Malgrado i problemi elettrici ed un contatto con Buescher, Tyler Reddick vince in rimonta a Darlington battendo Keselowski
Ad Atlanta aveva vinto senza un passaruota, a Darlington si è ripetuto senza alternatore. Tyler Reddick si conferma il mattatore di questo inizio di stagione, il tutto non senza soffrire. Quattro vittorie nelle prime sei gare stagionali non si vedevano in NASCAR Cup Series da 34 anni (Bill Elliott, 1992 e l’unico altro caso era quello di Dale Earnhardt nel 1987), segno che quello messo in pista – non solo alla domenica ma anche al sabato – dalla #45 del 23XI Racing è qualcosa di straordinario e di difficilmente ripetibile.
La gara
Darlington, tappa attesissima della stagione perché segna il punto più alto (o più lungo) delle novità tecniche della stagione 2026, infatti questo è l’ovale più grande in cui c’è il passaggio da 670 a 750 cavalli e la diminuzione del carico aerodinamico, il tutto abbinato alle gomme dalla mescola più morbida. La sensazione che quella da 400 miglia sarà una gara pazza c’è, alla fine gli pneumatici avranno un effetto ma non eccessivo in una gara molto calda (attorno ai 30 °C) per essere marzo.
Libere e qualifiche scorrono abbastanza tranquille escludendo il testacoda di Timmy Hill con la #66, unica auto Open presente e unica eccezione se si esclude il prolungamento dello stop medico di Alex Bowman (almeno fino a Pasqua), sostituito ancora da Allgaier. Il più veloce nelle prove non ufficiali è uno dei più forti a Darlington, ovvero Erik Jones con lo stesso identico tempo (29.925″) di Riley Herbst.
In qualifica è dominio quasi imbarazzante per 23XI Racing che occupa la prima fila con Reddick (pole in 29.072″) e Wallace, a seguire Elliott, Larson, Keselowski, Buescher, Blaney, Busch, Hamlin ed Austin Dillon con una serie di blocchi dunque, Hendrick in seconda fila, RFK in terza, RCR (alla caccia della prima top10 stagionale per non entrare dal lato sbagliato della propria storia) in top10.
Dopo aver retrocesso in fondo alla griglia Hocevar (qualificatosi 16° dopo aver rotto fra libere e qualifiche due tiranti della convergenza in altrettanti contatti col muro) ed aver fatto i conti con le penalità per Elliott, Buescher e Hill (controlli tecnici falliti due volte con conseguente perdita del car chief e della scelta dello stallo in pit lane), può avere inizio una gara da 293 giri, divisi in 90+95+108. L’occhio è soprattutto agli 11 set di gomme disponibili, ma basteranno e avanzeranno.
Alla bandiera verde Reddick, spinto da Larson, rimane al comando tuttavia Wallace, malgrado una curva2 non semplice da percorrere all’interno, mantiene il secondo posto. E la coppia 23XI Racing scappa subito. Al secondo giro, il fatto che rischia di cambiare subito il volto alla gara: sul bump di curva2, la #45 subisce un contraccolpo e l’alternatore finisce ko. Questo Reddick non lo sa e per il momento prosegue, ma ben presto Tyler noterà nelle anomalie riguardo al voltaggio sul cruscotto.
Intanto è iniziata la lotta, anche in top10: Blaney supera Elliott e dietro a Chase si piazzano subito Suárez ed Hamlin. Chi invece non carbura subito è Byron (sottosterzo), il quale fatica a superare Austin Dillon e deve guardarsi da Preece il quale, poi, passa. Il degrado iniziale delle gomme è notevole (2″ in una dozzina di giri), ma è solo un’illusione.
Mentre Larson si stacca sempre di più ed ha Keselowski sempre vicino, Hill è in netta difficoltà e in meno di 15 giri è già doppiato. Al secondo scavalcamento da parte del leader, Timmy Hill prende la via del garage e si ritirerà con problemi di guidabilità. Le posizioni si continuano ad assestare: Keselowski passa Larson al secondo tentativo, Preece abbatte il muro della #3, Briscoe recupera dopo una non ideale 23esima posizione in griglia e a seguirlo è il compagno di squadra Gibbs (partito 28°). Chi è in crisi nera però è Logano, qualificatosi 29°, ora 33° ma poco più tardi addirittura 35° con una vettura che non ha aderenza in nessuna condizione.
Keselowski forza il ritmo e questo sospinge, a distanza, Wallace nel recupero su Reddick che è nella fase in cui sta più pensando ai problemi elettrici che a spingere, ma una volta stabilizzata la situazione Tyler riallungherà. In recupero c’è anche Cindric che esclude Busch dalla top10 mentre anche Blaney è in forma e supera Buescher al secondo tentativo in curva3-4.
Ai -60 iniziano i veri doppiaggi e, dopo Ty Dillon, è subito la volta di un Logano completamente perso. Ormai inizia la caccia a chi potrà pittare in anticipo per ovviare ai propri problemi, di sicuro non ci si aspetta che ad aprire la pit lane al giro 37 sia Blaney mentre Cindric è scatenato e passa in sequenza Hamlin e Suárez. Le soste si susseguono, ma da notare ci sono quelle di Larson al giro 38, Keselowski al 39 e Wallace al 40. E Reddick? Ha una vettura talmente in forma che si può permettere di aspettare metà stage esatta (con lui Hamlin) e pitta ai -45. Chiaramente con l’overcut è destinato a rientrare in pista non al comando, ma la situazione si complica con una sosta di addirittura 14.7″ per una ruota cambiata a rilento. Guai anche per Ware che perde quattro giri in un sol colpo con l’ennesima ruota che rischia di staccarsi sulla #51.
Il leader virtuale sarebbe Blaney, ma di rincorsa arriva Keselowski che passa al comando e allunga di slancio; a seguire in meno di 2.5″ Wallace e Larson, molto più staccato (a 10″ e più) Cindric, Buescher, Reddick (addirittura a 14.7″, coincidenza il tempo uguale alla sosta), Byron, Elliott e Preece; Hamlin è 20° a 25″.
L’assestamento delle strategie è immediato: con gomme più fresche Elliott supera Byron mentre Wallace riprende ma non passa Blaney, Reddick torna davanti a Cindric. Busch invece scivola sempre più indietro uscendo da una top10 in cui forse non era mai entrato veramente; non va tanto meglio Bell, passato dai compagni di squadra Hamlin e Gibbs. Reddick è l’osservato speciale e quando supera Buescher al giro 57 ha già “solo” 10.9″ dalla vetta, ma può approfittare del triello Blaney-Wallace-Larson.
Il sorpasso che sembrava scontato (quello della #23 sulla #12) non arriva e ai -25 Blaney inizia a respirare e, dopo essere sceso a 3″ da Brad, recupera qualcosa sul leader sfruttando i doppiaggi. Reddick, dopo una fase tranquilla, ricomincia a recuperare decisamente e ormai ai -15 vede Larson. Il sorpasso arriva iniziando il giro 77 ed a questo punto Tyler ha 5.8″ di ritardo da Keselowski. La #45 supera di slancio anche la #23 ed ora ha solo due vetture davanti. Bene anche Cindric che approfitta del cedimento inaspettato (vista la strategia) di Elliott e punta anche Buescher.
Le gomme si stanno livellando e Reddick non recupera più così tanto, al punto che Blaney è più vicino alla #6 che alla #45. Poi però i doppiaggi fanno la loro e il gruppo di testa dai -10 in poi si ricompatta. Mentre Gilliland fora e va ai box ed Hamlin bacia il muro, la leadership di Keselowski nelle miglia finali si fa sempre più pericolante. Ai -2 Reddick infila Blaney ed è ora a soli 1.8″ dall’altra Ford che deve doppiare un Busch crollato. Keselowski gestisce e allo stesso tempo non infierisce sulla #8.
Keselowski vince la prima stage davanti a Reddick (+0.283″), Blaney (+1.9″), Wallace (+5.6″), Larson (+8.2″), Buescher (+8.5″), Elliott (+10.3″), Cindric (+10.4″ con sorpasso e controsorpasso nel finale), Suárez (+11.1″) e Byron (+11.5″); a pieni giri anche Preece, Hamlin, Herbst, Briscoe, Jones, Gibbs, Chastain, Bell, A.Dillon e Busch, lucky dog per McDowell con tutti a -1 tranne Gilliland (-2) e Ware (-4).
Nemmeno il tempo di rifiatare che Reddick va ai box con pit lane chiusa. Il team decide di indagare sui problemi elettrici ma, una volta aperto il cofano, si capisce che il problema non riguarda alcuna cinghia ed è invece interno all’alternatore. Al secondo passaggio si opta per un cambio batteria per dare energie fresche. Dai box esce al comando Larson davanti a Buescher, Keselowski (sosta non pulita), Elliott, Byron, Suárez, Cindric, Preece ed Hamlin con Wallace e Blaney protagonisti di soste disastrose, il primo fermato e poi fatto ripartire immediatamente dal crew chief per un falso allarme riguardante una ruota mal fissata, Ryan invece la gomma ballerina ce l’ha davvero (terza settimana di fila con questo errore) e viene salvato dai meccanici di Cindric. Per McDowell speeding ininfluente.
Bandiera verde ai -85 nella seconda stage e Larson scatta bene dall’esterno, seguito da Keselowski che aggira in progressione Buescher; completano la top5 Byron ed Elliott. Riemerge anche Gibbs in un 3-wide con Jones e Chastain che rischiano l’incidente mezzo giro più tardi. In top10 la vera battaglia è quella fra Preece e Suárez con Briscoe (ancora in recupero) che cerca di approfittarne. Sorprende, invece, la discesa di Hamlin, infilato da Gibbs mentre alle loro spalle in recupero c’è Wallace.
Ai -75 arriva proprio qui il primo incidente della giornata: Jones rallenta per curva3 ma Hamlin lo travolge completamente. Mentre Erik finisce solamente in testacoda sull’apron, ad avere la peggio è sia Hamlin (che tocca il muro), che l’incolpevole Wallace, il quale non può evitare la Toyota del suo datore di lavoro e finisce pesantemente contro le barriere. Tutti proseguono, ma la #23 è danneggiata e chiuderà la corsa solamente al 34° posto staccata di cinque giri. Lucky dog per van Gisbergen, in forte recupero dopo un inizio complicato (33° in griglia).
Malgrado sia passata appena una decina di giri, tutti vanno ai box per un nuovo set di gomme. Larson rimane al comando su Buescher, Keselowski, Elliott, Preece, Byron, Cindric, Suárez, Hamlin e Briscoe. Clamoroso a livello strategico la wave around di massa che riporta complessivamente 33 auto a pieni giri. L’unico crumiro è il crew chief di Logano che opta per una strategia convenzionale come i leader. Potrebbe essere una buona idea, ma il fallimento sarà miserabile come l’inizio di gara di Joey.
Ripartenza ai -69 e Keselowski scatta molto bene dall’interno e, ancora con la spinta di Buescher, torna al comando. La classifica al giro 118 è una perfetta alternanza RFK-Hendrick: Keselowski, Larson, Buescher, Elliott, Preece e Byron. Dietro di loro Hamlin regge all’ottavo posto mentre Chastain supera Briscoe. Blaney, invece, soffre nel traffico al punto che van Gisbergen lo supera. Reddick sta ancora cercando il feeling con la vettura ed ora lamenta problemi al pedale del freno.
L’incidente ha svegliato Hamlin: prima supera Cindric (che rimbalza fuori dalla top10), poi anche Byron, infine anche un Elliott che sta cedendo. Non è una gara lineare per il team Hendrick: quando ti aspetti che arrivino davanti, ecco che crollano in blocco. Poco dopo i -60 Ryan supera Larson e quindi RFK piazza la provvisoria tripletta con Keselowski davanti a Buescher e Preece. E, sicuramente, da lassù Greg Biffle (con le vetture del team che lo onorano con livree e numeri a tema) sorride.
Prosegue l’assestamento della classifica, Blaney si ritrova e lancia l’inseguimento con SVG che prova a seguirlo, Byron supera Elliott, Gibbs fa lo stesso con Chastain. Larson, invece, riesce ad arginare la crisi, rimane in scia a Preece e tiene a bada Hamlin. Ai -50 iniziano le soste per le wave around, proprio mentre Elliott cede pure a Briscoe e Reddick fa lo stesso con Bell, ma si aspettano i pit dei big.
La tripletta RFK si esaurisce poco più tardi quando Preece inizia a spegnersi e viene infilato da Larson ed Hamlin in sequenza. Nemmeno il tempo di pensare che per la decima posizione ci sarebbe una battaglia fra Chastain e Suárez (Reddick, Cindric e Blaney spettatori interessati) a pochi giorni di distanza dalla discussione di Las Vegas e dalle dichiarazioni di Daniel in cui ha vuotato il sacco sul rapporto con Ross mai sbocciato veramente quando erano compagni di squadra, ecco che ai -41 Hamlin va ai box.
Denny praticamente porta tutti ai box, inclusi Keselowski (che rimane leader virtuale per un pelo sulla #11) e Buescher due tornate più tardi. Gli audaci sono Elliott, Reddick e Blaney. Questi due si fermano ai -36, Elliott al giro successivo. Keselowski, dunque, torna al comando su Buescher, Hamlin, Larson, Briscoe, Preece, Byron, Gibbs, Suárez e Cindric con Reddick 12°. Chastain accusa problemi ai box (ruota mal fissata) e precipita al 23° posto.
Larson ci mette un po’, ma alla fine supera Hamlin, tuttavia quando lo fa è già a 3″ da Brad. Più dietro ci sono due coppie interessanti in recupero, una di strategia è Elliott-Blaney, l’altra più in progressione è SVG-Hocevar. Ad avere la meglio sono i primi due con gomme più fresche.
I doppiaggi ricompattano bruscamente il gruppo di testa e ai -20 i tre sono racchiusi in 1″, ma Brad regge con freddezza. Reddick recupera ancora e avanza verso la top10, poi prosegue senza indugi. Hamlin è protagonista ancora di un contatto, ma stavolta la colpa non è sua: uno Stenhouse in caduta libera fatica a fidarsi della vettura e in curva2 non si allarga quanto vorrebbe la traiettoria ideale immaginata da Denny e quindi c’è una leggera toccata.
Ai -15 Larson accusa il colpo e si stacca venendo ripreso momentaneamente da Hamlin. Davanti però si accende la lotta per la prima posizione con Buescher che torna sotto alla #6 e si fa vedere leggermente, tuttavia Keselowski sta ancora gestendo e poi riallunga. Allgaier tocca il muro, ma anche lui prosegue.
Mentre ci si aspetta un attacco della #11 sulla #5, ecco un nuovo colpo di scena: Hamlin rallenta bruscamente, crede di aver forato o addirittura rotto qualcosa. In realtà ha la posteriore sinistra mal fissata. Denny scende al decimo posto, poi riaccelera solo per cercare di conquistare un punticino, ma Suárez non si lascia impietosire con una serie di sorpassi vicendevoli. Naufraga nel finale Logano che finisce a -2.
Keselowski vince anche la seconda stage davanti a Buescher (+0.3″), Larson (+4.1″), Briscoe (+4.1″), Reddick (+6.2″), Preece (+10.4″), Byron (+11.0″), Cindric (+12.1″), Gibbs (+12.3″) e Suárez (+14.4″). A seguire Hamlin, Blaney, Elliott, Bell, SVG, Hocevar, Jones, Herbst, McDowell e Chastain, 24 le auto a pieni giri più il lucky dog di Zane Smith, Logano 34° a -2, poi Wallace (-3) e Ware (-5).
Anche in questo caso la pit lane si apre quando era ancora chiusa per la sosta di Hamlin che ripartirà quindi in coda. Keselowski riparte dopo la sosta ancora primo davanti a Larson, Buescher, Briscoe, Byron, Gibbs, Reddick, Cindric, Preece e Blaney; speeding per Chastain, doppia sosta McDowell, wave around per Allgaier.
Si riparte ad esattamente 100 giri dalla bandiera a scacchi e Keselowski scatta bene dall’esterno, Buescher ci prova ma Briscoe spinge Brad, forse troppo al punto che la #6 sbanda sul rettilineo opposto. Chase, però si è creato il varco e al giro successivo supera anche Keselowski andando a sorpresa al comando.
Nemmeno il tempo di allungare, che arriva una nuova caution: in curva4 Zilisch tocca da dietro Herbst (fino a quel momento gara positiva spesso in top15) mandandolo in testacoda e contro il muro interno. Lucky dog per Gilliland, Herbst chiuderà 35° a -5.
Passato molto poco dal break e questo ispira i muretti: il gruppo si spacca con Buescher, Gibbs, Suárez, van Gisbergen, A.Dillon e McDowell che tirano dritto. Dietro a loro si piazzano Briscoe, Byron, Larson, Reddick (con il team che ha optato poco prima di non cambiare ancora batteria ma di far correre Tyler senza ausili, inclusa cool suit che viene svuotata in maniera artigianale), Keselowski (che ha pagato caro il sorpasso subito proprio perché ora ha dovuto aggirare la #19 nello stallo prima del suo), Cindric, Busch, Preece, Elliott, Bell (che aveva toccato il muro poco prima della caution), Hocevar, Zilisch, Jones, Blaney, Smith, Chastain ed Hamlin.
Bandiera verde a 91 giri dalla fine: Gibbs scatta meglio, tuttavia Buescher rimane al comando. Briscoe cerca il varco all’interno, tuttavia passa solo Dillon e McDowell, poi al giro successivo anche van Gisbergen mentre ad emergere dietro di lui sono Larson e Keselowski che tenta di infilarsi fra Dillon e lo stesso Kyle scavalcandoli.
Mentre Buescher allunga leggermente, si vede che le gomme non fanno la differenza come preventivato alla vigilia, infatti Briscoe fatica a passare Suárez e questo favorisce il rientro di Keselowski e Larson, poi anche quelli di Reddick, Byron, Cindric ed Hocevar. Chris ringrazia là davanti e mette ai -80 2″ di vantaggio.
Briscoe scavalca il messicano solamente ai -76, tuttavia i rivali diretti lo marcano stretto, tutti tranne Larson che rimbalza e innesca una nuova fase difficile di gruppo per Hendrick. Si conferma in grande forma invece Hocevar che supera Cindric (lo imiterà poi Blaney).
Gibbs ovviamente fa la sua gara ed ai -67 Briscoe manca la prima occasione di sorpasso, occasione che invece sfrutta Keselowski che supera Chase (con un paio di contatti leggeri fra i due) venendo seguito da Reddick. Ai -64 Brad passa Ty ed è a 2.8″ dal compagno di squadra. Inizia così l’inseguimento, però Tyler non molla (slide job sulla #54 sfiorando il muro) e segue la #6, il tutto a differenza di Briscoe.
Ai -55 Keselowski riprende Buescher, ma è subito tempo dell’ultimo giro di soste, aperto al passaggio successivo da Larson e Bell in crisi. E poi… e poi corsi e ricorsi storici.
Ancora Darlington, ancora Reddick e Buescher con Keselowski nei paraggi: esattamente come due anni fa un contatto fra Tyler e Chris vede quest’ultimo pagare dazio, ma stavolta il pilota Toyota non ha troppe responsabilità, infatti il team #17 opta per la mossa a sorpresa e chiamare Buescher ai box all’ultimo istante, di sicuro non concedendo al pilota il tempo di avvisare con la canonica mano fuori dal finestrino. Reddick non riesce a reagire al rallentamento di Buescher (mentre Keselowski sta proseguendo al comando fermandosi al giro successivo) e così la Ford viene spedita contro le barriere. Buescher prosegue, pittando una tornata in ritardo rispetto al previsto e proseguirà come può in top10.
Reddick, intanto, sceglie ancora l’overcut e si ferma “solo” ai -47, esattamente a metà strada verso il traguardo. A giro di soste completato, ai -45 Keselowski è al comando con 1.9″ su Briscoe, 5.5″ su Gibbs, 5.8″ su Blaney, 6.3″ su Buescher, 6.6″ su Reddick, 7.2″ su Cindric, 8.2″ su Byron, 9.4″ su Larson e 10.6″ su Jones, a seguire Bell, Chastain, Preece, Suárez, SVG, Elliott, Hocevar (a 16.4″, da segnarsi questo dato avendo pittato per ultimo), Hamlin, Busch e Smith.
Le gomme fresche (quattro giri di differenza rispetto alla #6) funzionano sulla #45 e in un amen sale già al terzo posto ai -43, ai -42 è già a soli 5.0″ dalla vetta, al passaggio successivo a 4.5″, poi 3.8″, 3.4″, 2.85″ (malgrado una stripe), 2.5″, 2.2″, 1.8″ (con sorpasso a Briscoe e siamo ai -35), 1.5″, 1.1″, 0.8″, 0.55″, 0.35″ ai -30, 0.2″, 0.17″, poi l’inevitabile sorpasso ai -27 a completare la straordinaria progressione con un sorpasso simile a quello di Larson in curva2 il giro precedente, ma con una manovra più fluida e meno ciclistica.
La corsa finisce qua, non arrivano caution, Brad fa quello che può ma pian piano si stacca. La corsa però non muore, anzi c’è azione fino al traguardo. Grandi protagonisti sono Suárez, che rientra meritatamente in top10 in una domenica molto positiva per Daniel, e soprattutto il suo compagno di squadra Hocevar. Ai -40 la #77 in livrea Earnhardt è 15esima a 14.3″ dalla vetta, ai -35 12esima a 13.7″, ai -30 11esima a 13.5″, ai -25 in top10 a 12.7″, ai -20 passa il teammate ed è a 11.7″, ai -15 è settima e migliore Chevy rimbalzando a 12.8″ perché Reddick ne ha, poi regala spettacolo con Cindric, Buescher e Gibbs e ai -10 è in top5 a 12.5″.
Nel finale emerge anche Blaney, anzi è più Briscoe che cede alla distanza con sorpasso e distacco che arrivano ai -12. Paga dazio pesantemente Larson, sceso all’11° posto, che sbaglia da solo in curva1, picchia a muro, fora e va ai box ai -9. Briscoe avrebbe 2″ su Hocevar, vengono mangiati in pochi minuti e Carson passa. Chase crolla definitivamente quando si gira sul muso del doppiato Herbst, tocca le barriere e prosegue come può fino sul traguardo.
La #5 e la #19 che proseguono a rilento, la prima con una ruota storta con il tirante della convergenza rotto, sono gli unici brividi per Reddick, ma la bandiera gialla non uscirà.
Tyler Reddick vince pure a Darlington (e sono 4/6 nel 2026) precedendo sul traguardo Keselowski (+5.8″), Blaney (+11.3″), uno straordinario Hocevar da ultimo a quarto (+12.9″), Cindric (+16.4″), Gibbs (+19.1″), Suárez (+19.3″), Byron (+19.4″), Buescher (+20.4″) ed il solito Jones (+22.5″). A pieni giri anche Hamlin, Briscoe, Preece, van Gisbergen, Elliott, Chastain, Berry ed uno Zilisch che aveva bisogno di un risultato del genere. Un deludente Bell è il primo dei doppiati, Busch 21° ed A.Dillon 25° confezionano il peggior inizio di stagione in casa RCR dal 1982, Larson è 32° a -2, Logano 33° a -3.
Reddick ovviamente si invola in classifica, è a +95 su Blaney che scavalca Wallace al secondo posto, ormai la coda della top16 ha meno della metà dei punti della #45. Chi potrà fermare Tyler a questo punto?
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Immagine: Media NASCAR
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