Rimonta (in)credibile di van Gisbergen nell’ultima stage del Watkins Glen in cui rifila oltre 45″ a Gibbs, costretto al fuel saving
Ormai gli aggettivi stanno finendo per descrivere quello che Shane van Gisbergen mette in scena quando c’è da girare anche a destra. La tattica (sua, ma anche quella di un McDowell altrettanto da applausi) di non fermarsi alla caution a 40 giri dalla fine, con la finestra per l’ultimo pieno appena socchiusa, sembrava sbagliata. Invece, i due non solo hanno recuperato tutto il terreno perso, ma hanno anche staccato nettamente gli avversari costretti a gestire gomme e benzina. Alla fine, lo stint finale di SVG è stato di addirittura 45″ migliore rispetto a quello di Ty Gibbs, comunque terzo sul traguardo. Basta questo per riassumere tutto.
La gara
La NASCAR Cup Series arriva al Watkins Glen tornando alle vecchie abitudini: le polemiche. Si discute sul fatto che arrivare quassù a maggio sia innaturale e che i fan affondati nel fango dei parcheggi in stile Silverstone 2000 (altro esperimento one-off) siano un gigantesco “told you” da gridare in faccia alla NASCAR che come sempre non capisce niente, che è governata da incapaci… Le solite storie. La polemica del 2027 sarà il fatto che il Watkins Glen sarà (come da annuncio pre-weekend) inserito nei playoff tornando nella fascia consueta del calendario. Ah no, siamo al 11/5/2026 e già se ne parla…
Si discute ancora dell’epilogo in Texas e soprattutto delle conseguenze giudiziarie. Infatti, Ryan Preece è stato penalizzato per l’incidente con Ty Gibbs, giudicato volontario ma solo nelle intenzioni (un controsenso giuridico), visto che fra il team radio incriminato e l’incidente effettivo erano passate decine di minuti. RFK ha fatto appello contro i 25 punti di penalità. Graziato invece col beneficio del dubbio (causa vettura danneggiata) Kyle Busch per il contatto con Nemechek e per Rowdy siamo al secondo caso in nemmeno un mese dopo quanto successo con Herbst a Bristol. E, infatti, i commissari decidono comunque di fargli una ramanzina come avvertimento.
Sabato, dopo la pioggia del mattino, si scende in pista per libere (50′) e qualifiche (35′, dopo aver cambiato il format proprio per garantire a tutti le stesse condizioni). Il favorito numero uno è ovviamente Shane van Gisbergen e il fatto che le vetture abbiano rispetto al 2025 quegli 80 cavalli in più favorisce il neozelandese. Grande curiosità inoltre per l’allungamento di 10 giri, da 90 a 100, di una delle gare più brevi – come durata – del calendario. I 10 giri vengono inseriti tutti nello stint centrale, generando così una suddivisione 20+30+50.
Nelle prove libere, su una pista ancora leggermente umida, si scende in pista con calma, qualcuno anche facendo dei giri di controllo con le gomme wet, anche perchè di set da asciutto ce n’è uno a disposizione e completare 50′ solo su quello è impossibile. E al muretto #1 commettono un grave errore, lasciando troppo in pista Chastain su quel set di gomme da bagnato, al punto che la posteriore sinistra si stallona e Ross si ferma alla Bus Stop. Nel finale della sessione anche Briscoe avrà un problema ad una ruota. Miglior tempo per Cindric (1’12.208″) davanti a Hocevar, Gibbs, Bell e Buescher, tuttavia van Gisbergen fa paura sul passo gara, come sempre.
Forse c’è qualche speranza in qualifica? No, niente da fare: a SVG bastano due giri, nel primo sbaglia il primo settore, nel secondo il Carousel. L’ideal lap forse sarebbe addirittura sotto i 71″, ma l’1’11.165″ (il secondo giro è comunque 1’11.252″) basta e avanza per conquistare la pole con oltre un quarto di secondo su McDowell, Cindric, Chastain, Zilisch, Logano, Blaney, Bell, Briscoe e Gibbs. 38 le auto al via con la #66 di Josh Bilicki e la #78 di Katherine Legge.
Le previsioni meteo per la domenica, all’inizio grigie, alla fine portano solo sole, dunque via libera alla NASCAR Cup Series. Bandiera verde e van Gisbergen non ha problemi a controllare McDowell e Cindric mentre Chastain arriva leggermente al bloccaggio. Blaney ci prova alla Bus Stop ma deve concedere la posizione a Bell mentre Briscoe è passato dietro a Gibbs, anche se Chase ci prova di nuovo all’interno del Carousel. Anche il secondo tentativo di Blaney, che vede #12 e #20 affiancate fino alle Esses, non va a buon fine.
Come di consueto SVG ci mette qualche giro a carburare, McDowell tiene il suo ritmo e i due si staccano da un gruppo in cui Chastain attacca Cindric in curva1, i due viaggiano affiancati fino alla Bus Stop, Austin ha perso la linea ideale e al Carousel viene infilato anche da Zilisch e Logano. Con questa manovra, tuttavia, Ross scivola a 2.5″ dalla vetta, divario che diventa di 3″ appena un giro più tardi. E qui la #97 inizia a dimostrare di avere quei 4-5 decimi di margine su almeno 35 delle altre auto in pista. L’unica eccezione al momento è la #71, per la #88 ci si riserva per ora la sospensione del giudizio.
Ci sono stati pochi assestamenti in gruppo, al massimo ±3 posizioni con Busch fra i più propositivi, ma entrato appena in top20. Al sesto giro altre piccole manovre: Zilisch supera il teammate Chastain ed è terzo, ma il suo gap dal neozelandese è ora di 4.5″. Poco più dietro, Gibbs si mantiene molto vicino a Blaney mentre Bell si fa vedere su Cindric. Il giudizio viene tolto al giro successivo: anche Connor si prende mezzo secondo da van Gisbergen, ma il settimo passaggio è anche quello in cui pure McDowell rallenta e si becca pure lui quattro decimi. E Shane allunga in progressione.
Per il resto poco da segnalare in questo inizio di corsa molto tranquillo, il trenino che si forma dietro a Chastain, i tentativi di Reddick per superare Suárez, il rischio di Stenhouse sull’erba in uscita dalla Bus Stop, il sorpasso di Buescher su Byron (poi arriverà anche quello su Hocevar) preludio alla crisi di William (e di Hendrick in generale). Si comporta bene invece Allmendinger che supera Briscoe a metà stage ed entra in top10. Al passaggio successivo, invece, Blaney attacca Bell in curva1, Christopher pensa all’incrocio in accelerazione ma si deve riaccodare anche a causa della progressiva perdita di grip al posteriore. Penske, così, occupa le posizioni 5-6-7.
L’azione principale sul long run è proprio poco fuori dalla top10. Si crea ai -7 un 3-wide fra Byron, Hocevar e Reddick, Tyler passa entrambi, Carson invece è costretto ad alzare il piede verso le Esses e viene infilato anche da Nemechek. Buescher, invece, guadagna un’altra posizione, stavolta ai danni di Briscoe. Il grip latente di Bell, infine, gli fa perdere la posizione anche da Allmendinger ai -6.
Esclusa la sosta di Austin Dillon (in quel momento 26° ai -6), l’istantanea prima delle strategie è quella dei -5 e vede van Gisbergen al comando con 6.0″ su McDowell, 8.5″ su Zilisch, 11.8″ su Chastain, 12.4″ su Logano, 12.8″ su Blaney, 13.7″ su Cindric, 15.3″ su Gibbs, 17.6″ su Allmendinger e 18.8″ su Bell; a seguire Buescher, Briscoe, Suárez, Reddick, Nemechek, Byron, Hocevar, Busch, Gilliland e Wallace.
Ai -4 pittano Reddick, Larson e Bowman fra i big, ai -3 McDowell con Zilisch, Gibbs e Buescher, ai -2 ovviamente van Gisbergen. La stage diventa dunque un triello fra #1, #22 e #12, ma senza playoff point in palio non ci sono attacchi.
Chastain vince dunque la prima stage davanti a Logano (+0.5″), Blaney (+1.3″), Cindric (+2.7″), Allmendinger (+10.2″), Nemechek (+11.7″), lo stesso SVG (+21.9″), Herbst (+22.275″) e McDowell (+22.296″) con Wallace beffato nella volata a tre (+22.310″) dato che è l’unico che rimane a secco di punti e fa impressione il fatto che nella sola ultima tornata la #71 gli abbia recuperato con gomme fresche 4.1″. Beffato anche Elliott (no grip pure lui) che non si era fermato per prendere punti, ma era troppo indietro e chiude 12° davanti a Ware, T.Dillon, Zilisch, Bilicki, Gibbs, Buescher, Reddick e Suárez. Tutti a pieni giri.
Al break si completano le soste ed emergono i primi problemi come il sottosterzo di Chastain, il lungo nello stallo di Keselowski (preludio ai guai ai freni della #6) e il mezzo strike prima del break di Gragson con due meccanici colpiti senza conseguenze fisiche; doppio pit anche per Bilicki, sosta lenta per Herbst con qualche problema al cambio, penalità per Nemechek per falsa partenza dei meccanici. Si riparte con van Gisbergen davanti a McDowell, Zilisch, Gibbs, Buescher, Reddick, Suárez, A.Dillon (ottimo colpo strategico), Briscoe e Busch e Chastain dal 24° posto.
Bandiera verde ai -26 e van Gisbergen sceglie ancora l’interno e al pelo si tiene dietro la #71 in accelerazione, poi va in difesa in frenata e mantiene il comando davanti a McDowell, Zilisch, Gibbs e Reddick, alle loro spalle sale Dillon che si unisce ad una mini-fuga a sei davanti a Suárez. Col passare dei giri Austin verrà ripreso dagli inseguitori e davanti si formeranno due coppie più Reddick a cercare di restare con i leader.
La parola d’ordine dell’inizio di seconda stage però è marbles, infatti le gomme sul long run si sono sbriciolate e fuori traiettoria ci sono tanti trucioli di gomma. Finire su di essi è deleterio, ma alla ripartenza è impossibile non stare 2-wide, soprattutto in un punto critico come il Carousel. Qui Jones manda largo Larson quel tanto che basta che Kyle precipita in classifica e sul rettilineo dovrà pure fare zig zag per pulire le gomme. Al giro successivo Larson “fa lo stesso” e a pagare è invece Keselowski che finisce in coda perdendo addirittura 15 posizioni contro le nove di Larson. Quattro invece quelle di Hocevar in un mezzo rodeo alla Bus Stop.
Davanti, intanto, Zilisch si è incollato alla #71 e McDowell deve andare in difesa alla Bus Stop. Connor supera Michael in curva1 ai -24 e il compagno di squadra è davanti a lui. L’attacco non arriverà, anzi la coppia Trackhouse andrà in progressione senza ostacolarsi, lasciando McDowell e Gibbs a lottare sempre più lontani; Reddick, invece, perderà sempre di più con un muso leggermente ammaccato in una fase di ripartenza non specificata.
Nel gruppo si avanza ben poco, chi si è fermato al break recupera quasi nulla e da annotare c’è solo il sorpasso di Blaney su Bowman con Ryan che cerca di tenere il passo di Chastain. Logano, invece, ha perso terreno. Blaney riuscirà a superare Chastain in accelerazione da curva1 ai -15 dopo una fase molto tranquilla di gara; al passaggio successivo anche Cindric scavalcherà Ross e un altro giro più tardi la coppia Penske supererà Custer.
La situazione ai -12 vede van Gisbergen al comando su Zilisch (+0.6″), McDowell (+5.3″), Gibbs (+5.6″), Reddick (+10.3″), A.Dillon (+12.3″), Suárez (+13.2″), Briscoe (+13.5″), Byron (+13.9″) e Buescher (+14.1), ma il trenino dietro alla #3 include anche Busch, Hamlin, Gilliland e Preece, poi Blaney, Cindric, Custer, Chastain, Jones e Bowman con Logano 25°, Larson 26°, Allmendinger 27°, Bell 28°, Elliott addirittura 33° davanti a Keselowski. Poi però una delle caution più strane di sempre: un mezzo tornado nell’infield ha preso con sé una tenda vuota e l’ha fatta adagiare nella curva di uscita delle Esses. Anche qui nessun lucky dog perché sia Bilicki che Legge si stanno comportando più che dignitosamente (meno di 40″ dalla vetta e una dozzina da Keselowski).
Mancano 60 giri alla fine praticamente, dunque da qui si può andare tranquillamente in fondo alla corsa con sole altre due soste, dunque si apre qui il vero libro delle strategie. Non sorprende che vada ai box la coppia Trackhouse, fa grossa sensazione che a tirare dritto sia invece McDowell. A seguirlo sono Suárez, Bell, Wallace, Herbst, Nemechek e Bilicki (che poi si toglierà dalla fila). Van Gisbergen esce dai box dunque al settimo posto davanti a Zilisch, Gibbs, Reddick, A.Dillon, Byron, Buescher, Busch, Chastain, Blaney, Cindric, Preece, Hamlin e Briscoe. Lunga sosta per Stenhouse, anche lui afflitto da guai tecnici.
Ripartenza ai -7 e McDowell scatta bene seguito dal compagno di squadra Suárez. La differenza però la fa tutta il primo settore: van Gisbergen trova il varco all’interno in 3-wide ed evita pure l’incidente al suo fianco fra Nemechek ed Herbst con Riley mandato in testacoda. Zilisch invece rimane nel traffico ed evita per un pelo (con una traiettoria ancora più sull’erba di quella che rischiava di costargli la gara il giorno precedente) l’incidente alla Bus Stop in cui Buescher tocca Byron che si intraversa in mezzo al gruppo e coinvolge soprattutto Blaney (danni solo estetici) e Gilliland che si gira e si appoggia alle gomme. L’unico davvero ammaccato è William che torna ai box con il tirante della convergenza rotto alla posteriore destra; perderà cinque giri.
Dopo il primo giro SVG è già quarto, poi però in curva1 supera anche Wallace e così la singola posizione di differenza da Zilisch dopo il cambio gomme ora sono diventate addirittura 13. Con gomme fresche il neozelandese ovviamente non si può fermare: ai -5 Suárez è superato alla penultima curva, McDowell idem ai -4 alla Bus Stop. A provare a seguirlo però c’è un’ombra: il solito Reddick che si risveglia proprio ora, favorito dalla situazione fortunata. Bell invece finisce lungo alla Bus Stop e precipita in coda scontando lo stop&go.
Nel finale c’è il crollo improvviso di chi non si è fermato ai box, con McDowell che gira oltre 2″ più lento dei leader, perdendo così ulteriori posizioni. Van Gisbergen vince la seconda stage davanti a Reddick, Gibbs, A.Dillon, Busch (non al 100% fisicamente a causa di una sinusite), Buescher, Cindric, Zilisch, Briscoe e una nuova volata a tre, stavolta per un solo piazzamento a punti. Wallace (+7.368″) precede Chastain (+7.395″) e McDowell (+7.468″), poi Preece (+7.559″), Hamlin, Blaney, Custer, Jones, Logano, Hocevar e Gragson. Lucky dog per Byron che recupera subito uno dei cinque giri persi.
Al break si completa il giro di soste con la top9 invariata, poi Chastain ad avanzare mentre Wallace scivola al 25° posto davanti a McDowell ed Allmendinger. Lunga sosta per Keselowski per risolvere i problemi ai freni, rapido passaggio di Byron nel garage per verificare se la riparazione in pit lane sia andata a buon fine.
Si riparte a 46 giri dalla conclusione e tutti dovranno fermarsi ai box almeno un’altra volta. SVG scatta ancora bene, Reddick prova a mettersi in scia e poi farsi vedere, ma le posizioni non cambiano, alle loro spalle Gibbs, A.Dillon e Busch. Zilisch inizia il recupero scavalcando Cindric mentre Chastain osa tanto alla Bus Stop in uscita e si infila su Briscoe al Carousel.
Non c’è nemmeno il tempo di vedersi sviluppare la stage, se McDowell riuscisse a recuperare nel traffico, se Zilisch potesse tornare vicino alla #97, che arriva una nuova caution. Logano nei giri precedenti aveva iniziato a perdere posizioni, si pensava ad un largo sui marbles, invece sul dritto fora la anteriore sinistra, ma è evidente che i guai siano anche meccanici. La #22 prova a tornare ai box, ma la carcassa dello pneumatico si stacca verso la Bus Stop e arriva ai -40 una caution per detriti. Logano nel garage e per lui amarissimo ultimo posto (quattro piazzamenti di fila fuori dalla top30, mai così male come dalla stagione da rookie), lucky dog per Byron che passa a -3.
La finestra per l’ultimo pieno si sta per aprire, quindi è logico che in molti ci provino e tirino dritto. Meno ci si aspetta che SVG prosegua esponendosi dunque al rischio. E Shane apprezza ancora meno il fatto che a seguirlo siano ben pochi: Reddick, Allmendinger, Wallace, McDowell, Nemechek, Custer, Berry e Suárez.
Alla ripartenza ci sono dunque nove auto che saranno obbligate a fermarsi nuovamente mentre gli altri, a partire da Gibbs, A.Dillon, Zilisch, Bell, Briscoe, Buescher, Cindric, Busch, Chastain e Hocevar, rischieranno il tutto e per tutto disputando gli ultimi 37 giri senza soste e sperando che una eventuale caution ad aiutare il fuel saving non capiti nel momento sbagliato.
Bandiera verde e come prima Reddick si mette in scia e si fa solo vedere all’esterno, Allmendinger prova a farsi vedere su Tyler all’ingresso delle Esses, poi si riaccoda; McDowell e Wallace completano la top5. Ecco, quello visto in precedenza era il van Gisbergen lungimirante, quello che pensava alle gomme, alla gara nel suo complesso. Questo deve diventare invece uno Shane che deve guadagnare più secondi possibili sul gruppo e sperare che non arrivino a breve caution.
Giro 64, il primo dopo la ripartenza: sei decimi guadagnati su Reddick. Giro 65: giro più veloce, sette decimi guadagnati sul primo degli inseguitori. Giro 66: giro più veloce in 1’12.987″ (con gomme che hanno 26 giri di vita alle spalle) e otto decimi guadagnati alla #45, ora dunque a 2.2″. Dietro il gruppo si allunga sempre di più e si fanno notare nella rimonta Gibbs con Zilisch che cerca di rimanere con lui malgrado qualche piccolo bloccaggio di troppo. Quando Ty e Connor si piazzano davanti a Wallace (dunque sono rispettivamente quinto e sesto), per loro inizia ufficialmente il fuel saving.
Davanti a loro, intanto, c’è battaglia e SVG non può che ringraziare. Reddick cede all’improvviso ai -33 e Allmendinger lo supera fra curva1 e 2 seguito immediatamente da McDowell alla Bus Stop. Tyler crolla e al passaggio successivo, sempre fra curva1 e Bus Stop, viene scavalcato anche dalla coppia Gibbs-Zilisch. Più indietro, invece, difesa ostinata di Suárez su Chastain ed escursione sull’erba per Custer alla Bus Stop.
Il giro 70 rappresenta il punto di non ritorno per van Gisbergen, sono passati 30 giri dalla sosta precedente e altrettanti ne mancano al traguardo. Ogni momento è buono per fermarsi, solo che c’è un problema per lui. Allmendinger è sì secondo a 4.2″ e questo va bene, quello che non aggrada è il fatto che per trovare qualcuno a 20″ di ritardo bisogna scendere fino al 33° posto di Ware. In sintesi, fermarsi ora vorrebbe dire trovarsi nel traffico con invece Gibbs praticamente già al comando dato che è a due posizioni e 1.3″ da AJ.
Tocca andare ancora avanti dunque mentre Reddick, convinto che qualcosa non vada anche dopo il sorpasso di forza di Wallace in curva1, è il primo ad andare ai box al -29. Ma la sua sosta è impulsiva, infatti alla Bus Stop Bilicki e Legge si sono toccati e Katherine, dopo una foratura, riparte a rilento. Dal muretto, temendo una caution, richiamano all’improvviso la #45, ma la bandiera gialla non arriverà.
Dopo la sosta di Wallace ai -28 ed il sorpasso di McDowell su Allmendinger in curva1, Gibbs di slancio passa alla Bus Stop, Zilisch lo farà al giro successivo in curva1. La #71 aveva ripreso a forzare perché ai -25 è il suo turno ai box insieme a Berry e Larson. Ai -25 van Gisbergen guida con 5.7″ su Gibbs, 6.8″ su Zilisch, 8.0″ su Allmendinger, 11.4″ su Briscoe, 12.2″ su A.Dillon, 13.8″ su Cindric, 15.1″ su Busch e 16.3″ su Custer. Ai -24 il momento cruciale: sosta di Shane insieme a Nemechek, Elliott e Bowman. Gibbs passa al comando seguito come un’ombra da Zilisch e per entrambi il fuel saving ora diventa una condizione irrinunciabile.
Fondamentale è sapere la classifica ai -23, la prima dopo il ritorno in pista della #97. Gibbs ha 2.0″ su Zilisch e 4.1″ su Allmendinger, poi la coppia Briscoe-A.Dillon a 6.5″ mentre Busch sta andando a riprendere Cindric, ma sono ad oltre 9″. Van Gisbergen è tornato in pista al 24° posto ad esattamente 29.206″ dalla vetta, McDowell non è distante, con l’undercut è a soli 0.8″, Reddick invece è a 7.3″, Wallace a 9.3″, gli altri più lontani.
Anche con gomme fresche rispetto agli altri che sono pure in fuel saving, recuperare 29″ e 23 posizioni in 23 giri sembra difficile (ma non impossibile) per SVG. Qui il neozelandese si mette in modalità Raikkonen (“Leave me alone…” in cui vuole solo sapere giri mancanti e ritardo dal primo) e inizia la forsennata rimonta senza il minimo errore. Certo, ad aiutarlo ci pensa anche qualche altra sosta davanti a lui, ma il più sono ritmo e sorpassi. Più che la fredda lista, forse ci vuole più una tabella sintetica per descrivere un finale for the ages.
| Giri al traguardo | Distacco Gibbs-van Gisbergen | Posizione SVG |
| -23 | 29.206″ | 24° |
| -22 | 28.051″ | 22° |
| -21 | 26.510″ | 20° |
| -20 | 25.597″ | 14° |
| -19 | 24.135″ | 13° |
| -18 | 21.983″ | 12° |
| -17 | 20.091″ | 12° |
| -16 | 19.431″ | 10° |
| -15 | 17.474″ | 8° |
| -14 | 15.100″ | 8° |
| -13 | 12.762″ | 7° |
| -12 | 10.907″ | 6° |
| -11 | 7.966″ | 6° |
| -10 | 4.911″ | 5° |
| -9 | 3.296″ | 3° |
| -8 | 0.675″ | 2° |
Di fatti in questi giri ovviamente ne succedono. Sul momento per SVG sembra mettersi male perché già ai -23 dicono a Gibbs che è solo mezzo giro a corto con la benzina, dunque gli basterà poco fuel saving (o comunque meno di Zilisch) per arrivare fino in fondo. McDowell stupisce invece, nelle prime fasi rimane a circa 1″ dal neozelandese e solo i sorpassi lo fanno allontanare progressivamente dalla #97.
Il principale problema per il leader ai -20 rappresenta Logano che, appena uscito dal garage, prima viene doppiato nuovamente quando Joey evidentemente fa un check rapido alla vettura, poi con gomme fresche riesce a sdoppiarsi. Qui Zilisch riesce a tornare sotto alla #54 mentre Allmendinger, che era leggermente sfalsato con la sequenza dei pit, va pure lui ai box. Ai -17 van Gisbergen riprende il grosso del gruppo e comincia con i veri e propri sorpassi.
Davanti Zilisch pecca decisamente di gioventù, anziché rimanere in scia e risparmiare ancora in vista del finale, inizia a farsi vedere in frenata, soprattutto alla Bus Stop. E con questo arrivano altri piccoli bloccaggi all’anteriore.
Non inquadrati, ci sono anche piccoli e grandi incidenti: un divebomb di Nemechek su Wallace manda in testacoda Bubba in curva1 ai -15, momento in cui si accende l’allarme per i leader: con questo passo van Gisbergen li raggiungerà a 3-4 giri dalla fine. Shane, tuttavia, non è salvo. Più si va avanti e più una caution gli si ritorcerebbe contro, con lui ancora fuori dalla top10 e gli altri liberi di cambiare gomme mettendosi alla pari se non in vantaggio tattico.
A prendere paura sono soprattutto Briscoe e A.Dillon che, dopo essere scivolati a 6″ dalla coppia di testa, ai -10 sono a soli 3.5″. Il guaio però è stato fatto: Shane è già con loro. Al giro precedente, tuttavia, una grave mancanza della NASCAR. Cody Ware, in quel momento ottimo 16°, finisce fuori pista alla penultima curva e picchia violentemente contro le barriere interne. La #51, dopo un attimo di esitazione a bordo pista, riesce a ripartire e andare ai box lontani pochi metri. Non è uscita la caution e questo è già notevole guardando l’on board camera (la FOX si è persa anche questo incidente), ma la situazione sarebbe stata addirittura da bandiera rossa perché Cody ha picchiato talmente forte contro le gomme da aver piegato il guard-rail che c’è dietro.
Mentre la FOX si perde anche il testacoda di Berry alla penultima curva, toccato da Custer, Zilisch dopo altri bloccaggi ci prova nuovamente alla Bus Stop dopo che dal box gli hanno dato il via libera per tirare. Ma, anche qui, è troppo tardi. Al giro successivo, quello dei -9, van Gisbergen supera Dillon alla Bus Stop e Briscoe alla penultima curva. McDowell, invece, è ancora dietro a Busch mentre Wallace è uno dei pochi che si arrende nel finale andando ai box.
Ai -8 piccolo colpo di scena: la serie di bloccaggi su gomme usurate rappresenta il colpo di grazia per Zilisch che fora la anteriore destra e quindi SVG deve solo infilarsi al suo interno al Carousel. Da Trackhouse sono bene impegnati, perché in questo momento anche Chastain prende la via dei box. Shane non deve nemmeno impegnarsi per l’ultimo sorpasso: Gibbs sbanda vistosamente in uscita dalle Esses e la #97 passa verso la Bus Stop. Rimonta completata, ma non è finita qua.
| Giri al traguardo | Vantaggio su Gibbs |
| -7 | 1.774″ |
| -6 | 3.822″ |
| -5 | 6.431″ |
| -4 | 9.303″ |
| -3 | 11.421″ |
| -2 | 14.018″ |
| -1 | 15.559″ |
| 0 | 16.531″ |
C’è ancora da vedere se gli altri si salveranno con la benzina. Busch va a riprendere Briscoe e Dillon, tuttavia forse ha forzato troppo in questa fase. McDowell, invece, nel sorpasso su Gibbs ai -5 è meno fortunato e deve seguire la #54 dalla Bus Stop al Carousel. Se c’era un altro segnale necessario, è questa la vera fine della corsa dato che ora Shane ha 5.8″ da gestire sulla #71 (altrettanto da applausi nell’ultimo stint) in cinque giri. Zilisch intanto è ripartito e per onor di firma segna il giro più veloce (1’12.541″); con gomme fresche recupererà otto posizioni in sei passaggi.
Quasi inosservato, sta arrivando forte anche Reddick, ai -2 ad esempio supera Cindric ed è settimo a circa 5″ da Gibbs al quale dicono di gestirsi per salvare la top5. E Tyler conquisterà la top5: Ty è bravo, Briscoe si salva in volata per appena 0.119″, Dillon è stato passato, Busch è l’unico che rimane secco nelle ultimissime curve. E così, l’unica preoccupazione per van Gisbergen sono i burnout nella via di fuga in curva1 proprio lì dove pochissimi secondi prima Berry e Hocevar si erano scontrati.
Shane van Gisbergen domina nuovamente al Watkins Glen e lo fa guadagnando complessivamente 45.737″ in 23 giri a Gibbs, un dato impressionante. McDowell è secondo a 7.2″ e la differenza nelle gerarchie fra bravo e bravissimo la si nota solo al giro 100: SVG alza il piede… e perde soli sette millesimi dall’avversario più vicino. A seguire Gibbs (+16.5″), Briscoe (+19.25″), Reddick (+19.37″), A.Dillon (+20.9″), Allmendinger (+21.5″), Busch (+22.3″), Cindric (+22.4″) e Nemechek (+25.4″); poi Blaney, Buescher, Suárez, Preece, Custer, Hamlin, Gilliland, Smith, Jones e Zilisch. Quattro vetture Hendrick al traguardo, nessuna in top20 (Larson 23°, Elliott 24°, Bowman 25°, Byron 36° a -3), prestazione peggiore su uno stradale in oltre 20 anni, Chastain 27°, Hocevar 28°, Wallace 29°, Logano ultimo a -15.
Ed ora, mettetevi comodi ed assistete ad una lezione di guida (a velocità 3x).
I risultati odierni
La classifica della “Go Bowling at The Glen”
La classifica generale
Così in campionato dopo 12 delle 36 gare della NASCAR Cup Series 2026
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I prossimi appuntamenti
Nel prossimo weekend la NASCAR farà tappa a Dover. In pista venerdì i Truck e sabato la OAP Series mentre per la Cup Series domenica ci sarà la All-Star Race.
Immagine: Media NASCAR
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