A Zolder i giochi si chiudono, pur senza successi parziali, praticamente al sabato. Domenica Ghirelli e Toffel devono solo gestire, seppur col brivido, per diventare i campioni EuroNASCAR 2026
Anche la stagione 2026 della NASCAR Euro Series si è chiusa a Zolder con una sfida ricca di tensione, sfiorando se non superando il limite della correttezza. Dispiace che ad essere coinvolti siano stati proprio i due italiani di punta, uno in lotta per il titolo e l’altro coinvolto nella disputa per ragioni di squadra. Alla fine il risultato della vigilia non è cambiato e, pur se messo all’angolo come nel 2024, Vittorio Ghirelli è diventato campione della categoria V8GP e così è diventato il re della EuroNASCAR per il terzo anno consecutivo. Nella OPEN ad essere decisive probabilmente sono state poche decine di euro (o dollari canadesi), quelle che hanno mandato ko Lessard in gara1 sotto la pioggia e spianato la strada al primo titolo in carriera per Thomas Toffel.
Prove libere e qualifiche
Come di consueto il venerdì si apre con il Rookie Challenge che assegna pure lui qui il suo titolo in in pronostico che è ancora aperto. Alla fine a primeggiare a Zolder è Yann Cristovao che con questi punti doppi uniti a quelli già ottenuti a Vallelunga sbanca tutto ed è il campione 2026 con 382 punti, 19 in più di Sandro Kajaia e 47 rispetto a Jacob Perry.

Pomeriggio è invece tempo di prove libere per le 24 auto presenti nella categoria V8GP (in entry list nessuna sorpresa a parte la presenza fuori campionato di Pim Van Riet sulla #72 di Bleekemolen e la presenza di Mike Wise sulla #20, reduce da una frattura ad una clavicola facendo skateboard – ! – a Roma – !! – il lunedì dopo il weekend di Vallelunga) e le 23 della OPEN (il tedesco Maximilian Seth presente sulla #20 mentre sulla #55 Fabrizio Armetta prende il posto di Faraonio).
Le FP1 per entrambe le categorie scorrono via tranquille e senza apparenti intoppi. In V8GP Vittorio Ghirelli, sulla pista di casa per il team, inizia al meglio con il miglior tempo (1’37.277″) precedendo di quasi quattro decimi Lowe, poi Meskelis, Krasonis e O’Brien. In OPEN davanti i due contendenti per il titolo con Lessard (1’38.192″) a precedere di appena 0.037″ Toffel, poi Beeusaert, Dombrowski e Doubek.
Nelle FP2 della V8GP una bandiera rossa poco dopo metà sessione con Pit Van Riem che accusa un problema mentre Ghirelli si ripete e si migliora con un 1’36.782″ e sempre con un margine di 0.4″ su tutti gli altri. In OPEN si conferma ancora la #24, stavolta ovviamente con Thomas Dombrowski che con un 1’37.366″ precede Toffel, Beeusaert, Lessard e Cappelli.
La classifica combinata delle due sessioni vede quindi in V8GP Vittorio Ghirelli davanti a Meskelis, O’Brien, Toffel, Lowe, Jouffreau, S.Bleekemolen, Armetta, Bearden e Krasonis, fatto che rende evidenti le difficoltà in casa Alumitec per Piquet Jr. ed Ercoli. In OPEN, invece Dombrowski precede Toffel, Beeusaert, Lessard, Cappelli, Tziortzis, Doubek, Armetta, Tavartkiladze e Visser.
Venerdì sole, sabato sole… ma durante la nottata a Zolder ha piovuto e al momento delle qualifiche la pista è ancora bagnata. Situazione simile a Vallelunga, tuttavia in Belgio ci sono almeno 10 °C in meno e si corre in mezzo al bosco, quindi l’asfalto è tutt’altro che asciutto.
Per la Q1 della V8GP la pista è ancora al limite e i piloti, molti già sulle slick ma non mancheranno errori di valutazione, girano circospetti, Lowe addirittura vorrebbe passare alle wet ma il suo ingegnere di pista lo fa ragionare. Ghirelli inizia subito forte (ha scelto infatti alle wet) e rimane sempre al comando del primo turno che screma il gruppo a 15 auto. Molti altri big sono invece in difficoltà, al punto che Piquet Jr. decide di giocarsi tutto in un unico giro, e forzare come Jouffreau, Ercoli, Doubek, Lowe e Bearden per passare il taglio. Alla fine miglior tempo per Ghirelli (1’47.070″) davanti a Meskelis, S.Bleekemolen, Davidson, Tziortzis, Goossens, Cartechini, Krasonis, O’Brien, Van Riet, Ercoli, Piquet Jr., Kajaia, Jouffreau e Lowe che passa per tre decimi su Bearden mentre finiscono out Doubek, Toffel e Armetta, Delsaux senza tempo.
In Q2 si ribalta tutto: il segnale è l’incidente – evitabile – fra O’Brien e Meskelis che si toccano in curva1 all’inizio del secondo giro lanciato, con Jordan che non la prende bene al rientro ai box. Mentre anche Davidson si ferma in pista, ma riuscirà a tornare ai box non inquadrato, Ghirelli ha scelto un atteggiamento prudente nel primo passaggio, infatti ha appena messo le slick. Poi, però, i tempi non scendono, infatti le gomme sono ancora troppo fredde e lui deve prendere le misure. Vittorio chiude il secondo turno addirittura all’ultimo posto a oltre 4″ dal miglior tempo (1’45.617″) di Sebastiaan Bleekemolen che precede Meskelis, Ercoli, Lowe, Davidson, Jouffreau, Piquet Jr., Tziortzis, Goossens e la sorpresa Cartechini; out anche O’Brien, Van Riet, Kajaia e pure Krasonis.
Su una pista ancora umida va in scena la Superpole e, quasi dal nulla, sbuca fuori Garrett Lowe che con un secondo giro strabiliante (1’43.993″) stacca di oltre 1″ (1.061″ per la precisione) il connazionale Meskelis, poi S.Bleekemolen, Jouffreau, Ercoli, Goossens, Piquet Jr. (che quindi non prende l’occasione al volo), Tziortzis, Cartechini e Davidson che riesce a scendere in pista seppur in leggero ritardo.
Anche nella OPEN la pista va in continua progressione, quindi la pista è molto trafficata. All’inizio soffrono un pochino sia Dombrowski, che per cercare spazio libero taglia la prima chicane e gli viene cancellato il giro mentre Toffel “litiga” con Richard insistendo nello stargli troppo vicino senza invece alzare il piede e cercare pista libera. Intanto, dopo i primi fuochi di Tziortzis e Doubek, arriva Lessard che piazza il miglior tempo in 1’42.5″, poi però ai -5′ decide di tornare ai box.
La scelta del canadese è molto rischiosa, infatti i tempi continuano a scendere così come la #11 in classifica, al punto che deve tornare in pista per un ultimo giro lanciato che inizia quando è addirittura 11°. Alla fine Lessard si salva e torna al comando in 1’39.307″, chiudendo la Q1 davanti a Beeusaert, Dombrowski, Tziortzis, Linster, Doubek, Armetta, Cappelli, Toffel (che ha rischiato, ma non troppo, a bandiera a scacchi esposta) e Tavartkiladze. Visser out per soli 0.013″, problemi per Daviditze che accosta a bordo pista nei minuti finali rischiando di compromettere con una bandiera gialla gli ultimi tentativi.
In Superpole ritorna invece la sfida fra i due big: Lessard prosegue di inerzia nel primo giro (38.4″), ma nel secondo a prendersi la pole position è ancora una volta Thomas Toffel (1’37.707″) che batte di 0.226″ proprio il canadese, a seguire Beeusaert, Linster, Tziortzis, Dombrowski, Doubek, Armetta, Tavartkiladze e Cappelli.

Gara1 V8GP
Prima della gara arriva una penalità che cambia la griglia di partenza, infatti Meskelis viene arretrato di cinque posizioni per l’incidente con O’Brien e quindi scatterà dal settimo posto facendo avanzare, sulla pista ormai asciutta, Jouffreau in prima fila.18 giri in programma, ma già al primo arriva la SC: Cartechini perde il controllo all’uscita di curva1 e si tocca con l’incolpevole Davidson, muso distrutto per entrambi con conseguente ritiro.

La vera notizia rischia di essere quella che Toffel viene coinvolto nelle toccate per evitare il blocco davanti alla coda del gruppo (oltre a Ranson che a fine gara avrà una foratura che devasta mezza vettura) e deve tornare ai box per alcune riparazioni. Le preoccupazioni per la #34 ovviamente sono in ottica OPEN, ma lo svizzero riuscirà a riprendere la pista dopo pochi minuti, fare un buon giro per gara2 e poi ritirarsi per prudenza.

La classifica in vetta è rimasta sostanzialmente invariata con Lowe al comando su Jouffreau, Bleekemolen, Ercoli, Piquet Jr., Goossens, Meskelis, Tziortzis, O’Brien e Ghirelli che è entrato in top10 e, soprattutto, ha evitato l’incidente davanti a lui mettendosi anche in una posizione tranquilla.
Si riparte ai -15 (non ci saranno giri recuperati) e arriva subito la mossa decisiva: Jouffreau attacca deciso e all’ultimo in curva1, poi allarga la traiettoria, Lowe è costretto a mettere due gomme sulla ghiaia e così si deve accodare al francese. Garrett prova il controsorpasso alla prima chicane, ma è all’esterno e deve desistere. Vanno via in otto, poi dietro a O’Brien un piccolo buco prima della coppia Tziortzis-Ghirelli.
Vittorio capisce subito che deve attaccare e già al giro successivo supera il cipriota recuperando di lì a poco anche la #50; all’inizio del sesto giro supererà in curva1 anche l’americano. Al comando, intanto, Jouffreau ha piazzato subito lo strappo, ma poi Lowe si mantiene a 0.8″-1.0″ di ritardo, poco più dietro Bleekemolen con una fiancata di sinistra che oscilla leggermente e seguito da vicino da Ercoli.
La battaglia fra Goossens e Meskelis permette a Ghirelli di agganciare anche questo trenino, al punto che Vinnie deve andare in difesa in curva1, l’italiano tiene bene l’esterno e prova l’attacco all’interno di curva2, ma non trova lo spazio decisivo, deve alzare il piede e O’Brien si rifà sotto. Arriva ora anche la doccia fredda per Jordan: 5″ di penalità per falsa partenza. Ghirelli però risolve la pratica O’Brien, che ora dovrebbe attaccare ancora di più, superando Meskelis (venendo seguito poi da Jordan sul rettilineo di partenza) nell’ultimo settore salendo al settimo posto.
Ghirelli ora ha 2.2″ di ritardo da Goossens ed ha quindi libera, il momento giusto per forzare. Vittorio coglie l’attimo alla perfezione e l’ottavo giro è anche il più veloce della corsa e che varrebbe anche la pole per gara2. Anche Van Riet si prende una penalità per falsa partenza, ma il pilota della #72, avendo debuttato in campionato solo oggi, è trasparente per la classifica. Poi la sorpresa: in uscita dall’ultima curva Gossens (malgrado un muso leggermente ammaccato) attacca Piquet Jr. e poi lo passerà in curva1.
Al giro di boa di metà gara Jouffrau guida con 0.9″ su Lowe, 2.8″ su S.Bleekemolen, 3.1″ su Ercoli, 5.3″ su Goossens e Piquet (è in corso il sorpasso), 6.3″ su Ghirelli, 7.9″ su O’Brien, 9.6″ su Meskelis e 9.8″ su Tziortzis.
A questo punto, però, la gara si calma perché Ghirelli si trova davanti il primo rivale per il titolo e quindi non vale la pena rischiare, nemmeno per un sorpasso in più che gli garantirebbe otto punti bonus per il miglior rimontante e che invece ora stanno andando a Delsaux scattato dal fondo. Nemmeno il doppiaggio di Lortie (due volte) e quello di Van Laere (entrambi puliti e che lasciano spazio) o la penalità tecnica di 30″x2 per Cartechini per l’incidente al via cambiano lo scenario.
Davanti c’è solo un po’ di elastico, come ai -7 quando Lowe tenta il tutto e per tutto e col giro veloce recupera qualcosa a Jouffreau, ma così facendo le gomme cedono qualcosa. Ercoli si fa vedere ogni tanto su Bleekemolen (in una occasione deve mettere due ruote larghe in curva1, ma l’italiano non ne approfitta) che, poi, confesserà di aver avuto problemi di servosterzo; un errore di Gianmarco ai -2 farà alzare bandiera bianca alla #11.
Dietro a Goossens, invece, si forma un trenino in cui a vincere è più la paura di perdere posizione che la voglia di guadagnarne. Dunque c’è solo qualche timido affaccio in frenata e poco più. L’unico brivido lo regala il mezzo testacoda di Wise alla Villeneuve con Jouffreau e Lowe costretti a tagliare la seconda piega per evitarlo, non c’è penalità per loro perché alzano il piede, Paul forse troppo poco e guadagna i decimi preziosi visto che siamo ai -5.
Mentre Armetta soffre un ennesimo problema meccanico e si ferma ai box così come arriva la foratura di Ranson, ci si avvia al finale in cui al penultimo giro Ghirelli prova ad affacciarsi in curva1, ma Piquet copre bene in 2, stessa scena anche alla chicane del traguardo. Identiche manovre anche con Vittorio all’attacco dopo curva4 senza cambiamenti di posizioni.
Paul Jouffreau torna al successo a Zolder precedendo sul traguardo Lowe (+0.5″), Bleekemolen (+8.4″), Ercoli (+10.6″), Goossens (+13.8″), Piquet Jr. (+13.9″), Ghirelli (+14.3″), Meskelis (+15.4″), Tziortzis (+19.5″) e il penalizzato O’Brien (+19.9″), poi Doubek, Krasonis, Bearden, Kajaia, Delsaux, Van Riet, a -1 Van Laere, Wise e Armetta, a -2 Lortie, a -3 Ranson.

Dopo gara1 Vittorio Ghirelli guida ancora la classifica generale con 29 lunghezze di margine su Piquet Jr., 37 su Lowe, 41 su Jouffreau e 48 su O’Brien, dunque a meno di un improbabile domenica da 88 punti per il brasiliano, al pilota della #24 basterà un 11° posto per rimanere campione.
Gara1 OPEN
Anche in OPEN c’è una modifica alla griglia di partenza, quella più evidente riguarda proprio Lessard che perde due posizioni, dunque al via la situazione vede Toffel davanti a Beeusaert, Linster, il canadese della #11, Tziortzis, Dombrowski, Doubek, Armetta, Tavartkiladze e Cappelli.
Il cielo nel tardo pomeriggio di Zolder si è fatto più coperto, ma il gruppo appare tranquillo, infatti la pioggia è prevista per le ore 18:00, circa un’ora dopo il via della gara. Pronti via e Lessard compie una magia, infatti scatta bene, si infila nel mezzo fra Beeusaert e Linster, guadagna in curva1 e alla piega successiva è già da solo all’inseguimento di Toffel e dei punti decisivi per il titolo. A pagare nel 3-wide è il lussemburghese che viene scavalcato anche da Dombrowski e, poi, nel secondo giro anche da Cappelli che è partito molto bene. Ma non è finita qua: Toffel alla 90° deve andare già in difesa, il canadese accelera meglio e alla chicane del traguardo è davanti. Lessard passa così da quarto a primo in un sol giro.

Gara in discesa per la #11? Tutt’altro. Il problema nella fuga con lo svizzero non sono i detriti recuperati al volo dai commissari alla Villeneuve (probabilmente in questa fase si fa male uno di loro alla spalla e poco dopo verrà soccorso dall’ambulanza), ma l’imprevisto. Al secondo giro le telecamere inquadrano l’arcobaleno poco fuori dal circuito. Non un buon segnale, infatti al terzo giro il gruppo quando arriva alla 90° si trova davanti l’acquazzone.
Incredibile ma vero, essendo in NASCAR, tutte e 23 le auto si salvano, gli unici a finire leggermente fuori pista sono Cappelli (che scivola da quinto ad ottavo dietro a Linster, Tziortzis e Doubek) e Gambarotto che perde pure lui tre posizioni scivolando al 16° posto. Immediatamente viene chiamata la FCY che diventa bandiera rossa al giro successivo perché la piogga ha preso in diagonale la pista: il T1 vicino al canale cosi come la Terlamenbocht sono praticamente asciutti, la prima chicane e gran parte del settore finale sono invece sotto il diluvio.

Le vetture tornano ai box e possono fare l’unica cosa concessa dal regolamento: cambiare gomme e mettere le wet. Lo scroscio dura pochi minuti, poi la corsa può riprendere dopo circa 15′ di pausa con 11 giri da disputare (non si aspetta tanto, perché – poi si scoprirà – a Zolder c’è il coprifuoco per le attività in pista alle 18:00) con Lessard al comando su Toffel, Beeusaert, Dombrowski, Linster, Tziortzis, Doubek, Cappelli, Tavartkiladze e Armetta.
Ripartenza in fila singola e, anche se la telecamera di curva1 si è fulminata, si capisce che Toffel fulmini a sua volta Lessard e lo passi immediatamente. Thomas sul bagnato ha un passo nettamente diverso e si capisce che il canadese possa essere meno esperto con questo tipo di aderenza. La #34 chiuderà il primo giro lanciato con ben 3″ di margine e al secondo posto ora c’è Dombrowski che ha superato la #11 alla 90°; seguono Tziortzis, Beeusaert, Linster, Cappelli e Doubek con Tavartkiladze (cambio) e Armetta che finiscono in fondo. I commissari, intanto, investigano su un contatto avvenuto fra Gambarotto ed Happinessa proprio sul traguardo alla ripartenza; arriverà una penalità di 30″x2 per l’italiano per incidente ritenuto evitabile.
Le battaglie proseguono anche nel secondo giro lanciato con Beeusaert e Tziortzis affiancati sul traguardo e di questo ne approfitta Linster che passa entrambi, ma le posizioni si rimescolano e il cipriota torna davanti a Gil e in curva4 punta addirittura un Lessard ancora in difficoltà. Vladimiros tenta l’attacco alla prima chicane, ma salta sul cordolo e viene passato ancora da Linster, ma anche da Cappelli che accelera meglio e supera pure lui la #50. Claudio si lancia e alla 90° infila pure Lessard alcuni istanti prima di una nuova FCY: in curva4 Seth sulla #20 è andato fuori pista e si è spiaggiato.
Dalla FCY alla SC ed infine alla ripartenza con Toffel al comando su Dombrowski, Cappelli, Lessard, Linster, Tziortzis, Doubek, Beeusaert, Visser e Pohjanharjiu. Green ai -7, sempre in fila singola, ma con un colpo di scena, decisivo per il titolo: mentre il gruppo imbocca la chicane finale, Lessard invece prende la via dei box. Lunga sosta di quasi un giro e sogno campionato sfumato in un attimo. A beffarlo è uno stupidissimo problema meccanico: si è rotta la ventola del riscaldamento dentro la vettura, quindi il parabrezza si è completamente appannato impedendo al canadese di vedere qualsiasi cosa davanti a lui. Per un semplice pezzo dal valore economico risibile, Lessard perde quindi un possibile titolo.
Forse Toffel se ne accorge subito di quanto successo, perché la #34 post ripartenza non è quella dominante di pochi minuti prima. Cappelli compie un piccolo capolavoro e in un amen, pur avendo un muso leggermente danneggiato, balza al comando. Linster si prende il terzo posto pressando Thomas mentre Dombrowski cede al lussemburghese alla prima chicane e deve guardarsi anche da Doubek. La top10 rivoluzionata si chiude con Tziortzis, Visser, Beeusaert, Van Laere e Richard.

Cappelli approfitta della prudenza di Toffel (e dell’incapacità di Linster di passarlo) per andare letteralmente in fuga mentre dietro alla #34 si forma un trenino in cui ai -5 Tziortzis supera Doubek. In questo momento arriva la decisione della direzione gara: il coprifuoco delle 18:00 si sta avvicinando e alla corsa vengono tagliati due giri, quindi dai -4 si passa direttamente ai -2. Nel trenino, come nella V8GP, tanta paura e pochi attacchi veri, l’unica manovra vincente al penultimo passaggio è quella in cui Beeusaert torna davanti alla Visser.
Claudio Cappelli torna al successo in una epica gara1 della OPEN precedendo sul traguardo di addirittura 7.8″ Toffel, poi Linster (+8.0″), Dombrowski (+8.6″), Tziortzis (+9.302″), Doubek (+9.321″), Beeusaert (+9.8″), Visser (+11.2″), Van Laere (+33.7″) e Richard (+34.2″), poi Schaak, Pohjanharjiu, Daviditze (penalizzata di 5″ per aver spinto fuori pista un’altra vettura), Timonen, M.Bleekemolen, Happinessa, Monti, Gambarotto, Tavartkiladze e Lortie, Lessard a -1 come Armetta, Seth a -3. Il coprifuoco a Zolder è tale per cui anche lo speaker della pista non può più parlare al microfono e tutti gli altoparlanti vengono spenti. Dunque, inno di Mameli cantato a cappella con Cappelli (e ci sta anche l’assonanza) a fare da direttore d’orchestra dal podio.

Con il secondo posto Thomas Toffel praticamente ipoteca il titolo già al sabato, infatti ha 26 punti di margine su Dombrowski, 39 su Linster, 42 su Cappelli, 47 su Tziortzis e 50 su Lessard che rimbalza pesantemente in classifica. A meno di un altro cappotto come quello visto al sabato, lo svizzero diventerà campione con un una top10.
Gara2 OPEN
Zolder si sveglia di nuovo in veste autunnale alla domenica sotto un cielo grigio, freddo e nebbioso, ma anche in questo caso la pioggia è data in arrivo dopo l’ultima bandiera a scacchi. Nel warm up su pista asciutta a guidare è la #24 di PK Carsport (1’38.214″) davanti alla #48 di Piquet Jr., la #72 del Team Bleekemolen, la #13 di un Krasonis in ombra al sabato e alla #11 di Alumitec Racing. 22 le auto in pista, rimangono ai box la #5, la #20, la #56 e soprattutto la #54 di CAAL Racing, ma non ci sono problemi di sorta per Cappelli, regolarmente in griglia per la OPEN.
Chi invece manca al primo appello è la #50 di Linster, ai box con il retrotreno sollevato quando gli altri sono già pronti per partire. Gil riuscirà a schierarsi poi regolarmente, anche se davvero all’ultimo e in coda al plotone. 15 giri in programma con Lessard in pole position davanti a Toffel (al quale basta una tranquilla top10 per il titolo), Cappelli, Beeusaert, Dombrowski, Tavartkiladze, Tziortzis, Visser, Armetta e Doubek.
Alla bandiera verde Lessard scatta bene e rimane al comando mentre Toffel è molto prudente e in curva2 è già quarto dietro anche a Cappelli e Dombrowski, poi nel corso del primo giro verrà passato anche da Tavartkiladze e Tziortzis scendendo al sesto posto. Fra gli altri movimenti in top10, Doubek passa settimo seguito da Armetta, Visser e Richard. In coda Gambarotto fora subito in curva1-2 e torna ai box mentre Linster si tocca con Van Laere a Terlamenbocht, finisce fuori pista (e porta terra sull’asfalto) e perde il paraurti; per Sven ci saranno 10″x2 di penalità per aver causato la collisione.

La prudenza dello svizzero è tale che all’inizio del secondo giro viene superato anche da Doubek, ma la situazione rimane sotto controllo. Al comando, intanto, Lessard allunga sulla coppia Cappelli-Dombrowski e inizia qui una fuga rara da vedere in EuroNASCAR, al ritmo di 1″ se non di più al giro. Beeusaert cerca la rimonta dopo aver perso moltissime posizioni al via e torna vicino alla top10 con i sorpassi su Van Laere e Timonen.
Cappelli non ha il ritmo del sabato sul bagnato e inizia a fare da tappo al gruppo, il primo a tornare sotto è Tavartkiladze, ma praticamente ogni giro l’italiano deve andare in difesa in frenata. Al quarto giro Visser supera Armetta ed è ottava, Toffel è nel limbo davanti a loro, impensierito da nessuno mentre a quello successivo Doubek entra in top5 scavalcando Tziortzis e così si lancia all’inseguimento del gruppo della #54.
È soprattutto alle prime due chicane che Cappelli deve difendersi, un paio di volte (al sesto giro Cappelli sbanda in uscita di curva4) Dombrowski accelera meglio verso la Villeneuve, ma l’italiano stacca forte e torna del tutto davanti alla #24. Gli altri da dietro forzano per approfittarne, sempre al sesto giro Tavartkiladze a Terlamen sbanda sulla terra portata in pista da Linster e scivola dietro a Doubek e Tziortzis.
All’ottavo giro ancora occasioni per gli attaccanti: Cappelli va ancora in difesa verso la Villeneuve, Dombrowski deve tagliare la chicane, perde velocità e viene scavalcato da Doubek. Al giro di boa di metà gara Lessard guida con addirittura 9.5″ su Cappelli, 9.9″ su Doubek, 10.6″ su Dombrowski, 11.5″ su Tziortzis, 12.2″ su Tavartkiladze, 15.5″ su Toffel, 20.2″ su Armetta, 20.3″ su Beeusaert e 20.8″ su Visser.
Ora tocca al ceco andare all’attacco di Cappelli dopo gli attacchi falliti dal francese. Martin ci prova subito alla prima chicane, ma in uscita accelera male, Dombrowski si fa vedere alla Villeneuve, la #7 stacca meglio, Cappelli respira (mentre Beeusaert passa anche Armetta) ma in curva1 deve andare già in difesa su un gruppo che si ricompatta.
Al decimo giro il momento clou: Doubek attacca alla prima chicane, quasi completa il sorpasso ma arriva lungo, Cappelli viene toccato da dietro da Dombrowski e taglia la chicane mentre il ceco centra la pila di gomme posta sul cordolo e la spedisce in pista, ne approfittano Dombrowski – che però si trova la strada sbarrata – e soprattutto Tziortzis che sale al terzo posto.
Arriva la FCY per permettere ai commissari di riposizionare con un transpallet la pila di gomme, ma per fortuna di Lessard non la SC che avrebbe annullato gli addirittura 15″ di vantaggio su Cappelli. L’intervento è rapido e la corsa riprende sotto bandiera verde a quattro giri e mezzo dal traguardo, con Cappelli alla Villeneuve seguito da Dombrowski che passa d’astuzia Tziortzis e Beeusaert che infila Toffel che può stare ancora relativamente tranquillo anche se Visser e Armetta sono nei paraggi.
Ormai il gruppo allungatissimo del secondo posto va fino al decimo posto con nove auto che ai -3 sono racchiuse in 5″. La difesa a oltranza prosegue: sul traguardo Dombrowski (che ha il cofano che si muove parecchio dopo le toccate) finta esterno, poi cerca il tuffo all’interno ma non va e questo permette a Tziortzis di tornare sotto, Doubek finisce largo in curva4 per restare con loro, apre la porta a Tavartkiladze ma le posizioni non cambiano, anche in seguito alla NFA per i fatti precedenti alla chicane.
Al penultimo giro serie di puntate senza attacchi veri tranne Beeusaert che di colpo perde tre posizioni con Toffel che ringrazia e torna settimo. Mentre Linster, Lortie e Daviditze si prendono 5″ di penalità per speeding dietro la VSC, si va all’ultimo giro con Doubek che punta Tziortzis e Cappelli ancora in difesa alla prima chicane, ma è l’accelerazione non eccezionale verso la Villeneuve che innesca la bomba.
Dombrowski tenta l’attacco, ma viene toccato da dietro e finisce fuori pista insieme a Tziortzis con le due vetture con muso e retrotreno molto danneggiati a livello di carrozzeria. E Cappelli ringrazia perché così ha completato 15 giri di stoica difesa.
Lessard chiude una stagione stellare (sei vittorie in 12 gare, ma anche tanti zeri) vincendo gara2 a Zolder precedendo Cappelli di addirittura 26.097″, poi Doubek (+27.1″), Tavartkiladze (+27.4″), Dombrowski (+28.3″), Toffel che col sesto posto è tranquillamente il campione 2026 (+30.9″), Visser (+31.2″), Richard (+33.3″), Beeusaert (+33.4″) e Tziortzis (+53.0″), poi Pohjanharju, Schaak, Armetta, M.Bleekemolen, Happinessa, Timonen, Linster, Daviditze, Van Laere, a -1 Gambarotto, a -2 Lortie e Monti, DNS per Seth.

Il sesto posto di Toffel diventa poi addirittura perché Dombrowski si prende due penalità separate da 5″, una per l’incidente all’ultimo giro e una per non aver rispettato la procedura della FCY. 5″ di penalità anche Beeusaert, sempre per un contatto, dunque la nuova top10 diventa Lessard davanti a Cappelli, Doubek, Tavartkiladze, Toffel, Visser, Richard, Dombrowski, Beeusaert e Tziortzis.
In campionato Toffel chiude con 528 punti ed una costanza di rendimento invidiabile, Dombrowski è secondo staccato di 32 lunghezze e beffa Lessard (-34) mentre Cappelli risale a -36. A seguire Tziortzis (-57), Linster (-61), Doubek (-83), Tavartkiladze (-120), Richard (-139) e Visser (-151). Il trofeo Legend va a Cappelli dopo aver vinto 10 delle 12 gare in programma (e ringraziando l’assenza di De Groot a Zolder per mettere il sigillo già dopo gara1), quello Master a Tavartkiladze, quello Lady alla Visser.

Gara2 V8GP
18 giri per chiudere la stagione e un altro pilota che può giocare in difesa per vincere il titolo. Ghirelli è secondo dietro al poleman Lowe e davanti a Jouffreau, Toffel, Meskelis, O’Brien, S.Bleekemolen, Ercoli, Goossens e Armetta. Piquet Jr. scatta dall’11esima posizione e quindi potrebbe anche andare in caccia degli ulteriori otto punti bonus per mettere più in difficoltà Vittorio.
Al via lo scatto migliore è quello di Jouffreau dalla seconda fila, Paul scarta all’interno e in curva1 infila Lowe andando al comando e il sorpasso è fondamentale per lui perché solo così può vincere il titolo Junior battendo proprio Garrett. Dietro ai due si piazzano Meskelis, Bleekemolen e un Ghirelli molto prudente così come Toffel che esce dalla top10. Alla prima chicane Ercoli supera O’Brien e si piazza dietro a Ghirelli, ma ci rimane poco, infatti prima della 90° passa anche lui la #24 che si trova così nel punto peggiore della classifica: nel panino Alumitec.

Si può capire da subito che per Vittorio sarà una gara più complicata del previsto, infatti Piquet Jr. si incolla subito a lui che, conoscendo il fatto suo, alza il piede per lasciar andare la #11 (che ha già 1.6″ di margine dopo il secondo giro) per evitare guai. Con Ercoli che forza per andare a riprendere Bleekemolen, forse qui Ghirelli commette l’unico errore della sua gara: visto che Gooosens ha 1.8″ di ritardo dalla #48, Vittorio farebbe bene a lasciar passare anche Nelsinho, che è lontano dal primo posto, per mettersi in posizione di ulteriore controllo. E invece rimane davanti al brasiliano che lo punta. O’Brien al terzo giro viene passato da Krasonis che cerca riscatto dopo un sabato in ombra.
Il quarto giro vede il primo attimo di respiro poi arriva la ripresa dell’azione. Lowe si mantiene vicino a Jouffreau, lo stesso Ercoli con Bleekemolen, ma l’olandese non ha il ritmo dei leader e finisce involontariamente per riportare la #11 verso la #24. Alla fine del quinto giro problemi in parallelo per Doubek e Cartechini che vanno ai box. La pressione di Piquet riprende dal sesto giro quando il primo doppiaggio di Lortie in curva2-3 non è dei più semplici per i leader.
Un giro di respiro e uno di azione, l’ottavo, ma è quella potenzialmente decisiva. Ercoli si fa vedere alla prima chicane su Bleekemolen, salta sui cordoli e perde velocità. Ghirelli lo riprende e così la #24 è di nuovo nel panino. Piquet coglie l’occasione e passa all’attacco, Vittorio deve andare in difesa alla 90°, ma sul rettilineo opposto avviene il fattaccio: Ercoli cerca e riesce a far passare la #48 ma in frenata stringe a destra Ghirelli e lo manda sull’erba. Vittorio non si sa come salva la vettura (e la stagione) e perde solo la posizione da una vettura Alumitec. È settimo e il titolo è ancora virtualmente suo. Non solo: Krasonis ha appena superato Goossens e può proteggere il compagno di squadra.
A metà corsa Jouffreau guida con 0.6″ su Lowe, poi Meskelis (+3.0″), S.Bleekemolen (+4.6″), Piquet Jr. (+7.6″), Ercoli (+10.0″, ma presto arriva l’investigazione), Ghirelli (+11.0″ e muso danneggiato), Krasonis (+11.4″), Goossens (+12.2″) e O’Brien (+12.4″, pure lui muso ammaccato).
A questo punto Ercoli lavora ancora per il compagno di squadra, alza il piede e raggruppa il gruppo alle sue spalle da cui salta invece Armetta che va ai box. Ai -8 da Ercoli a Toffel ci sono sei auto in 2.3″, ma anche se Vittorio perdesse queste posizioni sarebbe comunque campione. Qui sì Ghirelli usa la testa e ai -7 alla prima chicane lascia passare Krasonis e fa in modo che sia lui a vedersela con Ercoli. Alle loro spalle sul traguardo O’Brien si fa vedere su Goossens.
Ai -6 nuovo colpo di scena: Lowe rallenta di colpo nel primo settore e accosta nella piazzola verso la prima chicane. Per lui fine dei sogni di podio in classifica generale e titolo Junior. La #99 non provoca FCY, primo perché è in zona sicura, secondo perché la vettura si riavvia e così Garrett riesce a tornare ai box.
Ai -5 Ercoli torna in azione, se così si può dire, e si entra di nuovo in una fase decisamente poco edificante, infatti prima Krasonis passa la #11, poi quando Ghirelli viene superato da Goossens, Gianmarco lascia passare la #4 per rimanere proprio davanti alla #24 che, anche con l’ottavo posto sarebbe campione, anche se Piquet Jr. passasse Bleekemolen visto che lo sta andando a riprendere. A questo punto arriva la penalità per la #11 di 5″ (solo) per aver mandato fuori pista la #24.

Il passo di Ercoli è davvero lento e dietro stanno arrivando anche Tziortzis e Bearden. Ai -4 O’Brien si fa vedere su Ghirelli alla prima chicane, ma per fare questo viene passato in seguito sul traguardo da Toffel con Tziortzis che prova a seguirlo. Jordan finisce largo in curva1 e torna in pista un po’ rischiando davanti a Bearden.
Ad approfittarne è il cipriota che alla prima chicane supera Toffel che sente subito sul paraurti di nuovo O’Brien che, evidentemente, vuole esprimere qualche rimostranza per quanto successo poco prima. E qui Thomas, appena conquistato il titolo in OPEN, torna quello veloce ma fallace del 2025: tampona l’incolpevole Tziortzis, forse più guardando negli specchietti che avanti. Chi ringrazia è sicuramente Ghirelli che vede gli avversari più diradati alle sue spalle.
Tre giri alla fine e, mentre Meskelis sta forzando dopo che Jouffreau ha gestito il paio di giri senza Lowe alle spalle, arriva la comunicazione dalla direzione gara che rischia di far tremare tutto: Ercoli sotto investigazione per il comportamento tenuto in pista. Non è chiaro se sia un noted che può portare ad una penalità, oppure l’equivalente di una bandiera bianca e nera, ma in ogni caso alla direzione gara non è piaciuto per nulla il comportamento di Gianmarco.
Ai -2 Ghirelli prosegue a ragionare, ringrazia virtualmente Toffel che prende la via dei box e per tenersi ancora più lontano dalla #11 lascia passare persino O’Brien e Bearden, scendendo al decimo posto e tenendo negli specchietti solo un Davidson che anche stavolta ha una livrea completamente diversa (retrotreno nel classico rosa, muso nero) per le riparazioni dopo gara1.
L’ultimo giro si apre con una nuova investigazione, quella dell’incidente Toffel-Tziortzis, ma è un giro all’apparenza tranquillo con Ghirelli che lo inizia con almeno una decina (a seconda delle stime e delle penalità in sospeso) di punti di margine in classifica. Davidson si fa vedere e passa la #24 alla Villeneuve, ma non cambia nulla. L’ultimo fatto riguarda ancora Alumitec, con un contatto fra Piquet e Bleekemolen che manda in testacoda la #69 e fa passare la #48.
Sul traguardo, prima di ulteriori indagini, Jouffreau vince anche gara2 a Zolder e salva la sua stagione che in estate è stata sotto le aspettative. Secondo è Meskelis a soli 0.375″, poi Piquet Jr. (+7.7″), S.Bleekemolen (+15.9″), Krasonis (+19.7″), Goossens (+20.1″), O’Brien (+29.5″), Bearden (+30.1″), Ercoli (+32.9″, dopo l’aggiunta dei 5″) e Davidson (+33.1″).
Con un sofferto 11° posto sul traguardo (seguono Kajaia, Tziortzis, Delsaux e via via gli altri) Vittorio Ghirelli conquista il terzo titolo in carriera, il primo a farlo consecutivamente. Si ferma in curva1, come a riprendere fiato, poi quando sono passati tutti ha il via libera per iniziare i festeggiamenti con i burnout. Vittorio ha ripreso fiato e anche energie. Zolder non è mai una passeggiata nella NASCAR Euro Series e la stagione si chiude, purtroppo ma visto quanto successo non si può biasimare il campione, con le parole di Ghirelli in victory lane: “They’ve tried to killed me.” Dopo il podio arriveranno, oltre a 10″ di penalità per Toffel, ulteriori 30″ per Ercoli che scende al 14° posto in gara.
Vittorio Ghirelli vince come detto il terzo titolo in V8GP, il quarto aggiungendo quello del 2020 in OPEN, e lo fa con merito essendo stato il più costante e quello che ha commesso meno errori, non è stato dominante come gli anni scorsi, ma ha gestito anche situazioni complicate come il motore senza potenza di Most. Alla fine 495 punti per lui, 15 in più di Jouffreau e Piquet Jr. che chiudono alla pari ma il francese ha quattro successi contro i due del brasiliano (beffato perché a prendere gli otto punti bonus è Davidson).

Seguono Krasonis (-42), O’Brien (pure lui -42), Lowe (-53), Ercoli (-75), Doubek (-79), S.Bleekemolen (-87) e Meskelis (-93). Il trofeo Junior, come detto, va ancora una volta a Jouffreau, quello Challenger a Davit Kajaia. Infine, il titolo Endurance assegnato alle squadre non può che andare che alla #24 di PK Carsport che con 277 punti precede la #50 di Hendriks Motorsports, poi a seguire la #6 di Speedhouse (-35), la #11 di Alumitec Racing (-37), la #99 di BS+BREMOTION (-48) e la #3 di RDV Competition (-50) e via via tutte le altre con un totale di 29 auto in classifica.
I prossimi appuntamenti
La stagione 2026 della NASCAR Euro Series si chiude qui. Dopo le foto di rito e la festa a Zolder di ieri sera, il banchetto ufficiale si terrà – insieme a tutte altre categorie internazionali e regionali della NASCAR – a Charlotte il prossimo 20 novembre.
Il weekend ha portato anche all’annuncio del calendario 2027, con una successione ed un format che saranno identici alla stagione appena conclusa. Apertura a Valencia (prologo il 15 aprile, poi weekend di gara il 17-18), poi Le Castellet (22-23 maggio), Brands Hatch (12-13 giugno) e Most (28-29 agosto), infine playoff a Vallelunga (18-19 settembre) e Zolder (16-17 ottobre).
Immagine: Nina Weinbrenner e Bart Dehaese per Media EuroNASCAR
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