NASCAR | Cup Series, Chicagoland 2026: Chase Briscoe si difende da Bell e vince. Dominio Toyota!

Di: Francesco Gritti
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Pubblicato il 6 Luglio 2026 - 21:15
Tempo di lettura: 9 minuti
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NASCAR | Cup Series, Chicagoland 2026: Chase Briscoe si difende da Bell e vince. Dominio Toyota!
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Chase Briscoe vince la eero 400, prima gara della Cup Series a Chicagoland dal 2019

Chase Briscoe conquista la prima vittoria stagionale al termine della eero 400 al Chicagoland Speedway. Il trentunenne in forza a Joe Gibbs Racing, dopo due stage in cui ha svolto il ruolo dell’inseguitore, ha preso il largo durante l’ultimo stint prima di passare per primo sotto la bandiera a scacchi.

La seconda parte della stagione 2026 della NASCAR Cup Series inizia dalla eero 400, diciannovesima tappa stagionale della classe regina delle stock car e seconda della NASCAR In-Season Challenge. La gara in questione si svolge al Chicagoland Speedway, tracciato che torna nel calendario di questo campionato dopo molti anni di assenza.

Il Chicagoland Speedway è uno degli ultimi prodotti della “1.5 Invasion”, di cui riprende a pieno le caratteristiche. L’ovale in questione, inaugurato nel 2001, è un “cookie cutter” leggermente arrotondato, con curve lunghe e un banking che si evolve gradualmente senza scossoni, raggiungendo un picco di 18° nelle quattro curve. La riasfaltatura parziale svolta nei mesi scorsi ha reso la superficie del tracciato non omogenea e, per questo motivo, l’asfalto è abbastanza sconnesso.

La eero 400, gara di Cup Series a Chicagoland, è stata per molti anni una tappa fissa del calendario della classe regina delle stock car. La corsa in questione, infatti, si è tenuta ininterrottamente dal 2001 (anno di costruzione della pista) al 2019 prima di essere tolta dal calendario dell’edizione 2020 per via della pandemia di COVID-19. Da allora, le serie NASCAR non sono più tornate a Joliet, paese in cui è situato l’impianto, fino al 2026.

Sono 38 gli iscritti alla gara in questione. Oltre ai piloti titolari, corrono a Chicagoland anche Corey Heim, che guida la Toyota #67 di 23XI Racing, e J. J. Yeley, che porta alti i colori dell’NY Racing Team, che torna in pista assieme alla sua Chevrolet #44 dopo un mese di assenza. La #66 di Garage 66 ritira l’iscrizione a pochi giorni dal via per mancanza di sponsor.

I piloti che partono in prima fila hanno incendiato il pubblico già durante il sabato. Nelle qualifiche a tentativo unico, infatti, Denny Hamlin, pilota della Toyota #11 di Joe Gibbs Racing, si è imposto su Kyle Larson, alla guida della Chevrolet #5 di Hendrick Motorsports, di appena un millesimo di secondo.

La gara

La gara inizia nel migliore dei modi per Hamlin, che, dall’interno, mette subito le ruote davanti a Larson. Il veterano, però, non riuscirà a creare un gap nei confronti dei rivali, dato che, in uscita da curva 2, Nemechek tampona Preece che perde il controllo della propria Ford e urta contro Zilisch, il quale terminerà la propria corsa contro le barriere. La #60, invece, rientrerà in pit road per delle riparazioni che le faranno perdere 4 giri.

La corsa “ricomincia” dopo qualche minuto in regime di caution. Hamlin, sempre a capo della linea interna, questa volta viene beffato da Larson che lo supera in curva 2 dall’esterno. Anche Buescher, situato alle spalle del campione in carica, mette le ruote davanti al “Re Senza Corona” alla 3. Alla fine del primo giro, McDowell sconta il drive through comminatogli dalla direzione gara per aver fallito tre volte le verifiche tecniche pre-evento.

Hamlin, però, non molla e, dopo qualche miglio di studio, si lancia all’inseguimento di Buescher e Larson. Il veterano supera il campione in carica al giro 19 grazie a un attacco ben piazzato in curva 3, il quale gli permette di allontanarsi immediatamente dal suo acerrimo rivale.

La fuga di Hamlin termina al giro 32, nel quale Smith esagera e tampona Hocevar in curva 2. Nonostante i due piloti non abbiano subito grossi danni (né fossero particolarmente lenti dopo l’impatto con le barriere esterne), gli steward mandano in pista la pace car. Tutti i piloti sfruttano la caution per svolgere la prima sosta di giornata. McDowell lucky dog.

La ripartenza seguente regala grande spettacolo. Hamlin, esterno, sfrutta la spinta di Bell per rimanere affiancato a Larson, interno. Nonostante il sorpasso riuscito in curva 2, il veterano deve presto cedere il comando della corsa al rivale, bravo a cercare l’interno alla 4.

La vendetta di van Gisbergen nei confronti di Hill causa la terza caution di giornata al giro 48. Il kiwi di Trackhouse, infatti, tampona il rivale (con cui ha avuto dei conti in sospeso fin da Pocono e San Diego) all’ingresso di curva 3, spedendolo contro le barriere esterne. I danni importanti al posteriore obbligano la #33 al ritiro. Anche SVG passa dai meccanici per un controllo ai braccetti dello sterzo.

Durante la caution tutti i piloti ancora in gara (ad esclusione di Cindric, Logano, Herbst, Allmendinger e Ty Dillon) si recano dai meccanici per sostituire due o quattro gomme. Durante questa serie “supplementare” di pit stop, Gilliland viene toccato da Bell mentre si sta immettendo sulla propria piazzola di sosta. Il ragazzo di FRM, finito in testacoda, dovrà ripartire dal fondo, avendo dovuto rigirarsi prima del completamento dell’intervento della pit crew. Preece lucky dog.

La ripartenza vede due piloti che non si sono fermati lottare per la prima posizione. Si tratta dei compagni Logano, interno, e Cindric, esterno, che svolgono il primo giro in bandiera verde completamente appaiati. Seppur inizialmente sembra che sia il tre volte campione a prevalere, sarà il più giovane dei tre alfieri Penske a diventare leader del plotone di plotone di vetture durante il cinquantacinquesimo passaggio.

Il consumo delle gomme, però, decreterà ben presto la fine del dominio di Cindric. Il campione 2020 della Xfinity Series (ora denominata O’Riley Auto Parts Series) viene infatti superato senza grandi difficoltà da Byron, il quale, dopo essersi affiancato alla Ford #2 in curva 1, completa la manovra di attacco alla 3 del giro 69, diventando così il nuovo leader della corsa.

William Byron, pilota della Chevrolet #24 di Hendrick Motorsports, vince lo stage 1 a Chicagoland. Il ventottenne di Charlotte anticipa sul traguardo Larson, Wallace, Cindric, Briscoe, Buescher, Herbst, Hamlin, Gibbs e Reddick, che guadagnano punti importanti in ottica campionato. Al termine della sosta generale, condita dal pass through di Yeley, la corsa rientra nel vivo dell’azione.

Il secondo stage si apre nel segno di Byron e Wallace. Il pilota della #24, interno, sfrutta la spinta del compagno Larson per guadagnare immediatamente terreno sul rivale alla guida della #23, che, nonostante una situazione iniziale non rosea, non molla.

La perseveranza premia Wallace, che esce bene da curva 4 e, di conseguenza, supera Byron alla fine del giro 91. Il vincitore del primo stage, però, non demorde, e alla 2 del passaggio numero 92 mette nuovamente le ruote davanti al rivale.

La battaglia al cardiopalma per la leadership viene troncata di netto al termine del giro 93, quando Larson perde il controllo della propria vettura in uscita dall’ultima curva. La #5, che ha virato improvvisamente verso l’interno, resta intrappolata nel manto erboso, fradicio della pioggia dei giorni precedenti, situato tra il frontstretch e la pit road, obbligando i marshall a intervenire.

La caution conseguente all’errore del campione in carica permette a numerosi piloti situati nelle retrovie, tra cui Allmendinger, Nemechek, Bell e Smith, di svolgere una sosta addizionale. Preece ringrazia Larson e torna a pieni giri.

La ripartenza seguente non regala spazio a dubbi. Wallace, interno, è autore di un ottimo stacco di frizione. Byron, esterno, riesce invece a guadagnare terreno nei confronti della Toyota #23 nel corso del primo giro in bandiera verde, salvo doversi accodare al leader in curva 4.

Wallace riesce così a scappare dal gruppo. Il nativo dell’Alabama guadagna secondi su secondi per tutta la prima parte del secondo stage, nel quale la sua leadership non sembra poter essere messa in discussione.

Nelle miglia poco precedenti all’apertura della pit window, però, il vantaggio di Wallace inizia a calare rapidamente grazie alla rimonta dei compagni Hamlin e Briscoe. Bubba perderà la leadership al giro 125, nel quale la #11 e la #19 stringono “a panino” la #23 in curva 2 prima di imporsi definitivamente su di essa alla 3.

Una volta neutralizzato il pericolo chiamato Wallace, Hamlin e Briscoe iniziano a lottare fra loro per la prima posizione. Il duello verrà vinto (dopo pochissimi secondi) dal nativo dell’Indiana, che, situato sulla linea esterna, beffa il rivale grazie a uno scatto prodigioso in uscita da curva 4.

Heim e Wallace inaugurano la serie di soste al giro 131. La coppia di 23XI viene seguita da quasi tutti i piloti (Briscoe incluso) al passaggio seguente e da Hamlin, Logano, Ty Dillon e Reddick a quello dopo ancora.

L’ingresso in pit lane di Reddick si rivela particolarmente problematico. La Toyota #45, infatti, si ferma dai meccanici cosparsa di liquidi per via di un danno al radiatore. Dato che la Camry in questione ha sparso olio per tutta la pit road, la direzione gara è costretta a mandare in pista la pace car.

I piloti che non avevano ancora cambiato le gomme, tra cui Blaney (nel frattempo diventato leader), Bell, Smith e Stenhouse Jr., sfruttano il momento ideale per fermarsi dalla propria pit crew. La vettura di Reddick, invece, viene portata nel garage per sostituire il radiatore. Nemechek lucky dog.

La ripartenza premia Byron che riesce a imporsi su Briscoe dall’interno nonostante quest’ultimo, esterno, sia in grado di far sentire la sua presenza fino a curva 4, nella quale il nativo di Charlotte ha la possibilità di mettere le quattro ruote davanti a tutto il plotone di vetture.

Le ultime miglia che compongono il secondo stage non sono all’insegna della quiete. Le quattro Toyota di Joe Gibbs Racing sono molto rapide nei giri che precedono la bandiera a scacchi biancoverdi, ma ciò non basta per impensierire Byron, che mantiene la prima posizione, seppur con qualche difficoltà, fino al giro 165.

William Byron si aggiudica anche il secondo stage a Chicagoland. Il nativo di Charlotte anticipa sotto la bandiera a scacchi Briscoe, Hamlin, Gibbs, Blaney, Bell, Elliott, Bowman, Cindric e Nemechek, che completano la zona punti. La sosta generale, condita dal ritorno in pista di Reddick e dal lucky dog di Larson, anticipa l’uscita di scena della pace car.

L’inizio del terzo stage sorride a Byron. Il vincitore delle prime due frazioni di gara, che ha deciso di partire dalla linea interna, riesce ad allontanarsi da Briscoe, esterno, grazie alla spinta di Gibbs. I due compagni di squadra iniziano così a combattere per la seconda posizione, che verrà conquistata alla fine del primo passaggio dal nativo di Mitchell.

Le gerarchie rimangono stabili fino all’ultima serie di soste che viene inaugurata al giro 216 da Briscoe, il quale viene seguito in pit lane da Byron, Gibbs, Blaney e Cindric al passaggio seguente. Da quel momento in poi, diversi piloti guadagnano la leadership per un solo miglio e mezzo prima di fermarsi e, quindi, cederla a chi si trova alle loro spalle: si tratta di Bell, Hamlin (anche se per due tornate), Wallace, Heim e Gilliland.

Briscoe esce vincitore dalla serie di soste, dato che, dopo aver superato Byron durante il giro 218, guadagna la testa della corsa al termine dell’ultimo pit stop di giornata, avvenuto durante il passaggio numero 223. Yeley, uno degli ultimi piloti a svolgere il rifornimento, resta fermo sulla propria piazzola per diversi minuti prima di tornare in pista.

Le possibilità di vittoria di Briscoe si riducono con l’avvicinarsi alla bandiera a scacchi. Il consumo degli pneumatici, infatti, frena la fuga del pilota della #19, il quale viene raggiunto nei giri finali da Bell. Nonostante la vicinanza fisica, il ragazzo della #20 non riuscirà mai ad attaccare il compagno di squadra, autore di un epilogo senza sbavature né errori.

Chase Briscoe, pilota della Toyota #19 di Joe Gibbs Racing, vince la eero 400, prima gara di Cup Series al Chicagoland Speedway dal 2019. Bell, Hamlin, Byron, Bowman, Wallace, Blaney, Gibbs, Heim e Herbst completano la top 10.

Chase Briscoe, nato a Mitchell, Indiana, nel 1994, riesce definitivamente a lasciarsi alle spalle una prima metà di stagione molto difficile grazie alla prima vittoria del 2026 (nonché sesta in Cup Series). Il pilota della Toyota #19 si rilancia così in campionato.

I risultati odierni

La classifica della “eero 400”

La classifica generale

Così in campionato a 7 gare dalla fine della regular season della NASCAR Cup Series 2026

Denny Hamlin (764) sfrutta le difficoltà di Reddick (720) per allungare notevolmente nel campionato piloti. Bowman, Gilliland, Briscoe, Elliott, Hamlin, Bell, Byron e Blaney raggiungono i quarti di finale della NASCAR In-Season Challenge.

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I prossimi appuntamenti

Come di consueto, non c’è posto per una pausa per i piloti della NASCAR Cup Series. La ventesima gara stagionale della classe regina delle stock car, nonché terza della NASCAR In-Season Challenge, è la Quaker State 400 all’EchoPark Speedway, prevista per domenica 12 luglio. Il sabato, sempre su questo tracciato, sfrecceranno anche i piloti della NASCAR O’Riley Auto Parts Series.

Immagine: Media NASCAR

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