NASCAR | Finale al cardiopalma, Larson conquista Bristol!

Larson, Harvick, Hamlin ed Elliott in lotta ravvicinata per la vittoria, Denny e Chase forano e quest’ultimo cerca subito di vendicarsi in qualche modo su Kevin. Kyle ne approfitta e torna in victory lane. Eliminati dai playoff Reddick, Almirola, Kurt Busch e McDowell


No, niente “cena delle beffe” anche in Cup Series dopo quanto successo in Xfinity e Truck Series. Nella notte di Bristol ha sì vinto Larson, ma i fuochi d’artificio ci sono stati in pista per tutti i 500 giri in programma, con una intensificazione dello spettacolo nell’ultimo quinto di corsa. In molti hanno rischiato di finire out a causa di piccoli contatti che si sono trasformati in forature e altri hanno perso punti preziosi in duelli ad alto rischio. È nata anche la rivalità fra Elliott ed Harvick, che si sono scambiati vernice e parole negli ultimi giri. Uno spettacolo dal primo all’ultimo metro e in questo caso anche oltre.

La gara

La serata conclusiva del weekend di Bristol non è serena come quelle precedenti, infatti prima del via cade anche qualche goccia di pioggia, tuttavia – per fortuna – la gara non verrà influenzata dalla perturbazione. Quella di Bristol è anche la prima elimination race, dopo la quale a rimanere in corsa per il titolo saranno solo 12 dei 16 piloti.

Per Truex, Hamlin e Larson il biglietto per il “Round of 8” è già stato staccato, dunque rimangono a lottare ci sono 13 piloti per nove posti. Relativamente al sicuro è Logano, che parte da +40 e al quale basta un 21° posto, tranquilli anche Blaney (+28, eventuale nono posto) ed Harvick (+25, sesto), mentre tutti gli altri rischiano di finire nella lotta, chi meno (Elliott a +19, Bell +17 e Keselowski +13) e chi invece dovrà lottare. Trema Kyle Busch a +8, poi seguono Almirola (+3), Kurt Busch (+0, dunque al momento ha il tiebreaker), Bowman (-0), Reddick (-5); chiudono la classifica Byron, chiamato alla prestazione dell’anno dato che parte da -18, e McDowell, praticamente obbligato a vincere.

L’algoritmo consegna a Bristol in sintesi la classifica dell’arrivo di Richmond, infatti Truex scatta dalla pole su Hamlin, Logano, Elliott e Larson; nessuna infrazione ai controlli tecnici, dunque la griglia di partenza è quella già nota a tutti dal mercoledì. Alla bandiera verde Martin sceglie la corsia esterna e rimane agilmente al comando seguito da Elliott; Hamlin all’interno fatica invece e deve resistere all’attacco di Logano. La corsia esterna dopo le ripartenze non è ancora pronta ed Almirola con Byron, costretti a questa traiettoria, perdono posizioni.

Truex ha una vettura molto loose, la condizione della maggioranza dei piloti su una pista molto scivolosa, e al giro 6 sfiora il muro, alza il piede e così Elliott lo passa in curva3 andando al comando. In coda alla top16 i piloti più in difficoltà dopo i primi giri sono fin da subito Reddick (che ha problemi con la radio) e soprattutto Kurt Busch, il quale non capisce nemmeno cosa ci sia che non va sulla #1; si capirà ben presto che è stato sbagliato completamente l’assetto ed il recupero sarà molto complicato.

Col passare dei giri in molti non vedono l’ora che arrivi la competition caution del giro 40 e fra di essi ci sono Truex, che dalla prima posizione scivola in fretta in fondo alla top10, e anche Logano che dopo un buon abbrivio viene passato anch’egli dai rivali per i punti. Chi invece si trova molto bene con la vettura è Keselowski, anzi la definisce quasi perfetta e questo non è un buon segnale, infatti nel corso dei 500 giri la pista cambia notevolmente ed avere una buona auto all’inizio può essere sintomo di difficoltà in seguito. I primi doppiaggi permettono a Larson, che sta rimontando senza farsi notare, di passare Truex seguito da Keselowski.

Alla competition caution Elliott è al comando su Hamlin (che aveva provato il sorpasso approfittando del doppiaggio di Buescher, poi lucky dog), Larson, Keselowski, Harvick, Logano, Blaney, Kyle Busch, Bell e Truex, seguono Byron e Bowman, Almirola è 14°, McDowell 17°, Reddick addirittura 21° e Kurt Busch 22° con soli 28 piloti rimasti a pieni giri. Tutti vanno ai box per il primo giro di soste e la top5 rimane invariata, Logano invece è protagonista di un pit lunghissimo a causa di un problema ai condotti di raffreddamento dei freni che rischiano anche all’apparenza di compromettere la sua corsa.

Si riparte con 76 giri da disputare nella prima stage e saranno 76 giri velocissimi. Allo scatto Elliott rimane al comando, stavolta seguito da Larson ed Hamlin, poi però dopo pochi giri Kyle e Denny si scambiano di nuovo le posizioni anche perché si scoprirà che la #5 è una vettura da long run. Kyle Busch è un altro di quei piloti che non si trova a suo agio con l’assetto e dunque è uno dei primi ad esplorare con insistenza la traiettoria esterna.

Attorno ai -60 ricominciano i doppiaggi, un Larson che sta trovando ritmo spinge Hamlin ad alzare il ritmo e così i due riprendono Elliott. Chase ha un po’ di sottosterzo, Denny non ne approfitta e così viene scavalcato di nuovo da Larson; Keselowski, dopo un buon inizio di stint, invece non si riaggancia ed è quarto a 3″. Il traffico si fa sentire e quindi recuperare non è semplice. È esemplare il caso di Kurt Busch e Logano, ancora ai margini della top20 e che col passare dei giri rischiano anche il doppiaggio.

Al giro 84 (-41 nella stage) la rimonta di Larson si completa e col sorpasso ad Elliott passa in testa, l’aiuto ovviamente è di un doppiato (in questo caso Starr) e la manovra è doppia, infatti Hamlin si tuffa all’interno e anche lui passa di forza la #9, seppur solo momentaneamente. I doppiaggi danno ed i doppiaggi tolgono, dunque pochissimi giri più tardi è LaJoie ad ostacolare involontariamente Larson ed Hamlin torna al comando.

Attorno al giro 95 scatta come un interruttore e la corsia esterna inizia a gommarsi e a lavorare bene, permettendo ai piloti di allargarsi sempre di più tentando di “lanciarsi” dal banking sui brevi rettilinei. Una wave di doppiaggi abbastanza tranquilla (Suárez perde un giro) permette ad Hamlin di prendere qualche metro di vantaggio, concentrarsi su quanto succede davanti e vedere in fondo al dritto le figure di Joey e Kurt, ma anche Wallace ed il sempre arcigno Newman. Dietro intanto non si scherza ed il gruppo di Harvick, Byron, Kyle Busch e Truex cerca di seguire un Blaney che a Bristol si conferma veloce.

Il doppiaggio di Buescher ai -20, il quale a sua volta sta doppiando altri piloti più lenti, chiude Hamlin come in una scatola e Larson ne approfitta, a differenza di Elliott ormai staccato, per rifarsi sotto. Il doppiaggio di Newman ovviamente è più complicato del previsto, ma la #11 lo completa senza farsi fregare dalla #5. Nasce poi nelle ultimissime fasi una lotta a quattro fra due coppie, Logano e Wallace che devono resistere ad Hamlin e Larson.

Il duo di testa ormai viaggia sempre più largo per cercare spazio libero, in un 3-wide ai -3 Larson riesce a mettere il muso davanti, poi però Hamlin reagisce e si riprende ai -2 la leadership; questa lotta salva Logano ma non Wallace, il quale però si consola con il lucky dog: Hamlin vince una combattuta ma pulita prima stage su Larson, Elliott, Keselowski (a quasi 5″), Blaney, Harvick, Kyle Busch, Bell, Truex e Byron; Almirola è 12° su Reddick e Bowman, McDowell 18°, Kurt Busch 21°, Logano 22° e – come detto – ultimo a pieni giri.

Questa classifica non cambia più di tanto la griglia playoff, infatti coloro che sono virtualmente eliminati prendono pochissimi punti se non nessuno, al punto che la situazione per chi è davanti migliora notevolmente: a Logano ora basterebbe un 31° posto (sulle 38 auto al via e ancora tutte in gara), a Blaney un 25°, ad Harvick un 21°, ad Elliott un 18°, a Bell e Keselowski un 11°, a Kyle Busch invece “solo” un terzo posto. Il secondo giro di soste manda Larson al comando su Keselowski, Hamlin ed Harvick in quanto Elliott si prende una penalità per eccesso di velocità entrando troppo stretto nello stallo in curva.

Si riparte e Larson mantiene il comando seguito come un’ombra da Keselowski; Hamlin invece scatta male scivolando al terzo posto. La vettura di Brad effettivamente è molto veloce e sullo slancio Brad passa in prima posizione con Denny che ne approfitta per passare anche lui Larson; poco dietro a loro Blaney viene toccato ed ha un passaruota leggermente ammaccato, ma nonostante questo scavalca Harvick.

Lo short run illude Keselowski (sottosterzo crescente), dato che dopo una manciata di giri Hamlin lo scavalca di nuovo e la #11 è ancora una volta davanti a tutti sfruttando la corsia esterna; Larson non riesce ad usare l’attacco di Hamlin e passa anche lui Brad solo al secondo tentativo quando il pilota del JGR sta già allungando. Le difficoltà di Keselowski aumentano, visto che deve cedere il passo anche a Blaney riuscendo poi ad arginare Harvick.

Ai -90 nella stage (giro 160 totale) il primo colpo di scena della gara: la vettura di Almirola, in quel momento ottimo decimo, inizia a fumare dal retrotreno e si capisce che non è un tire rub ma un problema meccanico. A salvarlo ci pensa Newman, il quale si gira sul muso di Custer e dopo il contatto col muro coinvolge anche Suárez che deve frenare e viene tamponato da Wallace.

È tempo di un nuovo giro di soste, il terzo della gara, e Larson balza di nuovo al comando su Hamlin, Keselowski, Harvick e Blaney; Logano a sorpresa rientra nella top10 grazie al lavoro dei suoi meccanici. Almirola dopo la bandiera nera va a ripetizione ai box per capire il problema e alla fine i meccanici lo individuano in un tubo dell’olio che perde. La sostituzione è incredibilmente rapida, inoltre la caution viene prolungata proprio per pulire l’olio lasciato in pista dalla #10, dunque Aric rimane a pieni giri e la sua gara è salva.

La green viene sventolata ai -69 e sia Keselowski che Hamlin fanno pattinare le gomme permettendo a Larson di allungare e la coppia Harvick-Blaney di scavalcare la #2. Mentre Truex e Bowman soffrono ancora, prosegue anche la rimonta di Elliott dopo la penalità e Chase, seguito da Byron, entra nella top10 al posto di Logano. In difficoltà anche Reddick, molto loose che perde quanto guadagnato nello stint precedente. Al giro 200 di 500 (-50 nella stage) Larson è al comando su Hamlin, Blaney, Harvick, Keselowski, Kyle Busch, Bell, Elliott, Byron, Reddick e Logano.

I doppiaggi non sembrano influire più di tanto in questa fase sul duello fra Larson ed Hamlin, al punto dei -40 il margine di Kyle è di 2″ e Chase vede abbastanza vicino Harvick che ha scavalcato Blaney. Ai -30 altra caution: un impaziente LaJoie tampona Alfredo mandandolo a muro, nella carambola la #38 viene centrata da McLeod e a riportare qualche danno è anche Haley, compagno di squadra dello stesso LaJoie.

Dopo una breve bandiera rossa di 8′ per pulire la pista, la questione strategica si fa interessante: manca relativamente poco alla fine della stage, la track position è fondamentale, però anche anticipare la sosta che arriverebbe alla fine della stage sarebbe fondamentale, dunque ci si aspetta un gruppo spaccato. Così avviene in effetti, ma la divisione non rispecchia le previsioni: a rimanere in pista sono in otto, Larson, Hamlin, Keselowski, Kyle Busch, Elliott, Byron, Stenhouse e Wallace, dunque Byron è l’unico che ha bisogno di punti che segue la strategia che punta appunto a conquistare più punti possibili.

Si riparte ai -18 e Larson scatta bene con Hamlin che riesce a difendersi da Keselowski, Byron resiste bene con gomme usurate e tiene a bada un 3-wide con Elliott e Kyle Busch; Wallace invece perde posizioni. Ben peggio va ad Houff e Alfredo che baciano al muro riuscendo a proseguire. Davanti non ci sono attacchi di rilevo e Larson vince la seconda stage su Hamlin, Keselowski, Byron, Elliott, Harvick, Blaney, Bell, Reddick e Kyle Busch; Logano è 12°, Bowman (molto loose) 15°, Truex 16°, Kurt Busch 21°, Almirola 23° e McDowell appena 25° sui 26 a pieni giri perché il servosterzo si sta rompendo.

Esattamente come nella prima stage, gli inseguitori prendono pochi punti, dunque la matematica aiuta altri big: Logano, Blaney ed Harvick sono matematicamente qualificati (il totale diventa di sei dunque) e ad Elliott basta un solo ritiro altrui per unirsi a questo gruppo. Inoltre a Keselowski basterebbe un 29° posto, a Bell un 24°, a Kyle Busch un 14°. Al break qualcuno non si ferma (Harvick, Blaney, Bell, Truex, Preece, Briscoe ed Almirola), Logano cambia solo due gomme ed è ottavo davanti a Larson ed Hamlin. Reddick invece paga una doppia sosta per una ruota mal fissata e finisce in coda.

Si riparte a 241 giri dalla fine ed inizia ora lo stint più lungo della gara, addirittura 105 giri. Harvick scatta bene, Blaney lotta ma emerge al secondo posto e poi, come Keselowski in precedenza, sullo slancio passa al comando infilando Kevin all’interno. Ryan poco più tardi finisce largo prendendosi un bel rischio sul banking, ma rimane al comando. Quando la situazione si assesta, si inizia a guardare la proiezione della classifica ed Almirola, che si difende in quinta posizione, sarebbe virtualmente qualificato con addirittura 12 punti su Byron, 13 su Kurt Busch ancora in crisi, 21 su Reddick.

Ai -200 la differenza fra le varie strategie con le gomme si inizia a far sentire: Blaney è ancora al comando su Harvick e Bell, tuttavia stanno rimontando in fretta Hamlin e Larson, Almirola è sesto su Logano che sta iniziando a cedere, Elliott, Byron che risale in fretta e Bowman che si è ripreso dalle difficoltà iniziali; Kyle Busch è dietro a loro e precede un Keselowski che soffre nel traffico e Truex; in coda invece Kurt Busch, Reddick e McDowell.

Anche lo short run di Blaney si esaurisce e al giro 308, dopo che Harvick si è dovuto difendere da Bell, la #4 ritorna al comando approfittando di un largo della #12. Tutti però temono il ritorno di Larson, il quale sì ha passato Bell, ma anche Hamlin che è sulla sua stessa strategia ed ora è dunque in terza posizione. Basta un decina di giri per Kyle di liberarsi di Blaney e al giro 337 la #5 è di nuovo al comando dopo un brevissimo duello con Harvick. Dopo l’incidente precedente Alfredo si ritira, dunque anche Elliott è matematicamente qualificato.

Le gomme di tutti sono ormai alla frutta dopo uno stint così grande e chi le ha gestite male crolla: ai -150 Larson è primo su Harvick, Hamlin, Blaney, Bell, Elliott, Byron, Bowman, Kyle Busch, Almirola, Truex e Keselowski, Logano è precipitato in 18esima posizione ma è comunque davanti a Reddick, 21° e ultimo a pieni giri ma ancora per poco, e Kurt Busch, addirittura 23° e doppiato così come McDowell. Nella proiezione playoff Almirola è a +10 e Bowman a +9 su un Byron virtualmente ancora eliminato.

Tutti iniziano a temere addirittura un rarissimo giro di soste sotto green a Bristol, ma a salvare tutti ai -140 è Houff che fora la posteriore sinistra; Stenhouse per evitare la #00 è costretto a tuffarsi in pit lane e così perde in maniera molto sfortunata il giro, Reddick per resistere a Larson bacia il muro e viene pure beffato perché il lucky dog è Briscoe in quel momento 19°. Si riapre la pit lane e Larson rimane al comando su Hamlin ed Harvick, Bell invece manca il suo stallo e precipita in 16esima posizione permettendo al compagno di squadra Kyle Busch di entrare nella top5; Austin Dillon invece si prende una rischiosa wave around.

Si riparte a 130 giri dalla fine ed Hamlin si porta al secondo posto dietro a Larson, poco più indietro Wallace tocca Byron, lo spedisce su per il banking, tuttavia incredibilmente non si scatena un incidente e William perde solo un posto. Trascorre una decina di giri ed arriva subito un’altra caution, sempre per Houff che ha ancora problemi. A sbancare è il RCR, con Dillon che sfrutta al massimo la wave around e Reddick che torna a pieni giri col lucky dog.

Il gruppo si spacca di nuovo e Blaney, Kyle Busch, Wallace (che era nella top10 con DiBenedetto), Keselowski, Logano, Bell, Preece, Chastain, Briscoe ed A.Dillon decidono di giocarsi subito un altro set di gomme; Byron doveva pittare anch’egli ma non sente la chiamata del crew chief.

Si riparte a 104 giri dalla fine ed il clamoroso finale di Bristol ha inizio in questo momento.

Dall’esterno Hamlin scavalca Harvick portandosi al secondo posto e sullo slancio tenta subito l’attacco a Larson, fra i due c’è un leggero contatto fiancata contro fiancata in uscita di curva4, clamorosamente la anteriore destra si fora subito e la #11 si appoggia al muro pur non riportando grossi danni; Kurt Busch è il lucky dog, Almirola perde terreno ed ora è dato con soli sei punti di margine su Byron.

Nessuno va ai box, dunque si riparte a posizioni invariate ai -93 e stavolta fare il passaggio dal terzo al secondo posto grazie alla prima fila all’interno è Elliott, il quale così completa la rimonta dopo la penalità iniziale. Al quarto posto, sfruttando la corsia esterna, è Kyle Busch mentre Bowman completa la top5 davanti a Byron. Ancora una volta lo short run di Larson non sembra esaltante e infatti ai -88 Chase lo scavalca con una azione di forza. Ma l’attenzione si sposta subito sulla classifica generale, infatti Almirola è scivolato molto indietro, al punto che Byron è solo ad un paio di punti dal “Round of 12”.

Ai -80 Byron ha passato Bowman ed Almirola è appena 17° davanti a Reddick, dunque Aric ha solo un punto di margine sulla #24 che, inoltre, proprio grazie a questo virtuale quinto posto avrebbe il tiebreaker a suo favore in caso di arrivo alla pari, quindi basterebbe un solo cambio di posizione per qualificare Byron. Le battaglie in cui è coinvolto Almirola sono tenaci e di sicuro non lo aiuta il fatto che da dietro sta recuperando Hamlin.

Fra i -70 ed i -65 succede molto: dietro Almirola viene scavalcato da Reddick e quindi c’è il sorpasso in classifica da parte di Byron, davanti invece Harvick a sorpresa sorpassa Larson e si porta in seconda posizione. Il triello in vetta si fa esaltante con le linee che si incrociano ad ogni giro. A circa un paio di secondi c’è Blaney visto che Kyle Busch ha ceduto un po’ di terreno, però Byron è scatenato ed il sorpasso a Ryan gli vale il +1 su Almirola.

Ai -50 dunque Elliott è al comando su Harvick e Larson, Byron è leggermente staccato con Blaney e Kyle Busch, Bowman è settimo su Bell, Keselowski e Jones, unico intruso nella top10; Truex è 11° su Logano, Reddick 17°, davanti ad Almirola ed Hamlin, Kurt Busch 22°. I doppiaggi si fanno sempre più difficili e dunque i leader rallentano, permettendo a Byron di avvicinarsi a meno di 1″ da Elliott e impedendo di capire chi possa passare e chi no. Dietro intanto Hamlin passa Almirola che scivola a -2.

La serie di colpi di scena riprende subito: Kyle Busch fora la anteriore destra quando è settimo e Rowdy scivola pericolosamente in classifica, addirittura è 26° a due giri quando esce dai box, tuttavia la sua qualificazione ai playoff pare salva anche grazie alla lucidità sua e del crew chief che gli fanno cambiare solo due gomme. Il fatto che Byron non guadagni la posizione a differenza di Almirola riduce il divario fra i due ad un punto di nuovo.

Ai -35 il secondo colpo di scena: Kyle Busch con gomme fresche si sdoppia dai leader tornando a -1, la confusione anche degli altri doppiati (soprattutto Starr) permette ad Harvick di tentare l’attacco ad Elliott, ma la misura non è giusta ed i due entrano in contatto reciproco e col muro, Kevin riesce a proseguire mentre Chase rimedia una foratura. La #9 va ai box ma, a differenza di Busch poco prima, manca la lucidità e quindi gli cambiano quattro gomme. Questo rallentamento involontario cambierà le sorti della gara.

Ai -30 dunque Harvick guida su Larson, Byron (sempre a +1), Blaney, Bowman, Keselowski, Bell, Truex, Jones e Logano, Hamlin è 13° su un Reddick in rimonta, Almirola 17°. Il terzo colpo di scena arriva cinque tornate più tardi quando anche Bell fora e finisce a muro ed il problema per lui è che la qualificazione ai box non era così al sicuro, tuttavia gli ultimi in classifica sono molto staccati e malgrado la doppia sosta la #20 è salva. Nel frattempo Almirola era stato passato da Chastain finendo a -2, però la sosta di Bell lo riporta a -1.

Mancano 20 giri e la polveriera sta per esplodere, infatti con gomme fresche Elliott si sdoppia di cattiveria su Harvick facendogli capire che il contatto precedente non verrà dimenticato a breve; l’incidente viene evitato per poco e poi Chase non scappa via, si mantiene qualche lunghezza davanti alla #4 quasi come monito.

Ormai la NBC segue la corsa con uno schermo sdoppiato, davanti un potenziale incidente for the ages, dietro non Almirola bensì un Reddick in rimonta e che si è portato a soli tre punti dalla qualificazione detenuta ancora da Byron (terzo e che non si azzarda nemmeno ad infilarsi nella polveriera che è 2″ davanti a lui). I giri seguenti sono di attesa e l’unica variazione di rilievo è il sorpasso di Tyler su Briscoe, dunque Byron è qualificato virtualmente con un punto sulla #10 e due sulla #8 che vede davanti a sé un Logano in difficoltà.

Elliott davanti mantiene il suo ritmo di conserva, probabilmente sempre più lento con l’unico scopo di far avvicinare Harvick a sé stesso ma soprattutto Larson ad Harvick. Facendo questo non commette irregolarità, infatti non cambia mai traiettoria, anzi si mantiene sempre all’esterno, e non taglia mai la strada sulla #4.

Siamo ormai agli ultimi quattro giri e Larson, che come detto ha una vettura più adatta al long run, ha definitivamente raggiunto Harvick e vuole la vittoria. Kevin dunque è costretto ad attaccare e deve passare Elliott. Il problema di Kevin è che non ha una vettura veloce sulla traiettoria interna e Chase non si schioda dal muro. Harvick tenta uno slide job, ma non va a buon fine e questa è la chance che Larson non può farsi mancare.

Il suo slide job ai -3 non è perfetto, c’è un leggero contatto con la #4 ma Kyle è davanti. Harvick cerca di farsi sentire col paraurti in uscita di curva4 all’inizio dei -2 e solo l’immenso talento di Larson non gli fa perdere il controllo quando la #5 sembra ormai puntata verso il muro esterno. La gara è finita qua, Larson si invola, Elliott ovviamente si sposta ed Harvick prepara la reazione post bandiera a scacchi.

Larson vince una gara spettacolare a Bristol davanti ad Harvick (+0.2″), Byron (+0.4″), Blaney (+1.4″), Bowman (+1.6″), Keselowski (+1.7″), Truex (+3.6″), Jones (+5.9″), Hamlin (+6.0″) e DiBenedetto (+6.9″); fuori dalla top10 Logano (+7.9″) e Reddick (+8.3″), Almirola è appena 18° davanti a Kurt Busch che è l’ultimo a pieni giri, Kyle Busch 21° a un giro, McDowell 24° a due, Elliott 25° a tre ed infine Bell 29° a sette. La classifica finale del “Round of 16” vede quindi Bowman qualificato per 10 punti, Bell per nove, Kyle Busch per appena sette di infine Byron a +2 sulla coppia Reddick-Almirola; staccati e segnati fin dall’inizio della gara Kurt Busch e McDowell.

Il “Round of 16” sarà anche tecnicamente ma un round di boxe è atteso in pit lane fra Elliott ed Harvick. Entrambi non sono felici dell’atteggiamento del rivale, Elliott cerca forse un confronto fisico, ma Kevin in maniera controversa non si toglie il casco e dunque l’unico scambio è quello di parole in tre fasi, in pit lane prima, nel garage poi ed infine nell’hauler di Chase dove inizia una discussione proseguita probabilmente fino all’alba italiana. Per sapere l’esito del prossimo round ci sono ancora sette gare ed una qualificazione a Phoenix che potrebbe essere anche un’altra sfida diretta fra i due.

I risultati odierni

La classifica della “Bass Pro Shops Night Race”

La classifica generale

Questa la griglia playoff al termine del “Round of 16”

Classifica Nascar playoff 2021 post Bristol

Così invece la classifica dopo il reset all’inizio del “Round of 12”

Classifica Nascar playoff 2021 pre Las Vegas

La classifica completa

Le altre categorie

Xfinity Series: Allmendinger si prende di forza Bristol

Truck Series: a Bristol vince Chandler Smith. Gilliland e Hill out

I prossimi appuntamenti

Anche a Las Vegas ci sarà nel prossimo weekend un triplo appuntamento in notturna, fra venerdì e sabato i Truck, fra sabato e domenica la Xfinity e fra domenica e lunedì la Cup Series.


Immagine: media.nascar.com

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