NASCAR | Cup Series: “Happy Harvick” raddoppia di tattica a Richmond

Francesco Gritti - 15 Agosto 2022 - 12:50

Kevin Harvick vince la sua seconda gara stagionale e sessantesima in carriera sullo short track di Richmond, blindandosi nei playoff. Assente ancora Kurt Busch: il proseguimento della sua stagione a questo punto è a rischio.


Kevin Harvick è tornato quando meno ce lo si aspettava. “The Closer” ha innestato la sua seconda vittoria di fila dopo un baratro lungo 65 gare e quasi due anni. La carriera di un uomo, considerato fuori dal tempo, fuori dalla competitività sulle nuove Gen 7, si rigenera grazie alla tattica, all’esperienza e alla perspicacia nel fare la cosa giusta al momento giusto. Si descrive così la gara di Kevin Harvick, una rimonta di gestione, efficiente, tipica di chi ha perso il colore dei capelli e ha visto ritirarsi piloti ben più giovani di lui, ma ha ancora tanta voglia di mettersi in discussione e che, soprattutto, non si lascia intimidire da nessuno.

La “Federated Auto Parts 400”, round 24 della NASCAR Cup Series, è una prova importante. La seconda gara a Richmond, anticipata dalla storica data di inizio settembre, è l’ultima su uno short track prima dell’inizio dei playoff. Dal 1958 ad oggi non è mai saltato un appuntamento sul tracciato lungo 3/4 di miglio della Virginia dall’inconfondibile forma a di “D”, arrivata nel 1988 dopo una ristrutturazione generale. Il circuito verrà percorso 400 volte, per una lunghezza complessiva di 300 miglia.

L’entry list presenta solo le 36 auto canoniche, senza iscrizioni aggiuntive. Da precisare però la presenza di Ty Gibbs sulla Toyota #45 di 23XI Racing. Kurt Busch verrà sostituito dal giovane pilota, al momento in lotta per il titolo in Xfinity Series, per la quarta gara consecutiva, non essendo ancora in forma dopo il brutto incidente subito nelle qualifiche di Pocono.

I piloti, come da regolamento sugli short track, avranno a disposizione 2 giri lanciati per segnare un tempo valido, ma, per il resto, si tratta di una normale qualifica su ovale. Dopo essere stati divisi in due gruppi, i piloti entrano per siglare il giro migliore. I primi 5 di ogni gruppo si sfideranno un’altra volta per completare la top 10 sulla griglia di partenza. Kyle Larson porta davanti a tutti la sua Chevrolet Camaro #5 di Hendrick Motorsports con il tempo di 23.042″, quasi 2 secondi e mezzo peggio del record della pista di Jeff Gordon. Ad affiancarlo sarà il compagno di marca Ross Chastain, che ottiene un 23.1″ preciso.

La gara

In partenza Chastain sfrutta al meglio la traiettoria esterna mettendosi davanti a Larson. Dietro Hamlin e Byron procedono appaiati fino a quando la Toyota trova uno spiraglio di attacco, ma a questo punto la gara viene già fermata. All’ultima curva del quarto giro Tyler Reddick va in testacoda senza provocare danni a nessuno.

Alla ripartenza lo schema è lo stesso: Chastain sfrutta la maggior velocità della traiettoria esterna per mettersi davanti a Larson, mentre Hamlin si impone con lo stesso metodo su Byron. Nelle retrovie stupiscono le rimonte di Logano e Bell, in grado di superare molte vetture nel traffico senza incontrare la minima difficoltà, come stupisce il declino di Truex Jr., già fuori dalla top 10 dopo 25 tornate e in lotta con Custer e lo stesso Bell.

Al giro 34 Hamlin supera Larson e cerca di riprendere il leader Chastain, molto distaccato dagli altri piloti. Pochi giri dopo si animano le lotte nelle retrovie. Busch e Harvick si affiancano in un duello pulitissimo per la diciassettesima posizione. Più avanti il rimontante Almirola cerca il duello con Bell, ma senza riuscire nell’intento di sorpassarlo.

Lo stage 1 si conclude senza grossi colpi scena. Ross Chastain si porta a casa il primo trionfo parziale di giornata dopo un dominio lungo 70 giri sulla Chevrolet #1 di Trackhouse Racing. Nulla possono gli attacchi di Hamlin, flebili nel finale, che gli valgono però il secondo posto davanti a Larson, Keselowski e Byron.

Dopo la sosta generale e il lucky dog di Haley comincia un secondo stage percorso interamente in green. Chastain viene spinto da Hamlin in partenza e riesce a superare Larson dalla traiettoria interna. Il pilota Toyota, però, ostacola con la sua aggressività il poleman, costringendolo ad allargare in curva e cedere la posizione a uno scattante Joey Logano.

Già al giro 81 Logano supera Chastain in curva 4 e si porta in testa. Anche Larson, Hamlin e tanti altri piloti superano il vincitore del primo stage, lasciandolo sempre più indietro nelle gerarchie della gara.

Un piccolo colpo di scena avviene al giro 96. Busch sorpassa Gibbs in curva 1 con una toccata sul posteriore. Il ragazzo non ci sta e ridà la botta in curva 3. Il messaggio del pilota più giovane in griglia verso il pilota più vincente nelle 3 serie principali è chiaro, ossia che non ha paura nonostante la differenza di età ed esperienza.

Mentre i due lottano Ty Dillon li sorprende e li supera con traiettorie esterne molto aggressive. Al giro 105 le Toyota sono ancora attaccate, affiancate, in cerca di prevalere sull’avversario con la forza. Dopo 5 giri è Gibbs a difendersi, costringendo Busch ad arretrare. Al giro 115 il pilota della #18 attacca la #45, in origine del fratello Kurt, e si porta davanti dopo un giro di assedio.

Al giro 124 comincia il valzer dei pit stop. Anche se in regime di bandiera verde molti piloti decidono di fermarsi a cambiare le gomme e fare un rabbocco di carburante. Stenhouse Jr. e Gragson sono gli unici a rimanere in pista, anche se molto lenti e in grado di far sdoppiare facilmente le vetture dei piloti che hanno sostato.

Già al giro 133 Logano torna in testa. L’attacco in curva 1 lascia Stenhouse Jr impotente e lo costringe a indietreggiare e perdere posizioni. Anche Gragson sente l’usura degli pneumatici: al giro 138 il pilota della #16 (condivisa questa stagione con Hemric e Allmendinger) colpisce la barriera di curva 4 dopo aver perso leggermente la vettura, ma senza provocare una caution.

Il rischio di una neutralizzazione c’è invece al giro 156. Stenhouse Jr. capisce di essere troppo veloce prima di entrare in pit lane e decide di posticipare la sosta per evitare una penalità. Così facendo colpisce Truex Jr. mentre torna in traiettoria. Nonostante qualche decimo perso, una botta sulla fiancata e un bello spavento, il campione 2017 riprende a gareggiare come se niente fosse, questo fino al giro 172. Stenhouse si ferma al giro successivo, ma si prende una penalità (speeding) e la sua strategia alternativa salta definitivamente.

Altra sosta per tutti. L’assenza di una caution porta i piloti a decidere di correre ai box a fare rifornimento per arrivare alla fine dello stage. Logano resta in testa, ma diversi piloti rimangono doppiati per errori o riparazioni che allungano la sosta. Tra questi c’è Truex Jr., che si riuscirà a sdoppiarsi da Logano solo al giro 221 dopo quasi 50 giri di inseguimento.

Al giro 183 c’è il primo ritiro di giornata. Ty Gibbs si ferma dai meccanici con il motore in fumo. L’auto viene portata nel garage, ma le riparazioni non servono a nulla. Il pilota abbassa la rete e viene formalizzato il ritiro.

Ultima nota dello stage è il duello fra Blaney e Almirola per la quinta posizione. Nonostante Almirola cerchi con le cattive di prendersi la top 5, Blaney si difende. Dal giro 223 al 227 i due sono affiancati, mentre in seguito il pilota di origine cubana cerca il sorpasso con attacchi mirati e staccate profonde.

Un pacifico stage 2 termina con la prima posizione di Joey Logano, pilota Ford sulla #22 del Team Penske. Dietro di lui terminano distaccati Larson e Hamlin, oltre che un rimontante Harvick, bravo nella ripartizione delle soste. Blaney tiene saldo l’ultimo posto per la top 5, lasciandosi definitivamente alle spalle Almirola.

Lo stage 3 inizia col botto. Letteralmente. Dopo la sosta generale e il lucky dog di Wallace, i piloti sono pronti a ripartire. Larson scatta meglio di Logano, ma non riesce a concludere un giro in testa prima dell’uscita della caution. Chastain si appoggia a Busch in curva 3, facendo perdere velocità a entrambi. Jones non riesce a evitarli e colpisce Chastain, facendolo girare. Busch e Chastain se la cavano con qualche botta, ma Jones ha danni gravi alla sospensione.

Byron sfrutta la caution di Busch e Chastain per ritornare a pieni giri. Jones rientra immediatamente nei box, dove i meccanici cercano di riparare il danno meccanico, ma senza successo. Bisogna premiare l’impegno e la tenacia dei meccanici Petty GMS, che hanno provato a porre rimedio al fattaccio fino all’inevitabile ritiro, avvenuto circa mezz’ora dopo l’incidente.

In ripartenza Logano torna primo dopo uno scatto fenomenale all’esterno. Larson e Harvick lo inseguono, mentre Hamlin perde posizioni fino all’ultima caution di giornata. Al giro 251 Bell tocca l’apron e si gira senza causare danni, riportando Cindric nel lead lap.

Alla ripartenza Logano riesce a smarcarsi da Larson anche dall’interno. Harvick e Briscoe inseguono, mentre Hamlin lotta con Elliott e Busch per la settima posizione. Blaney attacca Busch al giro 262 tamponandolo in curva 3, mossa che non piace per nulla al bicampione del Nevada.

Dopo poco Harvick si stacca dal compagno di squadra Briscoe e dimostra una velocità senza pari. Al giro 270, dopo quasi 5 giri di attacco, Larson cade e “The Closer” si avvicina sempre di più al suo obiettivo, la seconda vittoria stagionale. Intanto il campione in carica perde posizioni continuamente e compie un errore su Hamlin che lo costringe a perdere ancora più terreno dal leader.

Al giro 295 è tempo di fermarsi al pit. L’uscita pericolosa di Ty Dillon dal suo stallo fa inchiodare Briscoe che è in pit lane; il ritorno di fiamma negli scarichi provoca principio di incendio sulla vettura di Briscoe, un fatto simile a quanto successo (anche se per una causa diversa) ad Indianapolis a Buescher e che in settimana la NASCAR aveva cercato di evitare di nuovo con una modifica agli scarichi. Intanto Hamlin tiene la testa della corsa per una decina di giri prima di fermarsi e restituirla a Logano.

Il principio di incendio diventa una fiammata pericolosa e Briscoe è costretto a fermarsi di nuovo al giro 309 per spegnerla, perdendo tanto terreno in una gara che sembrava sorridergli.

Mentre i piloti a fondo griglia anticipano l’ultima sosta, quando mancano 70 giri dalla fine Harvick comincia a infastidire Logano. Al giro 332, il pilota #4 si affianca al #22, riuscendo a mettere le 4 ruote davanti dopo due giri percorsi al lato esterno del rivale. Kevin ringrazia Stenhouse Jr. per il sorpasso, che è rimasto davanti a Logano durante il suo doppiaggio.

Anche i piloti di testa, a partire dal giro 340, iniziano a fermarsi per l’ultima sosta. Le Toyota di Hamlin, Bell e Truex Jr. sono le ultime a fermarsi come in precedenza con diversi giri di ritardo sulla concorrenza. In questo frangente Hamlin torna in testa, prima di cederla di nuovo ad Harvick alla sosta.

Mancano 40 giri alla fine. Dopo il crollo di Logano, che Joey motiverà con il calo della temperatura dell’asfalto visto che il cielo è diventato coperto, l’unico in grado di impensierire Harvick sembra essere il rimontante Buescher. Il pilota RFK viene aiutato dal compagno di squadra Keselowski ad avvicinarsi al primo dopo averlo ostacolato. Il texano manca in victory lane dal 2016, anno in cui vinse a Pocono per l’unica volta nella massima serie ed un suo successo cambierebbe ulteriormente la griglia playoff.

Nonostante 20 giri di tentativi il traffico dei doppiati ostacola Buescher, facendogli perdere tempo e metri. L’unico ora in grado di cambiare le carte in tavola è Christopher Bell. A 10 giri dal termine il pilota della #20 ingrana una marcia in più grazie alle gomme leggermente più fresche e recupera quasi mezzo secondo al giro sul leader della corsa. Al giro 396 supera Buescher e al giro 399 scende sotto il secondo di distacco, mettendo in discussione una vittoria che sembrava certa.

Forse con un paio di giri in più la sorte sarebbe stata diversa. Bell non riesce ad attaccare il leader, lasciando a Kevin Harvick l’onore di vincere la “Federated Auto Parts 400.” Dietro ai primi due, la classifica non presenta troppe sorprese: Buescher si mantiene terzo fino al termine della corsa, davanti a Hamlin ed Elliott, comunque molto distanti. Logano, Truex Jr., Almirola, Busch e Blaney chiudono la top 10.

Sono 60 le vittorie di Kevin Harvick nella massima serie, numero che eguaglia un’altra delle leggende ancora in attività: Kyle Busch. Il campione 2014 è riuscito a ritrovare la capacità di essere incisivo, fondamentale per cercare di portarsi a casa il secondo titolo Cup e il quarto titolo NASCAR, contando i due titoli vinti in Xfinity Series nel 2001 e nel 2006.

I risultati odierni

La classifica della “Federated Auto Parts 400”

La classifica generale

A due gare dal termine della regular season la situazione playoff ha cominciato a stabilizzarsi. Harvick guadagna la matematica certezza di poter lottare per il titolo grazie alla seconda vittoria stagionale. La stessa sorte tocca a Larson, Bell e Kyle Busch, qualificati matematicamente per distacco di punti nonostante abbiano solo una vittoria a testa. Loro 4 si aggiungono a Elliott, Chastain, Logano, Byron, Hamlin e Reddick al roster definitivo dei playoff.

Bowman, Suarez, Cindric e Briscoe hanno un vantaggio inferiore a 118 punti (il massimo che si può guadagnare nelle prossime due gare) su Kurt Busch, ultimo per punteggio fra i piloti con una vittoria. In caso di due nuovi vincitori il pilota dal punteggio peggiore non sarà in grado di accedere ai playoff. In caso di assenza di Kurt Busch anche a Watkins Glen, però, i 4 piloti sopracitati avranno accesso matematico alla lotta titolo.

Il sedicesimo pilota, al momento, classificato alla seconda fase di campionato è Ryan Blaney, secondo per punteggio e con soli 26 punti di vantaggio su Truex Jr. e che a Richmond ha guadagnato sette lunghezze che potrebbero risultare importantissime nelle prossime due settimane.

Inoltre si segnala l’impossibilità di accedere ai playoff da parte di Ware, troppo distante dalla trentesima posizione necessaria per passare il turno, mentre al Watkins Glen basterà una trentatreesima posizione nella prossima gara per incoronare Chase Elliott campione della regular season con una gara di anticipo ricevendo anche 15 ulteriori playoff point.

Così in campionato a 2 gare dalla fine della regular season della NASCAR Cup Series 2022

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I prossimi appuntamenti

Come sempre il circuito NASCAR resta in movimento. Domenica prossima, 21 agosto, si terrà la “Go Bowling at the Glen”, round 25 della NASCAR Cup Series sul tracciato di Watkins Glen. Lo storico road course sarà uno degli appuntamenti più attesi della stagione per diversi motivi: Chase Elliott potrebbe diventare campione della regular season, potrebbe esserci il sedicesimo vincitore diverso di una gara, ma soprattutto ci saranno molti piloti non americani in griglia.

Mike Rockenfeller, campione DTM nel 2013 e con una vittoria assoluta a Le Mans, debutterà in NASCAR sulla Chevrolet #77 di Spire Motorsports. Project 91, idea di Trackhouse Racing di portare in NASCAR i piloti più importanti al mondo diventerà concreta grazie a Kimi Raikkonen. Il finlandense campione di Formula 1 nel 2007 e recordman di partenze nella massima categoria formula tornerà in NASCAR dopo oltre 10 anni dall’ultima volta, ma non sarà l’unico pilota ex F1 in griglia.

Sono probabili le presenze di Daniil Kvyat a bordo della Toyota #26 del Team Hezeberg e il debutto del Team Stange Racing sulla Ford #79 con Tarso Marques al volante. Oltre alla classe regina correrà anche la Xfinity Series dopo una settimana di pausa. Sabato 20 si terrà la “Skrewball Peanut Butter Whiskey 200 at the Glen”, round 22 di campionato e penultimo road course della regular season.


Immagine: Media NASCAR