è ancora in crisi e 17°, Logano 27° e ben distante dal lucky dog.

Tutti vanno ai box per un altro giro di soste (incluso Logano che rinuncia alla wave around e rimane doppiato) ed Hamlin resta al comando, stavolta davanti a Bowman ed Elliott mentre Ky.Busch ne approfitta per riparare definitivamente la vettura e scivola in fondo alla top20. Si riparte a 101 giri dalla fine e Denny sembra in grado di mantenere la prima posizione, tuttavia in curva3 Alex lo attacca andando a sorpresa al comando. La sua illusione dura appena cinque giri, poi incredibilmente Bowman ai -95 in uscita di curva4 lascia un portone spalancato ad Hamlin che senza difficoltà ritorna in prima posizione.

Bowman accusa il colpo e viene scavalcato anche dal compagno di squadra Elliott, poi però reagisce ed i tre allungano su Truex e Blaney che completano la top5. A 77 giri dalla fine si accende la miccia che darà il via all’incredibile finale: una caution per detriti manda tutti ai box dato che sono passati quasi 30 giri dalla sosta precedente (anche se non si può andare in fondo col pieno) ed Hamlin resta al comando davanti a Truex, Bowman ed Elliott; Johnson è il lucky dog e quindi Logano ancora una volta rimane fra i doppiati dato che neanche in questa occasione prende la wave around.

La buona gara di A.Dillon, sceso dalla prima alla seconda parte della top10, prende purtroppo per lui una piega sbagliata, dato che la pit crew commette un errore e finisce in fondo al gruppo per una penalità. Si riparte ai -71 e la seconda fila composta dalla coppia Hendrick non aiuta in alcun modo la prima che vede invece i piloti del JGR e così Hamlin e Truex sono a lungo affiancati, con Denny che alla fine prevale. La strategia di Bowman ed Elliott però diventa controproducente dato che il gruppone prende la loro scia e dal 4-wide che risucchia pure Truex ad avvantaggiarsi e portarsi in seconda posizione è addirittura DiBenedetto.

A 65 giri dalla fine parte una fuga a 6, con Hamlin che precede Bowman, il quale dunque recupera la posizione d’onore, DiBenedetto, Truex (i due si sorpassano e controsorpassano), Blaney ed Elliott (idem come Matt e Martin). Tutto sembra destinato ad andare avanti così fino al decisivo giro di soste, ma poco dopo i -55 si riparte con i colpi di scena: sulla vettura di Austin Dillon, che stava recuperando a fatica dopo la penalità, si rompe una delle pulegge del motore e il servosterzo finisce immediatamente ko. Austin riporta la #3 ai box ma gli otto giri persi lo faranno finire al 32° posto.

A 36 giri dalla fine Harvick e Kyle Busch (in quel momento 10° e 12°) danno il via al giro di soste sotto green e in un paio di tornate tutti i big vanno ai box. E proprio nel mezzo del giro delle soste Johnson fora la posteriore destra spargendo pezzi di gomma in pista e provocando la caution a posteriori decisiva. Ricostruire la classifica è fondamentale in questo caso: Kurt Busch è in testa – unico di quelli ancora in corsa per il titolo a non essersi fermato – insieme a Bell, Buescher, Nemechek, McDowell, Kenseth, LaJoie e Newman, DiBenedetto è nono e in maniera simile a Kurt ha pescato il jolly perché al momento della caution era in pit lane per la sosta. Ancora più clamoroso quanto succede dietro di lui: Bowman ha fatto l’undercut su Hamlin e in uscita dai box ha sorpassato Denny e questa manovra gli regala il lucky dog, mentre la #11 e tutti gli altri big (escluso Logano che doveva ancora fermarsi e quindi rimane a un giro) sono costretti alla wave around.

Dopo il completamento del giro di soste in prima fila ci sono dunque DiBenedetto primo e Kurt Busch secondo e fra loro e gli ex favoriti della gara un mare di outsider e doppiati dato che Bowman ed Hamlin devono ripartire a centro gruppo. La bandiera verde viene sventolata ai -25 e arriva subito il sorpasso decisivo: l’esperienza di Kurt, i rapporti del cambio diversi (e, informazione notevole, Matt lo sa in diretta), e la spinta di Buescher sono fondamentali e dopo un giro e mezzo di lotta Busch va al comando.

Mentre Blaney e Bowman rientrano nella top10, Hamlin ed Elliott faticano a recuperare, tuttavia a concedergli una seconda chance ci pensa Nemechek che finisce in testacoda ai -17 quando è quarto e nella carambola travolge Jones e Stenhouse con Erik che per evitare la #38 stringe a muro Ricky; la rincorsa di Logano finalmente termina con il lucky dog. Mentre Kurt Busch teme di avere forato, ma non si ferma ai box, in pit lane ci vanno a cambiare gomme Hamlin, Harvick, Truex, Ky.Busch, Keselowski ed Almirola in cerca di un recupero prodigioso; Denny riparte così 13°.

La bandiera verde viene sventolata a 12 giri dalla fine e Kurt Busch rimane senza problemi davanti a DiBenedetto ma a preoccupare sono soprattutto Bowman quinto ed Hamlin che cerca di tenerlo come punto di riferimento. Alex passa Bell e poi Blaney e si porta in terza posizione mentre Denny scavalca la coppia del Roush Fenway ed ai -8 è quinto, poi dopo aver vinto la resistenza della #12 si accoda a Bowman. Si formano così ai -7 due coppie separate da circa 1-1.5″, però prima ancora di capire il potenziale esito Bell bacia il muro e poi rallenta, Byron non può evitarlo e finisce in testacoda coinvolgendo anche LaJoie.

La caution manda tutti all’overtime e la scelta al choose cone decide molto: Kurt Busch sceglie ovviamente l’esterno, DiBenedetto va all’interno con Blaney mentre Bowman ed Harvick seguono il leader. Si riparte con due giri da disputare ed ancora una volta Busch scatta talmente bene che in curva1 è già all’interno davanti al muso della #21. La sorpresa più grande però è che Bowman ed Hamlin non riescono ad unire le forze e quando Denny si mette davanti ad Alex è troppo tardi, prova ad attaccare DiBenedetto all’inizio dell’ultimo giro ma la manovra non riesce e questo regala in pratica la vittoria all’idolo di casa.

Kurt Busch vince per la prima volta nel 2020 e in carriera sulla pista di casa davanti a DiBenedetto (19° al via e secondo al traguardo in entrambe le gare a Las Vegas quest’anno), Hamlin, Truex, Bowman, Ky.Busch, Blaney, Jones, Buescher ed Harvick. Bowyer è 12° davanti a Keselowski e Logano, Almirola solo 17° dopo una gara incolore mentre Elliott paga incredibilmente la ripartenza finale in cui finisce dietro a Newman e in due giri passa da nono a 22°.

Il successo di Kurt ribalta la griglia playoff nella parte bassa, infatti il pilota del Team Ganassi non era uno dei favoriti per avanzare al “Round of 8” e così rende Talladega ancora più esplosiva. Harvick ed Hamlin mantengono un buon margine sul taglio ma allo stesso tempo scavano un solco di 42 punti fra loro e il resto del gruppo guidato da Keselowski e che vede invece nove piloti in soli 39 punti.

I risultati odierni

La classifica della “South Point 400”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la prima gara del “Round of 12”

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

La prossima settimana la Nascar si trasferisce a Talladega per un’altra tripla gara: sabato in pista sia i Truck (19:00) che la Xfinity Series (22:30), domenica invece sarà la volta alle 20:00 della Cup Series.

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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