NASCAR | Due gocce di pioggia ribaltano tutto, Bell vince a Daytona!

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Elliott domina le prima fasi come da pronostico, poi il regolamento prudente frena la sua fuga. Bell cambia gomme e passa Logano per prendersi la prima vittoria in Cup Series


Quando tutto sembra scontato è lì che succede di tutto. Era già tutto apparecchiato per l’ennesimo successo di Chase Elliott su uno stradale, dato che era in testa dopo l’ultima sosta in programma. E invece l’acqua ha fatto più danni del fuoco, con una spruzzata sul banking che ha imposto una caution fin troppo fiscale e che ha fatto esplodere classifica e anche la calma che i piloti fino a quel momento avevano avuto. A vincere per la prima volta in carriera è stato così – meritatamente – Christopher Bell, uno dei pochi a non commettere errori in un pazzo finale.

La gara

Questa settimana a Daytona ovviamente non piove e le uniche nubi sono molto distanti, quindi nel gruppo non c’è preoccupazione, nemmeno per il fatto che questa sarà una delle 26 gare in cui non sono in programma né le prove libere (che una ventina di piloti ha fatto indirettamente del Busch Clash) né le qualifiche. Dunque si ripesca l’algoritmo creato nel 2020 e la prima fila è composta da Elliott e McDowell, due che sugli stradali ci sanno fare; Chase inoltre vuole la quinta vittoria di fila su questo tipo di piste, ad una lunghezza dal record storico di Jeff Gordon.

Rispetto all’edizione improvvisata del 2020 – vinta ovviamente da Elliott – ci sono alcuni cambiamenti, il pacchetto aerodinamico è quello con bassa downforce, alla bus stop dopo il Clash sono stati messi i cordoli alti, le cosiddette turtles, sopra una striscia di cemento per evitare tagli eccessivi ed il trasporto della terra in pista e infine la gara è stata allungata di 5 giri – quasi 30 km – portando il totale a 70 per una maratona di 252.7 miglia, ovvero poco oltre 406 km.

Insieme ad Elliott i favoriti sono i soliti protagonisti degli ultimi anni sugli stradali, ovvero Hamlin (quarto al via) e Truex (19°) ma c’è curiosità nel vedere cosa potranno fare il rookie Briscoe, che ben si è comportato negli anni scorsi andando a vincere anche a Indy, ed AJ Allmendinger, che purtroppo sulla #16 del Kaulig Racing paga il ritiro di Grala nella 500 miglia ed è solo 34° in griglia dopo essersi pure avviato a fatica dalla pit lane. Partenza dal fondo invece per Jones (cambio motore nelle Speedweeks), Haley (controlli tecnici falliti due volte) e Smithley (modifiche in parco chiuso).

Alla bandiera verde c’è subito il caos: Elliott ovviamente non sbaglia, McDowell al suo fianco – per fortuna all’esterno – tira dritto la prima curva e al rientro in pista, dopo un’escursione sull’erba che gli danneggia anche lo splitter, perde almeno una ventina di posizioni; a posteriori si scoprirà che aveva un problema ad una gomma fin dai giri di formazione. Nel gruppo nella solita confusione della strettoia di curva2 anche Kyle Busch ne esce molto ammaccato, col muso danneggiato e con l’umore già nero. Per fortuna di tutti arriva la caution dopo un giro (la carcassa della gomma di McDowell in mezzo alla pista) e si può avere una nuova chance.

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Si riparte ai -13 nella prima stage ed Elliott, dopo una fuga di 2.6″ annullata, riparte come prima seguito da Austin Dillon, Hamlin e Logano già quarto dopo essere partito 11°; il pilota della #3 però in pochi giri ritorna quello visto del Clash e viene scavalcato da Denny e Joey. Il primo vero errore della gara è a sorpresa di Briscoe che, all’ingresso dell’ultima chicane, involontariamente tenta un sorpasso a Wallace – un altro non a suo agio sugli stradali – all’esterno frenando meglio, per evitare Bubba che si sposta leggermente a sinistra perde il controllo e saltando sui cordoli danneggia muso e manda ko il sovrasterzo.

A metà della prima stage (otto giri di 16) Elliott ha già 4.6″ su Hamlin, 7.4″ su Logano, 10″ su A.Dillon e Larson (che sugli stradali di solito va forte solo in qualifica e non sul long run e che inoltre qui l’anno scorso non ci ha corso), 13″ sul gruppo di Truex, Harvick, Kurt Busch, Chastain e Bell. Nel plotone intanto proseguono i danni: Jones fora e va in pit lane, Keselowski comincia ad avere problemi ai freni, tira dritto alla chicane finale e va ai box e infine DiBenedetto centra un detrito, la posteriore destra esplode e porta via con sé la carrozzeria e c’è un’altra caution per detriti.

Solo Bell e Keselowski – che ci era appena stato – decidono di non andare ai box a cambiare gomme e così si riparte per uno sprint di tre giri per chiudere la stage; Byron perde tutto il recupero fatto (da 22° a 13°) a causa di una penalità per una ruota vagante in pit lane. Si riparte e Chase spinge bene Bell davanti mentre Keselowski litiga ancora con le frenate e va leggermente largo pur non perdendo molto. Elliott con gomme fresche è già al comando in curva3 e in curva5 viene seguito dalla coppia Keselowski-Logano, che solo in mattinata si è chiarita dopo l’incidente finale della Daytona 500, dato che Bell va lungo dopo aver quasi mandato Brad nell’erba alla Kink.

Nei giri finali da segnalare ci sono il sorpasso di Logano a Keselowski dopo un altro leggero lungo in curva3 con conseguente manovra completata alla Kink, la rimonta di Hamlin che arriva in coda a Brad e lo scavalca ed infine il dritto di Kyle Busch alla chicane dopo un inizio di rimonta convincente che lo fa incavolare ancora di più. Elliott vince la prima stage davanti a Logano (+3.1″), Hamlin, Keselowski, Kurt Busch, Larson, Truex, Austin Dillon, Harvick e Buescher mentre Bell con gomme usurate è scivolato in 12esima posizione.

Al break il gruppo si divide, Elliott tira dritto con Logano ed Hamlin mentre Keselowski, Larson, Harvick e – ovviamente – Bell vanno ai box. Dopo una penalità per Ty Dillon e le ulteriori riparazioni per Briscoe (si cerca di far funzionare il servosterzo) e Kyle Busch si può ripartire ed è la chance buona per vedere cosa potrebbero fare Truex ed Allmendinger, entrambi ora nella top10. Dopo un accenno all’esterno di curva1 su Chase, Logano è costretto a lasciare strada in curva6 ad Hamlin che si mette all’inseguimento di Elliott.

La #9 allunga all’inizio ma poi, anche dopo un bloccaggio in curva1, mantiene un vantaggio costante di 1.5-2″ su Hamlin, seguito ora da Truex, che ha passato Logano alla stessa maniera di Denny, poi Joey e Allmendinger entrato nella top5; Keselowski spreca la rimonta con gomme fresche tirando dritto alla bus stop. Martin però è scatenato, riprende e sorpassa Hamlin in curva1, tuttavia il distacco dal leader sale così a 3″. Sul long run Logano viene raggiunto e sorpassato da Allmendinger, poi però arriva una caution.

L’incidente non è ripreso nitidamente dalle telecamere ma pare che nel duello per la 19esima posizione fra Chastain e Blaney (alla 200esima gara in Cup Series), Ryan cercando l’incrocio di traiettoria in accelerazione da curva6 tocchi Ross sul paraurti spedendolo sul banking e contro il muro costringendolo al ritiro proseguendo la maledizione delle vetture sponsorizzate McDonald’s che prosegue dal 1994. Problemi anche per Reddick che accusa un calo di potenza, si ferma per un attimo sul traguardo e poi riparte.

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La caution è arrivata ai -8 dal break e quindi si riapre il capitolo strategie. Allmendinger, Larson, Harvick, Keselowski e McDowell sono fra i pochi che non si fermano, Elliott ha una sosta lenta per evitare una possibile ruota vagante e così finisce dietro ad Hamlin, Truex, Kurt Busch, Logano e Bell. Si riparte ai -5 ed Allmendinger rimane facilmente al comando seguito da Kevin, ma la #11 fa paura con gomme fresche ed è già terza, favorita anche da un leggerissimo tamponamento a catena in curva1 fra Truex, Logano ed Elliott. Al giro successivo in curva3 Hamlin è già in testa con un sorpasso all’esterno su AJ.

Dopo un bloccaggio di Kurt Busch in curva5, un passaggio sull’erba di Keselowski, la sosta ai box di Wallace per un tire rub, lo show lo regalano Kurt, Truex e Logano per la seconda posizione: Martin ci prova ma Busch ripassa in accelerazione e ciò permette a Joey di scavalcare Truex, che pure spiattella le gomme, alla chicane finale. Poi nell’ultimo giro sempre alla chicane Logano riprova l’incrocio ma il sorpasso alla #1 fallisce per appena quattro millesimi. Hamlin vince la seconda stage davanti a Kurt Busch, Logano, Bell, Truex, Elliott che nel traffico ha faticato, Byron, Custer, Allmendinger e Kyle Busch che come sempre impreca ma poi va forte.

Malgrado siano passati pochi giri tutti vanno ai box per un nuovo set di gomme; a tentare qualcosa di diverso sono solo Suárez, che si sta ben comportando, e DiBenedetto che cerca il recupero con una vettura che ha solo tre quarti di carrozzeria. Il problema per loro è che dietro ci sono nell’ordine Ku.Busch, Hamlin, Bell, Elliott, Truex, Harvick e Logano, ovvero tutti i big della giornata tranne Allmendinger che si prende una penalità per eccesso di velocità in pit lane nel momento sbagliato.

Si riparte a 33 giri dalla fine e Kurt subito scavalca all’esterno Suárez in curva1 e passa al comando seguito da Bell, Truex ed Hamlin. Il problema per loro è che dopo 10 giri non eccezionali, o forse solo prudenti, Elliott si risveglia e scavalca Denny al ritorno sul banking, poi recupera un’altra posizione grazie a Busch che pizzica troppo il cordolo alla Kink e finisce nell’erba incredibilmente senza danneggiare la vettura, poi sorpassa Truex ed infine in accelerazione da curva1 pure Bell, tutto questo in appena tre giri.

Nel frattempo Kurt Busch continua a combinare guai: sceso in 27esima posizione dopo il pic nic, in curva1 tocca in accelerazione un Keselowski che sta già passando una giornata complicata e lo manda in testacoda, poi prosegue nella rimonta. Dopo un sosta+penalità di Wallace, Alfredo che salta la chicane in maniera spettacolare per una foratura, il testacoda di Almirola quando è nella top10 ed il tire rub per Blaney, l’attenzione torna sui primi, con Hamlin che ha non ha più una frenata efficace a causa di un detrito che ostruisce la presa d’aria e per questo viene scavalcato da un Kyle Busch sempre più veloce.

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Ai -25 Elliott è quindi al comando con 1.7″ su Bell, 4.2″ su Truex, 7″ su Kyle Busch e Logano, 8.6″ su Hamlin, 10″ su Larson e 14″ su un Harvick anch’egli non in palla ma che comunque non sbaglia. Le sorprese sono due in questa fase, il fatto che Bell, pur dando tutto mentre Chase gestisce, rimane sempre a circa da 1.5″ da Elliott pronto ad approfittare di ogni occasione, e che Logano sul long run ceda venendo sorpassato da Hamlin e poi lasciando passare Larson per non perdere troppo tempo nel duello.

Siamo ormai ai -20 e si avvicina in fretta l’ultimo teorico giro di soste. Dopo DiBenedetto, che non si era fermato prima, è il turno di un McDowell in rimonta e poi dei big, prima Truex, poi ai -19 Larson, Logano ed Harvick ed infine al giro successivo i leader Elliott, Bell, Kyle Busch ed Hamlin. Nel pit stop Chase guadagna mezzo secondo a Christopher portando il vantaggio a 2″. Sembra fatta per Elliott, e invece la gara svolta in questo momento in maniera imprevedibile.

A Daytona fa già caldo, ci sono circa 25 °C e dunque le nubi passeggere ed i temporali sparsi non sono una rarità. In particolare sull’oceano a poca distanza si è formata una nuvola nera che sputa giù qualche goccia che tuttavia fatica addirittura a toccare terra. La nube si sposta sulla terraferma e Daytona è lì. Le gocce che cadono in curva1 sono letteralmente due di numero, c’è ancora il sole e anche l’arcobaleno, ma tanto basta a mandare nel panico le pit crew che cominciano a preparare le gomme wet.

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Intanto la gara va avanti ed i piloti non sembrano preoccupati (tranne DiBenedetto che rimane senza freni e va ai box), ad un certo punto la pioggia sembra quasi finire, poi però si sposta e arriva nel posto peggiore possibile, ovvero sul banking in curva2 dell’ovale. I commissari vedono che l’asfalto inizia a cambiare colore e chiamano una caution molto prudente, fin troppo.

Il regolamento prevede che, essendo una caution per pioggia, ora i team possano – ma non devono – mettere le gomme wet, tuttavia è chiaro che montarle ora vorrebbe dire distruggerle in pochi metri. Inevitabilmente partono subito le polemiche via social per una gara falsata da letteralmente due gocce di pioggia, però bisogna anche capire che sono i primi veri anni che la Nascar ha a che fare con meteo variabile e stradali e dunque pian piano impererà pure lei a non stravolgere una corsa per nulla.

La gara viene fatta saltare per aria anche perché le soste sono avvenute giusto 3-5 giri prima e dunque in molti decidono di non fermarsi di nuovo. Il capofila di questa strategia è Logano seguito da Briscoe, Kurt Busch, Buescher, LaJoie, Keselowski, Wallace e Ware, i quali dunque sono davanti a chi monta gomme fresche, il cui leader ora è Bell su Truex, Larson ed Elliott perché Chase ha avuto un’altra sosta lenta e dunque riparte solo 12°.

La bandiera verde viene sventolata ai -12 ed inizia così un pazzo finale, con un sacco di piccoli e grandi incidenti. Alla ripartenza Kurt ci prova ma deve desistere e si accoda a Logano, dietro invece il solito fallo di confusione con protagonisti Elliott, spinto nell’erba da LaJoie in un 3-wide fa un salvataggio incredibile e Reddick che in curva2 finisce fuori pista con l’aiuto del compagno di squadra A.Dillon, distrugge il muso e due curve più tardi si deve fermare con la vettura in fiamme. Ed è obbligatoria la caution.

La situazione di Elliott sembra difficile visto che la griglia del radiatore è completamente ostruita, ma per sua fortuna è solo erba e non terra e dunque basta il solito trucchetto aerodinamico in scia ad Hamlin per toglierla quasi tutta e non essere costretto a fermarsi ai box. Si riparte ai -10 con Logano sempre al comando davanti a Kurt Busch, Briscoe, Buescher, Keselowski, Bell, Truex, LaJoie, Larson, con Hamlin solo 13° davanti ad Elliott.

Alla bandiera verde Joey parte ancora bene mentre Truex alla prima curva blocca i freni e finisce in testacoda appoggiandosi al compagno di squadra Bell che riesce a proseguire così come praticamente tutti quelli dietro di loro. Dopo gli attacchi falliti di Busch a Logano e Keselowski a Briscoe arriva un’altra caution. Le immagini non ci sono però pare che Elliott abbia spedito LaJoie nelle gomme in curva5, con Chase – col muso ammaccato – che giura che non è stata una vendetta per il contatto precedente e a suo vantaggio c’è il beneficio del dubbio data l’assenza di prove.

Dopo le soste di Truex e LaJoie la classifica vede ancora una volta Logano al comando su Ku.Busch, Briscoe e Keselowski, tuttavia in quinta posizione c’è già il migliore con gomme fresche ed è Kyle Larson, il quale essendo davanti a Buescher e Bell ha un’occasione d’oro da sfruttare. Si riparte ai -8 e, pur non essendoci più caution fino al traguardo, saranno otto giri pieni di emozioni.

Allo scatto Logano fa pattinare le gomme, ma poi con un’ottima accelerazione in uscita di curva1 rimane davanti a tutti mentre Larson da quinto è già terzo. Gli basterebbero solo due sorpassi ad avversari con pneumatici usurati per accarezzare la vittoria e invece Kyle butta tutto al vento subito in curva6 blocca i freni per passare Kurt, si gira e finisce nelle gomme; dopo una sosta chiuderà 30°.

A diventare pericoloso così, ereditando la terza posizione, è Bell mentre Hamlin è quinto ed Elliott settimo. Sul traguardo all’inizio dei -7 va in scena un flipper in cui cercare chi abbia innescato tutto è molto difficile ma di cui la conseguenza principale è che Kyle Busch va a muro, però si prosegue. Nel frattempo Byron salta la chicane e Bell nel primo tentativo di sorpasso e Kurt rimedia un piccolo tire rub che per sua fortuna si risolve positivamente.

Tutto questo favorisce Logano che ai -6 ha addirittura 2.8″ sul trenino di Ku.Busch (che fa da tappo), Bell, Keselowski, Elliott, Hamlin, Briscoe e Harvick. Il più combattivo è ovviamente Chase che, vedendo Brad bloccare in curva3, ci prova ma alla Kink deve desistere, Keselowski finisce sull’erba ma riesce a difendersi ancora in curva5, poi in curva6 clamorosamente da solo (così dice lui, ma i dubbi su un possibile aiutino da dietro ci sono) Elliott finisce in testacoda e anch’egli come il compagno Larson butta tutto in aria; concluderà 21°.

In tutto questo Joey è da solo e guadagna ancora, al punto che ai -5 ha 3.4″ su Busch e Bell, poi però la fase fortunata finisce dato che Christopher riesce finalmente a scavalcare Kurt e si porta in seconda posizione; il capolavoro di Bell è in questo giro dato che, nonostante il sorpasso, guadagna 1″ netto alla #22 portandosi a 2.7″ a quattro giri dalla fine. Dietro intanto prosegue il caos, con Briscoe ai margini della top10 nonostante i danni precedenti e che si deve arrendere solo al sovrasterzo che finisce di nuovo ko perdendo fluidi e al cofano che cede alzandosi di botto lasciandogli ancora visibilità ma costringendolo ai box dopo l’intervento dei commissari.

Dopo le soste ulteriori di A.Dillon e Kyle Busch per delle forature, ai -3 Logano perde un altro mezzo secondo e così ha ancora 2.2″ su Bell mentre Kurt Busch fa da tappo ad Hamlin e Keselowski ma a 5″. Joey dopo questo giro forse ancora ci crede davvero, poi – mentre Wallace va in testacoda ed Hamlin finalmente si libera di Kurt – arriva la mazzata decisiva dato che Bell in un sol giro gli recupera 1.1″ dimezzando letteralmente il ritardo.

Ai -2 la #20 è già vicina alla #22 in curva3, il ricongiungimento arriva in curva6, Logano sbanda in uscita con le gomme ormai usurate ma riesce a resistere alla bus stop, non però alla chicane del traguardo dove Bell riesce a sorpassarlo. E così Logano, dopo aver perso la prima posizione nella Daytona 500 ad un miglio dal traguardo, in questa occasione deve alzare bandiera bianca a quattro miglia dalla fine.

L’ultimo giro è il più tranquillo, a parte Byron che procede a rilento e il freno di Bilicki che esplode provocando una caution per il principio di incendio a bandiera a scacchi già sventolata, Bell deve solo gestire per conquistare la prima vittoria in carriera in Cup Series, in anticipo netto sul pronosticabile successo sullo sterrato di Bristol, una vittoria meritata perché nelle fasi decisive, dopo aver tenuto testa a Elliott nella seconda stage, non ha perso la testa a differenza di numerosi colleghi.

Bell vince dunque davanti a Logano, Hamlin ed una sfilza di graziati dalle due gocce di pioggia, Kurt Busch ha fatto un 360° nell’erba e forse più e chiude quarto, Keselowski ha saltato due chicane, bloccato ad ogni frenata ed è finito in testacoda ma è quinto davanti ad Harvick sesto senza infamia né lode, Allmendinger è settimo dopo la penalità, McDowell ottavo dopo il dritto al primo giro, chiudono la top10 Preece e Bowman che in sintesi hanno approfittato del caos finale. Da applausi la rimonta finale di Suárez fino al 16° posto dopo che nei 25 giri finali Daniel non si è sentito bene e ai -15 ha pure vomitato nel casco.

Dal punto divista statistico la vittoria di Bell è storica, non solo perché è il 35° nella storia a completare il “Triple Threat”, non solo perché completa la tripletta Toyota nel weekend nel giorno che sarebbe stato del compleanno del compianto J.D. Gibbs, ma soprattutto perché in Cup Series la stagione non si apriva con due neovincitori dal 1950, la seconda stagione nella storia quando l’anno precedente in calendario c’erano state solo sette gare.

https://twitter.com/NASCAR/status/1363633033069268996?s=20

Dopo due settimane si lascia Daytona con una griglia playoff completamente stravolta, con un posto a sorpresa (quello di McDowell) ed uno 50:50 (Bell) già assegnati teoricamente. Per molti piloti come Byron, Reddick e DiBenedetto, reduci da due weekend disastrosi, la difficile rincorsa inizierà già a Miami.

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Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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