Ty Gibbs sfrutta l’assenza di attacchi di Bell nel finale per portarsi a casa la Iowa Corn 350 all’Iowa Speedway
Ty Gibbs conquista la seconda vittoria in Cup Series al termine della Iowa Corn 350, confermando così di essere finalmente sbocciato. Il ventitreenne di Charlotte, nipote di “Coach Gibbs”, sta svolgendo una stagione di altissimo livello nonostante non sia sotto le luci della ribalta. Fate attenzione, però, Gibbs è un osso duro, e, aggiungo, non dovrebbe essere sottovalutato, soprattutto in ottica titolo.
La NASCAR Cup Series torna in pista dopo una settimana di pausa per la ventitreesima gara stagionale, la Iowa Corn 350 all’Iowa Speedway. Lo short track in questione è caratterizzato da un banking ridotto e da un asfalto “bumpy”.
L’Iowa Speedway, che prende il nome dallo stato in cui si trova, è uno short track da 7/8 di miglio caratterizzato da un asfalto “ruvido”, ricco di dossetti, e da un banking abbastanza ridotto, che non supera mai i 14°. L’impianto, costruito nel 2006 e formato da diversi ovali (oltre che da un “Roval”), non ha subito grosse modifiche dall’anno di inaugurazione.
La Iowa Corn 350, in cui il numero rappresenta quanti giri devono essere svolti per completare la gara (equivalenti a 306.25 miglia), è entrata per la prima volta nel calendario della NASCAR Cup Series nel 2024.
Solo i 36 piloti “titolari” prendono parte alla gara in Iowa. Questo significa che, a differenza di quanto accaduto a Indianapolis, 23XI Racing schiera solo le tre vetture full-time, mentre Beard Motorsports e Live Fast Motorsports disertano la trasferta in questione.
Le qualifiche, in cui il migliore dei due giri svolti a pista libera da ogni pilota determina la posizione di partenza, vedono Ryan Blaney, alla guida della Ford #12 del Team Penske, imporsi sul gruppo grazie a un ottimo 23.474″. Il campione 2023 sarà affiancato al via da Kyle Larson, alfiere della Chevrolet #5 di Hendrick Motorsports, più lento del rivale (esattamente come Logano, che scatterà terzo) di appena 18 millesimi.
La gara
Partire dalla corsia esterna, nonostante il banking non sia particolarmente elevato, è un vantaggio ad Iowa. Blaney, conscio di questo fatto, sfrutta l’outside lane per imporsi su Larson, interno al via, in uscita da curva 2.
Le posizioni vengono neutralizzate già durante il quarto giro per via di un incidente causato da un errore di Reddick. Il dominatore della prima fase del campionato, infatti, perde il controllo della propria Toyota in curva 1 e colpisce Jones. I due, una volta toccate le barriere esterne, subiscono dei danni importanti, che impediscono loro di proseguire la corsa.
La ripartenza premia Blaney, che, sempre dall’esterno, si impone nuovamente su Larson, leader della linea interna, in uscita da curva 2. Inizia così la fuga del campione 2023, che guadagna fin da subito metri importanti nei confronti degli inseguitori.
Durante il resto del primo stage, l’azione non regna protagonista in Iowa. Blaney, infatti, mantiene sempre un distacco importante nei confronti di Larson, salvo dover cedere terreno durante le ultime miglia, nelle quali il campione 2023 ha fatto fatica a liberarsi di Elliott in fase di doppiaggio.
Ryan Blaney vince in solitaria il primo stage ad Iowa. Logano, in grado di superare Larson attorno al sessantesimo passaggio, segue il compagno di squadra sotto la bandiera a scacchi biancoverdi. Gibbs, Austin DIllon, Chastain, Bell, Briscoe, Zilisch e Smith completano la top 10.
Durante la stage caution, oltre alla prima sosta di tutti i piloti e al lucky dog di un nome pregiato (Elliott), si verificano dei fatti importanti. Già, perché uno dei protagonisti di questa stagione, Hocevar, si ferma ai box per un intervento a cofano aperto probabilmente dovuto a dei problemi elettrici.
L’inizio della porzione centrale di gara si rivela molto simile a quanto accaduto in precedenza, data la quasi totale assenza di azione in pista. Blaney, esattamente come nei due “start” precedenti, sfrutta la linea esterna per imporsi (questa volta su Logano) in curva 2 prima di sparire all’orizzonte.
Tutto ciò viene interrotto da un testacoda di van Gisbergen. Al giro 90, infatti, il kiwi di Trackhouse perde il controllo della sua Chevy dopo aver preso male uno dei numerosi dossi che si trovano in curva 4, obbligando la pace car a tornare alla guida del gruppone.
Durante il periodo di caution, nel quale Hocevar svolge ulteriori controlli sulla sua ZL1 (sempre dovuti al problema elettrico riscontrato già durante le prime miglia), si svolge la seconda sosta di giornata. Preece lucky dog.
L’unico in grado di “fuggire dal Matrix”, Elliott, si ritrova a guidare il gruppo al restart. Il pilota Hendrick, tornato a pieni giri solo alla fine del primo stage, riesce addirittura a difendersi da Blaney, obbligato a scattare dall’interno, nonostante monti delle gomme leggermente più usurate rispetto a quelle dei rivali.
La scelta strategica di Elliott si rivelerà ben presto da rivedere. Durante il giro 98, infatti, si verifica un altro incidente. In curva 3, una spintina di Hill obbliga McDowell ad allargare leggermente la sua traiettoria. Ciò porta il veterano a contatto con Stenhouse Jr., che va in testacoda (riportando danni trascurabili). Durante l’ennesimo intervento rapido sulla vettura di Hocevar, van Gisbergen ha la possibilità di tornare in coda al gruppone.
La ripartenza si rivela particolarmente accesa, dato che Elliott, leader della linea esterna, viene attaccato sia in curva 2 che alla 4 da Blaney, interno, salvo prevalere sul rivale (anche se di poco) una volta raggiunto il termine del primo giro di bandiera verde.
Blaney, però, non si arrende. Il poleman, nonché vincitore del primo stage, prova infatti a dire la sua durante il giro 105, nel quale si affianca al rivale sul backstretch. Il campione 2023, però, perde per un istante il controllo della sua Mustang in curva 4, perdendo non solo la possibilità di proseguire la lotta con Elliott, ma, addirittura, anche la seconda posizione, che passa nelle mani di Wallace.
Sarà proprio il nativo dell’Alabama ad animare i passaggi seguenti. Wallace, infatti, si lancia subito all’inseguimento di Elliott, che supererà grazie a un attacco netto quanto efficace alla prima curva del giro 108.
La performance priva di imperfezioni di Wallace verrà rovinata da un testacoda di Hocevar in curva 4, il quale porterà in pista la pace car durante il giro 140. Durante questa frazione di gara tutti i piloti, ad eccezione di Bell, Briscoe, Hamlin e McDowell, svolgono un pit stop aggiuntivo, nel quale molti montano solo due gomme nuove. Ware lucky dog.
Dopo aver letto il paragrafo precedente, qualcuno di voi potrebbe domandarsi “Perché hai scritto che la performance di Wallace è stata rovinata? Per così poco?” La motivazione è presto detta: il pilota della #23, infatti, ha commesso uno speeding evidente durante il passaggio in pit lane, e, per questo motivo, ha dovuto svolgere un pass through.
Il rovesciamento delle gerarchie avvenuto durante la quarta caution di giornata permette a dei nuovi piloti di emergere, anche se per poco. Sono infatti Bell, esterno, e Hamlin, interno, a giocarsi la testa della corsa (la quale, come prevedibile, andrà nelle mani dell’alfiere della #20) al restart.
La corsa, però, viene interrotta pochi secondi dopo il via libera dato dai marshal. Già durante il giro 148, infatti, Herbst allarga la linea sul frontstretch, andando a toccare Preece, che a sua volta spinge verso l’esterno la Chevrolet di Bowman, la quale si infrange contro quella del compagno Larson.
L’urto fra i due portacolori Hendrick si rivela più grave del previsto, visto che Bowman, essendo leggermente più avanti rispetto a Larson, si ritrova senza alcun controllo sulla parte anteriore della sua vettura, che va a sbattere violentemente contro le barriere esterne.
I danni si rivelano importanti, dato che Larson perde una quindicina di giri per riparare tutta la parte posteriore destra della sua vettura, mentre Bowman è costretto a rimanere nei box per circa 40 minuti prima di poter solcare di nuovo l’asfalto dell’Iowa. Hocevar lucky dog.
La ripartenza premia l’iniziativa di Bell, che, dopo aver scelto di guidare il gruppo dalla linea esterna, riesce a mettere il “muso” della sua Toyota davanti a quello di Hamlin (che gli rimarrà comunque parzialmente affiancato per tutto il primo giro) già in curva 2.
Non si verificano ulteriori manovre impreviste per il resto del secondo stage, che vede Christopher Bell, pilota della Toyota #20 di Joe Gibbs Racing, passare per primo sul traguardo. Logano, Chastain, Gibbs, Briscoe, Hamlin, Byron, Blaney, Smith e Zilisch completano la top 10.
Durante la quarta serie di soste di giornata, che coincide con il momento in cui Custer ha la possibilità di recuperare un giro, Logano è vittima di un problema. Il tre volte campione della classe regina, infatti, è costretto a scattare dal fondo del gruppo dopo essersi spostato dalla propria piazzola senza che la gomma posteriore sinistra fosse stata fissata correttamente.
Il terzo stage si apre nel segno di Blaney. Il dominatore della prima porzione di gara, infatti, riesce a mettersi alle spalle Elliott in curva 4 al termine di una battaglia fisica nonostante sia quest’ultimo ad essere partito dalla linea esterna.
La leadership di Blaney si conclude poco dopo, al giro 254, quello in cui Bell, dopo un attento studio, riesce a superare il poleman all’esterno in curva 4. Ricomincia così la fuga di Bell, che mette fin da subito diversi secondi fra sé e gli inseguitori.
L’ultima serie di soste viene inaugurata proprio da Blaney, che decide di fermarsi al giro 285. Poco dopo, al 288, è la volta di Allmendinger, mentre al 291 Bell e Gibbs svolgono insieme la propria sosta. Chastain guadagna la prima posizione, mentre il giovane in forza a JGR, grazie ad un pit stop in cui gli vengono cambiate solo due gomme contro le quattro del compagno di squadra, diventa il leader virtuale della corsa.
Durante questa fase di gara, nella quale si assiste anche al ritiro definitivo di Bowman, la pit lane si riempie di numerose vetture. Tra loro spiccano Byron, Preece (entrambi al giro 293), McDowell (294), Austin Dillon (295), Briscoe, Stenhouse Jr. (ambedue al 296), Berry ed Herbst (298).
La pit lane continua a essere brulicante di azione anche all’inizio della “quarta centinaia” di tornate. Logano (giro 303), Wallace, Zilisch, Smith (tutti e tre al giro 310) e Hill (311) si fermano dai meccanici molto tardi, forse per la speranza di una caution (poi mai arrivata) che avrebbe potuto creargli un vantaggio.
A chiudere la serie di soste ci pensa Chastain, che, dopo essere rimato davanti a tutti per oltre un quarto d’ora, decide di fermarsi dai meccanici durante il giro 330. Gibbs recupera così anche la testa effettiva della corsa.
Le ultime miglia vedono Gibbs impegnato a difendersi da Bell. Le ostilità fra i due compagni di squadra, rimasti vicini dal momento della sosta in poi, non si accenderanno mai davvero, rendendo meno acceso il finale.
Ty Gibbs, pilota della Toyota #54 di Joe Gibbs Racing, vince la Iowa Corn 350 all’Iowa Speedway. La top 10 viene completata da Bell, Blaney, Berry, Hamlin, Briscoe, Chastain, Allmendinger, Byron e Austin Dillon, gli unici piloti rimasti a pieni giri.
Ty Gibbs, ventitreenne originario da Charlotte, North Carolina, l’epicentro della NASCAR, si è portato a casa la propria seconda affermazione personale in Cup Series (nonché stagionale) al termine di una gara in cui si è avvalso della facoltà di non risplendere fino al momento decisivo, il finale, una caratteristica che gli sta permettendo di restare fuori dai radar nonostante una stagione di altissimo livello.
I risultati odierni
La classifica della “Iowa Corn 350”
La classifica generale
Così in campionato a 3 gare dalla fine della regular season della NASCAR Cup Series 2026
Denny Hamlin, quinto, allunga ancora in campionato, dove si trova ora a quota 923 punti.
Le altre categorie
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I prossimi appuntamenti
La NASCAR Cup Series tornerà in pista settimana prossima, più precisamente domenica 15 luglio (sarà già lunedì notte in Italia), per la sua ventiquattresima gara stagionale, la Cook Out 400 al Richmond Raceway. La classe regina delle stock car verrà supportata nel corso del weekend da NASCAR Craftsman Truck Series e NASCAR Youth Series National Tour.
Immagine: Media NASCAR
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