NASCAR | Cup Series, Darlington: Byron cala il tris approfittando degli errori altrui

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di Gabriele Dri @NascarLiveITA
16 Maggio 2023 - 09:00
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Truex domina la prima metà della tradizionale corsa di Darlington, poi si perde ed emerge Chastain seguito a ruota da Larson, ma tutti e tre finiscono coinvolti in incidenti e così Byron emerge nel finale e si prende un facile successo all’overtime


Settimo a quasi 10″ dal primo posto. La gara di William Byron a 18 giri dalla fine sembrava essere archiviata e invece si è innescata la girandola di caution che ha eliminato, con o senza colpe/complicità, cinque dei piloti che aveva davanti più Truex, vero dominatore della prima metà di gara. Byron ringrazia e festeggia la terza vittoria stagionale, ma ovviamente in settimana si parlerà di altro, ancora volta di Chastain che non ha cambiato modo di correre e stavolta si è scontrato con Larson. Ragione o torto, Ross è ancora il pilota sulla bocca di tutti nonché il leader della classifica generale a metà regular season.

La gara

Quello di Darlington come ormai da tradizione è il weekend del NASCAR Throwback in cui si onora la storia dello sport, ma in questa occasione le celebrazioni si uniscono alla conclusione del progetto NASCAR75 in cui sono stati nominati i migliori 75 piloti della storia, i 50 già eletti nel 1998 ed i 25 annunciati nelle scorse settimane. L’occasione è talmente storica che per la prima volta o quasi dal momento del ritiro improvviso in pista, e pure in cabina di commento della FOX, c’è Carl Edwards.

Nel sabato soleggiato di Darlington vanno in scena le libere e le qualifiche, come ormai di consuetudine. Elliott fa sognare in molti essendo il più veloce nella sessione non ufficiale, ma nelle prove cronometrate emergono prepotentemente le Toyota con Truex che beffa all’ultimo centimetro Wallace per la pole position.

Alla bandiera verde Wallace scatta bene all’interno e per il primo giro è affiancato alla #19. Sul traguardo Bubba è davanti di 0.004″, poi al secondo giro Truex riprende la prima posizione d’inerzia all’esterno malgrado una piccola toccatina al muro; non ci saranno altri cambi in vetta alla classifica tecnicamente fino al giro 139 (nel mezzo del giro di soste sotto green di metà seconda stage) ed effettivamente fino al giro 151. Basta questo per descrivere la prima metà di gara molto blanda e con poco movimento.

Dopo i primi giri la classifica vede dunque Truex davanti a Wallace, a seguire Byron, Suárez, Stenhouse, Hamlin, Chastain, Keselowski, Kyle Busch e Reddick, ma c’è già la fila indiana fino al 13° posto di Burton e solo qui un primo duello 2-wide in cui alla fine Logano supera Bell. Nessuno sembra volersi prendere troppi rischi, ma – come dirà lo stesso Joey più tardi – “è quasi impossibile sorpassare”.

La coppia Toyota scappa subito via ed in meno di 10 giri ha messo già 3″ fra di sé e la #24 di Byron il quale a sua volta ha metri di margine su Suárez. Poco più dietro Kyle Busch punta all’interno Keselowski ed Hamlin è incollato a Stenhouse, ma di sorpassi nemmeno l’ombra.

Per notare qualche ulteriore cambiamento in classifica bisogna arrivare al giro 15 e alla manovra di Haley su Austin Dillon per il 19° posto. Davanti non succede nulla, anzi Truex (come spesso gli capita nelle giornate migliori) allunga pian piano ma inesorabilmente.

Mentre c’è un accenno di battaglia in casa FRM fra McDowell e Gilliland (fatto che favorirà Jones), ma sempre nelle posizioni di rincalzo, dopo nemmeno 20 giri McLeod è già doppiato. La #78, sponsorizzata da un folto gruppo di YouTuber della NASCAR e dai loro follower, è in crisi di assetto e dopo molteplici soste anche sotto green alzerà bandiera bianca nel finale di corsa per problemi allo sterzo.

I giri passano ed arrivano i primi report. Truex e Gibbs sono fra gli unici un po’ loose, per gli altri soltanto sottosterzo da dirty air. E questo innervosisce Larson che non riesce a trovare un varco su Reddick e pensa di spostarlo in qualche modo. Alla fine Kyle mantiene la calma e passa al giro 30.

Inizia anche il traffico per Truex: dopo McLeod è la volta di Poole, Ty Dillon e Newman e così Wallace recupera qualche decimo. Si accenna ad un long run e Chastain inizia a recuperare terreno, prima supera Hamlin e poi anche Stenhouse in un curioso scambio di posizioni fra vetture praticamente con la stessa livrea omaggio (Dale Jarrett – UPS) fatta indipendentemente e ad insaputa reciproca da due team diversi.

Al giro 35 succede (finalmente) qualcosa: mentre davanti in 1.7″ ci sono Truex, Wallace e Byron con Suárez quarto addirittura a 10″, Hamlin bacia il muro in curva3, crede di avere una gomma sulle corde oppure di essere scivolato. Effettivamente l’olio in pista c’è, ma in curva2. In questa confusione, mentre McDowell pure lui tocca le barriere, Kyle Busch danneggia leggermente il muso per passare Keselowski e di slancio si mette davanti pure a Suárez.

Alla fine la caution per fluidi arriva, si fatica a trovare il “colpevole”, ma l’ingresso di Poole nel garage è un sintomo, anche se a mettere fine alla gara della #15 non è un problema al motore come al sabato bensì uno al semiasse. Il lucky dog è Allmendinger in 31esima posizione.

Il degrado delle gomme manda tutti ovviamente ai box, Truex entra ed esce davanti a Byron, Wallace e Suárez, tuttavia Daniel compie un deleterio speeding che condizionerà tutta la sua corsa. Ad approfittare di questo e delle lievi riparazioni alla #11 ne approfittano Burton e Reddick che entrano in top10. Risale Elliott dopo un inizio grigio, perdono posizioni invece Larson, con la #5 che cade dal sollevatore e scivola al 24° posto, e Logano.

Si riparte ai -57 e, dopo una ripartenza non lineare nel gruppo, Truex rimane al comando davanti a Wallace che approfitta del choose cone, Byron, Busch (passato a sorpresa all’attacco) e Chastain. Il movimento è solo attorno alla ventesima posizione con Larson che cerca la rimonta, ma a rianimare la classifica ci pensa anche Bell che supera in sequenza Blaney, Harvick ed Hamlin passando al 10° posto. Alla lista delle Darlington Stripe si aggiungono Allmendinger, Haley, Berry e Briscoe con questi ultimi due in giornata decisamente no.

Davanti intanto Truex è scappato di nuovo, anche meglio di prima dato che ai -20 ha ancora una volta 3″ di vantaggio malgrado abbia raggiunto la coda del gruppo in cui doppia Briscoe. Hamlin invece non si riprende dopo la toccata precedente e perde la posizione anche da Harvick.

I duelli ravvicinati ci sono, ma i sorpassi pochi. Bell scavalca un ottimo Burton ed è nono, Byron punta Bubba e passerà solo ai -11 grazie alla difficoltà relativa della #23 (e così Truex vola a +4.5″) mentre Chastain si fa vedere all’interno di Kyle Busch e lo supera ai -8. Nel finale di stage emerge però non Bell, bensì Harvick che ha gestito al meglio le gomme e passa sia Burton che lo stesso Bell.

Truex può permettersi di controllare e l’unico rischio che corre è nel doppiaggio di Suárez che ovviamente non vuole essere sorpassato. Martin vince la prima stage con 1.5″ su Byron, 2.5″ su Wallace, 2.9″ su Chastain che stava per riprendere Bubba, 5.9″ su Kyle Busch, a seguire Keselowski (+9.3″), Stenhouse (+9.8″), Harvick (+10.0″), Reddick (+12.5″) e Bell (+13.6″). Burton è buon 11° ma Larson è già 12° davanti ad Elliott, Blaney e un Hamlin in difficoltà. Logano non recupera ed è 19°, 28 le auto a pieni giri con Berry passato in volata da Suárez e Buescher lucky dog mentre il compagno di squadra è nella top10.

Il secondo giro di soste premia ancora Truex mentre Wallace precipita al 18° posto a causa dei problemi nel montare la posteriore destra. La nuova top10 vede dunque in sequenza Byron, Keselowski, Chastain, Busch, Harvick, Stenhouse, Larson, Bell ed Elliott. Soste multiple e due giri persi per Berry, in crisi di assetto e con carrozzeria da riparare.

Green al giro 100, a -85 nella seconda stage. Truex rimane agilmente al comando davanti a Byron e Chastain mentre Stenhouse torna davanti ad Harvick e Larson; Wallace rischia grosso con Jones, che bacia il muro in curva4, ma Bubba è sempre 18°. Impantanato nel traffico anche Hamlin, una posizione davanti alla #23. Truex scappa ancor più velocemente ed in 10 giri ha accumulato 2″ su Byron che ha incollato Chastain perché William non ha più il tubo dell’aria fissato al casco e deve cercare una soluzione.

Mentre Chastain fatica forse più del previsto a passare la #24, dietro di lui Busch torna davanti a Keselowski e si ricandida per qualcosa di importante. Fra i pochi sorpassi di questa fase proprio quelli di Wallace su Hamlin ed Austin Dillon e quello di Larson su Bell per l’ottava posizione. In coda, invece, forse la prima gara veramente brutta dello Spire Motorsports nel 2023 dato che Ty Dillon è 33° e incredibilmente davanti a LaJoie (già a muro al sabato) 34°, quindi gli ultimi veramente in gara.

Truex raggiunge la coda del gruppo praticamente a metà stage quando ha oltre 3″ su Byron 4.5″ su Chastain, 7.5″ su Kyle Busch, 8.3″ su Keselowski e Stenhouse, 9″ su Harvick, 9.8″ su Larson, 11″ su Bell, 11.8″ su Burton. Ad aprire le danze del giro di soste di metà stage al giro 133 è McDowell in quel momento 24°. Nel corso dei 10 giri successivi tutti vanno ai box in sequenza con i soli Blaney, Wallace e Suárez ad andare leggermente lunghi.

Ai -42 Truex torna effettivamente al comando ma ha “solo” 2″ su Byron e 3.5″ su Chastain dato che ha dovuto rallentare per non incrociarsi con Burton in pit lane. Nei 10 giri successivi però l’incredibile, almeno per quanto visto fino a questo momento.

Truex accusa sottosterzo, secondo Martin ha perso grip all’anteriore perché la pista si sta gommando, e la coppia Byron-Chastain si avvicina subito. Ross decide di osare e ai -39 prende e passa la #24, cinque tornate più tardi è addirittura al comando, ne passano altre cinque ed ha già allungato.

Il dominio di Martin Truex Jr. si interrompe al giro 151 dopo averne guidati effettivamente 145. Non tornerà più al comando anche se dai box lo rassicurano dicendo che il ritmo di Ross sul long run sia insostenibile.

Truex riesce a limitare i danni perché anche Byron ha sottosterzo e William vede avvicinarsi pericolosamente Kyle Busch e Larson. Ai -25 sono in cinque al comando racchiusi in appena 2″. Chastain infatti non è scappato, ma ha comunque messo qualche decimo di sicurezza. A cedere per primo è proprio Byron che viene infilato in paio di tornate sia da Busch che da Larson.

Si entra negli ultimi 20 giri della stage e per Chastain c’è un grosso problema, anzi due. Il fatto che la vettura dietro a lui sia quella di Truex e quella davanti, dopo il doppiaggio di Haley e Preece, la #99 del compagno di squadra Suárez che, oltre ai problemi radio, non è stato capace di risalire dopo la penalità ed è 26°.

Chastain riesce a controllare la situazione praticamente per 19.5 dei seguenti 20 giri, poi in curva3 tenta un attacco all’interno in uno spazio che volendo ci sarebbe, ma dovrebbe frenare troppo. Martin pizzica leggermente lo spigolo di Chastain che scivola un po’ largo, bacia le barriere, rimbalza e tocca la #19 che finisce in testacoda in un replay in miniatura (e una curva prima) di quanto successo il giorno precedente fra Larson e Nemechek. E Truex, giustificandosi via radio con una trafila di “E ma Chastain non ha…” e “E se Ross non avesse…”, non ci fa una bella figura.

Chastain vince dunque la seconda stage tecnicamente sotto caution davanti a Kyle Busch, Larson, Byron (staccato a 5″), Keselowski, Bell, Harvick, Blaney (che ha passato prima Reddick con uno slide job mancato con la #45 che va a muro), Stenhouse (pure lui a toccare le barriere ma da solo) e Truex che salva ripartendo un decimo posto. Fuori dalla top10 Reddick, Elliott, Almirola, Logano, Wallace, Hamlin, Jones ed un Burton calato nel finale. In 25 a pieni giri con Suárez che si salva e Preece che ringrazia con il lucky dog.

Gara in mano a Chastain? Tutt’altro: ai box il migliore è Larson e la #5 passa al comando completando una incredibile (visto quanto non fatto dagli altri) rimonta. Seguono Busch, Byron, Harvick, Keselowski, Bell, Truex che guadagna due posizioni e cerca di riprendersi, Elliott e Reddick. Blaney ai box ovviamente perde quanto guadagnato in pista ed è ora 13°.

Si riparte ad esattamente 100 giri dalla fine e arriva subito l’inaspettato big one. Jones, uscito dai box in 17esima posizione, non sa probabilmente che la posteriore destra è mal fissata, ma in curva2 se ne accorge lui che finisce in testacoda e anche Cindric, Gilliland, Gragson, Suárez, Newman, McDowell, Austin Dillon e Gibbs che finiscono nel mucchio. Ad essere costretti al ritiro sono Dillon, Suárez (che dunque paga ancora di più la penalità iniziale) e McDowell mentre Jones ovviamente si prende una penalità di due giri ed in settimana ci saranno delle sospensioni per i meccanici. Buescher è il lucky dog.

Davanti alla moviola Larson rimane al comando, ma Chastain gli era molto vicino, forse troppo ma su questo ci si tornerà in seguito. Di strategia tornano ai box solo Hamlin, Burton e Preece, poi si riparte ai -92 con un altro duello Larson-Chastain a pochi millimetri l’uno dall’altro. Alla fine è proprio Ross a prevalere di forza, con Larson che sfiora il muro, alza il piede e scivola anche dietro a Busch e Byron (con i due in battaglia a loro volta). E Larson non la prende bene. Sarà solo il primo atto di una trilogia.

Dietro di loro a prevalere in un 3-wide con Keselowski e Bell è Harvick, tuttavia anche qui c’è un ribaltone e la #20 torna al quinto posto davanti a Brad e Kevin. Stenhouse, Truex e Blaney completano la top10 dopo il sorpasso di Ryan su Elliott. Ma dopo pochi giri un’altra caution: ai -82 Stenhouse fora la posteriore sinistra e finisce in testacoda nel tentativo di entrare ai box. Una incomprensione fra Ricky al muretto sulle gomme da cambiare fa perdere un giro alla #47. Un gran peccato per lui vista la buona gara.

Intanto c’è un altro mezzo capitolo delle storie tese fra Chastain e Busch dopo il Kansas: le luci che segnalano la caution non stanno funzionando (verranno riparate in corsa) e Ross inchioda per far passare la pace car uscita da box, Kyle lo schiva e via radio ne ha di tutti i colori dei confronti di Chastain e dai box lo invitano a correre duro.

Vanno tutti ai box, inclusi (un po’ a sorpresa) anche Hamlin e Burton. Chastain rimane al comando su Busch, Larson, Byron e Keselowski. Ripartenza ai -78 e Chastain spavaldamente sceglie l’esterno offrendo il fianco a Busch che sì attacca duramente, ma Ross passa fra #8 e muro e rimane al comando. Rischiano anche Logano ed Elliott con Joey spuntato fuori dal nulla in ottava posizione.

Inizia così l’ultimo vero long run della corsa e tutta la carica di Busch vede un primo contraccolpo visto che Kyle bacia il muro e scivola in coda al quartetto dei big. Forse davvero a volte, come ha detto Gragson la scorsa settimana dopo la rissa con Chastain, le parole contro Ross servono a poco e servono le azioni. Anche Gibbs tocca le barriere, non è la prima volta, mentre Hamlin è precipitato in 20esima posizione prima di iniziare una piccola rimonta.

Tutti ormai aspettano la sosta finale attesa per i -40. A metà stint Chastain ha 0.7″ su Byron, 1.3″ su Larson, 2.1″ su Busch e 3″ su Bell, a seguire Keselowski, Harvick, Logano, Elliott e Truex dopo aver passato Blaney ma dice uno sconsolato “I got nothing” sulla vettura; 21 le auto a pieni giri. Da notare la buona ripresa di Buescher dopo il lucky dog che si tiene dietro Hamlin e la coppia 23XI Racing vicina in 12esima e 13esima posizione.

Ad andare in crisi di sottosterzo è proprio Kyle Busch, superato da Bell ai -52, ma Preece apre il giro di soste finale ai -49, nettamente in anticipo sulle previsioni e Ryan trascina in fretta tutti ai box. Il momento cruciale è ai -46: Larson, Bell e Busch pittano, Chastain e Byron lo fanno un giro dopo e l’undercut è decisivo. Larson esce dalla pit lane da leader virtuale davanti alla #20, alla #1, alla #8 e a Logano che con un anticipo del cambio gomme ha passato Byron (sosta lenta per un incrocio con Haley) e per qualche secondo pure Busch.

L’unico audace in questa fase è un Hamlin ormai disperato, ma la caution non arriva e Denny pitta ai -30 quando Larson lo aveva ripreso. Kyle ha intanto allungato su Bell (+1.5″), Chastain (+1.8″) e Busch (+2.3″), Logano ovviamente si è staccato non avendo il ritmo dei favoriti ed è ancora quinto seppur a 5″ davanti a Keselowski e Byron che non è vicino a Brad.

La situazione rimane stabile per i giri successivi, Larson sembra essersi involato dato che ai -20 ha 2.3″ su Bell e 3.3″ sulla coppia Chastain-Busch che sembra promettere scintille. Ad incendiare il finale però ci pensa Newman, in quel momento 28° a tre giri, che finisce in testacoda ai -18.

La caution gufata e attesa da tutti è arrivata e ricompatta un gruppo di 19 auto a pieni giri più il lucky dog Gibbs (le cui toccate al muro ormai non si contano) che ha beffato Hamlin dopo la strategia sfasata con la #11 che però si prende la wave around con Briscoe.

La sosta conseguente dimezza di colpo il gruppo dei big: Busch sbaglia di nuovo clamorosamente arrivando lungo nello stallo e scende al 17° posto che diventa poco dopo 16° perché Bell pitta due volte a causa di una ruota mal fissata. E così davanti rimangono solo Larson e Chastain seguiti da Logano e Truex che sogna di nuovo grazie ad un’ottima sosta.

Mentre tutti guardano la prima fila, il big one delle piccole polemiche inizia però dalla seconda. Truex commette il secondo grave errore della gara perché, pur sapendo di avere sottosterzo praticamente da 150 giri, in curva1 attacca come se non ci fosse un domani, si gira sul muso di Logano dopo essersi appoggiato alla #22 e rovina la sua gara appena ricostruita, quella di Joey ma anche quella di Wallace, Harvick, Keselowski, Elliott, Almirola e Blaney che finiscono nel mucchio.

Le polemiche non sono finite però: Larson ha provato ad intimidire Chastain stringendolo al muro, ma Ross non ha alzato il piede e con una manovra micrometrica al momento della caution è davanti con Kyle che accusa Chastain pure di falsa partenza. Ed il secondo atto è servito. Polemica anche da parte di Wallace che viene rispedito indietro in classifica (credeva di essere quarto) a differenza di Keselowski ed Harvick perché secondo la NASCAR lui è stato coinvolto nell’incidente mentre la #6 e la #4 no, ma è evidente il contrario.

La classifica alla ripartenza dei -6 vede dunque Chastain al comando davanti a Larson, Byron, Elliott, Keselowski, Harvick, Blaney, Burton, Wallace ed Haley in una graduatoria rivoluzionata. Ross è dunque da solo contro tre vetture di Hendrick e tutti temono il peggio. E il peggio arriva subito.

Chastain stavolta sceglie l’interno per paura di cosa possa fare Larson al suo fianco come in precedenza. E allora decide di rispondere con le stesse carte: in curva1 tiene giù il piede costringendo la #5 al muro, solo che la rabbia di Ross è maggiore, lo spazio lasciato minore e dunque in pratica c’è un replay dell’incidente precedente, solo che Chastain si gira sul muso di Larson.

Per fortuna l’incidente coinvolge solo loro due, ma la rabbia ora è di Larson che, quasi incastrato col muso nella fiancata della #1, tiene giù il piede trascinandosi giù dal banking Chastain finché le due vetture si separano. Ai box dopo non ci saranno scazzottate ma solo parole di fuoco (con anche Rick Hendrick che scende in campo) e Ross a commettere forse un errore fatale lasciandosi scappare una mezza confessione che potrebbe costargli molti punti proprio come successo ad Hamlin (nei suoi confronti) a Phoenix.

Si va dunque all’overtime e Byron ha visto i quattro big dell’ultima stage cadere uno dopo l’altro. William è al comando davanti ad Harvick, Elliott, Keselowski e Burton. Ha la vettura più forte e sullo scatto Kevin non può nulla.

Byron vince così “facilmente” a Darlington vendicando la sconfitta di un anno fa subita da Logano. Dietro alla #24, alla 100esima vittoria con Hendrick, chiudono Harvick, Elliott (bel balzo nella griglia playoff), Keselowski, Wallace, Burton (ottimo boost morale per Harrison su una pista amica della sua famiglia), Busch, Haley, Blaney e Buescher. Hamlin è 12° dietro a Gilliland e davanti a Stenhouse, Bell 14°, Gibbs 16°, Briscoe 17°, Logano 18°, Larson 20°, Reddick 22° a passo d’uomo.

Una prima metà di gara blanda viene compensata così da un finale di fuoco animato nel bene e nel male dal solito Chastain che prosegue la faida con Larson dopo quanto successo a Dover. Byron ringrazia ed è il primo a quota tre successi in stagione anche se Ross, per ora, è ancora leader della generale quasi a far capire che il suo modo di correre non è così rischioso come altri vogliano far credere. Siamo al giro di boa della regular season e se la seconda metà sarà altrettanto accesa come la prima, beh lo spettacolo sarà assicurato.

I risultati odierni

La classifica della “Goodyear 400”

La classifica generale

Così in campionato a metà della regular season (gara 13 di 36) della NASCAR Cup Series 2023

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I prossimi appuntamenti

Il prossimo weekend della NASCAR sarà storico. Infatti, per la prima volta in 27 anni, si torna sul leggendario ovale di North Wilkesboro. Sullo short track della North Carolina gareggerà prima la Truck Series (sabato sera) mentre domenica notte sarà la volta prima per l’Open e poi per la classica All-Star Race della Cup Series. La Xfinity Series, invece, tornerà sabato 27 maggio a Charlotte.


Immagine: Media NASCAR


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