NASCAR | Duel #2: Austin Dillon vince dopo pioggia e caos

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L’attesa scalda i nervi, due incidenti decidono le sorti dell’ultimo qualificato. Davanti grande show di Wallace ma a vincere è Dillon


Doveva essere corsa nervosa e lo è stata. Il precario equilibrio è stato rotto due volte in 60 giri e a pagare sono stati Smithley e Gragson favorendo invece Kaz Grala che, malgrado sia arrivato ammaccato, sarà della partita domenica. Davanti tanti protagonisti ad alternarsi in vetta ma alla fine a prendersi la vittoria è stato Austin Dillon grazie ad un ottima gestione della gara e della ripartenza finale contro tre Toyota e sfruttando l’aiuto di Kevin Harvick.

La cronaca

Come citato in chiusura di cronaca del Duel #1, la tensione cresce dato che su Daytona sta arrivando il classico temporale della Florida. La Nascar, dopo la chiusura della gara precedente, fissa l’accensione dei motori per le 2:35 (ora italiana), poi a 10 minuti da questo arriva l’inevitabile e la pioggia – a tratti intensa – cade sulla pista. Il fenomeno dura circa una mezz’oretta ma ovviamente ben di più è il tempo che serve per asciugarla, al punto che l’accensione avviene soltanto alle 5:10, dunque dopo oltre 2h30′ di rain delay, anche per un incredibile inconveniente tecnico.

Dopo i risultati del primo Duel la situazione per le vetture Open è relativamente semplice: Ragan ha già la provisional ed è qualificato, Grala deve vincere il confronto diretto o sperare che Ragan faccia lo stesso, mentre per Smithley e Gragson c’è solo il successo in prima persona. Per tre di questi la strada è in salita però, visto che Ragan, Smithley e Gragson sono senza car chief dopo aver fallito i controlli tecnici rispettivamente due, due e tre volte e che sono costati a Noah anche la non ammissione alle qualifiche.

Al via Byron mantiene la prima posizione e Wallace gli si accoda in curva2, poi sul rettilineo opposto lo scavalca andando al comando. Non è finita qui, infatti al secondo giro William ci riprova ma non va e a lungo sono 2-wide; il rallentamento favorisce l’apertura del 3-wide grazie a Kyle Busch e così Bubba, compagno di marca, cerca subito l’aiuto di un’altra Toyota ma perde terreno. Byron così si trova davanti ad Austin Dillon, Harvick ed Elliott.

Dopo i primi cinque giri il migliore delle Open e virtualmente qualificato per la Daytona500 è Noah Gragson, entrato nella top10 nella corsia interna, ma la situazione dopo un attimo di calma la accende proprio lui, saltando sulla corsia esterna con Wallace davanti a Kyle Busch, Truex e Keselowski. Noah rimane lì ben poco, poi Bubba lo fa deragliare dal trenino e così la #62 finisce in coda e il qualificato diventa Kaz Grala e poi anche Smithley per un breve periodo.

Sulla fila esterna salta così Briscoe che, grazie alle spinte di Wallace, sembra poter recuperare, tuttavia la corsia esterna continua a rompersi rovinando tutti i progressi fatti. Dopo Gragson e Briscoe a tentare di fare da locomotiva ci prova Blaney e finalmente Ryan trova un alleato nella vettura di Harvick che salta fuori dalla scia delle due Chevy e di slancio si porta al comando davanti allo stesso Blaney mentre Wallace va all’interno. Sembra una scelta sbagliata questa e invece la #23 rimane al livello della #4, al punto che al giro 17 Bubba torna primo, seppur solo mezzo giro poi deraglia pure lui e finisce nel mezzo.

La fila interna si svuota sempre più e ad un terzo di gara ci sono solo Byron, Austin Dillon, Elliott e Kurt Busch, poi riprende forza con LaJoie e lo stesso Wallace che riesce a riaccodarsi e così la #24 torna col muso davanti a tutti. Nel gruppo Gragson e Grala continuano a viaggiare in file diverse ma attorno alla stessa posizione, dunque il favore della qualifica cambia di secondo in secondo.

Alla fine è questa corsia a prevalere e così finalmente le due file si riuniscono lungo il muro con Byron davanti ad Austin Dillon, Harvick, Blaney e Keselowski mentre nella fusione sono finiti dietro Elliott, Kurt Busch e Grala. Sono proprio i primi due a rilanciare l’azione all’interno a metà gara, in un momento cruciale perché sta arrivando il giro di soste; l’iniziativa prende forza con Wallace e Chastain, poi arrivano anche Blaney e Keselowski e Byron è costretto a bloccare in prima persona.

Il gruppo è ancora 2-wide e il nervosismo si percepisce perché è impossibile andare ai box dall’esterno. In testa c’è un po’ di rimescolamento, con Austin Dillon che si porta davanti e poi va all’interno a coprire Byron, dall’esterno arriva Harvick che sorpassa e fa lo stesso con la #3; Truex invece non ce la fa e la fila di sinistra allunga.

Ai -25, proprio nel giro in cui si prevede una sosta di massa, arriva la prima caution in uscita di curva2: Briscoe, nel mezzo fra due corsie, perde il controllo e taglia la strada al gruppo. Nel mucchio finiscono Alfredo, il doppiato McLeod ma soprattutto Grala e Smithley. Per Garrett è solo questione di gomme, ma la vettura di Kaz è danneggiata è ciò pregiudica molto la sua qualificazione alla Daytona500 il cui destino passa in mano altrui.

Sotto caution arriva il giro di soste, Blaney passa Harvick (entrambi solo pieno) e le due Ford precedono Byron, Austin Dillon, Truex e tutti gli altri che invece cambiano due o quattro (nel caso di Keselowski e Kyle Busch) gomme. Si riparte ai -20 ed Harvick fa gioco di squadra con Blaney lasciandolo mettere all’interno, tuttavia alla loro destra Wallace continua a spingere come un forsennato e rischia grosso con Dillon. Byron si accorge del potenziale, salta sul loro treno e ai -18 è al comando perché la #12 non riesce a bloccare la rimonta.

Ad approfittarne è anche lo stesso Dillon che riesce a mettersi all’interno ed i due a lungo sono affiancati; dietro intanto Smithley azzecca la ripartenza ed è nella top10, davanti a Gragson e dunque virtualmente qualificato. Byron riesce a mettersi dietro Austin Dillon e il tentativo di Keselowski non è convincente e così le due Chevy seguite da Wallace non hanno grossi problemi mentre nel gruppo c’è grande movimento.

Ai -12 la coppia Kurt Busch-Elliott fa saltare dalla fila Wallace approfittando di un suo sbandamento e così la situazione si fa ancora più incerta. Emerge quasi inaspettatamente Truex che, seguito da un Kyle Busch poco in vista fino a questo momento, tenta il sorpasso, poi però anche la #18 deraglia e l’esterno rallenta. Martin ci riprova, stavolta con la spinta di Harvick, e ai -9 è al comando.

Ai -7 Kevin lancia il suo attacco all’interno di curva #1 a Truex e forse la causa del mancato successo è il fatto di dover doppiare il compagno di squadra Briscoe in curva2. Harvick però non demorde e così, con la spinta di Byron, in curva3 è davanti alla #19. Dietro intanto prosegue la sfida alla pari fra Gragson e Smithley.

Ai -6 la fila interna implode e Byron perde molto terreno lasciando le auto sparpagliate per la pista; Keselowski ci prova su Truex e Blaney lo aiuta, Harvick li blocca e così Martin ringrazia prendendosi la prima posizione seguito da Wallace e Kyle Busch. A quattro giri dalla fine il patatrac: verso curva1 Keselowski cerca di seguire Harvick che si sta spostando verso destra, nello stesso momento Smithley va a sinistra per cercare di passare Gragson e così l’anteriore sinistra della #13 tocca la posteriore destra della #2 che parte verso destra travolgendo lo stesso Noah.

A finire ko sono Keselowski e Chastain ma anche Byron, che danneggia la vettura al punto che il team scarica già nella notte il muletto e quindi la prima fila svanisce, e soprattutto Smithley e Gragson, entrambi in pratica costretti al ritiro. L’unico superstite delle Open è dunque Ragan, l’unico ad avere già il posto sicuro, e a ringraziare tutti è Kaz Grala il quale eredita così – grazie al tempo in qualifica – il 40° e ultimo posto per la Daytona500.

Si va all’overtime e in testa ci sono le tre Toyota di Truex, Wallace e Kyle Busch seguite da Austin Dillon; alla bandiera verde i quasi compagni di squadra fanno il consueto giochetto, la #19 scende all’interno formando il treno giapponese e a loro si accoda Dillon con Harvick creando una fuga a cinque all’ultimo giro.

Dillon e Harvick attaccano subito all’esterno di curva1 e la #3 è in un attimo all’altezza di Wallace; la fuga viene ripresa e il primo ad arrivare su di loro è Blaney all’esterno che spinge Kevin il quale a sua volta dà l’inerzia sufficiente ad Austin per arrivare a metà rettilineo opposto in zona Truex. Martin non si aspetta l’arrivo della fila esterna a velocità doppia e manca il blocco finendo nel mezzo venendo passato all’interno, quasi fuori dalla pista, da Wallace e Kyle Busch.

Sembra un tandem racing e l’errore forse lo fa Busch, dando una spinta di troppo a Wallace in curva4 lasciando così Bubba da solo nel mezzo della pista a difendersi dalla coppia #3-#4 che arriva dall’esterno. Wallace allarga, Dillon si infila all’interno e si prende la vittoria.

Austin Dillon vince il Duel #2 davanti a Wallace, Harvick, Kyle Busch, Elliott, Blaney, LaJoie, Ragan, Kurt Busch e Buscher; Kaz Grala arriva 14° ma tanto basta per proseguire il weekend.

Va in archivio così un lungo giovedì di passione, con grandi battaglie in coda, una prima fila che doveva essere Bowman-Byron e che invece potrebbe essere Almirola-Austin Dillon, e con tanti pronostici da rifare alla luce dei risultati dei Duel. Domenica sera nella Daytona500 la miccia rischia di essere molto corta.

I risultati

La classifica del “Bluegreen Vacations Duel #2”

La griglia di partenza della Daytona500

Questa la starting lineup ai fini statistici della 63esima edizione della Daytona500. Infatti molti piloti saranno costretti a ricorrere al muletto e quindi partire dal fondo della griglia.

La classifica generale

Così il campionato dopo i Duel

I prossimi appuntamenti

Oggi prosegue l’attività in pista con l’esordio di ARCA e Xfinity Series, nonché la gara dei Truck:

19:00 FP ARCA Series

21:10 Qualifiche Truck Series

22:35 FP Xfinity Series

1:30 Gara Truck


Immagine: Getty Images/nascarmedia.com per twitter.com/RCRracing

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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