NASCAR | Jimmie Johnson positivo al coronavirus

Vista la situazione generale negli USA con oltre 50’000 nuovi positivi al giorno, viste le difficoltà che le altre leghe professionistiche americane (specialmente NBA e MLS) stanno affrontando per riprendere o cominciare la loro stagione, una notizia del genere era inevitabile, ma ha colto comunque tutti di sorpresa: poco dopo la mezzanotte italiana Nascar ed Hendrick Motorsports hanno comunicato la positività al coronavirus di Jimmie Johnson. Questo il testo dell’annuncio:

“Questo (ieri) pomeriggio il sette volte campione della Nascar Cup Series Jimmie Johnson è risultato positivo al COVID-19. Dunque sarà costretto a saltare la gara di domenica all’Indianapolis Motor Speedway e non tornerà in gara fino all’ok dei medici. Johnson non ha sviluppato i sintomi del COVID-19. Ha fatto un test subito dopo aver appreso che questa (ieri) mattina sua moglie Chandra è risultata a sua volta positiva dopo aver avuto sintomi simili a quelli dovuti ad una allergia.

In assenza di Johnson, a guidare la Chevrolet Camaro #48 ZL1 1LE per l’Hendrick Motorsports domenica a Indianapolis sarà Justin Allgaier. “La mia priorità in questo momento è la salute e la sicurezza dei miei cari e dei miei compagni di squadra – ha detto Johnson – Non ho mai mancato una corsa della Cup Series in carriera, ma so che sarà davvero dura guardarla da fuori mentre sarei dovuto esserci per gareggiare. Malgrado questa sia una situazione molto deludente, tornerò pronto per vincere delle gare e tornare nella lotta per i playoff.”

Johnson è stato in costante comunicazione con l’Hendrick Motorsports prima e dopo essere testato per il COVID-19. Il team ha immediatamente informato la Nascar di questo e sta coordinando le azioni da prendere. Come precauzione, è messo in auto-quarantena un membro del team #48 che è stato in pista e che è stato a stretto contatto con il pilota […]”

Dunque non sono servite tutte le precauzioni per tenere i piloti il più isolati possibile nei circuiti ad evitare un contagio perché la situazione al di fuori delle piste è così critica che a portare – molto probabilmente – il virus in Nascar è stato l’ambiente familiare. Già nello scorso mese si erano registrati dei casi allo Stewart-Haas Racing (due) e al Team Penske (uno), ma entrambi riguardavano dipendenti che facevano parte del personale non viaggiante, il quale dall’annuncio della ripresa della stagione non può entrare in contatto né lavorare insieme a coloro che invece si recano in pista per le gare.

Tuttavia è obbligatorio notare che se fosse stato per i soli protocolli della Nascar, domani Jimmie Johnson sarebbe arrivato in circuito e avrebbe potuto gareggiare tranquillamente in quanto asintomatico e quindi avrebbe potuto passare quasi sicuramente i controlli della temperatura effettuati all’ingresso. Il riscontro della positività si deve solo ai tamponi che sono stati delegati ai team che però agiscono in completa autonomia seppur seguendo un protocollo concordato con i CDC e la Nascar.

Per quanto riguarda invece la gara di domenica e il resto del campionato la situazione ora si fa critica per il team #48. Il sostituto certamente è di primo livello, sia per esperienza che per maturità (e in casa Hendrick-JR Motorsports non c’era altra scelta visti i nomi di Gragson, Annett e Jeb Burton che gareggeranno oggi in Xfinity Series). Allgaier – 34 anni – non corre in Cup Series dal 2016 quando disputò la gara in notturna a Bristol; in 76 gare, tutte con team di terza fascia, ha raccolto una top10 sempre a Bristol nel 2015. Ben più ricco il suo palmares in Xfinity Series dove ha raccolto 11 vittorie anche se il suo inizio di 2020, dove è tra i favoriti al titolo, è stato ben al di sotto della media. Domani dovrà scattare dal fondo lasciando la quarta posizione sorteggiata per Jimmie.

Anche per Johnson la situazione non è rosea. Al momento è 12° in classifica generale, senza vittorie e con 63 punti di vantaggio sul taglio. Ora, secondo il protocollo, sarà out finché non avrà due tamponi negativi nel giro di 24 ore oltre ad avere l’ok del suo medico. La Nascar gli ha concesso un waiver, ovvero potrà qualificarsi ai playoff anche se non avrà disputato tutte le gare. Però la situazione si fa complicata, dato che alla fine della regular season mancano appena 11 gare. Di queste Johnson ne perderà almeno una ma essendo un caso inedito non è chiaro quanto durerà la sua assenza. Dovesse saltare soltanto anche il Kentucky domenica prossima allora la qualificazione ai playoff sarebbe ancora recuperabile, altrimenti Johnson dovrà guadagnare punti sugli avversari diretti o vincere una gara prima di Daytona.

Per gli amanti della cabala, Johnson ha disputato esattamente 666 gare in Cup Series, di cui 663 consecutive a partire dalla Daytona500 del 2002. Da notare che in questo 2020 anche la striscia positiva di Ryan Newman, interrotta dall’incidente di Daytona, era iniziata nella stessa gara di 18 anni fa.

Dalla redazione di P300 vanno a Jimmie Johnson e a sua moglie gli auguri di una pronta guarigione.

Immagine: nascarmedia.com

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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