NASCAR Euro Series | Brands Hatch 2026: Doubek re in terra inglese

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 8 Giugno 2026 - 14:15
Tempo di lettura: 20 minuti
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NASCAR Euro Series | Brands Hatch 2026: Doubek re in terra inglese

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Doppietta per il ceco in OPEN a superare l’infortunio di Valencia. Un successo e zero errori a Brands Hatch per Ghirelli che allunga in V8GP

Forse i punti persi sono ancora tanti, tuttavia Martin Doubek è tornato: con la doppietta in OPEN (sempre davanti a Lessard, prima della notizia bomba della domenica sera) il ceco, già bicampione della categoria, torna in lizza per il titolo malgrado sia reduce dalla frattura al polso in Spagna in apertura a cui è seguita una operazione con tanto di inserimento di placca per stabilizzare tutto. Sorride a Brands Hatch anche Vittorio Ghirelli che, con esperienza, ha sfruttato al meglio un weekend non al 100% come velocità ma porta a casa comunque il successo nella convulsa gara1 sotto la pioggia.

Prove libere e qualifiche

La NASCAR Euro Series arriva a Brands Hatch, pista che festeggia il 100° anno di attività, per il tradizionale American Speedfest, probabilmente l’appuntamento più atteso dell’anno, una tappa che rappresenta anche il terzo dei sei weekend stagionali, dunque la stagione sta correndo in fretta.

Il venerdì inglese vede sole e tempi da record, aiutati anche dalla nuova mescola di gomme slick che ha debuttato al Paul Ricard. In una giornata relativamente tranquilla (e, come da tradizione, senza Rookie Challenge) l’incidente più particolare riguarda la #30 che, prima finisce contro le barriere e poi, quando viene riportata ai box dal carro attrezzi, una cinghia cede e la Ford cade col muso sull’asfalto danneggiandosi ulteriormente.

Il miglior tempo (e record della pista abbattuto dopo oltre un decennio) è per Thomas Krasonis in 48.285″ a precedere di mezzo decimo Piquet Jr., poi Ghirelli, Jouffreau, Ercoli, Armetta, Lowe, Doubek, Meskelis e Davidson. Nella OPEN il più veloce è Lessard (48.463″) davanti a Toffel. Dombrowski, Doubek, Linster, Tavartkiladze, Cappelli, Beeusaert, Gambarotto e De Groot.

Sabato mattina Brands Hatch si sveglia sotto un cielo tipicamente inglese: grigiore fisso e pioggerellina che va e viene. Al momento delle qualifiche della V8GP il tempo sembra reggere, ma si scende in pista con gomme wet.

I tempi nel corso dei primi 10′ ovviamente scendono rapidamente, seppur lontani dai crono del venerdì. La prima fase di selezione inizialmente è un ping pong fra Ghirelli e O’Brien, poi l’italiano si mette in sicurezza e va ai box lasciando spazio a Lowe che chiude al comando in 53.790″ davanti a Ercoli, Krasonis e via via tutti i big. L’unica sorpresa è quella di Rehberg che scende dalla vettura da primo degli eliminati per poi venire richiamato in fretta perché il tempo di Kajaia (balzato all’ultimo al 13° posto) viene cancellato per track limits. Fra gli eliminati anche Tziortzis e S.Bleekemolen.

Poi si passa alle due fasi di Superpole con due giri lanciati a disposizione. Nella Q2 il primo giro è di Jouffreau, poi balza davanti Ercoli (53.445″) per appena 0.004″ su Ghirelli, passano anche Lowe, Jouffreau, O’Brien, Davidson, Krasonis, Meskelin, Doubek e Piquet Jr., out invece Toffel, Armetta, Cartechini, Rehberg e Bearden.

Nel turno decisivo, però, gli italiani non si esprimono al meglio, Vittorio commette un errore in pista, a Gianmarco imbarcano troppa poca benzina. Dunque i due giri vengono dominati a sorpresa da Garrett Lowe che sul bagnato conquista la prima pole in carriera (53.079″) battendo di quasi due decimi Jouffreau, poi a seguire Ercoli, O’Brien, Ghirelli, Davidson, Krasonis, Meskelis, Doubek e Piquet Jr. che abortisce il secondo tentativo.

Durante il break aumenta la pioggia e per le qualifiche da OPEN il meteo è decisamente bagnato. Dopo lo scroscio (in cui De Groot gira malgrado il tergicristallo non collabori e stia in verticale come un unicorno), i tempi iniziano a scendere, poi nuovo scroscio ai -4′ del primo round e tutto sembra finito a livello competitivo. Invece, Beeusaert sulla #19 trova lo spunto per salire in top10, Gambarotto lo imita poco più tardi appena in tempo prima del botto di Toffel alla Paddock Hill (la prima curva) con lo svizzero che viene imitato con un lungo nella ghiaia nello stesso punto da Richard, toccato da dietro da Beeusaert al momento dell’uscita della FCY.

Bandiera rossa a 38″ dalla fine della sessione, dunque classifica ufficializzata con il passaggio del turno di Tavartkiladze (55.240″) davanti a Dombrowski, Doubek, Lessard, Cappelli, lo stesso Toffel, De Groot, Beeusaert, Linster e Gambarotto con Tziortzis out per soli 0.054″.

Lunga pausa per togliere le due auto dalla via di fuga, ma entrambe ripartono autonomamente. Toffel addirittura torna in pit lane e senza passare dai box si accoda al semaforo (senza paraurti posteriore) pronto come se nulla fosse successo in precedenza. Qualcosa invece è successo: nella Superpole, quando tutti si stanno lanciando per il primo giro cronometrato, lo svizzero fa copia e incolla sbattendo nello stesso punto ancora più pesantemente, stavolta seguito nella via di fuga da Beeusaert. Grave errore per il leader della classifica.

Nuova bandiera rossa e, dopo aver tolto nuovamente le vettura (e caricate stavolta sul carro attrezzi), si riprende il turno da zero (giustamente, non erano stati segnati tempi validi). Sembra il giorno di Tavartkiladze, con il georgiano in testa dopo il primo giro, poi però arriva come un uragano Thomas Dombrowski che con un margine di addirittura 0.530″, immenso su una pista come Brands Hatch Indy, si prende pure lui la prima pole in carriera (54.099″) davanti a Lessard, Tavartkiladze, Doubek, Cappelli, Linster, Gambarotto e De Groot, poi in base ai tempi della Q1 gli incidentati Toffel e Beeusaert.

Gara1 V8GP

Quando le auto si portano in griglia di partenza a Brands Hatch non piove e tutti montano le slick. Ma siamo in Inghilterra, quindi a meno di 15′ dall’accensione dei motori si scatena una piccola bufera e inizia la prima vera corsa: quella per montare le wet. A provare ad aiutare ad asciugare la pista ci pensa un accalorato Jouffreau che nell’intervista accusa Lowe di avere imbrogliato nelle qualifiche e conquistato la pole con l’inganno, anche se non è chiarito il motivo del contendere.

Alla fine si parte – 38 i giri in programma – con tutti presenti (incluso Armetta schieratosi all’ultimo) tranne Toffel con la #34 ancora in corso di riparazioni in vista della OPEN, la categoria a questo punto di riferimento per lo svizzero dopo le tre vittorie in quattro gare. Bandiera verde sotto l’acqua e subito incidente alla prima curva. A prima vista sembra che sia stato Lowe a toccare Jouffreau, ma in realtà è stato Ercoli dietro all’americano (che, a suo dire, ha frenato troppo presto) a pizzicare il retrotreno della #99 che tocca la #3. Lowe si salva abbastanza finendo largo, Jouffreau invece prende la via panoramica nella ghiaia.

Scappano via così Ercoli, O’Brien e Ghirelli che ne approfitta come sempre e guadagna due posizioni, a seguire Krasonis, Davidson, Meskelis, Doubek e Piquet Jr. con, dopo il primo giro, Lowe 9° e Jouffreau addirittura 17°. I due iniziano subito a recuperare posizioni, con Lowe a superare Nelsinho nel secondo giro ed il francese a recuperare tre posizioni.

Un po’ in difficoltà è Davidson che non riesce a tenersi dietro Meskelis, ci prova anche Doubek ma viene tenuto largo alla Graham Hill e perde tre posizioni in un sol colpo uscendo dalla top10. Per il ceco non va bene nemmeno il giro successivo quando finisce fuori pista alla Paddock Hill e scivola in 14esima posizione, giusto davanti a Jouffreau. Dopo quattro giri movimentati, il quinto è finalmente tranquillo, su una pista che sembra in leggero miglioramento.

Continuano però gli errori nella battaglia. Lowe è in scia a Davidson, ma mette due gomme oltre il cordolo alla Paddock Hill salvandosi a differenza di Cartechini (-6) e Rehberg (-3) che pagano gli sbagli. Ghirelli intanto inizia ad andare in progressione e all’ottavo giro porta O’Brien davanti a lui a spingere di più per non perdere il contatto da Ercoli. Evidentemente a Vittorio questo non basta e, su un asfalto che si sta un po’ asciugando, all’ottavo giro supera l’americano accelerando meglio dall’ultima curva e sale al secondo posto a 1.9″ dal leader. Nell stesso giro alla Paddock Hill Piquet Jr. passa Meskelis ed entra in top5.

Al giro successivo il secondo posto effettivo di Ghirelli diventa primo virtuale, infatti viene comminata la penalità da 10″ a Ercoli per l’incidente della prima curva. Soffre invece Meskelis, passato anche da Davidson e puntato da Lowe all’esterno.

Siamo a Brands Hatch e dunque cosa può succedere se non la pioggia che ricomincia a cadere? Succede questo al decimo giro ed i tempi salgono progressivamente. Ghirelli non si accontenta, stacca O’Brien e si mette al sicuro. Mentre Lowe non trova il varco (e rischia parecchio alla Surtees-McLaren) su Meskelis, dietro di loro Doubek ripassa Jouffreau. Martin rientra poco dopo in top10 grazie al ko meccanico di uno sfortunato Armetta.

Dopo il testacoda di S.Bleekemolen alla Graham Hill che non gli fa perdere molto (era già in coda), arriva una notizia un po’ sorprendente, una penalità di 5″ per Davidson per guida troppo aggressiva, ma non è chiaro in quale occasione. In suo aiuto arriva Piquet Jr. che gli apre la porta su Krasonis e così passano entrambi.

Il duello fra la #3 e la #7 va a Jouffreau che al giro 14 torna davanti al ceco e a pista libera firma anche il giro più veloce che a posteriori gli varrà anche la pole per gara2. Si inizia a capire perché Lowe faccia fatica con Meskelis: un passaruota svolazzante di sicuro non è l’ideale e ai due americani si unisce anche un terzo, Logan Bearden.

Il tandem Piquet-Davidson prosegue nel recupero sotto la pioggia, infatti riprendono e passano in un sol colpo O’Brien e dunque il brasiliano è sul podio virtuale. Jack però spinge, data la penalità e, in vista del giro di boa, supera anche la #48 alla Druids. Secondo fuori pista per Cartechini, ma prosegue.

A metà gara Ercoli è ancora al comando davanti a Ghirelli (+0.9″), Davidson (+7.9″), Piquet Jr. (+9.1″), O’Brien (+11.2″), Krasonis (+15.1″), Meskelis (+17.3″), Lowe (+17.9″), Bearden (+18.1″) e Jouffreau (+19.9″), poi Doubek, Kajaia, Tziortzis, Rehberg, Goossens e Delsaux a pieni giri.

Proprio quando Lowe si stacca leggermente da Meskelis, ecco che invece trova il varco buono, accelera meglio dalla Graham Hill e si infila alla Surtees. Garrett ha aperto la porta e così Bearden approfitta del contrattacco mancato di Vinnie per superare la #76 alla Paddock Hill. Jouffreau recupera grazie a questo il gap che lo separava dagli americani. Bearden ai -17 arriva leggermente largo sempre alla Paddock Hill, Meskelis lo infila alla Druids e Jouffreau lo aggira alla Graham Hill. Dietro di loro, Tziortzis supera Doubek.

Ai -15 Ghirelli inizia a staccarsi da Ercoli, si pensa che non voglia forzare troppo vista la situazione, invece ha cotto troppo le gomme nella continua alternanza di pioggia più o meno forte e così Davidson gli si avvicina. Probabilmente anche Bearden è nella stessa situazione e in due giri successivi perde la posizione anche da Tziortzis e Doubek che, tuttavia, si prende pure lui una penalità di 10″ per un incidente non inquadrato con Armetta, evidentemente la causa del ko della #19 che entra ed esce dai box.

Ai -11 si entra nel pazzo finale: mentre Davidson riprende Ghirelli (e sono a 4″ da Ercoli che inizia ad avere un trasponder ballerino), Jouffreau fora la anteriore sinistra verso la Druids e deve tornare lentamente ai box così come Bearden. Al giro successivo Davidson supera Ghirelli di pura accelerazione sul traguardo, tuttavia Vittorio al netto delle penalità è ancora il leader virtuale. Jack, invece forza il ritmo e si tiene a meno di 5″ da Ercoli per “superare” la #11. Krasonis, appena ricomincia a piovere di più, paga dazio e viene così superato da Lowe che è anche più veloce di O’Brien davanti a lui.

Il giro 30 è lo spartiacque: la terza uscita di pista di Cartechini è quella definitiva e la #54 si insabbia alla Paddock Hill. Esce la FCY proprio mentre Meskelis stava puntando Krasonis. All’uscita della gialla è palese che Ercoli guadagni troppo su Davidson e così la direzione gara, visto anche l’aumento della pioggia e le difficoltà nello spostare la #54, ai -5 manda in pista la safety car a ricompattare il gruppo.

Ai -3 la pista è libera, sembra tutto per riprendere la corsa malgrado il diluvio, ma poco prima della Paddock Hill Delsaux finisce a muro, molto probabilmente in un incidente con Rehberg. Arriva così la bandiera rossa con 35 giri completati su 38.

E qui c’è un piccolo giallo, ma la direzione gara prende la decisione giusta. Una prima classifica provvisoria viene quasi immediatamente sostituita da quella finale con la corsa dichiarata conclusa al giro 29, l’ultimo completato prima di FCY e SC, dunque le penalità sono applicate correttamente, i piloti non lo sanno ovviamente e O’Brien reclama un posto sul podio che, tuttavia, in ogni caso non sarebbe stato suo.

Vittorio Ghirelli conquista così un’altra gara semplicemente senza commettere errori e approfittando di quelli altrui. Il campione in carica precede Piquet Jr. (+1.9″), Davidson (+3.5″ e non capisce nemmeno lui la penalità), Ercoli (+3.7″), O’Brien (+15.9″), Lowe (+17.7″), Krasonis (+19.0″), Meskelis (+19.9″), Tziortzis (+24.2″) e Goossens (+28.4″); a pieni giri anche Kajaia, Doubek e Rehberg, a -1 Ranson, S.Bleekemolen e Cartechini, a -2 Wise, a -3 Jouffreau solo 18°, Bearden e un Lortie ancora troppo lento, a -9 Armetta mentre Delsaux diventa ovviamente un NC essendosi ritirato alla bandiera rossa.

Gara1 OPEN

Per la OPEN nel tardo pomeriggio del sabato pioviggina ancora e la pista è umida. Si lavora fino all’ultimo sulla #34, ma Toffel riesce a schierarsi regolarmente in pista a difendere la leadership in campionato. 31 i giri in programma sulla OPEN e Lessard scatta bene dalla prima fila, ma è esterno e non passa, Dombrowski mantiene la prima posizione alla Paddock Hill, il canadese finisce leggermente largo ma tiene a bada Doubek e Tavartkiladze.

La #11, tuttavia ne ha di più, la #24 deve andare in difesa per tutto il primo giro e già all’ultima curva accelera meglio, affianca il francese sul traguardo e completa il sorpasso prima della Paddock Hill. A sorpresa, però, Lessard non scapperà subito. Da notare anche il sorpasso di De Groot su Cappelli per la sesta posizione. Timonen finisce invece subito fuori e verrà doppiato di lì a poco.

Dombrowski reagisce subito e punta Lessard alla Graham Hill al quarto giro, ma si deve riaccodare anche perché vicino a lui ci sono Doubek e Tavartkiladze. Sotto la pioggia il gruppo sembra allungarsi, ma gli errori sono dietro all’angolo e al giro 6 è proprio Dombrowski a finire largo alla Paddock Hill perdendo tre posizioni (l’ultima è da Linster) in un sol colpo. Richard supera Schaak, ma al passaggio successivo si insabbia lui stesso alla Paddock Hill ed esce la FCY che diventa poi SC.

Richard scende dalla vettura e per lui c’è il ritiro, la vettura viene spostata quel tanto che basta per essere meno in zona pericolosa (anche se rimane nella via di fuga), poi si riparte in fila indiana ai -18. Stavolta Lessard (a differenza di Valencia) scatta bene e tiene a bada Doubek che sente la pressione di Tavartkiladze che ci prova all’esterno, Cappelli finisce lungo, tuttavia riesce ad infilare De Groot aprendo la porta anche a Gambarotto.

Dombrowski ha voglia di recuperare e Linster deve difendersi sul dritto, lo stesso deve fare anche Cappelli con Gambarotto, Toffel invece supera di forza De Groot alla Druids. Tre posizioni perse in fila per l’olandese che di lì a poco prenderà la via dei box. Il colpo di scena arriva proprio al giro di boa: testacoda di Lessard alla Paddock Hill con la #11 che riesce ad evitare tutto e tutti e riprendere la corsa.

La nuova classifica vede dunque Doubek al comando davanti a Tavartkiladze (+1.5″), Linster (+2.9″), Dombrowski (+3.5″), Cappelli (+5.7″), Gambarotto (+6.0″), Toffel (+6.7″), Tziortzis (+8.3″), Beeusaert (+8.8″) e Lessard (+9.0″) scivolato al decimo posto, seguono la debuttante Robin Bleekemolen (capostipite della terza generazione), Pohjanharju, Schaak, Van Laere, Visser, Daviditze, Leogrande ed Happinessa.

La pioggia aumenta di intensità e Cappelli finisce leggermente largo alla Paddock Hill, Gambarotto e Toffel premono solo su di lui, ma passa solo l’italiano dato che Thomas decide di riaccodarsi alla Surtees.

Mancano 14 giri alla fine quando inizia la clamorosa rimonta di Lessard. Accelera meglio dall’ultima curva e aggira Beeusaert prima ancora della Paddock Hill, davanti a lui Cappelli ancora di traverso e Toffel lo infila, la #11 affronta meglio la prima curva e Claudio viene infilato alla Druids da Lessard, nelle curve successive pure da Tziortzis (saltato pure lui dal canadese) e Beeusaert.

Giro successivo e Lessard supera anche Toffel in accelerazione dalla Druids firmando pure il giro più veloce. Mentre c’è una investigazione per un contatto fra Toffel e Cappelli e Dombrowski è ancora vicino a Linster, Gambarotto finisce fuori pista alla Graham Hill, ma perde solo la posizione dalla #11 che rientra in top5 malgrado anche lui inizi ad avere guai al trasponder.

Leogrande finisce largo alla Paddock Hill, torna in pista in coda al gruppo, ma l’attenzione di tutti è su Lessard che, dopo un nuovo GPV, può puntare davvero al podio. Ai -6 riprende la coppia Linster-Dombrowski con Thomas che si stacca leggermente da Gil dopo un leggero largo alla prima curva. Di questo ne approfitta ovviamente Lessard che si infila poco prima della FCY per il bis, stavolta meno fortunato dato che arriva l’impatto con le barriere interne, di Leogrande.

La #20 viene spostata in pochissimo tempo e così torna la bandiera verde ai -3, qui è Tavartkiladze, che non sente bene lo spotter, a venire sorpreso e così perde tre posizioni in un sol colpo e anche il podio. Il più lesto è ancora Lessard che infila Linster. Il canadese potrebbe anche sognare la vittoria, ai -2 è a 1.9″ da Doubek, ma arriva una nuova FCY: Toffel l’ha murata alla Paddock Hill per la terza volta in poche ore.

La direzione gara decide a questo punto, vista l’impossibilità di riprendere, di chiudere la corsa con un giro d’anticipo: Doubek vince gara1 davanti a Lessard (+1.3″ e in rimonta dal decimo posto), Linster (+2.2″), Dombrowski (+2.8″), Tavartkiladze (+3.4″), Gambarotto (+25.5″), Tziortzis (+40.1″), Cappelli (+40.8″), Beeusaert (+42.6″) e R.Bleekemolen (+1’05.3″ a vincere subito la categoria Lady). Fuori dalla top10 Pohjanharju, Van Laere e Visser, a -1 Daviditze, Happinessa e De Groot, Toffel classificato 18° a -2.

Gara2 V8GP

Domenica mattina Brands Hatch si sveglia sotto un cielo grigio, ma non piove come da previsioni. Nel warmup il miglior tempo è per la #48 di Piquet Jr. (48.388″) davanti a Krasonis, poi la #3, la #11 e la #76. Tutte le auto in pista tranne la #34 di Toffel, evidentemente ancora ammaccata, ma in suo aiuto arriva il consueto programma inglese, con la OPEN a chiudere la giornata anziché alla mattina come di consueto.

Griglia di gara2 della V8GP vede la pole di Jouffreau davanti a Davidson, Ercoli, Piquet Jr., Tziortzis, Lowe, Armetta, Ghirelli, Doubek e O’Brien. Ancora 38 i giri in programma e, dopo i problemi in griglia per Delsaux ed il testacoda di Lortie nel giro di formazione (…), si può partire.

Jouffreau scatta bene, Ercoli ci prova all’interno e affianca Davidson alla Druids, poi il duello prosegue e Jack mantiene la seconda posizione forzando la frenata alla Paddock Hill al passaggio successivo. La top5 nel complesso non cambia mentre Lowe perde ben tre posizioni.

Il secondo giro vede ancora battaglie, Piquet Jr. finisce leggermente largo, Tziortzis si fa vedere, ma è Ghirelli a passare il cipriota alla Druids. Il brasiliano poi però rallenta per un problema meccanico e torna ai box e quindi Vittorio guadagna subito un’altra posizione. Tziortzis, invece, finisce invischiato nella lotta con Doubek e O’Brien venendo passato da entrambi. Anche Lowe perde ulteriore terreno e subisce il sorpasso di Meskelis e Krasonis. Ancora gara sfortunata per Armetta, nuovamente ko per problemi meccanici.

Mentre Davidson deve andare subito in difesa, Jouffreau ne approfitta per allungare, ma la difesa di Jack crolla presto, già alla fine del terzo giro Ercoli accelera meglio dall’ultima curva e sorpassa sul traguardo. Alle loro spalle, invece, contatto Ghirelli-Doubek a posizioni invariate, Tziortzis in due giri perde la posizione prima da Meskelis e poi da Krasonis.

Che le vetture abbiano praticamente gomme fresche (una gara in meno per le slick) si vede da quanto i piloti forzino. Joffreau ha accumulato ben 3.8″ du margine su Ercoli, tuttavia la #11 nei passaggi successivi guadagnerà inesorabilmente terreno.

Davidson, invece, non ne ha e già dal giro successivo deve difendersi da Ghirelli che tenta l’attacco alla Paddock Hill, ma sbanda prendendo troppo forte il cordolo interno, i riferimenti probabilmente vengono sballati e Vittorio arriva lungo alla Druids permettendo il doppio sorpasso di O’Brien che stava già passando Doubek. Poco più dietro Krasonis, in lotta con Meskelis, mette due ruote sull’erba verso la Surtees, perdendo però solo velocità e non posizioni.

Altro giro, altra difesa per Davidson che stavolta scivola alla Paddock Hill aprendo la porta O’Brien alla Druids mentre Doubek ci mette del suo aggirando la #21 alla Graham Hill. Ghirelli, invece, deve desistere e riaccodarsi. Anche Lowe, intanto, supera Tziortzis. Al settimo giro, invece, Krasonis si rilancia, attacca Meskelis all’esterno della Druids, avanza e si infila all’interno della piega successiva mentre Vinnie si difende anche oggi da Lowe. I due viaggiano affiancati per quasi l’intero giro successivo.

Il nono giro è quello buono per il sorpasso di Ghirelli su Davidson alla Druids mentre i commissari aprono una investigazione sui contatti Ercoli-Davidson e Doubek-Ghirelli. Lo scozzese, tuttavia, deve allargarsi ancora parecchio, stavolta nella difesa su Krasonis. La #21 ricompatta il gruppetto alle sue spalle e ad aprire la porta al 12° giro è Meskelis che infila il greco alla Druids portandosi dietro anche Lowe alla Surtees.

Sul traguardo, poi, la scena che descrive perfettamente la prima metà di gara: il muso della #13 di Krasonis si autodistrugge spargendo detriti per la pista, ma si prosegue, sia la corsa, sia il greco quasi indifferente al danno. Toffel, invece, va ai box.

Mentre Meskelis è incollato a Davidson, alle loro spalle invece Lowe finisce in testacoda alla Paddock Hill venendo clamorosamente evitato da tutti. La #99 riparte dal 18° posto prima di dover andare ai box con una foratura. Davidson è ancora in difficoltà, arriva pure una nuova investigazione, il cordolo non lo aiuta, ma la posizione su Meskelis viene mantenuta e Krasonis allora punta l’americano.

La difesa della #21 però cede al giro successivo, Davidson sbanda alla Paddock Hill, Krasonis va esterno (aprendo la porta a Tziortzis) ma alla fine di un giro di sofferenza Jack viene spostato di forza con un bump&run da parte di Meskelis alla Clark. Il cipriota ha dovuto invece alzare il piede e vede negli specchietti Rehberg e Goossens con il tedesco che poi passerà il belga.

A metà gara Jouffreau guida davanti ad un Ercoli che a forza di GPV è ora a 1.0″, seguono O’Brien (+6.6″), Doubek (+9.2″), Ghirelli (+11.1″), Meskelis (+23.2″, di lì a poco arriverà una penalità di 5″ per contatto evitabile), Davidson (+23.3″), Tziortzis (+24.3″) e Goossens (+25.0″).

Ercoli, che è pure lui ammaccato senza passaruota anteriore sinistro, sta volando e ai -16 raggiunge Jouffreau. I primi attacchi sono sul dritto, alla Druids e alla Graham Hill, ma non passa; intanto anche Ghirelli sta recuperando terreno ed avvicina Doubek, ma non scenderà mai sotto il secondo dal ceco. Al giro successivo Gianmarco completa l’opera e ai -14 si infila alla Druids malgrado un leggero lungo, proseguendo poi nella progressione.

Mentre Bearden per attaccare Rehberg finisce per far fare a Kajaia un +2 alla Druids e lui rimane lì passando solo il tedesco, ci si avvia verso un finale di gara più tranquillo con il solo Davidson impegnato nell’ennesima difesa, stavolta su Tziortzis. Un brivido lo regala Lortie con un testacoda alla Druids, ma riesce a ripartire proprio in zona #21 e Jack guadagna qualche decimo nella manovra. Poi, però, a -5 anche Davidson finirà ko con un guaio meccanico.

Ercoli intanto ha 2″ di margine ai -8, poi perde qualcosina, nulla di preoccupante all’apparenza. Ai -5 Gianmarco sparisce dalla classifica. Ancora problemi di trasponder pensano tutti. Poi però le telecamere non lo trovano più e quando lo pescano è fermo a bordo pista sul rettilineo opposto, si scoprirà col motore rotto. Kajaia, che ha passato da poco Bearden, butta via invece la top10 finendo nella ghiaia ai -3.

Paul Jouffreau deve così solo controllare e vince nuovamente una gara2 precedendo O’Brien (+6.4″), Doubek (+9.7″), Ghirelli (+11.4″), Krasonis (+34.9″), Tziortzis (+35.3″), Goossens (+36.3″), Meskelis (alla fine per lui due penalità da 5″, +36.4″), Bearden (+37.8″), Rehberg (+41.2″) e Delsaux (+44.5″). Tutti gli altri (S.Bleekemolen, Cartechini e Ranson a -1, gli altri almeno a -3) doppiati.

Gara2 OPEN

Il weekend si chiude con gara2 della OPEN, sempre per 31 giri. In pole c’è Lessard (regolarmente in griglia dopo un velocissimo cambio motore sulla #11, a posteriori fin troppo) davanti a Doubek, Dombrowski, Tavartkiladze, Toffel, Linster, Gambarotto, De Groot, Cappelli e Beeusaert.

Il canadese scatta bene seguito da Dombrowski e Doubek, poi però esce male dalla Paddock Hill e apre così la porta al 3-wide in cui il ceco arriva lungo e porta larghi gli avversari. Tavartkiladze ringrazia, passa tutti e si prende la prima posizione davanti a Lessard, Doubek, Linster e Dombrowski.

Dopo un primo giro movimentato, il secondo è già più tranquillo. Sullo spunto Doubek ne ha di più e preme su Lessard che, forse, non sente ancora al 100% la vettura. Il canadese copre per due giri consecutivi sia alla Paddock Hill che alla Druids e dietro alla #11 si forma un trenino che favorisce la fuga del georgiano. Cappelli supera De Groot ed è ottavo e chiude il secondo gruppetto staccando l’olandese che, poi, al sesto giro viene toccato e mandato in testacoda da Beeusaert alla Surtees, ma il più penalizzato è Tziortzis che deve andare fuori pista per evitare la #69.

Il gruppo di testa da otto vetture perde al nono giro Cappelli che finisce largo alla Graham Hill con l’italiano che viene solo ripreso dalla #19 la quale viene investigata per il contatto con De Groot; ci sarà poco dopo un NFA.

Il tandem Lessard-Doubek, malgrado sia in lotta, va a riprendere Tavartkiladze ad un terzo di gara. I due hanno staccato leggermente Linster, Dombrowski e Toffel mentre Gambarotto perde più terreno. A seconda dei momenti si forma un trenino da sei, in altri invece sono 3+2+1. Lessard è quello che forza di più, al giro 15 arriva anche leggermente lungo alla Druids ma Doubek non ne approfitta.

A metà gara Tavartkiladze guida su Lessard (+0.2″), Doubek (+0.4″), Linster (+1.0″), Dombrowski (+1.3″), Toffel (+1.9″), Gambarotto (+3.9″), Beeusaert (+9.2″), Cappelli (+9.4″) e R.Bleekemolen (+11.8″).

La difesa del georgiano regge fino ai -12, bene alla Druids, ma Lessard si infila invece alla Clark e in accelerazione passa. Tutto sotto controllo per il canadese? Invece no! La #11 si intraversa subito dopo alla Paddock Hill, si va 3-wide come a inizio gara, Doubek perde il controllo in frenata, tocca Lessard e lo manda largo, non tanto, ma abbastanza per prendersi lui la prima posizione. Tornano sotto anche gli inseguitori, ma l’unico movimento in avanti è per la #24. A 11 giri dalla fine Doubek guida su Lessard, Tavartkiladze, Domrbowski e Linster.

Vanno via in due mentre il georgiano è quello più ammaccato, sul momento sembra solo un passaruota, invece è praticamente la fiancata di destra che si sta aprendo. L’effetto paracadute lo rallenta sul dritto, ma Dombrowski riuscirà a passarlo solo di forza ai -7. La #72 perderà di lì a poco un pezzo, riducendo il rallentamento aerodinamico ma non del tutto. Doubek, intanto, allunga leggermente e può gestire il finale.

Tavartkiladze ovviamente non ha più il passo dei primi e così, oltre a Toffel, torna sotto anche un Gambarotto in continua crescita di prestazioni insieme a Beeusaert, poi largo alla Graham Hill. Lessard perde tempo con un doppiato ai -3 e questo è il via libera per la #7.

Martin Doubek è il vero re del weekend e fa doppietta nella OPEN a Brands Hatch. Sul traguardo di gara2 precede Lessard (+2.9″), Dombrowski (+3.5″), Tavartkiladze (+9.9″), Linster (+10.1″), Toffel (+10.4″), Gambarotto (+10.9″), Beeusaert (+12.5″), Cappelli (+13.8″) e Robin Bleekemolen protagonista di un ottimo weekend di debutto (+17.0″). A seguire Richard, Pohjanharju, De Groot, Visser (in crisi di grip in entrambe le gare), Schaak, Van Laere, Daviditze e Leogrande.

Il post gara

Sembra tutto tranquillo, ormai si pensa alla pausa estiva, quando alle 21:42 italiane della domenica sera arriva il comunicato stampa che è come una bomba:

“I commissari hanno escluso la #11 di Alumitec Racing, guidata da Gianmarco Ercoli e Raphaël Lessard dalle gare della V8GP e dal Round 5 della OPEN [dunque gara1, nda] tenutisi a Brands Hatch in occasione del NASCAR GP UK 2026.

Alumitec Racing è stata ritenuta responsabile dell’essersi rifiutata di sottoporre ai controlli tecnici la vettura #11 quando è stato effettuato il cambio del motore dopo il Round 6 [gara 2, nda] della V8GP. Secondo l’articolo 19 del regolamento tecnico della NASCAR Euro Series, la commissione tecnica si è presentata al box di Alumitec Racing per prelevare il motore smontato dalla vettura per le ispezioni, i membri del team si sono opposti a questa richiesta da parte del delegato tecnico, confermando dunque l’opposizione all’effettuare le verifiche.

Questa decisione è stata effettuata in base all’articolo 20 del regolamento tecnico 2026 della NASCAR Euro Series e l’articolo 17.2, comma m, e al livello 4 del regolamento sportivo 2026 della NASCAR Euro Series.”

Cosa sia successo nel box #11 nel frenetico cambio motore della domenica pomeriggio è dunque un notevole punto di svolta della stagione 2026. Ercoli subisce così un doppio zero, Lessard solo uno salvando invece il risultato di gara2.

Nella V8GP Vittorio Ghirelli, forte di sei top4 in sei gare, guida con 220 punti, ben 32 in più di O’Brien, poi Lowe (-44), Jouffreau (-46), Krasonis (-53), Tziortzis (-69), Doubek (-69), Rehberg (-69), Bearden (-73) e Piquet Jr. (-73). Ercoli precipita al 18° posto a -105 e, a norma di regolamento, dopo Most non potrà scartare uno di questi zeri perché provenienti da delle squalifiche.

Nella OPEN, invece, Thomas Toffel si salva malgrado il triplo incidente del sabato e guida ancora con 204 punti, appena due in più di Linster, a seguire Dombrowski (-13), Cappelli (-22), Tziortzis (-27), De Groot (-38), Lessard (-39), Van Laere (-45), Visser (-55) e Schaak (-65). Doubek paga ancora il doppio ko di Valencia ed è 12° a -71.

I prossimi appuntamenti

Metà stagione della NASCAR Euro Series è volata via. Ora ci sarà la lunga pausa estiva e, quando si tornerà in pista, sarà già tempo della tappa finale della regular season. Appuntamento a Most, in Cechia, il 28-30 agosto. In pista tutte le categorie, incluso il Rookie Challenge che ha saltato come di consueto il fine settimana inglese.

Immagine: Media NASCAR

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