Dopo la conferma della squalifica per i fatti di Brands Hatch, il team di matrice canadese porta a casa la doppietta con Lessard in OPEN e un primo+secondo posto con Ercoli in V8GP
Continua l’estate di gioie e dolori per Alumitec Racing. La squalifica post Brands Hatch, quando il motore rotto da Ercoli alla domenica non era stato immediatamente consegnato ai commissari come da richiesta secondo regolamento, è stata confermata in appello, dunque il team ha dovuto reinventarsi per salvare la stagione appesantita da risultati nemmeno scartabili alla fine della regular season. In Cechia la #11 ha fatto il botto, stavolta in senso positivo con tre successi e un secondo posto nelle quattro gare. La copertina è per il canadese Raphaël Lessard, protagonista con una doppietta nella OPEN che lo ha rilanciato anche in campionato. In V8GP, dopo il successo senza una fiancata di Jordan O’Brien, è arrivato quello di Gianmarco Ercoli, il tutto malgrado l’infortunio ad un pollice riportato nel concitato via nella temuta prima chicane di Most.
La pausa estiva
Dopo due mesi di pausa estiva, la NASCAR Euro Series torna in pista. In calendario c’è ancora metà stagione da disputare e si inizia da Most per la chiusura della regular season. Ovviamente il mondo dei motori non è stato fermo e ci sono alcune notizie fondamentali da riportare.
In ordine cronologico, dopo un luglio tranquillo, ad inizio agosto Vittorio Ghirelli è tornato in Canada per disputare la gara NASCAR sul circuito cittadino di Trois-Rivières. Presente al via anche Raphaël Lessard che l’anno scorso era parte dello “scambio culturale” in vista di fine stagione mentre ora è a tempo pieno – ed ha anche già vinto – nella categoria OPEN.
Il weekend per Ghirelli è andato decisamente meglio di quello del 2025 (gara chiusa col motore in fiamme): dopo il settimo posto in qualifica ed il quinto della Sprint 2 (il format di quest’anno al GP3R era simile a quello della Daytona 500) proprio davanti a Lessard, Vittorio in gara ha pagato soprattutto le ripartenze in una gara fortemente caotica e ricca di incidenti e bandiere gialle e rosse. Approfittando del finale, Ghirelli ha poi buon decimo, “perdendo” però la sfida con Lessard, quinto.
Dopo questa notizia buona, in Alumitec però è arrivata la doccia gelata: le penalità severe comminate dopo la vicenda del motore cambiato in fretta e furia a Brands Hatch sono state confermate in appello dalla federazione francese proprio alla vigilia di Most. Dunque, la classifica generale per Lessard e, soprattutto Ercoli, appare decisamente in salita con il canadese a quota -39 a Toffel in OPEN e l’italiano addirittura fuori dalla top10 nella V8GP e l’impossibilità di scartare le squalifiche come peggiori risultati alla fine della regular season.
Se per Alumitec la stagione è decisamente da reinventare, anche RDV Competition se l’è vista brutta ad agosto. Infatti, un incendio nel capannone immediatamente adiacente alla sede del team francese ha rischiato di coinvolgere anche la scuderia che è stata costretta ad evacuare tutto il materiale fondamentale in fretta e furia per evitare guai peggiori, poi per fortuna limitati. Dunque, finalmente, si possono riaccendere i motori.
Prove libere e qualifiche
Dopo la pausa inglese, torna in pista il Rookie Challenge con le sue consuete tre sessioni da 30′ basate sulla regolarità. Ben 15 le auto iscritte e la vittoria di tappa, la seconda dopo quella del Paul Ricard, va all’inglese Jacob Parry sulla #73 di CAAL Racing.

Poi, dopo un piccolo scroscio di pioggia, tocca alle libere delle due categorie (già precedute da una sessione privata di test al giovedì). Nella V8GP il miglior tempo a sorpresa è per Thomas Toffel (1’39.473″) davanti a Krasonis, Ghirelli (malgrado qualche guaio ai freni), Piquet Jr., Jouffreau, O’Brien, Meskelis, Armetta, Ercoli e Bearden. Nella OPEN, invece, il più veloce è il già citato Lessard (1’40.047″) a precedere Cappelli, Toffel, il pilota di casa Doubek (anche lui appiedato, ma solo momentaneamente), Dombrowski, Beeusaert, Linster, Tziortzis, Tavartkiladze e De Groot.

Anche il sabato è una bella giornata di sole. Per prime a scendere in pista sono le 24 vetture della categoria V8GP (l’unica differenza rilevante nella entry list è la presenza di Brenna Schubert sulla #20) per le qualifiche. Sessione che fila via senza problemi. In Q1 O’Brien stampa subito il miglior tempo in 1’39.331″. Jouffreau gioca col fuoco tornando in anticipo ai box e scivola lentamente fino al 15° e ultimo posto utile per passare al turno successivo a cui non accedono a sorpresa invece Tziortzis, Delsaux e Rehberg.
In Q2 O’Brien, che continua a gareggiare di tappa in tappa a seconda degli sponsor che arrivano, si migliora in 1’39.245″ mentre a venire eliminati sono Bearden, un Lowe che non ha ancora trovato il ritmo giusto in tutto il weekend, clamorosamente Doubek, Davidson e Piquet Jr.
In Superpole l’americano non riesce a ripetersi e così la pole position va a Thomas Krasonis (1’39.389″) a precedere di quasi tre decimi proprio O’Brien, poi a seguire Ghirelli, Ercoli, Jouffreau, Armetta, Toffel (questi due con lo stesso identico tempo), S.Bleekemolen, Kajaia e Meskelis.
In OPEN, invece, primo turno decisamente più complicato: testacoda per Daviditze mentre Dombrowski in circostanze non chiarite si trova con lo splitter danneggiato sul lato destro. Infine, per Sven Van Laere prima una esursione nella ghiaia, poi si insabbia a bandiera a scacchi già esposta. Miglior tempo per Lessard (1’39.708″) mentre fra i big eliminati troviamo per mezzo decimo Tziortzis.
Nel turno decisivo, però Toffel si scatena e col suo 1’39.635″ batte di addirittura sei decimi Lessard, poi un buon Beeusaert (solo un millesimo dietro al canadese), Doubek, Linster, Tavartkiladze, Cappelli, De Groot, Dombrowski e Pohjanharju.

Gara1 V8GP
Sorpresa in griglia di partenza prima dei 17 giri della categoria V8GP: manca all’appello per un problema meccanico (semiasse rotto, poi scenderà in pista in ritardo) la #34 di Thomas Toffel. Rimangono dunque 23 auto e davanti a loro la temuta prima chicane di Most. E anche quest’anno i guai sono tanti. Praticamente metà delle prime file finisce dritta, o nella ghiaia, o con qualche danno. Al punto che i commissari alzano le mani e decidono di non aprire nessuna investigazione.

Il poleman Krasonis taglia nella ghiaia mentre Ghirelli si appoggia alla fiancata destra di O’Brien (con la #50 che perde la carrozzeria) e pure loro tagliano curva2, anche Ercoli non percorre la chicane secondo comandamenti, Jouffreau prende direttamente la via di fuga, Kajaia ne esce con molti danni, Piquet perde terreno, Armetta ancora di più, Lowe finisce in coda e chissà quanti altri dettagli mancanti usciranno nelle prossime ore dagli on board. In sintesi: curva1 a Most.

Alla fine del primo giro Krasonis è già in fuga insieme a O’Brien, Ercoli è a 2.5″ e precede Jouffreau, Ghirelli, poi un ammaccato Kajaia tiene dietro Doubek, Bearden, Bleekemolen e Meskelis. Cartechini esce dalla top10 dopo essere finito largo in uscita dall’ultima chicane.
Malgrado il danno subito, O’Brien passa subito all’attacco e all’inizio del secondo giro infila Krasonis in curva1 che, tuttavia, non molla e rimane attaccato alla #50. O alla #25 dato che la fiancata di destra non c’è. Ghirelli, invece, non riesce a superare Jouffreau in questo momento, lo farà invece di forza alla penultima curva, i due vanno larghi con Vittorio che si salva mentre Paul mette le ruote nella ghiaia. Doubek ringrazia e sale al quarto posto, il francese viene passato anche da Bearden.
Mentre Rehberg si è ritirato e sta tornando ai box a piedi (chissà se anche lui è vittima della prima chicane), Ghirelli prova a riprendere Doubek mentre Kajaia paga i danni iniziali e viene passato in sequenza da tutti fino a dover alzare bandiera bianca e ritirarsi dopo tre giri. Davanti, intanto, il duello – pur senza attacchi – fra O’Brien e Krasonis prosegue e permette ad Ercoli di tornare a circa 1.9″ di ritardo, poi però Gianmarco non riuscirà più a recuperare.
Il punto migliore per il greco sembra l’accelerazione nel misto, quindi al quarto giro, mentre S.Bleekemolen (in quel momento ottavo) probabilmente va fuori pista e perde una decina di secondi, attacca alla penultima curva, ma finisce lungo, Jordan incrocia e sul traguardo è di nuovo davanti. Piquet approfitta di Sebastiaan e del sorpasso su Goossens per entrare in top10.
Mentre Jouffreau riprende Bearden (Ghirelli invece non riesce a fare lo stesso con Doubek), O’Brien deve riprendere la difesa su Krasonis. Jordan pensa di aver preso bene l’interno sul rettilineo di partenza, ma Thomas riesce a passare fra la #50 e il muretto e prendere la prima posizione in curva1. O’Brien mantiene la calma, incrocia la traiettoria, accelera meglio, sfrutta il doppiaggio di Lortie (e siamo appena al settimo giro…) e in curva6 c’è un nuovo cambio di leader, malgrado un leggero bloccaggio. Jouffreau torna al sesto posto col sorpasso su Bearden mentre anche Armetta si ferma un attimo ai box. Recupera terreno Lowe che riesce a guadagnare ben tre posizioni in un giro.

Al giro successivo O’Brien difende meglio l’interno, Krasonis allora va esterno… ma manca il punto di frenata e finisce dritto alla prima chicane e per quando torna in traiettoria è finito dietro a Ercoli e anche Doubek. Tuttavia, poco più tardi, arriva una FCY – che si trasformerà in VSC – perché Cartechini è finito in testacoda all’ultima curva e si è fermato nella ghiaia ai margini dell’asfalto. Durante la bandiera gialla, Goossens va ai box in una nuvola di fumo.
Si riparte ai -7 in fila indiana con O’Brien che ha di nuovo vicini Ercoli, Doubek, Krasonis, Ghirelli, Jouffreau, Bearden, Meskelis, Davidson, Piquet Jr., Lowe e Tziortzis. In frenata Ercoli pizzica leggermente il retrotreno della #50, ma tutti si salvano con il ceco che si incolla alla #11. Jouffreau, invece, supera Ghirelli, tuttavia Paul sbanda in uscita e Vittorio ripassa alla chicane successiva con un leggero bump.
Al campione in carica si accoda anche Bearden. Non si capisce il motivo di questo, così come nemmeno dei seguenti sorpassi di Meskelis e Davidson. Poi arriva una inquadratura da dietro: la #3 è senza paraurti. Non è chiaro quando è rimasto senza Paul, il leggero contatto Ghirelli non sembra giustificare un danno del genere. Il mistero rimane, ma il guaio è talmente severo che al giro successivo Jouffreau sarà costretto al ritiro.
Mentre O’Brien scappa via di nuovo, la battaglia nel finale diventa quella per il podio fra Doubek e Krasonis. Il pilota di casa è sempre in difesa e ad aiutare chi è davanti ci pensa un altro doppiaggio, stavolta quello di Cartechini. Thomas arriva ai -3 anche a ruote fumanti alla penultima curva, ma si deve riaccodare.
Poi, al passaggio successivo, il nuovo colpo di scena. Il muso, soprattutto il passaruota destro, della #7 di Doubek sta inesorabilmente collassando, evidentemente vittima dei colpi di inizio gara. Il primo segno è un tire rub alla anteriore destra che diventa sempre più evidente, quasi a livello papale. Martin deve alzare il piede e gestire gli ultimi chilometri. Krasonis si infila sul rettilineo principale all’inizio del penultimo giro mentre il collasso del muso di Doubek si fa sempre più preoccupante, al punto che verrà passato anche da Ghirelli in curva10.
Il più veloce in pista è il greco, al punto che la seconda posizione di Ercoli è in forte pericolo, tuttavia l’italiano (che ha un problema all’acceleratore, un po’ sticky al momento di iniziare la frenata e lo si vede dai piccoli bloccaggi) riesce a gestire bene l’ultimo giro senza concedere possibilità al rivale. Il tire rub di Doubek invece si è risolto positivamente e riesce a salvare il risultato. Trema anche il leader, che nell’ultimo giro vede anche il proprio passaruota muoversi sempre di più.
Jordan O’Brien entra nella storia ed è il primo vincitore americano in una gara valida (Ben Kennedy, sì l’attuale COO della NASCAR, conquistò una gara fuori campionato nel 2012) della NASCAR Euro Series. Il pilota di Hendriks Motorsports, che ovviamente festeggia indicando la fiancata mancante, chiude davanti ad Ercoli (+4.7″), Krasonis (+4.9″), Ghirelli (+7.1″), Doubek (+7.8″), Bearden (+9.0″), Meskelis (+9.1″), Davidson (+9.7″), Piquet Jr. (+13.1″) e Lowe (+13.2″), poi S.Bleekemolen, Delsaux, Schubert, M.Bleekemolen, Tziortzis (penalizzato di 5″ per un rientro pericoloso dopo un fuoripista alla penultima curva dell’ultimo giro) e Ranson, poi gli ammaccati o i ritirati.

Gara1 OPEN
14 giri per la categoria OPEN e qui Toffel è regolarmente in griglia. Tutti temono curva1, ancor di più dopo aver visto la seconda fila compattarsi con la terza dopo l’accelerazione. Invece tutto fila liscio, Toffel riesce a difendersi dall’attacco di Lessard, seguono poi Doubek, Cappelli e Beeusaert, dunque Linster che riesce a passare Dombrowski. Claudio regala al pubblico il primo rodeo quando nel misto esce troppo largo, riesce a galleggiare fra ghiaia, erba e asfalto e non perde nemmeno una posizione. Viene aperta una investigazione sulla prima curva, anche se non si capisce il motivo. Forse è successo qualcosa in coda, infatti De Groot prosegue al rallentatore e poi si ferma in curva10.

Toffel e Lessard allungano fin da subito, ma a bloccarli ci pensa la FCY (poi VSC) perché la #69 di De Groot si è fermata e bisogna spostarla dietro le barriere. Torna ai box anche la #3, di nuovo senza paraurti come in V8GP, ma non si capisce se sia un nuovo incidente o una riparazione non andata a buon fine. Ripartenza ai -8 con Toffel davanti a Lessard, Doubek, Cappelli, Beeusaert, Linster, Dombrowski, Tavartkiladze, Tziortzis e Pohjanharju.
La direzione gara decide per una ripartenza in doppia fila. Mai errore fu più grande, infatti il botto arriva in questa occasione. A sbagliare è Beeusaert che non trova più spazio in frenata, taglia l’ingresso sull’erba, e si trova lì Doubek e Cappelli. Il ceco si trova nel panino di botto e quasi decolla col retrotreno. Si innesca così il mucchio anche alle loro spalle che coinvolge altre vetture come quella di Robin Bleekemolen e Daviditze che finiscono anche loro ko con la georgiana che si rompe pure un dito nell’incidente. Ma i nomi grossi che subiscono danni ingenti sono ovviamente Beeusaert, Doubek (ritiro per entrambi con la #7 semidistrutta a livello di carrozzeria) mentre Cappelli prosegue senza retrotreno dopo che Martin è atterrato sulla sua #54.

Dopo il caos della prima chicane, Toffel e Lessard allungano nuovamente su Dombrowski, Linster, Tavartkiladze, Tziortzis, Cappelli, Van Laere, Pohjanharju e Happinessa. Ormai la direzione gara ha perso il filo della gara: ci sono detriti sparsi, almeno due auto ferme a bordo pista (Beeusaert che rimugina su quanto fatto appena dietro al rail e R.Bleekemolen nella ghiaia), ma non viene chiamata la FCY a differenza di quanto successo in precedenza. Viene aperta anche una nuova investigazione sulle cause dell’incidente.
Intanto la corsa prosegue e Lessard rimane vicino allo svizzero, nel gruppo, invece, Cappelli perde inesorabilmente terreno, ma recupera una posizione quando ai -3 Pohjanharju finisce fuori pista e a muro alla penultima curva. Peccato per il finlandese, alla miglior gara dell’anno terminata invece in anticipo.
Di nuovo FCY e VSC con la pace car (fittizia) che torna ai box solamente in vista dell’ultimo giro quando arriva una nuova ripartenza, stavolta in fila indiana. Toffel scatta bene (e non si capiscono le sue lamentele sul tema dopo la bandiera a scacchi), tuttavia la magia la compie Lessard che stacca forte all’esterno, tiene il livello della #34 in curva1 e la infila in curva2 involandosi verso la vittoria.
Raphaël Lessard completa la giornata perfetta per il Nord America in NASCAR Euro Series e vince gara1 della OPEN precedendo Toffel, Dombrowski, Linster, Tziortzis, Tavartkiladze (rimasto senza quarta marcia e con il cambio che saltava come voleva), Cappelli (da applausi ma anche esilarante la sua intervista post gara), Schaak, Van Laere e Timonen; a seguire Wise, Faraonio, Monti, Visser, Happinessa e Lortie, poi tutti ritirati. Fra i penalizzati, Beeusaert di 30″x2 per l’incidente in curva1 mentre Lortie, Happinessa e Faraonio di 5″ per falsa partenza.
Gara2 OPEN
Dopo il warmup, che è la consueta conta dei danni (più aerodinamici che meccanici) del sabato, in cui l’auto più veloce è la #34 di Toffel in 1’39.876″ davanti alla #24, alla #19, alla #50 e alla #7, scende in pista di nuovo la OPEN in una giornata sempre soleggiata, ma più ventosa del sabato. Ma il vero cambio sembra il dialogo avvenuto fra i piloti per cercare di evitare il più possibile incidenti inutili e avventati in curva1. Il gentlemen’s agreement avrà successo. In pole position c’è Toffel a precedere Lessard, Cappelli, Linster, Tavartkiladze, Doubek, Dombrowski, Beeusaert, Tziortzis e Pohjanharju; 21 le auto in griglia, mancano infatti sia Daviditze per il citato infortunio e anche Mike Wise sulla #20.
Al via della corsa da 14 giri Lessard scatta bene, ancora meglio Linster alle sue spalle che per un attimo pensa addirittura al 3-wide, poi però la staccata del canadese decide tutto, affianca all’esterno Thomas in curva1 e lo infila nel cambio di direzione andando al comando; seguono Cappelli, Linster e Doubek, poi però il ceco passa davanti al lussemburghese in accelerazione. Partenza pulita senza danni. A parte un intero paraurti che si trova in mezzo alla pista davanti ai leader verso curva6 al giro successivo e non è chiaro di chi sia.
Lessard e Toffel scappano via, per tutto il weekend hanno avuto un passo diverso dalla concorrenza. Doubek ha voglia di riscatto e nel misto punta Cappelli, ma si deve riaccodare, Tavartkiladze, invece, cerca di rimanere nella scia di Linster ma finisce per portarsi dietro Beeusaert.
All’inizio del secondo giro Toffel prova a tornare davanti, non forza in frenata ma si fa sentire col muso soprattutto in curva2 dove Lessard è costretto ad allargarsi, ma l’accelerazione migliore è ancora della #11 e quindi la manovra fallisce. Intanto prosegue l’indagine per capire di chi sia il pezzo di carrozzeria perso, ma la soluzione non pare immediata.
Col passare dei giri Lessard prova a mettere centimetri su Toffel, il quale però forza spesso in frenata per tornare sotto e poi perdere nuovamente in accelerazione. Nel terzo Beeusaert (uno dei primi indiziati sul pezzo mancante) perde la settima posizione da Dombrowski che segue Tavartkiladze mentre il belga viene pressato da Robin Bleekemolen che si fa vedere sul dritto e poi completa il sorpasso, ma la manovra costa tempo prezioso dalla coppia che hanno davanti.
Alla fine del quarto giro Cappelli esce largo dall’ultima curva e mette due ruote nella ghiaia permettendo l’attacco all’interno del tandem Doubek-Linster, poi – appena passata la #54 – Gil si affaccia all’esterno per puntare Martin, ma il sorpasso non va a buon fine, Cappelli forse è un po’ lungo, tocca la #50 e manda in testacoda Linster che riprende la pista dietro a Dombrowski. Arriva intanto una indagine per un contatto fra Happinessa e Faraonio (con la ragazza tedesca penalizzata di 5″ e l’italiano poi ritirato a metà gara e forse questa è la soluzione dell’enigma), poi anche quella su questo incidente con Cappelli inevitabilmente penalizzato di 10″.
Mentre Doubek può stare tranquillo ora, al giro successivo Cappelli torna già all’attacco in curva1, stavolta di Tavartkiladze, evidentemente non ha subito danni ed aveva già ripassato la #24. Il georgiano si difende in curva2, mentre alle loro spalle Linster punta lo stesso Dombrowski. Verso curva6 la #54 e la #72 sono affiancate, Sandro avrebbe l’interno ma sulla sua traiettoria trova il citato paraurti, lo centra e Cappelli lo sorpassa in frenata più per lo spavento del georgiano che per l’audacia nella manovra.
Cappelli sembra averne di più, ma sul dritto non ha velocità di punta e ai -8 Tavartkiladze prende la sua scia e lo riattacca in curva1, tuttavia l’italiano si difende sbandando in accelerazione e ne approfitta Dombrowski che, pur passando sui detriti, scavalca Sandro in curva6. A metà gara la coppia al comando, separata da mezzo secondo, ha 4.6″ su Doubek, poi a 9.6″ il duo Cappelli-Dombrowski e a 10.5″ Tavartkiladze-Linster con Gil che sta puntando la #76 così come Thomas attacca l’italiano, specialmente in accelerazione di curva2 e l’attacco stavolta riesce, pur sempre dovendo passare sui detriti al punto che il francese esce da curva6 senza metà splitter.
Cappelli da qui in poi entra in difficoltà e perde terreno, venendo ripreso nello stesso giro da Tavartkiladze e Linster con il georgiano che deve pensare prima alla difesa che all’attacco. Davanti, intanto, ai -5 Toffel è ancora vicino a Lessard, anzi sembra essersi avvicinato leggermente rispetto a qualche chilometro prima, ma lo spazio per un attacco non c’è. Anzi, questo sembra l’ultimo spunto dello svizzero prima di alzare bandiera bianca definitivamente seppur solo al penultimo giro.
Non inquadrato, intanto, Cappelli è stato passato sia da Tavartkiladze che da Linster, tuttavia il georgiano sta facendo un po’ da tappo e sta tornando sotto anche Beeusaert. L’attacco decisivo arriva ai -3 quando sul secondo rettilineo opposto Linster accelera meglio, si tiene all’esterno della penultima curva e porta all’errore Sandro che arriva al bloccaggio, apre la porta e favorisce l’inserimento di Gil all’ultima piega. Cappelli prova ad approfittarne alla prima curva dall’esterno, ma l’incrocio di traiettoria non riesce.
Lessard fa cappotto a Most e vince anche gara2 precedendo Toffel (+3.1″), Doubek (+13.1″), Dombrowski (+18.2″), Linster (+19.6″), Tavartkiladze (+21.7″), Beeusaert (+22.1″), un’ottima Robin Bleekemolen (+25.5″), Schaak (+30.4″) e Tziortzis (+31.6″), a seguire il penalizzato Cappelli, De Groot (metà rimonta dal fondo), Pohjanharju, Richard, Visser, Van Laere, Timonen, Happinessa, Monti e il doppiato Lortie.
Dopo il reset del punteggio, Thomas Toffel arriva ai playoff a quota 254, 16 punti davanti a Dombrowski, seguono Linster (-19), Lessard (-32), Tziortzis (-33), Cappelli (-42), De Groot (-59), Van Laere (-67), Doubek (-73) e Tavartkiladze (-76).
Gara2 V8GP
La breve escursione fuori dai box in gara1 è stata ottima per Thomas Toffel, infatti ha segnato il giro più veloce che vale la pole per gara2 davanti a O’Brien, Krasonis, Ercoli, Ghirelli, Lowe, Doubek, Meskelis, Jouffreau e Armetta. Ancora 17 i giri da dover percorrere.
Alla bandiera verde Ercoli spinge O’Brien e lo manda al comando, ma per Gianmarco la gara cambia nel cambio di direzione fra curva1 e 2, infatti – come dirà Gianmarco dopo la bandiera a scacchi – nel contatto fiancata contro fiancata con Toffel (che non vuole disturbare troppo la lotta per il titolo V8GP con mosse azzardate), l’italiano subisce il contraccolpo a sorpresa sul volante e si fa male al pollice, ma l’adrenalina ha la meglio ed Ercoli passa la #34 che accelera male e viene infilata anche da Krasonis e Armetta. A seguire, l’ennesimo duello in casa USA con Lowe che supera Bearden in curva6 e Ghirelli prova ad approfittarne in 10.

Verso il rettilineo opposto O’Brien mette due ruote fuori pista, ma quello che finisce veramente sull’erba e un po’ nella ghiaia è Lowe che viene infilato in sequenza da Ghirelli e da Doubek nel misto del secondo settore. Dunque, dopo il primo giro O’Brien ha un po’ di margine sul quartetto di Ercoli, Krasonis, Armetta e Toffel, poi Ghirelli, Doubek, Lowe, Meskelis e Bearden; Jouffreau, invece, ha perso terreno e deve nuovamente rimontare.
Jordan mantiene un pochino di margine di sicurezza su Ercoli nei passaggi successivi in cui, invece, si staccano Krasonis e Toffel che perde qui la fase migliore delle sue gomme meno usurate in curva1. Infatti, riesce solo ad approfittare di Armetta che scivola leggermente alla penultima curva per infilarsi a quella successiva, chiudendo al meglio il secondo giro. Ghirelli stacca il gruppo che lo segue e che vede Doubek non avere il passo, al punto che da dietro provano a rientrare altre vetture come Piquet Jr. che cerca il sorpasso su Davidson in pista con una #21 metà rosa e metà bianca dopo le riparazioni post sabato. Con loro c’è anche Jouffreau che cerca un varco prezioso e proseguirà nella rimonta e approfitta anche del fuoripista di S.Bleekemolen.
Al quarto giro O’Brien piazza il break e mette 1.1″ su Ercoli, ma l’attenzione è tutta sul gruppone in top10: Lowe si fa vedere sul dritto all’interno di Doubek che non sbaglia curva1, bensì la 2, Garrett lo affianca in accelerazione e lo passa in curva6, Meskelis prova a seguirlo e Martin si difende a ruote fumanti in curva10. Alla fine il ceco rimane fra i due americani con Lowe ancora una volta largo in accelerazione. Poco più dietro Davidson ci prova su Bearden, ma il suo muso rattoppato sta cedendo nuovamente, al punto che Jouffreau ne approfitta.
Ad un terzo di corsa il colpo di scena: mentre Toffel supera anche Krasonis in curva1 (e Ghirelli fa lo stesso con Armetta), O’Brien a fine giro – fino a quel momento senza problemi – prende la via dei box per un pit stop dovuto a improvvisi guai. Ercoli ringrazia e passa al comando però con soli 0.85″ su Toffel che torna pienamente in corsa. Lo svizzero non deve neanche più guardarsi alle spalle: Krasonis tira dritto in curva1 e parcheggia nell’erba con la posteriore destra palesemente non allineata.
La battaglia prosegue in top10 con Davidson impegnato a tenere a bada S.Bleekemolen (poi nuovamente fuori pista), Piquet Jr. e Bearden con Nelsinho che passa tutti mentre Jouffreau si era già liberato della concorrenza. Al nono giro FCY: Cartechini si è insabbiato in curva1. Si passa poi alla VSC e alla ripartenza in fila indiana dei -6 che vede Ercoli al comando su Toffel, Ghirelli, Armetta, Lowe, Doubek, Meskelis, Jouffreau, Piquet Jr. e Bearden.
Toffel scatta bene in scia ad Ercoli che finisce leggermente lungo alla prima chicane, ma tiene al pelo la #11 sul cordolo e non apre la porta alla #34, anzi riesce ad accelerare meglio lasciando lì lo svizzero. Seguono Armetta, Meskelis, Ghirelli (che ha perso invece qualcosa), Lowe in difesa su Piquet Jr. Tutto sembra tranquillo, invece Vittorio si pianta in accelerazione per una cambiata sbagliata da curva10 e si trasforma all’improvviso in un Zonta in qui Lowe si trova dal lato buono mentre Nelsinho da quello sbagliato, infatti deve andare fuori pista per evitare la #24 e i due vengono sorpassato da Doubek.
Toffel nel corso del giro riprende Ercoli ed Armetta prova a restare con loro, poi la coppia USA di Meskelis e Lowe completa la top5. Ghirelli torna davanti a Doubek in curva1 al giro successivo mentre Garrett supera Vinnie (immediatamente ripreso poi da Vittorio che ha il muso danneggiato sul lato destro) in 6.
Il finale di corsa vede Ercoli guadagnare quel paio di metri prezioso su Toffel (con passaruota posteriore sinistro leggermente aperto) che manterrà fino al traguardo mentre Lowe si scatena (pensando al fatto che a inizio weekend era praticamente in fondo alla classifica) e va a riprendere Armetta ai -3. Fabrizio deve andare in difesa in curva6 allargando i gomiti, stessa cosa deve fare Meskelis con Ghirelli.
Ai -2 sembra tutto fatto per la #99, dato che la #19 è passata già prima della frenata, tuttavia Lowe esagera e finisce lungo dovendo tagliare sulla ghiaia di curva2 e staccandosi nuovamente. Ghirelli, invece, non ha problemi con Meskelis che deve guardarsi ora da Doubek che passa in curva6. Idem anche Jouffreau in accelerazione su Piquet Jr. in curva10, proprio mentre arriva l’ultimo colpo di scena: Ghirelli finisce fuori pista e perde tanto terreno. Errore o problema, la sintesi è che Vittorio prende la via dei box a fine giro e quindi per la #24 sarà questo il risultato da scartare (poco male, gli rimangono sette top4). Per un Armetta in calo c’è anche un Lowe scatenato: Garrett riprende l’italiano all’ultimo giro, costringendo Fabrizio all’errore proprio all’ultimo settore.
Gianmarco Ercoli vince dunque gara2 a Most (e poi il dolore al pollice sale in victory lane, al punto che cerca subito del ghiaccio) precedendo sul traguardo Toffel (+0.35″), Lowe (+6.0″), Armetta (+7.5″), Doubek (+8.4″), Meskelis (+9.5″), Jouffreau (+9.7″), Bearden (+10.5″), Piquet Jr (+10.7″) e Davidson (+13.0″); a seguire Goossens, S.Bleekemolen, Delsaux, Kajaia, Ranson e R.Bleekemolen.
Dopo il reset del punteggio, Vittorio Ghirelli arriva ai playoff a quota 253, 24 punti davanti a O’Brien, seguono Doubek (-37), Lowe (-37), Jouffreau (-49), Krasonis (-52), Davidson (-59), Meskelis (-61), Piquet Jr. (-63) e Bearden (-64) mentre Ercoli paga la doppia DSQ di Brands Hatch ed è 14° a -77.

I prossimi appuntamenti
La prossima tappa della NASCAR Euro Series sarà in Italia a Vallelunga dal 18 al 20 settembre e sull’autodromo romano prenderanno il via i playoff. Due gare a punteggio raddoppiato qui e poi altre due in ottobre a Zolder, senza ulteriori scarti, per decidere i campioni 2026. P300.it sarà in pista per raccontare il weekend in terra italiana dell’EuroNASCAR.
Immagine: Nina Weinbrenner per Media NASCAR Euro Series
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