NASCAR | Cup Series: Wallace interrompe il digiuno e bissa il successo della #45 in Kansas

Simone Longo - 13 Settembre 2022 - 13:45

L’ovale del Kansas porta bene in casa “23XI”: cambia il pilota ma non la vettura. Wallace ci mette solo due gare per ambientarsi sull’auto del compagno infortunato e torna alla vittoria dopo undici mesi dal suo primo successo


Quando sul finale di campionato 2021 Bubba Wallace riuscì a vincere a Talladega grazie all’aiuto della pioggia, fu anche pioggia di critiche da parte dei numerosissimi haters. Allora l’importante fu il dato storico: unico pilota afroamericano presente nella categoria ed il primo a vincere una gara dal lontano 1963. Questa volta, oltre alla storia, c’è anche l’affermazione del pilota.

La gara

La situazione playoff appare fin da subito tesa: in Kansas si corre la seconda gara di tre prima di raggiungere la fine degli “ottavi di finale” dei playoff della NASCAR Cup Series. Nessuno dei sedici piloti della post-season si è qualificato al round successivo e, dopo la vittoria di Erik Jones settimana scorsa in North Carolina, un passo falso può costare caro a chiunque. Logano è quello messo meglio a +38 dal taglio, Elliott invece ha perso il suo tesoretto con una sola gara ed al momento è a +14.

Sono quattro, invece, i piloti che maggiormente rischiano di essere inclusi nelle eliminazioni degli ottavi di finale. Austin Cindric del Team Penske 13° (-2 punti), Austin Dillon del Richard Childress Racing 14° (-4) e i compagni di squadra Chase Briscoe al 15° (-10) e il veterano Kevin Harvick al 16° (-13), entrambi per Stewart-Haas Racing.

La settimana passata non è stata delle più tranquille. Il veterano Kyle Busch è oggetto di speculazioni e chiacchere da bar: il suo futuro non sarà più incerto da oggi, giorno in cui, a quanto espresso, annuncerà il nuovo team che lo ospiterà nella prossima stagione (al momento l’ipotesi più accreditata è RCR) per quello che si preannuncia essere un cambio storico per la NASCAR.

Prove libere e qualifiche, al contrario, filano senza problemi per i team che visitano l’ovale per la seconda volta durante l’arco della stagione. Tyler Reddick fa sua la prima fila, completata da Logano, con il tempo di 29.899″. In gara le tre stage saranno di 80, 85 e 102 giri, con una competition caution annunciata per la tornata 25 a causa della pioggia caduta il giorno precedente e che ha fermato la gara della Xfinity Series.

Gruppo pronto. Si parte! La fila interna capitanata da Logano ha la meglio grazie ad una spinta di Bowman subito dietro a Joey. Reddick esterno si perde e già in curva 1 la #22 è al comando. Alex lo segue e gli si incolla, prende le misure e si lancia all’esterno in curva 1 al 3° giro. La sua velocità è nettamente maggiore e a fine curva la #48 è nuova leader. Logano, passato pochi metri dopo anche da Reddick, comincia fin da subito quella che sarà una lenta ma inesorabile discesa che avrà durata per tutta la gara.

Uno dei pochi long run della serata ha durata fino alla competition caution. Giro 25, tre doppiati (lucky dog per Ware) e un Bowman in forma come non lo si vedeva da tempo. Il distacco recita +2″ su Reddick e +7″ su Logano ancora terzo ma tappo nei confronti degli inseguitori. Primo giro di soste comune, tutti su quattro gomme nuove e pit crew della #8 che permette a Tyler di strappare la prima posizione ai danni di Bowman sulla exit line. Alla ripartenza (giro 33) Alex non fa in tempo a tentare un vero e proprio attacco: poco dietro c’è stato un contatto e viene esposta la caution.

Importante è il protagonista del danno. Si tratta di Kevin Harvick, finito a muro violentemente in curva 4 dopo aver evitato di finire addosso a Wallace davanti a sé. Bubba stava lottando con Chastain, i due si sono alzati improvvisamente sul tracciato e Kevin, che arrivava a velocità maggiore, ha cercato di evitarli perdendo il controllo. La #4 ha la sospensione anteriore destra totalmente distrutta e Harvick non può far altro che alzare bandiera bianca. Terzo DNF di fila (prima volta in carriera) e ulteriore passo falso in ottica playoff che affossa le speranze di qualificazione.

Da segnalare in questo momento che le penalità a Briscoe e Hamlin (entrambi piloti playoff) subite poco prima ora vengono quasi annullate perché ora hanno la “fortuna” di non dover ripartire in coda al gruppo. Ripartenza di metà stage (giro 39): buono start di Reddick, aiutato da un Blaney partito 17° e adesso 3°. Bowman perde metri, pare di poter recuperare subito la posizione persa ma ben presto si assesta dov’è.

In Kansas superare è considerata la manovra più difficile e ogni volta si capisce il perché. Le azioni offensive sono poche e le posizioni nella parte alta del gruppo rimangono congelate per più di 25 tornate. Ad interrompere la tranquillità ci pensa il leader: una gomma della #8 cede e Reddick finisce a muro. Terza caution e altro scossone importante in classifica playoff dopo l’obbligato ritiro.

Questa volta ai box si differenziano le strategie. Dillon e Bowman tentano il cambio di solo due pneumatici per ripartire davanti e conquistare più punti stage possibili. Strategia completata a metà per la #3, 1° all’uscita dei box ma già 10° a fine stage dopo lo sprint finale. Disastro invece ai box per Bowman che perde la sua prima fila finendo settimo, e scivolando fuori dalla top 10 alla bandiera bianco-verde dopo un quasi incidente con Briscoe con Chase molto arrabbiato con Alex.

A conquistare i tanto desiderati 10 punti è Bell: il pilota della #20, frenato a inizio gara da Logano, comincia qui il suo piccolo capolavoro che lo porterà ad essere l’unico pilota qualificato al “Round of 12” per fine serata. Secondo posto per Blaney con 9 punti anche per lui importanti in chiave qualificazione. Segue un trio di piloti non qualificati (Truex, Stenhouse, Wallace), mentre dalla sesta alla decima si accomodano Elliott, Busch, Chastain, Logano e il già citato Dillon.

Le soste non sono tranquille nemmeno questa volta: McDowell non di ferma e partirà in prima fila con Almirola (partito dal fondo per un problema al motore) che tenta la sosta breve con due gomme nuove. Blaney e Wallace sono costretti a tornare in pit lane per una gomma allentata, perdendo così tutto il vantaggio costruito fino ad ora.

Si riparte in maniera aggressiva ed Elliott rischia enormemente di finire in anticipo la sua giornata. Evita di un soffio il contatto con Bell (rallentato da Almirola) e mantiene in extremis il controllo della vettura. L’aggressività si ripropone anche a centro gruppo: Ty Gibbs è toccato leggermente da LaJoie ma tanto basta a spedirlo contro il muro. Danni ingenti su tutto il lato destro della #23 e terzo ritiro di giornata.

La ripartenza è al giro 96. Stenhouse, Truex e Bell si contendono la prima posizione per due giri interi, con la #19 che si prende di forza il comando. La battaglia continua e si estende all’intera top 5, con l’epilogo che arriva 4 giri dopo e che recita Truex leader seguito da Stenhouse, Bell, Busch e Byron. La situazione si stabilizza fino al giro 109, dove si presenta un ulteriore problema di gomme: allo sfortunato Stenhouse, che aveva già baciato le barriere nelle libere, salta la posteriore destra e la #47 finisce a muro.

Buone notizie per il gruppo con tutti in pit road proprio nel momento in cui si cominciava a sentire la necessità del pit stop. E relativamente buone le notizie anche per Stenhouse che evita il ritiro e può riprendere solamente con qualche danno. Altro giro di soste e arrivano altre penalità. Questa volta tocca a Busch e Suarez (interferenza con l’attrezzatura di un altro team) spediti in fondo al gruppo. Il leader Truex fa doppia sosta obbligata così come Austin Dillon. Alla ripartenza la prima fila è formata da Byron e dal rientrante Bowman. La verde è di brevissima durata: incidente in curva 1.

Il contatto coinvolge Almirola, Burton, LaJoie e il vincitore di settimana scorsa Jones. È proprio quest’ultimo che causa, seppur involontariamente, il contatto. La #43 finisce a sandwich tra la #21 e la #7 facendole girare entrambe, la #10 è coinvolta nella carambola e nulla può per evitare il contatto. Ritiro per Burton e LaJoie.

Si riparte ai -45 dalla fine seconda stage e l’intensità continua a crescere. Questa volta non ci sono contatti e possiamo assistere a diversi giri di gara senza interruzioni in cui Bowman riconquista la prima posizione e rinsalda il suo vantaggio, Logano risale al secondo posto e gli altri sette piloti, occupanti le prime nove posizioni, sono tutti facenti parte della griglia playoff. La situazione rimane tale fino all’entrata in top 10 di Wallace e alla poderosa rimonta di Kyle Busch, arrivato a toccare la dodicesima posizione a ridosso dei diretti rivali. Ad interrompere il run ci pensa “Rowdy” che perde il controllo a curva 4 e finisce in testacoda sull’erba. Bandiera gialla ai -28.

Con la ripartenza ai -22 si supera la metà di gara e si sprinta fino a fine stage. Le manovre dei piloti sono pulite e non si va mai oltre i three wide. Bowman è il più veloce e non viene mai impensierito. Dietro di lui è una bellezza vedere lottare tutti i piloti playoff, in una splendida anticipazione di ciò a cui assisteremo tra una settimana in quel di Bristol.

Il termine di stage si raggiunge in questa situazione: tutta la top 10 è composta da piloti playoff più la #45 che, in questi playoff, ci sarebbe dovuta essere ma comunque è nei playoff per team. In ogni caso, ci sono solo i migliori nomi della categoria. Come detto Bowman conduce, seguito da Bell, Byron, Wallace, Elliott, Hamlin, Larson, Logano, Blaney e Chastain.

Al valzer dei pit stop la pit crew della #48 questa volta non sbaglia. Bowman mantiene il comando. Ad avanzare è Wallace che passa al secondo posto e riparte in prima fila accanto ad Alex. Bubba è esterno e nulla può per tentare di sopravanzare Bowman: il team Hendrick fa squadra e, grazie all’aiuto in spinta di Byron, conquista per un attimo le prime due posizioni. Bubba resiste quel che può all’esterno del ruota a ruota fino ad essere infilato anche da Larson.

Top 3 Hendrick e per un attimo si pensa ad una stage di dominio da parte del miglior team della griglia come tante se ne sono viste in questa stagione. Errore: la #45 non molla un metro e attende pazientemente il momento buono (qualità che spesso era mancata a Bubba nelle scorse stagioni). Al giro 180 si presenta la giusta occasione: Larson finisce loose e Byron deve rallentare per non colpirlo. Wallace si presenta all’interno e sorpassa entrambi con una gran manovra. Con +1,5″ di distacco e 85 giri al traguardo, c’è tutto il tempo per andare a prendersi il primo posto. Comincia il long run.

Sono 18 i giri di guida senza sbavature che compiono entrambi i momentanei rivali. Bowman infatti non ha sbagliato ma ha visto il suo gap diminuirsi inesorabilmente. Ai -68 Bubba si butta all’interno di curva 4 e sfrutta tutta la velocità che ha per chiudere il sorpasso sulla linea del traguardo e diventare il nuovo pilota al comando. Dietro di loro la porzione di gruppo occupata dai piloti playoff si è allargata ulteriormente: si va da da Byron (3°) a Dillon (15°), con Kyle Busch, al momento 23°, unico grande assente oltre ai ritirati.

Con il primo pist stop di serata sotto bandiera verde in vista i team cominciano a pensare alle strategie. Ai -60 è ancora troppo presto per rientrare e davanti Bowman comincia a perdere terreno troppo rapidamente. Il suo posto viene presto preso da Bell che effettua il soprasso ai -56 e si ritrova con 2,5″ da recuperare. Due giri dopo iniziano le soste.

Truex è il primo non avendo nulla da perdere ed è seguito dal compagno di squadra Hamlin. -53 ed entrano anche Byron e Chastain, ai -52 il leader Wallace e l’inseguitore Bell, poi ai -51 Larson e Blaney e infine -50 anche un Bowman in netta difficoltà. Rimangono out con la speranza di una caution Suarez e Logano. Si fermeranno rispettivamente ai -44 e -43 con una grossa quantità di tempo perso da recuperare.

Il risultato delle soste è un significativo allungo da parte di Bubba, ironia della sorte dopo un anno di problemi con la pit crew; oggi Wallace ha vinto la gara anche grazie ai suoi meccanici, perfetti e cinici nel momento giusto. Il long run continua fino a fine gara e l’assolo della #45 risuona sull’ovale di Kansas City. Il vantaggio accumulato diminuisce giro dopo giro, prima a causa di Bell che però non appare mai impensierire il leader e di seguito per via di Hamlin, pilota del Joe Gibbs Racing a cui Bell passa il testimone di primo inseguitore ai -16.

Il gap da colmare è 2″ ma la #11 è la vettura più veloce sul tracciato. Interessante notare quello che può essere un conflitto di interessi palese a cui mai si aveva assistito prima d’ora. Hamlin insegue la vettura di cui al momento è a capo. Denny è infatti padrone del team 23XI Racing insieme a Michael Jordan. In molti si sono chiesti che cosa sarebbe successo una volta ingaggiato il duello tra i due. Il quesito non ha avuto risposta definitiva: Hamlin infatti è arrivato sotto solo all’ultimo giro, senza riuscire a rendersi pericolo né ad impensierire il vincitore.

Bubba Wallace vince in Kansas. La #45 fa doppietta nello stesso luogo di maggio e la vittoria viene dedicata proprio all’assente Kurt Busch. L’esultanza di Bubba invece è platealmente polemica: dito disteso davanti alle labbra per zittire tutte le critiche ricevute. Secondo pilota non playoff a vincere su due gare della post season e 18° trionfatore stagionale differente.

La top 10 vede i primi tre Wallace, Hamlin e Bell con un netto distacco sugli altri; Bowman si è salvato arrivando 4° a +13″ con Truex 5° incollato. L’altra coppia è quella con Byron e Chastain, 6° e 7° a +17″. Chiude la top 10 un terzetto a +20″ con Larson, Blaney e Suarez. Gli altri piloti playoff sono fuori dalla top 10 ma comunque a ridosso: Elliott, Cindric, Briscoe e Dillon dalla 11esima alla 14esima posizione, mentre Logano, primo dei doppiati, ha concluso 17°. Lo scossone alla classifica c’è stato e tra una settimana a Bristol, come al solito, tutto potrà succedere.

I risultati odierni

La classifica della “Hollywood Casino 400”

La classifica generale

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NASCAR Cup Series classifica dopo Kansas 2022

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I prossimi appuntamenti

Nel weekend la NASCAR fa tappa a Bristol per la tradizionale tripla gara in notturna: giovedì correrà la Truck Series per la prima corsa del “Round of 8”, venerdì la Xfinity Series per la chiusura della regular season, sabato infine la Cup Series per la gara conclusiva del “Round of 16”.


Immagine: Media NASCAR