NASCAR | Cup Series: Reddick emerge da una gara maledetta in Texas

di Simone Longo
26 Settembre 2022 - 21:30

Record di caution, gravi problemi con Goodyear, pioggia, lightning hold, faide personali e schianti violenti. Reddick vince una gara dove chiunque altro avrebbe potuto trionfare


Una serata così non la si vedeva da tempo. I temi da trattare sono molteplici e i rischi corsi altrettanti. Se per molti aspetti la NASCAR è stata ingiustificabile, è anche vero che molti fan ritengono questo il miglior spettacolo che la categoria abbia da offrire.

La gara

Qualifiche e libere non preannunciano adeguatamente ciò che accadrà la domenica in gara: le sensazioni generali sono buone e il weekend texano inizia nel migliore dei modi per Keselowski, in gran spolvero col suo team dopo l’inaspettata prima vittoria stagionale conquistata settimana scorsa da Buescher. Seguono Logano e Byron con lo stesso identico tempo e il futuro vincitore, Reddick, quarto a +0.091″.

Nel pre-gara, la nota informativa di Goodyear sulle gomme informa che il setup di gara utilizzato qui in Texas è lo stesso usato in Kansas nel “Round of 16” e sarà lo stesso di Las Vegas nel “Round of 8”, quindi non ci si aspettano grosse difficoltà. 501 miglia per 334 giri, nessun nome di rilievo dal fondo (McLeod, Ware e Haley tutti per unapproved adjustments) e si può partire in una giornata bollente, 35 °C e anche più, a Fort Worth. Bandiera verde in Texas!

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I primi giri dei 105 da compiere nella prima stage sono i più tranquilli. la partenza è pulita con Keselowski che, pur rimanendo un’intera tornata ruota a ruota con Logano, riesce a difendere la prima posizione. Byron si assesta in terza piazza, McDowell risale di una posizione ed è quarto mentre Hamlin effettua la miglior partenza ed è già quinto. Zero problemi per tutti finché Wallace è costretto ai box, cambio gomme e apparentemente tutto ok se non fosse per un lieve problema al servosterzo che il team ovviamente non può risolvere.

Brad guida la corsa per 34 giri arrivando ad avere oltre 1″ di vantaggio sul primo inseguitore, finché commette un errore: finisce loose in entrata di curva 1 perdendo inerzia e velocità. Logano ne approfitta subito prendendosi la leadership e Byron lo segue avanzando in seconda posizione.

Tempo cinque giri per assestarsi e prima bandiera gialla della lunga serata: Martin Truex Jr. finisce in testacoda a curva 4, sfiorando il muro ma limitando i danni. Sarà la prima di una lunga serie.

Prima sosta per tutti, la crew della #24 è la più veloce e Byron batte Logano sul tempo. Keselowski invece finisce in fondo per penalità: uno speeding ingenuo lo costringe a rendere la sua gara un inseguimento. La ripartenza sembra la copia di inizio gara: un giro completo testa a testa tra i primi due con Byron che mantiene la leadership e Logano sempre secondo.

Poco conta, sei giri più tardi Kyle Busch, quinto in classifica, imita il compagno Truex. Testacoda a curva 4 ma questa volta muro toccato e anche pesantemente. La #18 non può continuare (i danni all’apparenza non sembrano così severi) e Kyle è nuovamente costretto ad un ritiro in uno dei periodi più grigi, sportivamente parlando, della sua carriera, al punto che Rowdy sembra gettare subito la spugna tornando nel garage. La media dei piazzamenti nelle ultime gare è 27.2, dato che gli è costato l’eliminazione dai playoff. Nessuno rientra ai box e si riparte in breve tempo.

Altrettanto breve è il tempo passato sotto bandiera verde, tre giri per l’esattezza, dopodiché Ty Dillon colpisce Stenhouse e lo fa girare. La curva è di nuovo la 4, dove il muro sta venendo parecchio sollecitato. Si riparte al giro 60 ma le posizioni in pista non cambiano.

Questa volta i giri compiuti sono 18, fino a che il testacoda tocca per la prima volta a un pilota playoff. La posteriore destra di Bell è improvvisamente a terra, ma il pilota riesce ad evitare danni gravi. Curiosamente un’altra posteriore destra è a terra contemporaneamente, si tratta di quella della #41 di Cole Custer; spin anche per lui ma il pilota SHR è costretto al ritiro dopo il contatto con le barriere.

Green flag con Byron sempre leader, seguito ora da Hamlin, Reddick, Larson e Logano. William fa un buon lavoro per nove tornate, ma improvvisamente come Keselowski in precedenza perde la corda in curva 1 al giro 87. Hamlin ne approfitta e porta la sua Toyota in testa. Byron ha dovuto alzare il piede e viene passato anche da Reddick e Larson.

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Al giro 89 Tyler ingaggia la lotta con Denny, si butta interno in curva 2, ma la coppia si rallenta notevolmente a vicenda, Kyle Larson in curva 3 si avvicina furbescamente a Hamlin che finisce largo alla 4. Il Team Hendrick torna dunque al comando con Larson. Il duello che potrebbe innescarsi appare intrigante, ma l’idea spira ben presto con un nuovo testacoda.

Altro pilota playoff, questa volta su Chevy. Si tratta di Bowman, sempre a muro, sempre in curva 4. I danni non sono pochi e la #48 passerà l’intera gara da ultradoppiata; con pochi punti per il povero Alex a fine gara il -30 dal taglio sarà per nulla rassicurante. Il gruppo si spacca, sette piloti playoff restano fuori a lottare per i punti di fine stage anche se poi saranno costretti ad inseguire da centro gruppo. Tre giri di shootout alla ripartenza.

Il duello è estremamente intenso, Larson e Hamlin danno spettacolo senza mollare un centimetro. Kyle inizialmente chiude il sorpasso mentre Denny prepara l’ultima sferzata. Ultima tornata e la #11 è lanciatissima per il sorpasso se non fosse che Kyle, in uscita di curva 2, effettua un blocco deciso che costringe Denny ad alzare il piede e che sarà primo motivo di nervosismo per il pilota originario della Florida. Manovra al limite ma estremamente efficace: Larson vince la stage seguito da Hamlin, Logano, Suarez, Chastain, Byron, Stenhouse, Keselowski, Cindric e McDowell.

Tutti i piloti playoff sopracitati si fermano come da previsione e sperano in una lunga fase di green per recuperare grazie al loro passo gara. Il secondo long run di serata arriva puntuale e in 30 giri i nomi da seguire riescono tutti a guadagnare qualche posizione. Davanti a guidare il gruppo si alternano dapprima McDowell e Stenhouse, poi, quando quest’ultimo bacia di nuovo il muro sempre in curva 4, arrivano prima Elliott e poi Burton. La buona run della #21 è interrotta dal secondo testacoda per Bell. Questa volta per Christopher è davvero finita, i danni sono troppo grossi ed il primo DNF playoff di serata è il suo.

Wood Brothers Racing non solo perde la leadership ai box ma incendia anche la pit lane (pur gestendo alla grande il momento critico). All’uscita dalla pit lane Elliott è il nuovo leader e la prima posizione è mantenuta con la ripartenza al giro 160. La run anche questa volta è molto short. 168^ tornata e nuovamente bandiera gialla esposta.

Le telecamere riprendono la #51 di Ware fortemente danneggiata dirigersi a velocità elevata contro il pit wall. In questi casi c’è sempre molta apprensione, la vettura evita lo spigolo del muro e si adagia terminando la sua corsa davanti al box della #78. Fortunatamente Cody riesce a uscire dall’auto seppur aiutato dai meccanici del Live Fast Motorsport e trasportato in breve al centro medico per attente valutazioni. Una volta mostrato il replay si comprende l’entità dell’incidente.

La #51 è loose in curva 4, Cody corregge troppo perdendo nuovamente il controllo e finendo a muro di “di testa” con molta violenza. Ware poi viene rimbalzato dal muro esterno e finisce contro quello dei box senza avere più il controllo della vettura. Dopo alcune spiacevoli fake news si avrà la bella notizia delle “dimissioni” di Cody senza conseguenze fisiche che consentirà a tutti di continuare a seguire la gara con più leggerezza.

La pit road è piena, ne emergono Chastain e Larson, con quest’ultimo poi costretto a doppia sosta per un dado mal fissato. Il gruppo invece è ancora guidato da Elliott seguito dall’amico Blaney. Chase comanda la ripartenza al 177° giro ma finisce improvvisamente la sua corsa sette giri più tardi. Ennesima gomma a terra in uscita di curva 4, testacoda e schianto. Ritiro forzato anche per la #9 che, esattamente come un mese fa, inizia male il proprio round dei playoff.

Ryan si ritrova al comando con l’occasione di aggiungere 10 punti d’oro al suo bottino. Sarebbero 19 le tornate a fine stage, ma Blaney riesce prima nel suo intento grazie all’aiuto di Buescher: il vincitore di settimana scorsa si gira in curva 4 mentre occupava la 10^ posizione. Vengono persi giri importanti e la ripartenza è fissata ai -9, la #12 scappa via mentre dietro i duelli sono molto più accesi. Chastain e Byron per la seconda posizione, Keselowski e Suarez per la quinta. Ryan può tagliare il traguardo in tranquillità e vincere la seconda stage. Oltre ai sopracitati in ordine seguono Austin Dillon, Cindric, Logano, Truex e McDowell.

I leader pittano tutti, a guidare il gruppo rimangono McDowell e Jones. Si è giusto pronti a ripartire ai -124 quando escono le prime testimonianze di pioggia, il tutto mentre su gran parte della pista c’è il sole. Le vetture rimangono qualche giro in pista ma presto si capisce che la pioggerella non smetterà a breve. Bandiera rossa. Per un attimo si ipotizza il ventesimo vincitore stagionale e un lightning hold (fulmini troppo vicini al tracciato e pausa di 30′ obbligatoria) aumenta le quotazioni di quest’idea. Qualche minuto più tardi arriva il secondo fulmine e il tempo si resetta.

La pioggia va man mano ad allontanarsi e le speranze di ripartire aumentano sempre di più. Niente da fare per il Front Row Motorsport, si ripartirà. Precisamente dopo 55’59” la bandiera rossa viene ritirata.

Verde ai -111, la #34 e la #43 ci mostrano nuovamente l’ormai classico giro di restart side-by-side con Reddick e Burton che seguono a ruota. Al giro successivo Erik si allarga in curva 2 e tenta di passare, Michael chiude la porta, lo accompagna a muro e Jones perde velocità e posizione ai danni di Reddick. Tyler è il più veloce e lo dimostra in breve tempo: si incolla a McDowell, aspetta il momento buono, ed esegue la manovra un giro dopo in curva 1.

Nulla può Michael per difendersi, la #8 è improvvisamente diventata l’auto più veloce in pista e in 10 giri mantiene fisso il proprio vantaggio sopra 0.6″ con l’obiettivo di aumentarlo. Missione fallita a causa di Buescher: doppia cifra di gomme a terra e tredicesima caution. Ulteriore spaccatura nel gruppo con le strategie box. Larson è il primo degli entrati avendo montato solo due gomme nuove mentre tra i rimasti fuori sono Harvick e Truex a guidare lo schieramento.

Green brevissima, e questo non ci sorprende, ma seconda volta di serata in cui il leader di gara va a schiantarsi. Harvick infatti, dopo solo 30 giri di usura, ha la posteriore destra a terra e perde improvvisamente il controllo finendo a muro di fronte a tutti. I vari piloti fanno un gran lavoro nell’evitarlo e nessun altro si ritrova con danni.

Alla ripartenza è Truex ad aver ereditato la leadership, si difende bene da Byron il quale a sua volta è attaccato da Hamlin. Tra i due si instaura il duello più acceso di serata. Un Denny già abbastanza nervoso si ritrova William come preda facile e nel tentativo di sorpasso tocca lievemente la #24 che bacia il muro. Ne segue il sorpasso di Austin Dillon su entrambi (che a posteriori sarà trascurabile per il bilancio della gara) e la notevole arrabbiatura di Byron che, infuriato alla radio, giura vendetta alla #11.

Vendetta che arriva puntuale grazie ad un’altrettanto puntuale caution. Quel che accade ha del clamoroso: al leader di gara Truex salta nuovamente la posteriore destra. È il terzo capogruppo di serata a cui succede ed è la 14^ caution esposta, viene così superato il record precedente della pista di 13 mentre ci si rende conto di assistere a una gara fuori dal comune, una gara maledetta. Mentre tutti sono ancora scioccati dall’ennesimo testacoda causato da gomme ecco che entra in azione Byron.

Quatto quatto si avvicina a Hamlin (lento a causa della bandiera gialla) e compie il misfatto: tamponamento non troppo violento ma estremamente preciso ed efficace, la #11 si gira e finisce nell’erba. A Denny balena per un momento in testa l’idea di una doppia vendetta e tutti temono il peggio quando si avvicina a William appena dietro la pace car, rispondendo “solo” con un lieve bump. A destare molte polemiche è la decisione presa dalla NASCAR, con Byron non penalizzato e Hamlin spedito in fondo.

Dopo la gara le polemiche sono ancora più notevoli: la NASCAR nella persona di Scott Miller ammette di non aver visto in diretta quanto successo fra Byron ed Hamlin in quanto “i commissari erano tutti concentrati su Truex”. Un fatto inammissibile per la direzione gara, ancora più grave perché non è la prima volta che succede questo.

Pit road aperta ed è subito caos; strategie estremamente diversificate tra loro, Reddick guadagna quattro posizioni con solo due gomme cambiate ed è primo, Chastain addirittura con solo benzina tenta la strategia più azzardata, terzo Logano che torna ad essere favorito e quarto Haley che finora non si era mai visto. Sono rimasti fuori nell’ordine Stenhouse, Briscoe e Gilliland. Guideranno loro la ripartenza.

L’ormai classico testa a testa viene vinto da Stenhouse, poco dietro Reddick ha subito passato Briscoe e si appresta a risalire fino alla cima. -55 e Tyler compie il suo dovere anche con Gilliland, un giro dopo anche Stenhouse è infilato e ai -52 il sorpasso è definitivamente compiuto. L’unico in grado di raggiungerlo pare essere Logano; Joey sta risalendo la china e si trova terzo ai -50 e poi secondo ai -42. Le vetture con gomme usate paiono reggere tutte bene fino all’improvviso testacoda di Stenhouse, stavolta in curva 2. Cindric fa una mossa alla “Tokyo Drift” per schivarlo e salva così la sua serata, mentre il conto di caution sale a 16.

Tra i leader non pitta nessuno e la gara riprende con le stesse posizioni. La partenza è praticamente falsa e si torna sotto caution dopo due curve per un contatto avente protagonista Almirola. La vera green flag finale viene sventolata a 24 giri dal termine dove la tensione è ormai alle stelle. Eppure proprio nel momento clou i contatti non avvengono e davanti i duelli si sprecano.

Reddick parte e vola con Logano che insegue senza mai riuscire a dimostrarsi pericoloso. Haley difende bene un clamoroso terzo posto e l’unico ad essere spodestato (da Blaney) è Briscoe che, dopo una gara passata oltre la 20^ posizione, si ritrova magicamente quinto. Dai -10 fino alla fine le posizioni si congelano. Reddick vince al termine di quasi 6 ore di intrattenimento e cala il sipario su questa serata molto agra e poco dolce. Il distacco recita Logano a +1.2″, Haley +1.8″, Blaney +2.0″, Briscoe +4.2″, Jones +4.3″, Byron +4.5″, Keselowski +5.1″, Larson +5.4″ ed Hamlin +5.8″ a chiudere la top 10.

Vittoria numero tre in carriera per Tyler Reddick. Essendo stato eliminato dai playoff agli ottavi, inoltre, è il quarto pilota consecutivo non playoff a vincere una gara della post season. Nessun pilota avanza automaticamente al round successivo. Dal canto suo, dopo essere stato eliminato al primo turno per soli due punti, dopo le controversie sul suo sedile assegnato a Kyle Busch l’anno prossimo, dopo le tensioni tra il giovane californiano ed il suo team owner Richard Childress e dopo essere sopravvissuto ad un gara maledetta, questa vittoria ha un sapore molto più dolce del normale per Tyler.

Per tutti gli altri rimane solo l’amarezza. Harvick ed Hamlin sono i più diretti su Twitter nei loro atti di accusa nei confronti di Goodyear e NASCAR riguardanti la sicurezza. Il gommista, ovviamente, si lava le mani dicendo che, pur dovendo lottare con una finestra di utilizzo molto ristretta imposta dalla NASCAR e dalla Next Gen, ci sono dei team che ignorano queste indicazioni andando incontro ai rischi poi visti in gara.

Tuttavia, la decisione alla bandiera rossa di permettere ai team di modificare le pressioni delle gomme su raccomandazione della Goodyear in una decisione straordinaria approvata dalla NASCAR è un brutto segnalo, sia per la regolarità della gara, sia per la sicurezza generale.

Hamlin, poi, ha il nervo scoperto per quanto successo con Byron, il quale molto ingenuamente nelle interviste post-gara quasi ammette l’intenzionalità della tamponata, ed è ancora incredulo per quello che la NASCAR non ha visto. Stupisce ancora di più il fatto che l’incidente in questione pochi minuti più tardi era stato postato sui canali social ufficiali, quindi non era passato del tutto inosservato, ma ormai troppo tardi per una penalità a norma di regolamento in corsa.

Ad aggravare poi la situazione della direzione gara ci pensa un video emerso su Twitter e relativamente, molto probabilmente, ad un pit stop dopo la bandiera rossa in cui uscendo dalla corsia box si vede Ty Gibbs rifilare una sportellata a Ty Dillon proprio mentre alla loro sinistra ci sono meccanici e commissari, una manovra molto pericolosa. La NASCAR ha dichiarato che entrambe le azioni saranno valutate e oggetto di eventuali penalità in settimana.

Gomme, sicurezza, due incidenti controversi e non ancora risolti, 16 caution, una pista discussa da anni e che ospita ancora una 500 miglia (4h21’53” nette di gara sono notevoli) di fronte a tribune mezze vuote sono temi che la NASCAR dovrà valutare per bene senza ignorare i problemi. Se non lo farà, stavolta avrà contro anche parte dei piloti e quindi la situazione rischia di diventare ancora più esplosiva di una lotta per il titolo molto equilibrata.

I risultati odierni

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I prossimi appuntamenti

Nel prossimo weekend la NASCAR farà tappa a Talladega per lo snodo cruciale dei suoi playoff. Sabato sera correranno Truck e Xfinity Series, domenica la Cup Series. Per tutte sarà la gara centrale del proprio round dei playoff, per i Truck della fase ad 8, per le altre due categorie a 12.


Immagine: Media NASCAR