NASCAR | Hamlin ritorna al successo a Darlington!

Gara molto selettiva per i 16 piloti dei playoff, Hamlin e Larson duellano di strategia e in pista. Alla fine prevale Denny dopo quasi un anno a digiuno


Una Southern 500 dalle emozioni forti quella del 2021. Dopo 4h08’01” ha vinto con merito Denny Hamlin davanti a Kyle Larson con i due che hanno dominato la corsa e si sono sfidati alla pari nei giri finali. Dietro in pochi dei 16 dei playoff sono arrivati al traguardo indenni: McDowell, Kyle Busch, Byron ed Elliott ritirati per incidente, Bowman in pesante ritardo, Kurt Busch ammaccato, tutti gli altri con almeno una “Darlington stripe” o altri problemi. Hamlin ha meritato il successo che riapre la sua stagione fino a questo momento senza successi parziali e con pochi playoff point all’attivo, ora invece torna in lotta anche per il titolo.

La gara

Darlington si sveglia sotto un bel sole di settembre ed offre agli spettatori il suo volto migliore per la storica Southern 500 che ora per la Cup Series rappresenta il degno appuntamento di apertura dei playoff. I 16 piloti si sentono tutti il favorito nella corsa al titolo, tuttavia solo uno lo diventerà e la selezione sarà inesorabile. In pochi però si aspettano che tale selezione sarà brutale fin dai primi giri.

Dato che nel pre-gara l’unico problema ai controlli tecnici riguarda Austin Dillon (partenza dal fondo), la mente di tutti va ad una gara difficile su una pista difficile (un ovale asimmetrico dal banking notevole ed un apron indefinito) resa ancora più complicata dal passaggio dal sole alla sera e dalla riasfaltatura della sola curva2 che ha sì livellato la superficie, ma ha creato delle asperità nelle transizioni fra vecchio e nuovo asfalto.

L’algoritmo, che mette nelle prime 16 posizioni per regolamento i 16 piloti ancora in corsa per il titolo, piazza in pole position il pilota più in forma del momento, ovvero Ryan Blaney; al suo fianco Hamlin mentre il leader della griglia playoff Kyle Larson è “solo” sesto. Da notare il programma della gara, ben 367 giri per 500 miglia con un’ultima stage da 137 che è lunga solo 10 in meno delle intere corse di Truck e Xfinity; ben 13 i set di gomme a disposizione su una pista molto abrasiva.

Alla bandiera verde Hamlin fa pattinare le gomme sulla corsia esterna, che sul traguardo penalizza tutti ma poi in curva1 può dare chance di sorpasso, e dunque Blaney rimane al comando davanti a Kurt Busch. I primi giri sembrano essere di controllo in attesa della competition caution del giro 25, però ad attaccare ci pensa McDowell, il quale però finisce loose in curva1 e rischia di travolgere Bell. Anche Byron vorrebbe recuperare posizioni, tuttavia gli attacchi su Truex non vanno a buon fine e poi deve guardare da vicino sia Kyle Busch che il muro.

Il primo ad accusare dei problemi è Alex Bowman: il sorpasso subìto da Elliott per la quarta posizione è regolare, però la #48 sta accusando fin dal via dei problemi elettrici e dunque Alex ha anche altre preoccupazioni. La prima crepa nella top16 è causata da Preece, il quale sorpassa Keselowski, partito già 16° dopo un’estate difficile e che anche qui non inizia al meglio. In generale, tuttavia, il primo a finire a muro è Quin Houff, il quale va ai box e tornerà in gara dopo un pit stop.

Mentre Elliott scavalca Hamlin (uno dei pochi ad essere loose in un gruppo principalmente sottosterzante) e si porta in terza posizione e soprattutto quando Kurt Busch attacca Blaney e passa in testa, dietro Bowman prosegue la serata storta baciando il muro e venendo scavalcato da Reddick. Il tire rub alla anteriore destra che ne consegue lo porta alla foratura al giro successivo in curva3.

I problemi per l’Hendrick Motorsports però non sono finiti qua: la caution viene chiamata subito ma Byron, tradito dal sole basso, dall’ombra del muretto e dalla figura viola e nera della #48 che è appunto finita a muro, non si accorge di Bowman e la #24 urta il suo passaruota posteriore destro contro il retrotreno della #48.

I danni per entrambi non sono meccanici, ma aerodinamici sì e le lunghe soste ai box per rendere le vetture di nuovo “veloci” lo dimostrano. Malgrado non sia ancora arrivata la competition caution due protagonisti vedono già le loro gare compromesse; intanto ai box ci vanno anche McDowell, LaJoie, Jones, A.Dillon, Buescher, DiBenedetto e altri a tentare la carta delle gomme fresche. Si riparte con una manciata di giri (in teoria sei) alla competition caution e non succede più di tanto se non qualche recupero; Kurt Busch è al comando al giro 25 davanti a Blaney, Harvick, Reddick, Hamlin, Elliott, Truex, McDowell, Larson ed Almirola.

Si fermano tutti ai box tranne Erik Jones che prova un mossa azzardata per dare un svolta alla sua gara. La gara del Team Hendrick subisce un altro colpo quando Elliott uscendo dallo stallo colpisce la gomma portata da un meccanico del Rick Ware Racing che è davanti a lui e anch’egli danneggia il passaruota dovendo fermarsi di nuovo. Come prevedibile la #43 resta al comando lo spazio di un rettilineo, poi a passare al comando è colui che era uscito davanti a tutti dalla pit lane, ovvero Kevin Harvick.

La green dura poco, infatti in curva2 arriva un altro colpo di scena per i playoff: proprio per passare Jones, McDowell finisce loose sul tratto riasfaltato e nell’effetto pendolo va a muro. Per McDowell la gara è durata appena 30 giri e la sua già precaria posizione in classifica peggiora ulteriormente. A parte Jones, Bowman e Byron nessuno va ai box e dunque si riparte a posizioni di testa invariate.

La bandiera verde sventola ai -80 nella prima stage ed Harvick resta al comando davanti a Kurt Busch, Hamlin, Blaney e Truex, quest’ultimo braccato da Larson e Reddick. Kevin si trova a suo agio come forse non mai in questa stagione; stupisce anche Corey LaJoie che è nella top10 e sta disputando probabilmente la miglior gara in carriera. Zitto zitto emerge anche Larson che passa prima Truex e poi Blaney.

Al giro 51 nuova caution e, esattamente come successo a Martinsville e Daytona appena una settimana fa, vede protagonisti due piloti del Rick Ware Racing. In curva1 Davison per resistere a Cody Ware (che ancora una volta non ha parole tenere per l’australiano) finisce in testacoda e si appoggia al muro; per evitarlo Ware a sua volta finisce in testacoda. Il capolavoro RWR prosegue con Cody che, malgrado la foratura, non rientra ai box subito, sul traguardo lo pneumatico esplode e sparge detriti ovunque. Per completare la serata, si danneggia anche la carrozzeria e Ware sarà costretto al ritiro poco dopo metà gara per intossicazione da fumi di scarico.

Malgrado siano passati solo 25 giri dall’ultima sosta, il degrado delle gomme è già notevole e quindi tutti vanno ai box per un nuovo set; stavolta ad uscire davanti è Hamlin il quale diventa così il quarto “vero” leader (esclusi Jones e Gase nei giri strategici) in appena 50 giri dopo Blaney, Kurt Busch ed Harvick; in pit lane ancora guai per Bowman (per principio di incendio), ma anche per Chastain costretto ad un nuovo pit per fissare meglio una ruota.

Si riparte ai -62, una distanza completabile con un pieno, ma tutti sanno che le gomme detteranno il ritmo; Hamlin rimane al comando davanti ad Harvick e Blaney in uno schema ormai classico in cui il primo della fila esterna riesce ad infilarsi in terza posizione. A sorpresa la gara della #4 svolta subito dopo l’illusione dei giri precedenti, infatti Blaney scavalca Harvick all’esterno ed in poco tempo ne approfittano anche Kurt Busch e Larson. La lotta fra Blaney, che tiene l’esterno, e Kurt, che si tuffa invece all’interno, permette ad Hamlin di allungare.

Più indietro la gara non è iniziata col passo giusto anche per Kyle Busch e Logano, spenti e ai margini della top10, oltre che per il citato Keselowski, passato anche da un Elliott in rimonta. Reddick è il pilota successivo che guadagna la “Darlington stripe”, infine Almirola usa la testa e vedendo un Truex più veloce di lui lo lascia passare; in coda, infine, Byron e Bowman soffrono ancora e la top20 è un miraggio.

Ai -35 i leader iniziano ad andare ai box per un nuovo giro di soste che smuove poco la classifica: Hamlin è sempre in testa, ma ora in seconda posizione c’è Larson a 3″ che ha saltato sia Blaney che Kurt Busch mentre Truex completa la top5; l’unico che prova ad andare lungo alla cerca di una caution è McLeod, ma in fretta viene riassorbito dal gruppo. Cosa è rimasta invariata, invece, è la lotta fra la #12 e la #1, solo che prima era per la seconda posizione ed ora è per la terza.

Col passare dei giri le distanze si ampliano, Bowman finisce fra i doppiati, Elliott rientra nella top10, Hamlin e Larson iniziano un lungo elastico a causa dei doppiaggi. Dopo circa 50 giri di lotta alla fine Busch scavalca Blaney, tuttavia i due leader sono già lontani malgrado il buon passo della #1; dietro di loro Harvick reagisce e torna davanti a Truex. Kevin non si ferma qua, infatti sul long run Blaney cede e scivola dietro alla #4. Ryan tuttavia reagisce e la loro lotta infiamma gli ultimi giri della stage in cui da notare ci sono anche le prolungate difficoltà di Keselowski, la buona gara di Chastain in rimonta dopo la doppia sosta e Bell che bacia il muro.

Hamlin vince dunque una tormentata, almeno all’inizio, prima stage con 2.7″ su Larson, 5.6″ su Kurt Busch, 6.2″ su Blaney, 6.3″ su Harvick, 7.0″ su Truex, 10.5″ su Reddick, 11.4″ su Almirola, 13.5″ su Chastain e 15.6″ su Logano; Elliott è 11° davanti a Kyle Busch, Bell 15°, Keselowski 17°, Byron 18°, 23 le auto a pieni giri (Suárez lucky dog), Bowman è 29° salvandosi dal secondo doppiaggio, McDowell ultimo e già sulla via di casa.

Il nuovo giro di soste non muta la top3, Byron invece è costretto ad un’altra lunga riparazione e ad un’altra rimonta; Briscoe tenta la sorte invece con una wave around confidando in una veloce caution. Il rischio di Chase viene premiato: mentre Hamlin parte male e vedendosi sfilato da Larson chiede vanamente una falsa partenza da parte di Kyle, Blaney sfiora il muro e ciò forse genera un po’ di scompiglio dal quale ne esce con la vettura ko niente meno che Kyle Busch, toccato da dietro da Austin Dillon.

Il rientro in pit lane di Rowdy è furioso e l’ingresso nel garage piuttosto pericoloso (in settimana sapremo se la Nascar prenderà provvedimenti), tuttavia nell’intervista alla NBC Busch si dimostra più calmo del previsto, “assolve” Dillon e pone la colpa su di sé e sul team perché in sintesi “quando corri così male (eufemismo, la traduzione inizia sempre per m) ti meriti questo”. Forse Kyle è fin troppo duro con la domenica della #18, in fondo nella prima stage era attorno alla decima posizione in una corsa appena iniziata al tramonto, magari nella sera sarebbe emerso a differenza di altri.

Si riprende con poche soste (Bell e Briscoe che ha recuperato così il giro) e soprattutto la lista dei piloti in lotta per il titolo che hanno avuto guai è sempre più lunga dato che ci sono McDowell, Kyle Busch, Bowman, Byron ed Elliott solo per citare i più ammaccati. La bandiera verde viene sventolata a 101 giri dalla fine della stage ed Hamlin, malgrado la spinta a Larson, perde la seconda posizione da Kurt Busch; dietro di loro c’è un rischioso 3-wide fra Reddick, Blaney e Truex con Tyler che finisce loose e deve alzare il piede venendo evitato per fortuna da tutti.

È ormai calata la sera e quindi i valori in cambiano mutano: Chastain emerge con prepotenza ed entra nella top5 passando Truex, dietro di loro c’è un Logano che si fa vedere poco, Harvick invece è finito al decimo posto dietro ad Elliott e nel traffico soffre tanto il sottosterzo; 13 dei primi 14 sono dei playoff e l’eccezione è proprio la #42 di Ross. Ai -75, quando ormai tutto è pronto per una sosta, Larson ha addirittura 4.5″ su Kurt Busch, 7.0″ su Hamlin, 7.5″ su Chastain e 8.8″ su Truex che ha passato Blaney che, come in precedenza, sul long run soffre.

Il giro di soste è decisamente interessante: Elliott manca l’ingresso in pit lane e perde tempo, tutti si adeguano in fretta per non rischiare undercut a gomme fresche. L’unico che va lungo alla caccia di una caution è Bell che poco prima aveva passato Harvick entrando nella top10. L’azzardo paga perché sul rettilineo di partenza c’è un detrito e quindi arriva la caution. Il vincitore di questa bandiera gialla è Larson, uno dei pochi che era a pieni giri con Bell che è felice sì, ma purtroppo centra il detrito stesso e quindi al box dovrà anche riparare il muso.

Lo sconfitto è sicuramente Truex, uscito dai box con una ruota mal fissata e passato in pista pochi secondi prima della caution da Logano che si prende il lucky dog. Con Christopher vanno ai box anche Logano ed Hamlin (quest’ultimo a sorpresa) mentre Martin con la sosta necessaria deve rinunciare alla wave around che prendono tutti gli avversari e dunque rimane doppiato. Dopo la comprensibile confusione, la nuova classifica vede a 200 giri dalla fine Larson al comando su Kurt Busch, Chastain, Hamlin, Bell, Logano e a seguire le wave around guidate da Byron e Blaney; 23 le auto a pieni giri con Truex ovviamente 24°.

Si riparte ai -62 e Larson scatta ancora bene rimanendo davanti alla #1, la #11, la #42, la #20, la vettura di Truex che per regolamento è posizionata davanti al lucky dog Logano e a tutti gli altri. Ross in questa fase, almeno sullo short run, accusa un po’ di sovrasterzo e una sua indecisione gli costa la posizione su Logano; a sorpresa nonostante i danni Byron rientra nella top10 e ci rimane. Anche Kurt Busch è loose ed Hamlin ne approfitta passando al secondo posto a circa 1.5″ da Larson. Ad esattamente metà gara, dunque, Larson precede Hamlin, Kurt Busch, Bell, Logano, Chastain, Byron, Blaney, Harvick ed Elliott.

Dopo vari rischi fra Elliott e Jones prima e poi fra Harvick e Blaney (con Kevin che trova il sorpasso), Hamlin davanti riesce a mangiare decimi su Larson. La crisi improvvisa di Suárez, che scivola da 17° a 23° e ultimo a pieni giri e la sua conseguente sosta sono il segnale che le gomme sono alla frutta e che è tempo di un ulteriore pit stop. Chastain è il primo dei big ai -35 seguito da Byron ed Elliott.

Mentre Larson rischia grosso entrando in pit lane all’ultimo secondo, ad andare lunghi stavolta sono di nuovo Bell e anche Truex che cerca di recuperare il giro perso. E l’esito di questa strategia è identico a quello precedente. La caution arriva infatti per il violento incidente di Byron in curva1: la valvola del pneumatico anteriore sinistro appena montato viene fatta saltare involontariamente dalla pistola pneumatica e al giro successivo William è come se fosse su tre ruote. Per la #24 c’è il ritiro.

Quando succede questo Bell stava uscendo dalla pit lane, dunque non perde posizioni, Truex invece era nello stallo e pochi secondi dopo arriva la beffa: il lucky dog è andato per la seconda volta a Suárez e non a lui. Al completamento del giro di soste, viene sventolata la bandiera verde ai -26 e Larson rimane al comando seguito da Hamlin, Bell, Chastain, Harvick e Logano; Custer in coda bacia il muro. Ross non è ancora al meglio e quindi sia Kevin che Joey provano a scavalcarlo.

L’attenzione per gli ultimi 20 giri però non è sulla testa della corsa, bensì su Truex, infatti Martin si è fatto passare da DiBenedetto alla ripartenza perdendo così il lucky dog. La lotta fra i due dura una ventina di giri, poi Matt per resistere alla #19 bacia le barriere e quindi Truex alla fine della stage torna a pieni giri. Larson intanto conquista il secondo traguardo intermedio davanti a Bell, Chastain, Hamlin (crollato nel finale per la paura di una foratura dopo aver toccato le barriere avendo troppo al compagno di squadra), Harvick, Kurt Busch, Logano, Elliott, Blaney e Reddick; Keselowski è 14°, Almirola 18°, Truex 23° e lucky dog, Bowman 25° a due giri.

Dopo un nuovo giro di soste (Larson davanti a Bell), arriva la prima vera penalità per un big ed è per Blaney (ruota fuori controllo). Mancano 130 giri alla fine e tutti hanno ai box quattro o cinque set di gomme, quindi il dubbio per tutti è questo: ci saranno due o tre soste nell’ultima stage? La risposta è: entrambe le strategie verranno tentate, ma capire la migliore è un percorso lungo.

Alla bandiera verde Larson scatta bene ed Hamlin lo segue, Bell, Chastain e Logano completano la top5, ma Joey si è svegliato col proseguire della corsa ed un sorpasso al pelo su Ross gli permette di prendersi la quarta posizione; pochi giri più tardi Logano si prende anche il posto di Bell, non per i suoi meriti, bensì perché Christopher ha una ruota mal fissata che ben presto lo costringerà ad una sosta fuori sequenza. Poi il gruppo si stabilizza e, dopo tante battaglie, a 100 giri dalla fine Larson ha 2.4″ su Hamlin, 6.5″ su Chastain in rimonta, 7.5″ su Logano, 11.9″ su Elliott, 12.4″ su Harvick, 13.4″ su Kurt Busch, 16.3″ su un incredibile LaJoie, 17.3″ su Truex e 17.9″ su Preece, ma fino a Keselowski 13° sono tutti lì.

La gara è lunga e gli effetti si sentono: Larson tocca il muro ma prosegue, Almirola lo imita ed il sottosterzo lo punisce, Jones va nel garage col motore ko, Blaney ha problemi ai freni, poi si iniziano a scoprire le carte. Kurt Busch è il primo dei big ai box e con lui in sequenza ci vanno Reddick, Suárez, Larson, Harvick e quasi tutti gli altri. Tutti questi sono su tre soste. Solamente in quattro proseguono per la loro strada: Hamlin, Truex, Buescher e Keselowski ed in breve è chiaro a tutti che loro sono invece su due pit stop.

Sul momento non si guarda ai leader, si pensa solo a Kevin Harvick che ha faticato per 40 giri per scavalcare Elliott e poi vanno ai box insieme e alla crew #9 basta una sosta più veloce per rimettere Chase davanti al rivale. Una decina di giri più tardi ai box vanno anche i quattro audaci e così Larson ritorna al comando su Chastain, Logano, Kurt Busch ed Elliott con Hamlin ottavo a 18″.

È in questo stint che in assenza della caution che poi arriverà si sarebbe decisa la gara: Larson ha 7″ di vantaggio su Chastain, tuttavia fatica a completare i doppiaggi sempre più impegnativi nel traffico, il primo della lista è Wallace, poi ci si mette anche Truex che si sdoppia con gomme fresche e così Ross recupera molto terreno; poco più dietro Harvick torna ai box con una ruota mal fissata. Anche quando Kyle ha pista libera la #42 rimonta ed ai -70, quando Chastain va ai box per la penultima sosta, è ormai a poco più di 2″ dal leader. Ed Hamlin, ora terzo a soli 8″, diventa il favorito per la vittoria.

La sosta di Chastain precede di un solo giro quella di Larson, tuttavia l’undercut della #42 ed il pit stranamente lento per i loro standard della #5 fa in modo che all’uscita della pit lane Chastain sia nettamente davanti a Larson e dunque leader virtuale. Keselowski intanto cambia strada e si adegua a questi appena citati lasciando “da soli” Hamlin, Truex e Buscher. Mentre Larson fatica ancora nel traffico, il ritmo di Hamlin è ancora buono e, avendo tutti una sosta da effettuare prima del traguardo, a 50 giri dalla fine Denny ha 7.8″ su Truex, 16.6″ su Chastain, 19.2″ su Larson, 25.1″ su Logano, 26.1″ su Kurt Busch, 27.7″ su Buescher, Elliott, Harvick e LaJoie doppiati.

Quando tutto è pronti per un gran finale, purtroppo i freni di Blaney cedono e la #12 finisce in testacoda per una caution che raggruppa tutti. Gli otto che sono a pieni giri (Elliott si era appena sdoppiato lasciando ad Harvick il lucky dog) vanno ai box e Truex a sorpresa lascia la pit lane in testa. La sorpresa è perché aveva in ingresso in pit lane un grosso ritardo da Hamlin. E infatti per Martin arriva una penalità per eccesso di velocità proprio in ingresso per aver tagliato troppo la curva.

Si riparte a 42 giri alla fine, dopo una partenza ed un choose cone cancellati per un malinteso, con Hamlin in testa su Chastain, Larson, Kurt Busch, Logano, Buescher, Elliott, poi in coda dopo lucky dog e wave around Harvick, Newman, Keselowski, Preece, Austin Dillon, Suárez e Custer per un totale di 15 auto a pieni giri. Hamlin alla bandiera verde scatta bene a differenza di Chastain che si vede sfilato da Larson, Buescher nel gruppo bacia il muro e genera scompiglio, in un 3-wide in curva4 Bell, Wallace ed Elliott si toccano e a rimetterci con una foratura ed un incidente è proprio Chase. Anche per lui arriva il ritiro anticipato.

La caution salva le wave around e rimette a pieni giri anche LaJoie. Keselowski, A.Dillon, Newman, Custer, Preece, Suárez e soprattutto Truex decidono di giocarsi ora l’ultimo set di gomme e la loro scelta sarà vincente. Quando tutto è pronto per il restart vanno ai box anche Bell e Kurt Busch, il primo ammaccato dopo il contatto citato, il secondo invece incredibilmente sotto caution toccandosi con il compagno di squadra Chastain scaldando le gomme.

Nuovo restart ai -36 e, malgrado un indecisione di Larson, la top3 rimane invariata, Logano prova a restare con loro, tuttavia ben presto si stacca e finisce a lottare con Harvick. Gli ultimi 35 giri sono di tensione, Hamlin, Larson e Chastain raramente sono separati da più di 1.5″, anzi spesso è solo 1″ il gap fra primo e terzo e a seconda giro la bilancia pende a favore di uno dei tre.

Larson tenta due attacchi principali, subito dopo la ripartenza e attorno ai -30, tuttavia Hamlin non deve mai temere veramente per la sua leadership. I tre devono anche gestire le gomme senza tirarsi il collo a vicenda, in quando fino alla bandiera a scacchi dovranno fare con quel set quasi 45 giri. Anche dietro c’è molto in palio: Harvick preme su Logano che non è così veloce come nello stint veloce, prova l’attacco ma fallendolo apre la porta ad un Truex in rimonta che scavalca prima Kevin e poi Joey sognando in grande anche se ai -20 è a 5″ dalla vetta.

I doppiaggi davanti non mutano gli equilibri però ridanno coraggio a Chastain ci prova su Larson ai -14 non completando la manovra; Kyle sta forzando e poco più tardi si appoggia al muro pur non perdendo velocità. Hamlin sembra aver messo i metri decisivi, ai -10 ha 0.6″ di margine, ai -8 0.4″, ai -6 0.7″, ai -5 di nuovo 0.6″, ai -4 0.5″ così come ai -3, ai -2 e alla bandiera bianca 0.4″. Sembra fatta per Denny, e invece a Larson balza in mente una strana idea. “I’ve tried to video game it” dirà Kyle dopo la gara, “ho provato a fare come nei videogiochi”.

Larson in sintesi entra in curva3 a tutta velocità usando il muro come sostegno. A Rick Allen della NBC sembra quasi che Hamlin stia andando lento, ma in realtà è Larson che sta andando troppo forte. Denny ha l’abilità di reagire e chiude la porta all’esterno in due fasi fra le quali la #5 sembra poter trovare un varco che si chiude pochi decimi dopo. L’arrivo è in volata fra una vettura intatta ed una praticamente senza fiancata destra, ma l’esito è quello moralmente corretto.

Hamlin rompe la striscia negativa lunga quasi un anno e trionfa per la terza volta alla Southern 500 davanti a Larson (+0.212″), Chastain (+1.9″), Truex (+2.2″), Harvick (+12.4″), Kurt Busch (+13.005″), Keselowski (+13.037″), Logano (+15.8″ dopo aver ceduto nel finale), Buescher (+16.1″), A.Dillon (+16.6″), Custer (+17.3″), Preece (+17.802″), Suárez (+17.865″), Newman (+19.5″) e l’ottimo LaJoie (+25.0″); Almirola è 16° e primo dei doppiati, Reddick 18°, Bell 20°, Blaney 22° con tutti questi ad un giro, Bowman 26° a quattro giri.

Denny con questo successo si qualifica automaticamente al “Round of 12” e con lui in pratica lo fa anche Larson dato che il margine di 80 punti sul taglio potrebbe permettergli anche due ko fra Richmond e Bristol. Truex, Kurt Busch, Blaney, Logano ed Harvick hanno un margine di oltre 20 punti e possono gestire, da Keselowski in giù tutti a rischio, con Bowman, Kyle Busch, Byron e McDowell al momento nella zona rossa.

I risultati odierni

La classifica della “Cook Out Southern 500”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la prima gara del “Round of 16”

Nascar Cup classifica playoff 2021 Darlington Hamlin

La classifica completa

Le altre categorie

Xfinity Series: Gragson non sbaglia e vince a Darlington

Truck Series: Creed conquista anche Darlington

I prossimi appuntamenti

Nel prossimo weekend la Nascar andrà a Richmond con Xfinity e Cup Series. Entrambe le gare saranno sabato, in serata per la categoria cadetta, nella notte per la principale. I Truck torneranno invece giovedì 16 settembre a Bristol.


Immagine: media.nascar.com

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