NASCAR | Cup Series, Gateway 2026: ritorno al successo per Kyle Larson!

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 16 Settembre 2026 - 09:30
Tempo di lettura: 20 minuti
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NASCAR | Cup Series, Gateway 2026: ritorno al successo per Kyle Larson!
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A Gateway gara tormentata da 18 caution (molte per incidenti evitabili), due bandiere rosse e due OT. Larson vince pur con la strategia non ideale battendo il favorito Logano

No, la scelta del titolo non è casuale. Infatti, come a Darlington, il weekend NASCAR di Gateway ha vissuto di un leitmotiv che ha accompagnato l’esito delle due gare. Se in South Carolina il motivo ricorrente era stato quello delle vittorie dei “re” dei secondi posti (Sheldon Creed e Christopher Bell), nei pressi di St.Louis invece sono tornati al successo i campioni 2025 di OAP e Cup Series e che, fatto ancora più rilevante, erano ancora a secco nella stagione in corso.

Dopo Jesse Love, infatti, è approdato in victory lane (dopo un digiuno di addirittura 51 gare) Kyle Larson, protagonista nel finale di una corsa controllata a lungo da Joey Logano e dalla pace car, viste le 18 caution che hanno reso la corsa fin troppo spezzettata a causa di tanti, troppi errori dei piloti e qualche rottura dei freni che a Gateway sono sempre un dettaglio tecnico critico.

La gara

La NASCAR Cup Series arriva a Gateway per la seconda gara della Chase ancora sull’onda delle reazioni post Darlington e, soprattutto, sull’incidente fra Hocevar e Keselowski che, quasi inevitabilmente ha avuto delle ripercussioni che, tuttavia si sono allargate ad una mezza faida fra lo stesso Brad, sia in qualità di pilota che di team owner, alle quali ovviamente si è aggiunto il solito Denny Hamlin nel suo podcast (visto l’incidente con McDowell) contro Hocevar, la dirigenza e l’intero Spire Motorsports.

Tutto fa brodo per tenere viva la discussione e tenere come bersaglio numero uno del plotone Hocevar e Carson, un po’ da incosciente, ci sta sguazzando alla grande, anche se ora è giunto pure lui il momento di tornare ad ottenere risultati dopo un’estate in flessione. Chi non ha avuto i risultati, invece, è stato il già silurato Nemechek: in settimana è arrivata la prevista conferma che il suo sostituto sarà Josh Berry.

Appena 36 le auto in pista a Gateway, solo quelle dotate di charter. Questo weekend parte subito in salita per Buescher e Ware: controlli tecnici falliti due volte, dunque espulsione del car chief e perdita della scelta dello stallo in pit lane. Poi iniziano le libere e il pronostico viene rispettato. Ovale piatto? Dominio Penske con Blaney davanti a Logano e Berry, poi la sorpresa Zilisch e Reddick. Buescher addirittura penultimo mentre in casa Toyota, su una pista notoriamente aggressiva su questo dettaglio tecnico, i primi grattacapi ai freni con Hamlin subito ai box dopo un giro (e poi un team radio infinito sulle sue preoccupazioni).

In qualifica arriva Hurricane Hocevar a mettersi in pole provvisoria quando arrivano i primi big, il suo sembra un buon tempo. Ma il suo è solo un grado3. Poi arriva il grado5 che si chiama Joey Logano che in un sol colpo toglie addirittura oltre quattro decimi (che su un ovale da 1.25 miglia sono una infinità). Alla fine qualcuno si infilerà nel mezzo, ma i 0.276″ di distacco fra Logano primo e Larson secondo sono il gap più grande in Cup Series addirittura dal 2017, almeno su ovale. Seguono in griglia di partenza Blaney, Bell, Briscoe, Hocevar, Wallace, Elliott, Gibbs ed Hamlin. Male Reddick (18°), Buescher (21°) e Byron (24°), mentre ottima qualifica – relativamente, sia chiaro – per Cody Ware, 30° e che si mette alle spalle Gragson, T.Dillon, Herbst, Gilliland, van Gisbergen e Stenhouse che inizierà nella maniera peggiore, cioè ultimo, la 500esima gara in Cup Series.

In una domenica soleggiata e calda (oltre 30 °C), dopo aver retrocesso il solo Nemechek in fondo per modifiche in parco chiuso, acceso i soliti fuochi più esplosivi che pirotecnici sul backstrech, può avere inizio una gara da 240 giri (45+95+100) per 300 miglia. Saranno 300 miglia – e più – decisamente movimentate.

Alla bandiera verde Logano scatta bene e viene seguito da Bell in curva2, Hocevar ci prova all’interno di Larson in curva3 ma deve desistere; brutta partenza per Buescher che scivola fin da subito verso il fondo della top30 mentre anche Hamlin perde quattro posizioni e viene superato anche da Cindric.

Il primo episodio vero della gara arriva al quarto giro quando in un 3-wide con Berry, Suárez perde leggermente il muso della vettura, si allarga e involontariamente stringe a muro Reddick che subisce il contraccolpo e prosegue cercando di capire se ci siano danni. Ad aiutarlo pochi secondi più tardi ci pensa il compagno di squadra Herbst che finisce in testacoda in curva4, con il replay che non chiarisce se sia stato pizzicato da dietro da Stenhouse, e finisce col muso contro il muro interno.

Reddick va ai box per controllare il lato destro della vettura, che ha toccato le barriere sia all’anteriore che col posteriore, insieme a T.Dillon, Gilliland, van Gisbergen ed Herbst che perde un giro, poi si riparte ai -35 con Logano davanti a Bell, Larson, Hocevar, Blaney, Briscoe, Elliott, Gibbs, Wallace e Bowman.

La #22 scatta ancora bene mentre Blaney si smarca, va 3-wide e affianca Larson e Bell, Kyle preferisce alzare il piede e in curva4 Ryan completa il doppio sorpasso che lo mette al secondo posto; alle loro spalle Hocevar viene attaccato da Briscoe, poi Chase desiste e viene puntato da Gibbs. Continuano le difficoltà di assetto di Buescher, passato quasi subito dall’ammaccato Reddick, ma al giro 15 arriva già una nuova caution per un testacoda di Stenhouse in curva2, in sovrasterzo tutto da solo, del quale ne beneficia Herbst con il lucky dog.

Stavolta ai box ci vanno Suárez (crede ad una ruota mal fissata, ma anche questa settimana l’assetto della #7 è stato sbagliato), Keselowski, Allmendinger, Nemechek, Reddick, Buescher, Gilliland, T.Dillon, Ware e il citato Stenhouse. Ripartenza ai -26 sempre con Logano al comando su Blaney, Bell, Larson, Hocevar, Briscoe, Elliott, Gibbs, Bowman e Wallace.

Bandiera verde e subito bandiera gialla: mentre Larson restituisce subito il favore a Blaney, in coda al gruppo 4-wide in curva2 (e il dato si commenta da sé) con SVG stretto nel panino fra Gragson e McDowell mentre Keselowski era ancora più all’interno, la #71 tocca il muro, la #4 si gira sul muso della #97 e nasce un piccolo parapiglia in cui Suárez viene toccato da dietro da Ware e si appoggia a Noah. Pochi danni, ma comunque il messicano va con altri ai box per controllare che tutto sia a posto. Idem ancora una volta Reddick.

Ennesimo restart ai -21 di una stage tormentata con ora Logano davanti a Bell, Blaney, Larson e il resto della top10 invariata. Joey parte ancora al meglio, si mette davanti al compagno di squadra, poi però scivola in curva1 e riapre la porta alla #12 che, tuttavia, non ne approfitta e si riaccoda a Bell mentre alle loro spalle Larson viene aggirato da Hocevar e puntato da Briscoe che, poco più tardi, arriverà addirittura a ruote bloccate in curva3 ed Elliott lo infilerà.

Nessuna tregua però per questa gara: dopo poche tornate la quarta caution in nemmeno 30 giri con van Gisbergen che cerca di attaccare all’esterno Ty Dillon, ma all’improvviso si trova davanti un Allmendinger che non ha velocità, il neozelandese si appoggia alla fiancata della #16 e perde il controllo per uno stanco testacoda. Lucky dog per McDowell che aveva perso un giro nelle riparazioni.

Ormai si intravede la fine della stage e quindi ora il gruppo si spezza. Vanno ai box Cindric, Hamlin, Byron, Smith, Zilisch, Preece, Jones, Custer, Buescher, Stenhouse e Allmendinger. La nuova top10 alla bandiera verde dei -13 vede dunque Logano sempre primo davanti a Bell (che comincia a sentire il pedale del freno più lungo), Blaney, Hocevar, Larson, Elliott, Briscoe, Gibbs, Wallace e Bowman.

Stavolta Joey non parte al meglio e così deve andare in difesa su Bell, Hocevar spinge Blaney e poi va lui 3-wide, ma la manovra non si compie e così viene attaccato da Larson con i due che mettono nel mezzo Ryan e Kyle tocca leggermente il muro ma riesce a mettersi dietro gli avversari. Piccolo intoppo a centro gruppo, ma stavolta non ci sono incidenti così come poco più tardi Wallace viene toccato da dietro in curva1, si intraversa e per poco non travolge il compagno di squadra Reddick.

Blaney resiste dall’esterno e Hocevar si vede attaccato da Elliott, intanto vanno via in due con Bell molto vicino a Logano approfittando del fatto che la #22 non tiene la corsa e così può farsi vedere all’interno di curva1-2 dopo essersi lanciato dall’esterno di 3-4. Joey, tuttavia, riesce a difendersi senza subire un vero e proprio attacco.

Logano vince una tormentata prima stage davanti a Bell (+0.25″), Larson (+1.5″), Blaney (+1.8″), Elliott (+3.2″), Hocevar (+4.8″), Briscoe (+6.0″), Bowman (+6.2″), Gibbs (+6.4″) e Keselowski (+6.7″); Suárez 14° davanti a Byron, Hamlin 17°, Cindric 21°, Reddick 24°, Wallace 29°, Preece 31°, Buescher 33°, Gragson lucky dog a riportare tutti a pieni giri.

Come da previsioni, al break gruppo spezzato in pit lane. Il primo ad andarci è McDowell per ulteriori riparazioni (e perderà nuovamente il giro), poi ci va il resto del plotone che non lo aveva fatto in precedenza. Tirano diritto in dieci e sono Keselowski, Nemechek, Suárez, Byron, Hamlin, Gilliland, A.Dillon, Cindric, Custer e Buescher, seguono poi su due gomme Bell, Gibbs, Zilisch e Jones, con un pit completo Logano (anch’egli col pedale del freno più lungo), Larson, Smith (2), Blaney, Elliott, Hocevar, Bowman e Briscoe, fuori top25 Reddick, Wallace e Preece (penalità per lui), speeding per A.Hill.

Ripartenza ai -88 con la speranza di una stage più tranquilla. Lo sarà, ma solo in parte. Keselowski scatta bene e rimane davanti a Nemechek e Suárez, Larson invece va subito all’attacco all’esterno e viene seguito da Logano e Blaney mentre la coppia Briscoe-Elliott rimane imprigionata nel traffico. Bell è il primo big a venire sorpassato e da Kyle mentre Joey alza il piede e si deve rilanciare

Chi vorrebbe stare con questo trio è Gibbs, ma perde l’attimo giusto e si ritrova dietro a Jones che gli chiude la porta in curva3. Allora a Ty parte un piccolo embolo e mezzo giro più tardi manda in testacoda la #43 con il compagno di squadra Briscoe che quasi finisce a muro per evitare Erik. Lucky dog per McDowell nuovamente a riportare tutti a pieni giri. Box solo per Preece e proprio Jones, poi ennesima ripartenza ai -80 con Keselowski davanti a JHN, Suárez, Byron, Hamlin, Cindric, Gilliland, A.Dillon, Custer e Zilisch con Larson appena dietro a precedere Buescher, Logano, Bell, Blaney e Reddick.

Scatto alla pari in prima fila mentre alle loro spalle Byron stacca forte e si prende la terza posizione, poi Hamlin aggira Suárez che perde un’altra posizione. Larson entra in top10 e Logano, stavolta dall’interno, lo segue. Reddick invece non trova spazio e finisce in un 4-wide con lo stesso Joey, che avanza e se ne va, Bell e Buescher. Ma la caution non arriva qui: dopo curva2 effetto a catena dopo una chiusura dello stesso Buescher su Hocevar che innesca un rallentamento in cui Herbst scarta improvvisamente, si gira sul muro di van Gisbergen e nell’effetto pendolo viene centrato da Allmendinger.

Si è aperta la finestra per andare col pieno fino a fine stage e, un po’ a sorpresa, si fermano praticamente tutti. Tirano dritto solo Chastain, Jones e Preece, seguono dopo aver cambiato due gomme Hamlin, Larson, Berry, Keselowski, Zilisch, Byron, Logano, Blaney, Bowman, Reddick, Cindric, poi con un pit completo A.Dillon, Suárez, Elliott, JHN, Bell (e perde rischiando uscendo dallo stallo proprio con la #9) e Briscoe che finiscono nel traffico e faranno molta fatica a rimontare nel traffico.

Ennesima bandiera verde ai -71 e, incredibile ma vero, arriva il primo long run della corsa. Anzi, l’unico long run che durerà ben 62 giri quando il secondo stint più lungo di bandiera verde sarà in seguito e di appena 18 tornate (quello precedente più esteso era stato da 14 in chiusura di prima stage).

Ripartenza ancora pari in prima fila, Zilisch prova in 3-wide all’interno ma deve alzare il piede e così con gomme fresche Larson dall’esterno avanza, Logano lo segue poco lontano e sfrutta Berry per superare Hamlin dopo un 3-wide. La #5 in un amen è già al terzo posto che diventa secondo dopo il sorpasso su Chastain, immediatamente ripreso. Anche Blaney finisce nel traffico e perde un po’ di tempo con Reddick ma mai come Bell che non solo avanza, ma viene passato da alcuni rivali diretti.

Intanto Chastain tiene a bada Larson mentre Logano deve ancora passare Preece e Keselowski, ma ai -60 Kyle trova il varco in curva3-4 per infilarsi all’interno della #1 e poi completare il sorpasso che porta la #5 al comando alla frenata successiva. Nello stesso momento Brad supera il compagno di squadra e Preece poco più tardi viene aggirato anche da Logano. Blaney inizia a recuperare e si mette una posizione dietro alla #22, anche se ha perso il treno buono e non recupererà terreno a pista libera.

Mentre Larson prova l’allungo, Logano fatica a chiudere i sorpassi decisivi perché le due Ford riprendono un Chastain molto abile nella difesa, ma che allo stesso tempo è condannato a doversi fermare prima di fine stage (dai team radio attorno ai -12). Keselowski ci prova più volte all’interno, ma non riesce ad affiancare del tutto la #1, Joey invece aspetta l’evolversi della situazione per sfruttare eventuali errorini altrui senza rischiare grosso contro due piloti non qualificati alla Chase. Preece, invece, cede e viene passato anche da Blaney. Fuori dalla top10 Elliott ci mette fin troppo tempo a scavalcare Bowman che inizierà qui una progressiva discesa.

La gara si è calmata, ma l’intensità è diventata quella buona perché non ci sono sorpassi facili, bensì costruiti con metodo e calcolo millimetrico. Avanza verso la top10 Briscoe che approfitta del calo di Byron e prova a seguire Elliott. Guaio invece per Ware, la cui window net si sgancia e quindi arriva la bandiera nera per una sosta obbligatoria ai box in cui perde due giri.

Ai -35 Logano accelera meglio da curva2 e riesce a passare di slancio Keselowski ed ora tocca a lui valutare come approcciare Chastain. Dietro ancora assestamenti con Briscoe che supera Elliott. Ai -25 Joey decide di attaccare e, approfittando del doppiaggio di McDowell, infila Ross in curva1 e si porta al secondo posto a 2.6″ da un Larson che, inaspettatamente, deve risparmiare un pochino di benzina. Chastain è dato ancora come presto ai box, mentre Preece decide di giocarsela, rischiando parecchio, col fuel saving.

Larson nel primo vero giro di doppiaggi della corsa perde poco, ma mantiene il controllo della situazione. Ai -15 ha ancora 1.9″ su Logano, seguono Chastain a 4.0″, Keselowski a 4.2″, Blaney a 4.7″, Berry a 8.5″, Hamlin a 11.4″, Preece a 13.0″, Reddick (pure lui con dubbi sui freni) a 14.6″ e Briscoe, rientrato in top10, a 14.8″. Wallace 12° e in rimonta dietro a Jones e davanti a Elliott, Cindric, Gibbs, Byron, Hocevar e Bell tutti in fila, Suárez 20° mentre Buescher è 30° e a rischio doppiaggio.

Il finale di stage vede ripetersi il ventaglio Chastain-Keselowski-Penske (stavolta con Blaney al posto di Logano), ma anche il sorpasso di Gibbs su un Byron sempre più in difficoltà. Proprio ai -12 Keselowski riesce a aprire la porta su Chastain e passa, seguito al giro successivo in curva2 da Blaney con Ross che deve addirittura frenare all’esterno perché è stato richiamato ai box per lo splash&go necessario per andare fino a fine stage.

Proprio mentre Chastain sta uscendo dai box, ecco che arriva una nuova caution: Smith, proprio davanti a Larson, perde i freni verso curva1 e finisce violentemente a muro. Zane esce un po’ rintronato dalla vettura, ma nel complesso sta bene, anche se comunicati ufficiali non ce ne sono.

La moviola intanto ha già parlato: Larson aveva appena tagliato il traguardo dei -10 e quindi viene applicata la nuova regola che vede la chiusura anticipata della stage per non perdere tempo. La #5, dunque, conquista il traguardo intermedio davanti a Logano (che era arrivato a 1″), Keselowski, Blaney, Berry, Hamlin, Preece (che si salva col fuel savig), Reddick, Briscoe e Wallace, Elliott 12° su Cindric, Gibbs, Byron, Hocevar e Bell, Suárez 19°, Buescher 29°, Chastain si salva col lucky dog che lascia a -1 Gragson, Herbst, T.Dillon, McDowell e, dopo una wave around, Ware.

La pit lane si apre al giro 136 (quando la stage si sarebbe dovuta chiudere al 140, dunque rispetto alle strategie originali siamo in anticipo di almeno cinque passaggi) e Logano, sfruttando il primo stallo in pit lane, torna al comando davanti a Larson, Keselowski, Berry, Preece, Briscoe, Hamlin, Blaney, Wallace ed Elliott, poi Reddick, Gibbs, Cindric, Byron, Jones, Bowman, Bell, Hocevar, Suárez con Buescher 25°.

Ripartenza a 100 giri esatti dalla bandiera a scacchi e ricomincia immediatamente il delirio: mentre Logano scatta bene, il 3-wide di Briscoe all’interno di curva1 è accettabile, il 4-wide di Wallace decisamente no. Bubba prima si tocca leggermente con Chase, poi quando tutto sembra risolto in curva2 c’è un nuovo contatto fra le due Toyota con la #19 che scende e innesca una carambola in cui finiscono anche Byron (splitter danneggiato), Preece e Berry, meno invece Bowman ed Elliott (toccato sulla posteriore destra). Lucky dog per Herbst.

Le uniche soste di rilievo sono proprio per Wallace e Byron che devono riparare il muso (e la #23 anche un po’ lo sterzo), poi bandiera verde ai -94 con Logano sempre primo davanti a Larson, Keselowski, Berry, Preece, Hamlin, Blaney, Elliott, Gibbs e Reddick.

Joey scatta ancora bene, copre subito Larson con Keselowski che aggira Kyle tornando al secondo posto, Preece esce di colpo dalla top10 mentre ci entra invece Hocevar e a questo punto in top13 ci sono ben 11 piloti della Chase. Davanti, intanto, Brad è scatenato, segue da vicino Logano, in un paio di occasioni si fa vedere anche all’esterno, tuttavia la #22 non perde la lucidità e quindi chance vere di sorpasso non ce ne sono.

Ai -90 Logano precede Keselowski, Larson, Berry, Hamlin, Blaney, Elliott, Preece, Gibbs, Hocevar, Reddick, Cindric e Bell con un Tyler in ripresa e all’attacco di Carson. Poi, però, il vero colpo di scena. Sul traguardo esplode il freno anteriore destro di Blaney che si appoggia al muro in curva1 e per Ryan ovviamente gara finita, nonché chance persa di avvicinarsi moltissimo ad Hamlin in classifica generale. Lucky dog per Gragson.

Come nella stage precedente siamo a poco dalla finestra per l’ultimo pieno e praticamente tutti si giocano questa chance, tutti tranne Larson e Berry che, appare chiaro fin da subito, sono sulla strategia sbagliata a meno di miracoli. A seguire dopo la sosta praticamente tutti a cambiare due gomme con Keselowski e Logano davanti a Hamlin, Hocevar, Gibbs, Bell, Cindric, Reddick, Preece, Jones, JHN, Elliott, Buescher, mentre in coda rimangono i soli Byron e Wallace.

Green ai -78 con Keselowski che spinge Larson, ma da dietro Berry tocca la #5 e la manda larga aprendo la porta ad Hamlin che, tuttavia, non riesce ad approfittarne del tutto. Berry, Hamlin e Larson sono 3-wide e Kyle tiene giù il piede in curva4 toccando il muro ma dovendosi accodare a Josh. Hamlin invece rimbalza indietro e i primi a passarlo sono Logano, Hocevar ed un Bell ritrovatosi in questa fase.

Berry non si ferma qui e riattacca Keselowski che aveva approfittato della battaglia citata mentre Logano scavalca Larson. Joey si trova ancora in fase di attesa come nei giri precedenti, tuttavia la pressione è tutta su Brad perché la #22 sembra avere un passo molto diverso. Fra la #6 e la #21 ci sono anche un paio di contatti, ma Brad mantiene la prima posizione difendendosi dall’esterno. Logano si infila immediatamente su Josh mentre Larson perde la posizione anche da Bell.

Arriva però subito dopo un’altra caution a centro gruppo: Custer ha un’esitazione in curva4, Chastain scarta per evitarlo ma si gira sul muso di Briscoe senza riportare danni. Lucky dog per Ty Dillon mentre chi ha pittato all’ultima bandiera gialla ora è praticamente certo di arrivare in fondo con la benzina.

Berry e Larson si arrendono subito, ma con loro pittano nuovamente Zilisch, A.Dillon, Byron, Hill, Herbst (con principio di incendio), Allmendinger e Wallace. Keselowski riparte dunque al comando su Logano, Hocevar, Bell, Gibbs, Hamlin, Reddick, Cindric, Elliott e Bowman mentre la #5 è al 21° posto.

Bandiera verde ai -66 e Logano si trova ora in una posizione scomoda visto che al choose cone alla sua destra, uno dietro all’altro, ci sono proprio Keselowski e Hocevar. Non succede nulla fra i due, Joey rimane secondo mentre Bell lotta con Gibbs. Poco dopo il sorpasso di Elliott in curva1 su Reddick e il rientro di Briscoe in top10 dall’esterno, ancora una caution: in un 3-wide verso curva1 i soliti nomi noti: Stenhouse (estraneo alla faccenda ora), Gragson ed Herbsy con Riley (gara da dimenticare per lui) che si gira sul muso di Noah. 12esima caution (record eguagliato a Gateway) e lucky dog per McDowell.

Poche soste (Suárez, Buescher, SVG, Gilliland, Gragson, Chastain ed Herbst), poi bandiera verde ai -59 con Keselowski su Logano, Hocevar (addirittura pentito di non aver aiutato Brad pochi giri prima), Bell, Gibbs, Elliott, Hamlin, Preece, Reddick e Briscoe e, soprattutto, Larson già 15°.

Stavolta Joey scatta meglio ed in curva3 infila Keselowski tornando al comando, Hocevar ci prova ma si riaccoda, seguono poi le coppie Bell-Gibbs ed Elliott-Hamlin sulla quale si avventa Preece che va 3-wide all’interno, ma Denny sembra avere la meglio. Per la #11 sarà solo un illusione a causa di un forte sottosterzo.

Ai -55 un Logano stranamente alla caccia del long run piazza il break e stacca Keselowski, ma già si tiene d’occhio la rimonta di Larson che è appena rientrato in top10 e davanti a sé Preece (subito passato), poi Bowman e la coppia Elliott-Hamlin in battaglia. Più dietro, quasi un 4-wide fra Briscoe, un Wallace in ripresa dopo aver sistemato la vettura, Cindric e A.Dillon.

Mentre Hamlin non ne ha e viene passato in sequenza dal trio Hendrick (con Larson che però perde terreno ed è a 4″ da Logano), sembra essere tornata la tregua. Berry inizia pure lui a recupera posizioni, ma ormai Larson è andato, Bell torna sotto ad Hocevar e lo supera ai -47 quando però ormai il ritardo dalla vetta è di 2.3″. Quando Larson infila Bowman in curva1 ai -43 ed è a 5″ da Logano, ecco che arriva la vera caution che probabilmente ribalta la corsa. Anche a Gragson esplode un disco freno (per lui il posteriore destro) e Noah ha la lucidità di appoggiarsi al muro per limitare i danni. Dopo 13 caution uscite praticamente dagli stessi nomi (ora lucky dog per Ware a riportare tutti e 32 i superstiti a pieni giri).

Il dilemma al muretto è forte: cambiare gomme o no? Dopo una notevole indecisione, alla fine il muretto di Logano decide per il pit stop. Per sua fortuna è la scelta che opta di fare il 90% del gruppo: tirano dritto solo Keselowski, Gibbs (errore di comunicazione, avrebbe dovuto rientrare), Preece, van Gisbergen e Chastain.

E qui forse il muretto della #22 avrebbe potuto agire diversamente, ma i tempi a dire il vero sono decisamente stretti: avendo l’ultimo stallo in pit lane, qualcuno avrebbe potuto notare le soste di molte vetture e vedere che la maggioranza delle auto ha cambiato quattro gomme. Non ci sarebbe dunque bisogno di cambiarne solo due perché le posizioni perse in più sarebbero state poche, invece a Logano si fa sosta veloce così come a Briscoe e Berry, da Bell in poi sosta completa con la #20 a precedere Elliott, Larson, Bowman, Suárez, Byron, Wallace e Reddick. Sosta lenta per Hamlin alla anteriore sinistra, doppia per Hocevar a causa della posteriore destra mal fissata, speeding per Stenhouse.

Bandiera verde ai -35 e Gibbs scatta male, Logano prova un 3-wide all’interno che rischia di farlo rimbalzare molto indietro perché Briscoe va tutto esterno e aggira la #22 che in uscita di curva2 si trova un po’ bloccato prima da Gibbs e poi in curva4 da SVG. Keselowski ringrazia e scappa via. Logano però è scatenato: aggira il neozelandese in curva1, poi si lancia all’attacco dello stesso Briscoe e, dopo un giro alla pari, lo infila in curva2 venendo seguito da Bell. Pochi secondi e la coppia #22-#20 attacca e passa anche Chastain e così Logano è di nuovo secondo ai -30 a 1″ da Brad.

Anche Larson, tuttavia, sta rimontando portandosi dietro Elliott ed in vista c’è Briscoe. Mentre Logano e Bell rosicchiano centesimi al leader, Kyle supera la #19 e anche la #9 ci prova in curva1, tuttavia anche ad Elliott saltano i freni e nella piroetta travolge l’incolpevole omonimo. Dunque, Chase e Chase (qualificati alla Chase) finiscono ko.

Gibbs è costretto a pittare ora e lo fa con Suárez, Hocevar ed altri, poi nuovo restart ai -20 con Keselowski a precedere Logano, Bell, Chastain, Larson, Berry, Bowman, Wallace, van Gisbergen, Byron, Reddick, Preece e Cindric mentre Hamlin è in difficoltà e naviga sempre fra 15° e 20° posto.

Stavolta le gomme fanno la differenza e già in curva1 Logano è di nuovo primo davanti a Keselowski. La situazione sarebbe molto favorevole per Joey perché Bell è partito male e deve lottare con Chastain (scambio di fiancate) e Berry che cerca di approfittarne. Inoltre, Larson non ha ancora superato Keselowski e quindi la #22 può allungare… per un paio di giri perché arriva ancora una caution (proprio istanti dopo il sorpasso di Kyle su Brad in curva2) a frenare tutti.

L’incidente è di quelli spettacolari: Bell è ancora coinvolto nella lotta con Berry, Chastain è andato e da dietro è arrivato anche Wallace. Josh tocca Christopher in curva1 e apre la porta in cui si infila Bubba. Stavolta però la responsabilità non è sua bensì di Berry che chiude la porta in curva2, arriva il contatto che coinvolge anche lo stesso Bell mentre Reddick non riesce ad evitare il blocco e salta letteralmente sulla #21. Byron si salva inchiodando ma la sostanza è che finiscono (quasi) ko altri tre piloti della Chase.

Ormai pittare non è una opzione e si riparte ai -13 con Logano davanti a Larson, Keselowski, Chastain, Bowman, Byron, Dillon, SVG, Cindric, Preece e Hocevar già 11° mentre Hamlin è solo 14°. Bandiera verde e ancora subito bandiera gialla, ma in quei pochi secondi Larson sfrutta le gomme migliori per infilarsi in curva1 e passare Logano. A centro gruppo in un 4-wide in curva2 ennesimo incidente evitabile della serata con Allmendinger, Gibbs, Zilisch e Suárez tutti ad allargarsi come se non ci fosse un domani e viene anche da chiedersi dove siano gli spotter. Quelli messi peggio nella carambola sono quelli citati tranne Connor ma aggiungendo Ty Dillon e Stenhouse; lucky dog per Bell e bandiera rossa per pulire la pista senza perdere giri.

La nuova bandiera verde viene sventolata ai -7 e, come detto, ora al comando c’è Larson davanti a Logano, Bowman, Keselowski, Chastain, Byron, A.Dillon, van Gisbergen, Cindric e Preece, poi Hocevar ed Hamlin. Kyle si invola e Logano riesce a difendere la seconda posizione in una top5 sostanzialmente invariata. Scappano via le due Hendrick con la #22, Byron si risveglia superando Brad ai -5 mentre Hocevar rientra in top10.

La situazione sembra cristallizzata verso la bandiera a scacchi, quando ai -3 arriva un nuovo incidente. Sembra una coincidenza che la 17esima caution della gara sia proprio per la #17: anche a Buescher sono saltati i freni. Nuova bandiera rossa per pulizia detriti, lucky dog per Reddick e al primo OT si va con Larson davanti a Logano, Bowman, Chastain, Byron, A.Dillon, Keselowski, Hocevar, SVG e Zilisch.

Pronti, via e mentre Bowman aggira Logano, van Gisbergen chiude troppo la porta in curva1 e si gira sul muso di Hocevar mandando tutti al secondo OT. Per fortuna è la 18esima e ultima bandiera gialla, anche se SVG rischierà nel finale di provocarne una 19esima con Stenhouse.

All’ultima ripartenza (Larson davanti a Bowman, Logano, Chastain, Byron, Keselowski, A.Dillon, Hocevar, Zilisch e Cindric) Kyle scappa via approfittando dell’ultimo spunto di Logano che però deve accodarsi alla #48, Keselowski invece tenta un 3-wide interno che non ha successo. E una gara soffertissima ha finalmente conclusione dopo oltre 3h45′.

Kyle Larson rompe a Gateway un digiuno durato addirittura 51 gare e precede sul traguardo Bowman (che ha corso pensando all’amatissimo cane Finn scomparso in settimana), un deluso Logano, Byron (malgrado lo splitter rattoppato), Chastain, A.Dillon, Zilisch, Hocevar (dopo la ruota mal fissata), Hamlin (che si salva in extremis) e Cindric; Wallace 14°, Preece 17° davanti a Gibbs e Bell, Reddick 25°, Buescher 27°, ritirati Suárez, Elliott, Briscoe e Blaney.

Nella Chase, tutto riaperto, solo che stavolta Hamlin è inseguito dallo stesso Larson ad appena nove lunghezze e la sensazione che a contendersi il titolo siano già rimasti in otto vista la spaccatura fra ottavo e nono in classifica generale. Ma la Chase è ancora molto lunga e di colpi di scena ne arriveranno ancora.

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