Le Toyota cercano a Las Vegas il riscatto dopo il Kansas, ma rimane in piedi solo Briscoe che tiene a bada il rimontante Larson, il quale vola a +40 su Hamlin
Non è la risposta efficace che in molti si aspettavano. A Las Vegas le Toyota, dopo aver dominato sugli ovali da 1.5 miglia nella prima metà di stagione e in seguito al cappotto di Kyle Larson in Kansas, erano chiamate a portare a casa vittoria e punti pesanti. Già, ma a chi servivano di più questi punti? Ovviamente solo uno poteva vincere e a farlo è stato Chase Briscoe che non ha fatto en plein, ma il 75/76 basta e avanza.
Per il resto ancora poco: Hamlin è finito in testacoda a fine prima stage ed ha concluso 16°, Gibbs si è dato la zappa sui piedi con uno speeding alla prima sosta ed è arrivato 17°, Bell sembrava in lizza, poi il servosterzo è finito ko ed ha terminato 23°. Wallace (ottavo) si è spento nello stint finale, Reddick era finalmente in lizza ed ha portato a casa un buon terzo posto, ma il problema è che davanti di lui nel movimentato ultimo giro c’era comunque un rimontante Kyle Larson che ha così allungato in vetta alla Chase ed ora ha ben 40 punti su Hamlin, 55 su Bell e 71 su Logano, gli unici sotto la soglia psicologica della gara di ritardo.
La gara
Il giro di boa della Chase arriva a Las Vegas e dopo, l’autunno del Kansas, arriva di nuovo l’estate bollente al punto che al momento della bandiera verde ci sono ben 35 °C. Sole 36 vetture a scaldare ulteriormente la pista fin dal sabato quando ci sono prove libere e qualifiche. In settimana ci aveva pensato invece Brad Keselowski che, con un annuncio a sorpresa, aveva annunciato l’addio al RFK Racing, al suo RFK Racing del quale era la K e che invece lascerà inevitabilmente anche a livello dirigenziale e societario.
La prima sessione vede parecchi colpi di scena. Dopo una dozzina di minuti Reddick si ferma con una foratura alla posteriore sinistra e poi tornerà ai box a passo d’uomo, a 16′ stessa sorte per Berry, ma Josh perde il controllo in curva1 e finisce duramente a muro; nel frattempo anche anche Buescher e Gibbs avevano bucato, ma si erano salvati per tempo. La sessione si chiude con un’altra foratura a 4′ dalla fine con Gragson che si appoggia contro il muro. Miglior tempo per Byron (29.632″) davanti a Larson, Hamlin, Briscoe e Suárez mentre sono già chiare le difficoltà di Penske.
Il qualifica torna dopo molte settimane davanti lo squadrone Toyota e lo fa in maniera imperiosa: poker Joe Gibbs Racing (il primo nella storia) con Hamlin in pole (28.910″) davanti a Gibbs, Bell e Briscoe, ma a completare la top5 c’è anche Reddick, seguono Larson, Cindric, Byron, Wallace, Hocevar, Suárez, Preece, Elliott e Buescher. La top14 è tutta della Chase, a mancare all’appello sono solamente Blaney 20° e Logano 23°, quindi per loro corsa tutta in salita. Curioso, invece, il pareggio a tre a quita 29.387″ fra Keselowski, Chastain e McDowell per il 16° posto con il tie breaker rappresentato come sempre dagli owner point.
Dopo aver retrocesso (tecnicamente) in fondo Gragson (riparazioni) e Berry (muletto), può avere la 400 miglia di Las Vegas, canonici 267 giri (80+85+102) con nove set di gomme a disposizione e un pieno che sulla carta dovrebbe durare 61-66 tornate.
Pronti via e ci sono grattacapi davanti e dietro. Al comando Hamlin scatta bene e chiude in testa il primo giro, diventando così un nuovo sfidante alla maledizione di Las Vegas: chi era al comando dopo 1.5 miglia, poi non ha mai vinto la corsa. In fondo, invece, Ware viene toccato da dietro da Gragson (l’unico alle sue spalle) e finisce in testacoda, ma la direzione gara non chiama la caution.
Dietro ad Hamlin dall’esterno Gibbs avanza e scende in curva3, ma così facendo apre la porta a Briscoe che lo attacca da curva4 in poi. Chase scivola nello stesso punto al giro successivo e si deve riaccodare, Bell è sempre quarto mentre Larson (in livrea come omaggia Kyle Busch al debutto proprio con Hendrick Motorsports oltre 20 anni fa) non riesce a superare Reddick che fin dai primi giri cerca una traiettoria lungo il muro. Al quinto giro, però, Tyler non si sa perché va all’interno in curva3-4 e viene aggirato da Kyle.
I primi sei sembrano allungare leggermente, favoriti dal duello Wallace-Byron che dura per i primi giri, poi Bubba si libera della #24 nel momento perfetto e di slancio attacca al giro successivo il compagno di squadra all’interno riuscendo a superarlo. A completare la top10 sono Hocevar (malgrado la ventola gli stia soffiando in faccia solo aria calda) e Cindric, più dietro la rimonta in casa Penske non sta riuscendo né a Blaney, né a Logano.
Wallace è scatenato e di lì a poco supera anche Larson, tuttavia questo è acuito dal fatto che dopo i primi giri la #5 sta perdendo stabilità e lo si capisce anche dai movimenti che Kyle deve fare col volante. Al giro 11 viene infilato nuovamente da Reddick in curva2. La Chevy si stacca ulteriormente e viene ripresa da Byron che ha ormai in scia un Cindric che ha iniziato quasi di inerzia sulla scia di quanto visto in Kansas. Il doppio sorpasso arriva al giro 15. E la discesa di Kyle non si ferma qua, di lì a poco uscirà dalla top10.
Il primo long run mette in scena però anche la ripresa di Blaney che, dopo un inizio a galleggiare al 17° posto, recupera decisamente terreno, riprende il gruppo della Chase e continua ad avanzare, al punto che al giro 20 riprende la coppia Elliott-Larson riuscendo a passare pure lui la #5. Più avanti, invece, Bell punta Briscoe senza però riuscire a passarlo mentre c’è un nuovo scambio di posizioni in casa 23XI.
Ai -50, dunque a finestra per la prima sosta aperta, Hamlin guida con 1.3″ su Gibbs, 3.9″ su Briscoe, 4.4″ su Bell, 5.6″ su Reddick, 6.0″ su Wallace, 8.2″ su Byron, 10.6″ su Hocevar, 10.8″ su Elliott e 11.0″ su Blaney, poi Cindric (rimbalzato indietro pure lui), Buescher, Larson e Suárez, sta perdendo anche Preece 18° che ha Logano in scia.
Dopo Ware al giro 20, su ruote squadrate, inizia già a questo punto e con netto anticipo su metà stage il primo giro di soste. Allmendinger lo inizia al passaggio 31, ma al successivo è già la volta di Chastain, Preece e – soprattutto Larson. E qui il crew chief Cliff Daniels prende una decisione rischiosa, una di quelle che potrebbe anche costare una intera gara: si fanno tutte le modifiche necessarie all’assetto (soprattutto alla anteriore destra), anche se siamo in bandiera verde. Il risultato è una sosta di addirittura 26.58″ contro i circa 9-10″ degli avversari. Dunque, la #5 perde mezzo giro netto in pit lane dopo averne perso già mezzo in pista da Hamlin.
Hamlin, però, non decide di tirare a lungo per mettere all’angolo Larson e al giro 34 è già ai box con tutti i compagni di squadra (e Gibbs riceve come regalo di compleanno una penalità per speeding), Reddick con Byron, Cindric e Buescher copre al 35, al 36 è la volta di Wallace, Elliott e Logano, a metà stage esatta è il turno di Blaney, Hocevar e Suárez.
A giro di soste (quasi) completato, Hamlin torna al comando con ben 3.5″ su Briscoe, 4.4″ su Bell, 5.5″ su Reddick, poi Gilliland che sta tirando dritto, 6.3″ su Wallace, 10.0″ su Byron, 12.0″ su Elliott, 15.4″ su Cindric, 15.8″ su Buescher, 17.7″ su Blaney e 18.4″ su Hocevar, Preece 15° a 19.6″, Suárez 16° a 21.2″, Logano 17° a 22.2″, Gibbs 26° a 28.8″, Larson 31° a -1 e nemmeno lucky dog perché davanti ha Smith, Gragson e Nemechek.
Pochi istanti più tardi, però, arriva la prima caution di giornata: Zane Smith perde il controllo in curva4 per una foratura alla posteriore destra e finisce in testacoda, sfiorando le barriere. Nessun lucky dog perché sarebbe stata proprio la #38. Larson rischia di essere già alle corde, ma viene salvato dal gruppo che si spacca: pittano (nuovamente o per la prima volta) 19 auto fra cui il leader Hamlin seguito da Reddick (che aveva dovuto evitare Smith), Wallace, Gilliland, Byron, Cindric, Buescher, Preece e Logano.
La nuova classifica vede dunque Briscoe al comando su Bell, Elliott, Blaney, Hocevar, Suárez, McDowell e Custer, poi Hamlin, Reddick, Wallace, Byron, Cindric, Herbst, Keselowski, Preece e Bowman che hanno cambiato due gomme, Gilliland, Buescher, Hill (2) e Logano con un pit completo. Larson si salva perché in pista era fra la #11 e la #19 e quindi usufruisce della wave around che lascia a -1 Berry, Zilisch, Chastain, a -2 T.Dillon e Smith.
Ripartenza ai -31 e Briscoe rimane al comando; Chase praticamente non mollerà più il controllo della corsa, guidando 175 dei successivi 221 giri. La #19 alla ripartenza è un po’ brusca nello spostarsi davanti a Bell, ma non ci sono contatti e pure Blaney non paga terreno riuscendo ad accodarsi alla #20 e poco dopo pure la punta in curva3; Elliott e Suárez chiudono la top5.
Hamlin, invece, non riesce a sfruttare subito le gomme fresche e rimane nono mentre ad avanzare è Reddick che, tuttavia, comunica problemi elettrici all’alternatore. Dopo il sorpasso su Hocevar, la #45 punta Elliott (che scivolerà progressivamente indietro) che è stata superata dalla #7 del messicano. Gibbs rientra in top20 mentre Logano e Larson faticano nel traffico, riuscendo poi a recuperare quando il plotone riesce a mettersi in fila.
Davanti, intanto, ai -25 Briscoe è riuscito a mettere 1″ di margine su Bell e da lì in poi può gestire la situazione visto che Reddick ha ancora sorpassi da fare. Segue una fase tranquilla con poco movimento in top10, poi all’improvviso il colpo di scena.
Hamlin ha trovato velocità e supera Reddick (che sta cedendo un po’) prima che Tyler abbia fatto lo stesso con Suárez (poi i due rischieranno il contatto sulla difesa ad oltranza della #7). Denny, dunque, è risalito al quarto posto e ai -10 ha circa 3″ dalla vetta e 1″ da Blaney che sta puntando Bell. Ai -3 in curva3 Denny sceglie l’esterno mentre la #20 e la #12 davanti a lui sono all’interno, quindi non ha nemmeno aria sporca, ma la #11 parte di colpo di traverso. Hamlin la salva e la piroetta si chiude sull’apron all’ingresso della pit lane. Tuttavia la notizia più incredibile è che la direzione non chiama la bandiera gialla e così Hamlin perde parecchie posizioni nella fase tra la fine del 360° e quando rimette la prima marcia.
Briscoe vince la prima stage con 0.5″ su Bell (ma il vantaggio prima era stato anche di oltre 2″), 1.2″ su Blaney, ben 6.1″ su Reddick, 6.7″ su Cindric che all’ultimo giro ha passato Suárez (+7.1″), Wallace (+8.5″), Hocevar (+9.1″), Bowman (+9.8″) e McDowell (+10.4″), a seguire Buescher, Logano, Byron, Elliott, Gibbs 20°, Preece 21°, un Larson non ancora del tutto a posto 24°, Hamlin 28° dopo un ultimo passaggio 3.4″ più lento del leader, lucky dog per Chastain dal 31° posto.
Il break porta tutti ai box e Briscoe mantiene la prima posizione davanti a Wallace, Suárez, Blaney, Bowman, Hocevar, Buescher, Bell, Logano, McDowell ed Elliott, ma il giro di soste non è di buone notizie per 23XI: Reddick era già andato in pit lane per risolvere i problemi elettrici ma senza cambio batteria mentre Bubba subisce la falsa partenza dei meccanici. Entrambi, dunque, dovranno ripartire dal fondo, ma in quella zona ci sono anche Gibbs (16°), Larson (18°), Hamlin (23°), Cindric (25° con sosta disastrosa in cui i meccanici cadono uno sull’altro) e Preece (27°).
Nuova bandiera verde ai -78 nella seconda stage, ma lo stint durerà ben poco. Briscoe mantiene il comando davanti alla coppia Blaney-Suárez, il messicano rimane al secondo posto (anzi, si tiene molto vicina al leader) mentre Ryan rimbalza dietro a Bowman e deve lottare pure con Logano. Joey passa e la #12 soffre all’interno venendo aggirata anche da Bell. Più dietro un 4-wide da cui esce “vincitore” e in top10 in maniera aspettata, seppur rapida, van Gisbergen. Al giro 93 una nuova caution: detriti all’ingresso dei box, lucky dog per Berry.
Il gruppo si spacca ancora, visto che da qui si può praticamente andare in fondo col pieno, e vanno ai box per due gomme Suárez, Hocevar, Elliott, Gibbs, Larson, Cindric mentre Byron e Preece ne cambiano addirittura quattro. La classifica aggiornata vede quindi Briscoe davanti a Logano, Bell, Blaney, Buescher, SVG, Keselowski, Herbst, Stenhouse e Hill, Hamlin ha recuperato al 12° posto, Reddick 14° e Wallace 15°, poi Suárez, Bowman, Gibbs, Hocevar, Elliott, McDowell, Larson, Cindric e Byron.
Green ai -67 e Briscoe scatta ancora bene, copre Logano e poi pensa solo a sé stesso lasciando alle spalle gli avversari con Joey che al pelo chiude su Bell in curva3 e permette a Blaney di aggirare la #20. A completare la top5, mentre Bell riattacca la #12 al giro successivo, è a sorpresa van Gisbergen che tiene a distanza Buescher e gli altri. Con gomme più fresche il migliore e il più rapido a rientrare in top10 è Wallace mentre Reddick è impegnato nella lotta con Hocevar, Hamlin è alle loro spalle, teme di avere lo splitter ammaccato nel testacoda precedente e fatica nel traffico venendo ripreso e poi passato da Cindric che poi rischierà in un 4-wide pizzicando l’erba del trioval. Larson paga ancora e perde pure tempo in battaglia con Byron, poi però William toccherà il muro in curva2.
Bell ne ha chiaramente di più e ai -60 sale al secondo posto davanti a Logano, ma ormai Briscoe è oltre 1.5″ più avanti; passano pochi giri e pure Blaney si mette alle spalle il compagno di squadra. La situazione si stabilizza e, senza ulteriori caution, iniziano i pensieri per i leader dato che devono obbligatoriamente fermarsi ai box a differenza di molti inseguitori.
I primi ad andare ai box ai -41 sono Keselowski e McDowell, poi tocca a Buescher e JHN al giro 125, Logano e SVG al 126, Gibbs (a cui avevano sbagliato l’aggiustamento di assetto precedente) e Reddick a quello dopo, il leader Briscoe si ferma ai -37, ai -36 la coppia Wallace-Hamlin, Bell aspetta con Blaney fino al 130, ma uscendo dai box per Christopher arriva la brutta sorpresa: sta perdendo e rapidamente il servosterzo.
A sorpresa, ma con due gomme non avevano sicuramente fatto il pieno, Hocevar (poi si scoprirà che una ruota si stava rigando) e Suárez pittano al giro 139 chiudendo questa fase che mette Cindric al comando e in fuga ai -25 con 2.2″ su Elliott, 4.7″ su Byron, 5.5″ su Larson (che malgrado la toccata del compagno di squadra gli è finito dietro), 9.5″ su Allmendinger e Bowman, 11.7″ su Chastain, 12.0″ su Gragson, 13.0″ su Preece, 15.0″ su Custer e Briscoe che gira quasi 1″ più veloce del leader, Bell si sta già staccando e paga quasi 4″ al compagno di squadra.
Cindric ha una buona vettura, ma inevitabilmente perde terreno da Briscoe che non ha grossi problemi nei sorpassi, solo Chastain davanti a lui va ai box ma solo dopo essere partito per la tangente in curva3-4 a causa di un principio di foratura. Chase recupera ma ai -15 è distante ancora 8.5″ ed è quinto dietro al trio Hendrick, tuttavia nei passaggio successivi le gomme fanno la differenza più grande (34 giri di differenza fra il leader e il principale inseguitore) e la #19 vola. Le tre Chevy vengono passate in sequenza, ai -8 (malgrado qualche rumorino alla anteriore sinistra) anche Elliott viene aggirato. Ai -5 il gap è ancora 2.5″, ma ai -3 Briscoe ha già ripreso Cindric che è anche nel traffico. La #2 viene aggirata in curva1 e non c’è storia.
Briscoe vince anche la seconda stage davanti a Cindric (+2.1″), Bell (+2.6″, malgrado il servosterzo finito completamente ko ai -15), Blaney (+4.2″), Wallace (+4.7″), Logano (+7.4″), Elliott (+8.7″), Byron (+9.1″), Buescher (+9.3″) e un Larson che si salva (+10.3″) dopo l’inizio complicato, a seguire Reddick, Gibbs, van Gisbergen, Hamlin, Hocevar, Suárez. Per Preece la giornata finisce praticamente qui dato che è 28° ma il lucky dog va a Jones davanti a lui.
Dopo Gibbs ed Hamlin (che dietro la pace car in vista della ripartenza avrà pure un singhiozzo con la vettura senza pressione benzina), cade anche Bell, costretto ad anticipare la sosta per cercare di risolvere il problema al servosterzo, ma una soluzione immediata non viene trovata. Dopo un nuovo giro di soste Briscoe mantiene il comando davanti a Blaney, Cindric, Elliott, Wallace, Logano, Buescher, Byron, Larson e Gibbs.
Ripartenza, e sarà l’ultima della corsa, a 94 giri dal traguardo e stavolta Briscoe viene battuto sullo scatto da Blaney che, però, malgrado l’esterno non riesce a chiudere il sorpasso in curva2, dietro di loro 3-wide Elliott-Cindric-Wallace con Bubba sospinto avanti da Buescher e Reddick. In ciurva4 Briscoe mantiene la prima posizione ed i due scappano dal gruppo. Alla fine, dopo tre giri di battaglia in fila per tre (anzi un attimo anche per quattro quando Logano si infila sul trioval), ed ulteriori due 2-wide con la #2 ad avere la meglio è Elliott perché Chase si tuffa all’ultimo in curva3, Austin deve allargarsi di colpo e per poco Cindric non centra la #23 che deve allargarsi pure lei.
Il trio Penske però non ne ha come in passato: Logano perde terreno per primo, superato da Larson già ai -85, Cindric non ne ha come in Kansas e può solo seguire Wallace, Blaney perde in progressione e ai -80 è già a 2.5″ da Briscoe, ma ai -70 il gap è salito addirittura a 4″ e ai -65 ben 5″ quando Ryan viene raggiunto e poi superato facilmente da Wallace. Sempre ai -80 arriva il crollo ancora più verticale di Elliott che nei giri seguenti verrà passato da praticamente tutti gli avversari diretti per la vittoria. Vittoria che inizia a sognare Wallace, dato che nei 10 giri successivi al sorpasso di Blaney, ripreso e passato anche da Cindric, dimezza il ritardo dalla Toyota al comando.
Ai -55 Briscoe guida con 2.4″ su Wallace, 3.3″ su Cindric, 3.9″ su Blaney, 4.7″ su Reddick, 6.2″ su Larson, 7.7″ su Byron, 8.7″ su Elliott, 10.8″ su Logano e 10.9″ su van Gisbergen, poi Buescher, Hocevar, Bowman, Suárez, Gibbs, Hamlin, Bell incapace di recuperare e 24°.
Poi si entra nel giro finale di soste che non vedrà penalità: Gibbs anticipa tutti proprio ai -55, ma il vero segnale che sulla #19 l’assetto non sia ideale come nelle stage precedenti è il fatto che Chase sia il primo dei big a fermarsi ai -52 seppur insieme allo stesso Wallace e a Elliott, al giro successivo pittano Larson, Byron, Reddick e Logano, ai -50 Cindric e SVG con Buescher, ai -48 Hamlin, ai -47 Blaney e la coppia Spire.
Dopo i pit stop, al netto di Bell che sta andando lungo alla caccia di una caution che non arriverà, ai -45 Briscoe è ancora al comando, ma ora Wallace è nella sua scia a soli 0.3″, poi Larson è sbucato davanti agli avversari ed è a 4.4″, seguono Reddick (+5.4″), Cindric (+6.1″), Byron (+6.4″), Blaney (+10.1″), Elliott (+11.4″), van Gisbergen (+11.9″) e Logano (+12.2″).
Briscoe non ha avuto per tutta la corsa un avversario così vicino, non ha mai staccato tutti di miglia, ma ora c’ha Bubba ad un paio di lunghezze e pronto per sfruttare ogni occasione per passarlo, inoltre la #23 sembra tenere meglio la corda mentre la #19 si difende a centro pista.
L’auto più veloce in pista è ora però quella di Larson che ha aumentato il margine su Reddick a oltre 1.5″ ed ora è a meno di 4″ da Briscoe. Ai -34, dopo essersi staccato leggermente, Wallace torna sotto e si fa pure vedere all’esterno in entrambe le curve, ma in 3-4 scivola un pochino troppo e perde quanto guadagnato nelle miglia precedenti. Un nuovo avvicinamento arriva ai -29, ma Briscoe tiene l’interno dove pure la #23 vorrebbe infilarsi e quindi anche in questa occasione nulla da fare. Ci sarebbe un nugolo di doppiati in arrivo, ma da qui in poi, a sorpresa, Wallace inizia a perdere centimetri che poi diventeranno metri, come se avesse dato tutto prima per stare vicino alla #19 senza riuscire alla fine ad attaccarla veramente. E il pericolo sta diventando Larson, ora ormai a meno di 2″ di ritardo mentre Reddick è a quasi 5″.
Ai -25 Larson riprende Wallace, ma a ridare speranza a Bubba ci pensa il complicato doppiaggio di Briscoe, sempre più loose, nei confronti di Chastain. Loose, esattamente come sette giorni fa in Kansas a pista libera mentre nel traffico va meglio. E come sette giorni fa sta arrivando (allora tornando) sotto Larson. Il gruppo di doppiati che Briscoe affronta fra i -20 e i -15 riportano sotto Wallace con Larson, ma si fa sempre più pericoloso anche Reddick che ora scende sotto i 2″ di gap.
Il doppiaggio di Keselowski ai -13 apre definitivamente il gran finale, visto che Wallace è di nuovo in scia a Briscoe, Larson è a 0.6″ e Reddick a 1.0″. Malgrado la difficoltà iniziale, è proprio questa manovra che permette a Chase di allungare leggermente mentre Larson arriva al giro successivo in coda alla #23 e la attacca all’interno di curva3 passandola al pelo in uscita. E davvero si torna a una settimana fa.
Larson inizia a tuffarsi all’interno mentre Briscoe sceglie più traiettorie nell’approccio a pista libera e ai doppiaggi. Wallace si tiene nei paraggi, ma in curva4 ai 10 ha come una esitazione e a velocità doppia da dietro arriva Reddick che lo affianca in curva1, Bubba si aggrappa con i denti alla pista e chiude il sorpasso solo in curva4. Doppia coppia? No, perché Wallace negli ultimi otto giri crollerà di colpo.
Ai -7 Larson arriva in scia a Briscoe e sogna un nuovo sorpasso ai -6 come in Kansas, ma in curva1 Briscoe scende di traiettoria, toglie l’aria dal muso della #5 che scivola e deve alzare il piede. Tutto da rifare. Al giro successivo nello stesso punto va anche peggio col doppiaggio di Hill e Reddick si porta molto vicino a Kyle e lo attacca all’esterno di curva3 senza però guadagnare terreno visto che tocca leggermente il muro in 4.
Briscoe può respirare, ma mezzo secondo di margine a tre giri dalla fine e può anche sfruttare il nuovo attacco di Reddick, stavolta all’interno, di curva3. Larson è uscito più veloce e si lancia da curva2 al punto che in fondo al backstretch è di nuovo a due lunghezze dalla #19. Briscoe decide di difendersi all’interno e si salva perché Larson, pur lungo il muro, si vede che sta lottando contro la vettura.
Chase inizia l’ultimo giro con 0.211″ su Kyle e 0.509″ su Tyler. Sono solo loro tre, Cindric è a 4″. In curva1 Briscoe tiene il centro, Larson va esterno (ma non del tutto), Reddick cerca la corda, ma il bilancio in uscita vede i distacchi invariati. In curva3 la #19 invece punta la corda, la #5 decide di dare il tutto e per tutto, la #45 rimane in attesa al centro. Ma anche così non sembrano esserci variazioni relative, almeno fino a curva4. Qui Larson sbanda visibilmente e sbatte contro il muro, Reddick sta arrivando dietro a lui, non riesce ad evitarlo e lo centra. Mentre Briscoe si avvia verso la vittoria, la #45 involontariamente raddrizza la #5 e invece è la Toyota a prendere la via dell’infield, per fortuna Tyler riesce a controsterzare e quando è ormai in pit lane ha raddrizzato la vettura riuscendo pure nell’impresa di non perdere posizioni.
Briscoe vince dunque a Las Vegas precedendo Larson (+1.3″), Reddick (+3.2″), Cindric (+4.8″), Blaney (+5.223″), Byron (+5.253″, sorpasso in volata), Elliott (+11.0″), Wallace (+11.4″, ultimo giro addirittura in 35.4″ contro il 31.7″ di Briscoe), un ottimo van Gisbergen (+13.2″) e Logano (+13.3″), a seguire Bowman, Hocevar, Buescher, Suárez, Allmendinger, Hamlin, Gibbs, Herbst, A.Dillon, Gragson e McDowell ultimo a pieni giri, Bell 23° a -1, Preece 28° a -2, tutte e 36 le auto al traguardo incluso Smith a -5 come uno Zilisch in crisi tecnica nera, al punto che si è preso un giro di ritardo da Ware.
A metà della Chase, dunque, Larson allunga ulteriormente in classifica e vola a +40 su Hamlin grazie a cinque top5 in cinque gare, inseguono poi Bell a -55 e Logano a -71, ultimo ad essere a meno di una corsa (76 punti) di ritardo. Da qui in poi è obbligatorio vincere a ripetizione per tornare in corsa, ma non sarà semplice per nessuno. La #5 potrebbe aver preso non solo il muro ma anche il volo in classifica, anche se ci sarà presto Talladega ad attenderla.
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I prossimi appuntamenti
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Immagine: Media NASCAR
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