NASCAR | Incredibile prima vittoria di Custer in Kentucky!

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Il weekend della Nascar, vittoria di Sheldon Creed esclusa, è stata una rivincita dei cosiddetti “figli di papà”. Giovedì e venerdì Austin Cindric, figlio di Tim, presidente del Team Penske, ha conquistato una doppietta inappuntabile che lo lancia in vista del futuro, ieri invece è stata la volta di Cole Custer, figlio di Joe, presidente dello Stewart-Haas Racing e CEO della Haas F1. La vittoria di Cole è ovviamente arrivata a sorpresa ed è figlia di un convulso finale, ma ciò non deve trarre in inganno. Custer infatti dopo aver pagato chiaramente l’inizio di stagione da rookie che è stata complicata ulteriormente dalla pandemia che ha cancellato di fatto ogni sessione di libere, nell’ultimo mese si era rilanciato e dopo il quinto posto di Indianapolis ha conquistato il primo successo in Cup Series (33° pilota a vincere in tutte e tre le categorie) che, come verrà spiegato in seguito, gli ha fatto sbancare la stagione al momento perfetto.

La gara

Quella che doveva essere la giornata peggiore per il meteo invece si trasforma incredibilmente nella più bella e la corsa – tranne due gocce di pioggia di numero nel finale – viene conclusa senza alcun problema. Il sorteggio regala un piccolo sorriso al pilota che, incredibilmente, sta soffrendo di più l’assenza delle prove libere, ovvero Kyle Busch che scattando dalla pole ha la possibilità finalmente di avere pista libera. Meno ce l’hanno Truex e Kenseth, le cui vetture falliscono i controlli due volte e devono partire dal fondo.

La gara si divide in due parti, i primi 230 giri che forse toccano un nuovo livello minimo di noia provocata dal solito pacchetto aerodinamico e dal traction compound che ormai ricopre gran parte della pista come una toppa ad un problema che non ci dovrebbe nemmeno essere, e infine gli ultimi 37 caratterizzati dal consueto “cautions breed cautions” che ricompattano il gruppo e creano ancora più dissapori e animosità perché il proprio destino era segnato dalla corsia dalla quale si ripartiva.

Al via Kyle Busch rimane in testa con Logano che cerca di resistere al suo fianco e facendo questo perde la posizione da Almirola e Keselowski; in difficoltà fin dai primi giri a causa del sovrasterzo e della mancanza di grip è a sorpresa Harvick che esce dalla top5 a favore di Bowman. Il sogni di Rowdy dura appena 10 giri, poi Almirola si invola e per metà gara nessuno lo rivedrà più. Alla competition caution del giro 25 Aric ha 1.6″ su Ky.Busch, 2.6″ su Logano, 3.0″ su Bowman e 4.7″ su Keselowski mentre sono andati in crisi anche Blaney ed Hamlin.

La prima sosta ai box cambia qualcosa nella top10 ma non la prima posizione; alla bandiera verde ai -50 nella prima stage Logano ci riprova come all’inizio ma anche questa volta deve cedere, in questo caso ad Elliott che si trova alla posizione giusta (la quarta) alla ripartenza. Kyle Busch invece scatta terzo, forse la posizione peggiore all’interno, e infatti scivola in decima posizione e la sua gara praticamente è finita qua.

Il momento più emozionante nel finale della prima stage vede protagonista Blaney che, dopo aver rimontato fino al quarto posto, in uscita di curva2 vede la leva del cambio passare dalla quarta alla folle facendogli fare un discreto fuorigiri, ma Ryan è abile nel salvare il motore e ripartire perdendo solo due posizioni. Il problema per lui nei giri seguenti è riacquistare la fiducia nel guidare con due mani sul volante anziché con una fissa sulla leva del cambio per tenerla in posizione. Questa però è la sveglia definitiva per Blaney, visto che poco dopo – guidando praticamente con una mano – registra il giro più veloce della gara e prosegue nella sua rimonta. Intanto davanti Almirola è indisturbato e vince la prima stage davanti ad Elliott (a 3.6″), Logano, DiBenedetto e appunto Blaney; Hamlin invece non riesce a risollevarsi ed è l’ultimo a pieni giri.

Il secondo giro di soste lascia Almirola al comando e mette per la terza ripartenza di fila Logano in prima fila, mentre in casa Penske Keselowski è costretto ad una doppia sosta e a Blaney danno una corda elastica per fissare la leva del cambio, ma Ryan non riesce a sistemarla prima della bandiera verde e dunque si deve arrangiare come in precedenza. Forse è meglio così perché pur ripartendo quinto e perdendo una posizione alla ripartenza, Blaney rimonta velocemente e poco dopo metà stage (e anche metà gara nel complesso), raggiunge e sorpassa Almirola portandosi al comando.

Il pieno di benzina dura circa 60-65 giri (su una stage da 80) e relativamente a sorpresa quasi tutti mettono in pratica una strategia che finora era stata applicata da coloro che dovevano cercare di dare una svolta alla loro gara, ovvero tirare dritto fino all’esaurimento del serbatoio, fermarsi per 0/2/4 gomme e poi non fermarsi al break. Tutte le soste arrivano in pratica fra i -15 ed i -10 e – come spesso capita – a fermarsi per ultimo è Keselowski. E la sorte è dalla sua parte perché, proprio mentre è in pit lane, Kenseth è vittima di una foratura (la valvola è stata colpita dalla pistola pneumatica del meccanico durante la sosta) e finisce in testacoda.

Alla ripartenza manca solo un giro alla fine della stage (e la procedura è visibilmente irregolare perché in fondo al gruppo ci sono vari 3-wide ma la Nascar chiude non uno ma due occhi) e in testa ci sono Keselowski, Blaney e Logano mentre quarto a sorpresa è Custer che – a differenza di quelli davanti a lui – ha fatto solo rifornimento. Brad resiste all’esterno e l’attacco di Ryan all’interno dell’ultima curva non va in porto per mezza lunghezza: Keselowski vince con un colpo da maestro (ma anche di fortuna visto da dove era partito) la seconda stage davanti a Blaney, Custer, Logano e Truex che ormai è stabilmente nella top10 dopo la partenza dal fondo.

Mentre Custer, Reddick, Jones e Harvick vanno ai box per cambiare gomme, iniziano anche i guai tecnici: Preece si ritira per un problema al cambio mentre Kyle Busch ha sentito un colpo sordo e crede che un ammortizzatore sia saltato e infatti poco dopo la ripartenza è protagonista di un salvataggio incredibile.

Alla bandiera verde a 100 giri dalla fine Blaney scatta dalla seconda posizione e quindi può fare poco, infatti Truex lo sorpassa all’esterno e purtroppo per lui subisce la stessa manovra anche da Johnson. Ed è brutto da dire (il colpevole è sempre lo stesso) ma Ryan sembra perdere in pratica la corsa in questo momento quando manca ancora il 25% della gara. Infatti Keselowski e Truex vanno in fuga e Martin è più veloce al punto che passa in testa ai -87, Blaney fatica a passare Johnson e quando lo fa poi la scena si ripete con Keselowski. In pista intanto il gruppo si è spaccato: Truex, Keselowski, Blaney, Johnson e Ku.Busch hanno infatti addirittura 10″ su DiBenedetto che si tiene dietro – senza faticare – Elliott, Logano, Bowyer ed Almirola.

Ad aprire l’ultimo giro di soste a 60 giri dalla fine è Johnson ma solo perché ha una ruota mal fissata, infatti i piloti (Bowman, Jones, Hamlin, Almirola i primi) vanno in pit alla spicciolata. Il cambio di passo arriva soltanto ai -48 quando Truex e Blaney, ormai a 5″ dalla vetta e ancora dietro a Keselowski, vanno in pit lane e Martin guadagna pure ulteriore tempo su Ryan. Alla caccia di una caution ci sono ancora una manciata di vetture che tirano dritto. In quello che sembra un colpo di sfortuna che un’ora dopo sarà dimenticato, l’ultimo a fermarsi prima che arrivi la caution (foratura di Poole che sparge detriti in pista mentre A.Dillon, per evitare l’ingresso in pit lane che si è appena virtualmente chiusa, finisce in testacoda appoggiandosi al muretto) è proprio Custer che perde la chance buona di guadagnare posizioni “gratis”.

Dopo che si è completato il giro di soste, alla ripartenza a 30 giri dalla fine in testa c’è Truex davanti a Blaney, Keselowski e Kurt Busch, seguono poi con gomme fresche coloro che hanno vinto la scommessa, ovvero un Harvick che ribalta la sua gara, Byron, Bell, McDowell, Johnson, A.Dillon e Kyle Busch, poi il lucky dog Bowyer ed infine coloro che sono rimasti fregati perché erano doppiati, ovvero Custer, DiBenedetto, Logano e tutti gli altri.

Inizia così il convulso finale: alla bandiera verde Blaney riesce a mantenere la seconda posizione, Kurt Busch finisce loose, Harvick deve alzare il piede e così Johnson (tornato in gara dopo i due tamponi negativi al coronavirus) si porta in terza posizione e punta ai primi due dato il vantaggio delle gomme, ma anche in questa occasione il sogno durerà davvero poco. Il duello Truex-Blaney nemmeno inizia che Nemechek probabilmente commette il primo vero errore della sua giovane carriera finendo largo e poi a muro in curva2.

La pit lane si apre ma per pochi (Ky.Busch, Almirola, Bowman e Jones) e così si riparte ai -19 a prime posizioni invariate. Tutti tengono d’occhio Harvick che è quarto e quindi nella posizione buona, ma in pochi metri passano su Johnson che si è girato sul muso di Keselowski. Jimmie nel post-gara si arrabbia via Twitter con Brad ma a anche rivedendo l’incidente non si notano colpe del pilota della #2 (e futuro della #48?), visto che Keselowski è ripartito meglio ed ha infilato il muso all’interno di Johnson. Jimmie poteva alzare il piede o arrendersi al 3-wide perdendo qualche posizione, invece così ha perso un’altra potenziale vittoria.

In quei metri percorsi però è successo qualcosa di importante: Blaney era affiancato a Truex e all’ultimo rilevamento gli era davanti per appena sei millesimi e dunque eredita la prima posizione. L’ennesima caution ha fatto avvicinare le nuvole e cadono un paio di gocce di pioggia a ciel sereno e poi più nulla, quindi si può andare avanti.

Come alla ripartenza precedente gli occhi di tutti sono sul quarto (Kurt Busch in questo caso), ma in poco tempo passano sul terzo, infatti alla bandiera verde dei -13 Harvick scatta perfettamente, si inventa un 3-wide all’interno e beffa sia Blaney che Truex andando al comando. Un’ora prima Kevin era ai margini della top20 in crisi nera di assetto, adesso invece vede sempre più vicina la prima vittoria in carriera in Kentucky. A frenarlo ci sono sia Truex che gli è attaccato e prova a sorpassarlo, sia Kenseth, che a sei giri dalla fine viene mandato in testacoda da Newman in uscita di curva4.

L’ultima ripartenza è a due giri dalla fine (ma non è tecnicamente overtime), in testa ci sono Harvick e Truex seguiti da Blaney e Keselowski, in terza fila ci sono Kurt Busch e Custer il quale alla ripartenza precedente – sfruttando la migliore corsia esterna – era balzato da 12° a 5° prima di essere sorpassato di nuovo dalla #1. E questo sorpasso è benefico per Cole perché ancora una volta potrà ripartire dalla corsia migliore.

Alla bandiera verde Custer scatta al meglio e si toglie subito dalla scia di Keselowski grazie anche alla spinta di DiBenedetto. Mentre Truex mette il muso davanti a quello di Harvick, fra curva1 e 2 Custer è praticamente già al livello di Blaney, Ryan non riesce a chiudere la porta a Cole in uscita e così la #41 è terza. Un altro momento decisivo arriva pochi metri più avanti: Truex cerca di rimettersi in scia ad Harvick ma sbaglia i tempi e tocca leggermente il paraurti della #4 facendo perdere velocità ad entrambi. Così mentre Truex riattacca Harvick, stavolta all’esterno di curva3, Custer può affrontare la curva al meglio senza ostacoli.

L’ultimo giro inizia con un favoloso 4-wide: Blaney si è tuffato all’interno, Harvick è all’interno di Truex che ha guadagnato metri al suo esterno e infine Custer decide di lasciare scorrere la vettura per non perdere la velocità presa in scia e questa sarà la scelta vincente. Infatti Blaney ha tagliato troppo sull’apron e la sua vettura si scompone su una piccola asperità nell’asfalto, la #12 finisce contro la vettura di Harvick che a sua volta spinge ancora più a destra Truex il quale si dovrebbe trovare Custer da mandare a muro, ma Cole è più veloce – appunto per la scelta fatta in uscita di curva4 – ed è già davanti a loro. Blaney, Harvick e Truex riescono incredibilmente a rimanere dritti e senza troppi danni, ma ormai la gara è andata e la rimonta di Martin nell’ultimo mezzo giro è inutile.

Cole Custer vince così a sorpresa, ma non demeritando, la prima vittoria in carriera in Cup Series davanti a Truex, DiBenedetto, Harvick, Kurt Busch, Blaney, Bell, Almirola, Keselowski e Reddick. Per il pilota della #41 è un colpo da maestro perché in un sol colpo si qualifica direttamente per la All-Star Race di mercoledì a Bristol all’ultima chance utile, si prende un posto ai playoff che dovrà difendere mantenendo la top30 in classifica generale (prima di ieri era 25°, dopo la gara invece 20°), probabilmente porterà a casa il premio di “Rookie of the Year” a discapito di Reddick il quale potrà conquistarlo solo se a sua volta si qualificherà ai playoff e infine mantiene molto probabilmente il posto in squadra anche per il 2021 lasciando nell’incertezza Bowyer e Almirola.

In campionato in vetta cambia poco, ma ora la situazione in coda si fa esplosiva, visto che quella che sembrava una lotta a tre per l’ultimo posto ai playoff fra A.Dillon, Reddick e Jones ora invece si complica per loro, con Custer che li ha sorpassati e l’ultimo posto disponibile – ora in mano a Johnson – è distante rispettivamente 24, 41 e 42 punti.

Le altre categorie

Nelle giornate di giovedì e venerdì si sono disputate in notturna due gare della Xfinity Series, la prima come recupero di quella cancellata in New Hampshire (da 200 miglia) e la seconda (da 300 miglia) invece prevista fin dall’origine. Ed Austin Cindric ne ha approfittato per un uno-due (non l’unico del weekend) che gli ha permesso di portare a casa le prime due vittorie stagionali ed i primi successi in carriera su un ovale dopo Mosport nei Truck e la coppia Watkins Glen in Xfinity. Il Kentucky porta bene comunque a Cindric visto che qui quattro anni fa aveva vinto l’unica (in otto presenze) gara nella ARCA Series.

In gara1 la pole per sorteggio va ancora una volta a Gragson; la partenza tuttavia non fila via liscia visto che su una pista molto sporca Jeb Burton perde il controllo all’interno della seconda fila e Brandon Jones, al terzo ritiro di fila, non può evitarlo. Si riparte la green dura poco dato che al giro 15 c’è una competition caution e al 30 finisce la prima stage, Gragson rimane in testa ma Cindric (partito 12°) gli è già attaccato e prova il sorpasso ai -7 ma arriva lungo e così deve alzare il piede. Gragson vince la prima stage davanti ad H.Burton, Cindric, Chastain e Alfredo. All’inizio della seconda stage si presenta in testa Briscoe, fermatosi alla competition caution, ma alla prima curva Gragson è già di nuovo al comando e non viene più disturbato anche perché Cindric fatica a passare Briscoe. Noah vince così anche la seconda stage davanti ad Austin e Chase, completano la top5 Chastain ed Herbst.

La seconda metà di gara a differenza della prima è ricca di incidenti, e le coppie coinvolte sono quelle che non ci si aspetta. Si riparte ancora con Gragson in controllo seguito come un’ombra da Cindric mentre Briscoe e Allgaier sono più staccati. Ai -45, con l’ultimo giro di soste in arrivo, Haley tocca Brown mandandolo a muro mentre lottano per una posizione al di fuori della top10. Haley prova a ribaltare una brutta situazione in pit lane cambiando solo due gomme ed andando in testa ma dura poco, infatti Cindric lo segue e poi va in testa mentre Gragson si ritrova dietro Clements e finisce nel traffico.

La fuga di Austin dura nemmeno dieci giri, poi Chastain imita quanto fatto da Haley e manda contro le barriere l’incolpevole Moffitt. E siamo a due big che eliminano due outsider dalla gara. Brett riesce a proseguire senza finire in testacoda, la caution arriva e per fortuna si trattiene dal vendicarsi subito su Ross. Si riparte ai -27 ed Haley reagisce per mezzo giro poi Cindric torna al comando davanti a Briscoe. La #22 sembra ben avviata verso la vittoria poi ai -14 Howard (anche lui nella top15) finisce in testacoda e poi si appoggia al muro a causa di una foratura nata da un contatto con Alfredo; Colby si arrabbia a gesti contro il pilota e la vettura più quotati prima di salire sull’ambulanza per i controlli di rito. E siamo a tre incidenti con lo stesso esito.

Nessuno dei leader si ferma ai box e così la bandiera verde arriva a nove giri dalla fine e ancora una volta Cindric non scatta al meglio ma resiste all’attacco di Briscoe e rimane in testa. Ancora una volta sembra fatta per lui ma ai -5 Harrison Burton si tuffa all’interno di Annett che chiude la porta e la #20 va in testacoda mandando tutti all’overtime. Alla ripartenza nei primi metri Cindric fatica e Briscoe lo attacca, ma Chase finisce loose alla prima curva così come Gragson dietro di lui (il quale tocca anche Allgaier) generando scompiglio nel gruppo e mandando in fuga la #22. Nell’ultimo giro c’è un incidente sul rettilineo opposto che parte da Allgaier (che finisce addirittura in ospedale ma per un problema non chiarito estraneo all’incidente) e coinvolge R.Bassett, Vanderwal e Timmy Hill e così Cindric vince sotto caution la prima gara del 2020 davanti a Herbst, Chastain, Briscoe ed Annett, bravi ad approfittare del caos nel finale.

La griglia di partenza di gara2 è stilata con l’inversione dei primi 15 di 24 ore prima e così ancora una volta dopo Homestead a partire davanti a tutti e Myatt Snider. Il pilota in questo weekend della #93 parte bene mentre Weatherman spreca l’ottava posizione andando a muro in curva2 e poi forando in curva3 ma la caution non arriva, Snider finisce loose in curva4 e Clements lo sorpassa. In guai nel team non finiscono qua, dato che Sieg perde il controllo poco dopo proprio all’interno del compagno di squadra Snider e finisce a muro e arriva la prima bandiera gialla. Alla ripartenza Clements riesce a difendersi per qualche giro ma poi deve cedere a Gragson – partito quinto – che tiene la prima posizione fino alla competition caution del giro 20. Iniziano nel frattempo i problemi per Allgaier: partito dal fondo col muletto, centra un detrito di Weatherman che gli incrina il parabrezza, dunque fora una gomma e perde un giro.

Il resto della prima stage è una replica del giorno precedente: Gragson in testa e gli avversari più vicini sono Harrison Burton e Cindric. Questi ultimi due si devono però prima liberare di un mai arrendevole Clements e di Chastain, poi quando lo fanno iniziano una incredibile rincorsa e raggiungono Noah ma non riescono ad attaccarlo nel mezzo dei doppiaggi. Gragson vince il primo traguardo intermedio davanti a Burton, Cindric, Alfredo e Jones.

La seconda stage non vede incidenti ma solo passaggi di testimone: dalla pit lane esce in testa sempre Gragson ma si prende una penalità per eccesso di velocità e quindi a passare primo è Burton il quale a sua volta resiste una decina di giri a Cindric che torna là dove aveva lasciato tutti la sera prima, ovvero al comando. Austin vince così un’altra stage davanti all’ottimo Alfredo, ad Harrison Burton, Briscoe ed Hemric che ha sostituito sulla #8 come da programma Jeb Burton.

A differenza del giorno precedente l’ultima stage da 110 giri è decisamente più tranquilla e vedrà solo un incidente nel finale. Cindric non sbaglia né sosta al break, né ripartenza, né sosta sotto green. Ad inseguirlo ci prova Herbst ma scivola prima a 2 e poi a oltre 3″ mentre Briscoe perde posizioni a favore di Hemric e B.Jones. La #22 continua a guadagnare e quando raggiunge i 5″ di margine è chiaro che Herbst che sta cedendo, infatti viene raggiunto e scavalcato da Hemric. Ai -56 Gragson apre il giro di soste finale perché pensa di avere una foratura e così trascina tutto il gruppo in pit lane, gruppo dal quale salta Herbst per una penalità.

Mentre Cindric vola (e al momento del fattaccio che seguirà ha addirittura 12″ di vantaggio), la lotta più appassionante è quella per il secondo posto fra Hemric e Jones mentre più dietro c’è la coppia Briscoe-Alfredo. A 22 giri dalla fine Jones esce meglio dall’ultima curva e attacca Hemric all’interno della successiva ma in frenata perde di netto la vettura e finisce a muro sfiorando anche la vettura di Daniel che poi si deve appoggiare alle barriere. E per Brandon è il quarto ritiro consecutivo.

La pit lane si apre e Cindric non vuole correre rischi e cambia gomme, ma lo seguono tutti i pochi piloti che erano rimasti a pieni giri; la sua sosta è di tutta sicurezza e rimane primo, meno quella di Alfredo che perde il controllo e finisce di traverso quasi contro il muretto. La ripartenza finale è a 13 giri dalla fine ed è un replay del giorno prima, con Hemric (al posto di Briscoe) che attacca all’interno ma finisce loose e manda in fuga definitiva Cindric, dietro ad Austin c’è Briscoe mentre Gragson attacca Burton in curva3, finisce loose pure lui ed i due si appoggiano al muro ma non arriva la caution.

Chase non riesce a tenere il ritmo del compagno di marca e quindi Cindric piazza l’uno-due in Kentucky andando a vincere davanti a Briscoe, Haley, Chastain ed Allgaier, rispettivamente lucky dog e wave around all’ultima caution, con Justin quinto approfittando dello scontro all’ultima curva fra i suoi due compagni di squadra Annett ed Hemric. Come detto in apertura non è stato l’unico uno-due, infatti nel garage va in onda un incontro di box fra Gragson e Burton per quanto successo in pista ma anche per ruggini delle scorse settimane. Noah vince il match ma perde in pista, dato che ancora una volta per la sua aggressività ha perso punti e rispetto da parte degli avversari.

In campionato resta tutto invariato, visto che Briscoe guardava tutti dall’alto delle cinque vittorie, ma anche guadagna tanti punti grazie ad un quarto ed un secondo posto malgrado non sia stato in lotta per la vittoria in nessuna delle due occasioni. Cindric invece scala posizioni guadagnando ben 11 playoff point in 24 ore; in coda invece doppio scambio fra Snider e Brown della 12esima e ultima posizione ultile, con Brandon che torna virtualmente fra i qualificati ai playoff.

I risultati odierni

La classifica della “Quaker State 400”

La classifica generale

Così il campionato a 9 gare dalla fine della Regular Season

I prossimi appuntamenti

Mercoledì notte la Cup Series va a Bristol per la tradizionale, seppur innovativa in questo 2020, All-Star Race. 15 i piloti già qualificati a cui si aggiungeranno tre provenienti dall’Open di qualificazione e uno dal Fan Vote. Poi la Nascar si trasferirà per il weekend in Texas: sabato gara di Xfinity e Truck, domenica la Cup Series.

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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