NASCAR | Cup Series, Clash 2026: Ryan Preece vince per la prima volta nella classe regina e riscalda gli animi dei tifosi

Di: Francesco Gritti
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Pubblicato il 5 Febbraio 2026 - 22:00
Tempo di lettura: 12 minuti
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NASCAR | Cup Series, Clash 2026: Ryan Preece vince per la prima volta nella classe regina e riscalda gli animi dei tifosi

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Ryan Preece vince a sorpresa il Cook Out Clash al Bowman Gray Stadium. Moltissime le caution e altrettanti gli incidenti

Sarebbe possibile definire il Clash 2026 con aggettivo? Secondo me sì, e questo sarebbe caotico. La gar-esibizione di NASCAR Cup Series tenutasi al Bowman Gray Stadium si è rivelata essere estremamente complessa, sia dal lato organizzativo (con numerosi rinvii dati dal meteo estremamente rigido), sia da quello competitivo (dati i numerosi incidenti). La vittoria di Ryan Preece è solo la ciliegina su una torta tutt’altro che appartenente alla tradizione culinaria americana, ma non per questo meno buona.

La NASCAR Cup Series torna finalmente in pista. Il primo appuntamento del 2026, ossia il round prestagione, è il Cook Out Clash al Bowman Gray Stadium. Durante questa gara-esibizione, i piloti della classe regina delle stock car, si sfideranno per conquistare prima il posto in finale, e poi un montepremi invidiabile.

Il Bowman Gray Stadium è un impianto sportivo decisamente atipico, visto che è formato da uno stadio di football circondato da un ovale dalla lunghezza di 1/4 di miglio. La superficie asfaltata, che corrisponde per lunghezza e dimensioni a una pista di atletica, non presenta alcun tipo di banking. Di conseguenza è fondamentale cercare di tenere la traiettoria per cercare di recuperare terreno nei confronti degli avversari.

Il Clash è un evento che, oramai, fa parte della storia della NASCAR. La gara-esibizione di inizio anno, difatti, si tiene ininterrottamente dal 1979. Nonostante ciò, la prova odierna si è svolta al Bowman Gray Stadium per la prima volta nel 2025, dato che negli anni precedenti sono stati diversi gli autodromi che hanno ospitato questa corsa.

A seguito delle avverse condizioni meteo, il programma ha subito un numero enorme di rinvii. Dal weekend del 31 gennaio e 1 febbraio, difatti, il format è stato prima accorciato (eliminando le batterie) e poi spostato, prima a lunedì 2 e poi a mercoledì 4 febbraio.

Sono 38 gli iscritti all’evento pre-stagionale. Keselowski, assente per un infortunio, viene sostituito per questa manifestazione da Corey LaJoie, che guida la Mustang #6 di RFK Racing. Oltre alle 36 auto a tempo pieno, partecipano al Clash anche la Chevrolet #50 del Team AmeriVet, con Burt Myers al volante, e la Ford #66 di Garage 66, affidata a Chad Finchum.

Kyle Larson è il più veloce nelle qualifiche. Il pilota della Chevrolet #5 di Hendrick Motorsports, autore di un 14.137″, riesce a imporsi di appena 4 millesimi sul compagno di squadra William Byron, alfiere della #24. I primi 20, contenuti in poco più di un decimo dal tempo della pole, ottengono il passaggio diretto al Clash, gli altri devono affrontare la LCQ.

La LCQ

McDowell brucia gli avversari dall’esterno e si impone immediatamente su Berry. La prima caution della stagione 2026 avviene già al quinto giro, in cui una serie di tamponamenti, che coinvolge LaJoie e Allmendinger, manda in testacoda Herbst. Ware e Custer, che si sono fermati per evitare la Toyota, perdono un giro. McDowell, a seguito di una falsa partenza, è costretto a recuperare dal fondo.

Alla ripartenza Berry prende la testa su Cindric. Al giro 7, Allmendinger, che ha sfruttato una serie fortuita di contatti, guadagna la leadership ai danni dell’alfiere di Wood Brothers, il quale restituirà il favore al passaggio numero 18. Poco dopo iniziano i doppiaggi: i primi a perdere un giro “sul campo” sono Myers e Finchum.

L’azione non è protagonista, almeno nella parte “che conta” della classifica, per diversi minuti. I doppiati, difatti, permettono a Allmendinger di mantenere costante il gap su Berry. L’alfiere Wood Brothers inizia ad allungare sul rivale alla seconda serie di doppiaggi.

Il primo ritiro dell’anno arriva al giro 48. Gilliland è vittima di una foratura alla gomma posteriore destra che lo costringe a concludere con largo anticipo la prima uscita stagionale. Una decina di passaggi più tardi (giro 59), Bowman raggiunge i meccanici. Il portacolori di Hendrick Motorsports è il pilota che ha terminato il 2025 nella posizione migliore tra quelli presenti al LCQ e, di conseguenza, avrà sicuramente accesso all’evento principale della giornata nonostante la fine anticipata della corsa.

La lotta per la seconda posizione si infiamma nel finale di gara. Allmendinger, negli ultimi 10 giri, viene recuperato da LaJoie e Cindric. I tre lottano con le unghie e con i denti per la terza posizione. Alla fine, però, è l’alfiere Penske a prevalere grazie ad un attacco sferrato al portacolori RFK a un miglio dal termine della corsa.

Josh Berry, pilota della Ford #21 di Wood Brothers Racing, vince la LCQ del Cook Out Clash e avanza al main event assieme ad Austin Cindric, secondo sul traguardo. LaJoie, Allmendinger, Nemechek, Smith, Gragson, Dillon, Stenhouse Jr. e Jones completano la top 10. Come già scritto in precedenza, Bowman è l’ultimo pilota a qualificarsi alla corsa della serata.

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La gara

Larson sfrutta la linea esterna per circumnavigare Byron, che viene attaccato senza successo da Briscoe in curva 3. La corsa procede linearmente fino al giro 41, in cui la presenza di una chiazza gelida in curva 1 porta in pista la pace car.

La ripartenza non regala grandi emozioni. Larson, esterno, mantiene la posizione ai danni di Byron, che si accoda immediatamente. Dopo il restart, non sono molte le lotte che tengono viva l’azione al Bowman Gray Stadium.

La progressione della gara viene interrotta al giro 54, in cui Logano genera un tamponamento a catena. Il tre volte campione della classe regina, infatti, colpisce in curva 3 Chastain che, a sua volta, tocca la vettura di Blaney. La Ford #12 urta così con una certa violenza la Toyota di Wallace, che va così in testacoda. Il nativo dell’Alabama rientra in pista dopo aver sostituito lo pneumatico posteriore destro.

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L’ascesa di Briscoe anima la lotta per la prima posizione. Larson, questa volta, scatta interno e, forse grazie a questa scelta, subisce la ferocia del pilota della #19, che guadagna la leadership grazie alla linea più larga che ha tenuto in uscita da curva 4. Nonostante si trovi in una situazione di difficoltà, Larson non demorde. Il campione in carica, dopo aver fallito un doppio attacco al giro 56, sfrutta un’imperfezione di Briscoe, andato leggermente più largo del previsto in curva 4, per tornare davanti a tutti durante il passaggio numero 58.

Briscoe cede quasi immediatamente il ruolo di inseguitore a Byron. Il pilota della #24, dopo qualche minuto di studio, sfrutta un piccolo errore di Larson per infilarsi in curva 2 e superare il compagno di squadra dall’interno. Cambio di leadership al giro 71.

Byron guida il gruppo con tranquillità fino al giro 77, in cui van Gisbergen manda in testacoda Cindric a seguito di un tamponamento. Dillon approfitta della caution per guadagnare un giro nei confronti della concorrenza.

La ripartenza vede Byron mantenere la sua leadership. Il pilota della #24, difatti, sfrutta la linea interna per difendersi da Briscoe, su cui si imporrà definitivamente in curva 4. O almeno, così sembrerebbe a una prima occhiata. Già, perché Briscoe non vuole assolutamente lasciar fuggire il rivale. Il nativo dell’Indiana, al giro 85, prende l’interno in curva 2, obbligando Byron a passare sulla linea esterna. Questa mossa permetterà a Gibbs di guadagnare la seconda posizione nella fase finale della tornata.

Al termine di una piccola fuga, i due alfieri di Joe Gibbs Racing iniziano a lottare per la testa della corsa. Gibbs rompe le difese di Briscoe al giro 96, quando, in curva 2, prende la linea interna e supera l’ultimo arrivato alla corte del Coach.

Ty Gibbs, pilota della Toyota #54 di Joe Gibbs Racing, mantiene la prima posizione fino alla competition caution, scattata allo scoccare del centesimo giro. Briscoe, Byron, Blaney, Hocevar, Bell, Hamlin, Logano, Preece e Larson seguono il nipote del Coach in classifica nel momento dell’interruzione.

Le vetture, tornate dai meccanici per il momento di pausa prevista, rimarranno a motore spento per un quarto d’ora abbondante. Durante la competition caution, difatti, si abbatte sul Bowman Gray un’importante quantità di pioggia gelata, che rende impossibile per i partecipanti correre a pieno regime.

Una volta diminuita la quantità di pioggia, i piloti montano le gomme da bagnato per affrontare la seconda metà della gara. Dillon, primo fra i pochissimi piloti doppiati in quel momento, guadagna un giro prima della ripartenza. Il restart dimostra come il cambiamento delle condizioni del tracciato possa modificare in modo importante sia le gerarchie, sia l’economia di gara. Al via, Briscoe, esterno, si impone senza difficoltà su Gibbs, che fa fatica a comprendere fin da subito come guidare in condizioni estremamente complesse.

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Pochi secondi dopo, al giro 102, avviene il primo di una lunghissima serie di incidenti causati dall’asfalto congelato. Zilisch spinge leggermente Hamlin in curva 4. Il veterano, a seguito del contatto, perde il controllo della sua Toyota andando a urtare Larson che, a sua volta, va in testacoda terminando (a bassa velocità) contro le barriere. Nello stesso punto anche Preece va in testacoda a seguito di un tamponamento da parte di Chastain. Cindric sfrutta l’occasione per tornare a pieni giri, mentre Larson, rimasto fermo, perde contatto dagli avversari prima della ripartenza.

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Il secondo restart è all’insegna dello spettacolo. Briscoe è più preciso di Gibbs al via e, per questo motivo, guadagna subito qualche centimetro nei confronti del compagno di squadra. Quello che stupisce tutti, però, è l’attacco di Hocevar, che si butta all’interno del “Nipote del Coach” dalla seconda fila per provare a fregare le due Toyota. Nonostante l’attacco del ventitreenne di Spire non raggiunga l’esito sperato (verrà addirittura superato da Byron), il pubblico è entusiasta per aver visto una delle manovre più spettacolari dell’ultimo periodo.

Le posizioni restano stabili fino al giro 120, in cui Berry perde il controllo della Ford e urta le barriere di curva 2. La caution, diretta conseguenza della sosta sul backstretch del vincitore della LCQ, permette a Larson di guadagnare la coda del gruppo. La ripartenza premia Briscoe. Il nativo dell’Indiana, scattato dalla linea esterna, non viene in alcun modo ostacolato da Byron, che ha perso terreno a causa delle spinte di Zilisch in curva 2, che lo hanno obbligato a cedere il passo a Gibbs e Hocevar.

Al giro 122, però, la corsa si ferma nuovamente. Wallace e Blaney si toccano in curva 2, generando una piccola serie di contatti. Durante il periodo di caution, Cindric si ferma dai meccanici per sostituire la gomma anteriore sinistra che si è forata durante lo scontro, Berry torna in coda al gruppo.

La ripartenza premia l’aggressività di Hocevar. Il giovane, scattato sulla linea interna, frena tardissimo in curva 1. La Toyota di Briscoe si ritrova così a diventare una sorta di “barriera mobile”, che permette alla ZL1 del rivale di appoggiarsi per affrontare il tratto in questione e guadagnare la prima posizione.

Attimi di panico al giro 130. Elliott spinge Gibbs in curva 4, che perde il controllo della vettura. Nonostante ciò, una serie di eventi (il contatto con la barriera prima e la spinta del campione 2020 poi), mista all’abilità di guida del ventitreenne, permette alla #54 di restare in carreggiata senza perdere molte posizioni. La stessa cosa non si può dire di Hamlin, che, a seguito di un contatto con Bowman in curva 4, va in testacoda, bloccando la strada a Blaney e causando l’ottava caution di giornata. Questo incidente coincide con l’inizio di una lunga serie di interruzioni non programmate.

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Hocevar sceglie di utilizzare l’aggressività per mantenere la prima posizione. Il pilota Spire, questa volta partito sulla linea esterna, decide di stringere la linea per impedire a Briscoe di tentare un attacco nei suoi confronti.

Poco dopo, però, la pace car tornerà a guidare il gruppo. Al giro 140, difatti, Hamlin e Dillon si toccano in curva 2. Sarà il pilota Chevy ad avere la peggio, dato che si fermerà nel bel mezzo della pista. Grazie a questa neutralizzazione il veterano alla guida della #11 riesce a recuperare un quarto di miglio nei confronti degli avversari.

La ripartenza segna il tracollo di Hocevar. Il giovane, esterno, viene spinto male da Briscoe che gli impedisce così di mettersi a lottare con van Gisbergen. Il neozelandese, a sorpresa, riesce quindi a guadagnare la testa della corsa. La fuga del kiwi, in grado di mettere oltre un secondo e mezzo fra sé e gli inseguitori, viene interrotta da un testacoda di Elliott in curva 4, fatto che obbliga la pace car ad entrare in pista al giro 143. Blaney sfrutta l’occasione per sdoppiarsi.

La ripartenza sorride a Preece, il quale usa la Chevrolet di van Gisbergen come sponda in curva 2 e 4 prima guadagnare a tutti gli effetti la prima posizione. Al termine di questa manovra, la corsa viene nuovamente interrotta. Logano, spinto da Larson, va in testacoda in curva 4 e viene colpito da diverse vetture, tra cui spiccano quelle di Elliott, Blaney ed Hamlin, che perde anche lui il controllo del mezzo. Cindric sfrutta la caution per guadagnare un quarto di miglio sui rivali.

Alla ripartenza, van Gisbergen si “vendica” del torto subito in precedenza: il kiwi di Trackhouse, infatti, utilizza Preece, esterno, come sponda in curva 2 e, così facendo, guadagna la testa della corsa, anche se per pochissimi secondi. Al giro 145, difatti, si verifica la dodicesima caution di giornata. Gibbs, a seguito di una spinta di Hocevar, va in testacoda in curva 2, bloccando diverse vetture rivali. La Chevy #77 subisce dei danni, mentre Cindric sfrutta ancora una volta il lucky dog.

Nuovo restart, stessi metodi. Van Gisbergen, interno, si appoggia a Preece, esterno, in curva 2 per guadagnare la prima posizione. Come prevedibile (dati anche gli esempi appena citati), la fuga del neozelandese non durerà a lungo.

Già, perché la vettura di Larson si ferma sul backstretch durante il giro 153, probabilmente per assenza di benzina. Data la situazione di pericolo, la direzione gara proclama il regime di caution durante il quale Hocevar si ferma per un controllo meccanico, mentre Busch e Reddick fanno un rifornimento. Berry lucky dog.

La ripartenza regala ancora “botte da orbi” fra van Gisbergen e Preece. Il neozelandese, interno, si difende dal nativo del Connecticut, esterno, spingendolo più volte nella direzione delle barriere. La strategia premierà il leader della corsa fino al giro 156, in cui l’alfiere di RFK Racing spinge il rivale in curva 4, rubandogli così la prima posizione.

La corsa viene neutralizzata per la quattordicesima volta durante il giro 165, in cui la Chevrolet di Elliott si ammutolisce sul backstretch, anch’essa probabilmente perché rimasta a secco. Durante la caution, la ZL1 #9 viene spinta dai meccanici, mentre la #5 guadagna un quarto di miglio.

Preece mantiene la leadership dall’esterno alla ripartenza, mentre Briscoe, a capo della corsia interna, viene superato da van Gisbergen sul backstretch. In curva 3, un contatto fra i due piloti appena menzionati causa la quindicesima interruzione della serata.

Briscoe, difatti, stacca tardi e colpisce van Gisbergen che va in testacoda e resta fermo nel bel mezzo della traiettoria ideale. La Chevy #97 viene colpita anche dalla gemella #88 guidata da Zilisch che, anch’essa, si ferma sul manto asfaltato. Tutti i piloti sfruttano il momento di pausa per rientrare dai meccanici e svolgere un servizio completo. Larson lucky dog.

La ripartenza ha un solo protagonista. Preece, che oramai ci ha fatto il callo con la prima fila, sfrutta la linea esterna per fuggire immediatamente da Briscoe, situato a capo dell’inside lane. La fuga del pilota del Connecticut viene interrotta solo verso la fine del Clash. Al giro 181, Zilisch sbaglia la difesa nei confronti di Wallace sul frontstretch e, per questo motivo, tocca il cofano della Toyota del rivale e perde il controllo della sua Chevy che urterà le barriere di curva 1. Elliott lucky dog.

Il restart non preoccupa Preece, che, dall’esterno, avanza senza difficoltà. Byron, invece, è autore di uno stacco un po’ sotto le aspettative: la Chevy #24, infatti, viene addirittura superata in curva 4 dal Ford di Blaneyta Al giro 182, però, le cose si complicano per Preece. In uscita da curva 4, infatti, si verifica un four wide, con Busch, Gibbs, Larson ed Elliott che restano appaiati per qualche metro prima di stringersi. Ad avere la peggio, in questo contesto, è Larson, che si gira dopo essere stato stretto a panino. Hocevar approfitta della caution per guadagnare un quarto di miglio.

Preece sfrutta al meglio l’ultimo restart di giornata. Il pilota di RFK, situato sull’outside lane, brucia completamente la concorrenza. Blaney, interno, non rappresenta una minaccia per la Mustang #60, dato che viene addirittura superato in curva 4 da Byron.

Ryan Preece, pilota della Ford #60 di RFK Racing, vince il Cook Out Clash al Bowman Gray Stadium. Byron, Blaney, Suarez, Hamlin, Briscoe, Dillon, Buescher, Chastain e Bowman completano la top 10 della prima gara dell’anno.

Ryan Preece, nato 35 anni fa a Berlin, Connecticut, è riuscito ad imporsi per la prima volta in un evento di Cup Series. Nonostante la vittoria del Clash non valga per le statistiche, il pilota di RFK Racing può vantarsi del risultato raggiunto in questa occasione. Che sia l’arrivo di Preece nell’Olimpo della NASCAR? Difficile a dirsi. Solo il tempo risponderà a questa domanda.

I risultati odierni

La classifica del “Cook Out Clash”

I prossimi appuntamenti

Il primo round della NASCAR Cup Series è, come di consueto, la Daytona 500 al Daytona International Speedway. La “Great American Race”, prevista per domenica 15 febbraio, sarà anticipata dagli America 250 Florida Duels at Daytona, che si terranno giovedì 12 febbraio, oltre che dalle gare di NASCAR O’Reilly Auto Parts Series, NASCAR Craftsman Truck Series e ARCA Menards Series.

Immagine: Media NASCAR

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