NASCAR | Cup Series: Logano vince a Nashville al quinto overtime!

NASCAR | Cup Series: Logano vince a Nashville al quinto overtime!

NASCAR
Tempo di lettura: 31 minuti
di Gabriele Dri @NascarLiveITA
2 Luglio 2024 - 10:00
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Bell vince le prime due stage poi finisce a muro. Hamlin ad un passo dalla vittoria prima di un finale mai visto. Il pieno di Logano dura 110 giri fino alla bandiera a scacchi che rompe un lungo digiuno


Il Music City Miracle, fino a ieri, era quello dell’8 gennaio 2000 quando all’Adelphia Coliseum di Nashville il tight end dei Tennessee Titans, sotto 16-15 contro i Buffalo Bills a 16″ dalla fine, Frank Wycheck con un passaggio laterale lanciò la corsa da 75 yard di Kevin Dyson per un touchdown a tempo scaduto che consegnò la vittoria alla squadra di casa.

Da oggi c’è un secondo Music City Miracle, quello di Joey Logano (e del suo team) al Nashville Superspeedway. La #22 del Team Penske, infatti, ha fatto durare il pieno di carburante, favorito ovviamente da numerose caution, addirittura 110 giri rispetto ai circa 80 previsti. Il tutto avanzando nel corso di cinque estenuanti overtime (record assoluto pareggiato in NASCAR) che hanno prolungato la corsa di addirittura 31 giri rispetto ai 300 previsti. Logano, così, interrompe un digiuno durato oltre un anno, ma ora può godersi una sospirata qualificazione ai playoff.

La gara

Reduce dalla tappa in New Hampshire, il circus della NASCAR Cup Series fa rotta verso Nashville per una gara giovane ma che è vissuta con molta passione dal pubblico. Una passione focosa più per il clima torrido con temperature alte e umidità ancor più elevata.

La settimana è passata attraverso tre notizie di rilevanza notevole. La prima è stata l’ufficializzazione di quanto si sapeva già lo scorso weekend, ovvero l’approdo nel 2025 di Chase Briscoe al Joe Gibbs Racing. Un annuncio che Christopher Bell aveva spoilerato ma che i PR del JGR hanno saputo trasformare, con molta abilità, in una occasione per attrarre ancora più visualizzazioni sull’evento.

La seconda, a metà settimana, vede invece un comunicato del Richard Childress Racing in cui si annuncia il pensionamento con effetto immediato di Andy Petree, già sulla graticola dopo la pessima gestione della discussione fra Austin Hill e Sheldon Creed a Martinsville l’anno scorso, e la sua sostituzione nel ruolo di competition director ad interim con Keith Rodden, ex crew chief già votato dai social come uno dei peggiori nel suo ruolo negli anni recenti in Cup Series (coincidenza: l’unica sua vittoria in Cup Series è stata la Brickyard 400 del 2017 con Kasey Kahne, probabilmente una gara dal finale altrettanto pazzesco come quello di Nashville). In sintesi, la soluzione al momento difficile in casa RCR sembra ancora lontana.

L’ultima è davvero una bomba: da settimane sui social ci si chiedeva del perché Aric Almirola non fosse stato più schierato in Xfinity Series dopo Charlotte e un account Twitter aveva buttato lì una storia: un alterco durante un competition meeting in casa Toyota con Bubba Wallace. Storia vera o falsa, finora non c’erano state conferme. Poi in settimana Jordan Bianchi, uno dei giornalisti più sul pezzo con notizie di questo tipo, con un articolo conferma in sintesi la notizia talmente falsa che invece risulta vera.

L’alterco c’è stato in casa Toyota e a istigarlo è stato Almirola che con Bubba non ha mai avuto buon feeling con lui, né ai tempi dell’infortunio di Aric in Kansas (con Wallace a sostituirlo), né in una recente Coca-Cola 600 in cui durante una bandiera rossa i due ebbero modo di scambiarsi gli auguri di buon Natale per l’ultima volta. Da casa Toyota nessuna conferma, da Almirola nessuna parola e allora a parlare a sorpresa fra le righe è proprio Wallace che per primo conferma ufficialmente che qualcosa è successo ma “non posso dire troppi dettagli, altrimenti qualcuno perde la faccia da bravo ragazzo” e il riferimento è ovviamente al padre di famiglia e buon cristiano (a parole) Almirola.

Sabato è il giorno in cui scende in pista la Cup Series per la prima volta e la giornata è davvero torrida, ma non arrivano i temuti temporali pomeridiani. Sempre se si esclude quello metaforico in casa #51 con i commissari che notano una modifica non autorizzata in seguito ai controlli tecnici e quindi Haley viene punito con la partenza dal fondo (disputerà ugualmente a sorpresa le qualifiche), un drive through da scontare a inizio gara e l’espulsione del car chief.

Quella di Nashville, dopo la cancellazione per pioggia in New Hampshire, è anche la prima occasione per vedere in pista il format di qualifica inutilmente e cervelloticamente modificato per le lamentele dei piloti che ritenevano il Gruppo B sfavorito rispetto all’A per il minor tempo di recupero della fase finale. E così, dopo un primo round identico a quello degli ultimi anni, il secondo round diventa una lotta in sintesi per la prima fila o poco altro. Infatti, i piloti dal terzo al decimo posto vengono riordinati, in base ai tempi ottenuti in questa fase, a seconda del gruppo da cui provenivano e messi o nella fila interna o in quella esterna.

Questo sfavoritismo del Gruppo B a volte è stato esagerato dai piloti stessi, ma nelle libere viene fuori chiaramente. Bastano pochi minuti, la temperatura che si alza di qualche grado sul cemento di Nashville e Keselowski, il più veloce della seconda metà, è solamente 12° nella classifica combinata dietro ad un Gibbs in forma, Blaney, Wallace, Chastain, Gilliland, Larson, Logano, Cindric, McDowell, Reddick e Allmendinger.

Dal Gruppo A avanzano Larson (sceso in pista per ultimo), Berry, Reddick, Gibbs e Cindric, dal Gruppo B, invece, Hamlin, Bell, Byron, Buescher e Keselowski. E qui, come detto, il format si complica. Scendono in pista i piloti del Gruppo A e il migliore di questi è Berry che quindi si assicura la prima fila mentre Larson, Reddick, Gibbs e Cindric comporranno la corsia esterna delle file 2-5.

Arrivano poi quelli del Gruppo B. Keselowski, Byron e Buescher fissano in ordine tempi più lenti di quelli della #4 che dunque rimane in pole provvisoria, il tutto fino all’arrivo di Bell prima ed Hamlin poi a scalzare Berry dalla vetta. Hamlin dunque in pole position a Nashville davanti a Berry, Bell, Larson, Keselowski, Reddick, Byron, Gibbs, Buescher e Cindric. Bene Austin Dillon 11°, male Busch 27°. Male anche il resto del Team Penske con Blaney 18° e Logano 26° ma anche Trackhouse con Chastain 20° e Suárez 31°. Due le auto Open presenti, la #50 del 23XI Racing con Corey Heim (29°) e la #66 del MBM Motorsports con Chad Finchum (38esima e ultima).

La domenica è bollente come il sabato, ci sono poco più di 30 °C ma la temperatura percepita è quasi di 40 e ovviamente quella nell’abitacolo sfiora i 50. La maggior parte dei piloti sono ormai dotati della cool suit che mantiene sotto controllo la temperatura del busto tramite il ricircolo di acqua fresca, tuttavia questa è una tecnologia ancora molto perfettibile e, dopo la gara della Xfinity Series, anche quella della Cup vedrà parecchi malfunzionamenti.

Pronti via senza ulteriori problemi meteo, ma dopo nemmeno un secondo tutti i crew chief sono a guardare i radar e all’orizzonte, malgrado un cielo ancora limpido, si scorge un possibile fronte pericoloso a 35 miglia, anche se probabilmente l’unico della giornata. A Nashville ci sono le luci, quindi la speranza di disputare prima o poi tutti e 300 i giri in programma (400 le miglia su questo cookie cutter ristretto da 1.333 miglia) ci sono.

Hamlin dall’interno rimane al comando mentre Berry perde terreno subito, Larson lo infila subito, Josh cambia corsia ma la decisione non è assecondata dalla vettura e quindi la #4 scende prima al settimo posto, poi all’ottavo dopo essere stato passato anche da Gibbs. La nuova top5 vede dunque Hamlin su Bell, Larson, Keselowski e Reddick. Haley sconta subito la penalità ed esce dai box con 29″ di ritardo da Denny su una pista su cui all’inizio si gira in 30.5″.

Hamlin sullo scatto ha guadagnato mezzo secondo di vantaggio sul compagno di squadra Bell che nei giri seguenti mantiene. Dietro di loro il gruppo si mette in fretta in fila indiana nelle prime posizioni e in una di queste manovre Elliott si tocca con qualcuno senza danni. In coda c’è più battaglia con LaJoie che si difende da Briscoe che, dopo un blocco subito da Corey, perde la posizione da Preece un Busch ancora in coda.

Il gran caldo riduce l’aderenza e le auto sono in gran parte loose. Il primo ad aprirsi via radio è Blaney, in quel momento poco fuori dalla top15, che si lamenta di come la sua Ford scivoli in curva4 sul cemento di Nashville. Poi per Ryan arriveranno anche delle vibrazioni ai freni.

Dopo un rapido inseguimento Hamlin colma il secondo di ritardo di Haley, tuttavia Denny si intestardisce sulla corsia interna e così quando al giro 17 la #51 scivola leggermente con Justin che deve alzare il piede, la #11 per poco non tampona la Ford. Bell deve solo allargarsi, aggirare i due che ha davanti e passare al comando. Dietro di loro, praticamente in contemporanea, Keselowski supera Larson per la terza posizione. Haley in pochi giri viene raggiunto fra i doppiati anche da un Finchum al volante di una #66 ancora alle prime esperienze in materia di Next Gen.

Bell sembra poter allungare su un gruppo che sembra essersi assestato e che vede pochi cambi di posizione. Elliott entra in top10 ai danni di Cindric che poi verrà scavalcato anche da Wallace, poi Gibbs supera Byron per il sesto posto, Reddick resiste in top5 malgrado un po’ di fumo nell’abitacolo (residui di gomma nello scarico) e un cruscotto che fa le bizze. A pista libera Keselowski non recupera e dopo 25 giri ha 3″ di ritardo dalla vetta.

I giri passano e a sorpresa Larson rimbalza indietro staccandosi da Keselowski mentre emerge Gibbs che scavalca Reddick e vede non troppo distante proprio la #5. In casa Toyota meno bene Truex che, dopo aver attaccato Dillon insieme a Blaney, rischia di essere travolto dalla #3 e Martin non la prende bene.

La gara è divisa in tre parti quasi uguali da 90, 95 e 115 giri, dunque ci si aspetta una sosta attorno al giro 45. E invece Bowman, Dillon e Busch (che complica una giornata già difficile arrivando lungo nello stallo) vanno ai box già al giro 36, nettamente in anticipo sulla media. Al giro successivo è la volta di un sottosterzante Chastain e poi al 38 del primo dei big, ovvero Keselowski. Al giro 39 è la volta dei leader Bell, Hamlin e Larson (appena superato da Gibbs). Ty prosegue fino al giro 41 lasciando il comando a Reddick.

È proprio Reddick insieme a Byron ad arrivare fino a metà stage esatta, ma altri piloti decidono di tirare dritto, infatti il degrado delle gomme è tutt’altro che notevole. Gli audaci di questa stage sono McDowell, Logano, Stenhouse, Gilliland, Hemric, Nemechek ed Haley con quest’ultimo costretto a evitare il doppiaggio. Busch intanto omologa la gara dicendo via radio che la sua vettura è “completamente spazzatura”, in fretta c’è tanto sottosterzo e la posteriore sinistra è andata.

Nemechek saluta la compagnia al giro 48 e torna in fondo alla classifica prendendosi pure una penalità per speeding, gli altri invece proseguono alla notizia che il temporale è dato a 45-60′. Mentre Elliott ha un po’ di vibrazione ai freni, Bell ed Hamlin risalgono la classifica separati da circa mezzo secondo. Di questa fase nel traffico, nello specifico nel sorpasso su Stenhouse, Larson ne approfitta per tornare davanti a Keselowski.

Quanto dura il pieno? Si dice circa 70 giri, forse anche 75, e allora siamo già in zona soste per chi manca ancora all’appello. Logano si ferma ai -26 (dunque al giro 64) dopo che ha seguito da vicino McDowell con Bell ormai in rimonta a circa 5″ di ritardo; Joey torna in pista 30° e doppiato. Hemric segue al giro 71, Stenhouse al 73, Haley alza bandiera bianca al 75, McDowell addirittura al numero 77 (insieme al compagno di squadra Gilliland) e solo entrando ai box cede di nuovo la prima posizione a Bell, segno che le gomme erano ancora molto valide.

Siamo dunque già allo sprint di fine stage con Hamlin che, seppur contento della vettura, inizia ad accusare problemi elettrici e allora dal muretto gli consigliano di staccare la cool suit per non ridurre troppo il voltaggio della batteria, e si torna quindi al discorso di inizio corsa. Wallace crede di avere problemi alla posteriore destra, ma dai box lo rassicurano. Chi emerge prepotentemente è invece Reddick che, dopo aver superato Gibbs, aggira anche Keselowski.

La sosta di McDowell rimette a pieni giri Logano, ma Bell si ritrova in una situazione difficile. Davanti a lui c’è Preece (e poi l’osso duro Suárez), dietro invece a poca distanza un Hamlin attaccato da Haley che vuole assolutamente recuperare uno dei due giri di ritardo. La #20 e la #51 attaccano e per qualche giro c’è un doppio 2-wide lungo la pista. Bell deve desistere mentre Haley riesce a mettersi in mezzo alle due Toyota.

Alla fine saranno proprio Christopher e Justin ad avere la meglio: al secondo attacco Preece cede con la complicità di un Finchum molto lento mentre Haley in volata si sdoppia. Bell vince la prima stage (e accumula altri playoff point) davanti ad Hamlin (+0.6″), Reddick (+2.9″), Larson (+3.0″, sorpasso all’ultimo giro), Keselowski (+3.4″), Gibbs (+4.1″), Byron (+9.2″), Buescher (+9.9″), Truex (+10.6″) e Wallace (+11.5″); seguono Elliott, Berry, Bowman, Blaney, Chastain, Gragson, Cindric, Dillon, Hocevar e LaJoie, Logano 21° davanti ad un buon Heim, Preece 25° e lucky dog togliendolo proprio a Kyle Busch. JHN a -2, Finchum già a -5 dopo una sosta per problemi ai freni.

Il break è occasione per nuove strategie. Hamlin sfrutta lo stallo numero uno e balza di nuovo al comando su Bell, Larson, Reddick, Keselowski, Gibbs, Byron, Logano (due gomme), Buescher e Truex. Ovviamente ci sono le wave around di chi ha pittato tardi ma non solo, quindi tornano a pieni giri Briscoe, McDowell, Hemric, Stenhouse, Gilliland ed Haley mentre tutti gli altri rimangono a un giro.

La green arriva a 88 giri dalla fine della seconda stage ma è meglio parlare di 35-40′ dalla pioggia oppure ancora meno dai fulmini oppure 53 giri da metà corsa e poter dichiarare eventualmente la gara ufficiale. Hamlin, con la cool suit riaccesa dopo che la batteria ha recuperato voltaggio, rimane al comando su Bell mentre Larson perde la posizione a vantaggio di Reddick e Gibbs (che aggira Keselowski e poi incrocia su Kyle andando 3-wide) quando in curva3 scivola leggermente. Logano invece esce dalla top10 e mette in mostra tutte le sue difficoltà nei restart, almeno in questa fase, quando sarà sempre facile vederlo con la sua livrea gialla finire larghissimo in curva1.

La classifica si stabilizza in fretta e si cerca di andare veloci avanti. Keselowski tiene a bada Truex, Blaney passa Chastain e i due si mettono davanti a Logano, Elliott supera Wallace. Ai -70, tuttavia, la prima vera caution con Nemechek che, in coda al gruppo dopo la wave around, finisce da solo in testacoda in uscita di curva4 e nella piroetta con ripartenza danneggia il passaruota; con le wave around che si salvano e il lucky dog di Allmendinger tutti vanno ai box perché da qui si può andare in fondo alla stage con il pieno, come dimostrato prima da McDowell.

Bell decide di cambiare due gomme e torna primo davanti a Keselowski, Buescher, Logano (ancora due pneumatici, quindi quelli del lato sinistro sono sempre gli stessi da oltre 50 giri), Chastain e Gragson; Hamlin con una sosta completa (di cui il crew chief si pente col senno di poi) scende al settimo posto davanti a Reddick, Larson e Bowman. Wave around stavolta per Zane Smith ed Herbst mentre Busch e Jones fanno i metodici nelle difficoltà e preferiscono pittare e sistemare la vettura. Finisce in coda invece Chastain per una penalità (ruota vagante).

La green arriva ai -62 però con i fulmini già a sole 13 miglia dalla pista. Bell rimane al comando mentre Logano prende la tangente ed esce dalla top10, ma non è stata solo colpa sua, infatti è la vittima di un piccolo treno con Larson che spinge Hamlin il quale tocca la #22 che perde la linea. Joey (già sorpreso da Gragson andato 3-wide nel mezzo) se la prende con Denny, convinto che potesse anche frenare, e durante la successiva caution gli mostrerà il dito medio. Già perché c’è un altro testacoda intanto ed è una sorpresa: Gibbs per restare vicino a Bowman sbaglia i conti in curva4 ed imita JHN. Jones è lucky dog lasciando Busch come unico vero doppiato.

Stavolta niente soste, poi si riparte ai -55 con Bell davanti a Keselowski, Buescher, Reddick, Gragson, Elliott, Larson, Truex, Bowman e Byron. La #20 rimane al comando, ma balzano in avanti Reddick e Larson seguiti da Elliott, poi però dopo appena cinque giri un’altra caution. E stavolta la perturbazione è arrivata anticipata dai fulmini.

Non ci si prova nemmeno a proseguire, tanto si sa cosa è in arrivo visto il cielo nero dietro curva3. La bandiera rossa viene esposta con 137 giri e 1h26’57” di gara completati, dunque ad appena 13 passaggi dal dichiarare la corsa ufficiale.

Ora si deve solo aspettare. Arriva il temporalone con pioggia forte e vento ancora di più, ma dura davvero appena una decina di minuti, è più lungo il lightning hold, poi si capisce subito che la ripresa sarà vicina favorita da caldo e vento. Dopo appena 1h21’20” di bandiera rossa la corsa può già riprendere su una pista praticamente asciutta. Busch è il lucky dog mentre Cindric si prende una discussa penalità per intervento non autorizzato (secondo i commissari uno dei ventilatori usati dai meccanici per asciugare lo stallo era troppo vicino alle prese dei freni della #2). Finchum invece si ritira con problemi elettrici.

Dopo alcune soste (il pilota più in alto in classifica è Bowman seguito da Logano, Dillon, Chastain, Haley, LaJoie e pochi altri in coda), poi si può ripartire con Bell davanti a Reddick, Larson, Keselowski, Elliott, Buescher, Hamlin, Byron, Truex e la sorpresa Hocevar che è davanti a Blaney.

Green ai -45 e la #20 non cede il passo malgrado le condizioni mutate della pista ed una corsia interna che sembra più veloce. In molti cambiano passo, chi nel bene come Chastain che si sente a suo agio per la prima volta e chi no come Byron che praticamente qui esce dalla lotta anche solo per la top10. Ben più intensa è la lotta per entrarci con Heim ed Hocevar grandi protagonisti ma inseguiti da Gibbs. E la gara intanto è ufficiale.

Anche Wallace è in difficoltà e finendo largo apre la porta a Suárez, Preece e Logano. Nei giri successivi di battaglia, a cui si uniscono anche Bowman ed Allmendinger, c’è uno scambio di fiancate fra Preece e Wallace. Prende fiducia invece Kyle Busch che, dopo un inizio di gara orribile ma fin troppo abitudinario in questa stagione, risale ed entra in top25.

Il finale di stage è tutto nel duello fra Gragson e Gibbs per la decima posizione, i due sono affiancati praticamente ad ogni giro con vari scambi di posizione. Alla fine sul traguardo per l’ultimo punto Noah avrà la meglio su Ty per appena 0.002″.

Davanti intanto nessun problema per Bell che alza il piede nel finale solo per non lottare con i doppiati (e non affonda il colpo su Dillon). La #20 vince anche la seconda stage davanti a Reddick (+0.45″), ma a sorpresa c’è battaglia feroce fra Larson ed Hamlin con Denny che prova uno slide job al penultimo giro, non va, Kyle incrocia e tiene la terza posizione (+2.2″) sulla #11 (+2.3″), poi cerca l’affronto a bandiera gialla già esposta, forse con Larson che ha ancora nelle orecchie quanto detto dallo spotter la settimana scorsa. Ad Hamlin dicono di restare calmo convincendolo che batterà la #5 in pista avendo la vettura più veloce.

A completare la top10 ci sono Keselowski (+5.1″), Elliott (+5.9″), Truex (+6.8″), Blaney (+9.3″), Buescher (+11.5″) e come detto a 13.0″ Gragson e poi Gibbs; seguono Heim, Byron, Hocevar, Chastain, McDowell, Briscoe, Suárez, Gilliland e Jones con Logano 21°, Busch 24°, Wallace 27°, Berry precipitato al 29° posto, Nemechek unico doppiato e quindi lucky dog, ma è 37° e dai -3 passa ai -2.

Soste generali e Bell rimane al comando su Hamlin, Reddick, Keselowski, Elliott, Blaney, Truex, Gragson, Gibbs e Chastain. Larson ha problemi alla posteriore destra e precipita al 12° posto nel mezzo fra Hocevar ed Heim; sosta lenta per Busch (ruota mal fissata) ed Haley.

Si riparte a 108 giri dalla fine e inizia forse già qui il pazzo finale dato che in realtà di giri ne mancheranno 139 con ben 10 caution che porteranno il totale a 15.

Bell scatta bene e approfitta del fatto che Reddick affianchi Hamlin per guadagnare terreno. Ad osservare questa coppia c’è Blaney. Più dietro McDowell sembra baciare il muro, ma in realtà sta accusando un problema al cambio che rimane bloccato in quarta marcia, quindi la #34 avrà da qui in poi grosse difficoltà sul dritto. McDowell si ritirerà dopo una cinquantina di giri.

Alla fine del duello Reddick conquista la seconda posizione e, con Larson bloccato nel traffico, le Toyota prendono il totale controllo della corsa. Al giro 200 su 300 Bell precede dunque Reddick, Hamlin, Blaney, Keselowski (con Brad che sta attaccando l’ex compagno di squadra), Truex, Elliott, Gibbs, Gragson e Byron tuttavia arriva già un’altra caution con LaJoie che perdendo il controllo in curva2 spedisce Herbst a muro costringendolo al ritiro (e al muretto della #15 ci sono parole di fuoco per Corey). JHN lucky dog e torna così a -1.

In pochi approfittano per una sosta (Buescher, Jones, Preece, Allmendinger), specialmente in coda (Suárez, Haley, Dillon, Wallace, Stenhouse, Busch, LaJoie, Smith ed Hemric). Green ai -92, caution ai -92: Jones a muro per una foratura quando era 28°. E il compagno di squadra Nemechek torna a pieni giri.

Tuttavia davanti è successo qualcosa: Bell scatta bene, ma in curva1 scivola leggermente e finisce appena largo, quel tanto che basta ad Hamlin a provare in maniera anche poco furba ad infilare il muso all’interno del compagno di squadra, toccandolo e favorendo così invece il suo dipendente. Reddick viene dato così al comando. Ancora soste in coda con Busch, Hemric, Stenhouse, Haley e McDowell, sono più rabbocchi sperando di poter andare in fondo, ma da qui è molto dura.

Nuova ripartenza ai -87 ed un Bell che sembra avere lui ora problemi alla batteria va subito all’attacco di Reddick. I due saranno affiancati per ben 5-6 giri, addirittura al giro 216 sono alla pari sul traguardo mentre dietro di loro c’è parecchio movimento con Truex che sale al quarto posto passando Blaney dopo un 3-wide anche con Hamlin, Elliott che alle loro spalle supera Keselowski, Larson che rientra in top10, Gragson che deve cedere a Byron. Poi però un’altra caution ed è un altro colpo di scena con Elliott che pure lui finisce in testacoda in uscita di curva4. Jones recupera subito uno dei tre giri persi.

Reddick è dato di nuovo al comando, tuttavia ora la questione strategica si fa fondamentale, dato che da qui con l’aiuto di un’altra bandiera gialla si può andare al traguardo del giro 300. E quindi è sosta generale, ma non totale, al giro 221, numero da tenere a mente. La sorpresa più grande è quella di Blaney che tira dritto insieme ad Allmendinger, LaJoie, Wallace, McDowell e Nemechek, tuttavia questi piloti lo avevano fatto da poco e quindi hanno quasi il pieno. Dalla pit lane emerge davanti a tutti Chastain (poco prima in lotta con Heim ed Hocevar) che cambia due gomme come Logano e Berry, seguono Haley e Busch col solo rabbocco e, appena fuori dalla top10, Reddick, Bell, Buescher, Hamlin e via via tutti gli altri con Larson solo 23°. Sosta lenta per Gragson, Heim ed Hocevar mentre Byron precipita in fondo.

Bandiera verde ai -75 e Blaney rimane agilmente davanti alla coppia Allmendinger-LaJoie con Chastain e Logano a completare la top10. Ryan avrebbe bisogno di un long run, ma la serie successiva di caution farà affondare completamente la sua strategia. E il primo a provocare una bandiera gialla è niente meno che il dominatore della corsa Christopher Bell che perde il controllo in curva1, forse sorpreso dal rallentamento del 3-wide davanti a lui con Logano, Chastain e Wallace, e finisce contro il muro ponendo fine qui alla sua corsa. Jones è il lucky dog e torna a pieni giri; dei nove “premi” assegnati finora, sei sono andati ai piloti del Legacy MC, tre ciascuno per #42 e #43.

Dopo i pit di Nemechek, Byron, Gilliland e lo stesso Jones si riparte ai -66 con Blaney davanti ad Allmendinger, LaJoie, Chastain, Logano, Wallace, Buescher, Berry, Busch e Reddick che a questo punto pare il favorito a contendere la gara ad Hamlin subito dietro di lui.

AJ scatta meglio della #12 ma Blaney rimane al comando mentre Logano perde ancora un paio di posizioni, poi Joey approfitta del rimbalzo di Buescher per tornare in top5. Reddick invece guadagna e nei primi giri stacca Hamlin che deve lottare con Gibbs. Ma anche Tyler ha delle difficoltà nei sorpassi su LaJoie e Buescher e quindi Denny gli si rifà sotto e poi lo sorpasserà ai -60 dopo essere andato più volte 3-wide. Larson invece rischia grosso con Truex in curva4.

Poco dopo il sorpasso di Chastain su Allmendinger per la seconda posizione un’altra caution ed è un altro protagonista a finire a muro, stavolta Keselowski che incrocia la sua traiettoria con quella di Dillon. E non ci sono lucky dog perché tutti sono a pieni giri.

Nemmeno il tempo di pensare ad altro che sul rettilineo opposto ecco che Burton finisce in testacoda. A mandarcelo sotto bandiera gialla è Hocevar (prima vera Carsonata dell’anno) che non aveva apprezzato un blocco nei giri precedenti; la NASCAR a sorpresa non prende provvedimenti nell’immediato ma si riserva di agire nelle prossime ore.

LaJoie decide di andare ora ai box con pochi altri in coda, Blaney decide invece di proseguire a questo punto sperando di andare il più lungo possibile e sfruttare una sosta generale nel finale. Ennesima ripartenza ai -52 e Chastain non molla Blaney, anzi sfruttando gomme migliori lo sorpassa dopo un paio di giri di lotta. Logano finisce ancora per la tangente e questo apre le porte alla top5 per Hamlin che ha davanti Wallace ed Allmendinger mentre Reddick ha perso molto terreno finendo dietro a Busch, Berry, Gibbs, Larson e Buescher.

La situazione è tutt’altro che stabile: Hamlin rischia prima sull’apron e poi con un rinvigorito Kyle Busch che gli torna davanti mentre Gibbs aveva provato ad inserirsi nella lotta. Blaney vede Chastain pian piano allungare ma resistere secondo visto che Allmendinger e Wallace sono appaiati a lungo. Il primo ad alzare bandiera bianca è AJ che in sequenza viene infilato dagli inseguitori. Gibbs perde una grossa occasione mancando a lungo il sorpasso sulla #16.

Ai -40 Chastain ha 1.1″ su Blaney, 1.8″ su Wallace, 2.6″ su Busch, 2.7″ su Hamlin, gli altri a 4″ con Reddick che riemerge in top10 davanti a Truex ma dietro a Larson. Messe da parte le difficoltà di inizio stint, Hamlin emerge in questa fase. Denny aggira Busch ai -37 ed ha 2.9″ di ritardo dalla vetta, ma sul momento non recupera terreno, conscio di avere la distanza dalla sua. Ai -32 supera anche Wallace ed il distacco da Chastain è di 2.7″. Poco più dietro finalmente Allmendinger viene superato, ma non da Gibbs bensì da Larson che torna ad essere Kyle e mette in scena un ottimo doppio sorpasso. Ma il treno per loro è ormai perso con oltre 5″ di ritardo.

Ai -31 Blaney si deve arrendere, troppe caution prima e nessuna adesso. La sosta sotto green lo spedisce dal secondo posto al penultimo fra i piloti ancora in corsa, 33° e doppiato davanti al solo Keselowski. Ai -30 Chastain ha ancora 2.7″ su Hamlin, 3.4″ su Wallace che deve gestire la benzina essendosi fermato al giro 212, 3.5″ su Busch e 4.8″ su Larson con Allmendinger che inizia a precipitare ed è pure sei giri a corto col carburante.

Inizia così il recupero inesorabile di Hamlin fatto di centesimi o decimi ad ogni giro. 2″ ai -25, 1.4″ ai -20, sotto il secondo ai -17, aggancio ai -15, persino in anticipo sulla tabella di marcia. Chastain prova a mettere in scena una masterclass difensiva fatta di mirror driving per sporcare l’aria alla #11. Il piano riesce per poco meno di 10 giri, poi al secondo vero attacco ai -7 Chastain deve difendersi in maniera più deciso andando quasi sull’apron sul traguardo. Questo probabilmente sballa i suoi riferimenti e Ross entra troppo forte in curva1, andando largo e aprendo la porta ad Hamlin che si infila, saluta e se ne va.

Tutto sembra apparecchiato per la quarta vittoria stagionale di Hamlin. Ai -2 ha 0.4″ su Chastain, 3″ su Larson, 4.5″ su Busch, 7.1″ su Gibbs, 9.4″ su Wallace, 9.9″ su Truex, 11.5″ su Reddick, 12.2″ su Buescher e 14.5″ su un Haley ancora da applausi, Allmendinger ha dovuto pittare e fatto avanzare Dillon, Elliott, Suárez, Logano, LaJoie, Briscoe e via via tutti gli altri. Poi però l’imprevisto. Cindric in uscita di curva2 rimbalza sulla fiancata di Gragson mentre lottano per la 21esima posizione e finisce in testacoda. È caution e, quindi, overtime. Nessuno immagina quello che accadrà nei 45′ successivi.

Mentre Blaney si prende il lucky dog, il gruppo si spezza ma un brivido percorre la schiena di molti crew chief. Ad Hamlin dicono che ha benzina per un solo OT ma deve tirare dritto. Qualcuno invece rischia e quindi Wallace, Reddick, Buescher, Haley, Dillon, Suárez, Berry, Heim, Preece, Gilliland e Stenhouse vanno a rabboccare.

Al choose cone Hamlin va interno con Larson, Truex e Logano, Chastain esterno con Busch, Gibbs ed Elliott. Tutti temono l’aggressività di Ross e invece a combinare guai è Larson che, evidentemente ancora con troppi pensieri in testa, cerca una sorta di bump su Hamlin in curva1, ma arriva lungo e l’unico esito è praticamente mandare a muro tutte le auto tranne la #11, Chastain in primis ma Busch è costretto ad appoggiarsi alle barriere per evitare la #1, poi nella scia lunga finiscono nel mucchio anche Gibbs, Dillon e Byron; Allmendinger è il lucky dog.

Dietro alla pace car c’è tempo per un’altra polemica. Infatti Busch, malgrado sia finito nell’incidente, viene clamorosamente rimesso al quarto posto in classifica anche se nell’immediato non aveva tenuto il passo dei leader e quindi segue Hamlin, Larson e Truex precedendo Logano, Briscoe, Elliott, LaJoie, Hocevar e Gragson.

Secondo OT: nessuno osa andare ai box confidando nel fatto che in un paio di giri la corsa finirà. Stavolta Larson va esterno al choose cone seguito da Busch, tuttavia alla bandiera verde sbanda, peggio va a Suárez che finisce nell’erba del trioval proseguendo. Il rallentamento innescato dalla #5 ha un effetto tremendo, infatti dietro ad Hamlin in curva2 si è 3-wide e ancora più dietro 4-wide. Un piccolo rallentamento di Hocevar diventa big one in cui finiscono Preece, Heim, Keselowski, Stenhouse, Berry, Haley ed anche Blaney. Cindric è il lucky dog ma soprattutto si va al terzo OT.

Il panico serpeggia nel gruppo perché è chiaro che non si ripartirà subito ma non serve la bandiera rossa, tuttavia fermarsi ora vorrebbe dire perdere la corsa. E quindi Hamlin, Larson e Truex proseguono davanti a Busch e Logano. Pittano invece Gilliland, Suárez e gli incidentati.

Terzo OT: le file al cono ora sono le seguenti, Hamlin-Truex-Logano interni, Larson-Busch-Elliott esterni. E questo trenino deraglia subito: il primo Kyle rimane a secco, il secondo Kyle sulla spinta di Chase finisce a muro ponendo fine in maniera ingloriosa in una corsa clamorosamente ricostruita da Rowdy. Altro lucky dog per Keselowski.

In vista del quarto OT il serbatoio di Hamlin dice stop, un piccolo singhiozzo infatti porta Denny ai box seguito dal compagno di squadra Truex. E la classifica così si rivoluziona perché Logano passa al comando seguito da Briscoe, LaJoie, Zane Smith, Elliott, Bowman, Gragson, Preece, Wallace ed Hocevar. Di questi sono solo in due i superstiti del giro 221, il leader e Noah che sembrano ormai spacciati.

Altro giro, altro cono: a seguire Joey all’interno sono LaJoie (che sembra avere l’occasione della vita) e Bowman, Briscoe va esterno con Smith, Elliott, Gragson ed un Wallace pure lui alla caccia di qualcosa di importante.

Alla bandiera verde stavolta è Elliott a rimanere a secco, ma crea solo scompiglio e quindi si prosegue. Briscoe dall’esterno sembra aggirare Logano, tuttavia Joey tira fuori tutto quello che ha e in curva2 mantiene la anteriore destra all’altezza della posteriore sinistra della #14. È forse il momento decisivo della corsa perché da quel piccolo side draft Logano si rilancia ed in curva3 chiude il sorpasso che lo lascia al comando. La #22 esce da curva4 e vuole vedere la bandiera bianca. Vedrà invece quella gialla, Berry è finito a muro in curva2, la NASCAR ha provato a far correre ma Josh si è fermato sull’erba. Anche Gibbs ha il muso danneggiato, ma Berry ha fatto tutto da solo.

Ormai è psicodramma collettivo a Nashville (ma non solo, ormai sono le 3:15 in Italia, la corsa è iniziata ormai 5h30′ lorde e 4h nette prima) dato che si va al quinto OT, record assoluto per la Cup Series e pareggiato per la NASCAR (il precedente è la gara di apertura della stagione 2018 della Xfinity Series a Daytona con vittoria di Reddick su Sadler col distacco record di 0.0004″).

Ad andare ai box, oltre agli ammaccati ed Elliott, è il solo LaJoie, evidentemente a secco pure lui. Choose cone in cui la speranza è viva per molti alle spalle del leader. Logano ovviamente sceglie l’interno con Smith e Buescher, Briscoe ancora esterno con Preece ed un Reddick risalito in posizione buona.

Bandiera verde e Logano scatta molto meglio di Briscoe e del restart precedente al punto che in curva1 e 2 non deve preoccuparsi di Chase. La #14 deve invece vedersela con Reddick che di slancio lo affianca lungo il muro sul rettilineo opposto aggirandolo in curva3. Logano intanto ha passato curva3 e 4 e prende la bandiera bianca, stavolta sì la corsa finirà in qualche modo.

Con la mente si torna al 2020 e alla gara del Round of 8 in Kansas. Allora non si parlava tanto di mirror driving, ma Logano vinse così difendendosi da un Harvick più veloce e a cui fece saltare i piani verso Phoenix. Ora a Joey bastano 1.333 miglia di difesa allargando la traiettoria quel tanto che basta per togliere l’aria alla #45 e rimanere davanti. Tutto semplice in circostanze regolari, ma qui siamo al quinto overtime, il 31° giro oltre la distanza programmata, 31 giri in cui Logano non ha rabboccato e quindi non ci si capacita come non sia rimasto ancora a secco.

Ma l’abilità del pilota, del team e della vettura sta anche nel tirare fuori il coniglio dal cilindro nelle circostanze meno attese. O sperate visto il brutto inizio di stagione della #22 in bilico fra 16° e 17° posto nella griglia playoff. La copertura di Logano è perfetta in tutte e quattro le curve di Nashville, al punto che in curva4 Reddick viene attaccato e affiancato all’interno da Zane Smith alla caccia di un incredibile e pazzesco ribaltone della classifica.

La lotta per il secondo posto regala a Logano finalmente la consapevolezza della vittoria ed è proprio nei pressi della linea che la #22 singhiozza per la prima volta. Ma 0.068″ bastano per la vittoria e le ultime gocce di benzina saranno sufficienti per victory lap e burnout.

Joey Logano col 33° successo in carriera rompe un digiuno che, All-Star Race esclusa, durava da oltre anno. Il pilota del Team Penske mette anche al sicuro i playoff scavando automaticamente un solco fra i piloti al momento qualificati ed esclusi che difficilmente sarà colmabile senza vincere.

Logano sul traguardo del 331° giro sui 300 in programma (record assoluto come prolungamento), 110 di questi con un pieno ma anche 143 con le stesse gomme di sinistra precede Zane Smith (miglior risultato in carriera dopo un disastroso anno da rookie) di 0.068″, un abbacchiato Reddick di 0.071″, poi Preece, Buescher, Blaney (sesto dopo che era stato doppiato e coinvolto nel big one), Wallace, Larson, Hemric e Gragson (da applausi pure lui sulla stessa strategia del vincitore). Fuori dalla top10 Allmendinger, Hamlin (deluso ovviamente per la beffa), Haley, Bowman, Cindric, Hocevar e Gilliland, più staccati per altri guai finali Byron, LaJoie, Briscoe (a secco all’ultimo giro), Suárez (contatto con la #19), Gibbs e Truex, 24° e ultimo a pieni giri. Keselowski 25° a -1, tutti gli altri ritirati.

Per riprendersi da una folle corsa del genere (non la prima della stagione) ci vorrà un po’ di tempo. I commissari mantengono le energie e in un paio di ore la #22 viene trovata conforme al regolamento e dunque non con un serbatoio alla Smokey Yunick (che una volta ripartì dai controlli tecnici a motore acceso e senza tanica, il suo segreto che aggirava le norme era un tubo di collegamento al propulsore di lunghezza abnorme e capace di contenere un paio di galloni di benzina). In calendario domenica c’è Chicago fra i muretti della downtown. Sulla carta sarà un’altra gara decisamente frizzante, riposo non ce n’è per ancora un mese, il finale di regular season rischia ora di essere una battaglia di nervi.

NASCAR Cup Series Logano Nashville 2024

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Truck Series, Nashville: Christian Eckes domina una gara ricca di interruzioni

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Nel prossimo weekend la NASCAR torna a Chicago per il secondo appuntamento fra le strade della città dell’Illinois. Sabato alle 20:30 in pista la Xfinity Series, domenica alle 22:30 la Cup Series. La Truck Series tornerà a Pocono venerdì 12 luglio.


Immagine: Media NASCAR

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