NASCAR | Cup Series: Erik Jones riscrive la storia con la vittoria a Darlington

Francesco Gritti - 6 Settembre 2022 - 13:45

Erik Jones torna in victory lane dopo 3 anni di assenza a Darlington. La furia di Hamlin nel finale non riesce a togliere la vittoria al pilota Petty GMS. Per ora, nessuno è ammesso al Round of 12.


55 anni. Non un giorno di più, non un giorno di meno. É questa la distanza che intercorre fra il successo di Erik Jones e l’ultimo della leggendaria #43 a Darlington, datato 1967, con a bordo “Il Re” Richard Petty. In 55 anni la NASCAR ha cambiato il suo volto molte volte, ma non ha mai cambiato la “Southern 500”, una gara fondamentale per ricordare l’identità di uno sport che migliora, pur conoscendo quali sono le sue radici. Ora sono 17 i vincitori diversi, moltissimi, in una stagione tra le più spettacolari e imprevedibili della storia delle stock car.

I playoff di NASCAR Cup Series si aprono a Darlington. Dopo la “Goodyear 400”, round 12 della stagione, vinto da Joey Logano, la massima serie delle stock car torna sulla “Lady in Black” per il round 27. La situazione è calda: la lotta titolo comincia qui, con i 16 piloti qualificati che cercheranno di avanzare fino alla fine dei playoff.

Il circuito, costruito nel 1950 e mai cambiato radicalmente nel layout, è uno speedway da 1.366 miglia (circa 2,2 km), con 4 curve asimmetriche. La velocità media è relativamente bassa, ma la tecnica è fondamentale per domare ogni metro del percorso ovale.

La “Cook Out Southern 500” è una prova che per l’America significa storia. Dalla fondazione del circuito non è mai esistito un campionato senza questa prova, che non perde mai il suo fascino con il passare degli anni. I piloti dovranno affrontare “Il Tracciato Indomabile” 367 volte, moltissime, in una delle gare più difficili dell’intera stagione.

La lineup di piloti non si scompone molto: sono le solite 36 le vetture in griglia, ma c’è un cambiamento importante. Wallace e Gibbs (ancora al via al posto dell’infortunato Kurt Busch) si scambiano di vettura, in modo da permettere maggiori possibilità di ottenere buoni risultati nel campionato owner da parte della #45, qualificata ai playoff dopo la vittoria di Kansas.

La pole position va a Joey Logano, sulla Ford Mustang #22 del Team Penske, con un tempo di 29.181″, 2,3″ più lento del record di Kevin Harvick datato 2014. Il campione 2018 sarà affiancato al via da un altro contendente al titolo: Christopher Bell, sulla Toyota #20 di Joe Gibbs Racing, appena 9 millesimi di secondo più lento del poleman. La top 10 è invasa di piloti qualificati ai playoff: dal terzo in poi si trovano Byron, Reddick, Kyle Busch, Cindric e Larson in posizioni consecutive, oltre che Blaney nono. Gli altri aspiranti campioni partiranno più indietro.

Appena finita la top 10 si trovano Hamlin, Chastain e Austin Dillon. Bowman partirà sedicesimo, davanti ad Harvick e Briscoe in P18 e 19. Molto distante Elliott: il campione della regular season ha avuto difficoltà in qualifica e dovrà scattare dalla dodicesima fila, davanti a Hemric, mentre l’irregolarità riscontrata per ben tre volte prima delle qualifiche a Suárez lo costringe a saltare la prima fase del weekend. L’alfiere Trackhouse partirà dal fondo e dovrà pure compiere un drive through durante la sessione principale.

La gara

Alla partenza Logano prende subito la testa su Bell. Già al giro 5, però viene mostrata la bandiera gialla. Alcune goccioline di pioggia stanno sorvolando la pista. Essendo una nuvola passeggera, i piloti sfilano dietro la pace car per una decina di giri, permettendo anche a Suárez, doppiato dopo il drive through, di tornare al passo con gli altri. Alla ripartenza non succede nulla di eccezionale e al giro 35 la gara viene di nuovo bloccata per la competition caution (posticipata di 10 giri per la pioggia).

I piloti si fermano ai pit e, dopo la ripartenza, cambiano leggermente le carte in tavola. Logano è sempre davanti, ma stavolta è Byron secondo, mentre Bell scende terzo dopo un pit che non si può definire dei migliori. Al giro 45 Chastain comincia a scaldare gli animi bloccando Blaney in curva 4 durante un sorpasso. Harvick e Suárez rimontano moltissime posizioni man mano che passano i giri.

La leadership cambia al giro 66. Byron infila Logano in curva 2 dopo diversi giri di studio e prende la testa della corsa. Tra i giri 71 e 77 i piloti optano per una serie di soste in regime di bandiera verde. Byron è fra gli ultimi a fermarsi, lasciando Wallace per un giro in testa, il giro 76 per essere precisi, durante il quale il pilota della Chevrolet #24 si è fermato per un rabbocco e un cambio gomme.

Subito dopo il giro di soste Larson rientra e si ferma nella sua piazzola: per lui ancora problemi al motore dopo Daytona. I meccanici sistemano in qualche modo il danno, facendo rientrare il pilota con 4 giri di ritardo dal leader e compagno di squadra Byron.

Passano molti giri senza azione. Il giro 108 permette la ripresa della cronaca, con il contatto Penske fra Blaney e Logano. La #12 è più veloce, ma la #22 non vuole lasciare un centimetro, facendo così toccare i due compagni di squadra. Ad avere la meglio è Blaney, in grado di superare il poleman assieme a Wallace che sfrutta l’occasione per rimediare una posizione.

Lo stage 1 finisce in modo inaspettato. Chase Elliott, che ha recuperato diverse posizioni rispetto alla partenza, si gira in uscita di curva 2. La Chevrolet del campione 2020 taglia la pista e colpisce la Ford di Briscoe, altro pilota in lotta per il titolo. La diagnosi è lapidaria: danni ingenti alle sospensioni e all’asse posteriore. Per Elliott la gara finisce al trentaseiesimo e ultimo posto. Briscoe rientra in pista attardato con qualche toppa.

Lo stage 1 finisce sotto caution con una vittoria di William Byron. Il pilota #24 riesce a far sorridere Rick Hendrick con un bel risultato dopo i problemi dei due piloti principali. A seguirlo il trenino Joe Gibbs, con Hamlin, Busch, Bell e Truex Jr. nelle posizioni che completano la top 5. Dopo il giro di soste Gibbs, primo dei doppiati, ha l’onore di tornare nel giro del leader.

Dopo 115 giri molto strategici ce ne si aspetta altrettanti simili nello stage 2. In partenza Busch tiene l’esterno e sfrutta il banking a suo vantaggio per restare davanti a Hamlin. Le vetture procedono in fila fin da subito, senza sconvolgimenti in classifica per diversi giri.

Al giro 148 Suárez inaugura un’altra sessione di pit stop. Busch si ferma al giro 153, lasciando la prima posizione a Hamlin, già pronto all’attacco da diverso tempo per un paio di giri. Seguono poi Wallace, che torna in cima al gruppo per un altro paio di tornate, e Keselowski, su una strategia più conservativa.

Il giro di soste penalizza Chastain. “Watermelon Man” rientra prima al giro 162 e poi al 169. L’auto #1 è rimasta per una decina di giri gravemente instabile, tanto da far tremare la pit crew per l’ipotesi di una sospensione danneggiata. Fortunatamente si è trattato solo del cerchione della gomma posteriore sinistra difettoso, che, nonostante il sospiro di sollievo, lascia il ragazzo della Florida 3 giri indietro.

Durante la tempesta in casa Trackhouse, Busch torna in testa al giro 167 grazie al pit tardivo di Keselowski. Al giro 174 in rischio di una caution di fa sentire: Stenhouse Jr. colpisce la barriera di curva 2. Il bicampione Xfinity riporta la vettura ai box senza causare problemi alla gara che invece verranno accentuati solo qualche giro dopo da Todd Gilliland.

Il rookie di Front Row sbatte contro il muretto in curva 2 e fora uno pneumatico mentre la vettura scivola a centro pista senza controllo. A parte un cambio gomme, non si verificano altri grossi interventi sulla Ford #38. Gibbs ringrazia e sfrutta il lucky dog per la seconda volta.

In ripartenza la situazione non cambia troppo. Busch sfrutta l’esterno per restare davanti a Hamlin, mentre dietro la diatriba per il terzo posto porta Byron in mezzo al plotone Toyota di Truex Jr. e Bell. La situazione non rimane movimentata a lungo. Già al giro 192 viene richiamata in pista la pace car da un insospettabile Kyle Larson. Il campione in carica replica l’incidente di Gilliland, subendo però anche danni all’aerodinamica posteriore. L’intera griglia opta per la sosta di fine stage, l’unico a non rientrare è LaJoie.

Il pilota della #7 affianca quindi Kyle Busch alla bandiera verde. Nonostante la traiettoria esterna, molto più conveniente in partenza, le prestazioni limitate della vettura di Spire e le gomme consumate permettono alla #18 di tornare in cima al gruppo dopo un’insolita staccata in curva 3. LaJoie perde posizioni. Nel frattempo Suárez tocca le barriere di curva 2 senza riportare nessun danno se non una striscia senza vernice. Yeley si ritira per noie meccaniche.

Un elettrizzante duello lascia con il fiato sospeso il pubblico di Darlington. Dopo una decina di giri dal restart Cindric e Wallace si trovano a lottare. Per diverse tornate il pilota dell’Alabama, passato sulla #45, cerca invano di portarsi avanti, finché un momento di follia gli permette di tentare l’attacco tutto all’esterno in curva 2. Anche Reddick vuole sopravanzare il rookie di Penske, ma i due collidono sul backstretch, lasciando non solo la #8 davanti alla #2, ma anche la #4 di Harvick in grado di superare entrambi. Tra i due litiganti il terzo supera.

Al giro 209 Busch lascia la posizione più ambita al compagno Truex Jr. dopo l’attacco di quest’ultimo in curva 2, ma l’equilibrio dura per poco. Al giro 218 Ware si gira in curva 4. Nonostante non abbia ricevuto nessun danno, viene chiamata la caution. Il lucky dog stavolta è per Almirola.

Busch riprende subito l’iniziativa in partenza, bruciando Truex Jr. all’esterno e allontanandosi sempre di più, tanto da lasciare l’escluso di livello dai playoff a lottare con l’acerrimo (dato che gli ha preso l’ultimo posto nei playoff per una manciata di punti) rivale Blaney. Tensione al giro 226: Bell spinge Suárez a muro in curva 2, mossa che lascia il messicano leggermente arrabbiato. Logano e Byron approfittano della diatriba per superare entrambi.

Truex Jr. riprende Busch per il finale di stage. Al giro 229 attacca in curva 2, ma il compagno di squadra, che può guadagnare ben di più in ottica playoff, non lascia il minimo spazio. Nonostante i diversi tentativi la #18 è immobile in prima posizione.

Dopo altri 115 giri Kyle Busch passa davanti a tutti sotto la bandiera a scacchi bianchi e verdi. Truex Jr. non ha successo e deve accontentarsi del secondo posto, comunque distanziando da Blaney, Logano e Byron. Nel parapiglia delle soste Kyle Larson guadagna un lucky dog che ha del miracoloso. La strategia di wave around e il sapiente sfruttamento delle caution gli ha permesso di tornare di già nel giro di testa dopo il problema che lo ha costretto a rimanere 4 tornate indietro.

La prima fila dello schieramento per gli ultimi 137 giri è formata dagli acerrimi rivali Busch e Logano. Il pilota Toyota fa la solita mossa e si lascia alle spalle l’ex compagno di squadra. Truex Jr. insegue la Ford. Il contatto sul traguardo fra Blaney e Suárez (senza conseguenze) è l’unico fatto degno di nota di questa prima parte di stage.

Al giro 268 i piloti Richard Childress inaugurano i pit stop sotto bandiera verde. Oltre metà griglia ha già eseguito la sosta quando al giro 275 avviene un importante colpo di scena.

Caution fuori subito: la Ford di Kevin Harvick è una palla di fuoco e il veterano è costretto a parcheggiare all’interno di curva 4. Oltre al rammarico del ritiro (che gli vale la trentatreesima posizione) e al problema nello sbarramento dei playoff, per “The Closer” si conclude un’era. Era dal 2012 che non chiudeva fuori dalla top 10 a Darlington. Per ben 13 gare consecutive Harvick non ha concluso con un un risultato da doppia cifra.

Reddick ottiene un lucky dog “inutile”, visto che tutti i piloti in lotta (incluso Tyler stesso), hanno sfruttato il pit anticipato per compiere un wave around e tornare al passo con gli altri, in sosta durante la bandiera gialla. La ripartenza, che vede vicini Busch ed Hamlin, procede esattamente come tutte le altre precedenti. L’unico appunto necessario riguarda il pilota della #11, sopravanzato in curva 3 da Truex Jr., pronto ad acciuffare il leader e portarsi a casa la prima vittoria della stagione.

Dopo diversi giri di studio il piano del campione 2017 riesce nella manovra. Al giro 294 mette le ruote davanti al compagno di squadra con un attacco in curva 2. La leadership del veterano del New Jersey volge al termine durante il nuovo giro di soste, aperto dai piloti Penske al giro 318. Al giro 320 Truex Jr. si ferma, lasciando il cima al gruppo Busch per un paio di giri e Hamlin per altri 4.

Finito il momento di tensione Truex Jr. riprende la prima posizione, ma al giro 336, ad appena 32 dalla fine, si assiste ad un colpo di scena che ha dell’inverosimile. La Toyota #19 si ammutolisce, costringendo il pilota a recarsi immediatamente nei box per un problema alla pompa dell’acqua. Il ritiro è immediato.

Busch torna in testa fino al giro 340, quando Cody Ware causa la sua seconda caution “vera” di giornata. La Ford #51 di Rick Ware Racing si trova con una sospensione rotta dopo un impatto con le barriere di curva 2. Essendo stato doppiato diverse volte, Ware si classifica dietro a Truex Jr. per differenza di giri.

Anche l’ultima caution di giornata riserva una mossa imprevedibile. Il motore della Toyota #18 va in fumo poco prima della ripartenza. Il boato del pubblico è impressionante. Mentre le vetture si rischierano, Busch entra nel box con l’amarezza di un risultato che doveva essere diverso, non un trentesimo posto.

Jones guida assieme ad Hamlin l’ultima ripartenza. Il pilota Chevrolet sfrutta la traiettoria esterna per portarsi davanti alla Toyota. Presto Reddick si aggiunge alla bagarre: è una lotta a 3 per la vittoria. A 2 giri dalla fine Hamlin comincia ad attaccare, sa che questa vittoria è molto più preziosa per lui (vale un passaggio di turno) che per l’avversario, ma non per questo Jones cede.

Al penultimo giro la Toyota #11 azzarda in curva 1 e in curva 3 con magri risultati. All’ultimo giro Denny ci riprova in curva 3, toccando la Chevy #43, auto storicamente imbattibile, ma non è abbastanza per far desistere l’ultimo dei numerosi leader della corsa.

Erik Jones vince per la terza volta in carriera, la prima da quando ha lasciato Joe Gibbs Racing per avviarsi verso Petty GMS Motorsports. Hamlin lo segue, assieme a Reddick, Logano e Bell. Gli altri partecipanti ai playoff sono più indietro: Byron termina ottavo, Bowman decimo, Larson e Blaney in dodicesima e tredicesima posizione. Ancora più in là si trovano Cindric, Austin Dillon e Suárez, situati tra la P16 e la P18, comunque davanti a Chastain, doppiato, in ventesima posizione. Chiude la griglia dei playoff drivers Briscoe, ventisettimo e 4 giri indietro, mai ripresosi completamente dall’incidente che ha costretto Elliott al ritiro.

Storia chiama storia. Jones torna in victory lane dopo 3 anni di assenza nel posto in cui la sua carriera sembrava essersi fermata. All’epoca era il 2 settembre e la gara aveva permesso allora ventitreenne di qualificarsi ai playoff. Altre lunghe attese finiscono qui. La #43, alla 200esima vittoria in Cup Series, mancava il burnout finale dal luglio 2014, quando a Daytona vinse Aric Almirola, ma soprattutto torna a vincere a Darlington dopo 55 anni precisi dall’ultima volta. Con Jones sono 17 vincitori questa stagione, un numero impressionante, tale da rendere incerta ogni prova fino all’ultimo miglio.

I risultati odierni

La classifica della “Cook Out Southern 500”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la prima gara del “Round of 16”

NASCAR Cup Series classifica playoff Darlington 2022

La classifica completa

La vittoria di Jones non porta nessun passaggio diretto al Round of 12, ma i ritiri e gli imprevisti cambiano del tutto la situazione campionato. Logano guida la classifica con 2065 punti, 6 in più di Byron, primo inseguitore e 38 di vantaggio su Cindric, primo pilota sotto la soglia di sbarramento. Dillon, Briscoe e Harvick completano i 4 piloti che, almeno per il momento, si trovano sotto la dodicesima posizione, con il rischio più concreto di veder finire al Round of 16 la propria avventura alla ricerca del titolo. Mancano ancora due gare alla seconda fase dei playoff e i distacchi sono praticamente nulli. Tutto è incerto e può cambiare nei prossimi round.

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I prossimi appuntamenti

Dopo Darlington il circuito NASCAR si sposta nel bel mezzo degli USA, a Kansas. Lo speedway, già affrontato a metà maggio, ospiterà il round 28, secondo del Round of 16, con la “Hollywood Casino 400”, prova da 267 giri che si terrà domenica 11 settembre alle 21.00. Sabato sera, alla stessa ora, i piloti di Xfinity Series lotteranno con tutte le forze per occupare gli ultimi posti nei playoff.

La “Kansas Lottery 300”, round 25 del campionato e penultimo della regular season, però, non sarà l’unica altra prova del weekend. Dopo quasi un mese di pausa torna la NASCAR Truck Series con il round 19, la “Kansas Lottery 200”. Soprattutto per la classe minore sarà un momento cruciale, visto che sarà l’ultima prova del Round of 10. 2 piloti verranno esclusi dalla lotta titolo, per scoprire quali bisognerà aspettare venerdì sera (per noi sabato notte).


Immagine: Media NASCAR