NASCAR | Cup Series, Kansas #2 2026: per Larson cappotto e allungo in vetta!

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 30 Settembre 2026 - 09:00
Tempo di lettura: 14 minuti
Condividi su
NASCAR | Cup Series, Kansas #2 2026: per Larson cappotto e allungo in vetta!
Home  »  NASCAR • Top

Kyle Larson tiene la gara sotto controllo in Kansas. Briscoe forza nell’ultimo stint per passare la #5, ma il controsorpasso decisivo arriva ai -6

La prima gara del trittico, potenzialmente decisivo, sugli ovali da 1.5 miglia all’interno della Chase della NASCAR Cup Series ha visto un solo nome nel tabellino, quello di Kyle Larson. Sue entrambe le stage, il giro veloce e la vittoria finale per un cappotto da 76 punti che lo lancia ancora più al comando della classifica generale, visto che il vantaggio su Hamlin è passato da una a 26 lunghezze. Il dominio di Larson, però, è andato in calando via via nell’arco delle 400 miglia in programma, da 6″ di margine della prima stage fino al sorpasso subito da Briscoe a 30 giri dalla fine. Chase, tuttavia, aveva spinto troppo per riprendere la #5 e il controsorpasso ai -6 ha sancito l’esito finale a favore di Larson.

La gara

La NASCAR arriva in Kansas scoprendo l’autunno. Cielo grigio per tutto il weekend e la pioggia a interferire il programma, il sabato salta per la terza volta nelle prima quattro gare della Chase. A dire il vero, i piloti riescono a scendere in pista per le prove libere ma la sessione dura nemmeno 2’20” e i tempi riscontrati (Elliott davanti a Hamlin, Logano e Bowman, poi tutti gli altri con 0.000″) non sono da ritenersi significativi.

L’algoritmo, dunque, interviene nuovamente e a scattare dalla pole position sarà Joey Logano, chiamato a ribaltare la sua stagione sugli ovali da 1.5 miglia dove finora ha raccolto la bellezza di 0 stage point, davanti a Larson, Bell, Hocevar, Gibbs, Hamlin, Wallace, Byron, Preece e Berry, Cindric 11° davanti a Buescher, Suárez (diventato papà domenica sera, proprio nello stesso giorno in cui il neo zio Nelsinho Piquet vinceva a Vallelunga) 14° prima di Reddick, Elliott 18°, Briscoe 23° e Blaney 25°.

Già Blaney, gli occhi di tutti sono su di lui e su Hocevar dopo la rissa di Bristol. E anche in Kansas, alla vigilia di una tripletta con Las Vegas e Charlotte che rischia di decidere o comunque indirizzare definitivamente la Chase, Ryan si presenta in versione pompiere, dicendosi non pentito della scazzottata ma solo dell’organizzazione della stessa, del mancato preavviso al team e del modo in cui si è presentato sul campo, rendendosi conto subito che sarebbe arrivata una mezza disfatta. A testimoniare questo, l’occhio sinistro ancora livido.

Domenica è la giornata migliore per il meteo, cielo comunque velato ma il rischio pioggia è dato in azzeramento. 267 i giri in programma (80+85+102) per le canoniche 400 miglia, però con una competition caution prevista al giro 35.

Alla bandiera verde la prima fila scatta alla pari, tuttavia dall’esterno in curva2 Larson aggira facilmente Logano e inizia qui la sua cavalcata; per Kyle a fine gara i giri al comando saranno addirittura 235. Chi parte altrettanto bene è Hocevar che prova un 3-wide all’interno verso curva3, ma deve alzare il piede – soprattutto alla successiva curva1 – e apre la porta a Bell. A completare la top5 c’è Byron che infila Hamlin.

Larson approfitta subito del triello per allungare su Logano, Hocevar e Bell, ma l’attenzione si sposta subito in coda: Reddick, scattato 15°, in appena cinque giri è precipitato al 29° posto e la sua discesa non si fermerà qui, sulla scia ancora di una estate molto complicata. Perde un po’ di terreno anche Gibbs mentre Blaney prova a risalire.

La top10 fatica ad assestarsi dietro a Larson, non pare esserci nessuno in grado di andare come la #5. Bell è il primo a cedere e viene infilato prima dalla coppia Byron-Hamlin (di lì a poco ci sarà uno scambio di posizioni), poi anche da un Cindric in forte recupero, alla fine anche Hocevar finisce dietro alla #11 e alla #24. Al decimo giro Hamlin è arrivato sotto ad un Logano che non sembra aver ritrovato la forma dei giorni migliori su queste piste, pagando la mancanza di rotazione della vettura alla corda.

Al giro 15 Blaney riaggancia, se si può dire così, il gruppo dei big, infatti nella top17 ci sono 15 piloti della Chase, le uniche eccezioni sono Berry ottavo e Gilliland 15° mentre Reddick è addirittura precipitato al terzultimo posto davanti ai soli Zilisch e Ware. Hamlin, intanto, a pista libera dopo il sorpasso su Logano, non solo non ha guadagnato su Larson, ma è finito addirittura a 5″ dal leader.

Logano nel frattempo sta reggendo e si sta tenendo dietro Byron, al punto che su di loro arriva Cindric che in un paio di giri passa entrambe le auto e si porta al terzo posto. Ai -10 dalla competition caution Larson tocca un vantaggio addirittura 6″ su Hamlin, poi raggiunge la coda del gruppo e inizia a gestire. Chi finisce nuovamente in crisi in questa Chase è Suárez, che scivola verso il fondo della top20, mentre Elliott entra in top10 passando Buescher.

Chi però è scatenato è Cindric, che ai -6 riprende e passa pure Hamlin. Gli ultimi assestamenti vedono Elliott superare un Bell col cruscotto che fa le bizze e Blaney infilare Briscoe. Alla competition caution Larson guida con 2.8″ su Cindric, 4.6″ su Hamlin, 7.9″ su Logano, 8.3″ su Byron, 8.5″ su Hocevar, 11.4″ su Wallace, 11.6″ su Berry, 12.7″ su Elliott e 13.9″ su Bell, poi Buescher, Preece, Gibbs, Blaney e Briscoe, Suárez precipitato al 26° posto, Reddick sempre 34° (frenato da moltissimo sottosterzo e alla fine anche sulle corde), lucky dog per Ware.

Il primo giro di soste lascia Larson al comando su Hamlin, Logano, Byron, Cindric (che inizia a perdere posizioni ai box con la ex pit crew della #12), Hocevar, Elliott, Wallace, Bell e Preece, lunghe soste per Chastain (i meccanici indagano dentro il passaruota della anteriore destra) e Reddick per cercare un ribaltamento di assetto.

Bandiera verde ai -40 nella prima stage e Larson tiene dietro Hamlin, poi Logano in difesa su Byron (William passerà al giro successivo) a precedere un 3-wide fra Wallace, Hocevar e Cindric in cui Carson riesce ad avanzare dal centro. Di slancio la #77 supera pure lei Joey e poi clamorosamente anche Byron lasciando la #24 di nuovo a lottare con la #22 (che torna davanti), segue Cindric e poi Bell. Il più scatenato però torna ad essere Austin, il quale riprende a rimontare.

Larson nei primi giri deve tenere a bada Hamlin, poi Denny inizia progressivamente a perdere terreno anche se non come in precedenza. Il gruppo si va allungando ed emergono solo i rimontanti o chi è in difficoltà: Wallace supera un Gibbs che era entrato in top10 solo grazie alla ripartenza, Blaney torna davanti a Briscoe e da qui riprende la rincorsa verso la top10, Reddick sempre impantanato in fondo alla top30.

Ai -25 Cindric supera e lascia sul posto Hocevar mentre Bell riprende e, dopo un bel duello durato qualche giro, scavalca Logano. Cede di colpo anche Wallace (a far compagnia ai compagni di squadra) e dopo Preece viene superato anche da Blaney. Ryan completa l’opera passando l’omonimo ed è nei primi 10 mentre Bubba scivola più in basso.

Come in precedenza, nel finale di stint Hamlin inizia a recuperare (aveva preso circa 2″ di distacco) su un Larson che sembra avere come punto debole quello del traffico, infatti fatica a doppiare Zilisch, poi non riesce a passare facilmente il trio composto da Stenhouse, T.Dillon e Custer. Ricky ad un paio di giri dal break bacia il muro in curva3-4, Larson deve abbassarsi per evitare guai e così perde ulteriore terreno, ma manca troppo poco per un attacco di Denny.

Larson vince la prima stage davanti ad Hamlin (+0.2″), Cindric (+1.4″), Hocevar (+4.9″), Bell (+7.5″), Logano (+9.7″, dunque primi stage point su un ovale da 1.5 miglia nel 2026), Byron (+10.1″), Elliott (+11.4″), un Gibbs in timida ripresa (+12.2″) e Blaney (+15.0″), poi Berry, Briscoe, Preece, Buescher e Bowman pure lui in recupero, Wallace 17°, Suárez 23°, Reddick 28°, Stenhouse si salva col lucky dog (il 100° in carriera) lasciando a -1 i soli Zilisch e Ware.

Il secondo giro di soste lascia Larson davanti ad Hamlin, seguono Bell, Byron, Cindric (altro -2), Elliott, Logano, Hocevar (sosta lenta), Gibbs, Briscoe, Blaney (nemmeno alla #12 sono molto rapidi finora), Buescher e Preece. Penalità per Bowman a causa di una ruota fuori controllo a vanificare una buona prima stage.

Si riparte ai -79 ed Hamlin, pur scattando meglio di prima, deve arrendersi nuovamente a Larson anche se fino a metà giro la questione sembrava aperta, poi Larson si tuffa a velocità doppia in curva3 e chiude la questione. Byron tenta di infilare Bell, ma l’esterno ha più inerzia; nei loro specchietti c’è già uno scatenato Hocevar rientrato in top5. Segue un 3-wide fra Logano, Cindric ed Elliott che vede Austin recuperare il terreno perduto, di slancio la #2 affianca anche Hocevar e Bell, tuttavia il suo slide job finisce per fargli passare solo Carson. La questione è solo rinviata e il sorpasso sulla #20 arriva ai -74 a cui segue quello (facile) su Byron al passaggio successivo.

Larson, intanto, ha ripreso nella progressione (un po’ di sottosterzo per Hamlin) mentre sia Logano (attacco su Hocevar) che Blaney (sorpasso su Gibbs per il rientro in top10) cercano di imitare in piccolo quanto sta facendo Cindric. Si sveglia anche Briscoe che aggira Elliott e da qui inizierà la risalita in classifica. Rischio invece per Berry nella difesa su Buescher.

Mette una marcia diversa dai -65 proprio Blaney, il quale in un attimo riprende la coppia Logano-Briscoe con Joey che di lì a poco perderà due posizioni. Cindric, invece, riprende Hamlin – finito a 3″ da Larson – e con uno slide job lo supera ai -61, anche se così facendo il distacco dalla vetta valica i 4″.

Ai -55 Larson guida con 4.7″ su Cindric, 5.6″ su Hamlin, 7.7″ su Byron, 9.4″ su Bell, 10.7″ su Briscoe che ha appena passato Hocevar (+11.3″), Blaney (arrivato di slancio su Carson, +11.3″), Logano (+12.2″) ed Elliott (+12.4″), poi Gibbs, Berry, Buescher, Wallace e Preece, Suárez 18°, Reddick ancora 27° dietro a Bowman che non ha recuperato dopo la penalità.

Si avvicina metà stage e la possibilità di un giro di soste sotto green, tuttavia appena dopo il sorpasso (pulito e senza alcun dramma) di Blaney su Hocevar in curva1, arriva una caution: fumata papale per il motore di Gragson (bravo a non finire a muro sul suo stesso olio) che costringe Noah al ritiro. Lucky dog per Zilisch che passa però da -2 a -1.

Un nuovo giro di soste non cambia la situazione in vetta: Larson esce dai box davanti ad Hamlin, Byron, Cindric, Briscoe, Bell, Logano, Blaney (altre posizioni perse sia dalla #2 che dalla #12), Wallace, Elliott, Gibbs, Hocevar (anche qui sosta lenta) e Buescher, Preece 16°, Suárez 20° e Reddick 29°, ancora controlli sotto il muso di Chastain, stavolta a sinistra, speeding per McDowell.

Bandiera verde ai -44 e caution immediata. Hocevar paga subito il terreno perso in pit lane, forse si lascia ingolosire da un varco che si apre davanti a lui sulla destra e vira leggermente da quella parte ma, primo anche Gibbs sta puntando quello spazio e poi da dietro è arrivata la spinta di Keselowski (che di sicuro non cerca qui la vendetta di Darlington, anche perché rischierebbe di innescare un big one) e così la #77 parte in testacoda verso l’interno della pista coinvolgendo anche Buescher (muso ammaccato), Berry (il più danneggiato), Wallace (qualche danno anche per lui all’anteriore con foratura alla anteriore destra), Smith, Jones e Gibbs mentre Carson danneggia in maniera notevole lo splitter. Zilisch torna a pieni giri.

Soste solo per i coinvolti nell’incidente, poi ripartenza ai -38 con Larson sempre davanti ad Hamlin, Cindric, Byron, Bell, Briscoe, Blaney, Logano, Elliott e Keselowski; Reddick ringrazia e si avvicina alla top20. Kyle scatta bene e prova a portarsi dietro la #2 (che passerà Hamlin al giro successivo), Byron invece ha dovuto alzare il piede nel #3 e così Briscoe entra in top5 davanti ad un Bell in difesa su Logano. William prova la difesa con uno slide job, Briscoe incrocia e rimane davanti.

Mentre Hamlin cerca il controsorpasso su Cindric, Larson ancora non scappa immediatamente e andrà in progressione. Gibbs è partito ancora bene rientrando in top10, ma Blaney lo ripassa di lì a poco salendo all’ottavo posto. Si fa vedere anche van Gisbergen, ora 12° dopo un ottimo pit stop, ma pian piano la #97 tornerà in fondo alla top20, zona in cui entra per la prima volta un Reddick che pare aver trovato una mezza quadra con l’assetto.

Byron si plafona e viene superato da un Bell che di slancio riprende pure Briscoe (che aveva toccato leggermente il muro causando del sottosterzo), a sua volta non lontano da Hamlin (ancora tight), Larson ricomincia con la sua progressione mettendo margine sulle Toyota che inseguono un Cindric ancora al terzo posto. Si spegne anche Logano, passato nuovamente da Blaney.

Chi sta però rimontando davvero è Reddick che ai -20 entra in top15 e, forse, sfrutta anche il primo raggio di sole del weekend a scaldare la pista. Davanti a lui c’è SVG che è stato superato da Elliott (con slide job) e da un Bowman che come Tyler sta recuperando. Sta perdendo terreno (oltre ad Hocevar rimasto in fondo) anche Buescher che paga più del dovuto i danni al muso patiti nell’incidente.

Larson vince anche la seconda stage davanti a Cindric (+1.3″, ma prima del traffico il vantaggio era oltre 2″), Hamlin (+3.3″), Briscoe (+3.7″), Bell (+4.0″), Byron (+6.4″), Blaney (+6.5″), Logano (+11.7″), Gibbs (+13.1″) e Keselowski (+13.3″); Elliott 11° davanti a Bowman, Reddick, Preece, Nemechek, Suárez, Wallace 21°, Buescher 24°, lucky dog per Hocevar dal 33° posto a lasciare Ware a -3 e Berry a -4.

Altro giro di soste e Larson rimane primo, ora però davanti a Briscoe, poi Hamlin, Cindric (altro -2), Bell, Byron, Blaney, Gibbs, Reddick, Elliott, Logano (posizioni perse per il jackman che perde il sollevatore cambiando lato) e Preece, Suárez 16°, ancora riparazioni per gli ammaccati.

Bandiera verde ai -96 e mentre Larson rimane al comando e Byron tenta la strada dell’apron per superare (non riuscendoci, però si metterà dietro Hamlin) Cindric, dall’esterno spunta fuori completamente inaspettato Reddick che sale addirittura al sesto posto e sembra aver ribaltato completamente la sua corsa. Si forma così una situazione curiosa: top13 tutta della Chase e gli altri tre in fila al 25°, 26° e 27° posto; Hocevar sembra in ripresa, ma poi toccherà nuovamente il muro rimediando altri danni.

Larson e Briscoe vanno via approfittando del fatto che Cindric debba difendersi da Byron con Hamlin che cerca di provarci su William, passandolo poi dall’esterno ai -90. Pure Suárez (pur senza cool suit) è entrato in top10 grazie ad un’ottima ripartenza e dietro di sé ha la coppia Penske con Blaney (il quale ha pagato al restart anche il fatto che Gibbs in curva4 si è appoggiato alla sua fiancata) che perde tempo anche nella lotta con Logano.

Byron non ne ha nemmeno in questo stint, in una gara in cui è sembrato comunque in ripresa dopo tante gare appannate, ma il sorpasso che vale a Reddick la top5 è comunque sorprendente visto dove era la #45 un paio di ore prima. Si spegne anche Gibbs, superato dalla coppia Legacy e che vede la top10 sempre più lontana causa sottosterzo.

Dai -85 in poi Larson ricomincia la sua progressione, anche se Briscoe non molla e fa un po’ di elastico con la #5 senza staccarsi mai definitivamente. Cindric, invece, non ha il ritmo degli stint precedenti, dunque in lotta per la vittoria sembrano essere rimaste solo la Chevy e la Toyota. Ai -70, quando Kyle inizia un nuovo giro di doppiaggi, Briscoe torna sotto a Larson e il duello per la vittoria prende vita con la #19 che arriva ad un paio di decimi dal leader in un paio di occasioni con la battaglia che favorisce il relativo avvicinamento anche di Austin.

Ai -60 Briscoe si fa vedere all’esterno di curva3-4, poi cerca l’incrocio dopo il traguardo, tuttavia Kyle fa buona guardia. Ai -55 Larson guida con 0.2″ su Briscoe (che rischia pericolosamente di toccare nuovamente il muro), 1.0″ su Cindric, 3.9″ su Hamlin, 7.0″ su Byron, 8.0″ su Bell, 8.5″ su un Reddick che comincia a rimbalzare indietro segno che non tutto sia a posto, 9.1″ su Blaney, 9.6″ su Elliott, poi il baratro con Suárez a 15.0″ insieme a Preece ed un Logano che si è spento di colpo nella stage finale.

È Preece ad aprire il giro di soste finale, un po’ in anticipo ai -56, poi dopo i sorpassi di Bell su Byron e di Blaney su Reddick, tocca proprio ai leader pittare ai -51 con Larson che rimane davanti a Briscoe guadagnando parecchio terreno in pit exit perché la #19 si trova Custer nel mezzo. Cindric copre ai -50 (ma perde tantissimo ancora una volta e scivola a 4.5″ dalla vetta) con Bell, Byron, Reddick e Suárez, poi Hamlin ai -49 con Logano, Elliott ai -48 con Gibbs, Blaney aspetta i -45 con Wallace e si chiude qui il giro di soste. Nessuna penalità, ma a pagare dazio è Reddick che rischia di ripartire senza anteriore sinistra e deve fare retro nello stallo per fissarla.

Ai -40 Larson guida con 1.3″ su Briscoe, 4.6″ su Cindric, 5.6″ su Bell, 6.3″ su Hamlin, 8.4″ su Byron, 15.5″ su Elliott, 15.9″ su Blaney (di lì sorpasserà la #9 con le sue gomme più fresche), 16.8″ su Preece, 20.2″ su Suárez, 20.4″ su Reddick e 20.8″ su Logano.

Quanto Larson sembra ricominciare la progressione, ecco che Briscoe inizia a forzare e ai -35, favorito anche dal traffico, torna sotto il secondo di ritardo. Il recupero della #19 è veloce e notevole e ai -31 Kyle è raggiunto. L’attacco, sorprendente, arriva di slancio, Briscoe va esterno in curva1-2 con Larson che copre al centro, ma è in 3-4 che Chase insiste su quella traiettoria mentre la #5 scivola e così permette alla Toyota di affiancare la Chevy sul traguardo dopo l’incrocio di traiettoria. Il sorpasso viene completato all’inizio del giro successivo con uno slide job in cui Larson non insiste nella difesa. Larson aveva guidato 228 dei primi 237 giri (e gli altri nove erano arrivati solo in occasione delle soste), ora tutto si riapre.

Briscoe non si ferma qui e, sempre di slancio, allunga al ritmo di un decimo al giro, toccando un vantaggio massimo di 0.8″ ai -25, poi inizia il rimbalzo. Cosa sta succedendo? Dopo una toccata al muro a metà gara, la #19 era diventata sottosterzante, al che al box il muretto ha corretto l’assetto portando la vettura ad essere più loose. Chase non lo sa che il traffico ha bilanciato perfettamente la Camry fino a quando era in scia, ma ora che è a pista libera è emerso di colpo il sovrasterzo. Poi non aiuta il fatto di aver dovuto forzare molto per riprendere Larson e quindi le gomme iniziano a non tenere.

Ai -20 Kyle è di nuovo nei pressi di Briscoe e il finale di corsa si fa ancora più incerto. Del duello nel traffico ne approfitta anche Cindric che, ora a 3″, inizia a recuperare decimi notevoli staccando la coppia Bell-Hamlin. Dopo qualche giro Chase respira leggermente riprendendo mezzo secondo di margine, ma ai -11 Larson torna sotto e le traiettorie sono opposte a quanto visto prima, la #19 in difesa a centro pista, la #5 lungo il muro.

Dopo un primo timido attacco all’interno di curva3 ai -10 (e che ha riportato Cindric ad appena 2″), l’affondo di Larson arriva ai -6 (curiosità, anche a Bristol il sorpasso decisivo arrivò ai -6) con attacco all’interno in curva1, scivolata verso l’esterno, leggero contatto in uscita ma senza danni o rivalità nascenti.

Kyle scappa via malgrado i doppiaggi, ma ad essere decisive sono due toccate di Briscoe col muro, la prima ai -5 è leggera ma sega l’allungo della #5, la seconda ai -2 è più severa e costringe Chase ad alzare pesantemente il piede, al punto che Cindric lo passa e viene ripreso anche da Hamlin. Austin potrebbe anche sognare, ma un Austin Dillon che resiste (non in maniera scorretta, in fondo era l’ultimo a pieni giri) al doppiaggio gli fa perdere lo slancio.

Kyle Larson vince in Kansas e soprattutto lo fa con un cappotto da 76 punti che lo lancia ancor di più in vetta alla generale a quota +26. Secondo è un sorprendente Cindric a solo mezzo secondo, Hamlin (+2.391″) è terzo in una volata 3-wide con Briscoe (+2.428″, deluso per la chance persa di rientrare nella lotta per il titolo con i 20 punti persi) e Blaney (+2.555″, in rimonta con gomme più fresche). A chiudere la top10 Bell (+2.9″), Byron (+3.7″), Elliott (+14.4″), e Preece (+17.8″), Reddick 11°, Suárez 14°, Gibbs 17°, Logano 20° dopo aver perso otto posizioni negli ultimi tre giri per la anteriore destra sulle corde, Buescher 23° a -1, Hocevar 33° a -3.

I risultati odierni

La classifica della “Hollywood Casino 400”

La classifica generale

Così in campionato dopo 4 delle 10 gare della Chase della NASCAR Cup Series 2026

Le altre categorie

Truck Series: Honeycutt sbanca la Chase dopo pioggia e forature!

I prossimi appuntamenti

Nel prossimo weekend la NASCAR farà tappa a Las Vegas. Mentre i Truck riposeranno per l’ultima volta in stagione, saranno in pista OAP (sabato notte) e Cup Series (bandiera verde domenica a tarda sera).

Immagine: Media NASCAR

Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE

Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi

È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.