Joey Logano e Chase Elliott vincono gli America 250 Florida Duels at Daytona. Mears e McLeod qualificati alla Daytona 500
Le due gare del giovedì sera, gli America 250 Florida Duels at Daytona, hanno regalato al pubblico uno spettacolo sobrio, in linea con quanto prevedibile dalle brevi “corse di qualificazione”. Joey Logano e Chase Elliott si sono imposti al termine dell’evento. La prima fila della Daytona 500 sarà, però, composta da Kyle Busch e Chase Briscoe.
I piloti della NASCAR Cup Series si preparano per la gara più importante della stagione affrontando i due America 250 Florida Duel at Daytona. Ben 6 part-timer sapranno al termine di queste brevi corse se accederanno o meno alla Daytona 500.
Il Daytona International Speedway è uno dei due superspeedway presenti nel calendario. Il circuito, costruito nel 1959, non è mai cambiato radicalmente, rimanendo sempre un ovale composto da 4 curve dalla lunghezza di 2.5 miglia (o 4 km), da percorrere sempre a pedale destro abbassato. L’ampio banking e le folli velocità che vengono raggiunte rendono la pista più veloce della Florida famosa per la possibilità di assistere a grossi incidenti, soprattutto nel finale di gara.
L’America 250 Florida Duel at Daytona (nome scelto per festeggiare i 250 anni di vita degli Stati Uniti d’America) ha una storia davvero lunga, a dispetto di quanto si possa pensare. La presenza in calendario di una gara molto breve a Daytona continua ininterrottamente dal 1959, anno di costruzione dell’autodromo. I cambiamenti di format sono stati moltissimi, ultimo dei quali l’allungamento della prova alla sua lunghezza attuale di 150 miglia (che corrispondono a 60 giri), avvenuto nel 2005.
Sono ben 45 gli iscritti alla “Great American Race”, un record per quanto riguarda questa era della Cup Series. Oltre alle 36 vetture a tempo pieno, sono presenti a Daytona anche le Chevrolet di Beard Motorsports (con Anthony Alfredo, pilota a tempo in ORAPS Series con Viking Motorsports), JR Motorsports (con Justin Allgaier, “caposquadra” del team in questione nella classe intermedia), Live Fast Motorsports (con B. J. McLeod) e NY Racing Team (con J. J. Yeley).
Front Row Motorsports e RFK Racing portano in pista una quarta Ford (la #36 e la #99), che viene affidata, rispettivamente, a Chandler Smith (pilota a tempo pieno di FRM in Truck Series) e Corey LaJoie (part-time con Henderson Motorsports nella classe inferiore). Garage 66 è presente al via con la sua Mustang, che viene guidata dall’esperto Casey Mears.
23XI Racing e Legacy Motor Club portano in pista una Toyota addizionale. La #67 viene guidata da Corey Heim (che parteciperà anche a diverse gare della Truck Series con Tricon Garage), mentre la #84 permette alla leggenda Jimmie Johnson di correre su uno dei circuiti più veloci del campionato.
Qualifiche
Le qualifiche sono composte da due fasi. In entrambi i round, i piloti devono percorrere un singolo giro lanciato il più rapidamente possibile. Le 10 vetture più veloci definiscono le posizioni di alta classifica compiendo un secondo passaggio, mentre gli altri scattano ai Duel dalle posizioni che hanno ottenuto al termine della prima parte della sessione (quelle pari affrontano la prima mini-gara, quelle dispari la seconda).
Kyle Busch, pilota della Chevrolet #8 di Richard Childress Racing, è il più veloce nel giro secco a Daytona. Il bicampione della classe regina, autore di un ottimo 49.006″, anticipa di soli 17 millesimi Chase Briscoe, al volante della Toyota #19 di Joe Gibbs Racing. I due scatteranno dalla prima fila nella gara della domenica. Le due vetture part-time migliori del turno, la #67 di Corey Heim (P5) e la #40 di Justin Allgaier (P14), conquistano l’accesso diretto alla Daytona 500.


Duel 1
Busch, esterno, scatta meglio di Preece, interno, il quale avanza in curva 3. Le due vetture restano appaiate sul frontstretch, ma è la Ford a guadagnare la prima posizione sulla linea del traguardo. Il poleman riprova a imporsi sul rivale sul backstretch del secondo giro, fallendo, dato che il vincitore del Clash torna in testa già alla piega del tracciato successiva.
Al termine del giro 3, Preece si sposta sulla linea esterna, lasciando la testa di quella interna a Heim. Il campione in carica della Truck Series sfrutta la spinta di Dillon per superare il pilota Ford sul backstretch, guadagnando così la testa della classifica, anche se per pochi secondi.
Heim, infatti, si sposta sulla linea esterna in curva 4, lasciando la porta aperta a Dillon, che guadagna la testa della corsa sulla linea del traguardo. Austin si sposta sulla linea esterna alla seconda virata del quinto giro, permettendo così a Nemechek di conquistare la leadership.
Al sesto giro si crea una terza corsia, che, nonostante gli sforzi, viene smantellata in pochi secondi. Una tornata più tardi Dillon torna a rendersi pericoloso sul backstretch, ma Nemechek risponde prima della linea del traguardo.
Al giro 8, Dillon sfrutta la spinta di Preece sul backstretch per superare Nemechek, che, in pochi secondi, perde numerose posizioni. La corsia esterna, difatti, diventa dominante, lasciando a chi si trova su quella interna solo le briciole.
Tutto cambia durante il decimo passaggio, in cui Dillon allarga in curva 4. Preece, secondo, scende sulla linea interna, venendo seguito da tutti. Il poker RFK si ritrova così a guidare lo schieramento in solitaria. Le posizioni restano cristallizzate fino alla sosta obbligatoria, in cui avviene un fatto importante.
Al giro 45, le RFK, seguite da Logano, Blaney, Nemechek, Allmendinger e Smith, prendono la via della pit lane. Durante l’ingresso, Mears blocca e perde il controllo della propria Ford, andando a colpire Gragson. Johnson, per evitare le due Mustang, esce dalla corsia di rallentamento, rientrando in pista. Entrambe le vetture si fermano sul manto erboso, obbligando la direzione gara a proclamare, per la prima volta, il regime di caution. Tutti gli avversari sfruttano la neutralizzazione per svolgere il rifornimento. Ware, inoltre, svolge una seconda sosta, in cui sostituisce gli pneumatici.
Al restart, Logano, esterno, e Buescher, interno, si contendono la leadership per tutto il primo giro in bandiera verde. Al termine di questa tornata, il primo dei due portacolori Ford, spinti, rispettivamente, dai compagni Blaney e Keselowski, è quello della #17.
Logano, però, non molla l’osso e avanza in curva 2, rubando a Buescher la testa della costa. Il texano prova a dire la sua alla 3, salvo subire la risposta del compagno di marca subito dopo. La spinta di Keselowski sul backstretch permette al portacolori della #17 di superare quello della #22 al giro 52, salvo dover cedere la corona al rivale già alla 4.
Inizia in quel momento la cavalcata di Logano, che, seguito da Blaney e Smith, allunga sulla corsia interna. Il tre volte campione della classe regina, però, si sposta proprio sulla linea vicina alla doppia riga gialla alla quarta curva del giro 54, salvo optare per un ritorno all’esterno una volta giunto sul frontstretch.
Tra il giro 55 e il 56, la corsia interna avanza notevolmente, provando, prima con Dillon, e poi con Wallace, a spuntarla nei confronti di quella esterna, guidata da un Logano decisamente sicuro delle proprie abilità al volante.
Proprio durante il giro 56, si verifica un incidente in grado di segnare profondamente l’economia della corsa. Dillon spinge male Wallace sul backstretch, facendolo schizzare prima verso l’esterno e poi verso l’interno. Per evitare la Toyota, diventata una vera e propria scheggia impazzita, Buescher rallenta leggermente, venendo toccato da Keselowski. Il contatto fra i due compagni di squadra spedisce Buescher contro le barriere, dove colpisce Byron e Smith, in quel momento primo fra i piloti che devono guadagnare la qualificazione alla Daytona 500. A differenza degli altri due piloti menzionati, il part-timer può tornare in azione dopo aver svolto delle leggere riparazioni sulla propria Ford.
La corsa termina in overtime. Nonostante Blaney, esterno, spinga bene Logano, Keselowski, interno, sfrutta la lunghezza minore della linea per imporsi, aiutato da LaJoie sull’ex compagno di squadra in curva 2. La risposta della coppia Penske arriva una volta raggiunto il frontstretch, in cui il connubio tra i due campioni permette loro di passare i rivali di RFK.
Le posizioni vengono congelate a seguito di un incidente avvenuto sul backstretch durante l’ultimo giro, dovuto ad una spinta errata di Suarez nei confronti di LaJoie, che, dopo essere stato stretto “a panino” tra la Chevrolet del messicano e la Ford di Keselowski, schizza verso l’esterno, colpendo Allmendinger. Le due vetture senza controllo generano una serie di collisioni che coinvolge anche Chastain e Mears.
Joey Logano, pilota della Ford #22 del Team Penske, vince così il primo America 250 Florida Duel at Daytona. Blaney, Dillon, Nemechek, Keselowski, van Gisbergen, Mears, Suarez, Preece e Bowman completano la top 10. Mears, settimo, è riuscito (con grande sorpresa del pubblico) LaJoie e Smith, suoi avversari diretti, e, quindi, prenderà parte alla Daytona 500.
Joey Logano, nato 35 anni fa a Middletown, Connecticut, ha conquistato la sua prima vittoria con il suo “nuovo look”. Insomma, nonostante l’età che avanza, il tre volte campione della Cup Series riesce a dimostrarsi uno dei più veloci sullo schieramento, anche nei tracciati più complessi.

Duel 2
Briscoe, esterno, scatta molto meglio di Hamlin, interno, quando viene sventolata la bandiera verde. Il pilota della #19, fin da subito delineato come guida del gruppo, cambia linea già in curva 2, spostandosi quindi davanti al compagno di squadra.
Al secondo giro, in curva 2, Allgaier alza il piede dall’acceleratore e rallenta dopo aver oltrepassato la doppia linea gialla. Il campione della Xfinity Series 2024 torna in pista in fondo al gruppo. Tra la quinta e la dodicesima tornata si crea una terza corsia.
Al giro 21, si assiste ad un balzo in classifica da parte di Dillon, che, impostosi su una terza linea (esterna), passa da undicesimo a secondo nell’arco di due miglia e mezzo. Dopo questo expoit di Ty, le corsie tornano ad essere due.
Tra il giro 26 e il 31 Briscoe si sposta più volte all’esterno sul backstretch per coprire l’avanzata della linea esterna, guidata da Chase Elliott fin dai primissimi metri della corsa. Il ritorno su tre corsie, avvenuto al termine del passaggio sopra citato, sconvolge degli equilibri che, fino a quel momento, sono sembrati immutabili.
Al giro 32, difatti, Dillon, leader della linea centrale, attacca Briscoe, guadagnando così la testa della corsa. Il pilota della Toyota, però, non si arrende, e, alla seconda curva del passaggio successivo, sfrutta la minor lunghezza da percorrere data dalla linea interna per imporsi sul fratello di Austin.
Per diverse miglia, Briscoe, data la volontà ferrea di difendere la leadership, zigzaga una volta raggiunto il backstretch. L’obiettivo del nativo dell’Indiana è evitare che la linea esterna, guidata da Dillon, possa imporsi su quella interna.
Nonostante tutte le precauzioni prese, Briscoe viene superato da Dillon al giro 40, più precisamente in uscita da curva 2. L’avanzata di Ty, seguito dallo “scudiero” Stenhouse Jr., termina al giro 42, quando i due scendono sull’inside lane. Questo lascia strada libera a McDowell, che, dopo aver sopravanzato le due Chevrolet, si impone fisicamente su di loro spostandosi sulla corsia interna.
Alfredo, divenuto capo della corsia esterna, si impone su McDowell alla quarta curva del giro 43. Il veterano, però, torna primo sul traguardo. Ci pensa Zilisch a tirare su di morale il pilota di Beard alla ricerca della qualificazione alla Daytona 500.
Il rookie, infatti, spinge Alfredo, che torna davanti a McDowell. Il veterano si impone di nuovo in curva 4 grazie ad una spinta di Dillon. I due restano affiancati sul frontstretch, ma è l’alfiere di Spire passare in testa sul traguardo.
Al giro 45, invece, Alfredo riesce a superare McDowell all’altezza del backstretch. “Fast Pasta”, una volta impostosi sul veterano di Spire, si butta sulla linea interna. Al termine della tornata in questione, Briscoe, McLeod, Elliott, Hamlin e Jones inaugurano la serie di soste obbligatoria.
Durante il passaggio successivo, alcuni piloti, tra cui spiccano Alfredo, McDowell, Dillon, Stenhouse Jr. e Larson, passano dai meccanici per un rifornimento. Zilisch guadagna, per un giro, la testa della corsa, dato che rientra in pit lane al termine del giro 47.
Herbst eredita così la “corona” lasciatagli dal rookie di Trackhouse. Nonostante ciò, il giovane si ferma appena due miglia e mezzo più tardi assieme a molti avversari, tra cui Berry, Hocevar, Gibbs, Gilliland, Cindric, Bell e Smith. Allgaier mantiene la leadership della corsa fino all’inizio del giro 50.
In quel frangente, che corrisponde alla fine della serie di soste, è la Toyota di Reddick a guadagnare (un po’ a sorpresa) la prima posizione. Il portacolori di 23XI Racing, inizialmente interno, si sposta sull’outside lane sul backstretch, lasciando, almeno all’apparenza, la strada libera a Hocevar, il quale verrà recuperato poco più tardi dal californiano menzionato in precedenza.
La lotta fra Reddick e Hocevar prosegue per tutto il 51, in cui il giovanissimo di Spire riesce, dall’esterno, a mettere in seria difficoltà il rivale. Il duello termina quando cambiano i valori in campo: nel corso della tornata, infatti, si crea una terza corsia in centro alla carreggiata, che permette a Elliott di passare per primo sul traguardo.
Hocevar, però, non si arrende, e sfrutta l’alleanza con il compagno McDowell per tornare primo al giro 52, più precisamente in curva 2. Una volta ripresa la testa della corsa, il ventitreenne nato a Portage, Michigan, si butta in mezzo alla pista.
Hocevar torna esterno all’inizio del giro 53, lasciando ad Elliott la possibilità di tornare a capo dello schieramento. Entro la fine della tornata in questione, i due tornano in centro, anche se è il campione 2020 ad avere la visuale completamente libera.
Elliott e Hocevar danno vita ad una strana alleanza, dato che si spostano fra le corsie più e più volte nel corso del giro 54 prima di stabilizzarsi all’esterno una volta raggiunto il backstretch. La linea in questione diventa dominante, visto che, entro breve, si verifica il fenomeno della single file, che proseguirà fino all’arrivo.
Chase Elliott, pilota della Chevrolet #9 di Hendrick Motorsports, vince il secondo America 250 Florida Duel at Daytona. Hocevar, Larson, McDowell, Bell, Berry, Stenhouse Jr., Gilliland, Gibbs e Hamlin seguono il campione 2020 sul traguardo. Alfredo, migliore dei part timer non qualificati sul traguardo, viene escluso dalla competizione a causa di un’infrazione tecnica. Questo permette a B. J. McLeod, diciottesimo, di strappare l’ultimo biglietto per la Daytona 500.
Chase Elliott, nato 30 anni fa a Dawsonville, Georgia, si impone al termine della “mini-gara” di qualificazione alla Daytona 500. Il pilota Hendrick non solo partirà dalla seconda fila nella corsa di domenica, ma, con questo risultato, guadagna anche la testa della classifica, che condivide con Logano.

I risultati delle gare
I risultati del Duel 1 e del Duel 2 a Daytona
La griglia di partenza della Daytona 500 2026
La classifica generale
La classifica della NASCAR Cup Series 2026 dopo i Duel
I prossimi appuntamenti
Il programma del giovedì statunitense si conclude con i Duel. Nonostante ciò, la Cup Series scenderà in pista a Daytona anche venerdì alle 23:35 per le FP2, sabato alle 21:00 per le FP3 e domenica alle 20:30 per la Daytona 500, prima gara del campionato.
Immagini: Media NASCAR
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