Dopo North Wilkesboro, Logano vince anche a Richmond ed entra prepotentemente nella possibile lotta per il titolo
Nemmeno due mesi fa, dopo la gara di Sonoma, Joey Logano era scivolato al 20° posto in classifica generale a 31 punti dal taglio per i playoff. ln sintesi, nemmeno l’annata pari sembrava aver dato alla #22 quell’energia positiva per affrontare il cambio di format per l’assegnazione del titolo. Sei gare più tardi, aiutato anche da un calendario ricco di short track, Logano è risalito addirittura al nono posto (ad un solo punto dall’ottavo) e la qualificazione alla Chase è ormai in ghiaccio. Ed ora, come spesso succede, sono guai per gli altri perché un avversario pericoloso per il titolo è tornato nella lotta.
La gara
La tappa ferragostana della NASCAR Cup Series è su un altro short track, stavolta si va a Richmond per avvicinarsi ancora di più ai playoff. E lo si fa con ulteriori notizie frammentarie sul calendario 2027 (rilevante al momento la conferma che non si farà tappa a Rockingham causa grave situazione finanziaria dei nuovi proprietari, ovvero IHRA), con l’annuncio del rinnovo del contratto per Noah Gragson con FRM e con la sensazione che Austin Dillon sia pronto alla tripletta in Virginia dopo quanto fatto vedere già in Iowa.
Venerdì è giornata di libere e qualifiche per le 37 auto (unica vettura Open la #66 di Josh Bilicki). Nelle prove non ufficiali, le ultime con il format su due gruppi prima della modifica regolamentare che entrerà in vigore la prossima settimana in New Hampshire, due i fatti da notare. Nel gruppo 1 dopo appena quattro giri Ware rompe il semiasse in frenata e la #51 finisce in testacoda senza ulteriori danni, poi a pochi secondi dalla fine della sessione anche Reddick (chiaro ormai che la #45 da settimane ha perso la bussola) compie un 360° e la Toyota non vuole saperne di riaccendersi appoggiandosi anche al muro interno. Miglior tempo per Suárez (22.889″) davanti a Jones per un millesimo, poi Cindric, Herbst e Bowman a dimostrare che nel complesso la sessione non è stata molto informativa.
In qualifica si ristabiliscono le gerarchie e Ryan Blaney conquista un’altra pole position (22.225″) precedendo Briscoe, un Berry in ripresa grazie agli short track, Gibbs, Byron, Preece, Wallace, Bell, Keselowski e Logano. Male Larson (30° quando invece nei Knoxville Nationals che si disputano quasi in contemporanea sarebbe in pole), van Gisbergen (31° ad un paio di ore dalla pole nei Truck) e Reddick (32°).
Dopo aver retrocesso in fondo (tecnicamente) Ware per modifiche in parco chiuso ed evitato a differenza della sera precedente i temporali, può avere inizio una gara da 400 giri (70+160+170) e 300 miglia con 10 set di gomme a disposizione in cui il fulcro, come sempre negli ultimi anni, sarà la decisione strategica dei muretti se impostare ciascuna delle ultime due stage su due o tre soste.
Alla bandiera verde Blaney sceglie l’interno e Briscoe tiene il livello della #12 a lungo, al punto che Ryan riesce a mettersi dietro Chase solo dopo ben otto giri di battaglia fianco a fianco. Alle loro spalle, nei primi metri, la coppia Berry-Gibbs (che letta così sa tanto di Bee Gees) ed un 3-wide fra Wallace, Byron e Preece in cui William deve alzare il piede e viene attaccato anche da Keselowski che passa. Inizio complicato per Larson (alle prese con un 3-wide con Gilliland e Smith) e Reddick, scivolato addirittura al penultimo posto.
Avanza invece Logano che, partito decimo, aveva perso la posizione da Zilisch – in crescita in qualifica – per poi riconquistarla e passare in sequenza anche Byron. Intanto il compagno di squadra Blaney, liberatosi di Briscoe, allunga subito e lascia Chase ad essere preda di Berry che lo infila al giro 14. La #19 non sembra averne nella prima fase e viene ripresa anche da Gibbs. Avanza anche Hamlin verso la top10 e, dopo aver passato a stretto giro Allmendinger e Nemechek, trova come alleato nella rimonta Elliott. Anche Logano ne trova uno in Bell ed i due in tandem aggirano Preece e poi infilano anche Keselowski. Nelle dinamiche fuori dalle prime dieci posizioni, bene Cindric in forte recupero, mentre Austin Dillon scivola verso il fondo della top20.
Dopo 25 giri Blaney guida con 1.4″ su Berry, 3.5″ su Briscoe, 4.0″ su Gibbs, 5.2″ su Wallace, 6.3″ su Bell, 7.0″ su Logano, 7.3″ su Keselowski, 7.5″ su Preece e 7.9″ su Byron con Larson ancora 31° e Reddick 34°. Ci si aspetta un giro di soste nella stage, ma non che a passare “all’attacco” strategico sia il team Penske con Cindric (in quel momento 14°) e Logano con i due che si fermano esattamente al giro 30 (dunque prima del giro di boa). Ancora più rischiosa è la sosta di Larson che gli fa perdere momentaneamente il giro.
In fretta vengono trascinati tutti ai box e a pagare dazio sono Austin Hill (ruota fuori controllo) e soprattutto Gibbs che fa speeding in ingresso pit lane esagerando nello sfruttare l’entrata spostata in avanti. Praticamente in 10 giri si completa il primo giro di soste (che manda a -1 le prime auto fra cui Gibbs, Gilliland, Stenhouse e Hill) e Blaney torna al comando, ora però ha 3.1″ su Briscoe, 3.9″ su Logano, 4.3″ su Berry, addirittura 10.7″ su Cindric, 11.2″ su Preece, 11.5″ su Hamlin, 11.9″ su Bell, 12.3″ su Wallace e 12.8″ su Keselowski, dunque dalla quinta posizione in giù si viaggia già con circa (od oltre) mezzo giro di ritardo.
Le gomme non stravolgono completamente la corsa, il loro degrado influisce nell’ordine di un paio di secondo su un run e dunque l’undercut è un’arma notevole, come si evince dal balzo di Cindric che porta così tutte le auto di Penske (più la #21) in top5. Blaney deve ora gestire il traffico e la prima incombenza è quella di Gibbs che riesce a sdoppiarsi. Le gomme di Logano, invece, calano per prime e Berry lo infila. Si riprende, invece, Preece che passa uno dopo l’altro Keselowski (sottosterzo che lo farà scendere in classifica) e per un attimo anche Wallace prima di rimbalzare e finire anche dietro a Bell.
Mentre Berry va a riprendere anche Briscoe, senza però riuscire a passarlo), Cindric non solo tiene a bada la coppia Hamlin-Wallace, ma recupera anche un paio di secondi al leader preso nel doppiaggio di Hocevar ai -20. Quando Ryan riesce a superare Carson, siamo ormai ai -10 e Briscoe è a 1″ da lui. Non solo, davanti ora ci sono Smith e Gilliland (Todd poi verrà spostato con un bump dalla #12) affiancati a complicare per un attimo le cose. Il finale, tuttavia, non vede scossoni se non il rimbalzo di Berry ai danni di un Logano, che dimostra equilibrio sul long run, e in volata anche di Cindric e l’ultima difficoltà di Blaney nel doppiaggio di Gragson con Chase che si fa vedere in curva1 per approfittarne.
Blaney vince una tranquilla prima stage davanti a Briscoe (+0.5″), Logano (+1.9″), Cindric (+2.4″), Berry (+2.8″), Wallace (+5.2″), Hamlin (+5.3″), Bell (+7.0″), Elliott (migliore Chevy, +10.4″) e Byron (+12.0″); a seguire Preece, un A.Dillon in recupero, Bowman, Nemechek, Chastain, Herbst, Buescher, Jones, Reddick e Keselowski, SVG 21°, Zilisch 22°, Larson 25°, Gibbs 26°, Gragson 28° e lucky dog che intrappola a -1 i compagni di squadra ma anche la coppia Kaulig, Bilicki ultimo e unico a -2.
Il secondo giro di soste lascia Blaney al comando su Briscoe, Cindric, Logano, Hamlin, Wallace, Berry, Bell, Byron ed Elliott, poi si entra nel vivo della strategia. Si riparte con 151 giri da disputare nella stage, dunque le opzioni sono o quattro stint da 40 giri scarsi o tre da 50. Stavolta lo scatto di Briscoe è migliore è quello precedente e quasi immediatamente riesce ad aggirare Blaney andando al comando. Dietro di loro Cindric e Logano che deve lottare con Hamlin a lungo, Berry invece tocca Wallace e lo manda leggermente largo facendo alzare il piede a Bell. Ne approfitta Chastain che entra in top10.
Dopo 10 giri affiancati, Denny si accoda a Joey e dunque la classifica assestata dopo la ripartenza vede Briscoe e Blaney che hanno allungato su Cindric, Logano, Hamlin, Byron, Preece, Wallace, Berry e Chastain, Reddick 11° davanti a Bell mentre Elliott è scivolato al 14° posto.
Dopo aver perso posizioni fra sosta e ripartenza, Berry torna a scatenarsi e ripassa Wallace in poco tempo, poi è il turno anche di Preece e, poco dopo il giro 100, anche di Byron. La mini fuga di Briscoe, intanto, si è esaurita e Blaney passa subito all’attacco. La #12 riesce a tenere meglio la corda, a prendere l’interno e al giro 108 (dunque ai -112 nella stage) torna al comando. Chase inizia a lamentare un po’ di vibrazioni ai freni e in casa JGR tornano i brividi dell’Iowa. Nemmeno Hamlin se la passa meglio, infatti si stacca da Logano e viene pure lui passato da Berry. Austin Dillon continua a non emergere a differenza degli ultimi due anni: mancanza di grip in accelerazione.
Al giro 115 (cioè a -115 nella stage) Blaney guida con 1.1″ su Briscoe, 1.5″ su Cindric, 2.1″ su Logano, 2.8″ su Berry (il più veloce in pista), 4.4″ su Hamlin, 6.2″ su Byron, 8.0″ su Preece, 8.9″ su Wallace e 9.3″ su Reddick che, con Bell, ha scavalcato Chastain. McDowell, seguito poco dopo da Keselowski, Zilisch, Buescher e A.Dillon, apre il giro di soste in anticipo sul previsto, dunque tutti questi seguiranno una tattica aggressiva su tre pit stop.
Mentre Gilliland e Smith sono impegnati ancora in un 3-wide, stavolta con Stenhouse, Preece è il primo dei leader a fermarsi al giro 119 seguito da Gibbs al 121 (ma qui siamo già in media per soli due pit stop), Wallace al 123 e Berry (che aveva ripreso Logano) al 124. Mentre Reddick è in pit lane al 125, arriva una caution che cambia gli equilibri della corsa.
In curva2 Zane Smith finisce da solo in testacoda e i danni conseguenti dell’impatto col muro sono sufficienti per portarlo nel garage (chiuderà la corsa con 34 giri di ritardo), tuttavia la gara cambia anche per altri. Partendo in ordine: proprio in quel momento Blaney era in curva3 e stava frenando per entrare in pit lane per la sua sosta, ma viene fermato (appena in tempo) dal muretto e quindi deve abortire il pit stop, ma il rallentamento comunque gli costa la prima posizione da Briscoe.
Anche Cindric stava entrando ai box, ma con più tempo a disposizione perde meno terreno, Buescher è il lucky dog, ma il primo a -1 risulta essere (correttamente a livello di regolamento) Berry che stava uscendo dai box. Ringraziano la caution piloti che erano in difficoltà ma che stavano andando lunghi come Herbst, Bowman, Jones, Larson, Gragson e Suárez che così rimangono a pieni giri.
I 15 a pieni giri pittano ora e Briscoe rimane al comando su Logano, Blaney, Hamlin, Byron, Cindric, Elliott, Chastain, Herbst, Jones, Bell, Bowman, Larson, Suárez e Gragson, poi il lucky dog Buescher, dunque le wave around con Berry costretto ad una nuova rimonta seguito da Reddick, Keselowski e Preece, Wallace 22° e un totale di 27 auto a pieni giri.
Ripartenza ai -98 e Briscoe scatta bene lasciando la coppia Penske a lottare per qualche giro. Chastain prova un 3-wide esterno di Byron e Cindric da cui emerge William lasciando gli altri in battaglia. Byron di slancio passa anche Hamlin, seppur solo momentaneamente. Battaglie nel gruppo con anche qualche contatto come fra Larson ed Hocevar (che è in lotta per il lucky dog e poi si metterà nel mezzo della lotta con Suárez, Berry e Reddick con Josh che passa tutti) ed Herbst-Bowman con Alex mandato largo.
Alla fine Blaney deve desistere e si accoda a Logano e qui Ryan esce praticamente progressivamente dalla lotta per la vittoria. Briscoe ne ha approfittato ed ai -85 ha 1.5″ su Joey. Anche Cindric recupera terreno e col sorpasso su Byron torna in top5 mentre Hamlin inizia a puntare Blaney e Denny, senza volerlo, arriva anche lungo e rifila un piccolo bump alla #12 in curva2. Qualche giro più tardi aggirerà Ryan completando il sorpasso.
Mentre ai -75 Keselowski riapre, con i nomi già citati, il secondo dei tre pit per chi è sulla strategia aggressiva (speeding deleterio per Zilisch), Briscoe inizia a soffrire nuovamente di brake shake e, mentre Blaney viene passato anche da Cindric, viene ripreso da Logano. Nel frattempo, avanza anche Bell insieme ad Elliott che approfitta di un offuscamento da parte di Byron. Il più veloce sembra però sempre Berry che rientra in top10.
A Logano basta un solo attacco e, approfittando di un Custer inversione Zonta, infila Briscoe e passa al comando al giro 172. Joey se ne va subito mentre Chase, forse più per prudenza che altro, inizia a pensare più ai freni e perde tanto terreno. Ai -55 la #22 ha 1.0″ su Briscoe, 2.6″ su Hamlin, 4.3″ su Cindric, 5.9″ su Blaney, 7.8″ su Elliott, 11.6″ su Berry, 12.5″ su Byron, 13.1″ su Chastain e 13.2″ su Bell.
Al giro successivo inizia da Bell, Bowman e Jones il secondo giro di soste per chi è sui due pit e il turno si esaurisce in fretta con il solo Blaney che tira un po’ più lungo e un rischio di incidente in corsia box fra Cindric e Suárez. Chase nel in&out recupera qualcosa, ma non riesce a contrattaccare e così negli ultimi 45 giri Logano si invola, in maniera quasi inaspettata con il vantaggio che aumenta di qualche decimo ad ogni passaggio.
Il finale, in cui c’è anche il terzo giro di pit di Keselowski & co., vede il recupero di Cindric dopo il contrattempo ai box che lo aveva retrocesso al decimo posto mentre Bell paga l’undercut e viene ripassato da Elliott e Blaney. Recupera anche Berry, finito nuovamente fuori dalla top10, che segue a relativa distanza Cindric. A metà gara (-30 nella seconda stage) Logano guida con 2.1″ su Briscoe, 5.1″ su Hamlin, 8.2″ su Blaney, 9.0″ su Elliott, 9.8″ su Cindric, 11.8″ su Bell, 12.8″ su Byron, 13.7″ su Berry e 15.1″ su Bowman con appena 16 auto rimaste a pieni giri (gli altri sono Reddick, Chastain, Larson, Suárez, Jones ed Herbst).
Ai -28 Larson va ai box per la sua terza sosta della stage e uscendo dai box evita di finire a -2. È la svolta della gara di Kyle che con gomme fresche recupera praticamente un giro al leader (che comunque va forte visto che il vantaggio su Briscoe aumenta sempre di più). L’operazione gli riesce quasi del tutto, visto che Larson riesce sì a passare tutti, ma non a sdoppiarsi, il lucky dog sarà comunque un ottimo risultato visto che è l’unico a riuscire a sfruttare questa tattica.
Intanto là davanti proseguono gli assestamenti Berry prosegue nel recupero e passa Bell, Reddick rientra in top10 col sorpasso su Bowman (seguirà anche Chastain). Cindric, invece, perde più di qualche giro dietro ad Elliott ma alla fine completa la manovra con Chase che in vista del traguardo verrà passato anche da Berry. Hamlin, infine, riprende Briscoe e lo supera facilmente all’intero a cinque giri dal break. L’unico brivido per Logano, invece, è all’ultimo giro quando Wallace resiste in qualche modo (con un blocco più raffazzonato che altro) al doppiaggio per non finire a -2, ma è tutto inutile.
Logano domina così la seconda stage chiudendo con ben 8.6″ su Hamlin (erano 9.0″ al passaggio precedente), 9.7″ su Briscoe, 11.2″ su Cindric, 11.7″ su Blaney (sorpasso in casa Penske all’ultimo giro), 13.2″ su Berry, 15.6″ su Elliott, 18.6″ su Reddick e 20.2″ su Byron; a pieni giri poi solo Chastain (+21.8″) e Bowman (+25.0″). Larson come detto è lucky dog mentre fino a -1 ci sono 25 auto. Intrappolati a -2 ed oltre Wallace, Zilisch, Gilliland, Hocevar, Hill, Stenhouse, Custer, Allmendinger e T.Dillon.
Al break altro giro di soste che lascia Logano al comando su Hamlin, Briscoe, Berry, Blaney, Cindric, Elliott, Bell, Byron, Chastain, Bowman, Reddick (doppia sosta per ruota mal fissata), Larson e la wave around azzardatissima di van Gisbergen. Bandiera verde a 161 giri dal traguardo e ancora una volta l’incognita di due o tre soste.
Briscoe va subito 3-wide all’interno ed Hamlin deve allargarsi finendo invischiato in un nuovo 3-wide, stavolta con Cindric e Berry e in curva3 si deve allargare ulteriormente sulla scivolata di Josh; al giro successivo Denny si “vendica” e con un bump manda la #21 – il suo obiettivo – quasi contro Cindric. Blaney perde ulteriore terreno e finisce dietro Chastain. Davanti, intanto, Briscoe è ancora affiancato a Logano e al giro 244 completa nuovamente il sorpasso sulla #22.
Chase sembra riavere fiducia nella vettura e sullo short run allunga come successo in precedenza. Solo che stavolta il vantaggio non si ferma a 0.6″-0.8″, la #19 prosegue. Quando la gara sembrava saldamente in mano a Logano, ecco che l’ago della bilancia torna verso Briscoe. Ai -150 salta (all’apparenza) la wave around di SVG che appena entra in media inglese (con soste ulteriori ai -100 e -50) va ai box; la #97 esce dai box a -2, ma in poco tempo recupererà un giro. Si spegne a sorpresa anche Bell, infilato prima da Byron e poi da Bowman con Alex che si risveglia e di lì a poco passerà il compagno di squadra afflitto dal sottosterzo.
Rimanendo in tema teammate, Cindric non solo ha tenuto nel mirino Logano, ma si avvicina a lui. Mentre Briscoe allunga a 2″ ai -130 in una fase complessivamente di attesa strategica, Cindric si fa pericoloso. JHN è il primo ad aprire il valzer seguito da A.Dillon ai -125. Poi, all’improvviso, a 124 giri dalla fine Hamlin prova a far saltare il banco dalla sesta posizione e va ai box mettendosi pure lui sulle tre soste. Gli altri, ovviamente, non possono stare fermi. Non sappiamo chi lo fa per scelta a priori e chi per adeguarsi, tuttavia i big lo seguono. Bell e Byron ai -123, Logano (appena passato da Cindric e a 3″ da Briscoe) ai -122, i due leader con Berry e Blaney ai -121. La sosta di Chase ed Austin non è eccezionale, Elliott perde tempo con la posteriore sinistra tuttavia la #19 è ancora leader virtuale.
Larson pitta ai -118 e manca all’appello solo Reddick quando arriva una caution a salvare la gara (se non l’intera estate) della #45. Hocevar, in giornata no, in curva1 sbaglia la scalata e passa in un istante da quinta a terza marcia sgranando la trasmissione. La classifica vede Reddick al comando su Briscoe, Logano, Hamlin, Cindric, Berry, Blaney, Bell, Elliott, Bowman, Byron, Chastain e van Gisbergen che con la tattica sfalsata non era ancora tornato ai box. Larson è il lucky dog, ma per lui la notizia migliore in questo momento è che a Knoxville c’è stato un rain delay notevole e quindi un barlume per salvare i Nationals c’è.
La gara di Reddick, comunque buona perché nella prima metà di gara aveva recuperato dalla 32esima posizione in griglia ai margini della top10, migliora ulteriormente all’apertura dei box perché a seguirlo (malgrado lo abbiano fatto da pochissimo) ci sono anche Hamlin, Blaney (due gomme), Bell, Byron e SVG.
Dunque, alla ripartenza dei -108 (una o due soste da qui in fondo?), Briscoe è di nuovo al comando su Logano, Cindric, Berry, Elliott, Bowman, Chastain, Blaney, Reddick, Hamlin, Bell, Byron, van Gisbergen e Larson per un totale di 14 auto a pieni giri.
Briscoe non ha difficoltà a rimanere al comando sullo scatto, Cindric copre l’attacco di Elliott, Bowman va esterno 3-wide che in uscita di curva2 diventa 4-wide perché Reddick si infila subito e così esce vincitore dallo schieramento #45-#1-#21-#48. Tyler è così subito quarto e diventa un pericolo pubblico, Cindric viene passato un paio di giri più tardi (seguito da Bell). A 100 giri dal traguardo Briscoe guida con 0.5″ su Logano, 0.8″ su Reddick, 1.5″ su Bell, 2.0″ su Cindric, 2.3″ su Elliott, 2.5″ su Blaney, 2.8″ su Byron, 3.3″ su Hamlin e 3.6″ su Bowman, poi Berry, SVG, Chastain e Larson. Contatto in un 3-wide fra Keselowski, Gibbs e Preece nella lotta per il lucky dog.
La fase positiva di Reddick, però, si esaurisce in fretta. Le gomme fresche aiutano, ma non fanno miracoli con l’assetto. L’attacco su Logano non arriverà mai e progressivamente la #45 si tornerà a staccare. Anche Joey, tuttavia, si mantiene a 0.6″ da Briscoe che torna a lamentarsi del pedale del freno. La #22 sembra tenere meglio di prima, invece ai -90 Chase piazza un break e raddoppia il margine; nello stesso passaggio Bell torna davanti a Reddick a 2.2″ dalla vetta.
Mentre ricomincia un nuovo giro di soste dalla coda, Bell tiene nel mirino Logano. Il primo dei big ad andare ai box è Cindric ai -77, dunque la sensazione è che pure i big andranno su uno stint finale da due soste. Briscoe copre immediatamente con Bowman, Logano (che perde in un incrocio con Chastain e scivola a quasi 4″ dalla #19) lo segue con Elliott ai -75, Hamlin lo fa ai -73 (sosta lenta al sollevatore sul lato sinistro), Byron ai -71. Bell e Reddick, ovviamente, possono andare più lunghi avendo pittato alla caution. Larson, invece, si ferma ai -69.
Mentre iniziano a sdoppiarsi i big dalle due Toyota, la gara cambia ancora volto. Ad inizio terza stage sembrava in mano a Logano e invece era emerso Briscoe, ora Chase ha un vantaggio importante e invece Joey forza fin da subito, sembra tornato quello della stage precedente, e guadagna decimi su decimi alla #19, infatti ai -65 è già a 3″ dalla Toyota dopo aver passato Blaney che sta iniziando pure lui ad accusare problemi ai freni. Bell, invece, mantiene 2″ su Reddick.
Tyler pitta ai -58 seguito da Christopher ai -57 e così Briscoe torna al comando con 2.5″ su Logano che diventano 2″ ai -53 (quando Blaney pitta) e 1″ ai -45. La gara è decisa, sarà un doppio duello in pista e strategico fra #19-#22 e fra #20-#45. Briscoe fatica con i doppiaggi, soprattutto con il “compagno di sponsor” A.Dillon. Ai -41, quando Bowman apre seguito da Berry il giro di soste finale, Logano ha ripreso Chase. Anche in questo caso il primo attacco è quello buono. Sfruttando ancora un doppiaggio (quello di McDowell stavolta), Joey va tutto esterno e aggira Briscoe. Appena fatto ciò, i due ai -39 si tuffano ai box con Cindric (sosta lenta) seguiti da Elliott ai -38 e da Hamlin (idem come sopra) ai -37.
Bell torna dunque al comando con 1.9″ su Larson, 3.0″ su Reddick, 11.7″ su Logano e 12.2″ su Briscoe. Con gomme fresche, tuttavia, i due girano 2″ più veloci, poi più spesso fra 1″ e 1.5″ e quindi il destino di Christopher e Tyler sembra segnato. Ad aiutare gli inseguitori ci pensa anche la sosta di Larson ai -34, dunque un sorpasso in meno da affrontare.
Logano guadagna sia su chi ha davanti, sia su Briscoe che ai -30 è a 1.2″. Reddick è passato facilmente ai -28/-27 (in sequenza dai due senza scossoni, anzi Chase rosicchia qualche decimo e si piazza a 0.7″), Bell fra -24 e -23.
La lancetta prima era su Logano, poi su Briscoe, poi di nuovo su Logano. Ed ora un nuovo ribaltone, almeno sulla carta. Joey sembra in controllo della situazione e a 20 dalla fine ha 0.6″ di margine. Eppure da qui in poi Chase inizierà a recuperare qualcosa. Non è tanto, è sempre questione di un paio di centesimi, però è inesorabile il recupero della #19 e lo spazio per un attacco finale sembra esserci.
Fra -20 e -10 il gap oscilla fra 0.5″ e 0.7″, poi Logano si trova davanti A.Hill e Smith affiancati e così ai -9 il divario precipita a 0.386″ che al giro successivo diventano 0.305″. Briscoe sta entrando molto più forte in curva e non perde in accelerazione. Il minimo si tocca ai -7 con appena 0.222″ a separare le due vetture. Chase è a distanza di bump&run, anche perché ora un Hill che sta viaggiando bene attacca anche Herbst.
Logano è glaciale però, mantiene circa tre decimi fino ai -2 quando si inventa un altro 3-wide decisivo a suo favore: all’inizio del penultimo giro vede Hill davanti a sé affiancare anche Jones, allora Joey si tuffa lui nella frenata di curva1, infila Erik e mette un auto fra sé e l’avversario diretto che non può sfruttare al meglio l’accelerazione.
Joey Logano conquista un altro short track e dopo North Wilkesboro vince anche a Richmond. È anche la 39esima vittoria in carriera, tante quante del suo grande amico (eufemismo) Matt Kenseth. E il brivido inizia a scorrere nelle schiene degli avversari. La #22 sembrava all’angolo a fine giugno a Sonoma, dove era scivolata addirittura al 20° in classifica generale. Ora invece Logano veleggia verso i playoff (e mancano ancora New Hampshire e Daytona a suo vantaggio) addirittura dal nono posto a un punto dall’ottavo. Alla Chase, intanto, si qualificano matematicamente anche Briscoe, Elliott e Bell per sette biglietti già staccati.
Sul traguardo di Richmond Logano precede Briscoe (+0.392″), staccatissimi Cindric (+7.9″), Hamlin (+11.2″), Elliott (+13.7″), Larson (sesto dopo un inizio difficile, +14.0″), Bell (ovviamente crollato nel finale, +15.1″), Berry (+15.9″), Byron (+18.5″), Bowman (+20.9″) e Reddick (+22.4″) per sole 11 auto a pieni giri. Seguono Chastain, Blaney (crisi totale di freni), van Gisbergen, Gibbs e Suárez a -1, da lì in poi tutti a -2 o più.
PS: il rain delay sta per finire a Knoxville, Iowa. Alle 22:15 ET Larson chiude la gara di Richmond al sesto posto, scende al volo dalla vettura, la NASCAR lo esonera dalle interviste e alle 22:57 è già su un volo privato (che, come nel Double Duty diventa fra i più seguiti su FlightRadar). All’1:15 atterra a Knoxville. Alle 2:38 taglia il traguardo dei Nationals. Ovviamente da vincitore, per la quarta volta in carriera. Per una volta la pioggia è stata benedetta per lui.
I risultati odierni
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La classifica generale
Così in campionato a 2 gare dalla fine della regular season della NASCAR Cup Series 2026
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I prossimi appuntamenti
Il prossimo weekend la NASCAR affronterà un altro short track facendo tappa in New Hampshire. Programma molto simile a quello appena passato, in pista (però sotto la luce del sole, rispettivamente di sabato e domenica) Truck Series – che vivrà l’epilogo della regular season – e Cup Series, sempre in diretta su P300.it.
Immagine: Media NASCAR
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