NASCAR | In Texas Hill vince da “InTimmyDator”!

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E’ bastata una settimana ai piloti per affinare la loro preparazione su iRacing e per regalare ai telespettatori una gara ancora migliore. Se la prima parte della corsa di Homestead era stata ricca di incidenti, in Texas i piloti anche meno esperti hanno dimostrato di poter correre senza commettere troppi errori. Ovviamente i big sotto questo aspetto hanno espresso in pista il loro vantaggio ma ugualmente ne è uscita una gara appassionante e che si è risolta soltanto nei giri finali. A vincerla è stata Timmy Hill, nella vita di tutti i giorni pilota del MBM Motorsports ovvero uno dei team più piccoli della Cup Series, ma che su iRacing è uno dei più veloci nella categoria.

La “Pro Invitational Series” viaggia di successo in successo, al punto che è già necessario un ampliamento del format. Se la scorsa settimana gli iscritti erano 40 per 35 posti in griglia, gran parte riservati ai piloti della Cup Series, per questo weekend al virtuale Texas Motor Speedway avevano detto di sì ben 65 piloti, di cui 31 della Cup Series e quindi già qualificati per la Finale-A e addirittura 34 dalle altre categorie costretti dunque a contendersi gli ultimi quattro posti disponibili. Il format è ancora da aggiustare, ma numeri così non possono che rendere felici la Nascar, la quale è riuscita a mandare in diretta la gara addirittura sul canale principale della Fox.

Finale-B

Dei 34 piloti previsti alla fine al volante si presentano in 32 (mancano Sheldon Creed e Drew Dollar), tutti in lotta per soli quattro posti per la Finale-A. A prendersi la pole è un maestro di iRacing, Ty Majeski (29.010″) per soli otto millesimi davanti al canadese Alex Labbé, seguono poi Ryan Truex, Eckes, Alfredo e Ruben Garcia, pilota messicano nella ARCA Series. A decidere tutto sono 30 giri senza caution, quindi qualsiasi problema significa la fine delle speranze di ripescaggio.

Al via Majeski rimane davanti a Labbé ed i due sembrano poter mettere subito qualche metro sugli avversari. Seguono poi Truex e Alfredo ma prima Eckes e poi Briscoe, che cerca la rimonta dalla settima posizione, tentano di assaltare la top4. Christian ci prova all’esterno e poi trova un varco in curva3 ma un contatto lo spedisce largo e scivola in nona posizione; poco dopo un altro contatto con testacoda in ingresso di curva1 gli preclude la finale.

A 20 giri dalla fine la coppia di testa guida su Truex ed Alfredo mentre il quartetto Garcia-Briscoe-Kraus-J.Burton lotta per la quinta posizione. Derek approfitta della battaglia fra il messicano e Chase per passare in testa al gruppetto che poco dopo perde Briscoe mandato in testacoda da Jeb Burton. A metà gara Alfredo sorpassa Truex e si porta in terza posizione.

A scombinare le carte ci pensa però Tyler Ankrum, il quale ha avuto un incidente nei primi giri che gli ha fatto perdere due giri, ma la vettura nuova (l’unica a disposizione) si dimostra molto veloce con gomme fresche e inizia a sdoppiarsi. Senza farsi troppi problemi inizia a lottare anche con Majeski e ciò favorisce prima il ricompattamento del gruppo e poi il doppio sorpasso a soli 9 giri dalla fine di Alfredo che da terzo si porta primo davanti a Majeski, Labbé, Truex, Kraus e Garcia.

La lotta si fa sempre più dura: Kraus ci prova su Truex in curva3 ma i due vengono a contatto e Ryan finisce a muro, poco più avanti Garcia si tocca con lo stesso Kraus e Derek finisce sull’erba pur riuscendo a proseguire. A questo punto le posizioni sono delineate: Alfredo ha qualche metro di margine su Labbé che ha passato Majeski mentre Garcia quarto ha oltre 1″ sulla coppia Burton-Kraus.

Negli ultimi giri Labbé non si accontenta del posto certo in finale e al penultimo giro raggiunge il leader, mette il muso all’interno e lo affianca sul traguardo andando a conquistare la prima posizione in curva1; Anthony non riesce a rispondere e quindi il canadese conquista la Finale-B davanti ad Alfredo, Majeski e Garcia. Primo degli esclusi è Jeb Burton davanti a Kraus, Poole, Grala, Friesen e Graf.

Finale-A

Dopo una sessione di 45′ di libere (con Bowyer in testa grazie ad una scia), le qualifiche hanno visto prevalere il grande favorito William Byron, alla caccia della rivincita dopo le sconfitte di Atlanta e di Miami. Al suo fianco in prima fila, staccato di 34 millesimi, il veterano Dale Earnhardt Jr. mentre in terza posizione si è piazzato a sorpresa John Hunter Nemechek che ha preceduto Parker Kligerman.

La gara prevede un format simile a quello della scorsa settimana: 125 giri senza stage, tre tentativi possibili di overtime, caution chiamate dall’admin a seconda delle situazioni (tempo a disposizione in palinsesto come principale limite) e setup fisso studiato durante la settimana durante numerose sessioni di test. Il cambiamento più importante è stato il numero di reset a disposizione, soltanto uno rispetto ai due della scorsa settimana. Questo ha reso i piloti più accorti e lo si è visto nelle prime fasi di gara.

Al via Byron mantiene la prima posizione davanti a Dale Jr. e Nemechek mentre Cassill e Bobby Labonte completano la top5. Un contatto al via manda in fondo al gruppo il vincitore di Miami Hamlin e Bowyer, ma i due decidono di proseguire per non giocarsi l’unico muletto sotto green dopo appena un paio di giri. Earnhardt resiste per 10 tornate poi inizia a perdere terreno e viene sorpassato da Nemechek e Preece. Da dietro invece Majeski cerca la rimonta dal fondo dopo non aver segnato alcuno tempo in qualifica a causa di un problema.

Attorno al giro 20 arriva il primo incidente della serata, con Kyle Busch e Blaney che entrano in contatto coinvolgendo anche altre vetture ma la caution non viene chiamata. Davanti intanto Nemechek attacca e sorpassa Byron, tuttavia William risponde alla manovra e torna in testa; Preece ne approfitta per portarsi in seconda posizione. La prima caution arriva al giro 27: Labonte è costretto ad alzare il piede in curva4 e nel tamponamento a catena che ne consegue vengono coinvolti Bell, A.Dillon e McDowell.

Il primo giro di soste non cambia le prime posizioni e l’unico a rimetterci è Bowman che manca completamente il suo stallo e deve ripartire dal fondo. Alla bandiera verde a un quarto di gara Byron rimane in testa ma a portarsi in seconda posizione è Kligerman davanti a Preece, Nemechek ed Earnhardt. La lotta fra questi tre è degna di nota, ma viene interrotta poco dopo dalla caution in cui Alfredo vola in curva3 dopo essere stato toccato da DiBenedetto.

Il secondo giro di soste apre il libro delle strategie: Hamlin ed Elliott non si fermano mentre Ty Dillon cambia solo due gomme. In pit lane a mancare lo stallo in diretta TV è Bowyer mentre Bowman viene penalizzato per eccesso di velocità. A un terzo di gara Denny riparte davanti ma la sua leadership dura pochi giri visto che Byron prima spinge Elliott davanti (mentre Ty Dillon finisce larghissimo) e poi ritorna in prima in prima posizione. La scommessa di Hamlin ed Elliott non paga, visto che inizia il primo vero long run nella breve storia della “Pro Invitational Series”.

Al giro 50 Byron guida davanti a Preece, Nemechek, Kligerman, Smithley ed Hill. Questi sei allungano sul resto del plotone che è guidato dal debuttante Suarez che si difende a suon di blocchi e questo sarà probabilmente la causa di un acceso finale. Il primo che riesce a sorpassarlo e a provare il riaggancio con il gruppo di testa è Labbé che in effetti riesce nella rimonta, favorito anche dal fatto che davanti si lotta. Infatti Byron, Preece e Nemechek si scambiano un giro sì e uno no la prima posizione, ma alla fine a prevalere è sempre William.

Al giro 72, dunque dopo circa 30 tornate dello stint, il colpo di scena: Earnhardt, in recupero dopo una sosta lenta, finisce a muro in curva4 ed è costretto a rallentare. Con una vettura danneggiata è costretto ad aspettare fino alla sosta che sta per arrivare per fare il reset che gli è concesso. Quello che sembrava impensabile fino a sette giorni prima invece si realizza: attorno al giro 85 si apre il primo giro di soste sotto green e in molti vanno in difficoltà.

All’ingresso della pit lane in giri successivi Nemechek, Preece e Kligerman rischiano di finire in testacoda nella difficile transizione fra pista ed apron e nella frenata, ma riescono a limitare i danni. Byron rimane tranquillo e si ferma ai box al giro 89 tornando in pista sempre virtualmente in prima posizione. Soltanto tre piloti decidono di rischiare e tirano dritto in cerca di una caution: McDowell, Earnhardt e A.Dillon. C’è sì un testacoda di Elliott, ma non è sufficiente per far entrare la pace car e così pian piano i tre si arrendono, con Dale che resta in pista (dopo aver perso 1.5″ a tornata rispetto alle gomme fresche di Byron) un giro di troppo e rimane a secco sul rettilineo opposto arrivando in pit lane al rallentatore.

Quando si completa il giro di soste ai -18 Byron è in testa con 2″ sulla coppia Hill-Nemechek i quali precedono di altri 2″ il gruppo composto da Preece, Kligerman, Smithley, Labbé e Cassill. Ad interrompere la fuga della #24 è Suarez che finisce a muro e arriva la caution; sicuramente succede qualcosa anche in questa occasione dato che poco più tardi Daniel cerca molto ingenuamente la vendetta virtuale su Ty Dillon e verrà giustamente squalificato.

Ai box tutti cambiano quattro gomme e a 11 giri dalla fine Byron riparte davanti a Hill, Nemechek, Preece e Smithley ma poco dopo un incidente che coinvolge Bowyer, Biffle (al ritorno in “Cup Series”) ed Hamlin provoca un’altra caution. La bandiera verde arriva a soli 5 giri dal termine e Hill riesce subito ad accodarsi a Byron mentre dietro di loro Labonte finisce nell’erba. Al giro successivo Hill è attaccato al paraurti della #24 e mette in pratica un difficile ma tecnicamente perfetto bump&run che fa perdere la traiettoria a Byron e gli permette di passare in prima posizione. E’ una manovra alla Dale Earnhardt, alla “Intimidator”, e infatti Timmy Hill su Twitter viene subito soprannominato “InTimmyDator”. La manovra però genera un po’ di scompiglio dietro la #66 e il contatto iniziale in curva4 fra Kligerman e Nemechek spedisce Preece sull’erba ma la #37 rimane dritta e dopo un salvataggio spettacolare rimane addirittura in terza posizione quando viene chiamata la caution che manda tutti all’overtime.

Alla bandiera verde decisiva Hill parte molto bene a differenza di Smithley al suo fianco e ciò gli permette di guadagnare qualche metro. I metri raddoppiano quando Garrett si deve difendere da Preece e alla fine deve anche cedergli la seconda posizione. All’ultimo giro Ryan tenta un disperato recupero ma non è mai abbastanza vicino per tentare una manovra. Timmy Hill vince di una lunghezza su Preece, Smithley, Cassill, Bowman, Earnhardt, Byron, Nemechek, Larson e Kurt Busch.

Per Timmy Hill è una vittoria che mette in luce molti fatti. Si potrebbe considerare questa come la “prima vittoria” in Nascar per lui che è nato a Port Tobacco, ridente paese di 15 abitanti del Maryland di cui tre piloti (lui, il fratello Tyler e il papà Jerry). In realtà i numeri dicono che questo è il 674esimo successo di Timmy su iRacing in 1677 gare, una percentuale comunque stellare, ma in ogni caso si può capire che questa è una piattaforma che può appianare le differenza di velocità che esistono sulla pista vera fra i team più ricchi e quelli che invece vivono quasi di gara in gara come quello di Hill. E’ anche la prova che su iRacing si può vincere con i mega simulatori da migliaia di dollari come Hamlin la scorsa settimana e anche con un semplice Logitech G27 vecchio di 10 anni e costato 200$ montato sulla scrivania come quello nella camera di Timmy. Non importa con cosa si gareggia, tutto è possibile con talento e dedizione. E questo successo sicuramente aumenterà la popolarità di questa serie di eventi e li renderà ancora più popolari. Fra una settimana appuntamento a Bristol e i conti in sospeso fra i piloti cominciano ad esserci qui su iRacing anche se ovviamente in palio non c’è nulla e solo si pensa al divertimento. In ogni caso la pista del Tennessee sarà il luogo ideale per qualche resa dei conti.

Immagine: nascarmedia.com

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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