Alumitec Racing sbanca ancora un weekend della NASCAR Euro Series. L’apertura dei playoff vede il team canadese vincere tutte e quattro le gare. Ghirelli aumenta il margine in vetta in vista di Zolder
da Vallelunga
O Canada! Alumitec Racing ha fatto risuonare l’inno canadese a Vallelunga metaforicamente ben quattro volte (due quelle effettive), una in più di Most. Dunque, facendo i conti, il team fondato da Alain Lord Mounir ha vinto sette delle ultime otto gare della NASCAR Euro Series. La squadra ha pagato a caro prezzo i fatti di Brands Hatch, ma la #48 e la #11 andranno a Zolder ancora con qualche sogno rimasto.

Ghirelli ha chiuso un weekend non semplice con segnali di speranza e un vantaggio tale da poter portare a casa il terzo titolo della V8GP con due secondi posti, respingendo l’attacco di Nelson Piquet Jr. che a Vallelunga ha conquistato le prime due vittorie in Euro Series. Toffel esce deluso dalla tappa italiana, infatti i due secondi posti dietro ad uno scatenato Raphaël Lessard hanno visto lo svizzero perdere dal canadese 20 dei 32 punti di margine che aveva, dunque in Belgio per la OPEN sarà sfida senza esclusione di colpi.
Prove libere
La NASCAR Euro Series arriva a Vallelunga per uno dei weekend più caldi della stagione, visto che iniziano i playoff e da qui per le prossime due gare (a ottobre ci sarà l’epilogo di Zolder) i punteggi sono raddoppiati e non sono permessi più errori. E anche la temperatura ambientale rispecchia questo: col passare dei giorni le temperature sono date in aumento fino a raggiungere i 30 °C della domenica. Non è esclusa qualche goccia di pioggia come nel 2025, ma dovrebbe essere qualcosa di passeggero anche stavolta malgrado il cambio di stagione (da maggio a settembre).
L’entry list vede la conferma più importante: i due infortunati di Most, Mariam Daviditze e Gianmarco Ercoli, saranno regolarmente presenti in pista. E l’italiano si dimostra di buon umore e moderatamente ottimista malgrado il pollice della mano destra con una frattura scomposta in tre punti nel contatto al via della corsa – poi vinta – a Most. Per lui fasciatura rigida e la speranza di poter stringere i denti.
Fra le ulteriori variazioni negli iscritti, l’assenza più grande è quella di Logan Bearden di Rette Jones Racing in quanto impegnato in contemporanea a Bristol in OAP Series con Young’s Motorsports (nella gara della notte di venerdì chiuderà buon 18°). Dunque viene chiamato sulla #30 Gil Linster. Torna Davide Frulio sulla #20 di Lux Motorsports mentre sulla #73 c’è Valentino Gambarotto dopo aver recuperato dall’infortunio alla spalla che gli aveva fatto saltare Most. Per il Team Bleekemolen debutto in V8GP per lo svizzero Nicolas Manoir e in OPEN il canadese D’Amour. BS+BREMOTION, invece, scende da due a una auto: in assenza della #77, manca all’appello Julian Rehberg mentre Beitske Visser passa “in prestito” da Bleekemolen su una vettura gestita insieme dai due team.
Anche per il Rookie Challenge è tempo di playoff con le consuete tre sessioni da 30′ basate sulla regolarità. Nella prima sessione, bloccata momentaneamente da un problema alla #99 di Seth, poi ai box per risolvere i guai al retrotreno, il più veloce è Vinnie Meskelis, ma poi si entra nel vivo. Nella seconda sessione (Piquet Jr. il più veloce, ma si capisce che la #48 sfrutta la sessione come libere extra e non per il campionato in sé) si ferma Jacon Parry, vincitore della tappa di Most. La sua assenza anche nella terza parte, bloccata dal fuori pista di D’Amour al Semaforo e da quella di Gianni Lasserre al Tornantino e che chiude il turno in anticipo, gli costa praticamente il weekend in quanto non ha risultati validi.
La vittoria del Rookie Challenge a Vallelunga va quindi a Yann Cristovao sulla #4 di Speedhouse. Per lui è la prima volta in carriera e forse non si ricorda che corre sotto licenza francese, ma si presenta sul podio con la bandiera di Madeira sulle spalle e, quindi, quando parte la Marsigliese fa una faccia un po’ stranita. Sul podio con lui Nicole Davidson sulla #21 di Lux Motorsports e Sandro Kajaia sulla #72 di Bleekemolen.

Dopo la pausa pranzo (con pochissime gocce di pioggia cadute col sole, dunque la pista nemmeno si bagna), si entra nel vivo con due sessioni da 30′ di prove libere per ciascuna delle due categorie principali.
Inizia la V8GP l’inizio è abbastanza tranquillo e da notare ci sono solo la #56 di Lortie che nelle marce alte sul rettilineo suona davvero male (e questo è solo una parte dei 17″ di ritardo sul giro) e un lungo di Miura al Semaforo. Per i big, dopo circa metà sessione un pit veloce di controllo e poi si torna in pista. Ercoli inizia piano, anche con la mano, ma nel finale tutto va storto: si rompe un giunto sferico sulla anteriore destra, la ruota collassa e la #11 tira dritto. Per sua fortuna questo succede al Tornantino, quindi la Ford sale a bassa velocità il terrapieno e si appoggia alle gomme, al punto che Gianmarco non subisce il contraccolpo.
Il più veloce nelle FP1 (con alcuni tempi della top5 arrivati nel finale) è Thomas Toffel in 1’40.772″ davanti a Ghirelli di un paio di decimi, poi a quattro Piquet Jr. e Jouffreau, a sei Meskelis, a sette Ercoli e Armetta, a nove S.Bleekemolen, a oltre 1″ Lowe e O’Brien. Senza tempo anche Van Laere e Tziortzis, quest’ultimo col cambio ko e che da solo ha scalato da quarta e seconda, forse qualche residuo di guai iniziati nel Rookie Challenge.
Si passa alle FP1 della OPEN e si inizia con calma con Dombrowski è al comando. Poi, di colpo, arriva di nuovo Toffel e batte il tempo della #24 di quasi 2″. Il suo crono? 1’40.772″.
E qui si esce dalla terza persona e si entra, momentaneamente, nella prima: No dai, impossibile… Già due anni fa a Vallelunga ci furono problemi di cronometraggio, quindi anche questo lo è. E poi 2″ di margine sono troppi, un bug ha sicuramente riportato il tempo della V8GP nella OPEN. Il sottoscritto, vedendo – e riportando a voi – tutto questo, si sposta dalla terrazza dei box alla sala stampa per verificare un dato:
- 1’40.772″ registrato alle 14:12:26.866″ (dunque nelle FP1 della V8GP) con settori di 13.247″+35.435″+30.426″+21.614″
- 1’40.772″ registrato alle 15:01:33.086″ (dunque nelle FP1 della OPEN) con settori di 13.180″+35.280″+30.538″+21.724″
E, a questo punto, sempre il sottoscritto si toglie il cappello davanti a cotanta perfezione nel replicare al millesimo lo stesso giro con la stessa vettura a distanza di circa 50′. Torniamo alla cronaca in terza persona.
La sessione poi prosegue e gli altri si avvicinano, ma nemmeno troppo. Doubek è secondo, ma a addirittura 1.5″, seguono Cappelli, Tavartkiladze, Linster (a oltre 2″), Dombrowski, Beeusaert, De Groot, Richard e Visser a 3.5″. Nessun giro per Lessard, che ne approfitta per fare esercizi fisici al muretto, mentre la #11 viene riparata prima in pit lane e poi, una volta rifatta la quadra e riuscita a montare una ruota, portata nel box.
Dopo una pausa di un’oretta, si replica tutto con le FP2 ed Ercoli riesce a fare praticamente solo un out lap. Ancora guai alla sospensione non riparata bene? No, la sfortuna si accanisce ancora sulla #11 (ed è venerdì 18, non 17): idroguida ko. Anche in questa sessione Toffel spinge e mette due ruote nella polvere all’ultima curva, ma alla fine il miglior tempo non sarà suo.
A 11′ dalla bandiera a scacchi arriva una FCY. Non essendoci ancora le riprese video, né essendo successo il fatto in zona box, è necessario aspettare per sapere cosa sia avvenuto. Si riparte ai -6′ senza carri attrezzi intervenuti e si nota che lo splitter della #13 di Krasonis sia mancante in parte dal lato sinistro. E allora si capisce che i due passaggi prima dell’interruzione in cui il greco aveva percorso tutto il settore iniziale in una nuvola di fumo erano determinati da un tire rub e non guai al motore.
Alla fine il miglior tempo è di Piquet Jr. (praticamente unica soddisfazione di Alumitec al venerdì) in 1’40.458″, davanti a O’Brien di un quarto di secondo, di mezzo secondo su Jouffreau, Krasonis, Meskelis, Armetta, Lowe, Toffel, S.Bleekemolen e Ghirelli a 1″. Ma la vera attesa è su chi non rientra ai box per capire subito chi sia rimasto coinvolto nella FCY.
E la risposta è sorprendente: Jouffreau e il debuttante Maunoir. Le due vetture tornano in pit lane sul carro attrezzi durante il break, la #72 con una rientranza all’altezza dello scarico destro, la #3 con la anteriore sinistra danneggiata. Cosa sia successo lo spiega uno Jouffreau stranamente calmo, ma che capisce il momento di inesperienza, e di disattenzione, del rookie svizzero che, uscito dai box e spostatosi in traiettoria si è messo in una situazione pericolosa con Paul, il quale è stato costretto a tuffarsi alla Curva Grande, toccando però il compagno di lingua sulla fiancata.
Dopo aver rimesso nei box le vetture incidentate, la giornata si chiude con le FP2 della OPEN e anche qui una FCY (Happinessa lunga nella ghiaia al Semaforo e il trattore interviene rapidamente a riportarla dietro le barriere) blocca momentaneamente la sessione. Miglior tempo ancora una volta per un Toffel che non ha bisogno di troppi giri per piazzare un 1’41.027″ che lo mette di quasi quattro decimi davanti a Dombrowski, poi Lessard (finalmente in pista), Linster, Tavartkiladze, Doubek, Tziortzis, Cappelli, Beeusaert e Visser.
La classifica combinata in V8GP vede Piquet al comando su Toffel, O’Brien, Ghirelli, Jouffreau, Krasonis, Meskelis, Armetta, Lowe e S.Bleekemolen, in OPEN la graduatoria replica quella delle FP2.
Qualifiche
Dopo un non lungo temporale notturno, sabato mattina a Vallelunga fa già caldo per le qualifiche della V8GP e la pista si asciuga molto in fretta, al punto che non rappresenterà un problema. Nel primo round sui 10′ a scremare il gruppo da 27 auto a 15, Meskelis parte ancora bene fissando il limite a 1’41.009″. Poi chi arriva? Ancora lui, ancora Toffel che abbatte il tempo e lo porta a 1’40.635″. Tutti vanno alle sue spalle, mentre a pagare è un O’Brien che non ha ancora trovato la quadra con le gomme e il track limit in curva11 con conseguente cancellazione del tempo gli impone un nuovo tentativo.
I tempi cominciano a scendere e Toffel viene battuto in sequenza da Lowe prima e da Piquet Jr. poi che con il suo 1’39.667″ firma il record non ufficiale della pista. Thomas tornerà in pista, ma non batterà il brasiliano. Il finale di turno è solo una lotta per non venire eliminati: O’Brien balza dal 17° al settimo posto e bumpa Tziortzis, poi arriva Kajaia a bumpare Sebastiaan Bleekemolen. A tempo scaduto il cipriota torna in top15 e a venire eliminato è così il georgiano. Miglior tempo, come detto, per Piquet Jr. davanti a Toffel, Ghirelli, Jouffreau, Lowe, Armetta, O’Brien, Meskeliws e Linster con Ercoli 11°.
La Q2, a scremare sui due giri i piloti da 15 a 10, vede più calma e la #34 è ancora a inseguire un’altra vettura. Paul Jouffreau chiude al comando in 1’40.019″, appena 0.013″ davanti a Toffel, poi Ghirelli (che decide di abortire il secondo tentativo), Piquet Jr., Lowe, Meskelis, Krasonis, Ercoli, Armetta e Doubek; Fuori per appena 0.004″ Tziortzis davanti a O’Brien (anche lui errore nel secondo giro), Linster, Davidson e Delsaux.
Nella superpole, invece, va tutto secondo pronostico. Già dal primo giro Toffel si piazza al comando, poi nel secondo toglie altri due decimi e stacca gli avversari che, nonostante tutto, si migliorano pure loro. Prima pole in carriera in V8GP per Thomas in 1’40.227″ davanti a Krasonis (+0.161″), Piquet Jr. (+0.267″), Ghirelli (+0.348″, unico a non migliorarsi, poi il secondo giro viene pure cancellato per track limit in curva13), Lowe (+0.389″ e fermo a metà del secondo giro per problemi di pescaggio), Ercoli, Jouffreau, Armetta, Meskelis e Doubek.
Dopo la breve pausa si passa alla OPEN. Nei primi giri è Dombrowski al comando e non di poco. Poi però arriva sempre Toffel, indaffarato all’inizio con i media, e toglie tre decimi. A passare il primo turno sono Toffel davanti al citato Dombrowski, poi Lessar a oltre sette decimi, Cappelli, Tziortzis, Tavartkiladze, Linster, Doubek, Visser e De Groot.
Anche la Superpole segue il filone già visto. #34 subito davanti e poi ancora meglio: pole position per Toffel (primo a fare doppietta nelle due categorie nello stesso weekend da Jouffreau a Zolder 2023) in 1’40.276″, oltre mezzo secondo davanti a Lessard, poi Tziortzis, Tavartkiladze, Cappelli, Linster, Doubek, Visser, De Groot e Dombrowski che torna ai box dopo l’out lap.
Poi, alle 13:28, il colpo di scena: Thomas Toffel viene penalizzato di due posizioni in griglia di partenza per entrambe le categorie in quanto l’altezza da terra sulla anteriore destra era 2 mm più bassa di quanto consentito dal regolamento. Dunque, la #34 scatterà in entrambe le gare del sabato dal terzo posto, in V8GP dietro a Krasonis e Piquet Jr., in OPEN dietro a Lessard e Tziortzis.
Gara1 V8GP
28.5 °C per 27 auto: a Vallelunga fa caldo per la prima gara del weekend. La prima sorpresa è l’assenza di Jouffreau dalla griglia: sulla #3 si è infatti rotto in precedenza un braccetto della sospensione che viene sostituito all’ultimo; la delusione per Paul sarà doppia, infatti in gara si romperà nuovamente lo stesso elemento. Il francese, ma anche la Schubert sulla #5 mancante anch’essa inizialmente, riescono a schierarsi in griglia all’ultimo. Non aiuta con il caldo, prima dei 18 giri in programma, nemmeno una partenza waved off con ulteriore giro di formazione per la #73 che si ferma in pista.
Poi, via libera e Krasonis mantiene la prima posizione davanti a Piquet Jr. e Toffel. Ottima partenza per Ercoli che si piazza al quarto posto davanti ai connazionali Ghirelli e Armetta mentre scendono Lowe e Jouffreau; chiudono la top10 Doubek e Meskelis. Ala Campagnano incidente fra Davidson e S.Bleekemolen, con l’inglese che tocca la #69 che finisce in fondo e sarà costretta a rientrare ai box; la #21, estremamente danneggiata al retrotreno, verrà penalizzata di 5″.

Sullo slancio iniziale Krasonis guadagna qualche decimo e i soli Piquet e Toffel sembrano in grado di restare con lui, Ercoli invece perde nel settore finale e si stacca leggermente tenendo a bada gli inseguitori con Doubek che, invece, si scivola subito più lontano. Nei primi giri il più pericoloso sembra comunque lo svizzero, vicino alla #48 in ogni momento.
La gara dopo i consueti movimenti iniziali si calma subito e, a parte due posizioni perse da Davidson al terzo giro a vantaggio di Kajaia e Goossens, si vive più di attesa e battaglie potenziali che di sorpassi. Toffel si fa vedere al quarto giro all’esterno della Campagnano, ma si deve riaccodare e questo, unito al GPV di Ercoli, riporta sotto l’italiano che lascia sul posto Ghirelli. Sempre in questo passaggio, Meskelis passa Doubek e si porta al nono posto, ma il treno buono per l’americano sembra andato.
Il quinto passaggio vede il break di Krasonis che con il giro più veloce porta il margine su Piquet Jr. a 1.5″, tuttavia per la #13 questa sarà l’ultima fiammata. Infatti, fiammate metaforiche, ovvero un surriscaldamento della vettura e, di conseguenza, dell’abitacolo porteranno il greco a perdere ritmo. Già al passaggio successivo (nel quale a sorpresa Armetta supera Ghirelli) perde due decimi, ma è il settimo giro quello “decisivo” per la corsa, infatti la #48 dimezza di colpo il ritardo mentre alle loro spalle Ercoli supera Toffel.
Mentre Ghirelli deve guardarsi dietro a Jouffreu, fuori dalla top10 parecchio movimento sempre nel settimo giro: Linster va ai box, Delsaux supera Davidson e Cartechini che perde diverso terreno mentre anche Miura accusa problemi tecnici.
All’ottavo giro il sorpasso: Piquet Jr. attacca Krasonis al Tornantino, il greco non chiude la porta, ma poi non molla la #48. Al giro di boa di metà gara il brasiliano guida con 0.3″ sulla #13, poi Ercoli a 1.8″, Toffel a 3.9″, Armetta a 4.2″, Ghirelli a 5.2″, Jouffreau a 6.1″, Lowe a 6.5″, Meskelis a 7.0″ e Doubek staccato a 10.1″.
Ma anche in questo caso è solo un’ultima fiammata per il greco: già al decimo giro perde quattro decimi dalla #48 e addirittura otto dalla #11. Scatenato invece Armetta che arriva in scia a Toffel mentre la #3 è sempre negli specchietti di Ghirelli. Ai -7 finisce fuori pista Meskelis alla Curva Grande, ma per fortuna causa solo una bandiera gialla locale.
Il clou arriva però fra Campagnano e Soratte: Jouffreu attacca Ghirelli e l’affondo arriva alla Soratte dove la #3 è all’interno, ma per completare il sorpasso è costretto a dare una sportellata all’italiano allargandosi in uscita. Lowe ringrazia e passa entrambi mentre Vittorio perde due posizioni. La direzione gara apre una investigazione che porterà a 10″ di penalità per il francese.
Ai -6 Ercoli praticamente sospinge di nuovo Krasonis sotto a Piquet Jr., tuttavia il greco non avrà la forza del contrattacco, contrattacco che invece cerca Jouffreau nei confronti di Lowe, tuttavia mancandolo si stacca di nuovo. Tutti i leader stanno forzando e lo si vede da quanta terra sollevano allargandosi in uscita, ma alla fine Piquet Jr. va ed Ercoli completa l’opera ai -2, superando pure lui la #13 al Tornantino.

Nelson Piquet Jr. conquista a Vallelunga la sua prima gara in NASCAR Euro Series precedendo quasi in parata il compagno di squadra in Alumitec Gianmarco Ercoli, staccato di 0.8″; Krasonis completa, sfinito dal calore, il podio a 2.4″. A seguire Toffel (+2.8″), Armetta (+4.4″), Lowe (+7.3″), Ghirelli (+11.1″, deluso soprattutto dal motore della #24 che, come confermato in seguito, perdeva anche un po’ d’olio), Doubek (+15.2″), O’Brien (+16.0″) e Tziortzis (+16.4″); il penalizzato Jouffreau scivola all’11° posto davanti a Goossens, Kajaia, Delsaux, Ranson, Schubert, Davidson e M.Bleekemolen, doppiati Wise (-1), Cartechini, Lortie (-2) e poi i ritirati.

Gara1 OPEN
La tradizione vuole che la gara1 della OPEN nel tardo pomeriggio di Vallelunga sia caotica e ricca di guai. Per fortuna quest’anno gli incidenti saranno piccoli. Ma i guai ci sono: Visser e Miura non si schierano in griglia e prendono il via dalla pit lane, Pohjanharju con la #21, invece rimane fermo proprio fermo nello stallo e i commissari (bravissimi) riescono a spostarlo in tempo prima che il gruppo arrivi lanciato per i 15 giri in programma.
Al via Lessard mantiene al comando, ma alla Soratte Toffel supera Tziortzis e si porta al secondo posto, alle loro spalle Doubek a ruote bloccate – ma alla Campagnano – si era messo davanti a Linster. Al secondo giro, poco dopo il sorpasso di Cappelli sullo stesso Tziortzis, arriva la prima FCY: in coda al gruppo alla Curva Grande incidente ad alta velocità fra Miura e il debuttante D’Amour con entrambi che finiscono ko. I commissari aprono una investigazione, ma poi arriva la NFA.

Mentre la #21 torna in gara, si passa alla FCY alla SC, dunque alla ripartenza in fila indiana ai -11 con l’incognita su un possibile recupero. Lessard scatta bene e mette qualche metro su Toffel mentre Doubek supera Tavartkiladze ed entra in top5. Bene anche Gambarotto che sale al nono posto scambiandosi con De Groot che invece scivola all’11°, poi però mettendo due ruote sulla terra apre la porta a Beeusaert.
Dopo la ripartenza vanno via Lessard, Toffel ed un Cappelli che rimane un po’ al gancio. La pressione che lo svizzero esercita è praticamente costante, il punto in cui la #34 arriva sul paraurti della #11 è soprattutto quello della frenata della Soratte, ma il canadese mantiene la calma e non si scompone. Ai -13 Van Larere precipita dal 12° al 20° posto in un giro molto movimentato in quella zona di classifica con Faraonio, Daviditze, Happinessa, una Visser in recupero, Frulio e Timonen che si scambiano posizioni.
Al sesto passaggio arriva il GPV di Lessard (malgrado corra un un muso un po’ scotchato), ma il suo vantaggio diventa di sei decimi scarsi, al giro successivo Toffel torna sotto e attacca all’esterno della Campagnano, il canadese forza la frenata e tiene la prima posizione sfruttando anche la terra in uscita di curva. Thomas si rifugia ancora nella frenata profonda alla Soratte ad un pelo dal bump&run.
Dopo due giri a tirare il fiato, si passa metà gara e Lessard guida con 0.3″ su Toffel, 1.1″ su Cappelli, 2.0″ su Tziortzis, 2.5″ su Doubek, 3.0″ su Tavartkiladze, 3.9″ su Linster, 4.8″ su Beeusaert, 5.6″ su un Dombrowski in calo e 8.9″ su De Groot.

Si forma col passare dei minuti una doppia coppia, anche se Tziortzis non è mai troppo vicino per un attacco a Cappelli. Ai -5, però nuova FCY: Lortie (già ultimissimo, come sempre) esce larghissimo alla Roma, perde il controllo sulla ghiaia e nel 180° sbatte contro il muro interno lungo il muretto dei box. Dopo una bandiera gialla locale, quando passa il gruppo, arrivano di conseguenza le consuete FCY e SC. Il recupero della #16 è laborioso (e rumoroso, con la vettura che gratta sull’asfalto), poi si riparte – dopo aver aggiunto due giri di recupero – a tre passaggi dal traguardo.
Lessard scatta ancora bene e la classifica rimane praticamente invariata, ma nella pancia del gruppo un contatto manda in testacoda la Visser che, a causa della posteriore destra squarciata, non riesce a ripartire. Nuova FCY e SC con recupero lungo della vettura, al punto che la direzione gara, visti i ritardi già accumulati, opta per non riprendere la competizione con 16 giri completati rispetto ai 15 previsti in origine e ai 17 prorogati in corsa. Per i puristi forse è una decisione scorretta, ma la bandiera a scacchi sventola dopo 37′ e con un ulteriore giro dietro la SC si sarebbero raggiunti giusto i 40′, il tempo limite per la OPEN.
Lessard prosegue nel filotto e completa il cappotto di Alumitec nel sabato di Vallelunga precedendo sul traguardo dietro la SC Toffel, Cappelli, Tziortzis, Doubek, Tavartkiladze, Linster, Dombrowski, Beeusaert e Gambarotto; a pieni giri anche De Groot, Richard, Schaak, Happinessa, Frulio, Timonen, Faraonio, Monti e Daviditze, quest’ultima penalizzata di 5″ per falsa partenza e 10″ per contatto evitabile evidentemente con la Visser.

Una lunga giornata a Vallelunga però non finisce qui: alle 20:51 arriva il comunicato ufficiale su una penalità comminata a Cappelli. L’italiano perde il podio (due posizioni di retrocessione) perché la sua vettura ai controlli tecnici è risultata più bassa del consentito di 2 mm, stavolta però alla posteriore sinistra. Tziortzis ringrazia e sale, virtualmente, sul podio.
Warm up
Vallelunga si sveglia ancora col sole e i motori si accendono presto per il warm up. Si accende soprattutto il motore della #24 di Ghirelli (e Dombrowski) che è stato sostituito in serata. Quella romana è stata una serata del sabato più tranquilla degli anni precedenti in cui numerosi incidenti avevano lasciato delle vetture out per la domenica. Sì, si lavora anche dopo il tramonto in molti box, i social riportano attività nel garage anche alle 23:30 e il negozio ufficiale delle parti di ricambio che tira giù la serranda a notte fonda, ma (anche) questa è la vita in circuito.

Il miglior tempo nella sessione di verifica delle auto è per la #48 di Piquet Jr./Alumitec (1’40.786″) davanti alla #72 del Team Bleekemolen, poi la #3 di RDV Competition, la #13 di Krasonis/PK Carsport, la #50 di Hendriks, la #34 di Toffel/THT, la #11 di Alumitec, la #24 di PK Carsport e la #54 di Caal Racing. 26 le auto scese in pista, la #55 e la #75 solo per un out lap, ma per la vettura di Delsaux/Faraonio (con il francese al volante in quel momento) non è intenzionale: il cofano, infatti, si stacca in corsa e danneggia il tettuccio della vettura e altri pezzi di carrozzeria sul lato sinistro, costringendo il team a riparare la vettura fino a pochi minuti dall’apertura della pit lane di gara2.

All’appello non si presentano la debuttante #56 di Hunter Aviation Racing e la #74 di Kenko Miura, lei sì seriamente danneggiata in gara1 OPEN con muso praticamente smontato fino a sera, al punto che il team è costretto ad alzare bandiera bianca. Per il giapponese, che avrebbe già saltato Zolder, la stagione in NASCAR Euro Series finisce amaramente così.
Gara2 OPEN
La griglia di partenza di gara2, basata come sempre sui giri veloci di gara1, vede Lessard in pole position davanti a Cappelli, Toffel, Tziortzis, Tavartkiladze, Doubek, Linster, Dombrowski, Beeusaert e Richard. DNS oltre che per Miura anche per la #75 di D’Amour, ai box col retrotreno ammaccato dall’incidente del sabato.
Pronti via e piccolo capolavoro di Cappelli che all’esterno della Curva Grande supera Lessard e si porta al comando, seguono poi Toffel, Tavartkiladze, Tziortzis, Doubek, Linster, Dombrowski e Gambarotto (che approfitta di un contatto fra la #24 e Beeusaert, sceso al decimo posto e leggermente ammaccato al Tornantino). Al secondo giro, invece, prendono la via dei box Happinessa e Frulio.
Il gruppo si va allungando fin da subito, vanno via in otto con Lessard che rimane subito vicino a Cappelli e staccando leggermente Toffel. Il leitmotiv, tuttavia, rimane quello del sabato: lo svizzero è più veloce sul rettilineo opposto e in frenata alla Campagnano torna sotto al canadese che, già al terzo giro, arriva al bloccaggio in frenata.
Il gruppo così si spacca in un terzetto al comando, poi la coppia Tavartkiladze-Tziortzis, dunque il trio Doubek-Dombrowski-Linster. Già, perché il francese inizia qui la rimonta, passando Gil all’interno della Roma e completando in accelerazione, e si vede che la #24 è veloce, segno che il cambio motore è andato a buon fine.
Lessard ovviamente non può sapere cosa è successo al giro precedente un po’ dietro a lui, ma al quinto giro mette in pratica la stessa manovra: infila il muso all’interno della Roma, tiene botta in accelerazione, mantiene il livello del paraurti, sfrutta il side draft e si infila alla Curva Grande tornando al comando.
Vedendo il sabato, la #11 farebbe bene ad allungare subito, ma evidentemente anche Toffel capisce la situazione e alla Campagnano infila pure lui Cappelli. E qui la diga di Claudio crolla di schianto: alla Roma esce larghissimo e, dopo un po’ di rally nella ghiaia, deve far passare pure Tavartkiladze e ne approfittano anche gli altri per tornare sotto, incluso Dombrwski che passa in sequenza prima Doubek e poi anche Tziortzis. La #24 non si ferma qua, punta Cappelli all’esterno della Campagnano e poi si infila all’interno della Soratte nel cambio di direzione. L’italiano è ormai in crisi di freni e col lungo ai Cimini al settimo giro apre la porta anche a Doubek.
Al passaggio successivo cede anche Tziortzis, superato un poche curve sia da Tavartkiladze e Dombrowski, mentre Cappelli termina la sua discesa col sorpasso subito da Linster. Faraonio alza bandiera bianca dopo i danni riportati nel warm up.
A metà gara Lessard guida con 0.4″ (ma è un elastico fra 0.2″ alla Campagnano e 0.5″ nel misto) su Toffel, poi Dombrowski a 5.0″ e che ha superato Tavartkiladze (+5.6″), Tziortzis (+6.2″), Doubek (+8.0″), Linster (+8.8″), Cappelli (+10.6″), a 18″ il gruppone guidato da Gambarotto. C’è curiosità nel vedere cosa possa fare a pista libera e motore nuovo Dombrowski, tuttavia ha dato molto nella rimonta ed ora non recupererà terreno, consolidando però il podio.

Ai -4, dopo una breve tregua, Linster passa Doubek, ma pian piano l’attenzione torna davanti. Ai -3 il momento clou: Lessard scoda in accelerazione dal Semaforo, allora Toffel cerca di sfruttare l’occasione e si tuffa al Tornantino, arriva il contatto ma la #11 mantiene la barra dritta, non si scompone e rimane al comando. Anzi, Toffel rimbalza e perde un paio di decimi preziosi, al punto che sul traguardo ha 0.7″ di ritardo. Anche nel “gruppo Gambarotto” contatti al Tornantino e Van Laere torna ai box con il passaruota anteriore sinistro devastato da una gomma forata.
Ai -2 Toffel torna a mezzo secondo da Lessard che, sempre alla Campagnano, deve andare in leggera difesa. Il momento peggiore, tuttavia, è in uscita dalla Soratte quando il canadese si trova davanti il connazionale Lortie, sempre troppo lento, e deve alzare il piede prima di trovare il varco. Toffel torna definitivamente sotto, ma stavolta non attacca e preferisce rimanere in scia, al punto che inizia l’ultimo giro con soli 0.182″ di ritardo. Lo svizzero, tuttavia, prende troppa scia probabilmente e quando si sposta alla Curva Grande come per cercare un attacco, finisce largo e deve alzare il piede e concedere un’altra vittoria alla #11.
Lessard completa la doppietta a Vallelunga (in gara2 malgrado un servosterzo sempre meno efficace) davanti ad un Toffel molto deluso, staccato sul traguardo di 0.491″. A seguire Dombrowski (+3.2″), Tavartkiladze (+4.6″), Tziortzis (+5.1″), Linster (+10.4″), Doubek (+11.3″), Cappelli (+16.3″), Gambarotto (+28.1″) e De Groot (+28.8″); a seguire Richard, Visser, Beeusaert, Schaak, Pohjanharju, Daviditze, Timonen e Monti, a -1 Happinessa e Van Laere, a -3 un Faraonio pure penalizzato per un incidente, a -4 Lortie.

Si va a Zolder, dunque, ancora con Toffel ancora al comando della generale, ma con appena 12 punti di margine su Lessard, seguono Dombrowski (-22), Linster (-37), Tziortzis (-41), Cappelli (-60), Doubek (-87), Tavartkiladze (-88), De Groot (-93) e Richard (-119).
Gara2 V8GP
Per la gara conclusiva del weekend della NASCAR Euro Series a Vallelunga si ha ancora un pilota Alumitec davanti a tutti con il vincitore di gara1, Nelson Piquet Jr., a precedere Krasonis, Ercoli, Meskelis, Toffel, Ghirelli, Jouffreau, Armetta, Lowe e O’Brien.
In griglia, tuttavia, mancano ben cinque auto. Di Miura si sapeva, il forfait di Van Laere viene confermato, ma la sorpresa è l’assenza, risalendo la classifica, di Michael Bleekemolen (già in borghese), ma soprattutto di Toffel e Jouffreau. Sullo svizzero non si hanno notizie, se sia un problema meccanico o la delusione (relativa) del weekend che gli ha tolto ogni energia. Per quanto riguarda il francese, è solo una incomprensione con i commissari su uno sfasamento cronometrico alla chiusura della pit lane. La #3 poi si schiererà regolarmente al suo posto.
Al via della gara da 18 giri Piquet rimane davanti a Krasonis ed Ercoli con il greco che rimane vicino al leader dopo i Cimini, lo stesso lo fa Ghirelli con Ercoli, Meskelis tenta la difesa su uno scatenato Jouffreau alla Soratte, ma nulla può e Paul entra in top5 al Tornantino.

Che il motore nuovo della #24 stia pompando bene lo si vede in accelerazione dai Cimini al secondo giro, ma è esterno alla Campagnano e quindi si deve riaccodare; questa manovra permette però a Jouffreau di riprendere gli italiani, anche grazie ad un largo di Vittorio in accelerazione. In coda, intanto, Mike Wise sta cercando di tornare ai box a passo d’uomo.
Sempre nel secondo giro Krasonis prova l’attacco di forza al Tornantino, ma la manovra non riuscita permette la formazione momentanea del quintetto al comando. Piquet sta forzando e lo si vede nell’uscita larga alla Curva Grande al passaggio successivo, proprio mentre arriva il primo colpo di scena: 5″ di penalità per Ghirelli per falsa partenza.
Krasonis ci riprova alla Campagnano, ma poi deve andare in difesa alla Soratte. La prima resistenza funziona, la seconda no: Ercoli apre la porta al Semaforo e in sequenza si infilano tutti, ma nel mezzo ci mette lo zampino anche Jouffreu che, a sorpresa, scavalca Ghirelli e poi tocca anche Krasonis (manovra che passa sotto investigazione). Dunque, la nuova top5 vede un Piquet più tranquillo davanti al compagno di squadra Ercoli, Jouffreau, Ghirelli e Krasonis.
Non troppo distanti ci sono Meskelis e Armetta, anzi al passaggio successivo l’italiano passa alla Soratte, mentre Doubek non riesce ad approfittarne e allora Lowe si fa vedere sulla #7, ma verrà a sua volta attaccato da S.Bleekemolen.
Sono passati appena quattro giri, ma è successo già parecchio. Ercoli non riesce a tenere il passo della #48 e quindi dietro a lui si ricompattano, al punto che Armetta col giro più veloce riaggancia questo gruppo. Al sesto giro Jouffreau si fa vedere alla Campagnano, c’è anche un piccolo contatto in uscita, ma la brutta notizia per il francese sono i 10″ di penalità per la sportellata precedente a Krasonis. Dunque, ora Gianmarco ha immediatamente alle spalle due piloti penalizzati. Meskelis, intanto, dopo un buon inizio perde la posizione da un O’Brien in ripresa dopo l’avvio difficile di weekend.

Jouffreau conosce solo una parola: attaccare. Ci prova alla Soratte, ma si trova all’esterno in vista del Semaforo. Qui Ercoli arriva lungo e c’è il contatto fiancata contro fiancata che apre la porta a Ghirelli che, tuttavia, si trova pure lui esterno e così ad infilarsi al Tornantino è Krasonis nei suoi confronti. Il contatto fra #3 e #11 viene messo sotto investigazione, tuttavia stranamente non arrivano penalità. Piquet ringrazia, ma lo fa anche Ghirelli: al giro successivo un lungo sospetto di Krasonis ai Cimini vede lo scambio di posizioni fra compagni di squadra.
Nuovo giro, nuovo attacco di Jouffreau, stavolta con un bump che sa di piccola vendetta su Ercoli. Però l’italiano resiste e i due sono affiancati fino alla Esse dove, in vista della Roma, addirittura Ghirelli pensa per un attimo ad un 3-wide. Alla fine, Ercoli all’esterno della Roma deve alzare il piede e perde tante velocità, al punto che prima dei Cimini si è infilata anche la coppia PK Carsport. E non è finita qui: la #11 è in difficoltà e col lungo a Campagnano viene passato anche da Armetta.
A metà gara Piquet Jr. ha salutato tutti grazie alle battaglie ed ha 4.0″ su Jouffreau, poi 4.6″ su Ghirelli, 6.3″ su Krasonis, 6.9″ su Armetta, 7.4″ su Ercoli, 8.1″ su Doubek, 8.6″ su S.Bleekemolen, 9.5″ su O’Brien e 9.8″ su Lowe.
A pista libera Jouffreau si lancia all’inseguimento del brasiliano e, portandosi dietro Ghirelli, recupera decimi preziosi, ma ovviamente il suo occhio, vista la penalità, è più sul dietro che sul davanti. Le battaglie si spostano più dietro: Doubek in difesa su Bleekemolen alla Soratte che sbanda in percorrenza, O’Brien in copertura alla Roma su Lowe e così queste due coppie si ricompattano ampliando le battaglie.
Mentre Ercoli riprende il filo e torna sotto ad Armetta, anche Piquet reagisce e tiene a distanza Jouffreau che ai -6 è a 3.1″. Il finale di una gara decisamente bella e movimentata all’inizio vede la formazione di un gruppone dietro ad Armetta fino al decimo posto, fondamentale anche per capire dove cadrà la #3 dopo i 10″ di arretramento.
Ai -5 Krasonis firma il giro più veloce, Ghirelli progressivamente si stacca e quindi appare più chiaro lo scenario per il podio, con la coppia PK che non si ostacola sapendo che il greco è virtualmente secondo. Uno degli ultimi sorpassi di giornata ai -3 vede un bell’incrocio di Lowe su O’Brien fra Tornantino ed Esse. Linster, invece, alza bandiera bianca e si ritira nei box mentre ai -2 in coda Maunoir finisce fuori pista prima dei Cimini e provoca solo una local yellow.
Nelson Piquet Jr. completa dunque senza problemi la doppietta personale e il cappotto di Alumitec Racing a Vallelunga. Sul traguardo di gara2 precede, dopo le penalità, Krasonis (+5.0″), Ghirelli (+8.1″), Armetta (+10.729″), Jouffreau (+10.742″, beffato dunque per 0.013″), Ercoli (+11.5″), Doubek (+13.2″), S.Bleekemolen (+15.0″), Lowe (+15.3″) e O’Brien (+15.9″) che, dunque, perdono punti preziosi in campionato. Seguono Meskelis, Tziortzis, Davidson, Goossens, Kajaia, Delsaux, Cartechini, Schubert e Ranson, tutti gli altri ad oltre tre giri.
Vittorio Ghirelli andrà dunque a Zolder alla caccia del terzo titolo consecutivo con ben 31 lunghezze di margine su Piquet Jr., poi a -42 la coppia O’Brien-Krasonis, dunque Lowe e Doubek a -47, Jouffreau a -61, Ercoli a -73, Tziortzis a -92 e Armetta a -97.
I prossimi appuntamenti
Manca solo un appuntamento per chiudere la stagione 2026 della NASCAR Euro Series. A Zolder il 16-17-18 ottobre si assegneranno i titoli di Rookie Challenge, OPEN e V8GP. Anche in Belgio, come da regolamento dei playoff, ci saranno doppi punti e nessuno scarto.
Immagine: Nina Weinbrenner e Bart Dehaese per Media EuroNASCAR
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