NASCAR | Duel #1: Aric Almirola vince resistendo all’attacco di Logano

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Il primo Duel scorre via tranquillo. Almirola si prende un posto in seconda fila, ma c’è timore per la vettura di Bowman


Un Duel senza pause, 60 giri di green volati via senza grossi contatti, tuttavia le emozioni non sono mancate. Bowman fa temere i suoi tifosi con un problema meccanico, poi c’è la beffa atroce per Ty Dillon ed il Gaunt Brothers Racing (per il team la seconda di fila) che vedono sfuggire di mano la qualificazione negli ultimi metri. Poco più avanti invece Almirola tiene a bada gli arrembanti Logano e Bell per prendersi una meritata vittoria.

La cronaca

Alex Bowman grazie alla pole conquistata mercoledì scatta davanti a tutti anche nel Duel #1; al suo fianco c’è Almirola. La lotta fra le quattro vetture Open interessa Preece, relativamente dato che è già matematicamente qualificato, Cindric, il quale parte con un possibile salvagente nel secondo Duel in caso di errori, Ty Dillon e Timmy Hill. Reddick invece scatta dal fondo per aver sostituito la trasmissione.

Al via della gara da 60 giri Bowman resiste alla coppia Almirola-Stenhouse mentre dietro T.Dillon va già 3-wide per recuperare posizioni. Dopo un paio di giri si fa vedere uno dei migliori piloti della serata, ovvero Christopher Bell, il quale poco dopo spinge Almirola al comando; dietro di loro inizia il rimescolamento con il duo DiBenedetto-Logano che cerca e trova un varco nel mezzo. La situazione per un paio di giri è tesa al punto che Hamlin preferisce alzare il piede, spostarsi e riaccodarsi.

Da un altro 3-wide arriva il nuovo leader della gara: Suárez seguito da Cindric va all’esterno e passa tutti dimostrando ancora una volta che il messicano a Daytona ci sa fare (e anche la nuova #99 del Team Trackhouse è veloce), solo che poi di solito interviene la sfortuna. Daniel deve difendersi da solo contro tutti, Bell trova il varco buono e al giro 5 va in prima posizione, tuttavia Logano è riuscito a riemergere e con una spinta ad Almirola rimanda Aric davanti a Christopher, frenato anche da un detrito sulla griglia del radiatore.

Bell tuttavia è un osso duro e prima Almirola e poi Logano ci mettono nel complesso quasi 10 giri per mettersi completamente davanti a lui; dietro alla #20 c’è Cindric, il quale non è riuscito a cambiare corsia e portarsi all’interno insieme alle altre Ford, tuttavia con Preece che gestisce è lui per ora virtualmente qualificato per la Daytona500.

Ci vuole proprio un momento in cui Cindric finisce loose e quindi la fila esterna si disunisce permettendo a Logano di mettersi davanti a Bell ma non solo, questa corsia perde velocità all’improvviso e l’interno guadagna in fretta al punto che due giri più tardi il gruppo è quasi in fila indiana e Ty Dillon diventa il virtualmente qualificato dopo un quarto di gara. Il contrattacco di DiBenedetto ed Hamlin, che saltano fuori dalla linea, guadagna in fretta compagni di avventura, al punto che Almirola e Logano sono costretti a bloccare questa iniziativa lasciando al vento Newman e T.Dillon e così Cindric ritorna nel posto buono.

A metà gara Almirola è in testa su Logano, McDowell, DiBenedetto ed Hamlin, tuttavia arriva anche il primo colpo di scena: Bowman all’improvviso si toglie dalla fila e torna da solo ai box. La #48 sta vibrando incredibilmente e temendo un problema tecnico rientra ai box. I meccanici alzano il cofano ma non trovano grossi danni evidenti e così dopo un paio di giri persi e ulteriori soste Alex torna in gara. La #48 arriverà al traguardo, tuttavia il timore in casa Hendrick c’è, dato che se il danno meccanico non fosse riparabile entro i limiti del regolamento, allora la pole di Bowman sarebbe solo un dato statistico visto che sarebbe costretto a partire dal fondo.

Un paio di giri più tardi è tempo di soste e come sempre c’è l’organizzazione per costruttori per non perdere vagoncini dal treno. I primi ad andare ai box sono i piloti Ford e tuttavia un vagone si perde: è Austin Cindric, penalizzato per eccesso di velocità in uscita di pit lane. La penalità è carissima dato che praticamente regala a T.Dillon la posizione buona per la Daytona500 senza sforzi.

Al giro dopo è la volta delle Toyota e stupisce il pit stop di Hamlin che esce dai box con un netto margine sui compagni di marca che faticano a prendere la sua scia e c’è il sospetto che la sua sosta sia stata troppo breve; infine è la volta delle Chevrolet e fila tutto liscio, l’unico problema è un lieve ritardo accumulato dagli altri due gruppi che verrà colmato presto. Al ritorno in pista le Ford, sempre con Almirola davanti a Logano, svernicia Hamlin che è da solo e che riesce tuttavia ad accodarsi in scia.

Hamlin è protagonista anche poco più tardi quando lui guida il blocco al gruppo Chevy che cerca la partenza di rincorsa al ricongiungimento fra i due gruppi e da lì cerca un recupero delle posizioni perse. Alla fine quest’ultima manovra non va a buon fine e quindi ai -15 si forma la fila indiana lungo il muro con Almirola davanti a Logano, DiBenedetto, Newman e T.Dillon nel posto giusto.

Dopo cinque giri di calma, in cui Cindric e T.Hill che hanno perso la scia vengono doppiati, ricominciano gli attacchi dalla coda del gruppo. Uno dei più attivi è di nuovo Bell che ai -7 ottiene un importante risultato dato che con la collaborazione di Hamlin riesce a mettersi dietro a Joey e davanti a Matt spezzando il trenino Ford. Si arriva dunque alle miglia finali con gli occhi di tutti sui primi quattro e su T.Dillon, ora sesto ma con sole due posizioni di vantaggio su Preece che potrebbe giocargli un brutto scherzetto.

Nessuno si muove fino all’ultimo giro quando succede tutto: i movimenti fanno saltare dalla linea Newman e per lui sembra finita, poi Logano tenta di ripetere quanto fatto l’anno precedente, tuttavia l’attacco sul rettilineo opposto non va in porto e allora decide di riprovarci in curva3. A Joey però anche qui manca l’ultimo metro per mettersi davanti ad Aric e quindi deve sperare che Bell lo spinga nei metri finali; il pilota della #20 sceglie però giustamente di rimanere in scia alla #10 e così il leader non cambia.

Aric Almirola vince così il Duel #1 davanti a Bell, Newman (riemerso benissimo) e Logano, poi iniziano le sorprese. Tre sono i fatti che si perdono nella concitazione del momento: Custer in coda va a muro forse dopo un contatto con DiBenedetto ma non è chiaro il tutto, Hamlin rimane a secco (la sosta era effettivamente troppo breve) e non è contento dell’aggressività del compagno di squadra Bell ed infine Preece batte T.Dillon per la quinta posizione per appena 38 millesimi.

Per Dillon questa è una beffa perché Preece così “vince” il Duel per le Open e dunque la #37 si qualifica alla Daytona500 tramite il metodo principale previsto dal regolamento, ovvero il miglior piazzamento nel Duel e dunque per determinare il secondo qualificato da questa batteria si ritorna alle qualifiche ed il secondo più veloce dietro allo stesso Preece è Austin Cindric il quale, malgrado l’errore ed il 16° posto finale, accede alla Daytona500.

Per Ty Dillon è una beffa atroce culminata all’ultimo rettilineo quando purtroppo ha battezzato la ruota sbagliata, quella di Logano, mentre Preece è rimasto nella fila di Almirola e Bell sorpassandolo nei metri finali. Ma perché Preece è stato così attivo pur non avendo bisogno all’apparenza? Il motivo lo spiega lo stesso Ryan: avendo perso il charter, la #37 è rimasta senza owner point e dunque è fondamentale per lui conquistare ogni punto disponibile (e i Duel ne mettono in palio 10 al massimo) per avere più certezze di qualificarsi nelle prossime settimana in cui tornerà in vigore l’algoritmo.

Un vecchio detto dice “se un Duel è tranquillo, allora il secondo sarà esplosivo”. Il timore dopo una gara senza caution e vinta da Almirola, che conquista così la seconda fila in griglia per la Daytona500 ma potrebbe essere anche prima per i guai di Bowman, senza troppi drammi – zero caution – è proprio questo, tuttavia prima di pensarci troppo arriva anche la pioggia che rischia di far saltare il Duel #2.

I risultati

La classifica del “Bluegreen Vacations Duel #1”


Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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