Denny Hamlin conquista la sua sessantatreesima vittoria in NASCAR Cup Series al Michigan International Speedway
Denny Hamlin ha dimostrato nuovamente di essere più duro del diamante, soprattutto in condizioni impervie. Il veterano, infatti, ha completato il suo secondo “last-to-first” consecutivo durante la FireKeepers Casino 400 al Michigan International Speedway. Questa vittoria ha un sapore dolceamaro per il pilota di JGR, dato che, grazie a essa riesce a eguagliare il numero di successi di Kyle Busch, scomparso appena due settimane fa.
Il paddock della NASCAR Cup Series raggiunge il Michigan International Speedway per la sua quindicesima tappa stagionale, la FireKeepers Casino 400. Il tracciato, che prende il nome dallo stato in cui si trova, è molto veloce, ma, nonostante ciò, la strategia è fondamentale per portarsi a casa un buon risultato.
Il Michigan International Speedway, come dice il nome, è un ovale tradizionale dalla lunghezza di 2 miglia, caratterizzato da un banking poco elevato e da curve molto scorrevoli, sia nelle fasi di immissione sui rettilinei, sia per quanto riguarda la percorrenza delle pieghe stesse. Costruito nel 1968 e modificato solo nel road course, che si estende dentro e fuori dalla superficie dello speedway su cui gareggiano le più importanti categorie del mondo stock car, l’impianto è uno dei grandi classici della NASCAR moderna, in cui si corre da oltre 50 anni senza pause o interruzioni di alcun genere (almeno per quanto riguarda la classe regina).
La FireKeepers Casino 400, prova da 200 giri, si tiene ogni anno dal 1969 (1973 escluso). La gara in questione, storicamente programmata ad agosto (essendo stata per molti anni la seconda prova in Michigan), si svolge nel mese di giugno a partire dal 2025.
Sono 37 gli iscritti alla quindicesima tappa stagionale. Il NY Racing Team torna a schierare la sua Chevrolet dopo oltre un mese di assenza dai nastri di partenza. Alla guida della #44, in quest’occasione, c’è J. J. Yeley. 23XI Racing porta in pista solo le tre Toyota titolari, mentre Garage 66 diserta la trasferta in Michigan.
Denny Hamlin conquista la pole position grazie a uno straordinario 36.901″. Il pilota della Toyota #11 di Joe Gibbs Racing deve, però, sostituire il fondo prima della gara e, per questo motivo, è costretto a partire dal fondo. Carson Hocevar, alla guida della Chevrolet #77 di Spire Motorsports, eredita così la prima posizione al via. Il giovane, appena 18 millesimi più lento del veterano, viene affiancato sullo schieramento di partenza dal leader del campionato, Tyler Reddick.
La gara
Hocevar, esterno, sfrutta la posizione favorevole per imporsi immediatamente sul plotone di vetture. Reddick, interno, segue quasi come se fosse un ombra il giovane fino alla prima neutralizzazione della giornata.
Al giro 2, infatti, Zilisch perde il controllo della sua Chevrolet in curva 4, obbligando la pace car a entrare in pista. Il rookie di Trackhouse Racing se la cava con un piccolo danno allo spigolo posteriore sinistro della sua vettura, dovuto ad un contatto con la barriera esterna, che porta i meccanici a sostituire lo pneumatico sottostante. Tutti i piloti sfruttano la situazione per svolgere uno splash.
Durante la ripartenza, Hocevar, esterno, sfrutta la spinta di Gibbs per imporsi fisicamente (assieme al “draft partner”) su Reddick, leader della linea interna, che viene coperto in curva 2 prima che i due giovani abbiano la possibilità di tornare esterni.
Una volta arrivati sul backstretch, Gibbs e Reddick guadagnano terreno e stringono “a panino” Hocevar, che si ritrova nel bel mezzo della carreggiata all’imbocco di curva 3. Il portacolori Spire, però, entra meglio degli avversari nella seconda parte del giro e, grazie a questo gesto atletico, recupera la prima posizione in uscita dalla 4.
La fuga di Hocevar viene fermata dalla direzione gara al giro 9, in cui Zilisch perde nuovamente il controllo della propria vettura, anche se questa volta in curva 2. L’esito di questo errore è molto diverso dal precedente, dato che il classe 2006 di Trackhouse Racing è costretto a terminare la gara con largo anticipo per via dei danni riportati a seguito di un contatto violento con le barriere situate all’interno dell’ovale.
Al restart, Hocevar, esterno, viene spinto da Gibbs, ma questo non basta per permettere alla coppia di giovincelli di tornare in cima alla classifica. Reddick, interno, guadagna infatti la prima posizione in curva 2 grazie ad una serie di bump vincenti ad opera di Larson.
La leadership di Reddick viene consolidata dal suo gap nei confronti degli avversari, che diventa sempre più difficile da recuperare miglio dopo miglio. L’unico evento degno di nota verificatosi durante la seconda metà della prima parte di gara è la foratura della gomma posteriore sinistra di Gilliland, che obbliga il figlio d’arte a fermarsi dai meccanici al giro 38.
Tyler Reddick si aggiudica in solitaria il primo stage a Michigan. Gibbs, Hocevar, Elliott, Wallace, Smith, Larson, Buesher, Herbst e Suarez seguono in classifica il leader del campionato. La corsa riparte al termine della sosta generale, condita dal pass through di Yeley.
Gibbs, esterno, sfrutta tutta la sua aggressività per provare a guadagnare la testa della corsa nei metri successivi alla ripartenza. Il ventitreenne di JGR, però, non riesce a concretizzare l’ottima spinta di Hocevar per via di un errore nel cambio di linea. Il giovane, infatti, non riesce a tagliare la strada a Wallace, interno, che lo supera già in curva 2. Anche il portacolori Spire guadagnerà una posizione sul rivale alla 4.
La furia di Hocevar diventa un “caso di importanza nazionale” al giro 58, nel quale si affianca a Wallace in curva 2 prima di superarlo alla 4 grazie ad un sapiente uso della linea interna. Poco dopo, durante la tornata numero 65, Gibbs attacca con successo il pilota di casa alla 2, salendo così in prima posizione.
Il nipote del coach, però, non fa nemmeno in tempo a godersi il sorpasso riuscito che la corsa è già in regime di bandiera gialla. Keselowski, infatti, rallenta vistosamente a causa della foratura dello pneumatico posteriore sinistro, che viene prontamente sostituito dai meccanici.
Tutti i piloti sfruttano la caution per svolgere la seconda sosta completa di giornata, nel corso della quale si verifica un piccolo incidente fra Gibbs e Preece. Il nativo di Charlotte, infatti, tocca la fiancata della Ford #60 mentre esce dalla piazzola di sosta. Gilliland lucky dog.
La ripartenza sorride a Larson. Il campione in carica, leader della corsia interna, sfrutta il suo stacco di frizione perfetto per guadagnare subito metri nei confronti di Elliott, esterno, il quale verrà “tappato” prontamente dal compagno di squadra in curva 2.
Elliott, però, non sta a guardare e, anzi, inizia fin da subito a studiare un piano per tornare davanti a Larson. Il compagno di squadra riuscirà poco dopo, più precisamente durante il giro 72, a guadagnare la testa della corsa grazie ad un attacco deciso in curva 2.
La fuga di Elliott viene fermata da un testacoda in curva 2 di Allmendinger, che riporta in pista la pace car durante il giro 77. Durante la caution, le Ford di fermano dalla propria pit crew per una sosta addizionale. Keselowski lucky dog.
La ripartenza regala pochi sorrisi, sia al pubblico, sia ai piloti. La battaglia tra Elliott, esterno, e Larson, interno, non inizierà mai, dato che un errore nella parte alta del gruppo obbliga la pace car a tornare a capo dello schieramento.
Hocevar sbaglia a spingere Nemechek, generando una vera e propria reazione a catena. Il figlio d’arte, che ha perso il controllo della propria Toyota, tocca Wallace, che a sua volta stringe verso l’interno, urtando il paraurti posteriore sinistro di Gibbs, il quale vira verso l’esterno, arrivando a colpire Reddick.
Il leader del campionato non riesce a sua volta a controllare la sua Toyota, che, dopo aver toccato la Chevrolet di Larson, virerà verso l’interno, colpendo violentemente le barriere prima di venire centrata in pieno dalla ZL1 di Austin Dillon. I due piloti appena citati sono costretti ad alzare bandiera bianca per via dei danni subiti sulle proprie auto.
Hamlin, coinvolto lievemente nell’impatto, raggiunge i meccanici assieme a Briscoe, Keselowski e Gilliland per una sosta. Il pass through permette ad Allmendinger di raggiungere tutti gli avversari, che si trovano a pieni giri.
Elliott, esterno, sfrutta la spinta di Wallace per allungare su Larson, interno, alla ripartenza. Sarà il campione in carica, però, ad imporsi sulla concorrenza al termine del primo giro in bandiera verde grazie ad un push perfetto di Herbst, che gli permette di superare il compagno di squadra in curva 2.
La fuga di Larson non durerà molto, dato che, già al giro 89, Keselowski urta violentemente le barriere esterne di curva 2 dopo essere stato toccato da Nemechek. I grossi danni alla sospensione anteriore destra costringono il veterano a terminare la propria corsa nei box.
La lotta per la prima posizione si riapre al termine della caution. Elliott, interno, la spunta su Larson, esterno, in curva 2. Il campione in carica viene superato anche da Wallace, autore di un ottimo inserimento alla 4, durante il giro della ripartenza.
Wallace, una volta passato Larson, inizia la sua rimonta nei confronti di Elliott, che riuscirà a superare al termine del giro 95 grazie ad un’uscita encomiabile di curva 4, che gli permette di imporsi sul rivale all’inizio del frontstretch.
Elliott, però, non ne vuole sapere e risponde immediatamente al fuoco con il fuoco. Il campione 2020, infatti, recupera la testa della corsa alla quarta curva del giro 98, nella quale, dopo aver preso l’interno, allarga la traiettoria in modo così evidente da obbligare Wallace ad alzare il piede dall’acceleratore per evitare di colpire le barriere. Inizia qui il declino evidente del nativo dell’Alabama.
Chase Elliott porta così la Chevrolet #9 di Hendrick Motorsports alla vittoria del secondo stage a Michigan. Jones, Suarez, Larson, Byron, Bell, Hocevar, Hamlin, Logano e Smith completano la top 10. La corsa riparte al termine della sosta generale, condita dal pass through di Gilliland.
L’inizio dell’ultima porzione di gara sorride a Elliott, che, grazie ad una spinta da parte di Bell, riesce, assieme al suo “draft partner”, a superare Byron, partito esterno, e a cambiare corsia una volta raggiunto il backstretch.
La corsa viene neutralizzata al giro 141, quando Smith, a seguito della foratura della gomma posteriore sinistra, va in testacoda e colpisce le barriere. I piloti sfruttano il momento propizio per svolgere la quarta sosta programmata. Gibbs lucky dog.
La ripartenza regala gioie a Byron, che, dall’interno, schizza davanti al gruppo in curva 1 grazie a una spinta da manuale del compagno Elliott, che riesce addirittura a superare Bell, leader della corsia esterna, alla 2 prima che quest’ultimo riesca a mettersi alla pari con lui.
La tesissima battaglia fra i due, purtroppo, finisce nel peggiore dei modi. Al giro 148, infatti, la vettura di Elliott, probabilmente per un’imprecisione del campione 2020, vira improvvisamente verso destra e colpisce quella di Bell. Entrambe le vetture schizzano contro le barriere esterne a una velocità spaventosa, riportando danni estremamente vistosi.
La potenza dell’urto è talmente elevata da danneggiare in modo importante le SAFER. Per questo motivo, la direzione gara interrompe la corsa per 20 minuti, il tempo necessario alla riparazione delle barriere di curva 4, il punto in cui le auto di Elliott e Bell hanno terminato la propria corsa. Gibbs lucky dog.
La ripartenza seguente premia Suarez, che esce allo scoperto in curva 4. Il messicano, scattato dalla corsia esterna, riesce a guadagnare la prima posizione dopo aver tenuto a bada Byron, interno, fino all’ultima piega del tracciato.
Ben presto, però, la pace car entrerà in pista per l’undicesima volta (un record al Michigan International Speedway). Al giro 155, Stenhouse Jr. tampona lievemente Hill all’uscita di curva 4. Il pilota di RCR perde così il controllo della sua auto, che vira verso l’interno e colpisce la fiancata delle Ford di Preece e Gragson, le quali vanno a loro volta in testacoda. Si genera così un secondo big one, in cui vengono coinvolti anche van Gisbergen, Berry, Ware, McDowell e Ty Dillon
L’esito dell’impatto è disastroso, dato che molti dei piloti coinvolti (nonostante qualcuno di essi tenti di ripartire) devono ritirarsi. La corsa di McDowell, Preece, Gragson, van Gisbergen e Stenhouse Jr. termina, infatti, durante la caution.
La ripartenza seguente, che si rivelerà in seguito l’ultima della giornata, premia (almeno all’apparenza) nuovamente Suarez, il quale riesce immediatamente a imporsi sul resto del gruppo dall’esterno. Lo scatto di Byron, interno, è tutt’altro che sensazionale, dato che Hocevar, originariamente in seconda fila, riesce a fare uno scatto verso sinistra e a superare il rivale in forza a Hendrick già in curva 1.
Una volta giunti sul backstretch, la lotta per la vittoria diventa una questione a due fra Hocevar e Suarez. Il giovane sulla #77, interno, sembra avere la meglio sul backstretch, ma il messicano sulla #9, dall’esterno, riesce a tornare su in curva 4.
La battaglia per la vittoria tra i due compagni di squadra terminerà sul frontstretch per via dell’arrivo di un avversario inaspettato. Hamlin, infatti, è uscito meglio delle due Spire in curva 4, e, grazie alla velocità accumulata, riesce a beffarli entrambi dall’interno, guadagnando così la testa della corsa al termine di due miglia al cardiopalma.
Hamlin getta così le basi per la sua fuga. Il veterano della #11, infatti, guadagna terreno sugli avversari miglio dopo miglio, riuscendo a creare un gap gigantesco entro il passaggio sotto la bandiera a scacchi. Gli unici eventi degni di nota sono la rimonta di Jones e il ritiro di Gibbs nei box, avvenuto al termine del giro 188.
Denny Hamlin vince la FireKeepers Casino 400 al Michigan International Speedway rifilando oltre 10 secondi al suo diretto inseguitore, Jones. Wallace, Larson, Hocevar, Suarez, Logano, Blaney, Buescher e Briscoe completano la top 10.
Denny Hamlin raggiunge le 63 vittorie di Kyle Busch nella Cup Series grazie al secondo “last-to-first” consecutivo, che corrisponde al terzo successo stagionale. Il quarantacinquenne nato a Tampa, Florida, dimostra grazie a questo centro di non essere mai stato così in forma, ma, soprattutto, di poter combattere con Reddick per il titolo.
I risultati odierni
La classifica della “FireKeepers Casino 400”
La classifica generale
Così in campionato a 11 gare dalla fine della regular season della NASCAR Cup Series 2026
Nonostante il ritiro, Tyler Reddick, pilota della Toyota #45 di 23XI Racing, guida ancora la classifica con 669 punti.
Le altre categorie
Truck Series: veni, vidi, vici per Corey Heim!
I prossimi appuntamenti
La NASCAR Cup Series tornerà in pista domenica 14 giugno per la sua sedicesima tappa stagionale, la The Great American Getaway 400 al Pocono Raceway. La classe regina delle stock car avrà, come categorie di supporto, la NASCAR O’Reilly Auto Parts Series e l’ARCA Menards Series.
Immagine: Media NASCAR
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