NASCAR | Keselowski torna al successo a Richmond

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Gara molto strategica che Brad controlla in tutte le sue fasi. Lui ed Hamlin avanzano al Round of 12, ottimo anche in questa occasione Austin Dillon


La notte di Richmond regala sempre degli indizi importanti per il proseguimento della stagione e in questo 2020, che vedrà il suo gran finale su un altro short track a Phoenix, la gara della Virginia era da osservare ancora di più. Brad Keselowski ha destato l’attenzione di tutto il gruppo, specialmente di Harvick ed Hamlin (ieri non al meglio), visto che con questa #2 aveva vinto già in New Hampshire, ora a Richmond e Brad ha già detto che verrà portata anche a Phoenix, là dove Logano (terzo al traguardo) aveva vinto in primavera.

La gara

La serata di Richmond inizia nella notte di Darlington: ai controlli tecnici post-gara le vetture di Kyle Busch e Bowyer vengono trovate con due (dei 20) bulloni delle gomme mal fissati e quindi i loro crew chief vengono sospesi per una gara; per Rowdy inizia male anche il sabato perché la vettura #18 passa i controlli tecnici solo al terzo tentativo e quindi è costretto a partire dal fondo insieme a Bell (modifiche in parco chiuso). Gli occhi di tutti però sono su Ryan Blaney, protagonista a Darlington di una gara disastrosa condita da una penalità di 10 punti che lo ha relegato all’ultimo posto della griglia playoff, il quale arriva in Virginia sulla pista che storicamente è quella che ama di meno quando invece ha bisogno di un deciso rimbalzo.

Al via Harvick, vincitore la scorsa settimana, scatta bene dalla pole rimanendo davanti a Logano ed Austin Dillon, con Bowman e Byron che completano momentaneamente la top5 prima dei recuperi di Hamlin e Keselowski. Nei 40 giri fra il via e la competition caution c’è il tempo di vedere un piccolo long run e iniziano già le sorprese, infatti Dillon passa prima Logano e poi al giro 21 pure Harvick andando in testa mentre Kevin si lamenta della mancanza di aderenza. Alla caution Dillon ha 1.5″ su Logano, 3″ su Harvick, Keselowski, Hamlin e Bowman e tutti gli altri a oltre 6″.

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Il giro di soste non modifica le prime posizioni mentre iniziano i problemi per Blaney, costretto ad un doppio pit per fissare meglio uno pneumatico; non riemergerà più dal baratro in cui finisce. Si riparte con 43 giri da disputare nella prima stage e Logano all’esterno non scatta al meglio permettendo ad Hamlin di scavalcare lui e poi di slancio pure Dillon andando al comando. Austin sullo short run non è al meglio e quindi finisce anche dietro a Joey. Dietro nel gruppo intanto Wallace tocca e manda a muro Johnson praticamente mettendo fine alla gara di Jimmie che finirà 31° a cinque giri.

Ai -25 Dillon ritorna davanti a Logano e sul long run emerge anche Keselowski che raggiunge il compagno di squadra ma non riesce a scavalcarlo e così i due perdono terreno finendo a oltre 3″, Austin invece recupera su Hamlin senza però riuscire a passarlo. Denny vince dunque la prima stage davanti ad A.Dillon, Logano, Keselowski, Harvick, Bowman, un Truex che rimonta lentamente, Elliott, Stenhouse e Bowyer che riesce ad artigliare tra mille difficoltà un punto.

La sosta regala un altro colpo di scena: Hamlin esce dai box davanti a Logano, Harvick e Dillon tuttavia Denny ed Austin si prendono una penalità per eccesso di velocità in pit lane (in pratica si sono tirati il collo a vicenda all’ingresso) e finiscono in coda al gruppo lasciando a Joey la prima posizione. Si riparte e Keselowski scavalca Harvick e così in testa c’è la coppia Penske; la #4 cede all’improvviso, segno che non ha ancora trovato il grip, e finisce dietro anche a Bowman e Truex. Sul long run intanto i migliori sono Keselowski, che al giro 121 passa in testa di forza su un Logano sempre un filo largo, ma soprattutto Dillon che rimonta in maniera incredibile lasciando sul posto Hamlin che invece rimane invischiato nel traffico e non riemergerà più.

La seconda e terza stage sono lunghe oltre 150 giri e ciò permette di fare varie strategie come successo a Darlington visto che a comandare è il consumo delle gomme. Il gruppo quindi si divide fra tattica ad una e due soste, creando rispettivamente degli stint da 75 e 50 giri. Il primo ad andare ai box è un DiBenedetto crollato all’improvviso fuori dalla top20 ed in poco tempo lo segue Harvick; A.Dillon, Custer, Almirola, Kenseth e Bowyer aspettano qualche tornata finendo in uno strano limbo mentre i leader, che doppiano Byron, tirano dritto puntando al pit unico.

A metà stage si fermano in successione i fratelli Busch, Bowman, Elliott, Hamlin, ed i tre di testa ovvero Keselowski, Logano e Truex. Intanto Harvick ha sfruttato le gomme fresche ed è in testa con addirittura 13″ su A.Dillon e oltre 20″ sulla coppia Penske che è in mezzo al gruppo perché la differenza di prestazioni degli pneumatici è anche di 1.5″/giro; da notare anche l’undercut di Logano che passa il compagno di squadra ed è leader virtuale mentre Truex perde terreno perché ha mancato l’ingresso in pit lane.

Le gomme fresche tuttavia hanno la meglio e in appena 15 giri Keselowski, tornato davanti a Joey mentre sorpassavano Ky.Busch, sono di nuovo vicini alla coppia di testa proprio mentre Harvick sta per effettuare la seconda sosta che però si rivela disastrosa perché Kevin pizzica il box all’ingresso della pit lane e si prende una penalità. Rimane dunque Dillon, con la sua divisione della stage alternativa, con circa 2.5″ su Brad (che ha gomme di 11 giri più fresche) e 3.5″ su Logano. Keselowski guadagna due decimi in un giro e poi sembra voler gestire le gomme per 3-4 giri prima di un altro piccolo sprint e così facendo torna sul leader e lo passa ai -18.

Dietro intanto il ritmo e le strategie diverse spediscono fra i doppiati oltre al citato Byron anche DiBenedetto e soprattutto Blaney mentre Harvick con gomme fresche rispetto alla concorrenza riesce a sdoppiarsi dopo la penalità e salva la sua gara. Davanti Keselowski invece gestisce il ritorno di Dillon e vince la seconda stage davanti ad Austin, un Truex in forte rimonta, Logano, Elliott, Kyle e Kurt Busch, Almirola, Kenseth ed Harvick; sole 15 auto a pieni giri con Custer lucky dog.

Altro break e altro giro di soste con Truex e Logano che scavalcano Dillon e in arrivo c’è una stage di 10 giri più lunga della precedente. Non è chiaro se sia questo dettaglio a far decidere i crew chief oppure quanto fatto da Harvick, ma in pratica solo Kurt Busch e Kenseth seguiranno la strategia ad una sosta nel finale. Intanto la gara sfugge di mano a Dillon alla ripartenza, dato che da quarto finisce momentaneamente ottavo dietro a Elliott, Ky.Busch, Almirola e Harvick costringendolo ad un’altra rimonta.

Davanti Keselowski è rimasto al comando ma dietro di lui, staccato ogni giro che passa di qualche centesimo di più, c’è di nuovo Logano che sfrutta il suo solito short run per rimettersi davanti a Truex. Il primo giro di soste fra i -110 e i -100 si svolge senza problemi e le uniche note da riportare sono il secondo undercut di Logano su Keselowski e Dillon che recupera molte delle posizioni perse tornando virtualmente quarto. Come detto però sul long run Keselowski è più veloce del compagno di squadra e ai -83, dopo aver passato in pista i citati Ku.Busch e Kenseth che non si erano fermati, torna al comando.

Il giro di soste finale regala l’ultimo momento appassionante: Dillon lo anticipa nettamente – dopo aver mancato al primo tentativo la pit lane – fermandosi ai -65 e gli altri favoriti per la vittoria (a prima impressione sbagliando, vista la resistenza di Austin con gomme più usurate nella stage precedente) non lo seguono subito ai box coprendo l’undercut e così quando si completa il giro di soste ai -60 circa Brad ha 2.4″ di ritardo da Austin. Stavolta tuttavia il recupero di Keselowski è più efficace e ai -48 è di nuovo al comando e non lo lascerà più.

Dillon invece come successo in tutta la gara ha un piccolo crollo a metà dello stint e in un attimo viene scavalcato da Truex (che già prima della sosta aveva passato Joey) e Logano, posizioni che Austin sembra in grado di riprendersi nel finale di gara se solo facesse quanto dimostrato in precedenza. E invece Dillon perde l’occasione buona fra i -30 e i -25 per tornare davanti alla #22 e così perde anche una possibile vittoria dato che il gap da Keselowski va oltre i 4″. Austin ci riprova nei 10 giri finali e riesce pure a mettere il muso davanti a Joey, il quale tuttavia ai -8 a sorpresa reagisce e torna terzo, Dillon inoltre si deve guardare da Elliott ma Chase non riesce a piazzare un attacco.

Keselowski vince la quarta gara stagionale davanti a Truex (+2.5″ rimasti costanti per tutto l’ultimo stint), Logano (+4″), A.Dillon (+4.3″), Elliott (+5.1″), Kyle Busch (+7.2″), Harvick (+13.9″), Almirola (+14.3″), Bowman (+17.5″) e Bowyer (+20.5″); Reddick 11° è l’ultimo a pieni giri, doppiati invece Hamlin (12°), K.Busch (13°), Custer (14°) e DiBenedetto (17°), Blaney (19°) e Byron (21°) chiudono addirittura a due giri.

In campionato Keselowski (con la vittoria) ed Hamlin (con i punti maturati di vantaggio sul 12°) raggiungono Harvick al Round of 12, Logano, Truex e Dillon a Bristol potranno dormire sogni tranquilli ma soprattutto come Brad hanno ricevuto una carica di fiducia incredibile in vista di Phoenix. Staccatissimi e obbligati a vincere il prossimo weekend invece DiBenedetto e soprattutto Blaney che non è riuscito a reagire ad un altro weekend difficile.

I risultati odierni

La classifica della “Federated Auto Parts 400”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la seconda gara del primo round:

La classifica completa

Le altre categorie

Nella gara della Truck Series che ha chiuso la regular season vittoria in rimonta per Grant Enfinger.


Nella Xfinity Series, nell’ultimo double header della stagione, doppio successo per Justin Allgaier il quale, dopo aver vinto in gara1 battendo nel duello finale Haley, in gara2 invece domina senza avversari. L’inversione della griglia manda in pole Tommy Joe Martins (un altro #44 in pole dopo Hamilton al Mugello) con al fianco Brandon Jones che partiva secondo anche in gara1 conclusa però al 14° posto.

I primi giri sono un assestamento del gruppo, con Jones che passa subito in testa seguito da Briscoe e Sieg, dietro di loro Chastain ed Haley vanno subito all’attacco sfruttando lo short run come il giorno precedente mentre Allgaier gestisce al meglio contando sul long run. Mentre Grala apre la porta su Sieg e fa passare gli inseguitori, davanti al giro 17 Briscoe attacca Jones e passa al comando, ma sarà un fuoco di paglia, infatti al giro 30 Gragson è già in testa e lo sarà anche alla competition caution poco più tardi. Dietro di lui c’è già Allgaier che nelle ultime dieci tornate ha deciso di dare il 100% e passa tutti i rivali.

Le posizioni non cambiano al break perché nessuno si ferma ai box (rendendo inutile la competition caution stessa), ma lo fanno alla ripartenza, infatti Gragson sceglie a sorpresa l’esterno perché evidentemente si adatta meglio alla sua vettura lasciando però così l’interno ad Allgaier che in curva2 va in testa. Per Justin non ci sono problemi nel gestire gli ultimi 20 giri e vince la prima stage davanti a Gragson, Haley, Chastain ed Harrison Burton; dietro prosegue il weekend difficile – e preoccupante sul lungo termine – per la Ford con Briscoe 11° e Cindric 15°.

Ai box le posizioni non cambiano mentre lo fanno ancora una volta alla ripartenza: Allgaier fa pattinare le gomme, Chastain lo attacca all’interno e con l’aiuto di una toccatina anche lo sorpassa. Allgaier non si scompone, Chastain prende 1″ di vantaggio ai -60 sul momento ma Justin recupera con calma, prima passa a 0.5″ ai -45, poi a 0.25″ ai -30, fallisce i primi due attacchi all’esterno, poi invece incrocia in curva1 tagliando sull’apron, restituisce la toccatina e torna in testa ai -22 allungando subito; staccati di almeno 3″, Gragson, H.Burton ed Haley completano la top5.

A rovinare la fuga della #7 ci pensa Howard che come in gara1 provoca la prima vera caution di serata. Il gruppo si divide e solo Allgaier, Gragson, Grala, Annett, Clements, Brown e Jeffrey Earnhardt non si fermano. H.Burton batte in uscita dai box Chastain ma Ross alla ripartenza sceglie la corsia esterna e avrà ragione. Nei cinque giri di sprint infatti la #10 sorpassa tutti e va a vincere la seconda stage davanti ad Haley, Briscoe, J.Burton, Briscoe ed H.Burton. Allgaier è ottavo e alla ripartenza seguente dopo il completamento del giro di soste 12°, ma la gara e la strategia volgono a suo favore.

Si riparte a 93 giri dalla fine e a Justin ne bastano appena 15 per tornare al comando passando per ultimo un coriaceo Jeb Burton visto che Haley e Chastain non sono stati eccezionali nelle prime fasi. Ross fatica a scavalcare Jeb e così Allgaier allunga. I 2.4″ di ritardo che ha ai -65 diventano 9″ ai -20 quando l’enorme vantaggio che ha su tutti viene annullato da Brown che in un inutile attacco al rivale per l’ultimo posto ai playoff Clements finisce lungo e tampona Herbst mandandolo a muro.

Tutti vanno ai box per l’ultimo set di gomme fresche e Chastain, malgrado la posizione persa in pit lane di nuovo su Jeb Burton, ha una grande chance di vittoria, vista la forza dimostrata negli ultimi due giorni sugli short run contrapposta ai long run di Allgaier. Ovviamente non va così: Allgaier non parte bene ai -14 ma Chastain fa ancora peggio e così Burton rimane in mezzo a loro, Ross perde l’occasione e oltre a non riuscire a scavalcare Jeb si deve guardare anche dal cugino Harrison.

Allgaier non ha problemi e vince così la terza gara stagionale, la seconda in 24 ore facendo ancora più paura in vista di Phoenix. Completano la top10 J.Burton, Chastain, H.Burton, Gragson, Haley, Annett, Jones, Grala e Cindric a cui basta un anonimo 10° posto per vincere matematicamente la regular season e conquistare il primo posto nella griglia playoff perché Briscoe conclude un weekend nero al 16° posto. Herbst, malgrado il ko, e Sieg sono qualificati ai playoff e a Bristol a Brown, visto il +49 su Clements, in pratica basterà portare la macchina al traguardo per essere il 12° e ultimo ad avanzare.

I prossimi appuntamenti

Nel prossimo weekend la Nascar fa tappa a Bristol per la classica e prestigiosissima tripla gara in notturna al Last Great Colosseum. Giovedì notte inizieranno i playoff della Truck Series, venerdì notte finirà la regular season della Xfinity Series e infine sabato notte ci sarà il primo taglio da 16 a 12 per la Cup Series.

Immagine: nascarmedia.com

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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