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NASCAR | Harvick fa 50 in carriera al ritorno in pista a Darlington!

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Dopo 10 lunghe settimane di attesa la Nascar ha preso il coraggio a due mani ed ha deciso di ripartire in un ambiente controllato e il più possibile isolato dal mondo. L’assenza totale di pubblico, l’infield praticamente vuoto se non fosse per i meccanici strettamente necessari, le mascherine indossate obbligatoriamente in ogni momento, la rinuncia a tutte le attività superflue che hanno reso la Nascar famosa come l’inno cantato in diretta, i jet in volo e gli sponsor onnipresenti, hanno creato un clima surreale ma che col passare dei giri è sfumato visto che la gara ha fornito abbastanza storie per far tornare le vetture ed i piloti in primo piano.

Alla fine dopo 400 miglia combattute nelle prime fasi è emerso sempre più prepotentemente Kevin Harvick, il quale ha preso il comando a poco meno 80 giri dalla fine e poi non l’ha più mollato andando a vincere davanti ad Alex Bowman grande protagonista nelle prime fasi. Per Harvick inoltre è una vittoria speciale, la 50esima in carriera in Cup Series e come lui nella storia soltanto altri 13 piloti hanno raggiunto questo incredibile traguardo; inoltre Kevin ha staccato il suo titolare attuale Tony Stewart e affianca due leggende come Ned Jarrett e Junior Johnson.

La gara

La Nascar ritorna a Darlington in primavera per la prima volta dal 2014. In quella occasione si svolse l’ultima delle Southern 500 “fuori dal canone” perché i problemi del calendario e dell’espansione della Nascar a ovest avevano costretto il circuito della Carolina del Sud a rinunciare alla 400 miglia e a spostare la gara monumento dal Labor Day al Mother’s Day. In quella occasione di sei anni fa a Darlington aveva vinto Kevin Harvick e forse era un segnale da cogliere prima del via.

Il weekend di Darlington inizia venerdì pomeriggio alle 18:00 di Charlotte, quando negli studi della FOX, in occasione della ripresa in studio della fascia quotidiana dedicata alla Nascar dopo una fase da remoto, va in scena il sorteggio della griglia di partenza. Infatti la Nascar ha deciso di non stilare la classifica esclusivamente in base agli owner points (anche se avrebbe potuto farlo essendo passate quattro gare da inizio stagione), ma fare un sorteggio basato però lo stesso sulla classifica del campionato. Dunque il gruppo è stato diviso in quattro fasce (1-12, 13-24, 25-36 e 37-40) per assegnare le rispettive posizioni al via. Alla fine la pallina vincente è stata quella di Brad Keselowski che dunque è scattato dalla pole – anche se non sarà inserita della statistiche ufficiali – davanti ad Alex Bowman. Il rientrante Kenseth dopo aver avuto una chance di pescare bene, si è dovuto accontentare della 12esima posizione mentre Newman (che era nella seconda fascia di merito grazie ai risultati del sostituto Chastain) ha cominciato la sua seconda vita al volante dal 21° posto.

Come detto a Darlington il clima è surreale. I camion dei team sono arrivati il giorno prima mentre i piloti si recano al circuito da soli sulle loro auto ed entrano scaglionati per permettere il controllo della temperatura all’ingresso. Tutti per fortuna passano l’esame medico e quindi il ruolo a sorpresa di Landon Cassill, presente in loco e chiamato dalla Nascar per sostituire eventualmente uno qualunque dei piloti, non è necessario. Poi i piloti sono soli sul loro motorhome e lo saranno fino al momento di stringere le cinture di sicurezza. Nessuna moglie o fidanzata, nessun figlio intorno ad allentare la tensione, nessun PR a cui riferire le ultime parole per la stampa, nessuno sponsor con cui fare comparsate. Sono soli come forse lo erano soltanto agli inizi della carriera quando erano degli sconosciuti e quindi il peso della responsabilità si sente ancora di più.

Poi finalmente arriva il momento della gara e tutte le preoccupazioni svaniscono. L’unica rimane quella del meteo: a Darlington il cielo è fra il velato ed il nuvoloso, ci sono quasi 30° e l’umidità sfiora il 90%, infine c’è il rischio di temporali isolati ma alla fine la pioggia arriverà solo 1h30′ dopo la bandiera a scacchi anche se la paura è decisamente maggiore per la prossima settimana. In sintesi non è il clima ideale per affrontare una 400 miglia dopo oltre due mesi senza gare e in cui anche la forma fisica è decisamente diminuita.

Su una pista completamente sgommata e inoltre una delle più difficili del calendario la prima curva diventa una delle più complicate di sempre, perché non si sa quanto grip ci sarà, quanto i piloti alzeranno il piede e quanti rischi si prenderanno. Alla bandiera verde le prime file scattano bene e l’unico problema sembra in coda dove Houff deve alzare il piede e crea un piccolo rallentamento a catena, poi invece la telecamera cambia inquadratura e si vede Ricky Stenhouse Jr. a muro in uscita di curva 2. La sua corsa è durata appena 1 km e la colpa è soltanto sua, come ammetterà poco più tardi via social, infatti ha deciso di affiancare in un 4-wide Kurt Busch, Newman e LaJoie, il problema è che lui ha tutte e quattro le ruote su uno degli apron con le transizioni più critiche e quindi è inevitabile che l’auto gli parta di netto in sovrasterzo.

Il secondo tentativo per fortuna è più riuscito e quindi Keselowski al giro 7 riesce ad allungare il gruppo seguito da Harvick, Johnson, Hamlin e DiBenedetto ma già nelle prime fasi si notano i più attivi. Fra di essi ci sono sicuramente i piloti del team Hendrick, con Bowman che recupera dopo la partenza dalla corsia sfavorevole, Johnson (che segue Hamlin dopo essere stato sorpassato) e Byron che rimonta dalla 18esima posizione. In crisi invece ci va Truex, a causa di un buco al paraurti rimediato al primo giro e che quindi gli fa perdere carico aerodinamico, e pure Kyle Busch il quale, dopo essere partito dal fondo per aver fallito i controlli tecnici per due volte, risale solo fino alle 25esima posizione.

Al giro 30 arriva la competition caution, obbligatoria in questi casi per valutare il consumo delle gomme su una pista completamente sgommata, e data l’eccezionalità della situazione la classifica viene congelata (con Keselowski davanti ad Harvick, Hamlin, Johnson, Byron, Bowman, Elliott, Almirola, Custer e DiBenedetto mentre Truex è addirittura 30° e ultimo a pieni giri) per permettere ai meccanici di effettuare tutte le modifiche di assetto necessarie senza fretta e in tutta sicurezza. Da notare infine che con il roster ridotto all’osso persino i crew chief devono scendere dal loro pit box per aiutare i meccanici a recuperare da dietro il muretto pistole e gomme usate.

Quello che inizia al giro 39 e termina al 90 con la fine della prima stage è lo stint più lungo della gara ed il consumo delle gomme sarà decisivo in parte per le sorti della gara. Alla bandiera verde Johnson scatta al meglio e spinge Keselowski in testa; Jimmie ci prova anche a passare Brad in curva3 ma la manovra non riesce e favorisce il sorpasso di Bowman nei suoi confronti. Alex, fresco di rinnovo contrattuale, però è scatenato e al giro 45 si porta in testa alla gara seguito dal compagno di squadra. La #88 allunga subito e al giro 50 ha già 1.5″ sulla #48 e 2.5″ sulla coppia Keselowski-Harvick. Pian piano Brad si spegne e a emergere come nel primo stint è Byron che si porta in terza posizione per una tripletta Hendrick che fa sognare, ma durerà poco.

Il ritmo martellante di Bowman (3.4″ su Johnson al giro 70) si crede che abbia come vittima designata Truex, il quale naviga ancora nella parte bassissima della classifica ed è prossimo al doppiaggio, ma alla fine a pagare sono le gomme della #88. Alex cede all’improvviso e in appena cinque tornate perde 2″ dalla coppia Johnson-Byron e al giro 81, ad appena nove dalla fine della stage, viene sorpassato agilmente mentre Truex, che ha gestito al meglio la situazione, sorpassa in serie Buescher e altri piloti uscendo dalle sabbie mobili.

Sembra tutto fatto per Jimmie, il quale ha ad un paio di lunghezze Byron ed un rimontante Hamlin, ma non ha fatto i conti con Darlington e la sua difficoltà. All’ultimo giro della stage raggiunge un Buescher in crisi nera di gomme per doppiarlo, ma gli si avvicina troppo. Chris deve alzare il piede per controllare la vettura ma Johnson è già sul suo paraurti, Jimmie lo sfiora, la #17 tocca il muro e rimbalzando manda la #48 verso il lato opposto fino alle barriere interne. Per Johnson la gara finisce così quando sembrava ben avviata, Byron lo passa e vince la prima stage sotto caution davanti a Hamlin, Bowman, Harvick e Keselowski.

La seconda stage da 95 giri sarà ricca di incidenti e avrà come protagonista assoluto Harvick che, grazie al primo stallo in pit lane in quanto leader del campionato, alla sosta salta chi ha davanti e con la collaborazione dei suoi meccanici vola in testa alla gara. E senza turbolenze di mezzo Kevin inizia a macinare il suo ritmo.

Si riparte al giro 98 e Bowman cerca di mettere il muso all’interno di Harvick ma non avrà successo e così i due vanno subito in fuga su un Byron che all’improvviso fa da tappo al gruppo. Sul momento non si capisce il perché ma al giro 111 è tutto più evidente: una ruota della #24 non è stata fissata bene alla sosta e questa in fretta diventa una foratura che manda in testacoda Byron con un passaruota devastato. Mezz’ora prima il Team Hendrick occupava tutte le posizioni fra la terza e la settima, ora ha Johnson nel garage, Byron ai box per riparazioni pesanti, Elliott fuori dalla top20 per una penalità per eccesso di velocità in pit lane e Bowman secondo che cerca di restare vicino ad Harvick ma che ha già osato troppo con le gomme in precedenza.

Il degrado delle gomme obbliga tutti ad andare ai box ad ogni caution, anche se sono passati solo 15 giri dato che in questo lasso di tempo i crono sono peggiorati anche di 1.5″ su un giro da circa 30″. La pit crew di Harvick continua ad essere perfetta e Kevin resta primo; stavolta Bowman deve alzare il piede e viene superato da Kurt Busch. Dietro intanto la macchina di Truex è stata riparata e inizia a volare al punto che entra nella top10 ed è appena dietro a Kyle Busch. Ma – come detto – non c’è tregua nella seconda stage. Stavolta ad andare in testacoda dopo una foratura mentre sta entrando ai box è Suarez.

Si riparte al giro 130 con di nuovo la coppia Harvick-Bowman davanti a tutti. In questa fase di gara Hamlin emerge sempre più come terzo favorito al posto di un Keselowski che col gommarsi della pista cede sempre di più; stupisce infine ancora una volta Reddick, stabilmente nella top10. A metà gara Harvick ha 2.2″ su Bowman e 4.3″ su Hamlin, Ku.Busch e tutti gli altri. Il fratello Kyle invece, da poco entrato nella top10, bacia il muro ed è costretto ad alzare il piede visti i passaruota pericolosamente vicini agli pneumatici. A salvarlo sarà una delle caution più strane della storia: è probabilmente proprio il contatto di Rowdy contro il muro in curva4 che “sbuccia” il muretto dal rivestimento pubblicitario in vinile. Questo detrito viene prima centrato da Hamlin il quale poi nel gioco dell aerodinamica lo “cede” a Reddick che lo segue. A questo punto la Nascar chiama la caution per evitare altri problemi con tale rivestimento.

La prima sosta lenta della gara è per Bowman che così scende dal secondo al settimo posto lasciando apparentemente via libera ai -25 nella stage ad Harvick. Ma non è finita qui, infatti Bell finisce in testacoda e dopo appena 12 giri tutti tornano in pit lane. E stavolta – proprio nel momento sbagliato – la pit crew che manca l’appuntamento è proprio quella di Harvick che ha dei problemi con una gomma del lato sinistro. A ereditare la prima posizione è così a sorpresa Keselowski, al quale basta partire bene per gestire gli ultimi 8 giri e vincere la seconda stage davanti a Bowman, Truex, Harvick e Bowyer.

Con 108 giri da disputare nell’ultima stage si profila all’orizzonte una gara su due o tre soste, ma saranno le caution a dettare i ritmi. Intanto in pit lane Bowman si riporta in prima posizione seguito da Keselowski ed Harvick, ma Kevin alla bandiera verde spinge perfettamente Brad al punto di rimandarlo in testa alla gara. Ne nasce così una fuga a quattro con Keselowski, Bowman, Truex e Harvick mentre Hamlin e Kurt Busch sono staccati. Ma a frenarli sarà un momento convulso: per primo Logano va ai box, quando è uscito dalla top10 dopo aver rimontato in una gara sottotono fino alla terza posizione, per una ruota mal fissata, nel frattempo sul traguardo ci sono delle scaramucce fra Bell e Buescher e Chris finisce a muro e infine probabilmente un detrito incandescente esce dalla pista e fa incendiare l’erba del terrapieno che sostiene curve 1-2.

Mentre Buescher va lentamente ai box, Logano percorre la pit lane senza poter fare la sosta e quindi perde tutto quanto guadagnato finendo in fondo alla classifica e i pompieri spengono il principio di incendio, il gruppo va in pit lane per quella che effettivamente è diventata la penultima sosta. E Harvick ancora una volta sfrutta al meglio il primo stallo tornando in testa alla gara. Sarà il primo momento decisivo della corsa, visto che Kevin soffre di sovrasterzo mentre è in scia e invece quando ha aria fresca davanti a sé vola.

La bandiera verde arriva ai -75 e Keselowski ci prova a portarsi di nuovo davanti ma Harvick resiste e inizia ad allungare; Brad cede di nuovo ed esce dalla lotta per la vittoria lasciando di nuovo spazio a Bowman. Dopo una fase difficile per Truex – ormai stabile nella top5 – per quella che crede che sia una ruota mal fissata, si inizia a pensare a quando arriverà l’ultima sosta. Si crede a circa 35-40 giri dalla fine ma prima ancora che inizi la processione in pit lane, a togliere le castagne dal fuoco ci pensa ai -39 Newman che fora in curva3, perde il controllo in curva4 e infine “va in testacoda” (sembra intenzionale così come quelli di Byron e forse Suarez in precedenza, ma basta non ammetterlo come fece Wallace l’anno scorso) in curva1.

Gli oltre 2″ di vantaggio di Harvick sono annullati, in pit lane le prime posizioni non cambiano e quindi tutto si decide alla ripartenza a 34 giri dalla fine. Alex scatta benissimo all’interno e rimane affiancato a Kevin che ha un incertezza in curva1, ma poi in curva2 tiene giù il piede e sfiorando il muretto riesce ad accumulare quei centimetri che gli permettono di affrontare curva3 con la posizione di forza. Bowman cerca ancora di resistere ma dopo un giro fianco a fianco è costretto ad accodarsi. Kevin non guarda più negli specchietti e accumula ad ogni giro almeno un decimo di margine.

A questo punto l’ultimo stint diventa interessante solo per due fattori visto che non arriva nemmeno una caution. Il primo è la sosta improvvisa di Kyle Busch (anch’egli ruota mal fissata) che vanifica la sua seconda rimonta, la seconda è la lotta per la 20esima posizione che vale la pole per la gara di mercoledì. A giocarsela sono T.Dillon, Custer, Wallace e Preece. Cole cede mentre Ty allunga quindi la battaglia è fra la #43 e la #37. Bubba mantiene la posizione buona fino a tre giri dalla fine, poi viene sorpassato da Ryan il quale conquista così una posizione prestigiosa per la prossima corsa mentre Wallace dovrà partire 21°.

In testa intanto Kurt Busch tiene a bada un Elliott riemerso nel finale ed un Hamlin che dopo il detrito centrato non è più stato lo stesso; rallenta invece Jones che perde una top5 – come si scoprirà nel post gara – per due bulloni non fissati correttamente che valgono anche una sospensione di una gara per il crew chief. Davanti invece Harvick inizia a gestire il vantaggio e vince con 2.1″ di margine su Bowman; completano la top10 Ku.Busch, Elliott, Hamlin, Truex, Reddick, Jones, lo straordinario Nemechek che regala al FRM la prima top10 escluse Daytona a Talladega da Bristol 2016 con Buescher, e il rientrante Kenseth che dopo un anno e mezzo da pensionato forzato ottiene un ottimo risultato senza aver fatto nemmeno un giro di prova.

Per Harvick c’è grande felicità visto che – come detto all’inizio – questa 50esima vittoria in Cup Series rappresenta un traguardo storico. Ma non può festeggiarla come vorrebbe. Non ci sono tifosi ad acclamarlo, non ci sono moglie e figli, l’intervista di Regan Smith è fatta a debita distanza, in victory lane non ci sono meccanici a dargli pacche sulle spalle e a inondarlo di qualsiasi bevanda possibile. Saranno settimane molto strane, ma per fortuna la Nascar è sempre lei, con i suoi pro e con i suoi contro. Ora si spera che questa gara non abbia delle conseguenze, all’apparenza è filato via tutto liscio, c’è stato solo un richiamo nel finale agli spotter perché dalle posizioni sparpagliate sulla tribuna principale si erano ravvicinati un po’ troppo per avere delle posizioni migliori, e quindi si spera di avere buone notizie dalle prossime gare a partire da questa settimana.

I risultati odierni

La classifica della “The Real Heroes 400”

La classifica generale

Così il campionato dopo 5 gare

I prossimi appuntamenti

Sempre a Darlington martedì sera (nella notte italiana) la Xfinity Series riprende la stagione con una 200 miglia; anche in questo caso la griglia è stata decisa tramite sorteggio per fasce di merito e a partire dalla pole sarà Noah Gragson. 24 ore più tardi invece la Cup Series farà il bis con una 500 km.

Immagine: Getty Images per nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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