NASCAR | Cup Series, New Hampshire 2026: Blaney ripete la vittoria dello scorso anno a Loudon

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 25 Agosto 2026 - 10:00
Tempo di lettura: 15 minuti
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NASCAR | Cup Series, New Hampshire 2026: Blaney ripete la vittoria dello scorso anno a Loudon
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Vittoria “copia carbone” per Blaney a Loudon, l’anno scorso inseguito nel finale da Berry, quest’anno da Wallace e dallo stesso Berry. Hamlin vince la regular season

Corsi e ricorsi storici, anche se è impossibile avere due gare identiche in NASCAR. Stesso luogo, stesso vincitore: Ryan Blaney conquista il New Hampshire sia nel 2025 che nel 2026 e lo fa quasi nella stessa maniera, con la vettura migliore ma non nella situazione ideale. Lo scorso anno era quasi stato ripreso nel finale da Josh Berry, quest’anno – su strategia leggermente diversa – dalla coppia formata da Bubba Wallace e dalla stessa #21 con il pilota del Wood Brothers Racing che ha sfruttato al meglio le gare a lui favorevoli per cercare di ottenere un contratto per il 2027. In tema di classifica, ulteriori verdetti: Hamlin vince matematicamente la regular season mentre i qualificati alla Chase diventano 13. A Daytona ultime disfide, ma con margini di punti non facilmente recuperabili.

La gara

Il rischio pioggia diventa in fretta uno dei temi principali del weekend. Più dell’annunciato cambio di regolamento che riporta le prove libere a 50′ in un unico gruppo, più della conferma ufficiale dell’approdo di Connor Zilisch all’Hendrick Motorsports dalla stagione 2028 in poi, con la sensazione che Justin Marks ora dovrà rimboccarsi le maniche di nuovo, come da zero. Addirittura prima dell’accensione dei motori per la prima volta si decide per l’anticipo della corsa di 1h per avere più respiro qualora servissero le gomme da umido.

Nella sessione di prove libere, tranquilla tranne una piccola scaramuccia fra Hocevar e Zilisch, su questo anche in seguito, Erik Jones ottiene il miglior tempo sulla vettura che ha come sponsor quello della gara (idem anche il compagno di squadra Nemechek che, appunto, per il 40° anniversario di Dollar Tree usa solo per questo weekend il #40 al posto del #42) davanti a Gibbs, Wallace, Logano e Cindric, tuttavia il miglior passo gara è quello di Blaney, a confermare la forza di Penske sugli short track.

Poi, in qualifica, risorge dopo una estate complicata Tyler Reddick che conquista la pole position (29.054″) davanti a Berry, Byron, Hamlin, van Gisbergen, Bell, Gibbs, Blaney, Larson e Bowman. 36 le auto presenti, dunque niente Open.

Alla domenica si parla poco ancora di classifica (è giornata di ulteriori verdetti in vista della Chase) e molto di pioggia. A 3h dalla bandiera verde inizia a piovigginare, non è intensa ma costante. Passa un primo fronte e la NASCAR decide di già: a meno di miracoli, si partirà obbligatoriamente con le gomme da umido. Poi, dopo una breve tregua, a 30′ dal via arriva il secondo, previsto, fronte che bagna nuovamente la pista. Nonostante ciò, si decide di provare e all’orario fissato si accendono i motori.

Si gira dietro la pace car, ma la sensazione è che la pista sia troppo bagnata per iniziare sul serio. Il primo a rischiare qualcosa è Hocevar (il primo del secondo gruppo in cui il plotone viene diviso sempre nei primi giri di formazione) che dall’esterno accelera troppo in curva4 e finisce in testacoda senza danni. È il segnale che non si può andare e arriva una canonica ma informale bandiera rossa al giro 0.

Dopo mezz’ora di attesa in cui smette di piovere e si toglie l’acqua in eccesso, si riaccendono i motori e, dopo ulteriori 15′ a girare in tondo, può finalmente avere inizio la corsa da 301 giri (70+115+116) in cui Ty Dillon e Cody Ware devono partire dal fondo per modifiche in parco chiuso.

Il weekend di gloria di Reddick quanto dura? Circa due miglia, Esattamente 1.058 mi in qualifica (un giro), poco meno di uno in gara, infatti Tyler – rimasto al comando – finisce da solo in testacoda in curva4 e nella piroetta blocca involontariamente Hamlin e Buescher che si appoggia alle Toyota e graffia un po’ lo splitter. Tutti e tre finiscono in fondo e Byron passa al comando seguito da SVG (alla caccia di punti importanti nello scontro diretto con Preece), Gibbs, Berry, Bell, Larson, Blaney, Bowman, Chastain e Gilliland.

Si riparte ai -64 nella stage e van Gisbergen prova la strada dell’apron come molti altri, ma la traiettoria migliore è quella esterna e così Byron rimane al comando su SVG, favorito dall’attacco di Bell su Berry di cui ne approfitta Gibbs per aggirare i due. Christopher recupera al giro successivo quando è uno dei pochi a sfruttare l’interno passando sia Berry che Gibbs; avanzano anche Larson e Zilisch che entra in top10.

Van Gisbergen è costretto a difendersi, ma al giro 11 può nulla sull’attacco all’esterno di Bell in curva1-2 che porta la #20 al secondo posto. Shane accusa il colpo e si stacca leggermente, Christopher prova di slancio l’attacco su Byron, tuttavia si deve riaccodare. I tempi iniziano ad abbassarsi (si scende dai 34″ ai 33″) e la pista comincia a cambiare colore. Al giro 15 si abbatte anche il muro dei 33″, muro che ha anche Reddick davanti, ancora ultimo.

Bell sull’attacco mancato è rimbalzato proprio mentre entra in scena Shane van Gisbergen che, sfruttando la migliore conoscenza delle gare sul bagnato, al giro 18 firma il giro più veloce, stacca Gibbs e, dopo un altro GPV, va a riprendere Bell. E iniziano i dilemmi sul passaggio alle slick che, da regolamento, è ancora mandato dalla NASCAR tramite una competition caution e pit stop congelati.

L’occasione di sicuro non è il testacoda di Nemechek che, tutto da solo, dopo un 360° in curva4 si appoggia al muro e riparte perdendo un giro. SVG, intanto, ha passato Bell, ripreso Byron e poi, dopo una breve difesa, al giro 26 arriva il cambio di leader. E il neozelandese se ne va, in una decina di giri mette addirittura 7″ di margine su William, prima di alzare il piede quando arriva la notizia che la competition caution arriverà al passaggio numero 40.

Intanto Shane non si è fermato, ha ripreso il gruppo e iniziato i doppiaggi, fra cui anche quello di Reddick. Iniziano anche i cedimenti di prestazione. Bell viene passato da Berry, ma anche Larson è con loro mentre Blaney ha scavalcato Gibbs che arranca. L’ultimo ad alzare bandiera bianca è Chastain, ma il suo è un guaio meccanico: il fumo che esce dalla anteriore destra nelle ultime miglia non è invitante. Al break arriverà addirittura il ritiro, infatti si è rotta la trasmissione all’altezza proprio del motore. Ross così saluta in maniera definitiva la Chase.

Dopo aver gestito gli ultimi giri, alla bandiera gialla van Gisbergen guidava con 5.8″ su Byron, 9.0″ su Berry, 10.5″ su Bell, 11.0″ su Larson, 11.2″ su Blaney, 13.0″ su Gibbs, 13.8″ su Zilisch, 14.6″ su Preece e 20.5″ su Hocevar; lucky dog per Herbst dal 30° posto che lascia a -1 Allmendinger, Reddick, T.Dillon, Gragson e Ware mentre JHN è a -2.

Si riparte a posizioni invariate (tranne Elliott che pitta due volte per un errore di comunicazione e Nemechek che perde giri nelle riparazioni) con le gomme da asciutto a 21 giri dalla fine della prima stage e cambia tutto. Byron spinge bene la #97 che rimane al comando mentre Larson trova il varco e passa subito Berry, Logano invece tenta un infruttuoso 3-wide sull’apron. Arriva però subito la caution: testacoda per Stenhouse che si appoggia al muro. Lucky dog per Ty Dillon, dunque Reddick beffato. Problemi ancora anche per Buescher che poco prima, sulla sbandata di Joey all’interno del 3-wide era stato costretto ad appoggiarsi al muro.

Dopo poche soste in coda, ripartenza ai -15 con van Gisbergen che tiene a bada il 3-wide con Bell, tuffatosi all’interno, Byron e Larson. Christopher si deve riaccodare, Kyle aggira William e si lancia sulla #97. Non è la #5 ad essere cresciuta, è SVG che è calato di rendimento al passaggio sull’asciutto e Larson lo passa subito ai -13, innescando una spirale negativa in cui Shane perderà tante posizioni e punti preziosi. Emerge invece Hocevar, entrato in top5 e che passa pure Byron.

La lotta finale è fra van Gisbergen, Zilisch e chi arriva su di loro. Prima Blaney, poi Preece, infila Briscoe. Ed è proprio il sorpasso della #60 sulla #97 a costare punti preziosi a SVG.

Larson vince la prima stage davanti a Bell (+1.2″), Hocevar (+3.6″), Byron (+3.8″), Berry (+5.0″), Blaney (+5.8″), Gibbs (+5.9″, sorpasso in volata), Preece (+7.4″), van Gisbergen (+8.3″) e Briscoe (+8.5″); a seguire Wallace, Zilisch, Smith, Cindric, Hill, McDowell, Bowman, Keselowski, Jones ed Hamlin. Lucky dog per Reddick che lascia a -1 Gragson, Allmendinger e Ware mentre JHN è a -5.

Al break non arriva la sosta per tutti. E non per tutti è ideale. Tirano dritto Preece, Smith, Elliott, Herbst, Custer e Buescher, seguono poi su due gomme Larson, Berry, Gibbs, Blaney, Wallace, Zilisch e via via gli altri. Hocevar è il primo su quattro gomme ed è appena 18°, ancora peggio va a van Gisbergen 27°, ma a pagare dazio sono Bell (ripartenza frettolosa trascinando con sé meccanico e pistola) e Byron (wrench rimasto incastrato nel parabrezza). Penalità dunque per #20 e #24.

Ripartenza a 103 giri dalla fine della seconda stage e Preece mantiene il comando, Larson ci prova su Buescher, ma un Berry molto (troppo? è giustificato dalla voglia di mostrarsi in assenza di un contratto per il prossimo anno?) aggressivo lo tocca e costringe ad alzare il piede. Poco più tardi arriva però una nuova caution.

Ricordate la scaramuccia fra Hocevar e Zilisch del sabato nelle libere? Beh, è proseguita anche in gara e, dopo un attacco di Connor, sul traguardo Carson scarta a sinistra senza un motivo apparante, o forse per intimidire la #88 che, tuttavia, ha Hill alla sua sinistra. E allora Hocevar si gira in maniera abbastanza imbarazzante sul muso di Zilisch finendo in testacoda. Ma il parapiglia non è finito qua: per evitare la #77 A.Dillon, forse toccato da dietro da Suárez, tampona Logano e lo manda contro il muro interno. Alla fine i danni peggiori, in ordine decrescente, li hanno Dillon (una dozzina di giri persi ai box), Logano (sterzo storto e -1) ed Hocevar (-1 pure lui); lucky dog per Gragson.

Dopo alcune soste in coda, ripartenza ai -96 con Preece al comando su Smith, Berry, Buescher, Larson, Wallace, Elliott, Gibbs, Blaney ed Herbst. Josh spinge bene Ryan, poi va all’interno seguito da Bubba e al giro successivo infila la #60 in curva1 andando al comando. A parità di strategia, invece, Larson si è perso nel traffico ed ha pure perso un paio di posizioni. Si ritrova anche Hamlin che, tutto esterno, aggira Jones e Bowman.

Emerge anche Blaney che, dopo l’inizio a galleggiare sull’umido e un’ottima ripartenza, ai -90 supera Wallace portandosi al terzo posto mentre Berry prova la fuga. Ryan (sulla #12) riprende subito Ryan (sulla #60) e lo passa pochi giri più tardi e a 1.6″ dalla #21. Larson, invece, scavalca Smith e torna al sesto posto, ma il treno buono è andato.

La situazione, malgrado le diverse strategie, si assesta e tranquillizza. Blaney inizia a rosicchiare centesimi a Berry, forte della vettura più forte sulla carta. In top10 Gibbs passa Cindric mentre Bell guida la rimonta dal fondo tornando in top15 staccando Reddick e Byron; sul long run, tuttavia, la #20 accuserà il colpo a sorpresa e verrà ripreso dagli avversari. Nemmeno SVG recupera e si mantiene attorno alla 20esima posizione.

Preece, intanto, sente le gomme andare via e viene passato da Wallace (ora a 4″ dalla vetta) per il terzo posto mentre Cindric cede pure lui e col sorpasso subito da Hamlin esce dalla top10. Logano, intanto, si prende di forza da Hocevar (e quindi rischia) il lucky dog virtuale. Carson, in seguito, cercherà ancora un contatto con Zilisch, ma a fine gara ammetterà la responsabilità dell’incidente.

Blaney riprende Berry ai -75, ma il primo attacco non va e quindi Ryan si riaccoda, rimbalza leggermente e prima di arrivare ad un contrattacco deve aspettare. Si aspetta anche il sole, ma torna a cadere qualche innocua goccia di pioggia. Ai -70 Berry guida con 0.4″ su Blaney, 4.9″ su Wallace, 8.1″ su Preece, 8.4″ su Buescher, 9.2″ su Larson, 11.3″ su Keselowski, 12.9″ su Gibbs, 14.2″ su Hamlin e 16.1″ su Briscoe.

Poi iniziano le soste, per primi chi aveva saltato l’occasione precedente come un Elliott in difficoltà, Smith e Cindric, poi Preece al giro 122 (stint da 80 giri per la #60) con Bowman e McDowell e via via molti altri.

Ai -60 Berry non solo si è difeso da Blaney, ma ha pure riallungato su Ryan (1″), poi però inizia il giro dei doppiaggi. Arriva anche il momento dei pit dei leader, dato che siamo a metà stage: Wallace e Buescher al giro 131 con Hamlin, Bell e SVG, Larson, Gibbs, Briscoe e Byron al successivo, i leader Berry (un po’ loose) e Blaney al 133. Tirano diritto solo Suárez, Custer (per poco) e Stenhouse con Blaney che non perde tempo nel ripassare subito Daniel e rimanere in scia alla #21. L’undercut è andato a bene a Bubba, ora a soli 2.2″ dal leader.

Blaney non riesce a sfruttare la migliore accelerazione e quindi non affianca mai Berry e rimane sempre a 2-5 decimi da Josh. A sorpresa, però, al giro 148 la difesa crolla: la #21 scivola in curva3 e apre la porta alla #12. Blaney passa facile e si invola, gestendo poi la situazione quando capisce che non serve forzare. Stenhouse, intanto, è stato doppiato e a strategia saltata si arrende lasciando il solo messicano a tentare qualcosa di insolito.

Nei 30 giri finali di stage aumentano i doppiaggi (su tutti Elliott e Bowman) mentre Larson si ritrova in progressione, superando un Keselowski pure lui scivolato largo e poi ripreso anche da Gibbs. Sono proprio i doppiaggi a rallentare il leader, soprattutto la battaglia fra Stenhouse e Gragson, che viene quasi ripreso, meno le ultime gocce di pioggia della giornata.

Nelle ultime miglia, infine, Reddick passa un Byron andato in crisi mentre Buescher, portandosi dietro Larson, raggiunge Preece, Kyle passa Chris ma non Ryan. Un punto utile in più per la #60. Blaney vince la seconda stage davanti a Berry (+1.2″), Wallace (+4.3″), Preece (+15.4″), Larson (+15.7″), Keselowski (+16.3″), Buescher (+17.7″), Gibbs (+18.3″), Hamlin (+20.4″) e Bell (+21.1″); a pieni giri solamente Reddick, Briscoe, Byron, Cindric e van Gisbergen, lucky dog per Smith davanti a una selva di piloti a -1 (fra cui Suárez che non si è fermato, ma 30°), a -2 Hocevar e Allmendinger, a -3 Ware, a -6 JHN, a -17 A.Dillon.

Quando tutto sembra sotto controllo, ecco che la pit crew della #12 colpisce ancora: ruota anteriore sinistra mal fissata e Blaney deve fermarsi subito per avvitarla bene. Wallace, intanto, balza al comando su Berry, Larson, Preece, Keselowski, Buescher, Gibbs, Bell, Briscoe e Reddick, Blaney 14°, wave around a rischiare tutto per Bowman, Jones, Logano e Stenhouse (l’unico che può permettersela davvero avendo pittato tardi).

Bandiera verde a 108 giri dal traguardo con Bell che va subito 3-wide all’interno di Briscoe e Keselowski passandoli entrambi ed entrando in top5. Preece tiene dietro Larson, ma Berry è ancora scatenato e passa di forza Wallace in curva1. Blaney, invece, non guadagna alcun terreno e la sua gara diventa tutta in salita. Davanti a lui duello Reddick-Briscoe con Chase che deve alzare il piede e viene passato da Hamlin. Mentre Reddick guarda avanti e punta Buescher, Briscoe deve guardarsi indietro da Blaney che attacca e passa allargando i gomiti ai -100. Gomiti che Ryan allarga anche nella lotta con Hamlin poco dopo.

Poi però una caution a salvare le wave around: testacoda, di nuovo, per Hocevar e lucky dog per Gragson. Il gruppo si spezza: tirano dritto Berry, Wallace, Preece, Larson, Gibbs, Keselowski, Buescher, Reddick e Cindric, poi pit per Bell, Briscoe, Blaney, SVG, Smith, Stenhouse, Hamlin, Logano, Logano, Bowman, Jones e Gragson.

Green ai -93 i ruoli si invertono: Berry scatta male, Wallace sembra scivolare troppo, ma involontariamente manda Preece largo e così si crea lo spazio per accelerare meglio e tuffarsi all’interno di Berry in curva3 passandolo mezzo giro più tardi. Bubba mette qualche metro, tuttavia a fare paura è Berry che è ripartito bene ed è il leader sulla strategia con gomme fresche. Blaney fatica ancora, ma torna a recuperare metodicamente, seppur dovendo aspettare come quando si trova davanti 3-wide Briscoe, Byron e Reddick. Alla fine seguirà Tyler e rientrerà in top10 ai -80.

Quando Bubba sembrava in controllo, ecco che invece Berry sotto e ai -79 Josh, ancora molto aggressivo, lo passa con un bump&run in curva3, poi però la #21 esagera in curva1 all’interno, scivola tantissimo, Wallace incrocia e torna davanti con un quasi contatto fra i due. Gli animi davanti si calmano con una caution: verso curva3 Herbst stringe due volte troppo la traiettoria, McDowell (giustamente) non molla e così il contatto fra i due manda la #35 duramente a muro, poi incredibilmente momento ARCA brakes per Zilisch che tira dritto e finisce pure lui ko. Brutto errore per Connor, lucky dog a sorpresa per uno Suárez in difficoltà per tutto il weekend (addirittura penultimo in qualifica pochi millesimi davanti a Ware).

Si riapre anche la gara di Blaney che aveva appena passato prima Reddick e poi Keselowski. Tutti vanno ai box e Ryan, cambiando solo due gomme, balza di nuovo al comando su Byron, Briscoe, Logano e Smith, poi le soste complete di Wallace, Preece, Gibbs, Larson, Bell, Berry (sosta lenta), Keselowski, Hamlin e Buescher. Selva di wave around a riportare a pieni giri addirittura 30 vetture, il doppio di una trentina di giri prima.

Ripartenza ai -70 e Blaney scatta bene, stavolta ad andare 3-wide è Wallace che attacca Logano e Wallace, ma Ryan si porta indietro Briscoe e non Byron. Già, e William? Sta affrontando curva3, il problema è che non lo fa insieme alla posteriore sinistra che si è staccata (e non era stata cambiata pochi minuti prima, bensì alla caution ancora precedente) e sta rimbalzando pericolosamente quasi fin sul traguardo. E questa è una brutta botta per la #24, in ottica presente (non arriva il ritiro, ma i quattro giri persi lo relegano al 30° posto), sia in ottica futura (tanti punti persi per la Chase che inizierà sicuramente senza crew chief titolare). Lucky dog per Ware a riportare tutti gli indenni a pieni giri.

Nuova ripartenza ai -63 con Blaney al comando su Briscoe, Wallace, Smith, Preece, Bell, Logano, Berry, Gibbs e Larson in top10. Mentre Bell va ancora 3-wide, la #12 rimane al comando lottando con Briscoe. Ryan si salva perché Wallace, invece, non riesce a liberarsi di Preece, Logano rimbalza sul 3-wide con Larson e Berry ed esce dalla top10 a vantaggio della sorpresa Gragson. Alla fine, posizioni invariate in vetta e Blaney può tornare a gestire.

Alle spalle della Ford prosegue l’assestamento delle posizioni, favorito anche da una clamorosa crisi di assetto e gomme di Briscoe che lo porterà dal secondo addirittura al 26° posto finale, dunque 25 posizioni perse in 60 giri. Berry, invece, perde l’occasione buona: non riesce a passare subito Larson e viene coinvolto nella battaglia con Gibbs. Blaney, intanto, inizia a gestire appena mette 1″ di margine mentre Josh si sveglia. Ai -50 Ryan guida con 1.5″ su Wallace, 2.8″ su Preece, 2.9″ su Bell e 3.6″ su Berry.

Mentre Jones finisce a rilento ai box con la trasmissione ko, Berry sospinge Bell verso Preece e, sull’attacco mancato della #20, arriva il ricongiungimento. Ai -33 sono addirittura 3-wide con Berry che si trova bel mezzo, Bell che passa all’interno e viene seguito da Josh. La #21 non si ferma qua e di slancio passa la Toyota. E Preece qui inizia un calo finale che gli costerà qualche punto; ne approfitterà Larson che rientrerà in top5. Ai -30 Blaney ha 1.85″ su Wallace e 5.15″ su Berry.

Bubba ha iniziato a rosicchiare centesimi, ha gomme leggermente migliori e guadagna un po’ di terreno. Il più veloce in pista, tuttavia, è Berry che forza il ritmo e recupera tanto. A decidere la corsa saranno più i doppiati che il degrado tuttavia. A partire dai -25 la #12 comincia un giro di doppiaggi che diventa critico ai -12 quando Ryan si trova davanti Hill e proprio un Briscoe in crisi. E qui il margine su Bubba da 1.6-1.8″ di margine crolla a 1.0″ mentre Berry è a 2.2″.

Alla fine Blaney risolve la situazione e Wallace più che guardarsi davanti deve farlo dietro. Bubba non si scompone e continua a recuperare centesimi. Allmendinger è un osso duro da doppiare e la #23 per approfittarne arriva addirittura a ruote bloccate in curva3 ai -5 e non perde nemmeno tempo, anzi ai -4 è a 0.4″ dall’amico. Blaney, tuttavia, è glaciale e passa un doppiato alla volta non offrendo mai il fianco.

Blaney vince ancora una volta in New Hampshire (e sono già 20 in carriera in Cup Series) precedendo in maniera simile al 2025 Wallace (+0.58″) e Berry (+1.96″), poi molto più staccati Bell (+7.6″), Larson (+9.6″), Gibbs (+10.6″), Hamlin (+12.32″), Reddick (+12.37″), Preece (+13.5″) e Gragson (+16.4″); a pieni giri anche Keselowski, Cindric, Smith, Logano, Bowman, McDowell, Suárez e Buescher. Hocevar 19° e primo dei doppiati davanti a van Gisbergen, Elliott anonimo 25°, come detto Briscoe 26°.

Come detto, Loudon è stata terra di verdetti. Hamlin si porta a +77 su Blaney e, dato che a Daytona ci sono 76 punti in palio, è ufficialmente la testa di serie #1 della Chase (la NASCAR ha abbandonato la definizione di vincitore della regular season), ben sei i biglietti staccati per i playoff (a Larson, Logano, Buescher, Hocevar, Byron e Suárez) per un totale di 13. A Daytona rimangono in lotta appena cinque piloti per tre posti buoni: Wallace (+75), Cindric (+44), van Gisbergen (+31), Preece (-31) e Keselowski (-66).

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Immagine: Media NASCAR

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