NASCAR | Cup Series, Dover 2026: Hamlin domina una caotica All-Star Race!

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 18 Maggio 2026 - 22:15
Tempo di lettura: 19 minuti
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NASCAR | Cup Series, Dover 2026: Hamlin domina una caotica All-Star Race!

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Incidenti a ripetizione a Dover nei primi due segmenti. Poi, nella fase finale, decisive le gomme con Denny a gestirle meglio

Miles the Monster aveva fame come sempre e forse era anche arrabbiato perché la NASCAR aveva trasformato la corsa valida per il calendario “solo” nella All-Star Race. A Dover è andata in scena un pazzo weekend fatto di errori, incidenti ed auto ammaccate, forse fin troppo. La novità ha regalato un po’ di spettacolo, ma forse non nel verso giusto, anche per colpa di un format decisamente troppo allungato. Alla fine, il re di Dover è rimasto sempre Denny, al terzo successo consecutivo sul Monster Mile e al secondo nella corsa che regala un milione di dollari come montepremi.

Prove libere e qualifiche

Dover ospita per la prima volta la All-Star Race e la scelta ovviamente ha fatto storcere il naso. Nemmeno il format convince, con l’abbandono tecnico all’Open e una corsa su tre stage, anzi segmenti, i primi due da 75 giri ciascuno a scremare il gruppo e poi uno finale a 26 piloti addirittura sui 200 giri. Decisamente troppi per una gara spettacolo del genere.

Venerdì è giornata di prove libere sull’anomala distanza dei 90′ con due treni di gomme a disposizione a testare il PJ1 cosparso su tutta la pista, da muro a muro per un’altra decisione discutibile, ma alla fine non troppo impattante. A parte un problema ad una ruota per Blaney ed una toccata al muro per Briscoe in curva2, nulla da segnalare. Miglior tempo per Larson (22.792″) davanti a McDowell, Hamlin, Busch e Gibbs. La sensazione, tuttavia, è che sul passo gara le Toyota siano ancora una volta imprendibili.

Sabato è giornata di qualifiche con l’ormai tradizionale format: prove ufficiali sui tre giri, due lanciati, poi un pit stop obbligatorio completo (con limite di velocità a differenza di quanto avveniva una volta a Charlotte) ed infine un ultimo miglio a chiudere l’impegno. E, come lecito aspettarsi, sono qualifiche pazze e ricche di errori, ma anche di soldi in palio come i 100’000$ per la pit crew più veloce, con questa classifica che determinerà la scelta degli stalli in pit lane per la All-Star Race.

Partiamo dalla fine per il riassunto: la pole position per (il primo segmento del)la All-Star Race va a Denny Hamlin che completa i tre giri con sosta in 1’49.298″, circa 0.15″ davanti a Keselowski, poi Jones, Chastain, Byron, Bell, Wallace, Logano, Gibbs e Cindric. La Pit Crew Challenge va invece al team #38 di Zane Smith.

Ora procediamo invece ai tanti guai avvenuti nelle qualifiche:

  • Hamlin: testacoda nel giro di lancio appena uscito dal garage
  • Reddick: sosta lentissima e appena 14°
  • Hocevar: riparte dallo stallo, poi deve fare retromarcia per fissare meglio una ruota
  • Z.Smith: speeding (ad ogni infrazione ci sono 10″ di penalità)
  • Preece: blend line pizzicata in uscita
  • Zilisch: speeding mentre era finito in testacoda entrando ai box
  • Blaney: violazione da parte della pit crew in una sosta che era in ogni caso lenta (a proseguire la drammatica stagione della #12 ai box)
  • Larson: speeding + blend line (e quindi sono 20″)
  • McDowell: speeding in e out (quindi contato due volte)
  • Elliott: ruota fuori controllo nel corso di una sosta disastrosa in cui deve pure tornare indietro nello stallo per fissare una ruota
  • Buescher: speeding + blend line + testacoda in curva2 nel terzo giro
  • Nemechek: ruota mal fissata, riparte e si ferma in pit lane abortendo il tentativo
  • Stenhouse: testacoda al primo giro in curva4 con piroette varie senza contatto col muro a parte il paraurti leggermente macchiato di bianco
  • Allmendinger: batteria morta prima ancora di scendere in pista
  • Suárez: in lotta per la top5, ha una sosta lenta dalla quale riparte e completa il tentativo toccando leggermente il muro in curva4 comunque con un ottimo tempo. Dopo il traguardo perde la ruota anteriore destra (evidentemente mal fissata) e finisce a muro. Il regolamento prevede la DSQ e verrà messo in classifica davanti ai tre piloti senza tempo

La gara

Segment 1

Il primo segmento (ufficialmente non stage, in quanto la NASCAR considera ciascuna delle parti come una gara a sé stante) vede le 36 auto schierate per una fase da 75 giri, meno di un pieno ma più di un treno di gomme. Bisogna però ricordare che dei 36, 19 sono già matematicamente qualificati per la vera e propria All-Star Race e sono Chastain, Cindric, A.Dillon, Larson, Keselowski, Ky.Busch, Elliott, Hamlin, Blaney, Briscoe, Bell, Berry, Logano, Wallace, Byron, Reddick, Gibbs, Hocevar e van Gisbergen. O meglio, lo sono tecnicamente dato che bisogna presentarsi fisicamente al via, se in caso di incidente la vettura finisse ko, il posto verrebbe riassegnato fino al completamento dei 26 slot disponibili. Negli anni scorsi questa regola riguardava solo il vincitore del Fan Vote, dato che nell’Open non c’erano auto già qualificate di diritto, ma quest’anno cambia tutto. E lo si vedrà fin da subito.

Dopo aver retrocesso in fondo Suárez (muletto), Allmendinger, Custer e Ware (modifiche in parco chiuso), si può partire. Hamlin sceglie l’esterno, ma in curva2 Keselowski è già al comando. 36 auto completano il primo giro, il secondo molte meno. A centro gruppo sono già 3-wide, in una di queste battaglie sono affiancati Smith, Gilliland e Preece. In curva4 Zane avanza e viene “sostituito” da Larson. In uscita di curva Larson si sposta leggermente a destra, ma è Preece che sbaglia tutto e si porta decisamente verso il centro della pista, là dove c’è Todd. Si gira sul suo muso ed innesca un pauroso big one.

A rimetterci di più è proprio Preece che, dopo il botto, si ferma sull’apron di curva1 col retrotreno completamente in fiamme. Per fortuna Ryan riesce a scendere subito. Bandiera rossa per pulire la pista, ma anche per capire chi è stato coinvolto nel parapiglia. La lista è lunga: Larson (due tiranti della convergenza ko), Suárez (fiancata di sinistra), Elliott (sospensione anteriore destra), Blaney (muso messo davvero male), Gilliland, Custer, Nemechek, il citato Preece e (solo marginalmente) McDowell.

Il bollettino dice ritiro per Gilliland, Preece e Custer e per loro la serata è finita dati i danni subiti e il divieto di usare il muletto, per Blaney e Larson riparazioni intense nel garage che dureranno anche per il Segment 2, riparazioni in pit lane per tutti gli altri. Si riparte ai -69 con Keselowski al comando su Hamlin, Chastain, Byron, Jones, Wallace, Gibbs, Bell, Logano e Cindric.

Brad sceglie l’interno, scatta male ma si salva e resta primo. Reddick punta tutto sull’esterno e, dopo la brutta qualifica, risale subito al settimo posto. La selezione non ha insegnato la calma, tuttavia il 3-wide fra Smith, McDowell e Allmendinger si risolve con AJ che alza il piede. Poi, un combattivo Zane lotterà con Nemechek.

L’assestamento della classifica prosegue, soprattutto dopo i risultati delle qualifiche. Mentre vanno via in tre, Logano si infila all’interno di Gibbs e mantiene la top5. Basta una decina di giri e Brad entra in difficoltà, Hamlin lo riprende e si fa vedere alla sua sinistra. Al terzo tentativo, al giro 19, Denny completa il sorpasso in curva2 e passa al comando allungando subito. Il sovrasterzo della #6 ha la meglio e pian piano lo passeranno in molti, a partire da un Byron forse ancora più loose di Brad.

Mentre Gibbs perde la posizione da Busch (con Rowdy che poi passa anche Logano) e Briscoe, Hamlin è già in fuga e quando Byron si mette davanti a Keselowski al giro 32 all’interno di curva3-4, si è già preso 4.5″ dalla #11. In coda, invece, battaglia furente fra due quintetti. Il primo è quello di Berry, T.Dillon, Herbst, McDowell e van Gisbergen, il secondo poco più dietro con Elliott, Allmendinger, Buescher, Nemechek e Z.Smith con Ware che viene doppiato e crea solo scompiglio prima di andare ai box con la sensazione che il retrotreno stia andando per conto suo.

Poco dopo metà stage, al giro 40, Hamlin guida addirittura con 5.2″ su Byron, poi Wallace a 7.3″ dopo aver appena passato Keselowski (+7.5″), a seguire Reddick (+8.1″), Chastain (+8.2″, e sta cedendo terreno dopo essere stato passato dalla coppia 23XI in una manciata di giri), Bell (+8.7″), Busch in recupero (+9.8″), Jones (+10.2″) e Briscoe (+10.8″) che ha appena superato Logano in curva3.

Il long run inizia a farsi sentire sempre di più e forse è stato sottovalutato. Keselowski continua a cedere posizioni, dopo Reddick anche a Chastain e Bell, Wallace invece sogna dato che Byron ha molto sovrasterzo ed è costretto ad alzare il piede. William viene ripreso e aggirato molto prima del previsto. Intanto, a parte i piloti ammaccati, Hamlin inizia – malgrado il pedale del freno dalla corsa un po’ lunga – con un Berry anche oggi in crisi il giro dei doppiaggi.

Quando arriva la sensazione che Hamlin possa gestire i 4″ di margine su un Wallace in recupero, ecco che una nuova caution rompe le uova nel paniere: Hocevar, in quel momento 14° e in lotta con Bowman, fora la anteriore destra e finisce per appoggiarsi al muro. Lucky dog per Berry dato che Suárez era finito a -2 e Ware dopo le soste a -10. Ci sono ben otto set di gomme a disposizione, di cui quattro da conservare per la fase finale, dunque vale la pena osare.

Hamlin, Wallace, Chastain, Bell, Briscoe, Keselowski, Logano, Cindric, Bowman, Herbst e SVG tirano dritto, Byron cambia gomme ed esce dai box 11° precedendo Reddick, Busch, Gibbs e Jones (due gomme); Busch speeding, Hocevar va nel garage ad iniziare le riparazioni in vista delle fasi successive. Si riparte con uno sprint di sei giri in cui Hamlin sceglie l’esterno al choose cone con Briscoe, Wallace l’interno con Bell.

Bubba scatta meglio, infila il muso e si prende la prima posizione mentre Byron sceglie di andare tutto esterno per guadagnare posizioni. Purtroppo la sua rincorsa termina con tre giri di anticipo, dato che sul traguardo arriva un nuovo big one. Herbst è loose in un 3-wide con Bowman a sinistra e McDowell a destra. Forse Riley si salverebbe in qualche modo, ma Alex gli dà involontariamente il colpo di grazia che mette la #35 di traverso e fa finire nel mucchio anche Busch, Elliott, Allmendinger, Buescher, Bell, Smith e Nemechek.

Il primo segmento termina così dietro alla pace car e lo vince Wallace davanti ad Hamlin, Chastain, Briscoe, Keselowski, Cindric, Byron, Logano, A.Dillon e Reddick. Ma, quello che conta di più è la nuova conta dei danni. Sarebbero 26 le auto ammesse alla All-Star Race. Beh, quelle che chiudono i primi 75 giri di qualificazioni senza danni rilevanti sono appena 22. Poi ci sono Buescher già nel garage, Bell ai box come Herbst mentre Nemechek sta tornando indietro sul carro attrezzi. E questo è un problema, perché la griglia di partenza della seconda parte vedrebbe l’inversione dei primi 26. E il 26° è JHN ed ha una vettura leggermente (eufemismo) danneggiata. Ed ora che si fa?

Segment 2

Ed ora si fa la conta dei danni con le auto che, dopo il breve break dovrebbero riprendere la corsa per altri 75 giri. Dopo l’inversione al via e la bandiera a scacchi, il miglior piazzamento medio fra Segment 1 e 2 determinerà la griglia di partenza della vera e propria All-Star Race. Buescher ha il lato sinistro meccanicamente ko, Elliott ha quasi gettato la spugna, Nemechek pure, Bell è pure lui nel garage, Smith ha il servosterzo ko, ad Herbst dicono che è meglio sfilarsi. In sintesi, cinque dei primi sette della griglia non si presentano al via.

La pole position passa dunque ad Allmendinger davanti a van Gisbergen, Gragson, Berry e T.Dillon. Nei giri di formazione arriva il ko definitivo di Buescher per il sottotelaio anteriore danneggiato, in contemporanea c’è anche quello di Nemechek. Al via si presentano giuste 26 auto a cui si unirà con un giro di ritardo anche Hocevar.

Bandiera verde e la coppia AJ-SVG si fa tutto un giro affiancata, il neozelandese finisce leggermente loose in curva4, i due si sfiorano ma Allmendinger mantiene barra dritta e comando. Nel traffico dell’inversione, Gibbs e Reddick avanzano mentre Hamlin e Byron sono rimasti indietro. Poi, però, un altro mezzo disastro. Chastain è anche lui ancora nel traffico e in curva2 si lancia dalla traiettoria più esterna possibile, ma sbaglia i conti del rientro in traiettoria, tocca Keselowski e si innesca un nuovo incidente. Ross prende muro esterno e interno, Brad si salva in qualche modo intraversandosi (e torna ai box in retro dopo le forature), Bubba non può evitarlo e si appoggia col muso contro la fiancata della #6.

Mentre Hocevar si prende il lucky dog, è chiaro che Chastain ha una vettura molto danneggiata. Ben presto arriverà la notizia che la sua vettura è irreparabile, ma anche al box #9 hanno alzato bandiera bianca. Con queste, dunque, ben sette vetture sono ufficialmente out per la All-Star Race, ma la vera notizia è che si sono liberati due posti che erano in origine riservati. La composizione della griglia per la All-Star Race passa dunque da 19+6+1 a 17+8+1.

Non è finita qua ancora: mentre Keselowski prova a riprendere la corsa (non ce la farà sul momento), sia Wallace che Busch prendono invece la via del garage. Non sembrava, ma il muso di Bubba è danneggiato più del previsto e le riparazioni saranno lunghe. Si riparte ai -64 con Allmendinger al comando su van Gisbergen, T.Dillon, Gragson, Stenhouse, Gibbs, Reddick, McDowell, Smith e Zilisch.

AJ scatta bene, ma SVG torna sotto, Reddick punta ancora tutto sull’esterno e rientra in top5, poi però finisce nel mezzo fra Ty Dillon e Gragson, dunque deve alzare il piede e rilanciarsi completando il sorpasso ai due. Davanti a Tyler il duello prosegue fino al giro 15 quando il neozelandese perde il controllo all’interno della #16 in curva3-4 e finisce in testacoda. Lucky dog per Berry.

Dopo alcune soste (Jones, Byron, Suárez, Smith ancora con una vettura senza servosterzo, Herbst e SVG con almeno una foratura), si riparte ai -55 con Allmendinger ancora primo su Reddick, Gragson, T.Dillon, Stenhouse, Gibbs, McDowell, Zilisch, Hamlin e Bowman. Ancora una volta Tyler deve aspettare per completare la rimonta e si riaccoda momentaneamente ad AJ. Stavolta è Hocevar ad andare subito esterno e rientra in top10 trovandosi davanti la battaglia fra Zilisch (che rischia almeno un contatto), Gragson e McDowell.

Al giro 24 Reddick aggira Allmendinger ed ora può scappare. L’unico inseguitore sembra essere Gibbs che al passaggio successivo supera l’omonimo Dillon e sale al quarto posto a 2″ dalla vetta. Hamlin, invece, è rimasto nel traffico della ripartenza ed ora comincia a recuperare lentamente terreno, iniziando da Stenhouse che cederà alla distanza. Byron, invece, è ancora più dietro, ma approfitta di un momento di appannamento di Logano, infilato in sequenza da #19 e #24. A seguire prepotentemente Gibbs è invece Hocevar, il quale così entra in top5; Ty Dillon poco dopo perderà la posizione anche da Zilisch ed Hamlin.

Ai -35 inizia il risveglio dal garage degli incidentati. Keselowski è il primo a tentare, ma poi torna dai meccanici per sistemare ancora la convergenza. Intanto, Hamlin scavalca Zilisch ed è sesto. Herbst, invece, riprende la via dei box dopo aver girato 2″ più lento di tutti. Ai -30 Hocevar inizia a puntare Gibbs, il sorpasso arriverà dopo qualche giro, in tandem con Hamlin, dato che Ty ormai sta girando sempre più largo.

Ai -25 Reddick dunque guida con 0.375″ su Allmendinger, 1.7″ su Gragson, 3.1″ su Hocevar, 3.3″ su Hamlin, 4.6″ su Zilisch, 5.0″ su Gibbs, 5.9″ su Bowman e Jones che hanno appena passato Ty Dillon, proprio mentre arriva una nuova caution. Ed è proprio Ty Gibbs a perdere il controllo in curva4, finendo in testacoda e forando ben due gomme, ma evitando guai pesanti in ottica futura; lucky dog per Smith.

Come nella prima stage, anche qui grossa chance strategica e Allmendinger tira dritto con Jones. La nuova classifica alla ripartenza vede AJ al comando su Jones, poi Bowman e Briscoe che hanno cambiato due gomme (per molti saranno anche gomme già rodate), dunque Reddick, McDowell, Hocevar, Gragson, Cindric Zilisch, Hamlin e Byron, Logano doppia sosta mentre sia Bell che Busch tornano in gara.

Bandiera verde ai -19 e Allmendinger scatta ancora bene, tuttavia alle sue spalle Briscoe infila immediatamente Jones, Reddick tenta l’esterno, ma Bowman ha ricevuto l’avviso in anticipo e lo blocca. A Briscoe bastano tre giri ed è lui al comando, ma anche in pole provvisoria per la All-Star Race. Il problema per lui è che Reddick ha trovato il varco ed in poco tempo è già alle sue spalle. Avanza anche Zilisch, che ha cambiato quattro gomme e col 3-wide con Jones e Bomwan si mette alle spalle Alex.

Allmendinger già durante la caution si era detto dubbioso della strategia, poi però sembra reggere e tiene dietro il gruppo. Alla fine il tappo viene fatto saltare all’esterno e la #16 precipita in classifica. Rimanendo all’esterno, Reddick ha ripreso Briscoe, si lancia dal banking, incrocia la traiettoria e ai -9 completa il soprasso che vale la prima posizione. Chase sarebbe ancora in pole provvisoria se Hocevar non si fosse trascinato dietro Hamlin.

I due inseguono la coppia Jones-Bowman che, approfittando di Allmendinger, ha ripassato Zilisch. Ai -6 Denny supera Carson e al giro successivo hanno già ripreso il podio virtuale, poi -4 Hamlin passa anche Bowman ed è con questa manovra, poi consolidata anche dal replay su Jones, che la #11 si prende la pole position per la All-Star Race.

Il secondo segmento viene vinto con ampio margine da Reddick davanti a Briscoe (+5.0″), Hamlin (+5.8″), Hocevar (+6.6″), Zilisch (+7.0″), Jones (+7.5″), Byron (+7.7″), Bowman (+8.1″), McDowell (+8.9″) e Gragson (+9.1″). A pieni giri anche T.Dillon, Cindric, Logano, A.Dillon, Stenhouse, Suárez, Berry, Ware ed un Allmendinger precipitato in fondo, Gibbs e van Gisbergen a -1, Smith nel garage davanti a Busch, Keselowski, Wallace e persino Blaney che nel finale hanno ripreso la corsa.

All-Star Race

Dunque, sono confermate le sette auto ufficialmente out per danni (Chastain, Nemechek, Buescher, Elliott, Gilliland, Preece e Custer), mentre rimane l’incognita per Larson che ancora non si è visto. Nel break, tuttavia, la #5 riaccende i motori e quindi bisogna assegnare per la All-Star Race ancora otto posti in base alla classifica dei primi due segmenti ai piloti ancora non automaticamente classificati, più il posto del Fan Vote.

Gli otto qualificati sono Zilisch (addirittura quinto assoluto), Jones, McDowell, Bowman, T.Dillon, Gragson, Stenhouse e Allmendinger. Rimangono, dunque, appena quattro piloti fuori per il momento, tre a casa e uno ripescato col voto del pubblico. Fra Smith, Suárez, Herbst e Ware, il Fan Vote (relativo, non assoluto) premia il messicano che diventa così, malgrado la fiancata di sinistra danneggiata e il #7 fatto col nastro adesivo, il 26° qualificato per la All-Star Race.

La griglia di partenza per i 200 giri finali (con una competition caution al giro 75) vede dunque Hamlin in pole davanti a Briscoe, Reddick, Byron, Zilisch, Cindric, Jones, Logano, McDowell, Bowman, A.Dillon, Wallace, T.Dillon, Gragson, Keselowski, Stenhouse, Hocevar, Gibbs, Berry, Allmendinger, van Gisbergen, Bell, Busch, Blaney, Larson e Suárez.

Alla bandiera verde Hamlin (stavolta) parte bene, poi però Briscoe gli torna sotto, i due si fanno un giro e mezzo affiancati e alla fine è Chase a prendersi la prima posizione col brivido dell’incontro ravvicinato fra i due. Reddick ci prova ad approfittarne col tuffo in curva4, ma si deve riaccodare. I primi giri servono anche come valutazione delle auto danneggiate: Blaney scivola in fondo, poi va in progressione e passerà le due auto alla fine più ammaccate, la #7 di Suárez e la #5 di Larson. Anche Keselowski paga qualcosa e viene passato da Allmendinger e Busch mentre Wallace soffre ancora sull’anteriore e viene infilato da A.Dillon e poi anche da altri.

Briscoe intanto allunga e mette 1″ su Hamlin tenendo il controllo della corsa. Byron paga ancora il sovrasterzo e si stacca da Reddick mentre Zilisch rimane relativamente vicino alla #24. Nel complesso, a parte qualche fisiologico assestamento, l’inizio della fase decisiva è relativamente tranquillo. Le sorprese arrivano fra il giro 25 e 27: prima Zilisch infila Byron, poi Reddick aggira e poi stacca subito Hamlin lanciandosi all’inseguimento del leader. Tyler scende sotto il secondo di distacco al giro 35, momento in cui iniziano i primi doppiaggi.

Mentre William si stacca (momentaneamente), il gruppo di testa si va ricompattando e a dare l’impulso non è Larson che passa agilmente, ma Suárez che ancora più del solito cerca ogni manovra lecita per non perdere il giro. Il messicano blocca Briscoe sulla corsia alta e così un Chase poco duttile viene infilato da Reddick fra curva2 e 3 passando al comando. Hamlin prova ad approfittarne poco più tardi, ma si deve riaccodare.

Mentre Gibbs fora la anteriore destra, bacia il muro e torna ai box, prosegue la lotta in vetta perché Reddick non è scappato e Zilisch ha ripreso le Toyota con Byron in ripresa e pure lui in vista. Intanto stanno precipitando in classifica Wallace e, a sorpresa vista l’assenza di danni da incidente, Logano. McDowell e Bowman, invece, proseguono un duello che dura da parecchi minuti.

Il quintetto di testa che qualche decina di giri prima era spalmato su 4″, ora è racchiuso in 2″, anzi ai -20 il gap diventa di appena 1.5″. Hamlin prova farsi vedere in curva3-4 dall’interno, ma si deve ancora riaccodare. Reddick non forza per la questione gomme, forse ha già la anteriore destra sulle corde e così ora sono in cinque in appena 0.75″. Busch crolla e va ai box ai -18, prendendosi pure una penalità per aver pizzicato il cono virtuale all’ingresso di pit lane.

Alla fine è Hamlin a compiere il sorpasso, dato che a crollare per primo è proprio Briscoe. Denny si infila, Zilisch invece va esterno poi incrociando la traiettoria, Byron prima osserva, poi dopo un giro si mette pure lui alle spalle la #19. Pure Bell cade sotto il consumo delle gomme e dei danni e ai -13 pitta pure lui.

Mentre Briscoe deve pure stare attento alla rimonta di Jones (che passerà poi facilmente), Zilisch può sognare, ma non avrà mai la chance di attaccare le Toyota quando mancano 10 giri al break. Hamlin perde qualcosa nel doppiaggio di Wallace, passando la #23 solo al terzo tentativo, poi recupera. Reddick sta resistendo con le unghie e con i denti al punto che Busch si sdoppia senza troppa difficoltà. Purtroppo per Jones i giri stanno finendo, infatti pure lui sogna in grande passando persino Byron. Hamlin, invece, trova il varco giusto in curva3-4 proprio pochi secondi prima dell’interruzione

Al traguardo del giro 75 Hamlin è in testa con 0.6″ su Reddick, 0.7″ su Zilisch, 0.8″ su Jones, 2.8″ su Byron, 8.9″ su McDowell, addirittura 11.2″ su Briscoe, 11.4″ su T.Dillon, 11.8″ su Hocevar e 12.2″ su Cindric, a pieni giri anche A.Dillon, Keselowski, Logano, Bowman, Allmendinger, Blaney, Gragson, Berry, Stenhouse e van Gisbergen, a -1 Wallace (dunque lucky dog), a -2 Suárez, Larson, Bell e Busch, a -3 Gibbs. La caution viene esposta però quando i leader hanno già completato metà del giro seguente e Zilisch di slancio ha passato pure lui Reddick mentre Jones viene fermato proprio sul più bello.

Ovviamente tutti ai box ed Hamlin rimane al comando su Zilisch, Byron, Reddick, Jones, McDowell, T.Dillon, Briscoe, Cindric e A.Dillon, Purtroppo però una ruota della #88 rotola via durante la sosta ed interferisce con i meccanici di Gragson. Penalità per Zilisch che deve dunque ripartire dal fondo. Penalità ininfluenti invece per Suárez e Larson con tutti i doppiati (tranne i penalizzati) che prendono una wave around.

Ripartenza ai -119 ed Hamlin resta al primo posto, McDowell sale al quarto posto, Briscoe inizia subito la rimonta, Hocevar tenta ancora la strada esterna e si porta settimo. Denny, intanto, approfitta di un Byron ancora non al meglio per allungare sul gruppo. Anche Zilisch deve rimontare, ma lo farà metodicamente, una posizione alla volta.

I giri seguenti proseguono relativamente tranquilli, come in attesa già del finale. Desta curiosità la lotta fra i fratelli Dillon per l’ottavo posto così come quella fra Busch e Bell per il virtuale lucky dog. A metà corsa Hamlin guida su Byron (+1.7″), Reddick (+3.0″), Briscoe (+4.0″), Hocevar (+5.1″), Jones (+5.8″), McDowell (+6.4″), A.Dillon (+6.7″), T.Dillon (+7.1″) e Keselowski (+7.3″) con Zilisch 17° a 10.5″.

Hamlin in questa fase non è avvicinabile da nessuno, guadagna 2-3 decimi al giro su tutti e quindi il suo margine si dilata. Byron si sveglia solo ai -90 perché la coppia Reddick-Briscoe non è lontana, poi però torna a perdere. Logano crolla definitivamente, Wallace torna a perdere il giro, Blaney risale in top15.

Ci si avvicina al giro di soste finale atteso attorno al giro 140. Ai -75 Hamlin guida con addirittura 6.4″ su Byron, 6.8″ su Reddick, 7.9″ su Briscoe, 9.8″ su Hocevar, 12.2″ su Jones, 14.1″ su A.Dillon, 16.5″ su Cindric, 17.1″ su McDowell e 17.8″ su Keselowski, a pieni giri ancora Zilisch, un T.Dillon in crescente difficoltà, Allmendinger, Blaney, Gragson, Stenhouse, Bowman, Logano e Berry. Gibbs, intanto, ha fatto il replay di poco prima: foratura, muro, box, solo che stavolta aggiunge il ritiro, preceduto di qualche minuto da Larson, rimasto senza servosterzo.

Il primo a smuovere la situazione proprio ai -65 è Hocevar che va ai box seguito da T.Dillon e Stenhouse ai -64 e da Byron e Blaney ai -63. Proprio mentre Ryan è in pit lane, ecco la caution che sconvolge parzialmente il giro di soste: Logano fora la posteriore sinistra e sbatte a muro chiudendo qui la corsa. Ci sono 12 auto a pieni giri, nessun lucky dog perché lo sarebbe stato proprio Joey, Byron a -1 con Blaney, Hocevar “fregato” a -2.

Il giro di soste decisivo lascia Hamlin al comando su Briscoe, Reddick, Jones, A.Dillon, Cindric, Zilisch, McDowell, Allmendinger e Gragson, poi Keselowski, Bowman, Berry, SVG, Wallace, Byron e Blaney; Bell, Hocevar e T.Dillon a -1, Busch e Stenhouse a -2, Suárez a -3.

Bandiera verde ai -52 e ancora una volta Hamlin viene infilato da Briscoe, il tutto malgrado la spinta di Reddick in aiuto. Tyler non ne ha nemmeno in questo caso, dunque vanno via in due. Sorpasso e controsorpasso di McDowell con Zilisch, ma Connor non sarà capace di replicare quanto visto nella prima parte di corsa. Cindric invece entra in top5 col sorpasso sulla #3.

Bastano pochi giri a capire che la battaglia per il milione sarà un duello fra compagni di squadra tutto sul filo dei centesimi. All’inizio Hamlin si tiene molto vicino, poi rimbalza a mezzo secondo, ma qui trova lo spazio e le misure giuste nello spostarsi verso l’esterno e progressivamente tornare sotto. Ad aiutarlo ci pensa anche una #19 molto molto loose che attorno ai -35 fa persino sognare la coppia Reddick-Jones, ma è un fuoco di paglia, rimangono sempre in due. La seconda coppia scoppia, letteralmente, perché ai -32 salta la cinghia del servosterzo della #45 e Reddick prende la via dei box, alzando subito bandiera bianca.

Ormai le auto si reggono in piedi come possono. Va in pit lane anche Bell, poi pure Wallace e van Gisbergen (saltata la loro wave around) che si tolgono proprio da davanti i leader. Poco dopo il muro dei -30, Chase molla il colpo, sfiora il muro in curva4 e apre la porta ad Hamlin. I due si fanno un altro giro affiancati, poi Denny passa, Briscoe prova inutilmente l’incrocio e così ai -28 Hamlin si invola.

Risolta la questione vittoria, rimangono poche battaglie. Sono in tre (Cindric, A.Dillon e Zilisch) vicini per il quarto posto. Austin ci prova all’interno, passa al secondo tentativo ai -23 e a seguirlo c’è Connor che, tuttavia, non riuscirà a tenersi vicina la #3, anzi è Dillon che va a riprendere Jones. Ai -17 l’ultimo scatto d’orgoglio di Briscoe quando pure lui esplora l’esterno, ma poi perderà inesorabilmente.

Hamlin domina una caotica All-Star Race, portando a casa il milione di dollari che darà alla mamma, ancora in ripresa dopo il tremendo incendio casalingo dello scorso dicembre, battendo Briscoe (+0.8″), Jones (+8.2″), A.Dillon (+8.4″), Zilisch (+9.0″), Cindric (+11.5″), Byron (+12.5″), McDowell (+13.6″), Bowman (+14.1″) e Keselowski (+17.5″); a pieni giri solo anche Gragson, Allmendinger e Blaney. A chiudere, Hocevar a -1, T.Dillon precipitato a -2 con Stenhouse e Busch, Berry a -3 con van Gisbergen, Wallace e Suárez a -4.

https://twitter.com/NASCAR/status/2056120443115880716?s=20

E ora? E ora si va a Charlotte. Di tempo di discutere sul format di questa All-Star Race ci sarà tempo fino al prossimo maggio.

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Immagine: Media NASCAR

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