NASCAR | Joey Logano salva il team a Phoenix

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Non è la prima occasione in cui un pilota riesce a vincere dopo aver passato un paio di problemi in gara, ma Logano in questa occasione ha fatto sembrare tutto semplice. Prima una penalità per una ruota fuori controllo ad una sosta e poi il sollevatore rotto nel mezzo del pit stop lo avevano rispedito in fondo al gruppo, tuttavia Joey è riuscito a sfruttare al meglio ripartenze e strategie per riportarsi davanti ad Harvick avendo l’auto migliore al momento giusto. Probabilmente Kevin avrebbe meritato la vittoria, però negli ultimi giri è mancato un po’ quando tutti se lo aspettavano.

La gara

Gli occhi di tutti sono sull’ovale da un miglio di Phoenix. L’atteso ritorno di un pacchetto aerodinamico per gli short track è un fatto che tutti desideravano ma che deve passare il test della gara. La prova viene superata a pieni voti dopo pochi giri: le auto non sono incollate al suolo, si muovono, riescono a sorpassare perché la differenza di velocità fra rettilineo e curva è aumentata. Bisogna dire però che a contribuire al successo della gara c’è anche la nuova mescola portata dalla Goodyear, più morbida e che aveva già portato dei miglioramenti fra Las Vegas e Fontana, ed il controverso traction compound applicato sulle traiettorie più esterne per offrire più opportunità ai piloti.

La pole position va a Chase Elliott che batte Kevin Harvick, dato per favorito numero uno, e Denny Hamlin. Le qualifiche non portano grosse sorprese, escluso un Jimmie Johnson in difficoltà, ma vedono la prima rinascita di rookie come Custer (16°) e Bell (17°) evidentemente a loro agio su vetture più simili alla Xfinity Series. A partire dal fondo per la quarta gara consecutiva c’è una Toyota, in questo caso quella di Truex per un cambio di motore fra venerdì e sabato; a fargli compagnia c’è John Hunter Nemechek (problemi al radiatore).

Alla bandiera verde Elliott sceglie l’esterno e malgrado un leggero largo in curva1 ed un quasi contatto in curva2 con Harvick rimane in testa. Larson ne approfitta per portarsi in seconda posizione ma sarà un fuoco di paglia, almeno nella prima stage, infatti è il primo a cercare – più per necessità che per volontà – il traction compound. Harvick torna secondo dopo pochi giri davanti a Larson mentre a completare la top5 ci sono Hamlin e Almirola.

La costante nel gruppo nelle prime fasi di gara sembra essere il sovrasterzo e quelli che lo pagano di più sono Larson ed il capoclassifica Blaney, i quali pian piano scivolano ai margini della top10. In risalita invece ci sono invece DiBenedetto (da nono ad addirittura terzo) e Logano (da 13° a quinto). Ciò permette alla coppia Elliott-Harvick, separati da circa mezzo secondo, di allungare decisamente sul gruppo in cui il primo a toccare leggermente il muro è Kyle Busch, in lotta con il fratello Kurt per la decima posizione.

La prima stage da 75 giri sembra destinata in principio ad essere spezzata in due stint, ma nessuno accenna a fermarsi ai box (fatto che può costare almeno un giro sotto green) e così chi è in difficoltà precipita in classifica, al punto che Larson passa da secondo a 15°. Davanti intanto Harvick ci prova un paio di volte a passare in testa, ma alla seconda occasione viene bloccato dalla prima caution della gara che vede Stenhouse che è finito in testacoda e si è appoggiato al muro al giro 57.

A questo punto la sosta è obbligatoria ed Harvick ne approfitta per sorpassare Elliott mentre la prima penalità è per Bell (eccesso di velocità). Alla ripartenza mancano 12 giri alla fine della stage, ma come sempre “cautions breed cautions”, al punto che alla fine della gara saranno ben 12. Dietro a Kevin e Chase in uscita di curva2 c’è un breve 4-wide fra Kyle Busch, Logano, Hamlin e Keselowski, Joey riesce ad allungare e lascia gli altri tre a lottare verso curva3. Keselowski forse chiude un po’ la traiettoria ma sicuramente Hamlin arriva lungo e tocca Brad. Ad avere la peggio è Blaney che li segue e viene stretto a muro e per lui la gara finisce qui per la rottura di un componente della sospensione, perdendo anche la leadership della classifica generale.

Lo sprint finale di quattro giri che ne segue cambia poco le prime posizioni e Harvick vince la prima stage davanti a Elliott, Logano, DiBenedetto e Kyle Busch mentre Truex è già settimo dietro al pilota di casa Bowman. Ed è a questo punto che le strategie cominciano a dividersi: in dieci (compresi Harvick ed Elliott) non si fermano a differenza di Logano e molti outsider. Alla ripartenza le prime posizioni non cambiano ma la #22 fa già capire cosa può fare alla ripartenza passando da 12° a sesto in un giro.

La seconda stage, quest’anno più lunga della prima, obbliga invece ad effettuare una sosta ma per qualcuno suo malgrado saranno due. Elliott dopo una decina di giri di pressione su Harvick riesce a sorpassarlo e ritorna in prima posizione davanti a Kevin, a Kyle Busch, Logano e Keselowski che rimonta con una vettura che appena 20 giri si era appoggiata al muro. La leadership di Elliott dura tuttavia solo 10 giri, poi emerge Harvick sul long run e approfittando di un leggero lungo di Chase ritorna in testa. La #9 cede inaspettatamente e viene raggiunta e superata da Keselowski che prosegue il recupero e poi da Logano, Truex ed uno strepitoso Reddick. A salvarlo ci pensa Austin Dillon che, dopo una sosta imprevista per una ruota mal fissata, finisce a muro per un altro problema.

Ai box Harvick è protagonista di una sosta lenta (non sarà l’unica della serata) mentre al box #9 fanno il miracolo ed Elliott passa in testa davanti a Keselowski, Truex, Ky.Busch, Logano e Harvick. La classifica viene però scombinata in due momenti: il primo arriva subito con Logano viene penalizzato per una ruota fuori controllo in pit lane e invece che quinto riparte 28°, il secondo invece una ventina di giri più tardi, quando si capisce che la sosta di Elliott è stata troppo veloce e una ruota non è stata fissata bene ed è costretto ad una sosta che gli fa perdere un giro e mezzo.

Così, dopo una brevissima fiammata di Truex alla bandiera verde grazie ad un lungo di Brad che rischia di travolgere Elliott, a passare in testa è proprio Keselowski che precede Harvick di 2″. Mancano ancora 30 giri alla fine della stage e sembra che Kevin sia destinato a riprendere la #2 ma Brad gestisce con la testa il vantaggio e conquista il traguardo intermedio (con caution all’ultimo giro per il motore di Smithley in fumo) davanti allo stesso Harvick, a Truex, Reddick e Ky.Busch mentre Logano è già settimo ed Elliott recuperando mezzo giro si prende il lucky dog tornando a pieni giri.

Il giro di soste comunitario lascia in testa Keselowski per pochissimi millimetri davanti a Truex mentre Harvick perde altre posizioni in pit lane. Chi continua a stupire però è Reddick che attaccando e sorpassando Truex si porta addirittura in seconda posizione, ma poco dopo va troppo deciso in curva1 e finendo largo scivola decimo. Ad inseguire così Keselowski ci pensa Logano, il quale alla ripartenza ha recuperato quanto perso in precedenza e anche di più. Tuttavia contro Harvick si può fare poco e man mano che i giri passano recupera il distacco accumulato. Dietro di loro si riaffaccia nella top10 Elliott che prosegue la rimonta.

Ai -99 arriva una caution cruciale: Houff accusa un problema meccanico che lo fa finire a muro tuttavia questo non apre la finestra per l’ultima sosta e quindi c’è il dubbio se cambiare gomme o no. Alla fine tutti vanno ai box ma Truex, Reddick, Jones e Bell (quinto dietro a Logano) cambiano solo due gomme. Il loro tentativo non andrà a buon fine ed il successivo stint lungo una trentina di giri li farà scivolare indietro in classifica.

Ai -80 nella top4 ci sono Logano, Harvick, Keselowski ed Elliott: le quattro vetture più forti in tutta la gara dunque sembrano destinate a contendersi la vittoria. Kevin sul long run si dimostra ancora il più forte e ai -62 torna in testa, ma pochi istanti più tardi Jones finisce a muro e comincia la serie di sei caution che caratterizzerà il finale di gara. Purtroppo per Harvick lo stint più lungo da qui alla fine sarà di appena 16 giri e ciò favorirà Logano.

Tutti vanno ai box per l’ultima sosta comunitaria e stavolta Harvick ne esce in testa davanti a Logano e Keselowski mentre Elliott perde qualche posto per aggiustare un passaruota ammaccato alla ripartenza e inaspettatamente esce dalla lotta dalla vittoria. Si riparte ai -54 e Harvick sceglie l’esterno lasciando l’interno a Logano che in curva1 si porta in prima posizione. A posteriori questo sarà l’errore decisivo per Kevin. Passano sette giri e arriva un’altra caution, stavolta Reddick non si è salvato dal lungo e finisce a muro. Rimane comunque una gara incredibile per lui.

E a questo punto il gruppo si spacca: Logano e Harvick si fermano ai box mentre Keselowski (che ha dovuto usare un set di gomme in più dopo l’incidente iniziale) prosegue insieme a Elliott, Larson e altri sei. E per Joey arriva il secondo problema in pit lane: il sollevatore si rompe lasciando la vettura a terra. Per sua fortuna ciò avviene quando i meccanici stanno cambiando le ruote del lato sinistro vicino al muretto e quindi la sostituzione del pezzo rotto è immediata e Logano perde “solo” otto posizioni ed è costretto a ripartire ai -41 in 18esima posizione.

La classifica è profondamente rimescolata da queste strategie ma Logano continua a non sbagliare una ripartenza e in appena quattro giri è già in ottava posizione davanti ad Harvick solo 12°, poi arriva un’altra caution: la ripartenza è stata caotica (Keselowski arriva ancora lungo in curva1 al punto che Elliott viene toccato e promette vendetta) e nel gruppo Buescher finisce nel panino fra Bell e T.Dillon ed il tire rub diventa in fretta foratura ed incidente.

Gli unici a non fermarsi in questa occasione sono Keselowski e Bowyer e così Logano è già terzo alla bandiera verde ai -30. Questa volta la gara nemmeno un giro, poi in curva1 Truex viene tamponato da Almirola e spedito a muro e la sua gara finisce qua. Anche Logano ha corso un discreto rischio venendo toccato da Bowman ma si riesce a salvare senza perdere posizioni. Nessuno si ferma ai box (e Keselowski perde la chance buona ora) e così diventa facile preda di Logano.

La #22 passa in testa a 19 giri dalla fine mentre Keselowski deve gestire le gomme più usurate di tutti. Brad viene sorpassato anche da Harvick e Kyle Busch, ma Rowdy inaspettatamente non riesce a staccare Brad e così inizia una lotta incredibile di sorpassi e controsorpassi con il suo rivale più acerrimo. I due si staccano da Harvick ma soprattutto da Logano. Infatti mentre tutti si aspettano che Kevin recuperi il secondo scarso di ritardo che ha da Joey, Logano invece pian piano allunga e ai -8 il margine è diventato di 1.6″.

A bloccare la fuga di Logano ci pensa Chastain che ai -7 sulla linea del traguardo per non tamponare Custer finisce per essere spedito in testacoda da Byron. Keselowski finalmente si ferma ai box per cambiare gomme, ma è troppo tardi e solo almeno un overtime potrà aiutarlo. Di overtime per lui purtroppo ne arriverà solo uno visto che nello sprint finale (in teoria di quattro giri) c’è un 5-wide che non può non causare danni e infatti a uscirne ammaccati sono Nemechek e Stenhouse.

Come detto si va all’overtime ma sullo short run Logano è superiore e quindi per Joey non ci sono problemi, tranne alla prima curva quando deve difendersi da Harvick all’esterno e da Ky.Busch all’interno, ma poi in accelerazione il gruppo torna in fila indiana e Kevin non riesce mai ad avvicinarsi al suo paraurti per un bump&run.

Logano vince dunque la seconda gara stagionale e la 25esima in carriera davanti ad Harvick, Kyle Busch, Larson (in rimonta dopo una prima stage difficile), Bowyer, Kurt Busch, Elliott, Almirola, Custer (ottima gara in crescendo per lui) e Byron; Keselowski è 11°, Hamlin 20° e a pieni giri malgrado tutto. Per Logano questo traguardo è molto significativo, infatti solo altri tre piloti nella storia della Cup Series avevano conquistato 25 vittorie prima dei 30 anni (Joey li compirà a fine maggio il giorno della CocaCola600): Jeff Gordon (a 25 anni e 10 mesi), Richard Petty (26 anni e 1 mese) e Kyle Busch (27 anni e 10 mesi).

In classifica generale come detto c’è un nuovo leader e il suo nome è Kevin Harvick, l’unico a portare a casa quattro top10 in altrettante gare, il quale è un punto davanti a Logano che accumula già playoff point importanti. Guadagnano posizioni anche Elliott e Kyle Busch (per la prima volta nella top16) mentre ne perdono Bowman, in ombra dopo un buon inizio, ed Hamlin.

Le altre categorie

Nella gara della Xfinity Series secondo successo in carriera per Brandon Jones. Per lui vittoria a sorpresa ma meritatissima perché come avversari c’erano sia Kyle Busch che Brad Keselowski, alla fine soltanto terzo e quarto. A conquistare la pole era stato proprio Rowdy – malgrado la pista sporca poiché aveva dovuto qualificarsi fra i primi – davanti a Cindric e al via Austin, approfittando della scelta sbagliata della corsia di Busch, passa in testa e ci rimane per i primi nove giri poi si deve arrendere al pilota del JGR.

Dietro di loro si forma un terzetto interessante con Chastain, Allgaier e Keselowski e quando un Busch non al meglio con l’assetto (sottosterzo) raggiunge i primi doppiati, la top5 si ricompatta. L’unico ad approfittarne è Chastain, che con una piccola toccatina da short track sorpassa Cindric e si porta in seconda posizione, poiché poco dopo Ray Black Jr. finisce in testacoda e arriva la prima caution. L’unico ad andare ai box è Keselowski e si può ripartire ai -9 con Allgaier che supera Chastain e poco dopo un Busch sempre più in difficoltà andando a vincere la stage davanti a Chastain, Briscoe, Busch e Cindric.

Il completamento del giro di soste manda in testa Keselowski e Brown ma a rimanere in testa per mezzo giro non è Brad (che finisce largo in curva1) bensì Brandon, poi Allgaier con gomme fresche lo sorpassa e torna in testa seguito da Chastain e Gragson. Si rifà vedere anche Busch ma ora il suo problema è diventato il sovrasterzo. La sua rimonta è infatti difficoltosa e deve attaccare per ben tre volte Allgaier prima di ritornare in prima posizione, ma solo per 10 giri, poi Howard va a muro per una caution che arriva a poche tornate dal break. Chastain (che accusa problemi al servosterzo) e Sieg non si fermano insieme a qualche altro outsider ed il primo in uscita dalla pit lane è Gragson, il quale in due giri passa da settimo a primo e conquista la seconda stage davanti a Chastain, Briscoe, Busch e Allgaier.

Si riparte a metà gara con la classifica invariata, ma a rimontare ci pensa Allgaier che in 15 giri si riporta in prima posizione davanti a Gragson e Ky.Busch. Dietro si lotta e ad andare oltre il limite baciando il muro sono Herbst ed Hemric ma entrambi riescono a proseguire. Chi invece ci finisce per un problema meccanico è Joe Nemechek e la caution arriva a 72 giri dalla fine. Da qui si può andare in fondo con un pieno ma non con le gomme, ma a rischiare tutto ci pensano Allgaier ed un Briscoe che predilige i long run e tirano dritto scommettendo su un’altra caution.

Le caution in effetti arrivano, ma al momento sbagliato. La prima è inutile perché alla ripartenza Brown attacca Bassett e arrivando lungo lo fa appoggiare al muro (poi nel dopo gara la focosa famiglia Bassett reagirà vistosamente) ma nessuno dei due finisce in testacoda e la caution arriva quando ormai tutto è risolto. Briscoe decide di cambiare gomme mentre Allgaier solo rabbocca e tenta ancora la sorte.

La seconda e ultima caution arriva sempre alla ripartenza, quando siamo ai -58: Keselowski chiude leggermente la traiettoria in curva1 ed Hemric, già loose, finisce in testacoda venendo centrato da Black il quale a sua volta viene colpito dal compagno di squadra Graf. Per Daniel prosegue così un bruttissimo periodo in pista e anche fuori. Allgaier non cambia ancora gomme ma non verrà aiutato e gli ultimi 47 giri saranno di green.

Intanto in testa si è portato Ky.Busch grazie ad un’ottima ripartenza, ma la sua prima posizione ancora una volta non è destinata a durare, infatti proseguono i problemi di assetto al punto che a 20 giri dalla fine il compagno di squadra Jones lo riprende e lo sorpassa andando a vincere davanti a Burton e lo stesso Ky.Busch (quindi è tripletta JGR), Keselowski, Haley, Briscoe, Gragson, Cindric, Chastain (a muro negli ultimi giri dopo aver recuperato un giro perso per riparare il servosterzo) ed Herbst; Allgaier cede nel finale ed è 13°.

Toyota festeggia così la 500esima vittoria in Nascar ma non lo fa con il pilota che gliene ha portate a casa di più, ovvero Kyle Busch, tuttavia comunque può esultare perché Harrison Burton rimane in testa alla classifica generale.

I risultati odierni

La classifica della “FanShield 500”

La classifica generale

Così il campionato dopo 4 gare

I prossimi appuntamenti

La Nascar torna il prossimo weekend sulla costa Est facendo tappa ad Atlanta. In pista tutte le categorie: sabato doppio appuntamento con Truck e Xfinity Series e domenica invece la Cup Series.

Immagine: Chris Graythen | Getty Images per nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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