NASCAR | Cup Series, Las Vegas #1 2026: Denny Hamlin si porta a casa la sessantunesima grazie alla fuga finale

Di: Francesco Gritti
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Pubblicato il 16 Marzo 2026 - 15:00
Tempo di lettura: 7 minuti
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NASCAR | Cup Series, Las Vegas #1 2026: Denny Hamlin si porta a casa la sessantunesima grazie alla fuga finale

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Denny Hamlin supera il numero di vittorie di Harvick al termine della Pennzoil 400 al Las Vegas Motor Speedway

C’è solo una parola per descrivere Denny Hamlin, ed è “eterno”. Anzi, mi azzarderei a suggerirne una seconda, ossia “resiliente”. Il quarantacinquenne originario della Virginia, nonostante tutte le sofferenze patite sul piano familiare e professionale nel 2025, è riuscito a tornare in pista più forte di prima. La storia colma di umanità di questo personaggio ha prodotto quella che, forse, è stata la prima vera e propria standing ovation per quello che, a tutti gli effetti, è stato il “villain” della storia recente della NASCAR. Denny ha fatto capire a tutti che l’età è solo un numero e che è qui per provare a vincere quel titolo che gli sfugge costantemente dalle mani fin dal 2006.

Il paddock della NASCAR Cup Series continua il suo tour nella parte occidentale degli Stati Uniti. Il quinto round del campionato, difatti, è la Pennzoil 400 al Las Vegas Motor Speedway. Il tracciato in cui si svolge la gara odierna è un cookie cutter molto sinuoso, dalla lunghezza di un miglio e mezzo.

La storia del Las Vegas Motor Speedway (che non ha nulla a che fare con lo Strip Street Circuit) è molto particolare. Nonostante sia l’ovale il punto cardine delle competizioni di stock car nel Nevada, esso fa parte di un complesso di tracciati nato nel 1972, anno in cui è stato creato un piccolo road course di appena 3km. In seguito, il circuito (modificato nel tempo e ora molto tecnico, dalla lunghezza di quasi 4km) è stato affiancato da uno speedrome da 3/8 di miglia (1985) e dall’ovale su cui si correrà la prova odierna (1996), uno speedway da 1.5 miglia in configurazione trioval dal banking progressivo (20° di inclinazione massima), che non ha subito grosse modifiche dall’anno di apertura in poi.

La Pennzoil 400 è una gara estremamente importante per il pubblico del Nevada. La prova invernale di NASCAR Cup Series a Las Vegas, difatti, si tiene ininterrottamente dal 1998. La sua lunghezza, storicamente fissata a 267 giri, è stata modificata solo nel 2009, anno in cui gli organizzatori decisero di aggiungere 18 tornate.

Sono presenti a Las Vegas solo le 36 vetture iscritte a tutta la stagione. Bowman, ancora alle prese con dei problemi di salute, viene sostituito in questa occasione non da Alfredo (salito a bordo della Chevrolet #48 di Hendrick Motorsports a Phoenix), bensì da Justin Allgaier. Richard Childress Racing torna a schierare solo le due vetture titolari, lasciando Hill fuori dalla griglia della classe regina delle stock car.

Le Qualifiche consistono in un giro singolo, che viene svolto da ogni pilota a pista libera. Christopher Bell, pilota della Toyota #20 di Joe Gibbs Racing, conquista la pole position grazie ad uno straordinario 28.853″, tempo migliore di un decimo e mezzo rispetto a quello siglato dal compagno Denny Hamlin (#11), che scatterà al suo fianco in gara.

La gara

Bell, interno, allunga immediatamente su Hamlin, esterno. Il veterano, che viene affiancato da Gibbs, scattato dalla seconda fila, pochi metri dopo il via, viene coperto proprio dall’alfiere della #20 in curva 2, il quale tornerà vicino alla linea bianca alla 3.

All’uscita dell’ultima curva del primo giro, van Gisbergen allarga la traiettoria e tocca Jones. Il contatto fra i due fa perdere il controllo della vettura al neozelandese, che, dopo aver toccato Briscoe, riesce a riprendere la retta via senza girarsi. I danni allo splitter, derivanti dal passaggio sull’apron, tuttavia condizioneranno la vettura per tutta la corsa fino ad un mesto ultimo posto.

La leadership di Bell è tutt’altro che definitiva. Hamlin, infatti, si lancia all’interno alla quarta curva del secondo giro, salvo venire ripassato dal compagno di squadra subito dopo. Il veterano completa il sorpasso nei confronti del compagno di squadra nello stesso punto, ma un miglio e mezzo più tardi.

La prima serie di soste viene inaugurata da Reddick al giro 33. Il vincitore delle prime tre gare della stagione viene seguito da Larson al passaggio che segue e da Hamlin, Gragson, Gibbs, Berry e Jones a quello ancora successivo.

Bell, tornato in prima posizione, si ferma dai meccanici al giro 36 assieme a Preece. Il leader della corsa diventa quindi Logano, che svolge il primo pit stop di giornata al passaggio numero 40. Hocevar, salito in prima posizione, mantiene la P1 solo per un miglio e mezzo, dato che passa dalla propria pit crew assieme a Chastain.

Keselowski guadagna la leadership al giro 41, salvo cederla al 42 a causa della necessità di effettuare il rifornimento. Custer guadagna la testa della corsa per un miglio e mezzo prima di fare una visita ai meccanici.

Hamlin torna in testa al campionato al termine della serie di soste. Il veterano, svariate miglia più tardi, viene recuperato da Bell, che riesce a imporsi sul veterano al giro 68, più precisamente all’altezza di curva 4.

La risposta di Hamlin non si fa attendere: la #11 guadagna la posizione sulla #20 già alla piega successiva. Bell, però, è più veloce del compagno di squadra, sul quale si imporrà definitivamente al giro 71 grazie ad un attacco aggressivo in curva 4.

Christopher Bell vince così il primo stage a Las Vegas. L’alfiere di Joe Gibbs Racing è seguito sul traguardo da Larson, Hamlin, Gibbs, Wallace, Byron, Preece, Elliott, Blaney e Reddick. Durante la sosta generale, durante la quale Herbst torna a pieni giri, Hamlin e Gibbs vengono penalizzati per uno speeding e devono rimontare dal fondo dello schieramento.

Bell, interno, scatta meglio di Larson, esterno, nel momento in cui viene sventolata la bandiera verde. Il californiano, nonostante ciò, guadagna metri sul backstretch, anche se non riuscirà a imporsi sul nativo dell’Oklahoma, che conquista definitivamente la leadership in curva 4.

Nei passaggi seguenti, Bell e Larson danno vita ad una lotta accesissima per la prima posizione, in cui campione in carica sfrutta la linea interna per sferrare degli attacchi aggressivi, mentre il rivale si difende all’esterno grazie al sapiente utilizzo del banking.

Al giro 93, però, la musica cambia. Elliott, infatti, prende la linea interna, permettendo alla top 3 di procedere appaiata per l’intera lunghezza della tornata in questione. Questo “triello” verrà deciso da Byron, quarto una volta raggiunto il frontstretch. Il pilota della #24, infatti, permette a Larson di imporsi fisicamente sui rivali grazie ad una spinta fisica effettuata dal compagno di squadra.

L’azione in pista torna protagonista al giro 121, in cui Byron, Chastain e Reddick aprono la girandola dei pit stop. Blaney guadagna la testa della corsa appena un passaggio più tardi grazie alla sosta di Larson, Jones, Preece, Elliott e Bell.

Blaney e Hamlin passano dai meccanici al giro 127, permettendo a Keselowski di tornare ancora una volta a capo del gruppo. La leadership del campione 2012, come prevedibile, è fugace, visto che sarà proprio lui a chiudere il valzer dei pit stop al passaggio numero 129.

Larson mantiene la testa della corsa anche dopo la terza serie di soste. Il californiano, però, deve fare i conti nel lungo periodo con Byron, che guadagnerà la terza posizione al giro 159 grazie ad un attacco ben piazzato in curva 4. L’ultimo evento degno di nota della fase centrale di gara è il pit stop anticipato di Hocevar, avvenuto al passaggio numero 162 a causa di una foratura.

William Byron, pilota della Chevrolet #24 di Hendrick Motorsports, vince lo stage 2 a Las Vegas. Larson, Bell, Wallace, Hamlin, Reddick, Buescher, Preece, Elliott e Cindric completano la zona punti. Durante la sosta generale, anticipata dal pass through di Chastain, i meccanici effettuano delle riparazioni al fondo della Chevrolet di van Gisbergen, rimasto danneggiato durante il contatto di cui è stato autore al primo giro.

La porzione finale della Pennzoil 400 si apre nel segno Byron. Il vincitore del secondo stage, nonostante sia stato battuto da Larson, interno, allo stacco di frizione, riesce a “sciogliere le fila” del gruppo al termine del backstretch, tratto in cui il due volte campione della classe regina delle stock car viene superato da Hamlin e Bell, oltre che dal pilota della #24.

Hamlin, però, è chiaramente il più veloce del plotone, almeno nella fase iniziale dello stage. Il veterano, infatti, allunga sul gruppone dopo aver guadagnato la leadership al giro 185 grazie ad un sorpasso in curva 4 ai danni di Byron.

La quinta (e ultima) serie di soste viene inaugurata da Blaney al giro 210. Durante il passaggio successivo, più precisamente in curva 4, inizia una nuova lotta per la prima posizione grazie ad un attacco ben piazzato di Byron, che riesce a sopravanzare Hamlin.

Un possibile grande duello viene però interrotto sul nascere dall’unica caution “artificiale” di giornata, causata da un testacoda di Zilisch, avvenuto proprio alla quarta curva del giro 211 per evitare Stenhouse che sta entrando ai box. Tutti i piloti sfruttano la ghiotta occasione per rifornire e montare pneumatici freschi. Briscoe lucky dog.

L’ultimo restart di giornata si rivelerà fondamentale per l’esito della gara. Bell, interno, allunga inizialmente su Hamlin, esterno, che, al giro 219, torna davanti a tutti grazie ad un sorpasso in curva 2, grazie al quale si mette alle spalle il compagno di squadra.

Denny Hamlin vince in solitaria la Pennzoil 400 al Las Vegas Motor Speedway. L’alfiere di Joe GIbbs Racing anticipa sul traguardo Elliott, Byron, Bell, Gibbs, Buescher, Larson, Briscoe, Wallace e Keselowski. A sorpresa, tutti i piloti iscritti hanno terminato la gara.

Denny Hamlin, nato a Tampa, Florida, oramai 45 anni fa, è riuscito ad agguantare la sua sessantunesima vittoria in NASCAR Cup Series, prima del 2026. Il pilota di Joe Gibbs Racing, che ha superato in quest’occasione il numero di successi di una leggenda del calibro di Kevin Harvick, ha fatto capire a tutti che le difficoltà che lo hanno afflitto durante la scorsa stagione non lo hanno scalfito e che, quindi, è pronto a lottare ancora una volta per il titolo.

I risultati odierni

La classifica della “Pennzoil 400”

La classifica generale

Così in campionato dopo 5 delle 36 gare della NASCAR Cup Series 2026

Tyler Reddick, pilota della Toyota #45 di 23XI Racing, guida ancora la classifica con margine grazie ai 255 punti guadagnati finora.

Le altre categorie

O’Reilly Auto Parts Series, Las Vegas #1 2026: Larson vince una gara molto combattuta

I prossimi appuntamenti

Il paddock della NASCAR Cup Series, una volta terminato l’evento, migrerà verso est. Il sesto round della classe regina è, difatti, la Goodyear 400 al Darlington Raceway, prevista per domenica 22 marzo. L’appuntamento in questione avrà a supporto le gare di NASCAR O’Reilly Auto Parts Series e NASCAR Craftsman Truck Series.

Immagine: Media NASCAR

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