NASCAR | Cup Series, Darlington #2 2026: Bell torna alla vittoria dopo sette secondi posti!

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 9 Settembre 2026 - 10:30
Tempo di lettura: 20 minuti
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NASCAR | Cup Series, Darlington #2 2026: Bell torna alla vittoria dopo sette secondi posti!
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Le Toyota dominano la gara di Darlington malgrado qualche pasticcio ai box. Bell rimonta nella stage finale e rompe la maledizione del 2026

A volte i weekend vengono via perfetti per la cabala. A Darlington nella gara della OAP Series a vincere (per la seconda volta in carriera) era stato l’eterno secondo Sheldon Creed, in Cup Series tocca a Christopher Bell che, a secco da Bristol 2025, in questa stagione aveva portato a casa addirittura sette amare piazze d’onore. Ora per la #20 il ritorno in victory lane ed il rilancio anche in campionato, favorito dalla #11 di Hamlin che ha perso punti preziosi in un incidente con Michael McDowell.

La gara

La NASCAR Cup Series torna a Darlington per la classicissima del Labor Day, la Southern 500, una prova molto selettiva e quest’anno il caldo torrido (al sabato addirittura 38 °C, percepiti 44) si fa sentire sui piloti. Peccato che il sabato salti in toto: non cade una goccia di pioggia, ma la pista viene lambita a nord e sud da due nuclei temporaleschi che innescano lightning hold in successione.

A dire il vero, i motori non stanno muti. Le prove libere, rimandate praticamente di 1h, durano la bellezza di 45″ prima di un nuovo stop forzato senza nemmeno un tempo cronometrato. Poi si torna ad aspettare e alla fine arriva la cancellazione sia delle FP che delle qualifiche. Si deve dunque ricorrere all’algoritmo e qui rimangono fregati in molti. Infatti, il regolamento prevede che i 16 qualificati alla Chase devono qualificarsi per ultimi, ma sempre in ordine inverso di algoritmo, ma in caso di cancellazione della sessione questo vincolo non c’è.

Dunque, pole per Reddick davanti a Suárez, Preece, Hamlin, McDowell, Cindric, Briscoe, Stenhouse, A.Dillon e Bowman. Ad essere penalizzati dagli incidenti di Daytona sono soprattutto Blaney (24°), Larson (25°), Gibbs (28°), Hocevar (34°) e Buescher (35° sui 38 iscritti, le due auto Open sono la #66 di Finchum e la #67 di Heim). E il sabato di Blaney si era ulteriormente complicato: controlli tecnici falliti due volte con espulsione del car chief e perdita della scelta dello stallo in pit lane.

Intanto in settimana si è anche rianimato il mercato, con una bomba inaspettata. Legacy MC ha annunciato la risoluzione del contratto (pare non consensuale) con John Hunter Nemechek ad appena quattro mesi dalla notizia del rinnovo. Voci non controllate hanno riferito di discussioni del pilota con Jimmie Johnson in seguito al disastroso weekend di Loudon (nei Truck due incidenti, in Cup unico a finire a muro sotto la pioggia, proprio in un fine settimana in cui lo sponsor era sia della vettura che della corsa, dunque sotto gli occhi di tutti); il favorito unico per il sedile della #42 diventa così Josh Berry. È stato annunciato invece dal team per la terza vettura (la #84) Riley Herbst, come da pronostico. E, sulla carta, i soldi di famiglia sono serviti anche ad acquistare il charter che era di RWR ed in prestito a RFK. Proprio a Darlington Keselowski ha confermato che Preece nel 2027 sarà a tempo pieno, ma su una vettura Open.

Rispetto al sabato gli unici cambiamenti sono l’anticipo di 10′ della bandiera verde (già comunque prevista 1h prima rispetto agli anni scorsi) a causa del rischio pioggia crescente nella serata e l’inserimento di una competition caution al giro 35 nella prima stage da 115 a cui ne segue una di lunghezza uguale ed una finale da 137 per un totale di 367 tornate e, ovviamente, 500 miglia. Ben 13 i set di gomme a disposizione su una pista ad alto degrado, pieno stimato in 72-78 giri.

Alla bandiera verde Reddick e Suárez quasi si toccano fiancata contro fiancata, poi però in progressione l’auto più veloce è la #7 e il messicano passa in curva2 al comando. Quanto dura il sogno di Daniel? Appena due giri: a seguirlo non è Tyler, bensì Hamlin dalla sua stessa corsia interna. Al terzo giro Suárez cerca il blocco verso curva3, tuttavia Denny incrocia la traiettoria, si infila in curva4 e chiude la manovra alla piega successiva. Reddick ne approfitta poco più tardi, ma intanto Hamlin ha già messo 1″ di margine; Preece e Cindric completano la top5 mentre la top15 è già in fila indiana.

Chi è partito bene è anche Logano che recupera un paio di posizioni e si avvicina alla top10 mentre da dietro faticano a rimontare nel breve termine Hocevar, Larson e soprattutto Buescher, appena entrato solo in top30. Wallace, invece deve sgomitare per liberarsi di Austin Dillon che fa da tappo al gruppo che lo segue e nei giri fra il 10° e il 15° perderà addirittura sette posizioni uscendo dalla top20.

Da questo punto in poi emergono le difficoltà notevoli di assetto di Suárez che verrà passato in sequenza da tutti gli inseguitori, primo fra tutti Preece che però a questo punto ha 4.6″ da Hamlin il quale a sua volta deve iniziare a guardarsi negli specchietti da un Reddick che sta andando in progressione. Parte anche la rimonta di Bell che, dopo aver passato Bowman e Briscoe, vede la top5. Top5 che diventa effettiva col doppio sorpasso in casa Spire a McDowell e Suárez poco prima del giro 20. Per il team in rampa di lancio, bene anche Hocevar che dalla 34esima posizione in griglia ora è 21°, anche se poi riperderà il posto da Gibbs in un duello in cui Carson sembra capire che è meglio desistere.

Mentre le gomme iniziano già a degradarsi (2.5-3″ persi in 30 giri) e Finchum diventa il primo doppiato, al giro 28 Reddick riprende e attacca Hamlin in curva3. Lo slide job riesce a differenza dell’incrocio della #11, dunque Tyler “torna” al comando per la prima volta dopo il giro 0. Recupera ulteriore terreno anche Logano, ora davanti a Bowman e Keselowski.

Alla competition caution del giro35 Reddick guida con 0.5″ su Hamlin, 5.0″ su Preece, 5.5″ su Cindric, 5.7″ su un Bell in forte recupero, 10.5″ su McDowell, 11.3″ su Briscoe, 12.1″ su Logano, 12.3″ su Keselowski e 14.4″ su Bowman, poi Wallace, Byron, Berry, Blaney, Elliott, Gibbs, Suárez (precipitato addirittura al 17° posto), Chastain, Herbst e Hocevar, Buescher 23° davanti ad un Larson (24°) che si è perso dopo il via, lucky dog per Finchum mentre van Gisbergen (male finora) era ad un passo dal perdere il giro.

Il primo giro di soste lascia Reddick al comando su Hamlin, Preece, Briscoe, Cindric, Bell, Wallace (piccoli problemi con l’acceleratore che rimane un po’ parzializzato al momento di togliere il piede in frenata, forse per i marbles che si sono infilati nel meccanismo sotto il cofano), Keselowski, McDowell e Bowman. Sosta lenta per Logano (scende al 14° posto), doppio pit per Ty Dillon (servosterzo quasi già ko) mentre i grattacapi di assetto per la #7 permangono.

Ripartenza ai -75 e stavolta Reddick scatta bene seguito da Hamlin, Preece e Briscoe, pressato subito da Bell che si è messo alle spalle Cindric. Byron entra momentaneamente in top10, prima di rimbalzare e finire dietro a Blaney, McDowell e Gibbs. Scivola ulteriormente indietro Logano che vanifica tutto il primo stint. Al giro 44 Briscoe infila Preece in curva1, un giro più tardi Hamlin sfrutta nuovamente lo short run e si rimette al comando. Anche Wallace si mette davanti a Cindric mentre Blaney passa Keselowski, dunque nella top9 ci sono solo Toyota e Ford, segno che è un’altra giornata difficile in casa Chevy.

La flessione di Reddick è tale che persino Briscoe prova a sorpassarlo, ma l’attacco è timido e non ci saranno altre manovre della #19. Il sorpasso riuscirà invece a Bell su Preece. Rimanendo in casa Chevy, invece, rimbalza anche Elliott, superato da un Jones che a Darlington va sempre veloce (poi passerà anche Bowman) e da un Berry in risalita. Byron riesce a ricostruire quanto sfuggito e ai -50 col sorpasso su McDowell rientra in top10.

Siamo già a metà distanza dalla competition caution a fine stage e dunque arriva un nuovo giro di soste. Ad aprirlo è Bell al giro 71 con il trio Penske, al passaggio seguente coprono Hamlin, Reddick, Briscoe, Preece, Byron ed altri. Via via si susseguono i pit stop, con Jones che perde tempo con una sosta pasticciata, Wallace tira dritto fino al giro 77 rientrando ai box a ruote fumanti, poi al 78 Elliott e Larson, al 79 Hocevar e Suárez; penalità per Heim per ruota vagante.

Dopo le soste la situazione vede Hamlin con circa 1″ sul trio Reddick-Bell-Briscoe, a 5″ Blaney che spera di aver risolto il sottosterzo, poi Preece, Cindric, Byron, Wallace e Gibbs. L’undercut di qualcuno però viene pagato subito, ad esempio da Logano che viene superato da Berry il quale vede la top10. I 16 della Chase (tranne uno Suárez ormai disperso) sono tutti in top19 con Elliott che si affaccia alla top15 dopo aver passato Briscoe.

In questo stint la fuga di Hamlin sullo short run dura ancora meno e al giro 94 Reddick si infila facilmente all’interno della #11 in curva2 per un nuovo sorpasso in casa Toyota che ora monopolizza la top5, visto che Wallace sfrutta gomme più fresche per mettersi davanti a Blaney. Bubba va veloce, al punto che questi cinque sono racchiusi in appena 1.2″. La #23 di slancio aggira Briscoe approfittando del doppiaggio di Custer, poi viene infilato anche Bell in curva1, ma ormai Reddick ai -15 ha allungato e lo spunto di Wallace si esaurisce sulla difesa di Hamlin.

Bell e Briscoe, un po’ a sorpresa, rimbalzano indietro e Blaney riprende la coppia JGR. Gli ultimi giri vedono il secondo attacco, stavolta di successo, di Wallace su Hamlin in curva1 e le due posizioni perse da Logano ai danni della coppia Hendrick di Elliott e di un Larson che comincia ad ingranare. Al giro seguente, e siamo ai -8, arriva però la caution e per la prima volta in Cup Series si applica la nuova regola che se arriva una bandiera gialla entro i -10, allora la stage è finita.

Cosa è successo? In curva3 Hocevar attacca Keselowski, poi scivola e tocca Brad sulla posteriore sinistra, la #6 si appoggia al muro, rimbalza e si gira sul muso della #77 finendo in testacoda. Ovviamente Keselowski non la prende bene nel post gara mentre Carson, che poteva evitare una manovra – seppur leggera – del genere sminuisce il tutto, probabilmente sbagliando ancora di più.

Reddick vince dunque dietro la pace car la prima stage davanti a Wallace, Hamlin, Bell, Blaney, Briscoe (sorpasso non inquadrato dalla regia), Preece, Cindric, Byron e Gibbs, a seguire Berry, Elliott, Larson, Logano, McDowell, Bowman, Buescher ed Hocevar, Suárez 25°, lucky dog per A.Dillon dalla 29esima posizione a lasciare a -1 tutti gli altri tranne Finchum (-3).

Nuovo break e nuovo giro di soste: Reddick mantiene la prima posizione su Wallace, Hamlin, Bell, Blaney, Briscoe, Cindric, Byron, Elliott e Logano, Preece scivola in coda per un doppio pit (posteriore destra mal fissata dopo una discesa troppo veloce dal jack), riparazioni per Keselowski, speeding ininfluente per A.Dillon, infrazione dei meccanici di Ware.

Ripartenza ai -117 (quindi la seconda stage si è allungata come da regolament) e Reddick si porta dietro la corsia esterna con Wallace e Blaney mentre Hamlin paga molto, salvando la quarta posizione; Byron completa la top5 davanti a Bell mentre Larson entra per la prima volta in top10 ai danni di Cindric che poi rimbalzerà cercando di aiutare Logano attaccato dallo stesso Kyle.

Ovviamente le Toyota ne hanno ancora di più e nell’arco di pochi giri Hamlin torna davanti e stacca Blaney, mettendosi a 1.5″ da Reddick mentre Bell fa lo stesso con Byron in curva1. Suárez ancora non ne ha e Preece lo ripassa. Si comporta ancora molto bene Berry che entra in top10 superando Logano e quindi è lui ora la seconda Ford in pista. Jones torna in top15 dopo la sosta lenta precedente mentre salta subito l’azzardata wave around di Custer.

Reddick allunga leggermente approfittando di una piccola stripe di Wallace, Hamlin però non ne approfitta, anzi si stacca ulteriormente da Bubba e Blaney rimane sempre nei paraggi. Scambio di posizioni in casa Hendrick con Larson che si mette davanti ad Elliott (slide job ben piazzato) e continua a convincere, meno Chase di lì a poco scavalcato pure da Berry che non si ferma qua.

Al giro 140 (dunque ai -90) si è già in odore di nuovo giro di soste. Reddick guida con 1.8″ su Wallace, 4.3″ su Hamlin, 4.6″ su Blaney, 6.0″ su Bell, 6.7″ su Briscoe, 7.5″ su Byron, 8.2″ su Berry, 8.6″ su Larson e 10.2″ su Elliott.

Il primo ad andare ai box, mentre Berry scavalca anche Byron, è Logano al giro 143 e non è una sorpresa. La sorpresa è invece il sorpasso di Blaney su Hamlin. Sorpresa anche quando Keselowski finisce in testacoda in ingresso box e deve pure fare manovra per entrare in pit lane, ma la caution non esce. Briscoe si ferma al giro 147 quando ormai Berry aveva ripreso pure lui, al 148 tocca a Byron, Cindric e Gibbs, al 149 ad Elliott, Wallace al 150, il leader Reddick con Bell ed Hocevar al 151, Blaney con Hamlin al 152 con Larson e Suárez che tirano ancora dritto.

A Wallace basta un giro di undercut per riportarsi sotto a Wallace e superarlo di lì a poco in curva1 andando al comando, terzo è invece Briscoe mentre a sorpresa Logano è quarto a circa 5″, ma la sua sosta anticipata lo farà retrocedere ben presto. Ai -75 si chiude il giro di soste con il pit di Larson (e lo speeding di Nemechek).

Mentre Joey inizia a scendere in classifica, passato da Bell, Blaney, Byron, Cindric ed Hamlin che ha acuto una sosta non eccezionale, il primo vero segno sulla carrozzeria per uno della Chase è per Buescher che finisce snap loose in curva4 e bacia il muro. Non è una stripe, è un contatto e la convergenza della #17 salta un pochino, al punto che Chris perderà posizioni.

Il trio di testa, intanto, si ricompatta e Wallace, Reddick e Briscoe sono in meno di 1″, anche proprio al doppiaggio di Buescher. Chase manca la chance, rimbalza e rimangono quindi in due, ma Tyler non attacca e così Bubba può respirare. I giri passano veloci dato che non ci sono guai, Hamlin torna in ritmo e riprende ma non passa Blaney.

Al giro 185 (quindi ai -45 nella stage) Wallace guida con 0.4″ su Reddick, 1.0″ su Briscoe, 3.2″ su Bell, 4.7″ su Blaney, 5.0″ su Hamlin, 6.6″ su Larson, 7.2″ su Berry, 10.4″ su Byron e 11.4″ su Cindric. Poi, nuovo giro di soste iniziato stavolta dai leader: Wallace e Briscoe al giro 187, Reddick copre subito al 188 con Blaney, Logano, Gibbs e Preece, al 189 Byron e Cindric, Elliott al 190, Hamlin e Bell ancora lunghi al 191, Larson (194) e Suárez ancora di più.

Ai box però è successo qualcosa di importante: Reddick è ripartito con la anteriore sinistra mal fissata e viene fermato immediatamente dalla pit crew, deve fare retro, avvitarla bene e ripartire. La #45 perderà posizioni (sarà ottava) e tempo (circa 13″) preziosi.

Stavolta non è l’undercut ad essere decisivo, è lo short run, infatti Briscoe passa subito all’attacco e passa Wallace scappando via. La fuga di Chase si scopre presto ben motivata: in pit lane gli hanno messo troppa poca benzina e la #19 non è sicura di arrivare fino in fondo alla stage.

Mancano 35 giri al break e Briscoe cerca una fuga per poi poter gestire meglio il finale. Finale che non vedrà Finchum che prende la via del garage; dopo un breve tentativo di riprendere la corsa, per la #66 arriverà il ritiro per guai alla sospensione.

Dopo aver perso tempo in precedenza, Hamlin torna nel ritmo e sorpassando Berry torna in top5, ma il più veloce in pista – e nettamente – è Bell. Uscito dai box era quarto a 9.4″ da Briscoe, in appena 10 giri (sorpasso su Blaney incluso) è a 3.1″, nei cinque passaggi successivi passa anche Wallace ed è a 1.1″ dal compagno di squadra che deve andare in fuel saving deciso e non è stato nemmeno aiutato nel doppiaggio di Herbst.

Il sorpasso facile arriva ai -14 e Bell si invola a vincere la stage, Chase deve gestire ancora di più, ma si salverà. Nemmeno Reddick se la passa bene, infatti in pista è stato passato sia da Berry che da Byron. Non va meglio a Wallace, che in vista del traguardo crolla e si vede sorpassato anche da Larson e non solo.

Bell vince la seconda stage davanti a Larson (+1.4″, ma ai -5 erano 4.0″), Hamlin (+4.51″), Briscoe (+4.56″), Wallace (+6.0″), Blaney (+6.5″), Berry (+8.1″), Byron (+8.9″), Reddick (+9.4″) e Cindric (+9.8″); la lunga fase di green ha lasciato a pieni giri solo altre nove auto e sono quelle di Gibbs, Elliott, Logano, Bowman, Hocevar, McDowell, Smith, Jones e Gilliland. Preece è il lucky dog che lascia a -1 Suárez (21°), mentre Buescher è 30° e per poco non è finito a -2.

Il break però è disastroso in casa Toyota: Briscoe deve anticipare il pit altrimenti sarebbe rimasto a secco, Hamlin sosta lenta alla posteriore destra e nemmeno quella di Bell è eccezionale per un inciampo di un meccanico. Risultato? Larson balza al comando davanti a Wallace, Blaney, Byron, Reddick, Cindric, Gibbs, Berry, Elliott e Logano, Bell scivola al 12° posto, Hamlin al 16°, Briscoe al 19°.

Si riparte a 130 giri dalla bandiera a scacchi e Larson scatta bene portandosi dietro Wallace mentre Blaney cerca inutilmente di resistere a Reddick che viene spinto da Gibbs e finisce per essere passato da entrambi mentre nei giri seguenti ci prova anche Byron. Dunque, è di nuovo 1-2-3-4 Toyota. Rimonta velocemente anche Bell che rientra in top10 e mette nel mirino il resto del Team Penske composto da Berry, Cindric e Logano.

Al giro 241 scende il sole, sia fisicamente, sia sulla gara di Hamlin. Finito nella pancia del gruppo, in curva3 attacca con uno slide job McDowell, la manovra sarebbe anche riuscita ma Michael torna sotto e tocca da dietro la #11 sulla posteriore sinistra e Denny scarta verso il muro toccandolo pesantemente con la anteriore destra. I due si toccano nuovamente fiancata contro sul dritto, poi la #11 perde velocità e ci metterà un po’ per riprendere un ritmo che comunque non è quello precedente visto il danno. Denny comunque prosegue confermando che la convergenza è saltata.

Hamlin finisce in coda al gruppo di coloro a pieni giri e le chance di vittoria svaniscono così come parte del suo vantaggio. Più avanti, invece, Bell supera solo Logano, rimane dietro a Cindric (lo passerà ai -117) mentre stupisce ancora Berry che ha scavalcato Byron e si mantiene molto vicino a Blaney che viene superato ai -120. Larson, intanto, unica Chevy in grado di competere per la vittoria, allunga e il suo margine su Wallace passa il secondo e mezzo, poi di colpo Bubba alza il ritmo, perde un secondo e viene ripreso da Reddick. Blaney non ne ha e stavolta Byron lo infila e ai -113 sarà la volta anche di Bell.

Tyler sembra pronto a passare il compagno di squadra, invece ai -110 si stacca leggermente e viene ripreso da Gibbs con il trio ormai a 3.5″ da un Larson che vede sempre più vicino davanti a lui un Hamlin che cerca di sopravvivere fino alla sosta che, tuttavia, è lontana ancora una ventina di giri. Prosegue intanto la rimonta di Bell che ai -105 sale al sesto posto davanti a Byron. Hamlin viene ripreso ai -102 e cerca in tutti i modi di frenare il doppiaggio di Larson che riuscirà però dopo un giro e mezzo di battaglia.

Ai -100 Reddick passa all’attacco, lo slide job in curva3-4 non va, tuttavia rimane affiancato a Bubba sul traguardo e si infila all’interno di curva1, Gibbs lo segue e ne approfitta pure lui, ma la sorpresa è che Berry è arrivato su di loro, tenta l’attacco di slancio in curva3, arriva pure un contatto in uscita di curva4, ma la #23 deve cedere la terza posizione in appena un giro. Wallace non ne ha sul long run e di lì a poco viene raggiunto pure da Bell che si fa vedere immediatamente. Il sorpasso arriverà ai -94 per il rientro della #20 in top5.

Ai -90 Larson guida con 3.4″ su un Reddick in leggero recupero, poi Gibbs a 4.9″, Berry a 5.5″, Bell a 7.1″, Wallace a 8.2″, Blaney a 8.5″, Byron a 9.0″, Cindric a 10.0″ e Briscoe a 11.9″. Ed è proprio da un Briscoe (esclusi Suárez, Hamlin e qualche altro doppiato) che paga il sottosterzo che inizia un nuovo giro di soste – il penultimo sulla carta. Byron si ferma al giro 278 con Reddick, tutto Penske con Gibbs al 279, Larson al 280 seguito da Wallace.

Il giro di soste si apre e chiude molto rapidamente per i leader e davanti rimane praticamente solo Gilliland quando arriva una caution: in curva4 Zane Smith, compagno di squadra proprio di Todd, è nel mezzo di un 3-wide con McDowell a sinistra e Chastain a destra, la #71 esagera nuovamente e tocca la #38 sulla posteriore sinistra per un testacoda per fortuna innocuo a parte qualche graffio. Lucky dog per nessuno in quanto se lo stavano giocando proprio McDowell e Smith.

Dopo il completamento del giro di soste, Larson torna al comando su Reddick, Berry, Bell, Blaney, Cindric, Hocevar, Elliott (con i due che erano in pit lane al momento della caution) e Gilliland poi chi decide di pittare nuovamente e sono Gibbs, Briscoe, Byron, Logano, Wallace, Preece, infile le wave around di McDowell, Bowman e Jones. Hamlin ne approfitta per le riparazioni e rimane a -1.

Si riparte ai -78 e Larson scatta benissimo lasciando Berry a difendersi senza successo da Reddick, seguono poi Blaney e Bell affiancati, dunque Hocevar a cercare inutilmente di bloccare verso curva3 un Gibbs che si muove subito con gomme fresche e stacca Briscoe a parità di strategia; Chase avrà difficoltà a passare proprio Carson, più per un rischio della #77 che tocca il muro e rimbalza leggermente verso la #19. Bell riesce a rimanere davanti alla #12 che in precedenza aveva troppo sottosterzo e può pensare nuovamente alla vittoria. Berry viene infilato con uno slide job al giro 293, Josh tenta di reagire, ma in curva1 deve alzare il piede.

Larson non scappa via troppo, mette poco più di 1″ su un Reddick che si vede arrivare negli specchietti subito Bell. Ad aiutare Christopher ci pensa Tyler che ai -70 si appoggia al muro in curva3 e apre la porta al sorpasso mezzo giro più tardi. In fondo alla top10, invece, rischio per Logano che per poco non si gira sul muso di Elliott per seguire Byron.

Bell deve recuperare 1.5″ a Larson, Reddick si stacca e un Berry, a sua volta ripreso da Briscoe che in progressione ha ripreso e passato Gibbs, in forma clamorosa è in scia alla #45, anche se è inevitabile il sorpasso della #19 sulla #21 che arriverà in curva1-2 ai -64.

È in questo momento che per la prima volta nella gara appare il radar. Le temute precipitazioni sono in zona sotto forma di pop-up shower e quindi il rischio di uno scroscio rapido c’è, anche se non a sufficienza per chiudere la corsa in anticipo. Prosegue anche la lotta di Logano, Byron è andato ma ad Elliott si è unito Hocevar che prima supera la #22, poi ai -60 arriva il controsorpasso con la #9 che si accoderà il giro seguente.

Ai -55 si inizia a pensare all’ultimo giro di soste che potrebbe arrivare di lì a una decina di giri. Larson guida ora con 1.3″ su Bell che ha recuperato solo centesimi, poi Reddick a 3.9″, Briscoe a 4.3″, Berry a 6.0″, Gibbs a 6.5″, Blaney a 7.7″, Cindric a 8.1″, Byron a 8.7″ e Logano a 10.9″. E invece arriva il colpo di scena qualche giro più tardi: Byron finisce in testacoda in curva3, tutto da solo in ingresso. È un incidente strano visto che la #24 prosegue nella piroetta senza controllo fino a quasi il muro interno. William poi fatica a ripartire, ma riesce a tornare in pit lane a pochi metri da lui. Suárez è il lucky dog nel frattempo.

Ma la storia non è finita qui: Byron esce sì dai box con gomme fresche, ma mentre gli altri effettuano quella che potrebbe diventare l’ultima sosta alla vigilia dello stint più lungo dell’intera corsa, William torna ai box e i meccanici iniziano a guardare sotto il retrotreno, come se ci fosse qualcosa di rotto. La #24 esce nuovamente dai box cercando di diagnosticare cosa possa essere il guaio misterioso. Byron sente qualcosa che sfrega sull’asfalto. Poi, dietro la pace car, in curva2 ai -48 fumo dalla anteriore sinistra. Tire rub? No, motore ko e ritiro pesantissimo per lui.

Dal citato giro di soste altro cambio della guardia: Bell balza al comando davanti a Briscoe, Larson, Reddick, Gibbs, Berry, Cindric, Wallace, Elliott ed Hocevar; Hamlin rischia tutto e si prende la wave around. Tutto era pronto per la ripartenza, ma viene rimandata di qualche giro perché è proprio in quel momento col gruppo già 2-wide che Byron ha rotto. Mentre si pulisce l’olio, arriva però l’acqua. Inizia infatti a cadere qualche goccia di pioggia che, tuttavia, non sembra impensierire tutti per ora, al punto che di lì a poco arriva l’ok.

Bandiera verde a 37 giri dal traguardo per uno stint che all’improvviso da molto lungo è diventato corto. La corsia interna scatta meglio e Briscoe riesce a rimanere al fianco di Bell fino a curva3, seguiti a distanza da Gibbs e poi da Reddick che sta superando Larson prima di rimbalzare invece indietro, superato anche da Berry e poi insidiato da Elliott. Il duello in casa JGR è mozzafiato, Ty deve alzare il piede sul traguardo perché non trova il varco, poi in curva1-2 al giro seguente è Briscoe a prendersi di forza la prima posizione alla caccia della terza Southern500 consecutiva.

Il sogno potrebbe anche diventare realtà subito, infatti già ai -33 arriva una nuova caution: ha ricominciato a piovigginare e quindi serve l’intervento della pace car. Onde evitare di perdere tempo si va praticamente subito in bandiera rossa per vedere come si evolve la situazione. La pioggia smette quasi subito dopo qualche gocciolone e in appena 7’39” viene ritirata la bandiera rossa visto che la pista non si è bagnata.

Mentre Elliott aiuta Reddick a ripartire a spinta e Blaney deve fare lo stesso con Wallace, al muretto tanti grattacapi: le gomme hanno appena cinque giri alle spalle, ma serve cambiarle? A Darlington la risposta è sì, a meno di dover rischiare tutto. E la sorpresa è che il primo a tirare dritto è Larson seguito da Cindric, Logano e Preece, poi pittano tutti con Briscoe che esce dai box davanti a Bell, Gibbs, Berry, Reddick, Wallace e Blaney; sosta disastrosa per Elliott che voleva ripartire dopo due gomme cambiate. Il lucky dog di Smith riporta 25 auto a pieni giri.

Sprint di 24 giri a decidere tutto: Larson parte ancora bene, Briscoe decide di giocarsi tutto andando 3-wide all’interno, ma in realtà ha già perso la gara al choose cone scegliendo quella corsia, infatti Bell gli parte al fianco, sfrutta il lancio della #5, segue bene Logano e deve seguire una traiettoria più lineare che in uscita di curva2 lo mette già al terzo posto dopo aver rischiato il contatto con Cindric. Chase, invece, si ritrova persino dietro a Briscoe e Reddick con Tyler passato di forza all’interno nel giro seguente.

Bell però non può gestire, Logano è infilato in curva3 ai -23 e viene seguito da Gibbs. Larson è però un osso più duro, riesce a seguire la sua traiettoria lungo il muro e mantenere velocità malgrado il leggero deficit. Kyle copre bene e così il gruppo di testa si ricompatta, Gibbs punta Bell che ha pure toccato il muro in curva2 ed ai -20 arriva sotto pure Briscoe, ma col passare dei metri sembra formarsi più una doppia coppia.

La difesa ad oltranza di Larson cede inesorabilmente e l’attacco decisivo arriva quando la #20 decide di rilanciarsi dopo una fase di studio e respiro visto che la #54 si è leggermente staccata. Ai -12 Kyle difende l’interno in curva1, Bell riesce a tenere la linea a cavallo dell’apron e quando la #5 inizia ad allargarsi, ecco che Christopher infila il muso e poi in curva2 è già davanti.

Bell non allunga subito e regala una nuova chance a tutti, anzi finendo loose in curva1 ai -11 sfiora nuovamente il muro, ma né Larson, né Gibbs riesco no ad approfittarne. Poi la #20 inizia a guadagnare centimetri verso la vittoria. Ty infila Kyle in curva1 ai -8 proprio mentre alle loro spalle Briscoe tocca le barriere in curva2 e deve cedere la posizione prima a Reddick e poi a Blaney. A pista libera Gibbs non recupera terreno e allora la gara, in assenza di ulteriori caution, si è già decisa.

Christopher Bell rompe la maledizione del 2026 (sette secondi posti) e vince la Southern 500 a Darlington battendo, in una gara dominata dalle Toyota, Gibbs, Reddick, Blaney, Larson (che ha ceduto negli ultimi metri), Briscoe, Berry (sesta top10 di fila), Wallace, Logano e Preece, Hocevar è 11°, Cindric 13°, Elliott 14°, Hamlin si salva parzialmente con un 18° posto, comunque davanti a Buescher (20°) e Suárez (21°). Ed ora campionato parzialmente riaperto, con Bell che balza al secondo posto a soli 12 punti da Hamlin. La Chase è ancora drammaticamente lunga.

I risultati odierni

La classifica della “Cook Out Southern 500”

La classifica generale

Così in campionato dopo 1 gara di 10 della Chase della NASCAR Cup Series 2026

Le altre categorie

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I prossimi appuntamenti

La Chase proseguirà il prossimo weekend a Gateway, anche in questa occasione con OAP (sabato notte) e Cup Series (domenica sera), sempre in diretta su P300.it. La Truck Series tornerà il weekend successivo a Bristol per la sua apertura dei playoff.

Immagine: Media NASCAR

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