NASCAR | Hamlin vince la gara di Miami della “Pro Invitational Series”

NASCAR | Hamlin vince la gara di Miami della “Pro Invitational Series”

Doveva essere solo una gara di esibizione per colmare il vuoto lasciato dal posticipo della seconda di sette (per ora) corse a causa del coronavirus, ma alla fine rischia di essere il primo di una lunga serie di successi di pubblico, almeno a giudicare dalle reazioni sui social. La gara della scorsa settimana organizzata da Kevin Hamlin e TJ Majors ha ricevuto moltissimi applausi e la Nascar ha preso la palla al balzo per organizzare qualcosa di simile, impiegando però i piloti titolari.

Si potrebbe dire che questa sia stata anche la strada scelta anche dalla F1 per il suo VirtualGP, ma in verità i percorsi sono stati completamente opposti. Se Liberty Media ha deciso di utilizzare il suo videogioco ufficiale, la Nascar, pur avendone anch’essa uno con cui ha svolto sabato un doppio evento (rispettivamente per PS4 e XBox One) che ha visto come guest star Tyler Reddick e Kaz Grala, ha puntato tutto sul simulatore più usato al mondo, ovvero iRacing. E’ bastato questo per ricevere domande di partecipazione in massa, fino a raggiungere l’incredibile quota di 40 iscritti dalle tre categorie principali, senza obbligare nessuno ad esserci. All’appello in pista mancavano soltanto Harvick, Reddick (già al volante come detto il giorno prima), Almirola, Blaney (presente come crew chief dell’amico Elliott), Martin Truex Jr. (a differenza del fratello Ryan), LaJoie, Custer e Suarez.

Il resto è stato tutto in discesa da lì in poi e la Nascar ha fatto centro decidendo di organizzare uno spettacolo che fosse il più possibile simile ad una gara vera: le vetture avevano i numeri e gli sponsor tradizionali i quali in molti casi erano previsti per la gara reale prevista più o meno alla stessa ora, lo sponsor della gara ha deciso di rimanere (e di fare anche una donazione in beneficenza) e quindi la “Dixie Vodka 400” è diventata la “Dixie Vodka 150”, i piloti hanno giocato sui social facendo finta di prepararsi come al solito pur rimanendo in maglietta e shorts, la Fox è andata in diretta – pur con le debite distanze di sicurezza e con il team essenziale – con la solita squadra in cabina di commento composta da Mike Joy, Jeff Gordon e Larry McReynolds. Ci sono stati persino il concerto pre-gara (tenuto da Tim Dugger, cantante country, fan della Nascar e attivo su iRacing), l’invocazione del pastore e l’inno cantato da Dylan Scott da casa sua.

Passando invece alla pista, la griglia è stata composta in questo modo: i 27 piloti titolari della Cup Series e le due leggende dello sport (Dale Earnhardt Jr. e Bobby Labonte) erano qualificati di diritto, mentre a completare la starting list di 35 vetture c’erano 11 piloti di Xfinity e Truck Series a contendersi in una gara di qualifica gli ultimi sei posti.

Questa gara di 20 giri ha visto il dominio di Ty Majeski, in testa dall’inizio alla fine dopo essersi preso anche la pole, davanti a Chase Briscoe, Anthony Alfredo, Ryan Truex e Justin Allgaier. L’ultimo posto è stato deciso a poche curve dalla fine in un 3-wide fra Justin Haley, Jesse Iwuji ed Austin Cindric.

Con Iwuji ed Haley fuori (rispettivamente 8° e 9° dietro a Jeffrey Earnhardt), l’ultimo posto per la finale è andato ad Austin Cindric; eliminati anche Stewart Friesen e Myatt Snider, con quest’ultimo non partito a causa di problemi tecnici. In seguito si sono svolte le qualifiche e la pole position è andata a Garrett Smithley, pilota del Rick Ware Racing, davanti a William Byron, Majeski, Chastain (anche qui in veste di sostituto di Newman) ed Earnhardt.

Le regole per questa gara di esibizione sono state decise per permettere un certo equilibrio fra piloti più abituati ad un simulatore impegnativo come iRacing e chi non lo utilizza quasi mai. Dunque erano previsti un assetto fissato a priori e due “quick reset” (vetture nuove disponibili ai box) in caso di incidente. La gara si è svolta su una distanza di 100 giri (150 miglia), senza stage e tre possibilità di overtime. In palio ovviamente né punti, né premi.

Al via Byron sorpassa Smithley e si porta in prima posizione, ma la prima caution arriva subito per Cindric che perde il controllo e travolge Alfredo; per loro c’è già il primo reset. Alla nuova bandiera verde Byron rimane davanti a Smithley, Majeski, Kligerman e Chastain, ma poco dopo arriva un’altra caution che parte da Allgaier che stringe a muro Nemechek e poi coinvolge anche Kurt Busch e Johnson già pluridoppiato per problemi tecnici; ne approfitta invece A.Dillon che torna a pieni giri.

Il primo giro di soste premia Hamlin che cambia solo due gomme e si porta dunque in testa davanti a Byron resistendogli anche alla ripartenza ma la gara non ha tregua, infatti Johnson continua ad avere problemi e causa un big one toccando Smithley mentre viene nuovamente doppiato.

Con molti big già in crisi di reset dopo appena un quarto di gara, si riparte sempre con Hamlin in testa ma Byron e Chastain non sono d’accordo: Ross attacca William all’esterno e non si capisce se la #24 cerchi spazio in curva1 spostandosi a destra o se sia un po’ di lag, ma l’impressione è come se Byron mandi a muro Chastain per la quarta caution di serata.

Cominciano ora le strategie differenti, impossibili da seguire nel complesso senza un live timing completo, ma la sintesi è che Dale Jr. non si ferma ed è in testa davanti a Timmy Hill (un altro dei favoriti della vigilia), Wallace, Elliott e Alfredo. I due allungano e per la seconda volta la gara sembra diventare normale, ma un incidente che coinvolge anche i fratelli Busch ferma tutto di nuovo con Kurt e Cindric finiscono i due reset a disposizione.

Le soste proseguono e Byron si rimette davanti a tutti prima e dopo la sesta caution (testacoda di Erik Jones). Si riparte a metà gara e Byron deve impegnarsi per tenersi dietro Hill; dopo una lotta intensa Timmy passa e apre la porta al ritorno di Smithley. Più indietro però Wallace tocca Elliott e c’è un’altra caution. Briscoe non va ai box e Chastain fa solo il pieno e dunque loro ripartono davanti a tutti ai -34, Chase resiste con gomme usurate ma poi deve cedere a Smithley e Hill. Dietro di loro Bowman finisce loose in curva4, Byron non può evitarlo e lo tocca; per William i reset finiscono qui.

La bandiera verde arriva ai -26 e la coppia Smithley-Hill continua a guidare con autorità, ma poco dopo arriva il secondo big one (e ultima caution della gara) che manda definitivamente ko Byron. La sosta è decisiva: Garrett e Timmy proseguono mentre Hamlin si ferma a cambiare gomme. Si riparte ai -18 con Smithley davanti a Hill, Kligerman, Labonte, Briscoe, DiBenedetto, Chastain, Preece, Earnhardt e Majeski mentre Hamlin è solo 14°.

Labonte e DiBenedetto scivolano subito indietro mentre in coda fioccano gli incidenti ma non ci sono caution sia perché ormai sono vetture destinate al ritiro, sia perché la finestra in palinsesto della Fox è ormai andata ai supplementari. Smithley e Hill vanno in fuga ma da dietro rimonta Earnhardt. I due di testa fanno un paio di giri affiancati e ciò permette a Dale di raggiungerli a 8 giri dalla fine. Hill trova finalmente il varco e apre la porta su Garrett pure a Earnhardt e Briscoe, ma Dale non riesce a sorpassare subito anche Timmy. Questo favorisce la rimonta di Hamlin con gomme fresche.

Ai -4 Earnhardt riesce ad affiancare Hill in curva1 ma Timmy reagisce in curva3 e ciò permette il riaggancio di Hamlin che ha passato Briscoe. Ai -3 i quattro sono 2-by-2, e al giro successivo Denny riesce a spingere Dale in testa. L’ultimo giro è una sfida fra i due big: Hamlin riesce ad affiancare Earnhardt all’esterno in curva1 e poi a completare il sorpasso fra 3 e 4, Dale prova a resistere ma dopo un contatto deve alzare il piede per non perdere il controllo.

Hamlin vince dunque davanti a Earnhardt, Hill, Briscoe, Smithley, Bowman, Wallace, Preece, Majeski e Jones. Per lui ci sono burnout, intervista post-gara seppur a distanza e tutti i piloti mandano un loro video alla Fox con i loro commenti. Hamlin inoltre onora la promessa fatta e dona 6400$ alle famiglie colpite dal coronavirus nella zona di Homestead. Sembra tutto normale e forse questo è il motivo che ha reso questa gara un successo: un evento non troppo impegnato ma non per questo cringe come il VirtualGP, con il giusto equilibrio di talento, divertimento ed emozioni, il tutto con l’obiettivo di far passare un paio di ore diverse a tifosi orfani a lungo dello sport che amano e a persone che in questo momento hanno ben altri pensieri per la testa.

E il successo è stato talmente travolgente che appena 4 ore dopo la bandiera a scacchi la Nascar ha annunciato ufficialmente quello che aveva solo lasciato nelle bozze la scorsa settimana: la “Pro Invitational Series” avrà una seconda tappa domenica prossima in Texas.

Qui il replay integrale della gara

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 26 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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