Tutti i big vanno a rotazione nei guai a Martinsville. Larson finisce in trappola, ma torna a pieni giri e controlla la situazione. Byron toglie punti al JGR e così a Miami a Kyle basterà un 28° posto
Paradossalmente sono stati i long run a provocare il caos a Martinsville, insieme ad un paio di caution al momento giusto (o sbagliato) per tutti i piloti ancora in lotta per il titolo. Kyle Larson aveva come obiettivo non perdere punti e praticamente lo ha fatto, ma che rischio a fine prima stage quando è finito a un giro e senza lucky dog perché non aveva cambiato gomme per i primi 130 giri. Per sua fortuna ha (quasi) trascinato con sé nella trappola anche Hamlin e Bell, con i tre a coprirsi strategicamente dall’inizio alla fine, e quindi facendo così ha finito per togliere punti preziosi alle Toyota mentre a prenderseli erano i compagni di squadra con Byron che ha portato a casa un tardivo cappotto (prima vittoria dell’anno) davanti ad Elliott.
Ora Larson va sull’amata pista di Homestead con un vantaggio di 67 punti di vantaggio su Bell e 70 su Hamlin con tutti gli altri fuori dai giochi. A Kyle a Miami basteranno nove punti, un 28° posto senza bonus oppure ancora meno con l’aiuto delle stage. Addirittura dopo il primo traguardo intermedio potrebbe arrivare la certezza matematica, quindi anche domenica prossima basterà controllare gli avversari.
La gara
La Paperclip di Martinsville è ormai il terreno di scena tradizionale del penultimo appuntamento stagionale dove per la NASCAR Cup Series potrebbe decidersi anche il titolo con un weekend di anticipo. Dopo il clamoroso finale di Talladega, infatti, Larson guida con 73 punti di margine su Hamlin, 74 su Bell, 79 su Briscoe, 100 su Logano e 107 su Blaney e a Kyle basterebbe chiudere la gara a +77 (a meno di stravolgimenti in tema di penalizzazioni) sul primo degli avversari per vincere il terzo titolo in carriera.
Il sabato è dedicato sia alle conferenze (fra cui una di Keselowski che dice poco o nulla di nuovo, solo che ha trovato un accordo con RFK in cui rimarrà per il momento puro azionista di minoranza mentre può cercare un altro team) e a libere+qualifiche. Nelle prove non ufficiali l’unico fatto di nota è nei primi minuti quando un problema all’acceleratore in curva4 fa piantare Chastain, Ware lo tocca col muso e Larson evita guai seri per un pelo.
Alla fine della sessione Preece è il più veloce (19.600″) davanti a Berry, Gilliland, Gibbs, Chastain, Hamlin, Hocevar, Elliott, McDowell e Bell; poca lucidità in casa #5 con Larson appena 29° dopo un primo stint dall’assetto non ideale, un secondo di confusione generale in quanto Kyle credeva di essere su gomme nuove e invece erano usate, un terzo decisamente più convincente. Nel complesso, tuttavia, non si riesce ad individuare un favorito netto una pista che sembra offrire un potenziale degrado sugli pneumatici.
Poi, in qualifica, a giocarsi al meglio le (ultime) carte è Denny Hamlin che conquista la pole position (il più anziano di sempre a Martinsville) in 19.226″ precedendo Gibbs, ma Larson è ottimo terzo davanti a Cindric, Logano, Preece, Bowman, Byron, Elliott e Berry, Briscoe 11°, Blaney 13°, Bell 14°, 37 le auto presenti (l’unica Open è la #66 di Bilicki) con Ware che ha saltato le prove ufficiali per i danni al muso.
Domenica è una giornata di sole di pieno autunno e persino Herbst dopo il botto di Talladega è pronto (legamento del polso ko, in caso di necessità è pronto Harrison Burton per sostituirlo in corsa). 500 i giri in programma (130+130+240) con 10 set di gomme a disposizione e un pieno stimato fra i 175 e i 190 giri.
Alla bandiera verde Hamlin scatta bene e rimane al comando, Larson invece rimane attardato dalla manovra concordata in casa JGR, deve rallentare per non finire troppo sotto a Gibbs e così viene aggirato da Preece. Ryan di slancio ci prova anche su Ty, ma si deve riaccodare e difendersi da Larson e Cindric. In coda alla top10 Byron e Bowman superano Berry.
Al terzo giro piccolo colpo di scena: Hamlin finisce lungo a causa di un piccolo problema in scalata dalla quarta alla terza (al punto che Denny per prudenza non toccherà più il cambio) e permette il sorpasso di Gibbs che allunga immediatamente e mette mezzo secondo di margine sul compagno di squadra. Cindric, che non era riuscito ad approfittare dell’esitazione di Preece, viene invece infilato da Logano. Anche Reddick ci prova su Berry, ma i due si scambiano solo vernice. Ben maggiore è il rischio corso fra Hill e Buescher (alla 400esima gara in Cup Series) mentre Chris attaccava in curva3 Gilliland.
A farsi notare nei primi giri è il team Hendrick: Byron apre la porta su Cindric e a seguirlo sono come un’ombra Bowman ed Elliott mentre Austin viene graziato (solo momentaneamente) da Berry che si accoda. Al giro 15 Hamlin prova a farsi sotto di nuovo a Gibbs e lo seguirà da vicino per i minuti successivi in cui inizia una fase di relativa calma in attesa del primo giro di doppiaggi. Da notare in questo momento il sorpasso di Bell su Reddick per l’11° posto e quello di un combattivo A.Dillon (colui che finora ha recuperato più posizioni) su un Blaney tutt’altro che felice dell’assetto in accelerazione.
Al giro 25 Gibbs riprende Bilicki e lo doppia, ma il vero giro dei -1 inizierà poco più tardi; per la cronaca Bilicki sarà il primo ritirato dopo 105 giri per problemi alla frizione. Dopo il doppiaggio di Ware, il primo vero ostacolo è quello di Stenhouse, ma Ricky oggi non ne ha. Il traffico porta al ricompattamento del gruppo di testa, al giro 40 Preece ha dimezzato (da due a uno) i secondi di ritardo e si fa pericoloso. La manovra di forza di Ty su Jones (che si allarga per evitare guai) porta la #60 a chiudere del tutto il gap.
Al giro 46 nuovo cambio al comando: Gibbs non tiene la corda in curva4, Hamlin accelera meglio, Ty capisce che non è intelligente chiudere e lottare e lascia passare il compagno di squadra. Preece intuisce che questo è il momento buono e si fa sentire subito col muso sulla #54. Con Hamlin di nuovo al comando, il suo ritardo da Larson scenderebbe virtualmente a 45 punti. Denny mette qualche metro, poi però fatica a doppiare il solito Nemechek. Chi è in difficoltà dopo una brutta qualifica è Hocevar, fuori nettamente dalla top20 ed ora passato da Keselowski e Ty Dillon.
Ai -75 Preece passa decisamente all’attacco vedendo che Hamlin non è lontano e innesca la battaglia con Gibbs, Larson e Logano tornano sotto mentre Denny guadagna 1″. Ci prova anche Joey ad infilare Kyle, ma la #22 si trova davanti in traiettoria Allmendinger.
Al giro 60 (fondamentale perché siamo poco prima di metà stage) Hamlin guida con 1.1″ su Preece, 1.8″ su Gibbs, 2.4″ su Larson, 2.5″ su Logano, 2.8″ su Byron, 6.3″ su Bowman, 6.6″ su Elliott, 6.9″ su Berry e 7.2″ su Cindric, Bell 11°, Blaney 15°, Briscoe 16°, 31 le auto a pieni giri.
Al giro successivo a sorpresa è Bell il primo ad andare ai box, infatti il passo da inizio gara si è alzato di 1″, tuttavia non sembra esserci un crollo nelle prestazioni per il momento; a seguire la #20 sono ai -66 Bowman con Blaney, ai -65 Byron con Cindric, Elliott, Reddick e Chastain. Al giro di boa di metà stage Logano infila in curva3 Larson, ma soprattutto Preece riprende Hamlin. La curiosità per Denny è tanta, perché è chiaro l’obiettivo strategico della #5: seguire la #11 in ogni passo mentre ormai la #20 ha seguito una strada diversa.
Mentre le soste proseguono (Zilisch con speeding, Hocevar, Berry e Wallace) ai -60 sono rimasti a pieni giri appena una decina di auto: Hamlin, Preece, Gibbs, Logano, Larson, A.Dillon, Briscoe, Buescher, Suárez e Keselowski. Dopo le soste Bell gira meglio dei leader, ma Byron davanti a lui sta prendendo un ritmo diverso.
Al comando, intanto, Hamlin inizia a “litigare” con chi ha gomme fresche, il primo è Gilliland che recupera uno dei due giri persi seguito da Wallace e Custer, ma poi seguiranno molti altri con una differenza di ritmo che varia fra 0.5″ e 1″, anche se i primi girano in 21.0″ come 15-20 giri prima. Ai -54 Gibbs e A.Dillon pittano finendo un po’ in un limbo strategico.
Mentre Hamlin riprende Keselowski, Byron è ormai nei paraggi da lucky dog e anche Preece torna sotto alla #11 quando siamo ai -50 quando il pit di Suárez lascia per un attimo sette auto a pieni giri, infatti passano pochi secondi e Byron scavalca Hamlin e si mette al sicuro. Denny ha più difficoltà a superare la #6 che riesce a tenerlo all’esterno e, mentre William se ne va, Preece segue la #24 e Ty Dillon scavalcando poi anche la Toyota in curva1.
Ai -45 Preece è dunque al comando e mette subito 0.8″ su Hamlin, Logano è a 2.9″, Larson un po’ staccato a 4.7″, poi più lontani Briscoe e Buescher vicini a circa 12.5″, infine Byron a 19.0″, dunque una lunga trafila di auto a un giro con Hocevar e Suárez a -2.
Ormai chi ha tirato dritto non può più fermarsi, siamo a due terzi di stage e pittare ora sarebbe un suicidio tattico. Per loro serve quindi una caution o sperare che le gomme reggano, anche se il 20.8″ di Preece a pista libera fa ben sperare. Dietro di lui, intanto, Gibbs firma il giro più veloce e Bell riprende Keselowski, poi in poco tempo anche lui passerà Brad e poi sdoppierà, non prima però di essere scavalcato proprio da Gibbs. Byron, intanto, ai -40 gira mezzo secondo meglio del leader e di questo passo potrebbe anche tornare in corsa per punti pesanti.
Chi invece va in difficoltà è Hamlin che, a questo punto, perde decimi ogni giro e nel traffico finisce a 3″ da Preece; non solo, ora sarebbe a -67 da Larson. Ai -35 Byron entra in top5, ma la #60 vola malgrado molti si stanno sdoppiando attorno a lui. Al giro 100/500 (dunque ai -30 nella prima stage) Preece ha addirittura 5.1″ su Hamlin, 6.3″ su Logano, 8.7″ su Larson, 11.1″ su Byron (che dunque ha già recuperato mezzo giro), 14.6″ su Briscoe, 15.3″ su Gibbs, 16.1″ su Buescher, 17.7″ su Bell e 18.5″ su Bowman mentre a pieni giri ci sono anche Elliott, Cindric e Chastain, Berry virtuale lucky dog davanti a Reddick, Blaney e Wallace.
I sorpassi non mancano e chi ha gomme (relativamente) più fresche avanza come una lama nel burro. Gibbs scavalca Buescher e Briscoe, Byron è ormai a poco più di 1″ da Larson e in un paio di tornate scavalca il compagno di squadra, Blaney si sdoppia, Hamlin viene ripreso da Logano ed ormai è ad oltre 6″ da Preece che gira comunque molto meglio dei colleghi di strategia azzardata.
Byron è scatenato, nemmeno il tempo di accorgersi e ai -20 ha passato prima Logano e poi Hamlin con Joey che riesce ad approfittarne ed infilare pure lui la #11. 7.1″ il ritardo della #24 dalla #60 e la possibilità di riprenderla c’è. Ora a finire nei guai sono davvero i big della generale, non tanto Hamlin, bensì Larson che in accelerazione sbanda vistosamente e il 22.0″ quando viene passato da Gibbs è lampante.
Detto che Preece sembra essere un discorso a sé stante, nei giri finali Logano, Hamlin, Larson e Briscoe precipitano in classifica, finendo per perdere ben più dei punti stage. Chi ringrazia è Bell che può invece recuperare terreno in classifica generale. Ai -10 Byron è ormai a 2″ e il destino di Preece è segnato con il sorpasso facile che arriverà ai -6. Anche la #60 deve alzare il piede e subirà anche il sorpasso di un Gibbs altrettanto scatenato.
Gli ultimi giri sono ricchi di tensione: il ritmo di Byron è insostenibile e davanti a lui si profilano nell’ordine addirittura SVG, Briscoe, Larson ed Hamlin. Il più in crisi dei quattro è proprio il leader del campionato, sbanda ancora in accelerazione e Chase lo infila con Hill. Byron è arrivato su di lui, ma non può alzare il piede (anche perché non si rende conto che lo sta per doppiare), infatti Gibbs è a meno di 1″ da lui. Il sorpasso arriva ai -2, ma Larson non ha carte per difendersi, Suárez (che ha pittato) è più veloce e lo passa pure lui togliendogli pure il lucky dog.
Byron vince una prima stage molto particolare a livello strategico davanti a Gibbs (+0.25″), un clamoroso Preece (+2.4″), Bell (+5.0″), Berry (+6.6″), Bowman (+8.4″), Cindric (+8.6″), Chastain (+9.6″) ed Elliott (+10.5″), a pieni giri anche Wallace, A.Dillon, Blaney, McDowell, Gilliland, Logano, Hamlin, Hill, Smith, van Gisbergen e Briscoe. Suárez come detto è il lucky dog dal 22° posto e intrappola a -1 Larson (nervoso via radio), ma anche Buescher e Hocevar. In classifica generale effettivamente Larson a +67 su Bell e +73 su Hamlin, virtualmente a +41 e +67.
Tutti vanno ovviamente ai box e Byron rimane al comando su Gibbs, Bell, Preece, Bowman, Cindric, Elliott, Berry, Chastain e Reddick, Hamlin 15°, wave around per Custer. Ripartenza ai -119 nella seconda stage e ora a tutti è chiaro quale sia la strategia migliore. La #24 non perde la prima posizione in una top5 invariata mentre Larson rimane virtuale lucky dog. Chi invece paga forse ancora di più è Hamlin che nel traffico e dopo aver perso la track position, non ha una vettura in grado di superare e rimane imbottigliato con Logano alle spalle e Briscoe nella stessa situazione e ancora più indietro. Non aiuta poi il fatto che ai -106 Joey infili Denny.
Davanti, intanto, Byron e Gibbs provano l’allungo, ma Bell con uno sforzo stacca il plotone e torna sotto ai due lasciando Preece a 3″. Christopher sente che questa è l’occasione buona per recuperare tanti punti e supera Gibbs che, ancora una volta, non ostacola il compagno di squadra coinvolto nella lotta per il titolo. William però ne ha di più e terrà sempre a bada la #20, allungando in progressione.
Ai -100 per Larson torna l’allarme rosso, infatti la wave around di Custer sta saltando e Byron lo doppia con Kyle che è molto distante dalla #41, tuttavia Cole di lì a poco – a strategia svanita senza caution – va ai box (fa pure speeding) e rimette la #5 nella posizione del lucky dog, seppur ora virtualmente solo a +36 su Bell. Ai -90 Byron ha 1″ su Bell ed ora può mettere nel mirino Suárez per doppiare pure lui; nel frattempo Hamlin ripassa Logano e poi attaccherà anche Gilliland con il tandem #22-#11 che passerà. Briscoe acuisce la sua crisi col sorpasso subito da SVG.
Ai -85 di colpo Bell cede decimi ulteriori da Byron e viene ripreso da Gibbs, ma a svegliarsi anche in questa stage è Preece che riprende e passa di slancio Ty e poi in un paio di tornate anche Christopher piazzandosi a 1.8″ da una #24 leggermente sottosterzante nei doppiaggi. A -70, mentre anche Suárez toglie le castagne dal fuoco a Larson pittando pure lui, Byron guida con 1.7″ su Preece, 2.3″ su Bell, 3.2″ su Gibbs, 3.7″ su Elliott, 4.4″ su Bowman, 5.2″ su Chastain, 6.0″ su Cindric, 6.5″ su Berry e 8.4″ su Wallace, poi Blaney, Reddick, Hamlin e Logano con Briscoe 18°.
Ad aprire ai -69 il giro di soste di metà stage stavolta è proprio Hamlin con Briscoe e McDowell, al passaggio successivo Berry, Wallace, Blaney, Reddick (che stava per essere passato da Denny in curva2 quando questo si è tuffato ai box) e Logano, ai -67 Bowman, ai -66 Gibbs. Rimangono a pieni giri appena in sei auto (Byron, Preece, Bell leggermente loose, Elliott, Chastain, Gilliland) mentre Larson tira dritto e cerca di tenere il lucky dog che però sfugge perché Gibbs esce dalla pit lane davanti a lui.
Poi, ai -62 nel bel mezzo del giro di soste, una caution che può rappresentare un terremoto: Hocevar con gomme fresche tenta di aggirare Byron in curva4, ma perde il controllo e finisce in testacoda, per molti dietro le quinte intenzionalmente. Al giro 200/500 questa sembra una ulteriore beffa per Larson che perde il lucky dog, invece facendo i conti si salva perché così guadagna parecchie posizioni in pista. I colpi di scena non sono finiti qua: vedendo l’incidente davanti a lui, Bell ha provato a tuffarsi ai box prima della bandiera gialla, ce la fa ma commette speeding.
Dopo il termine del giro di soste, la classifica rivoluzionata vede Byron rimanere al comando su Preece, poi Elliott, Chastain e Gilliland, poi in classifica il lucky dog Gibbs e le wave around di Bowman, Berry, Wallace, Blaney, Reddick, Logano, Hamlin, infine il penalizzato Bell che precipita al 14° posto e Larson che è di nuovo il primo dei doppiati ma ora è 15°. A -1 anche Cindric, SVG e Briscoe. La classifica in pista però è diversa alla ripartenza, visto che lucky dog, wave e penalizzati devono partire dietro a chi è “regolarmente” a -1 o più come il gruppo Larson con un buco di circa 4″ che si creerà dopo la ripartenza.
Bandiera verde a 56 giri dalla fine della seconda stage e Byron scatta bene a differenza di Preece, al punto che Elliott riesce a seguire il compagno di squadra. Manca il 60% della corsa, ma praticamente la #24 e la #9 non si staccheranno più dalle prime due posizioni e sono i migliori alleati di Larson che è virtualmente a +66 su Bell e +71 su Hamlin. Kyle è invischiato in una involontaria lotta con Gibbs, poi dopo un paio di giri capisce la situazione e non insiste.
A questo punto si entra nel torbido della corsa. Cindric e Hocevar non sono nemmeno in lotta per la posizione, Austin è 16° a -1 e Carson 26° a -2 eppure iniziano a lottare, ma succede qualcosa che fa innervosire la #77 al punto che si mette a fare brake check (palese ed evidente) sulla #2. Ma non una volta, non due, addirittura quattro o cinque fino a quando Cindric non lo tampona e il muso (che nelle scorse settimane sugli short track ha subito delle modifiche per deformarsi di più) si distrugge costringendo la Ford prima ad una sosta e poi al ritiro. Mentre Hocevar prosegue facendo lo gnorri (si prevedono penalità in settimana), la NASCAR si trova con molti grattacapi: per evitare che i piloti usassero un muso troppo rigido per usarlo come arma impropria di attacco hanno cambiato la struttura interna, ora hanno sortito l’effetto opposto trasformando nel brake check in una arma addirittura pericolosa.
Nemmeno il tempo di metabolizzare e davvero rendersi conto di cosa sia successo, ecco che arriva la caution ed è un’altra di quelle potenzialmente esplosive, anche se poi non ci saranno dichiarazioni in merito. 3-wide sfalsato sul traguardo con la #11 davanti alla #20 e alla #22, Logano arriva leggermente lungo, Bell appena chiude per attaccare Hamlin e la toccata della Ford da dietro a catena che manda in semplice testacoda le due Toyota in lotta per il titolo diventa un mezzo patatrac. Il giro 215 è la svolta perché sia Bell che Hamlin perdono di nuovo posizioni, ma soprattutto Larson torna a pieni giri.
Ringraziano anche le wave around che possono pittare con tranquillità, dunque alla ripartenza dei -37 Byron guida su Elliott, Preece, Chastain, Gilliland, Gibbs, Wallace, Logano, Reddick, Berry, Blaney, Bowman, Hamlin, Bell e Larson per un totale di 15 auto a pieni giri.
Ancora una volta la coppia Hendrick scappa via, Chastain prova a tenere l’esterno di Preece e avanza. Sulla #60 arriva Gibbs, ma al giro successivo nuovo patatrac: la posteriore destra di Ryan (evidentemente mal fissata) cede e il cerchione parte per la tangente, Preece finisce in testacoda ma per fortuna evitato da tutti. Lucky dog per van Gisbergen mentre la #60 si prende i canonici due giri di penalità che lo tolgono da una possibilissima top5.
Nuovo restart con Byron su Elliott, Chastain, Gibbs, Logano, Gilliland, Berry, Wallace, Reddick, Bowman, Blaney, Bell, Hamlin, Larson (ora a +65 sulla #20 e +72 sulla #11) e SVG. Glli ultimi 28 giri della stage vedono il ritorno della calma apparente con la coppia Hendick davanti, Gibbs tenere a bada Chastain dall’esterno, Larson guadagnare alla ripartenza passando la coppia JGR prima di dover scendere a più miti consigli (anche perché è ancora loose in accelerazione) e lasciar andare i due rivali per il titolo.
Cede di colpo invece Bowman che perde tre posizioni di cui una a Bell che vede la top10 davanti a lui e rappresentata da Reddick. Gibbs ci prova a rimanere con i leader, ma alza in fretta bandiera bianca. Ai -7 nuovo colpo di scena: Blaney ha ripreso Berry e anche fra i due c’è una piccola scaramuccia. Josh è più efficiente di Hocevar e a lui basta un solo brake check (ad un quasi compagno di squadra!) per mandare ko il muso della #12 che prosegue fino alla curva successiva dove finisce in testacoda sui fluidi persi dal suo stesso cofano. Dunque, Penske si ritrova due vetture nel garage e praticamente ko per lo stesso identico motivo.
Byron vince dunque dietro la pace car anche la seconda stage (e alla ripartenza precedente ha registrato pure il giro più veloce) davanti a Elliott, Gibbs, Chastain, Logano, Wallace, Berry, Gilliland, Reddick e Bell che ringrazia per il punto guadagnato, poi Bowman, Hamlin, Larson, van Gisbergen e il lucky dog A.Dillon a riportare ancora 15 auto a pieni giri, Briscoe 17° a -1 come Suárez, Buescher a -2 con Preece (e pure Keselowski) e Hocevar. In classifica generale Larson a +66 su Bell e +73 su Hamlin, virtualmente la situazione è molto simile con un +63 e un +72 che fa tornare la calma al box #5.
Il nuovo giro di soste lascia Byron al comando su Elliott, Logano, Gibbs, Chastain, Wallace, Berry, Gilliland, Bell e Reddick, Hamlin 11°, Larson 13°, wave around per Briscoe, Hill, Zilisch, Suárez e McDowell. Green e caution subito ai -238: inutile testacoda di Ware (pare tutto da solo) che salva appunto questi ultimi citati e rimette a pieni giri pure Zane Smith.
Con classifica praticamente invariata iniziano così gli ultimi 230 giri di gara e, a differenza di quelli precedenti, non ci saranno grossi scossoni, anzi. Non ci sarà nemmeno un incidente in pista e il long run da 230 giri sarà il più lungo a Martinsville addirittura dal 1987. Inevitabile dunque che chi era già veloce lo metta in pratica anche adesso e che il margine virtuale di Larson (62 punti su Bell) rimanga quasi invariato.
Byron mantiene il comando davanti a Elliott, poi Logano, Gibbs e Wallace con Bubba di lì a poco scavalcato da Chastain mentre non si muovono né Bell, né Hamlin, né Larson. Kyle è quello più vulnerabile in quanto alle spalle ha direttamente le ex wave around che hanno potuto montare gomme (leggermente) più fresche e possono attaccarlo. Ma a farlo sarà solo Hill e solo per qualche tornata, nel frattempo Austin riprende il compagno di squadra Dillon davanti a lui ed i due attaccano con successo Hamlin. Bell si muove e passa un Reddick non del tutto convincente al punto che verrà passato anche da Bowman. Ai -220 la #20 supererà anche Gilliland (e virtualmente scende a -58 da Larson), ma si arena su Berry mentre Briscoe davvero non ne ha oggi e rimane 19°. Custer, invece, in una lunga sosta ai box perde una decina di giri per problemi al motore.
Ai -200 Byron guida senza patemi con 0.8″ su Elliott, 1.2″ su Logano, 2.2″ su Gibbs, 3.8″ su Chastain, 4.6″ su Wallace, 5.1″ su Berry, 5.4″ su Bell, 6.5″ su Gilliland e 7.1″ su Bowman, Hamlin 14° a 9.5″, Larson 16° a 10.6″. Mentre inizia un nuovo giro di doppiaggi, ci si interroga sul possibile pattern delle soste, ma appare chiaro fin da subito che la soluzione è quella di dividere l’ultima stage in tre stint da 80 giri e infatti così avverrà.
Byron ancora una volta procede metodicamente nei doppiaggi, solo all’inizio Smith resiste un po’. Ai -180 emerge un outsider che poteva essere messo nella lista dei possibili protagonisti, ovvero Shane van Gisbergen. Il neozelandese passa in rapida sequenza Reddick e Bowman ed entra in top10. Davanti, intanto, Elliott sfrutta – dopo aver staccato Logano – il doppiaggio di Suárez e T.Dillon per riprendere Byron. Ora il prossimo nella lista è Briscoe
Reddick è il primo ad andare ai box ai -164 seguito al giro successivo dalla coppia Hamlin-Larson, poi Wallace con Bell, Gibbs aspetta i -159, Elliott i -158, Byron e Logano i -157 e qui Joey esce di scena perché una ruota non viene fissata bene e al passaggio successivo è già in pit lane a montarla di nuovo per bene. Il giro di soste prosegue senza ulteriori scossoni a parte Briscoe che cerca di andare lungo puntando ad una caution che non arriverà mai; si arrenderà ai -143. A turno concluso (-140), Byron guida ancora con 0.4″ su Elliott, 2.9″ su Gibbs, 5.2″ su Wallace, 7.2″ su Bell (che ha guadagnato qualcosa), 8.4″ su Chastain, 9.2″ su Reddick, 9.5″ su Hamlin, 10.6″ su Larson e 11.0″ su Berry che ha più passo e supererà di lì a poco Kyle. A pieni giri anche SVG, A.Dillon, Gilliland, Bowman e Zilisch.
Da qui in poi altra fase tranquilla con pochi sorpassi: Berry non si ferma Larson e supera anche Hamlin e Reddick, Chastain torna in top5 davanti a Bell e lo lascia sul posto, poi Ross replica su Wallace. Larson approfitta invece della #45 decisamente fuori ritmo e lo passa venendo seguito da van Gisbergen. Il neozelandese prosegue per la sua strada e si mette alle spalle anche la #5 e poi pure la #11. Byron intanto mette 1″ su Elliott, nei doppiaggi sempre più impegnativi non solo non perde ma guadagna e ai -110 piazza il break.
Ai -100 Byron guida con 2.3″ su Elliott, 4.3″ su Gibbs, 9.8″ su Chastain, 12.3″ su Wallace, 12.7″ su Berry, 15.2″ su Bell, 15.6″ su van Gisbergen, 16.7″ su Hamlin e 17.6″ su Larson, a pieni giri poi solo A.Dillon a 18.6″ e Reddick a 20.7″. Sul finire dello stint altri due sorpassi notevoli, quello di Berry su Wallace e quello di SVG su Bell, fatto che mette in classifica la #20, la #11 e la #5 proprio una dietro l’altra. Christopher proprio non ne ha e ai -90, quando Byron è arrivato a 3″ di margine su un Elliott quasi ripreso da Gibbs, viene superato anche da Hamlin. Larson non ne approfitta perché è scivolato più indietro e Dillon lo ha scavalcato.
Nemmeno il doppiaggio di Reddick ferma la #24 che porta il suo margine ai -85 a 4″, proprio quando è Bell a iniziare l’ultimo giro di soste, Hamlin copre al passaggio successivo poi arrivano Berry ai -82, Elliott e Wallace ai -80, Byron e Larson ai -78, Gibbs ai -77, Chastain ai -76, Briscoe va ancora lungo, Logano invece ha avuto un’altra sosta disastrosa ripartendo ancora con il wrench incastrato, dovendo fermarsi e fare retro; si chiude così per lui una lunghissima striscia di top10 a Martinsville.
In uscita dai box l’ordine di vetture vede Larson “davanti” a Byron e Reddick, Tyler riesce a sdoppiarsi approfittando della estrema prudenza di William che torna in testa ai -69 con il pit stop della #19. Ai -65 Byron guida con 1.8″ su Elliott, 4.6″ su Gibbs, 8.7″ su Berry, 10.7″ su Wallace, 11.2″ su Hamlin, 13.5″ su Bell, 14.8″ su SVG, 16.0″ su A.Dillon, 19.0″ su Larson e 19.8″ su Reddick. Kyle a questo punto, dall’alto di un virtuale +63 sulla #20 e +69 sulla #11, può mettere i remi in barca.
Dopo il doppiaggio di Reddick (poco dopo passato anche da un Chastain, pure lui vittima di un’ultima sosta disastrosa) arriva infatti anche quello di Larson dato che la #9 stava recuperando sulla #24 e quindi Byron deve muoversi per non perdere la vittoria. Da qui in poi poco o nulla, solo qualche assestamento di situazioni già intuite in precedenza: un Hamlin non contento delle manovre di Wallace davanti a lui finisce per venire passato da SVG che poi si mette alle spalle anche Bubba, Dillon scavalca Bell, ai -45 la #11 passa alla fine la #23, pure Bell finisce doppiato, la #3 avanza ancora e supera Wallace che poi finisce a -1. L’epilogo, forse anche del campionato, è nei 10 giri finali con il sorpasso di Larson su Bell.
William Byron vince (anzi domina, 362 giri in testa su 500) la sua prima gara stagionale a Martinsville precedendo Elliott (+2.0″), Gibbs (addirittura a 13.1″), Berry (+14.0″), un notevole van Gisbergen (+16.2″), Hamlin (+19.1″) e A.Dillon (+21.1″) per appena sette auto a pieni giri, mai così poche a Martinsville dal 1998. A chiudere la top10 Wallace, Larson e Bell, sempre a -1 Chastain, Reddick, Bowman, Briscoe, Gilliland, McDowell e ZIlisch, Logano 18° a -2 come Hocevar e Preece, Buescher a -3 come Suárez crollato nel finale.
Kyle Larson non festeggia in anticipo, ma può ritenersi più che soddisfatto, visto anche come era finita la prima stage: andrà a Miami con 67 punti di margine su Bell e 70 su Hamlin. In sintesi, gli basterà – fra le tante – una delle seguenti combinazioni: che né Bell, né Hamlin vincano, un terzo posto nella prima (o seconda) stage, un 28° posto al traguardo, una domenica da nove punti totali. Lo champagne è in frigo, ma rimane lì per scaramanzia in caso di Larsonata.
I risultati odierni
La classifica della “Xfinity 500”
La classifica generale
Così in campionato a 1 gara dalla fine della Chase della NASCAR Cup Series 2026
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I prossimi appuntamenti
La NASCAR – almeno quella in terra USA, Messico e Brasile sono ancora in corsa – sta per giungere all’epilogo. Nel prossimo weekend sull’ovale di Homestead a Miami si assegneranno tutti e tre i titoli, stavolta però non partendo tutti alla pari bensì in base alle classifiche accumulate durante la Chase.
Nella notte fra venerdì e sabato nella Truck Series (bandiera verde all’1:30) Kaden Honeycutt scatterà con 20 punti di margine su Layne Riggs, sabato alle 23:00 nella OAP Series Justin Allgaier partirà con 22 punti di margine sul primo degli inseguitori con ben cinque piloti ancora in corsa per il campionato, infine domenica alle 21:00 nella Cup Series Kyle Larson dovrà difendere i 67 punti che ha su Bell. Tutte e tre le gare, come di consueto, saranno in diretta streaming su P300.it.
Immagine: Media NASCAR
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