NASCAR | Hamlin vince tra i fischi a Talladega

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Finale controverso, DiBenedetto e Buescher penalizzati, Denny taglia sull’apron ma mantiene la vittoria


Che sarebbe stata una gara intensa lo si è capito fin dal primo giro, però arrivare ad immaginare 13 caution (record pareggiato al netto delle stage), due bandiere rosse, tre overtime, 4h5′ di corsa (la più estesa in termini di tempo e lunghezza, la seconda media più bassa di sempre) e pure la moviola a decidere il vincitore. A conquistare la 500 miglia di Talladega è stato alla fine Denny Hamlin tuttavia tale esito non è stato apprezzato dal pubblico che ha replicato con sonori fischi. Il resto è un groviglio di macchine e polemiche che bisogna analizzare incidente per incidente.

La gara

A Talladega splende il sole e non c’è alcun rischio di pioggia, tuttavia solo uno dei piloti al via può goderselo pienamente ed è Kurt Busch in quanto vincitore la scorsa settimana a Las Vegas quindi già qualificato al “Round of 8” mentre per gli altri 11, o meglio gli altri 9 perché Harvick ed Hamlin hanno un buon margine di vantaggio, sarà una gara ricca di tensione da vivere col fiato sospeso.

Kurt grazie all’algoritmo scatta in prima fila ma in pole c’è Hamlin che sceglie l’interno in modo da ricevere la spinta del compagno di squadra Truex. Tutto fila liscio fino in curva3 dove Bell fora (Stenhouse l’ha toccato al via ammaccando il paraurti) e Reddick non può evitarlo. Tyler diventa così il primo ad avere il muso fatto più di nastro adesivo che lamiera mentre per Bell arriva subito il ritiro perché nel contatto la sospensione ha danneggiato la trasmissione.

Si riparte al giro 5 ed Hamlin mantiene ancora una volta il comando, stavolta dall’esterno per rimanere ancora con Truex, Bowman all’interno salta subito e così Ky.Busch forma il trenino JGR in testa alla corsa mentre Kurt esce dalla loro morsa e tenta di rilanciarsi, tuttavia alla fine del giro 9 arriva un’altra caution: Nemechek si assume la colpa dell’incidente, tuttavia vedere un favorito come Stenhouse bloccare strenuamente la #38 mentre sono quasi 3-wide in coda al gruppo è sinceramente una mossa inutile dato che mancano 179 giri alla fine. La cronaca vede infatti Nemechek incrociare la traiettoria ma Stenhouse decide di andare dallo stesso lato e parte – per fortuna senza coinvolgere altri – verso il muro e anche per lui la gara è finita.

Dopo qualche sosta in coda (fra cui Wallace a riparare i piccoli danni al muso dopo essere stato coinvolto nell’incidente di Bell e Reddick) si riparte al giro 13 e ancora una volta la caution arriva subito, infatti LaJoie rimane fermo con la pompa della benzina ko; perderà numerosi giri. Altra ripartenza al giro 15 e stavolta fila tutto liscio, seppur per sole 10 tornate dato che al giro 25 è prevista una competition caution. Malgrado la neutralizzazione senza bonus inizia già la gara vera, con Hamlin che mantiene ancora il comando, tuttavia dall’esterno arriva Logano con la spinta di Harvick e Joey passa in testa al giro 17.

La battaglia fra i due è intensa fin da subito e, dopo un attimo in cui la fila guidata dalle Ford si scompone, Denny due tornate più tardi torna al comando grazie ad un sorpasso completato al millimetro in curva4. Ora che Hamlin ha mollato l’interno è da questo lato che riparte l’attacco guidato da DiBenedetto e Almirola ma i due non arriveranno in testa in tempo. Alla caution Hamlin è dunque al comando su Logano, Almirola, Bowyer e DiBenedetto.

Il primo giro di soste si risolve con una penalità per Elliott, un piccolo contatto in pit lane fra Bowyer e Kenseth, un lungo di un finora buon Ky.Busch nello stallo e la prima posizione per Almirola che solo fa il pieno come molti altri. Si riparte, anzi no, c’è Davison fermo da spingere ai box, poi finalmente arriva la bandiera verde ai -30 nella prima stage. Inizia così – dopo una fase molto a singhiozzo – il secondo long run più lungo della serata ed Aric nelle prime porzioni riesce a gestirlo al meglio, poi manca il blocco su Blaney il quale passa in testa.

Nel frattempo Hamlin ed Harvick hanno capito che la miccia è ormai accesa e – visto il loro ampio vantaggio in classifica – decidono di farsi da parte ed osservare la gara da relativamente lontano in coda al gruppo. Il tempo darà loro ragione, almeno per uno dei due. Davanti intanto a spingere Blaney davanti era stato Jones che, grazie al rimescolamento quasi ciclistico, si porta in prima posizione. Si formano così due file, all’interno le Ford, all’esterno invece le Toyota con Jones, Truex, Ky.Busch e – non a sorpresa – Suarez. Alla fine prevalgono i primi e il trenino Penske prende le redini della gara.

Mentre le Chevy guardano le Toyota si riorganizzano e lanciano il contrattacco, Logano fa da gregario e blocca il loro avanzamento ma sulla loro spinta viene mandato davanti a tutti ai -10. La lotta cresce sempre di più, Jones torna davanti ma poi finisce al vento nel mezzo delle due file, Elliott rimonta dall’esterno e si affianca a Ky.Busch nuovo leader. Un piccolo rischio all’interno favorisce Chase ma poi arrivano Almirola e anche Kurt Busch e poi di nuovo Aric. Ai -4 la #10 guida una formazione ad albero di Natale, con Buescher e Blaney a seguirlo, poi 2-, 3- e anche 4-wide.

Il gruppo si ricompatta e al giro successivo sul rettilineo opposto arriva il primo big one. Almirola è in testa all’esterno ma ha un attimo di indecisione se bloccare Bowman che è dietro di lui o Buescher all’interno e facendo questo si sposta un po’ alla sua sinistra. Di questo non si accorge Logano che continua a premere su Bowman il quale dunque spinge non più centralmente la #10 che parte in testacoda. I piloti coinvolti non sono – per fortuna – tanti però i nomi sono di peso: Austin Dillon (lievemente), Blaney e soprattutto Kyle Busch.

La prima stage si chiude sotto caution e la vince Buescher davanti a Logano, A.Dillon, Keselowski, Jones, Elliott, Reddick, Truex, Ku.Busch e Custer. Solo Almirola è costretto al ritiro (e per lui il bilancio è pesante) mentre tutti gli altri devono ricorrere a riparazioni ingenti ma saranno ancora in lotta per la vittoria.

Il giro di soste manda Elliott al comando davanti a Keselowski, tuttavia alla ripartenza Jones spinge Brad al comando, poi dietro di lui si forma un 3-wide che la #2 non può gestire e così Chase torna primo. In coda invece già staccati ci sono Harvick ed Hamlin come all’inizio, Logano che cerca di capire se le piccole riparazioni necessarie sono servite e soprattutto Kyle Busch che gira come si vede qui sopra e poi pochi giri più tardi fora per un tire rub ed arriva una caution per detriti. Il gruppo si spacca fra pit lane e pista e Buescher torna primo alla bandiera verde dei -47.

In testa ricomincia il rimescolamento con Jones e Buescher al comando ed in coda invece un altro possibile protagonista come McDowell che deve alzare bandiera bianca per un problema meccanico. Dopo un breve doppio tandem Buescher-Keselowski e DiBenedetto-Jones è proprio Erik, con l’aiuto da dietro di Elliott, a rimettersi ancora una volta al comando. Si avvicina il momento delle soste e le alleanze fra i costruttori emergono ancora una volta con le Chevy compatte che ne approfittano subito. Al giro successivo, quando sarebbe la volta delle Toyota arriva una caution, infatti Blaney ha forato e si è appoggiato al muro spargendo detriti.

Esaurito il giro delle soste al comando si portano Elliott e Byron ed i due praticamente terranno le redini del gruppo per tutta questa fase. Si riparte ai -28 e la coppia Hendrick mantiene la testa pure al giro di boa di metà gara (passato dopo ben 1h57′) e a lungo non subiscono attacchi di rilievo. Ad un certo punto ci provano Logano e Keselowski all’esterno, ma Johnson (che ha come detrito sulla griglia l’hood flap che DiBenedetto ha perso) fa buona guardia. La situazione sembra relativamente tranquilla quando ai -11 si scatena il secondo big one.

A salvarsi perché sono davanti sono appena in tre, Elliott, Byron e Logano, il resto vede o finisce nel polverone causato dalla spinta eccessiva di Bowyer a Johnson nella seconda fila e che manda Jimmie contro Kurt Busch all’interno. La macchina di Kurt vola ma per fortuna riatterra sulle sue quattro ruote dopo essere finita anche su quella di Custer. Per fortuna non c’è un replay del terribile incidente di Newman a Daytona e tutti escono indenni, ma la gara di Kurt Busch, Bowyer, Custer, Suarez e Gaughan (che purtroppo chiude così la carriera) finisce al giro 109 mentre Johnson, Keselowski, Austin Dillon (perderà due giri per cambiare il radiatore), Poole, Kyle Busch (ancora) e Preece riportano danni.

Dopo 10′ di bandiera rossa si riparte ai -7 e la coppia Elliott-Byron prova a mantenere il controllo, tuttavia gli attacchi arrivano fin da subito ed il tandem Logano-DiBenedetto li scavalca. Nemmeno loro sono indenni dagli attacchi dato che dall’esterno rimontano Reddick e Truex con Martin che passa al comando. Logano per cercare di trovare la scia buona esagera e spostandosi da destra a sinistra finisce per quasi per colpire il “compagno di squadra” DiBenedetto e Matt per evitare l’incidente si sposta sotto la linea gialla e per questo Joey si prende una rara ma giusta penalità; l’impossibilità di scontarla visto che la pit lane è già chiusa lo priva dei punti della stage e quindi decide di alzare il piede per non rischiare.

L’attacco finale alla #19 arriva da Brad ma non va a buon fine: Truex vince la seconda stage davanti a Keselowski, Buescher, Elliott, Nemechek, Byron, Blaney, Preece, T.Dillon e Wallace. Nemmeno il tempo di prendere fiato e la pit lane già si apre per il giro di soste in cui Truex rimane al comando con Hamlin che ancora una volta decide di sfilarsi e mettersi in coda.

L’ultima stage parte a 63 giri dalla fine e Reddick spinge subito Keselowski al comando, tuttavia dal 3-wide che nasce poco più tardi ne esce vincitore con un attacco all’esterno Wallace. Bubba rimane per diversi giri al comando, poi il gruppo – abbastanza disordinato nelle prime fasi – si riorganizza e a lanciare l’attacco è il trenino Penske con Buescher prima che è davanti a loro, Keselowski poi e infine Logano che tira dritto senza riallinearsi ai compagni di squadra perché sulla sua coda ha un Byron molto veloce e che pensa sia meglio sfruttare. E’ con questo ordine che pian piano si forma la fila indiana che si sposta verso il muro e che attende l’ultimo giro di soste.

Quando tutti sembrano pronti a fare il pit sotto green arriva una caution per detriti (sparsi da Johnson appena tornato in gara dopo una lunga riparazione) ai -40 e questo permette a tutti di andare ai box. Dopo un mix di strategie con 0, 2 e 4 gomme cambiate ad uscire al comando è ancora Logano. Il problema più grosso, specie nell’eventualità di un overtime, sembra però essere però la benzina visto che tutti sono al limite con i consumi per andare in fondo, e infatti qualcuno sotto caution già rabbocca.

Si riparte ai -36 ed un Harvick che ha deciso per la prima volta di mettersi in gioco (a differenza di Hamlin) e, ripartendo in prima fila con Joey, fa buon gioco di “squadra” lasciando la #22 al comando. Dall’esterno però arriva la strana coppia Byron-Preece e William mette la #24 davanti; il muso di Preece però è ammaccato e le spinte non sono così efficaci e Logano torna primo. Si riforma la fila indiana lungo il muro con la #22 ad aprire la scia a tutti e ovviamente a consumare più carburante e dunque nella situazione appena descritta nessuno all’apparenza vorrebbe dargli il cambio.

Invece c’è qualcuno che lo fa ed il primo ad attaccare poco dopo i -30 è Elliott (che ha rabboccato e quindi non ha paura) con Byron, Harvick e Kenseth. Sembra nascere un duello fra Chase e Joey ma nella lotta si inserisce anche Wallace che, sulla spinta di Truex, ancora una volta dall’esterno mette il muso davanti. Ad aiutare Logano ci pensa Keselowski e la coppia Penske riprende il comando della gara ai -25.

Chase però non si arrende e sfruttando la scia di A.Dillon da ridoppiare (perché aveva riguadagnato i due giri persi) torna ad affiancarsi a Logano. E’ una fase di gara magnifica, con i migliori in questo campo a sfidarsi apertamente e alla pari con in palio qualcosa più di una vittoria. Harvick alla fine molla la fila interna di Elliott e questo è uno dei fattori che determina il secondo attacco fallito della #9 ai -15. Non c’è due senza tre tuttavia ed Elliott tenta un nuovo attacco e stavolta ad aiutarlo ci pensa pure Wallace dopo aver bloccato la fila interna. Bubba per un pelo non passa al comando, dato che la ennesima spinta di Keselowski a Logano ai -10 lascia Joey in testa.

Il gran finale è ormai iniziato e a cambiare gli equilibri generali c’è un piccolo colpo di scena, infatti Keselowski perde la scia del compagno di squadra che a questo punto deve fare tutto da solo e subito arriva l’attacco buono di Wallace che passa al comando a otto giri dalla fine. I due lavorano bene lungo il muro visto che l’interno ancora una volta non recupera a sufficienza. Da qui si lancia però in un 3-wide DiBenedetto che scavalca Elliott, Joey lo vede avvicinarsi e saltando sul suo treno torna in testa ai -6.

Wallace così diventa vulnerabile agli attacchi da dietro e Preece prova a spingerlo ma la pressione non è centrale e Bubba bacia il muro, ma è un incidente isolato e la gara prosegue. Ben con più danni invece è l’incidente di Davison che sparge detriti e provoca la caution a soli cinque giri dalla fine che manda tutti all’overtime.

Iniziano già ora i timori per la benzina e infatti Truex, Jones ed Hamlin vanno ai box per rabboccare. Keselowski è riuscito nella confusione a riemergere in terza posizione e così potrà spingere di nuovo Logano alla bandiera verde dei -2 con Harvick che fa lo stesso con DiBenedetto al loro fianco al punto che Joey deve bloccare Matt. Da dietro arriva anche Elliott e sarà proprio Chase a rompere le uova nel paniere della Ford, dato che attacca all’interno di curva4 e Logano chiude in ritardo forzando Elliott ad andare sotto la linea gialla (e si prenderà la seconda penalità). I due perdono velocità e così si crea un 3-wide in cui Reddick colpisce Kyle Busch – che è ancora lì! – e lo manda contro lo stesso Logano. Nel mucchio finiscono anche Harvick e Truex ma soprattutto davanti Elliott non aveva ancora iniziato l’ultimo giro e quindi si va al secondo overtime.

Dopo una seconda bandiera rossa che sancisce il ritiro di Logano e Kyle Busch si riparte con Elliott e DiBenedetto che non si fermano ancora ai box (dato il rabbocco precedente) mentre Keselowski e Bowman devono farlo. E così Hamlin zitto zitto senza fare nulla è sesto. Secondo overtime e Preece riesce a spingere Elliott a sufficienza per farlo mettere davanti a DiBenedetto, sostenuto invece da Nemechek. Sono ancora alla pari quando in curva3 Wallace prova l’ennesimo attacco all’esterno, sembra la mossa vincente data la velocità con cui arriva, ma chiude la porta troppo presto e si gira sul muso di Preece (di nuovo loro due). Altra caution e dunque sarà terzo overtime.

Ora i timori per la benzina sono grandi, DiBenedetto gira ormai sull’apron ma è una finta e prosegue mentre Elliott – che ha lo stesso numero giri alle spalle – si ferma. La prima fila diventa dunque incredibilmente DiBenedetto-Hamlin. Si riparte con due giri da disputare e Buescher spinge Matt al comando mentre Denny perde terreno. Manca solo un giro ed il trio composto da DiBenedetto, Buescher, Byron ha preso margine, forse troppo ed è questo il loro problema. Da dietro infatti arrivano tutti, Jones per primo, poi Hamlin e pure Elliott e fra curva3 e 4 si scatena il caos.

DiBenedetto si trova a bloccare Jones che è spinto da Buescher e Byron, Matt sta cercando di frenare l’arrivo di Erik all’esterno ma Chris lo ha spinto troppo e così la #20 va a muro. Byron all’interno si trova così un portone spalancato e DiBenedetto deve precipitarsi giù per chiudergli la porta ma non arriva in tempo e lo stringe sull’apron (primo elemento da notare). Dietro di loro Hamlin sta provando a seguire Byron ma dall’alto stanno arrivando già sia Jones che Buescher e anch’egli finisce sull’apron (secondo elemento), ma se Byron torna subito su, Denny invece rimane sotto la linea gialla e solo in uscita di curva4 ritorna in pista.

In un mare di filler e polvere si presentano sul rettilineo principale affiancati DiBenedetto, Byron ed Hamlin e lottano fianco a fianco e a vincere al fotofinish è Denny per 23 millesimi su DiBenedetto e 86 su Jones mentre Byron nel mezzo è finito dietro anche a Ty Dillon.

Questo dice la classifica automatica, ma la Nascar non ufficializza ancora il risultato, infatti ci sono più cose da rivedere, prima di tutto quello che salta all’occhio il passaggio prolungato (eccessivo?) di Hamlin sull’apron, fatto che se ha portato guadagno dovrebbe portare alla penalizzazione e di questo si sono infatti accorti i tifosi, dato che quando viene dichiarata ufficiale la vittoria della #11 dalle tribune affollate – relativamente – piovono fischi all’indirizzo di Denny. Anche sulle tribune virtuali sui social si discute a lungo, su questo e sulla regola della doppia linea gialla insormontabile che per evitare incidenti invece crea polemiche (e anche altri incidenti) e dopo 10 anni non è ancora amata da tutti, anzi. Ma la Nascar è inflessibile e la vittoria di Hamlin rimane seppur poco apprezzata.

Poi si passa ad analizzare anche il resto. E arrivano due penalità, una ad un deluso (e non ancora riconfermato per il 2021) DiBenedetto che crede di essere arrivato ancora una volta secondo dietro ad Hamlin, come a Bristol l’anno scorso, è invece è 21° perché la manovra su Byron a rigor di logica, visto quanto fatto poco prima con Logano, è da sanzionare, poi ne arriva un’altra per Elliott che avrebbe tagliato il trioval, ma dopo un ricorso del Team Hendrick si vede che Buescher l’ha leggermente stretto e quindi è Chris a venire retrocesso. E qui invece ci sarebbe da discutere perché sembra più una decisione di Chase quella di non alzare il piede dato che non era del tutto affiancato alla #17.

Riassumendo la classifica, Hamlin vince la settima gara stagionale, dopo aver passato gli ultimi 150 giri in coda al gruppo, e avanza al “Round of 8″ davanti a Jones, T.Dillon, Byron, Elliott, Newman, Reddick, Nemechek, Poole e Preece. Austin è incredibilmente 12°, Bowman 14°, Keselowski 18° dopo essere finito a muro all’ultima curva sullo sfondo e questi sono gli unici dei playoff ad avere completato tutti i 200 giri (record eguagliato) in 4h05’58” o poco più.

In campionato si è creata una spaccatura profonda. Sono tecnicamente ancora sei i posti in palio ma questi al momento sono occupati da Harvick (a cui manca veramente poco), Elliott, Keselowski, Truex, Bowman e Logano i quali hanno almeno 21 punti di margine sugli altri quattro che sono guidati da Kyle Busch. Rowdy, Dillon, Bowyer e Almirola dovranno sperare o in una vittoria oppure in un’altra gara pazza sul Roval – fatto tutt’altro che escluso – per sperare nel ribaltone, altrimenti gli altri otto potranno gestire la gara di Charlotte.

I risultati odierni

La classifica della “YellaWood 500”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la seconda gara del “Round of 12”

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Il prossimo weekend sul Roval di Charlotte ci sarà l’ultimo weekend con sole due gare in programma, sabato la Xfinity e domenica la Cup Series con il taglio da 12 a 8 piloti. Dal Kansas in poi fino a Phoenix per gli ultimi quattro weekend della stagione infatti ci saranno in pista sempre Truck, Xfinity e Cup Series.

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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